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Benvenuto in Find Your Swing, la tua bussola per navigare tra le nuove uscite discografiche di luglio 2026.
Qui non troverai una semplice lista, ma una selezione accurata dei migliori album, EP e singoli del jazz, scelti con passione e competenza. Ogni brano che ti segnaliamo è accompagnato da un nostro commento, per darti un assaggio autentico di ciò che ti aspetta.
Prima, però, partiamo con i dischi che abbiamo maggiormente approfondito, gli…
Editor Pick’s
Come navigare?
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Dal maggio 2019 ci dedichiamo a selezionare e segnalare la migliore musica del tuo genere preferito.
Se desideri consultare le pubblicazioni dei periodi precedenti, puoi richiederle inviandoci una mail.
Luglio 2026 – Le uscite discografiche
Settimana dal 1° al 5 luglio
Per chi cerca un jazz che unisce la profondità del blues alla raffinatezza di un suono contemporaneo, con un tocco di eleganza senza tempo.
Indigo: un viaggio tra ombra e luce
In Indigo, Bria Skonberg conferma il suo ruolo di una delle voci più distintive del jazz moderno, fondendo tromba, canto e composizione in un paesaggio sonoro ricco di sfumature. L’album esplora il colore indaco, simbolo di mistero, introspezione e trasformazione, attraverso melodie avvolgenti e arrangiamenti sofisticati.
Dai toni caldi e intimi ai momenti di energia travolgente, ogni traccia racconta una storia di resilienza e bellezza. Con la sua capacità di passare dal jazz tradizionale a sonorità più sperimentali, Skonberg crea un dialogo tra passato e presente, celebrando la ricchezza della tradizione mentre guarda al futuro.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz che unisce l’energia elettrica del sassofono all’innovazione di Eddie Harris, tra groove, soul e sperimentazione.
Seamus Blake – The Electrifying Seamus Blake Plays the Music of Eddie Harris
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
03
The Electrifying Seamus Blake Plays the Music of Eddie Harris: un omaggio vibrante a un pioniere del suono
In questo album, Seamus Blake rende omaggio a Eddie Harris, uno dei più sottovalutati compositori jazz e soul del XX secolo, reinterpretando con il suo quartetto le composizioni che hanno segnato un’epoca. Con Sam Yahhel alle tastiere, Tim Lefebvre al basso elettrico, Corey Fonville alla batteria e Dawn Pemberton alla voce, Blake porta in vita l’eredità innovativa di Harris, pioniere del sassofono elettrificato e maestro della fusione tra jazz, funk e suoni avanguardistici.
Ogni traccia è una rinascita: dai groove ipnotici ai momenti di pura improvvisazione, l’album celebra la modernità senza tempo di Harris, dimostrando come la sua musica sia ancora oggi fresca e rilevante. Blake, con la sua tecnica raffinata e il suo approccio audace, trasforma ogni brano in un dialogo tra passato e presente, dove l’energia del live si sposa con la profondità compositiva.
The Electrifying Seamus Blake Plays the Music of Eddie Harris non è solo un tributo, ma una conferma: la musica di Harris, come quella di Blake, è un ponte tra generazioni, un linguaggio che continua a ispirare.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un viaggio sonoro attraverso l’America musicale, oltre i confini del genere.
Ran Blake & Dominique Eade – Roots & Byways
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
03
Roots & Byways: Ran Blake e Dominique Eade ridefiniscono l’Americana
Con Roots & Byways, il leggendario pianista Ran Blake e la vocalist Dominique Eade sfidano l’idea convenzionale di Americana, abbracciando un repertorio che spazia dal jazz a Monk al pop di Whitney Houston. Un progetto che celebra la ricchezza e la diversità della musica statunitense, con un tocco di eleganza francese.
Registrato al Jordan Hall del New England Conservatory, l’album offre 14 brani che uniscono standard, colonne sonore e canzoni folk, reinterpretati con una libertà che solo decenni di complicità artistica possono permettere. Dalla malinconia di Grey December di Frank Campo alla grinta di Lost Highway di Hank Williams, fino a una sorprendente versione di Saving All My Love for You, ogni traccia rivela un dialogo profondo tra voce e pianoforte.
Blake, con il suo approccio orchestrale e giocoso, e Eade, la cui voce sa essere sia intima che potente, creano un’atmosfera dove la fiducia reciproca supera la perfezione tecnica. Un disco che non si limita a onorare il passato, ma lo reinventa, dimostrando che la vera Americana è un mosaico senza confini.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz quintettistico che unisce composizione sofisticata e improvvisazione audace.
Ralph Alessi – For A Sun That Never Sets
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
03
Ralph Alessi – For A Sun That Never Sets
Con For A Sun That Never Sets, il trombettista Ralph Alessi amplia la sua formazione quartettistica aggiungendo un quinto elemento: il trombonista Joseph Alessi, suo fratello, che arricchisce il suono con linee espressive e dialoghi incandescenti con la tromba. Il gruppo, completato da Matt Mitchell al pianoforte, John Hébert al contrabbasso e Ches Smith alla batteria e vibrafono, naviga temi sincopati con una libertà espressiva che trasforma ogni brano in un’esplorazione unica.
L’album, che alterna momenti contemplativi a strutture angolari e assoli potenti, mette in luce la versatilità di Alessi, il cui tono puro e la capacità di trasmettere emozioni sono evidenti in ogni traccia. Un lavoro che conferma la sua statura di compositore e improvvisatore d’eccezione.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz che unisce la potenza dei fiati afrobeat e il groove ipnotico del jazz moderno.
Tenderlonious – Africa Brass Live
Africa Brass Live è il nuovo album dal vivo del polistrumentista e compositore Tenderlonious, un omaggio vibrante alle sonorità afrobeat e al jazz più energico. Con il suo 22archestra, Tenderlonious fonde brass pesanti, ritmi danzanti e improvvisazioni avvolgenti, creando un sound ipnotico e coinvolgente. L’album, in uscita a luglio 2026, cattura l’energia di un live dove ogni brano diventa un’esperienza collettiva, tra groove travolgente e momenti di pura magia sonora. Un lavoro che celebra la tradizione mentre spinge verso nuove frontiere espressive.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi ama il jazz contemporaneo e le atmosfere raffinate
Secret Garden: un viaggio tra armonie audaci e melodie senza tempo
Il trio Secret Garden, formato da Enrico Bracco (chitarra), Francesco Poeti (basso elettrico) e Armando Sciommeri (batteria), incanta con un sound che unisce jazz contemporaneo, neo-soul e suggestioni elettroniche. Le loro composizioni originali, firmate da Bracco e Poeti, si distinguono per una scrittura sofisticata, tra esplorazioni armoniche inedite e una cantabilità immediata.
L’album omonimo è un omaggio alla tradizione jazz, con influenze che spaziano dal cool jazz di Tristano alle atmosfere rarefatte della scena europea, senza tralasciare il songbook classico. Tra i brani, spiccano reinterpretazioni come “How Deep Is the Ocean” di Irving Berlin e contrafacts ispirati a “Stella by Starlight” e “All the Things You Are”.
A arricchire il progetto, la collaborazione con il sassofonista statunitense Matt Renzi, la cui voce strumentale aggiunge profondità e personalità al sound del trio. Un album per chi cerca eleganza, sperimentazione e un tocco di magia sonora.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Luglio 2026 – Le uscite discografiche
Settimana dal 6 al 12 luglio
Per chi cerca un jazz audace e sperimentale, dove i registri gravi disegnano paesaggi sonori inediti.
Bassism Trio – Dreams Must Explain Themselves
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
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Dreams Must Explain Themselves tra improvvisazione e profondità timbrica
Il Bassism Trio ridefinisce i confini del jazz contemporaneo con Dreams Must Explain Themselves, un album che esplora le potenzialità di una formazione atipica, priva di strumenti armonici tradizionali. Errico De Fabritis (sax baritono, sax alto, kalimba), Alberto Popolla (clarinetto basso, basso elettrico) e Ferdinando Faraò (batteria, voci) intrecciano low-end densi e dialoghi sonori fisici, dove l’interazione tra i registri gravi diventa il fulcro della costruzione musicale.
Radicati nella tradizione afroamericana ma proiettati verso un linguaggio personale, i tre musicisti – già collaboratori in Roots Magic – fondono composizione e improvvisazione radicale, alternando ritmi incalzanti a atmosfere rarefatte. La voce di Naima Faraò, ospite nel brano omonimo, arricchisce ulteriormente la tessitura sonora dell’album, aggiungendo una dimensione vocale suggestiva.
Pubblicato da Aut Records, Dreams Must Explain Themselves è un viaggio nel jazz sperimentale, dove l’attenzione al suono e la libertà espressiva si incontrano in un equilibrio perfetto. Un lavoro per chi ama l’avanguardia senza rinunciare alla fisicità del groove.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un viaggio tra soft jazz, pop e elettronica con testi profondi e ironici
fabioeledistanze: “illune”, un album che illumina l’assenza
Illune, debutto del progetto fabioeledistanze guidato dal cantautore pugliese Fabio Nardulli, è un’opera che esplora le zone d’ombra delle relazioni umane attraverso un linguaggio ricercato e ironico. Il disco, prodotto da Dodicilune per la linea Controvento, si muove tra echi di soft jazz, contaminazioni pop ed elettroniche e atmosfere semiacustiche arricchite da loop e sequenze dosate.
La band, formata da musicisti di spessore come Marco Boccia (contrabbasso), Giovanni Chiapparino (batteria, vibrafono) e Marcello Maggi (tromba), dà vita a un sound raffinato, dove le armonie complesse si fondono con la voce esile e intensa di Nardulli. I testi, in italiano, scandagliano fragilità e vulnerabilità con una sottile ironia, mentre il concetto di distanza – fisica, emotiva, metaforica – fa da fil rouge.
Ospiti d’eccezione Daniele Di Maglie e Maurizio Ranieri arricchiscono due brani, mentre il termine illune – assenza di luna – diventa metafora di ciò che non è illuminato, ma comunque emotivamente vibrante. Un album urgente, che ridà peso alle parole e alla comunicazione tra le persone.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz che unisce generazioni e tradizioni, tra improvvisazione e spiritualità.
Milton Michaeli / Asaf Shchori / Hamid Drake – Universal Butterfly
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
10
Universal Butterfly: un volo tra radici e orizzonti infiniti
Universal Butterfly è l’incontro di tre voci uniche del jazz contemporaneo: il pianista Milton Michaeli, il contrabbassista Asaf Shchori e il leggendario batterista Hamid Drake. L’album nasce da anni di cammino musicale condiviso, portando in scena un dialogo in cui ogni musicista contribuisce con la propria identità, creando un suono che è al contempo avventuroso e accessibile.
Michaeli, con le sue radici nel jazz e nella tradizione latina, spinge la musica verso territori inesplorati, mentre Shchori trasforma il contrabbasso in uno strumento compositivo, passando da groove profondi a linee melodiche liriche. Drake, custode della tradizione del free jazz, porta una ritmica spirituale e globale, capace di unire passato e presente.
I brani, come For Wilbur Ware / We Travel the Space Ways e Yasmin, intrecciano improvvisazione e composizioni originali, ispirandosi a figure come Sun Ra e Ras Michael. Il risultato è un suono meditativo, espansivo e fresco, che celebra la libertà creativa senza perdere di vista la profondità emotiva.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz che si intreccia con l’elettronica e le tradizioni globali, in un dialogo intimo e sperimentale.
Be Quiet: un viaggio sonoro tra città, culture e silenzi eloquenti
Be Quiet è il nuovo album del trombettista e produttore norvegese Nils Petter Molvær, un progetto costruito su nove collaborazioni uniche, ognuna registrata in una città diversa, da Bangkok a Berlino, da Roma a Londra. Ogni traccia è un incontro tra la sua tromba inconfondibile e le voci sonore di artisti come Imogen Heap, John Paul Jones, Alva Noto e Marilyn Mazur, in un dialogo tra jazz, elettronica e suoni ambientali.
Brani come London-Finsbury Park (John Paul Jones) e Berlin-orbit 4 (Alva Noto) esemplificano questa fusione, dove la tromba di Molvær si intreccia con pianoforte, elettronica, percussioni e archi, creando paesaggi sonori fluidi e in costante evoluzione. L’album, accompagnato da un documentario diretto da Per Manning, cattura non solo la musica, ma anche il processo creativo e le relazioni umane dietro ogni collaborazione.
Be Quiet non è solo un album, ma un invito a fermarsi e ascoltare: un lavoro che celebra la bellezza dell’incontro tra diversità culturali e disciplinari, dimostrando come il silenzio possa essere altrettanto eloquente della musica stessa. Un disco che ispira a esplorare il mondo attraverso il suono, con apertura e curiosità.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz orchestrale che unisce improvvisazione e composizione in un’epica sinfonia moderna.
Satoko Fujii – Bunker Ulmenwall Orchestra
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
10
Satoko Fujii Bunker Ulmenwall Orchestra: una rivelazione sonora
Scoperto dopo oltre un decennio negli archivi del produttore Wolfgang Gross, questo doppio CD cattura l’energia unica di un concerto del 2014 a Bielefeld, dove l’orchestra — formata da professionisti e studenti — ha portato in vita le composizioni sfaccettate di Satoko Fujii. Il primo disco è dedicato a Shiki, un’opera monumentale che riflette le molteplici fasi della vita, mentre il secondo disco dà spazio ai compositori dell’orchestra, come Andreas Kaling e Natsuki Tamura. Un album che celebra la gioia della musica collettiva e l’arte di Fujii nel fondere jazz, classica e rock in un linguaggio unico.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca l’energia viva di un jazz che si reinventa in tempo reale.
EXCHANGE: il nuovo live album di Brent Birckhead
EXCHANGE cattura l’immediatezza magica del jazz dal vivo al Keystone Korner di Baltimore. Non è un semplice documento, ma una transazione: la musica smette di appartenere al compositore, diventa dialogo tra musicisti e pubblico, e si trasforma in qualcosa di unico.
Con ospiti come Warren Wolf, Sean Jones e Imani-Grace Cooper, l’album ridefinisce classici come “Take 5” e propone inediti come “Woody’s Interlude”, dove Brandon Woody dimostra una tecnica che onora la tradizione pur aprendo a nuove sonorità. Birckhead chiude con “Moonlit Waters”, un assolo al clarinetto basso che avvolge l’ascoltatore in un’atmosfera intima.
EXCHANGE è tributo e prova: un disco che va compreso come un unico atto di creazione collettiva, proprio come Art Blakey ha sempre sostenuto. Dall’Autore, attraverso i musicisti, direttamente a te.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz senza confini e contaminazioni audaci
FATHERS: il collettivo che ridefinisce il jazz moderno
Il quartetto FATHERS, formato da Kenny Beats, Kiefer, CARRTOONS e Nate Smith, porta una ventata di innovazione nel panorama jazz con l’omonimo album di debutto.
Pubblicato da Blue Note Records, il progetto fuse con naturalezza le radici del jazz con beat hip-hop, groove funk e texture elettroniche, creando un sound fresco e stratificato. Ogni traccia dell’album, un viaggio in otto movimenti, dimostra come la tradizione possa dialogare con la sperimentazione senza perdere la sua anima. FATHERS non si limita a suoni: è una dichiarazione di intenti, un manifesto sonoro per una nuova generazione di musicisti che non teme di spingersi oltre i confini.
Un lavoro essenziale per chi cerca un jazz vivo, dinamico e proiettato verso il futuro.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un’innovazione sonora fuori dagli schemi
Enrico Intra – IN-TRA IN DUO+: un dialogo generazionale in musica
A 90 anni, il maestro Enrico Intra conferma il suo ruolo di pioniere della sperimentazione. Con IN-TRA IN DUO+, registrato per AlfaMusic, il pianista milanese ridefinisce i confini del jazz e oltre, privilegiando il suono sulla forma. In duo e trio con giovani talenti come Lucia Filaci, Giacomo Serino e Arabella Rustico, Intra costruisce percorsi sonori aperti, dove l’improvvisazione diventa dialogo puro. Brani brevi ma intensi, come “Roma 1” o “InGiac”, bruciano di un’energia istantanea, lasciando una scia indelebile. Il concerto alla Casa del Jazz ha sottolineato la sua visione: musica come condivisione, ascolto e crescita reciproca.
Un album che sfida le convenzioni, dove ogni nota è un invito a uscire dalla gabbia dei linguaggi preconfezionati.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca il groove autentico tra soul, jazz e radici operaie
Norside: “Coal & Soul”, l’energia Rust Belt in musica
Con “Coal & Soul”, i Norside portano in primo piano l’anima grezza di Pittsburgh, fondendo soul-jazz, funk e jazz rock in un omaggio alle radici blue-collar della Rust Belt. L’album, ridefinisce il classico formato organ trio con groove contemporanei, improvvisazione audace e toccate afrobeat, come nel brano omonimo arricchito da fiati avvolgenti.
Nato sul palco, il disco cattura la chimica live della band, forgiata anche durante il tour con The New Mastersounds. Ogni traccia respira spontaneità e calore, trasmettendo l’energia di un collettivo che onora la tradizione senza rinunciare all’innovazione. Un viaggio sonoro tra il vintage e il moderno, perfetto per chi cerca profondità, ritmo e autenticità.
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Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Luglio 2026 – Le uscite discografiche
Settimana dal 13 al 19 luglio
Per chi ama l’incontro tra jazz sperimentale e sonorità elettroniche
Anaglyph: il dialogo sonoro tra Zack Moir e Roberto Cassani
Anaglyph segna l’incontro registrato tra il sassofonista Zack Moir e il contrabbassista Roberto Cassani, un progetto che unisce avant-jazz, free improvisation e sperimentazione elettronica. Il titolo, ispirato alla tecnica fotografica dell’anaglifo, riflette la fusione di due voci musicali distinte in una prospettiva sonora condivisa.
L’album si muove tra melodia, texture e atmosfere, con il sassofono, il contrabbasso e l’elettronica che si intrecciano in un dialogo fluido. I sistemi generativi di Moir reagiscono in tempo reale, amplificando e rifrangendo il suono acustico, mentre Cassani offre un equilibrio tra radice e apertura. Nonostante alcuni brani partano da strutture melodiche semplici, l’improvvisazione rimane il cuore del progetto, trasformando ogni idea in una direzione inaspettata.
Anaglyph è un omaggio alla ricerca e alla sperimentazione, dove l’ascolto diventa un atto creativo e il significato emerge dall’incontro, non dalla premeditazione. Un lavoro per chi cerca profondità, libertà espressiva e un jazz che va oltre i confini tradizionali.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz che unisce la profondità melodica alla ricchezza culturale, in un viaggio tra tradizioni indonesiane e linguaggi universali.
Celestial Keeper: il pianoforte come custode di emozioni senza confini
In Celestial Keeper, Joey Alexander torna con un opera che celebra la natura e i ritmi della vita in Indonesia, fondendo composizioni originali e reinterpretazioni di classici come “Stella by Starlight” e “My Funny Valentine”. Il suo trio storico, con Kris Funn al contrabbasso e Jonathan Barber alla batteria, si arricchisce delle voci di Lisa Fischer e Alita Moses e del sassofono di Jaleel Shaw, creando un paesaggio sonoro di rara bellezza.
Ogni traccia è un omaggio alla melodia, dove la tradizione incontra l’innovazione in un dialogo tra improvvisazione e struttura. Alexander, nominato ai Grammy®, conferma il suo talento nel trasformare il pianoforte in uno strumento di narrazione pura, capace di evocare immagini e emozioni con ogni nota.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz che unisce tradizione e avanguardia in un dialogo profondo tra composizione e improvvisazione.
Dead Words: un viaggio spirituale tra bebop e free jazz
Dead Words, del contrabbassista e compositore di Chicago Christopher Dammann, è una raccolta di spiritual contrafacts che traccia una linea dal bebop al free jazz fino ai nostri giorni. Con la collaborazione di Jim Baker al pianoforte, James Davis alla tromba e all’elettronica, Jon Irabagon al sassofono e agli effetti, e Mike Reed alla batteria, l’album bilancia uno swing profondo, un’improvvisazione aperta e un rigore compositivo. Un’audace dichiarazione personale radicata nella tradizione della musica creativa di Chicago, dove ogni nota sembra raccogliere l’eredità del passato per proiettarla in un futuro senza confini.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz che unisca la raffinatezza del post-bop a un’energia fresca e contemporanea.
Radio Casual: il nuovo capitolo di David Blake
Con Radio Casual, il chitarrista David Blake — originario di Vancouver e ora attivo nella scena jazz di Brooklyn — porta in primo piano la sua visione matura e innovativa. Il quartetto, formato da Dabin Ryu al pianoforte, Warren Louie al contrabbasso e Jonas Esser alla batteria, esplora composizioni originali che spaziano dal modal jazz all’improvvisazione collettiva. Un album che, con la sua ricchezza melodica e armonica, conferma Blake come una delle voci più interessanti della sua generazione, capace di fondere tradizione e sperimentazione in un suono accessibile ma profondamente sofisticato. La musica, qui, è un invito a riscoprire la gioia della scoperta.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz autentico, dove la storia e l’emozione si intrecciano con la spontaneità.
Way Out Northwest: un omaggio alle connessioni umane e musicali
Mike DiRubbo porta in Way Out Northwest l’essenza di un jazz radicato nella fiducia e nell’improvvisazione. Registrato a Vancouver con una sezione ritmica affiatata — Tilden Webb al pianoforte, Jodi Proznick al contrabbasso e Jesse Cahill alla batteria — l’album è il frutto di decenni di collaborazione e stima reciproca.
Tra i brani, spiccano omaggi a figure chiave come Harold Mabern e Jim Rotondi, mentori che hanno segnalato il percorso artistico di DiRubbo. “Jimbo” e “One for Mabes” sono più di semplici composizioni: sono ringraziamenti musicali, pagine di un diario sonoro che unisce passato e presente.
L’album, registrato in sole quattro-cinque ore dopo tre serate dal vivo, cattura l’energia di un momento magico, dove l’intuizione e la preparazione si fondono. “Provo a farmi guidare dall’orecchio”, dice DiRubbo, e il risultato è un disco che trascende la tecnica, diventando una testimonianza di connessione umana. Un lavoro che, come scrive Cory Weeds, “ha qualcosa di speciale”.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz che unisce virtuosismo e profondità letteraria in un concept album cinematografico.
The Devil I Knew: un viaggio in cinque atti tra jazz e poesia
The Devil I Knew è il settimo album della due volte vincitrice del GRAMMY Nicole Zuraitis, un opera concettuale in cinque movimenti che esplora autoconsapevolezza, responsabilità e agenzia emotiva attraverso la metafora di un amore in frantumi. Ogni sezione — The Mirror, The Martyr, The Malediction, The Reckoning, The Requiem — è collegata da poesie di autrici iconiche come Dorothy Parker, Emily Dickinson e Edna St. Vincent Millay, fuse con un songwriting intimo e sofisticato.
Registrato a EastSide Sound (NYC) e masterizzato da Bernie Grundman, il disco vanta un ensemble di livello mondiale: Christian McBride, Gilad Hekselman, Donny McCaslin, Larry Goldings, con arrangiamenti per fiati di Jerry Hey e archi del Budapest Scoring Orchestra diretti da Vince Mendoza. Prodotto da Larry Klein e dalla stessa Zuraitis, l’album si posiziona nel Nuovo Romanticismo jazzistico, lussureggiante, letterario ed emotivamente espansivo, in un’epoca che spesso ci chiede di essere più piccoli e silenziosi.
Un manifesto artistico che celebra la complessità umana senza compromessi.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un viaggio sonoro tra tradizione e innovazione.
New England Jazz Collaborative – Tributaries
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
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Tributaries: il debutto del New England Jazz Collaborative
“Tributaries”, il primo album del New England Jazz Collaborative, si distingue per la sua ampia gamma di approcci compositivi, che spaziano dallo swing di New Orleans al jazz fusion, fino all’highlife dell’Africa Occidentale.
Fondato da Jeremy Cohen per dare voce a compositori con background eterogenei, il NEJC si propone come un modello innovativo: un’orchestra che valorizza la pluralità di voci e stili. In meno di cinque anni, il collettivo ha prodotto oltre 30 nuove opere per orchestra jazz, pagando più di 100.000 dollari a musicisti locali e creativi.
L’album è un omaggio alla ricchezza del jazz contemporaneo, con brani che spaziano dalla ballata delicata al funk in metri dispari, passando per influenze classiche e jazzistiche. Un progetto che unisce tradizione e sperimentazione, portando avanti un’eredità musicale unica.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz intimo e ricco di emozioni, tra fusion e libertà espressiva
Riccardo Zorzi – Songs for My Daughter
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
17
Songs for My Daughter: il debutto di Riccardo Zorzi tra melodia e improvvisazione
Riccardo Zorzi, batterista e compositore trevigiano, porta in scena con Songs for My Daughter un album che è un diario musicale dedicato alla paternità. Sei brani scritti in quattro anni, dove la delicatezza dei momenti personali si trasforma in energie fusion e slanci free jazz. Il suo trio, guidato da una prospettiva ritmica unica, si distingue per dinamiche ampie e un dialogo strumentale profondo, arricchito dal contrabbasso di Marco Vavassori e dal pianoforte di Paolo Corsini.
L’improvvisazione non è un ornamento, ma il cuore pulsante di ogni traccia, dove ogni nota nasce da una condivisione creativa maturata in anni di concerti. L’album, edito da Caligola Records, cattura l’essenza della fragilità e della forza silenziosa, regalando atmosfere che oscillano tra tenera malinconia e slancio vitale. Un lavoro raffinato e autentico, che dimostra come il jazz possa essere sia intimo che esplosivo.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Luglio 2026 – Le uscite discografiche
Settimana dal 20 al 26 luglio
Per chi cerca un jazz spirituale che unisce lotta, trasformazione e connessione collettiva in un suono avvolgente e cosmico.
Ancient Infinity Orchestra – It’s Always About Liberation
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
24
Ancient Infinity Orchestra – It’s Always About Liberation
Terzo album dell’Ancient Infinity Orchestra, It’s Always About Liberation approfondisce la visione del collettivo, esplorando territori emotivi più scuri e introsettivi rispetto al precedente It’s Always About Love. Guidato dal contrabbassista e compositore Ozzy Moysey, il 16-elementi orchestra (con due contrabbassi, arpa, sassofoni, clarinetti, violino, viola, violoncello, oboe, flauti, mandolino, congas, pianoforte, batteria e percussioni varie) crea un universo sonoro espansivo e intimo, radicato nella condivisione e nell’intenzione collettiva.
Ispirato dalle parole di Moor Mother — “It’s always about love / It’s always about liberation” — l’album affronta temi di lotta, perseveranza e desiderio di trasformazione, senza mai arrendersi alla frammentazione del mondo. Tra meditazioni ipnotiche, groove crescenti e momenti di dolore collettivo, la musica ricerca la libertà e la connessione, lasciando che creatività e unione abbiano l’ultima parola. Un viaggio interiore ed esteriore, sempre proiettato verso l’universale.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca fusion jazz e spiritualità sonora
Sangam & Friends: il dialogo mistico di Charles Lloyd
In Sangam & Friends, il leggendario sassofonista Charles Lloyd intreccia jazz, musica classica indiana e spiritualità in un viaggio sonoro ipnotico. Pubblicato da Blue Note Records, l’album è una celebrazione del collettivo Sangam, formato con il tabulista Zakir Hussain e il percussionista Eric Harland, arricchito da collaborazioni con musicisti di calibro internazionale.
Le composizioni, tra improvvisazione e struttura, respirano un’energia meditativa e vibrante, dove il sax di Lloyd dialoga con i ritmi complessi della tradizione indiana e le sfumature moderne del jazz contemporaneo. Un’opera per chi cerca profondità emotiva e virtuosismo tecnico, capace di trascinare l’ascoltatore in una dimensione senza confini.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz che fonde eleganza ritmica, sperimentazione elettronica e una profonda sensibilità melodica.
Richard Spaven – Light of Day
Light of Day, nuovo album del batterista e produttore Richard Spaven, è un viaggio sonoro che unisce il jazz contemporaneo a sfumature elettroniche. Con la sua firma inconfondibile, Spaven esplora ritmi complessi e atmosfere avvolgenti, creando un dialogo tra improvvisazione e struttura che cattura l’ascoltatore fin dal primo ascolto.
L’album, in uscita il 24 luglio 2026 per Edition Records, conferma la sua capacità di fondere tradizioni jazzistiche con sonorità moderne, offrendo un’esperienza ricca di dettagli e emozioni. Un lavoro che brilla per la sua coerenza artistica e la sua capacità di sorpendere.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un dialogo intimo tra generazioni del jazz.
L’eleganza senza tempo di Nostalgia
Il bassista Tony Grey unisce le forze con il leggendario pianista Bob James in Nostalgia, un progetto discografico pubblicato da Two for the Show Media che si distingue per la sua straordinaria sensibilità artistica. Questo album rappresenta un vero e prima classe viaggio sonoro intimo e melodico, capace di ridefinire i confini del jazz contemporaneo attraverso un linguaggio raffinato ma incredibilmente accessibile.
Nato da una collaborazione spontanea tra due generazioni di jazz, il disco mette in luce una straordinaria sinergia strumentale. Il tocco elegante di Bob James al pianoforte si intreccia alla perfezione con il fraseggio lirico e profondo del basso di Tony Grey. Il risultato è un’opera di grande respiro emotivo, ideale per gli audiofili e per chiunque desideri farsi cullare da atmosfere sofisticate e confidenziali. Nostalgia non è solo un tributo alla tradizione, ma un dialogo vivo e vibrante che proietta la purezza del genere verso il futuro.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Luglio 2026 – Le uscite discografiche
Settimana dal 27 al 31 luglio
Per chi cerca un jazz che intreccia la tradizione folk scozzese con la libertà improvvisativa, dove ogni nota racconta un paesaggio e un’emozione.
Fergus McCreadie – The Shieling – Companion Pieces
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
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The Shieling – Companion Pieces, un viaggio intimo tra memoria e innovazione
Registrato in un cottage remoto delle Outer Hebrides, The Shieling – Companion Pieces è un EP che estende l’atmosfera magica dell’acclamato album The Shieling (2025) di Fergus McCreadie. Qui, il pianista scozzese e il suo trio — David Bowden al contrabbasso e Stephen Henderson alla batteria — creano un dialogo sonoro in cui la melodia folk si fonde con l’improvvisazione jazzistica, in un equilibrio di chiarezza, spazio e intensità.
I brani, come The Pass e Ford the River, sono composizioni aperte e fluide, dove ogni nota sembra risuonare con l’eco dei paesaggi scozzesi. McCreadie, già riconosciuto come una delle voci più originali del jazz britannico, conferma qui la sua capacità di unire profondità emotiva e immediatezza, in un suono che parla direttamente al cuore. Un ascolto per chi cerca musica che avvolge, ispira e connette con la bellezza delle cose semplici.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz cameristico intimo, colto e aperto a suggestioni classiche e contemporanee.
Francesco Branciamore – Old & New Dreams
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
30
L’evoluzione espressiva e narrativa del piano solo di Francesco Branciamore
A cinque anni dal suo ultimo lavoro in piano solo, il compositore e pianista siracusano Francesco Branciamore torna con «Old & New Dreams», un album pubblicato da Caligola Records che testimonia una straordinaria maturazione tecnica ed espressiva. Già stimato come uno dei batteristi jazz italiani più apprezzati degli ultimi trent’anni, Branciamore consolida qui la sua identità di raffinato lirista della tastiera, muovendosi in un territorio di confine in cui improvvisazione jazzistica e rigore della musica classica si fondono in un linguaggio profondamente personale.
Il cuore di questo progetto risiede nella centralità del tema, inteso come una vera e propria voce narrante. Le composizioni si sviluppano come storie aperte, dove la scrittura e l’estemporaneità dialogano in un dinamico equilibrio temporale e sonoro. Rispetto ai precedenti lavori autografi, la vera novità di questo disco risiede nella tracklist: accanto ai propri brani, Branciamore propone infatti quattro intense reinterpretazioni di altri autori, spingendosi oltre i confini del jazz per rileggere giganti apparentemente distanti come il compositore catalano Federico Mompou e l’icona del folk-rock David Crosby. Un viaggio intimo e colto, ideale per chi ama la musica che sa farsi racconto.
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Per chi cerca un jazz che trasforma la gioia in un atto di resistenza e connessione radicale.
Isaiah Collier – Joy: un inno alla resilienza e alla gratitudine
Con il suo nuovo EP Joy, il sassofonista, compositore e polistrumentista Isaiah Collier ridefinisce una delle emozioni più complesse dell’umanità: la gioia come radice spirituale e gesto politico. In un mondo segnato da fratture culturali e incertezze, Collier propone cinque brani dove la gioia non è fuga, ma affermazione di amore, scoperta e resilienza. Un lavoro che celebra la connessione umana e l’uso consapevole dei propri talenti, trasformando la musica in una luce guida nei momenti bui.
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Per chi cerca un dialogo ritmico e melodico tra due giganti della musica contemporanea.
Coherence – Cindy Blackman Santana e Carlos Santana: un duetto di sinergia unica
Coherence è un duetto dinamico tra Cindy Blackman Santana e Carlos Santana, estratto dall’album Sentient di Santana. Il brano mette in luce la sinergia unica tra la batteria potente e sfumata di Cindy e la chitarra incandescente di Carlos, in un intreccio di energie che supera i confini tra jazz, rock e fusion. Registrato con una nuova sequenza drammatica, il pezzo celebra la connessione profonda tra i due musicisti, esaltando la loro capacità di comunicare attraverso il linguaggio universale dell’improvvisazione. Un manifesto sonoro che **dimostra come la musica possa essere sia viscerale che raffinata, frutto di una collaborazione che va oltre le etichette di genere
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Per chi ama il jazz sperimentale e i viaggi sonori senza confini
Odyssey: il viaggio musicale di Denny Zeitlin tra piano, elettronica e improvvisazione
Denny Zeitlin, pianista e compositore visionario, ci regala con Odyssey un album che è un vero e proprio viaggio tra jazz acustico, sperimentazione elettronica e improvvisazione pura. Registrato tra concerti dal vivo e sessioni in studio, il disco unisce tre progetti storici: il trio con il contrabbassista Mel Graves e il percussionista George Marsh, le reinterpretazioni in solo piano di classici di Cole Porter e il duo electro-acoustic con Marsh.
Un omaggio alla tradizione e all’innovazione. Le versioni di “It Could Happen To You” e “Body and Soul” sfidano le convenzioni con cambi di tempo e armonizzazioni audaci, mentre le tracci solistiche come “Night and Day” (trasformata in una lenta rumba) dimostrano la sua capacità di reinventare il repertorio classico. La sezione electro-acoustic, frutto di una sinergia quasi telepatica con Marsh, esplora sonorità galattiche grazie a software orchestrali e batterie elettroniche, in un flusso di composizione spontanea e senza schemi predefiniti.
Odyssey è un album per chi cerca profondità, sperimentazione e un dialogo senza tempo tra passato e futuro del jazz. Un’opera che conferma Zeitlin come uno dei più originali interpreti della scena contemporanea.
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Per chi cerca un jazz audace e visionario, tra orchestrazioni lussureggianti e ritmi spezzati.
DOMi & JD Beck: “WHO ASKED?” – Un capolavoro maximalista tra jazz e indietronica
Con WHO ASKED?, il duo DOMi & JD Beck ridefinisce i confini del jazz contemporaneo, abbandonando la formula dei featuring stellari del precedente NOT TiGHT per abbracciare una dimensione ancora più ambiziosa. L’album, edito da Blue Note Records, si arricchisce di una sinfonietta di musicisti classici, tessendo un arazzo sonoro denso di note, cambi di tempo imprendibili e una bellezza orchestrale senza pari.
Le voci di Domi e JD si intrecciano con un sound che oscilla tra il chamber pop e l’indietronica jazz, ma moltiplicato per cinquanta in termini di complessità e ricchezza armonica. Ogni traccia respira libertà creativa, fondendo la precisione tecnica con un’anima flower-child, verdeggiante e ribelle.
Un lavoro stupefacente per chi ama la sperimentazione senza rinunciare alla melodia, dove il virtuosismo non è fine a sé stesso, ma strumento di un’espressione artistica unica. WHO ASKED? non chiede permesso: si impone come una delle proposte più innovative dell’anno.
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