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Benvenuto in Find Your Swing, la tua bussola per navigare tra le nuove uscite discografiche di settembre 2026.
Qui non troverai una semplice lista, ma una selezione accurata dei migliori album, EP e singoli del jazz, scelti con passione e competenza. Ogni brano che ti segnaliamo è accompagnato da un nostro commento, per darti un assaggio autentico di ciò che ti aspetta.
Prima, però, partiamo con i dischi che abbiamo maggiormente approfondito, gli…
Editor Pick’s
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Dal maggio 2019 ci dedichiamo a selezionare e segnalare la migliore musica del tuo genere preferito.
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Settembre 2026 – Le uscite discografiche
Settimana dal 1° al 6 settembre
Per chi cerca un dialogo jazz di pura libertà espressiva
FAUSTO FERRAIUOLO | GABRIELE MIRABASSI — Disubbidire sempre
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
02
Disubbidire sempre: il duo Ferraiuolo e Mirabassi reinventa il jazz
Disubbidire sempre è l’esordio del duo formato dal pianista Fausto Ferraiuolo e dal clarinettista Gabriele Mirabassi, due voci autorevoli del jazz contemporaneo. Un progetto nato al Torino Jazz Festival 2025, dove composizione e improvvisazione si fondono in un percorso di libertà creativa. Qui, la disobbedienza non è rottura, ma esplorazione consapevole: una tensione tra struttura e invenzione che dà vita a sonorità ruvide, ariose, imperfette, sempre in bilico tra rigore e abbandono.
L’album si ispira all’Art Brut, con la copertina firmata da Oswald Tschirtner, la cui essenzialità dialoga con la musica: sottrazione del superfluo per far emergere l’essenziale. Ferraiuolo, con la sua formazione classica e jazz, e Mirabassi, tra i clarinettisti più innovativi al mondo, reinventano il linguaggio musicale con un approccio irriverente ma colto, dove ogni nota è un atto di ricerca e trasformazione.
Un lavoro che tocca l’universale attraverso l’essenzialità: una linea, un respiro, una direzione ostinata. Per chi ama il jazz senza confini, dove la tecnica si piega all’emozione e la struttura diventa terreno di gioco infinito.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca jazz contemporaneo con radici profonde e un messaggio sociale
Jalen Baker: “RePaved”, un omaggio musicale ai quartieri storici di Houston
Con RePaved, il sassofonista Jalen Baker intreccia jazz fusion e spiritual jazz per raccontare la storia dei quartieri 3°, 4° e 5° di Houston, cuori pulsanti della cultura afroamericana. Baker sente il dovere di preservarne la memoria in un’epoca di rapida gentrificazione, ispirandosi a giganti come Wynton Marsalis e Duke Ellington.
L’album è un viaggio sonoro tra improvvisazione e narrazione, dove ogni nota porta l’eco di figure come Jack Yates e Barbara Jordan, simboli di resistenza e progresso. Il jazz, con la sua libertà espressiva, diventa lo strumento perfetto per trasmettere emozioni e spingere all’azione: non solo informare, ma anche ispirare a tutelare un patrimonio culturale in pericolo.
RePaved non è solo musica: è un manifesto artistico che invita all’ascolto consapevole e al cambiamento.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un viaggio spirituale tra jazz e radici africane
LINDA: il nuovo capitolo spirituale di Linda Sikhakhane
Il saxofonista sudafricano Linda Sikhakhane torna con LINDA, un album che segna una tappa fondamentale nel suo percorso artistico. Un’opera intima e profonda, dove lo spiritual jazz si fonde con l’eredità culturale africana e sonorità contemporanee, creando un’esperienza avvolgente e riflessiva.
Prodotto dal pianista Nduduzo Makhathini, il disco vede Sikhakhane accompagnato da un ensemble di talento: Cameron Campbell al pianoforte, Conway Campbell al basso, Kabelo Mokhatla alla batteria, oltre a ospiti d’eccezione come Phila Dlozi, Omagugu, Ovuyonke, ZuluBoy e Thabo Sikhakhane.
LINDA non è solo un album, ma una dichiarazione artistica che celebra la connessione tra musica, spiritualità e identità. Un ascolto imperdibile per gli amanti del jazz evoluto e delle sonorità che vanno oltre i confini.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi ama il jazz sperimentale e le reinterpretazioni audaci dei classici
Tree Ark — Tree Ark IV – Public Domain
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
04
Public Domain: standards rivisitati con libertà creativa**
Il collettivo newyorkese Tree Ark torna con Tree Ark IV – Public Domain, un album che ridefinisce i confini del jazz attraverso una rilettura innovativa dei primi capolavori del Great American Songbook. Lontano dalle versioni convenzionali, il trio trasforma brani spesso trascurati in esperienze sonore uniche, mescolando spontaneità, armonia e un approccio profondamente personale.
Ogni traccia è una sorpresa: Softly as In a Morning Sunrise adotta uno stile “play like a horn”, mentre Poor Butterfly omaggia Puccini con una densità armonica coinvolgente. Miserlou, solitamente associata al surf rock, viene reinterpretata come modal jazz influenzato da Pharoah Sanders, e Bye Bye Blackbird passa da un’introduzione atonale a un groove travolgente.
L’album dimostra che la libertà nel jazz non risiede solo nell’improvvisazione pura, ma anche nella capacità di reinventare forme preesistenti. Con un equilibrio perfetto tra struttura e spontaneità, Tree Ark conferma il proprio ruolo di pioniere nella scena del jazz contemporaneo. Un lavoro essenziale per chi cerca profondità, dialogo musicale e coraggio sperimentale.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz raffinato, intimo e dal respiro internazionale.
L’eleganza sospesa di Jamie Safir in Momentism
Con il suo ultimo lavoro Momentism, pubblicato per l’etichetta Chill Tone Records, il pianista e compositore Jamie Safir si conferma come una delle voci più sensibili e interessanti della scena uk jazz contemporanea. L’album si sviluppa attorno alla classica formula del jazz piano trio, riuscendo però a superarne i confini tradizionali grazie a una straordinaria sinergia tra i musicisti e a una scrittura di rara bellezza.
In questo disco, Safir fonde con maestria la vibrante energia del london jazz con le atmosfere sofisticate e storiche tipiche della scuola di New York. Il risultato è un viaggio sonoro avvolgente, dove ogni nota sembra fluttuare in un perfetto equilibrio tra improvvisazione e melodia. Momentism non è solo una dimostrazione di eccezionale lirismo pianistico, ma un vero e proprio manifesto di come il jazz moderno possa essere al contempo colto, accessibile e profondamente emozionante.
Questo album rappresenta la scelta ideale per chi desidera perdersi in trame sonore eleganti e sfumate, perfette sia per un ascolto attento e concentrato che come colonna sonora per momenti di puro relax intellettuale.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca fusion jazz avvolgente e virtuosismo collettivo
Paul Hanson featuring Charlie Hunter, Jeff Sipe and others — The Outer Banks
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
04
The Outer Banks: un viaggio sonoro tra New York e il jazz contemporaneo
The Outer Banks di Paul Hanson, con la partecipazione di Charlie Hunter, Jeff Sipe e altri talenti, è un album che ridefinisce i confini del jazz fusion. Un lavoro ricco di sfumature, dove il sassofono di Hanson dialoga con la chitarra innovativa di Hunter e la ritmica ipnotica di Sipe, creando un sound elegante e sperimentale.
Pubblicato da Abstract Logix, l’album si distingue per la sua profondità compositiva e l’equilibrio tra improvvisazione e struttura. Ogni traccia è un’esplorazione sonora, capace di trascinare l’ascoltatore in un viaggio tra il groove urbano di New York e le atmosfere più astratte del jazz moderno.
Ideale per gli amanti del jazz fusion sofisticato, The Outer Banks conferma la capacità di Hanson e dei suoi collaboratori di reinventare il genere senza perdere la sua essenza. Un disco che merita attenzione per la sua ricchezza timbrica e la coesione artistica.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un omaggio vibrante tra jazz spirituale e elettronica visionaria
NOVA FELLOWSHIP – Continuum: un ponte tra Steve Reid e Four Tet
Il quintetto NOVA FELLOWSHIP, nato su iniziativa del produttore Antoine Rajon, rende omaggio alla leggendaria collaborazione tra Steve Reid e Kieran Hebden (Four Tet). Registrato in una sessione live a Studio Pigalle, Continuum unisce jazz spirituale, funk e house, reinterpretando classici degli anni ’70 di Reid, brani di Four Tet e la traccia inedita “Morning Prayer”.
Con Zach Morrow alla batteria, erede dell’energia poliedrica di Reid, e una sezione fiati di Hermon Mehari e Francesco Geminiani (che debutta con il suo Nautilus, uno strumento in legno ispirato alla sequenza di Fibonacci), l’album è un viaggio ipnotico tra groove e sperimentazione. I pianisti Tony Tixier e Rob Clearfield tessono linee di basso avvolgenti e texture sintetiche, mentre la presenza di Hebden in studio sottolinea l’eredità di un sodalizio musicale indimenticabile.
Un tributo essenziale a due giganti della musica, dove tradizione e innovazione si fondono in un continuum sonoro senza tempo.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca jazz raffinato e riflessivo
Tommaso Genovesi – Guardando oltre: un invito a vedere oltre l’ovvio
Guardando oltre, quarto album del pianista siciliano Tommaso Genovesi, segna un nuovo capitolo nella sua discografia, questa volta in formato esclusivamente digitale per Caligola Records. Con la stessa formazione che ha inciso Open Spaces sei anni fa – Alberto Vianello al sassofono, Marco Privato al contrabbasso ed Emanuel Donadelli alla batteria – Genovesi consolida un sodalizio artistico di profonda intesa e coesione.
Nato nel 1959 e stabilitosi in Veneto, il musicista reinterpreta il quartetto jazz con composizioni originali che invitano all’ascolto attento. “Guardando oltre” non è solo un titolo, ma un manifesto: un’esortazione a superare le apparenze, a cercare bellezza e verità in un mondo sempre più complesso. La musica, come l’arte e la letteratura, diventa strumento per esplorare nuove prospettive, sfidando narrazioni preconfezionate e aprendo a modi inediti di comprendere la realtà.
Un lavoro elegante e pensoso, dove ogni nota è un passo verso una consapevolezza più profonda. Per gli amanti del jazz contemporaneo e intellettualmente stimolante.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Settembre 2026 – Le uscite discografiche
Settimana dal 7 al 13 settembre
Per chi cerca jazz contemporaneo di altissimo livello e composizioni raffinate.
Ayn Inserto + WDR Big Band – Jagged Edges & Elegant Lines
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
07
Jagged Edges & Elegant Lines: l’eleganza compositiva di Ayn Inserto
Un live album che celebra la genialità di Ayn Inserto, con la WDR Big Band e il trombettista Sean Jones in una suite inedita. Scrittura intricata e sofisticata si fondono con l’energia dal vivo, regalando un’ascolto avvolgente e ricco di sfumature.
Miguel Zenón lo definisce “un tour de force favoloso”, mentre Christine Jensen sottolinea come Inserto porti avanti l’eredità della composizione jazz con immaginazione e maestria. Un lavoro che ridefinisce i confini del big band jazz contemporaneo, confermando Inserto tra i migliori compositori della scena attuale.
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Per chi cerca un inno di speranza e unità musicale.
After The Storm: l’utopia sonora di Satoko Fujii
Composta nel cuore della pandemia, After The Storm è una visione musicale di un mondo migliore, dove l’umanità supera le divisioni. Satoko Fujii, con la sua orchestra, trasforma la crisi in un messaggio di ottimismo e solidarietà.
“Sognavo un mondo in pace dopo il Covid”, racconta la pianista. Un sogno di unità globale, dove la condivisione del dolore porta a soluzioni comuni. Nonostante la realtà abbia deluso queste aspettative, Fujii mantiene viva la sua fede nell’umanità, regalandoci un album luminoso e coinvolgente.
Le composizioni, eseguite con passione e precisione, sono un omaggio al potenziale umano di amore e connessione. After The Storm non è solo musica: è una preghiera laica per un futuro migliore, dove l’arte diventa strumento di cambiamento. Un lavoro che unisce profondità emotiva e raffinatezza orchestrale, confermando Fujii come una delle voci più innovative del jazz contemporaneo.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per gli amanti del jazz contemporaneo e delle sonorità innovative
Illusion – Antonio Macchia 5tet (Dodicilune)
Illusion è il debutto discografico del giovane trombettista salentino Antonio Macchia. Il progetto vede la guida di un quintetto d’eccezione – Michele Polga (sassofono), Daniele Gorgone (piano), Carlo Bavetta (contrabbasso) e Pasquale Fiore (batteria) – con la partecipazione speciale di David Boato su due tracce.
Una fusione di classico e jazz: Macchia, laureato in tromba classica a 19 anni e poi specializzato in jazz, dimostra una versatilità stilistica rara, passando da atmosfere liriche a improvvisazioni ad alta energia. Le composizioni, co‑scritte con Gorgone, sono caratterizzate da melodie avvolgenti, armonie sofisticate e ritmi dinamici.
Il disco si distingue per la qualità sonora delle registrazioni in studi professionali e per l’alchimia tra gli strumenti, che rende ogni brano una piccola narrazione sonora.
Illusion è ideale per chi cerca un’esperienza di ascolto ricca, contemporanea e profondamente musicale, capace di connettere la tradizione della tromba classica con l’avanguardia del jazz moderno.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz vocale raffinato e intimo
Gretchen Parlato: The Wise Ones, un capolavoro di maturità artistica
Gretchen Parlato, una delle voci più innovative del jazz contemporaneo, torna con The Wise Ones, un album che celebra la profondità emotiva e la raffinatezza stilistica. A quindici anni da In a Dream, che ha ridefinito il ruolo della voce nel jazz moderno, la cantante riunisce collaboratori storici e nuovi amici come Robert Glasper, Gerald Clayton, Mark Guiliana, Becca Stevens e Meshell Ndegeocello. Il risultato è un viaggio sonoro che unisce composizioni scritte in due decenni, intrecciando riflessioni passate e presenti in un racconto coerente e avvolgente.
Con una voce che danza tra delicatezza e potenza, Parlato esplora temi di equilibrio, gratitudine e trasformazione, ponendosi come ponte tra generazioni di musicisti. The Wise Ones non è solo un album, ma una dichiarazione artistica: un invito a onorare il passato mentre si abbraccia il futuro, con groove, spazio e chiarezza emotiva. Un lavoro essenziale per chi ama il jazz vocale sofisticato e ricco di sfumature.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un viaggio sonoro tra jazz, ambient e sperimentazione contemporanea
Eternal Spring: l’album solista di Jack Wyllie tra natura e speranza
Eternal Spring segna il debutto da leader di Jack Wyllie, sassofonista, flautista e compositore, già cofondatore dei Portico Quartet. Un lavoro che fonde jazz, ambient e classica contemporanea, arricchito da collaborazioni di prestigio come Hania Rani, Dobrawa Czocher e Lotte Betts-Dean.
Ispirato dalla natura rigogliosa e da un senso di speranza perenne, l’album bilancia melodie avvolgenti e ritmi ciclici, creando un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà. Ogni traccia scintilla di magia, rivelando la bellezza nascosta nel quotidiano.
Con Eternal Spring, Wyllie supera i confini dei generi, offrendo un’esperienza sonora unica e immersiva. Un disco che invita all’ascolto profondo, capace di trasportare l’ascoltatore in un mondo dove la meraviglia non ha fine.
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Per chi cerca un jazz futuristico e sperimentale
Obradovic-Tixier Duo: “TOLD”, un viaggio sonoro tra elettronica e improvvisazione
Il duo Obradovic-Tixier ridefinisce i confini del jazz con TOLD, un album che celebra 10 anni di collaborazione all’insegna dell’esplorazione sonora. Tra elettronica avanguardista e improvvisazione pura, i due artisti intrecciano melodie complesse e ritmi stratificati, creando un universo musicale futuristico e coinvolgente.
Ogni traccia è un dialogo tra tradizioni e innovazione, dove il sax di Obradovic e le texture digitali di Tixier si fondono in un linguaggio unico. TOLD non è solo una raccolta, ma una dichiarazione artistica che sfida le convenzioni, perfetta per chi cerca emozioni audaci e suoni inediti.
Un album che ispira e stupisce, ideale per gli amanti del jazz contemporaneo e delle sonorità sperimentali.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi ama il jazz contemporaneo e le storie di donne straordinarie
A Woman’s Voice: il nuovo album di Emma Pilgaard celebra le pioniere danesi
Upcoming release dell’eclettica cantante e compositrice danese Emma Pilgaard, A Woman’s Voice è un album ambizioso che unisce lyrical songwriting e jazz moderno. In uscita l’11 settembre per April Records, etichetta di riferimento del jazz innovativo in Danimarca, il disco è il terzo lavoro originale dell’artista.
Un ciclo di canzoni ispirato alle vite di otto donne danesi che hanno segnato la storia: artiste, scienziate, attiviste come Anna Ancher, Else Marie Pade, Inge Lehmann ed Emilie Sannom. Non una semplice narrazione, ma una riflessione musicale sulla loro creatività, resilienza e eredità, tradotta in melodie avvolgenti, improvvisazione e riferimenti sonori sottili.
L’album vede la collaborazione di un sestetto internazionale di musiciste jazz di primo piano, che intreccia ballate intime, ritmi complessi e dialoghi ensemble espressivi. Un omaggio sonoro che va oltre la biografia, per dare voce all’ispirazione senza tempo di queste figure.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi ama il jazz contemporaneo e le improvvisazioni audaci
A Distant Land: il nuovo capitolo del Rich Halley 4
A Distant Land segna il ritorno del quartetto di Rich Halley, con Michael Vlatkovich al trombone, Andrew Jones al contrabbasso e Carson Halley alla batteria. Registrato a Portland nel luglio 2025, questo ottavo album della formazione offre cinque composizioni originali e tre improvvisazioni spontanee, testimoniando la profonda intesa e la potenza espressiva del gruppo.
Halley, alla sua 27ª pubblicazione da leader, consolida la sua reputazione con un lavoro che si inserisce nella scia di capolavori come Fire Within e The Shape of Things. Un viaggio sonoro tra struttura e libertà, dove ogni nota rivela la matura esperienza e la ricerca costante di un artista che continua a ridefinire i confini del jazz moderno.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca eleganza jazz e armonie raffinate
Andy Sheppard Rita Marcotulli Michel Benita — Salt Catchers
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
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Salt Catchers: il nuovo trio di Andy Sheppard tra melodia e introspezione
Salt Catchers segna l’incontro tra il sassofonista inglese Andy Sheppard e due compagni di viaggio d’eccezione: la pianista italiana Rita Marcotulli e il contrabbassista francese Michel Benita. Un album che respira tranquillità e profondità, con otto composizioni originali di Sheppard e un omaggio a Carla Bley. Registrato a Lugano per ECM Records, il disco si distingue per un suono cameralistico, privo di batteria, che esalta la sensibilità e l’empatia tra i musicisti.
Sheppard, reduce da collaborazioni con Carla Bley e Steve Swallow, ha scelto questa formazione per esplorare nuove strade sonore, lontane dal suo passato chitarristico. “Volevo creare qualcosa di nuovo, ma che restasse fedele al mio mondo”, spiega. La mancanza della batteria non è una rinuncia, ma una scelta consapevole: un tributo agli anni trascorsi a suonare senza percussioni, in un dialogo intimo tra fiato, corde e tasti.
Rita Marcotulli, lirica e audace, e Michel Benita, attento alle sfumature folk, completano un trio dove ogni nota è un dialogo. Un album per chi ama il jazz raffinato, melodico e ricco di emozioni.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi ama il jazz contemporaneo e le contaminazioni tra tradizioni
Lucian Ban & Elevation: “Rush”, un viaggio tra avanguardia e radici
Il pianista rumeno Lucian Ban e il suo ensemble Elevation tornano con Rush, un album che fonde jazz post-bop, avanguardia e suggestioni classiche. Un omaggio a giganti come Abdullah Ibrahim e Andrew Hill, reinterpretati con una voce unica, tra improvvisazione audace e melodie evocative.
Con Abraham Burton al sassofono, John Hébert al contrabbasso ed Eric McPherson alla batteria, il quartetto dà vita a un sound ricco di sfumature: dalla ballata ipnotica di “Dark Blue” al groove frenetico del brano omonimo, fino alla chiusura emotiva con “Golden Oriole”, una rilettura di un canto folcloristico transilvano. Un disco che celebra la maturità artistica di un ensemble tra i più distintivi della scena newyorkese.
Registrato in 24 bit / 96kHz, Rush è un’esperienza sonora immersiva, dove tradizione e innovazione si intrecciano senza soluzione di continuità. Per chi cerca un jazz che sa guardare al passato senza rinunciare al futuro.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi ama il jazz raffinato e i tributi emozionanti
Jonathan Karrant — Full Circle – To Diane Schuur with love
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
11
Jonathan Karrant omaggia Diane Schuur con “Full Circle”
Un omaggio commovente e sofisticato: Jonathan Karrant celebra l’eredità di Diane Schuur, leggenda del jazz, con Full Circle – To Diane Schuur with love, un album che chiude un cerchio artistico e generazionale. Un progetto intimo e vibrante, nato dall’amicizia e dalla mentorship tra i due artisti, che segna il ritiro dalle scene di Schuur con una raccolta di brani iconici reinterpretati con eleganza contemporanea.
Tra le perle del disco, il duetto giocoso in “Caught a Touch of Your Love” e la versione latin di “What a Difference a Day Makes”, senza dimenticare l’emozionante addio musicale di Diane in “I’ll Be Seeing You”. Arrangiamenti curati da Tamir Hendelman e un ensemble stellare – con Graham Dechter, Alex Frank e Kevin Kanner – arricchiscono ogni traccia, fondendo tradizione e innovazione.
Un album che onora il passato e ispira il futuro, con la voce calda di Karrant e la firma inconfondibile di Schuur, per un ascolto che va oltre il tempo.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un viaggio sonoro avanguardistico e senza confini
Two Dogs: “People Do Strange Things”, un album che ridefinisce la musica
I Two Dogs, duo formato da Beat Keller e Joke Lanz, portano in scena un esperimento sonoro unico con People Do Strange Things. Un album che sfida ogni categorizzazione, mescolando jazz, avantgarde e sampling con una libertà disarmante. Come extraterrestri che osservano la Terra, i due artisti svizzeri travolgono le convenzioni, fondendo MadHop, Death Jazz e Cyber Blues in un crogiolo di suoni senza pregiudizi.
L’album è un omaggio al caos creativo: da Jim Morrison a Hildegard Knef, passando per Tom Waits e Lydia Lunch, ogni influenza viene scomposta e ricomposta in una forma nuova. Un linguaggio sonoro che demedializza il rumore della società iperconnessa, trasformando il caos in arte pura.
Il nome Two Dogs nasce da un incontro surreale tra un Miniature Pinscher e un Irish Wolfhound, simbolo di un dialogo impossibile che diventa musica. Un’opera che supera i limiti umani, come un fake di un fake all’infinito, geniale e autentico.
People Do Strange Things non è solo un album: è una rivoluzione sonora.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un ponte tra tradizione e innovazione, dove il folk danubiano incontra il jazz contemporaneo.
Söndörgő: il folk ungherese che abbraccia il mondo
Con una radice profonda nella tradizione sud-slava e balcanica, i Söndörgő riescono a trasformare il patrimonio musicale ereditato in un dialogo vivace con il jazz e la musica classica. La loro capacità di fondere suoni antichi con un approccio improvvisativo e contemporaneo li rende unici nel panorama musicale odierno. L’incontro con la GroundUP Music di Michael League, leader degli Snarky Puppy, ha consolidato una collaborazione che va oltre il semplice rapporto discografico, diventando un vero e proprio scambio artistico. Dopo il successo di Gyezz con Chris Potter e il celebrato XXX per i 30 anni di carriera, i Söndörgő continuano a sorprendere, portando la loro energia tradizionale in contesti internazionali. Un esempio di come la musica possa essere sia radice che ali.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Settembre 2026 – Le uscite discografiche
Settimana dal 14 al 20 settembre
Per chi cerca un jazz contemporaneo, essenziale e privo di compromessi, basato sulla pura interazione strumentale.
Notarius Trio: l’intensità del jazz pianoless in “Atto I”
Il Notarius Trio debutta sulla scena jazz con “Atto I”, un album audace per il post-bop contemporaneo. In uscita il 15 settembre 2026 per l’etichetta Angapp Music, il disco si distingue per una scelta estetica precisa: l’assenza del pianoforte. Questa configurazione pianoless non è un limite, ma una dichiarazione d’intenti che libera lo spazio sonoro, permettendo a Paolo Guerriero (sax), Giuseppe Pignatelli (contrabbasso) e Michele Cantarella (batteria) di dialogare su un piano di assoluta parità.
Registrato rigorosamente in presa diretta, l’album cattura l’essenza più autentica e l’energia estemporanea del trio torinese. Le composizioni originali si muovono in un perfetto equilibrio tra pulsazioni ritmiche incalzanti e momenti di profondo lirismo, dove l’improvvisazione collettiva diventa il vero motore della narrazione. “Atto I” si rivela così un manifesto artistico di grande spessore, capace di omaggiare la tradizione dei grandi pionieri del jazz e, al contempo, di proiettarsi verso il futuro con una voce originale, intensa e profondamente comunicativa.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz organ‑trio dal suono autentico, registrato “alla vecchia maniera”.
MATTEO ADDABBO Organ Trio — La danza dei cervelli rotti (CD + LP)
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
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Trionfi di improvvisazione in uno spazio unico
Matteo Addabbo Organ Trio celebra il suo quindicesimo anniversario con La danza dei cervelli rotti, l’ultimo disco in uscita il 16 settembre 2026 su CD audio e vinile 180 g in edizione limitata e numerata. Registrato in presa diretta, senza separazioni acustiche né post‑produzione, l’album cattura l’interplay spontaneo tra l’organo Hammond di Addabbo, le chitarre di Andrea Mucciarelli e la batteria di Andrea Beninati.
Il progetto, interamente firmato dall’artista senese, si presenta come una riflessione autobiografica e ironica sul caos globale, trasformato in una danza di suoni avvolgenti e groove elettrici. Il “suono di trio” che si è consolidato in anni di collaborazioni emerge con chiarezza e calore, facendo rivivere l’esperienza di un concerto live.
Il disco è l’ideale per gli amanti del jazz contemporaneo che apprezzano la purezza della registrazione analogica e la profondità emotiva di una composizione che unisce tecnica e sentimento.
Scopri un album che, oltre a celebrare il passato, guarda al futuro del trio con energia e integrità musicale.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz contemporaneo che unisce groove africano, narrazione diasporica e energia collettiva.
Ezra Collective – Here Because of Hope
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
18
Here Because of Hope: un viaggio tra dolore e gioia
Annunciato con il singolo Only Love ft. Pa Salieu, Here Because of Hope è il quarto album in studio degli Ezra Collective, in uscita il 18 settembre 2026 per Partisan Records/Virgin Music Group. Il disco segna un nuovo capitolo audace per la band, che dopo aver rivoluzionato il jazz britannico con il Mercury Prize e i BRIT Awards, esplora sonorità radicate nella spiritualità, nella comunità e in un ritmo travolgente.
L’album, arricchito da collaborazioni con Lila Iké, Leona Lewis e Libianca, e da letture dell’attrice Letitia Wright, fonde groove dell’Africa occidentale, fiati euforici e testi profondamente personali. Gli Ezra Collective, con la loro maturità artistica, trasformano il dolore in speranza, offrendo un ascolto che fa ballare, riflettere e emozionare. Un lavoro che riafferma il loro ruolo di protagonisti della musica contemporanea, portando lo spirito del jazz britannico a un pubblico globale.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi ama il jazz spirituale e l’improvvisazione pura
Un viaggio meditativo nel jazz senza confin
Nato dall’incontro di quattro musicisti uniti dalla passione per il modal jazz, KOMA incarna l’essenza dell’improvvisazione spontanea con SPIRITS, album registrato in una sessione live analogica nella campagna borghignona. Senza reticenze né preparazione pregressa, il quartetto – due sassofonisti, un vibrafonista e un contrabbassista – dà vita a un’opera lyrica e contemplativa, dove la libertà espressiva si sposa con una profonda connessione umana.
L’album alterna composizioni originali di Keïta Janota e Martin Blouet a due improvvisazioni purissime, culminando in una rivisitazione inedita di “John Coltrane” di Bill Lee: una versione ambient e minimalista, lontana dai cliché del jazz epico, ma altrettanto intensa. Registrato in presa diretta con attrezzatura vintage, SPIRITS è un manifesto sonoro che cattura l’energia del momento, un certificato di nascita per un collettivo destinato a brillare sui palcoscenici internazionali.
Un omaggio al jazz spirituale che supera i generi, per chi cerca emozioni autentiche e suoni senza filtri.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca l’anima pura del soul e del folk in un live indimenticabile
Live Peace: l’essenza spirituale di un maestro
Live Peace è una testimonianza rara e commovente del genio di Terry Callier, catturato dal vivo a Leeds tra il 1998 e il 2001.
Questo album, registrato con la sua Family Band (con leggende come il chitarrista Jim Mullen e il percussionista Bosco D’Oliveira), restituisce l’intimità e la profondità delle sue performance, dove ogni nota e parola diventano un dialogo con l’anima. Remasterizzato con cura per preservare l’autenticità del suono originale, il disco offre brani come What Colour Is Love e Lazarus Man, dove il soul, il folk e il jazz si fondono in un abbraccio universale.
Non un semplice concerto, ma un’esperienza spirituale, dove la voce calda di Callier e la sua narrativa senza tempo parlano di amore, giustizia e umanità.
Un omaggio essenziale a uno degli artisti più influenti della musica, sostenuto dalla figlia Sunny Callier e arricchito da immagini inedite. Per chi cerca emozioni vere, senza filtri.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi ama il jazz italiano contemporaneo e le atmosfere cinematografiche
“Cinema”, un viaggio sonoro tra chitarra e suggestioni
Il chitarrista Edoardo Ferri debutta con “Cinema”, un album che unisce la raffinatezza del jazz italiano a suggestioni visive e narrative. Registrato tra il 5 e il 7 luglio 2024 presso il Cicaleto Recording Studio di Arezzo, il disco si distingue per composizioni originali che intrecciano chitarra elettrica e acustica con arrangiamenti ricchi di sfumature.
Accompagnato da un ensemble di talento – Mauro Avanzini (sax alto e flauto Bansuri), Filippo Vignato (trombone), Federico Giolito (contrabbasso) ed Emanuele Maniscalco (batteria) – Ferri dà vita a un sound avvolgente, dove ogni brano sembra raccontare una storia. La produzione, curata da Hora Records, mette in luce la profondità espressiva del progetto, con un mix e un mastering firmati da Francesco Ponticelli.
L’album, pubblicato da Metrotime Società Cooperativa, si presenta con un’artwork firmato da Mauro Avanzini e un design grafico di Stefania D’Eri, che completano l’esperienza sensoriale offerta dalla musica. “Cinema” è un omaggio al jazz italiano più innovativo, capace di emozionare e sorprendere con ogni nota.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi ama il jazz avant-garde e l’incontro di talenti eccezionali
Rafael Zaldivar – ZALDIVAR | MCBRIDE | MELA: Meeting in New York, Volume one. Special guest: Christian McBride
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
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ZALDIVAR | MCBRIDE | MELA: Meeting in New York, Volume One
577 Records presenta un trio d’eccezione con Rafael Zaldivar al pianoforte, Christian McBride al contrabbasso (ospite speciale) e Francisco Mela alla batteria. Un album che unisce lyricismo profondo, esplorazione sonora e coesione ritmica, frutto di un dialogo musicale raffinato e visionario.
Zaldivar, pianista dal tocco romantico e melodico, si distingue per chiarezza espressiva e fluidità, mentre Mela infonde dinamismo e struttura con la sua percussione sempre in movimento. McBride, maestro della tradizione e dell’improvvisazione, arricchisce il sound con equilibrio e autorità, portando il trio a un livello di comunicazione musicale straordinaria.
Un lavoro che incarna l’anima sperimentale di 577 Records, confermando l’impegno del label nel promuovere voci uniche nel jazz contemporaneo. Come sottolinea Chucho Valdés: “Il trio è impeccabile, il basso di Christian maestoso e Mela divino. In una parola: meraviglioso”.
Un incontro artistico imperdibile per gli amanti del jazz innovativo e coinvolgente.
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Per chi ama il jazz contemporaneo e le reinterpretazioni audaci della musica brasiliana
Gaia Wilmer Large Ensemble – Parabólica
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Gaia Wilmer Large Ensemble: “Parabólica” – Un omaggio visionario a Gilberto Gil
Il nuovo album Parabólica: Reflections on Gilberto Gil, Volume I della sassofonista e compositrice Gaia Wilmer è una celebrazione raffinata e innovativa dell’opera del leggendario artista brasiliano. Con un large ensemble di talenti newyorkesi e la voce magnetica di Mônica Salmaso, Wilmer trasforma i classici di Gil in paesaggi sonori ricchi e stratificati, dove improvvisazione e orchestrazione si fondono in un dialogo avvolgente.
L’album spazia da “Oriente” – con il suo groove ipnotico e gli assoli di tromba di David Smith – a “Parabolicamará”, dove il piano di Vitor Gonçalves e il triangolo di Salmaso danzano in un equilibrio perfetto tra geometria e narrazione. Wilmer omaggia le radici bahiane di Gil, intrecciando temi di Dorival Caymmi in “Eu vim da Bahia”, e arricchisce l’organico con due flauti in un tributo a Pixinguinha, Hermeto Pascoal e Gil Evans.
Un lavoro audace e poetico, che ridefinisce i confini del jazz e della musica brasiliana, pronto a conquistare gli amanti delle sonorità sofisticate e delle reinterpretazioni coraggiose.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz contemporaneo ricco di emozioni e introspezione
A Mind in Motion: il debutto di Zeju Zheng tra tradizione e innovazione
A Mind in Motion segna l’esordio discografico del chitarrista e compositore Zeju Zheng, un lavoro maturato durante i suoi primi anni a New York. Un album che unisce la profondità del jazz tradizionale a una ricerca personale, dove memoria, osservazione e scoperta si intrecciano in un dialogo sonoro autentico.
Le composizioni di Zheng bilanciano lirismo e improvvisazione, offrendo un’ascolto che invita alla riflessione senza rinunciare alla freschezza. Radicato nella tradizione ma aperto a sperimentazioni, il disco si distingue per la sua onestà espressiva, rivelando una voce nuova e promettente nel panorama del jazz contemporaneo.
Un progetto che cattura l’essenza di una mente in movimento, tra equilibrio formale e libertà creativa. Per gli amanti di un jazz che sa emozionare e sorprendere.
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Per chi cerca un viaggio sonoro tra tradizioni armene, jazz e suoni contemporanei
Awakening: l’album che unisce cultura e innovazione
Visions of Nar torna con Awakening, un capolavoro che fonde Armenian folk, jazz e sonorità moderne in un’esperienza musicale ipnotica. Registrato negli studi Pier 2/3 dell’Australian Chamber Orchestra, l’album trascende i confini tra composizione e improvvisazione, guidato dal pianoforte di Zela Margossian e dal sassofono di Jeremy Rose, con gli ospiti Hilary Geddes (chitarra) e Bobby Singh (tabla).
Dieci brani che spaziano dall’etereo Cri de Coeur al ritmico Eat Chaos, intrecciando modi armeni, tessiture elettroniche e dialoghi jazzistici. La critica lo definisce “un’opera di straordinaria bellezza, dove tradizione e innovazione coesistono in perfetta armonia” (The Australian, ★★★★½).
Un album che celebra la rinascita, ispirato alla dea armena Nar, simbolo di acqua e trasformazione. Ogni nota respira vita, grazie all’acustica cristallina degli studi ACO e alla chimica organica dell’ensemble. “Volevamo creare qualcosa di senza tempo”, spiega Rose, “musica che parli il linguaggio del presente senza dimenticare le radici”.
Con recensioni entusiastiche (Fine Music, Rhythms Magazine) e un sound che “sfida ogni categorizzazione” (Sydney Morning Herald), Awakening è un invito a esplorare connessioni culturali e sonore senza confini.
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Per chi cerca jazz spirituale e trasformativo
Franklin Kiermyer -Scatter The Atoms That Remain
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Franklin Kiermyer: “Scatter The Atoms That Remain
Franklin Kiermyer torna con il suo undicesimo album, “Scatter The Atoms That Remain”, un progetto dedicato al potere della musica spirituale trasformativa. L’opera, edita da Gearbox Records, raduna un cast stellare di iconoclasti del jazz, tra cui Isaiah Collier, Keyon Harrold, Aaron Parks e Linda Sikhakhane, per un viaggio sonoro ardente e appassionato.
L’album affronta temi urgenti come lo stato del mondo e le dinamiche socio-politiche, ma si risolve in un messaggio di amore, tenerezza e comprensione meditativa. Ogni traccia è un atto di resistenza artistica, dove le percussioni di Kiermyer dialogano con arrangiamenti audaci e melodie avvolgenti.
Un capolavoro per chi cerca profondità spirituale e innovazione jazzistica.
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Per chi cerca groove elettrico, oscurità sperimentale e complessità d’avanguardia.
Wobble8 – Moon is not there when nobody looks
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WOBBLE8: La fisica quantistica si fa metallo e jazz d’avanguardia
Se il mondo vi sembra sempre più strano e indecifrabile, i WOBBLE8 hanno la colonna sonora perfetta per guidarvi in questo caos. Guidato dal visionario bandleader Valentin Schuster, il quartetto – completato da Sofia Salvo, Sebastian Pfeifer e Dan Peter Sundland – debutta su etichetta Boomslang Records con l’album “The Moon is not there when nobody looks”.
Il disco si presenta come un’affascinante anomalia del panorama contemporaneo, fondendo stilemi jazz, scariche metal ed elettronica d’avanguardia della scuola berlinese. Il risultato è un genere elettrificato e oscuro, un amalgama ipnotico di pattern ritmici instabili e melodie spettrali che sembrano attrarsi e respingersi, simulando la forza gravitazionale di un buco nero.
Proprio come l’artwork di copertina, che accosta metallo arrugginito e antica pergamena, l’album è un collage sonoro di elementi analogici e digitali. La struttura dei brani si rivela come un puzzle in costante mutamento, dove ogni tassello si sposta continuamente per ridefinire l’architettura del suono.
Ispirandosi alla fisica quantistica e alla natura intrinsecamente fluttuante del nostro universo, i WOBBLE8 traducono la complessità della realtà in una materia sonora densa, magnetica e meravigliosamente instabile. Un ascolto imprescindibile per chi ama spingersi oltre i confini del convenzionale.
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Per chi cerca un jazz progressivo avvolgente e ricco di sfumature elettroniche
Al Swainger’s Pointless Beauty – Impure Imagination
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Al Swainger’s Pointless Beauty: “Impure Imagination” tra fusion e improvvisazione
Impure Imagination, terzo capitolo del progetto Pointless Beauty guidato dal bassista Al Swainger, è un viaggio sonoro dove cinematic fusion, jazz progressivo e texture elettroniche si fondono in un dialogo audace. Registrato in appena tre giorni, l’album cattura l’incertezza e l’onestà emotiva attraverso una improvvisazione collettiva che esalta la chimica del gruppo.
Le composizioni, stratificate e dinamiche, oscillano tra momenti di tensione e distensione, con arrangiamenti che ricordano le atmosfere di Weather Report e la sperimentazione di Pat Metheny. L’uso di elementi elettronici arricchisce il sound senza sovrastare la profondità jazzistica, creando un equilibrio perfetto tra struttura e libertà espressiva.
Impure Imagination si rivolge agli ascoltatori che cercano un jazz moderno, evoluto e ricco di sfaccettature. Un lavoro che sfida le convenzioni e invita a esplorare nuove dimensioni sonore.
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Per chi ama il jazz raffinato e omaggi colti
Branford Marsalis Quartet & Dianne Reeves – Dedicated To You
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Dedicated To You: l’omaggio di Branford Marsalis e Dianne Reeves a Coltrane
In occasione del centenario di John Coltrane, Branford Marsalis e Dianne Reeves rendono omaggio al genio del sax con Dedicated To You, un album che ripercorre le atmosfere intime e sofisticate del leggendario John Coltrane and Johnny Hartman (1963).
Accompagnato dal suo quartetto – con Joey Calderazzo al pianoforte, Eric Revis al contrabbasso e Justin Faulkner alla batteria – Marsalis duetta con la voce calda e avvolgente di Reeves, reinterpretando con eleganza sei standard dell’album originale. Arricchito da performance strumentali tratte dal repertorio coltraniano, il disco si trasforma in un tributo squisito, dove improvvisazione e melodia si fondono in un equilibrio perfetto. Un capolavoro per gli amanti del jazz classico e moderno, che celebra l’eredità di Coltrane con stile e profondità. Pubblicato da Blue Note Records, l’album conferma ancora una volta l’eccellenza artistica di Marsalis e Reeves.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz vibrante e ricco di significato sociale
Matt Wilson’s Good Trouble – Love Is the Whole Thing, We Are Only Pieces
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Matt Wilson’s Good Trouble: “Love Is the Whole Thing, We Are Only Pieces”
Matt Wilson’s Good Trouble torna con un album che celebra l’amore come forma di protesta gentile. “Love Is the Whole Thing, We Are Only Pieces”, in uscita per Palmetto Records, unisce brani di Andrew Hill e Tom Petty in un viaggio musicale tra gioia e riflessione. Con Tia Fuller, Anisha Rush, Dawn Clement, Jeff Lederer e Ben Allison, Wilson crea un’opera che esalta la comunità e la speranza.
L’album si apre con la dolcezza di “Wind Spirit”, per poi esplodere in energiche reinterpretazioni come “I Won’t Back Down” di Petty, trasformata in un inno di resistenza pacifica. Tra swing travolgente e momenti meditativi, il disco omaggia anche Jack DeJohnette con “Festival”, mentre “Black Fire” di Hill mostra la potenza solistica di Fuller e Lederer.
Un progetto che unisce musica e messaggio, ispirato dalle parole del poeta Rumi e dall’eredità di John Lewis. Wilson, con il suo stile inconfondibile, trasforma ogni nota in un abbraccio sonoro e spirituale, ricordandoci che “l’amore è tutto, noi siamo solo pezzi”. Imperdibile per chi cerca jazz autentico e coinvolgente.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz sperimentale carico di emozione e spontaneità
Patrick Shiroishi & Jason Nazary — here i am no i
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Patrick Shiroishi & Jason Nazary: “here i am no i”
“here i am no i” è il debutto in duo del sassofonista Patrick Shiroishi e del batterista Jason Nazary, un lavoro elettroacustico e viscerale che supera i confini del jazz tradizionale. Nato come risposta al lutto per la scomparsa dell’amica Jaimie Branch, l’album è una meditazione sonora in movimento, registrata in un’unica sessione spontanea e carica di dolore trasformato in arte.
Le sette tracce, tra cui il singolo “self portrait against blue”, intrecciano sax e percussioni con elettronica e voci, creando un paesaggio sonoro organico e stratificato. Non è jazz puro, né ambient, né noise: è una poesia tonale che sfugge alle etichette, devota e profondamente umana.
Shiroishi, polistrumentista e poeta con alle spalle collaborazioni con Chelsea Wolfe e Dirty Projectors, e Nazary, batterista e produttore legato a progetti come Little Women e Elder Ones, danno vita a un’opera necessaria e commovente. L’album, disponibile in vinile blue marbled con artwork di Trevor Naud, è una testimonianza di resilienza artistica.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un dialogo acustico raffinato, sospeso tra intimità familiare e sperimentazione internazionale.
Isabelle Olivier & Raphaël Olivier — OPEN
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L’eleganza sospesa di “OPEN”: il viaggio transgenerazionale di Isabelle e Raphaël Olivier
Il panorama del jazz contemporaneo si arricchisce di una gemma di rara sensibilità con “OPEN”, l’album firmato dal duo madre-figlio composto dall’arpista Isabelle Olivier e dal chitarrista Raphaël Olivier, pubblicato sotto l’etichetta Rewound Echoes. Questo progetto rappresenta un punto di incontro straordinario tra generazioni e linguaggi musicali apparentemente distanti, fondendo con naturalezza jazz, moderne improvvisazioni e suggestioni del pop britannico.
La peculiarità del disco risiede nella sua architettura sonora, che si sviluppa come un vero e proprio dialogo intimo e giocoso tra l’arpa e la chitarra. I due strumenti si rincorrono, si sovrappongono e si completano, supportati da inserti vocali caldi e sussurrati che accentuano la dimensione introspettiva dell’opera. Non si tratta di una semplice esibizione di virtuosismo, ma di una narrazione emotiva in cui la rigorosa libertà dell’improvvisazione jazzistica incontra la cantabilità e la freschezza melodica tipiche del british pop.
“OPEN” si rivela così un’esperienza d’ascolto avvolgente, ideale per chi desidera perdersi in atmosfere rarefatte ma strutturate. Isabelle e Raphaël Olivier riescono a trasformare la complicità familiare in un codice universale, offrendo all’ascoltatore un viaggio sonoro capace di alternare momenti di profonda riflessione a passaggi di pura leggerezza ludica. Un’opera che ridefinisce i confini del jazz cameristico moderno.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un viaggio intimo tra memoria e suono
Wish I Could Tell You: l’album di Chris Hyson che dipinge emozioni con piano e harp
Wish I Could Tell You di Chris Hyson è un EP che esplora il confine sfumato tra ricordo e realtà, trasformando frammenti di infanzia in paesaggi sonori avvolgenti. Nato tra Siviglia e Londra, l’artista traduce le sue memorie più remote in una musica che oscilla tra chiarezza e ambiguità, familiarità e distanza.
L’album si distingue per l’equilibrio tra acustica e sperimentazione: chitarre calde si intrecciano a arpe delicate, mentre campionamenti e registrazioni manipolate evocano la natura imperfetta dei ricordi. Ogni traccia è una pennellata emotiva, più che una narrazione lineare.
Rispetto al precedente Sidekick, qui Hyson adotta un approccio più compositivo e strutturato, con partiture scritte in anticipo per piano e arpa. Il risultato è un’opera intima e raffinata, dove nostalgia e modernità si fondono in un sound cinematografico.
Un disco per chi ama la musica che sa raccontare storie senza parole, tra jazz, classica e improvvisazione.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi ama il jazz puro e l’improvvisazione solistica al pianoforte
Benny Green – Renovation!: il pianoforte solo in tutta la sua libertà
Renovation, il nuovo album live di Benny Green, segna un momento di rinascita artistica per il pianista, compositore e bandleader. Registrato dal vivo al Dizzy’s Club di New York, questo lavoro – il suo primo solo piano in concerto – offre 13 tracce tra originali e omaggi a grandi del jazz come Bobby Timmons, Randy Weston e Hoagy Carmichael. Un viaggio intimo e virtuosistico, dove Green esplora senza confini la voce del pianoforte, liberato dalle dinamiche del trio.
Protégé di Oscar Peterson e veterano di collaborazioni con leggende come Art Blakey e Freddie Hubbard, Green porta in Renovation l’energia del bebop e la profondità del post-bop, arricchite da una sensibilità melodica unica. Tracce come “For Duke Pearson” e “Cedar Would” rendono omaggio ai suoi maestri, mentre “This Here” di Timmons infonde un tocco bluesy e coinvolgente.
L’album è una celebrazione della spontaneità: Green si lascia guidare dall’ispirazione del momento, tessendo dialoghi sonori con il pubblico e riscoprendo la gioia della performance solistica. Un’opera essenziale per gli amanti del jazz autentico e raffinato.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi ama il jazz contemporaneo con radici profonde e un tocco innovativo
Philly Twisted: l’omaggio jazz di Josh Lawrence a Philadelphia
Philly Twisted è l’ottavo album di Josh Lawrence per Posi-Tone Records, un lavoro che celebra il ricco patrimonio jazz di Philadelphia con una freschezza creativa senza tempo. Il trombettista, innovatore e virtuoso, guida un ensemble di eccellenza: Willie Morris al sassofono, Altin Sencalar al trombone, Art Hirahara al pianoforte, Boris Kozlov al contrabbasso e Rudy Royston alla batteria.
L’album unisce profondità compositiva e performance mozzafiato, reinterpreta la tradizione con energie moderne e chiare melodie, offrendo un’ascolto dinamico e coinvolgente. Un ponte tra autenticità e innovazione, capace di conquistare sia gli appassionati di jazz che i nuovi ascoltatori. Un omaggio vibrante alla città che ha forgiato il suo suono.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz mediterraneo ricco di suggestioni letterarie e sonorità avvolgenti
Enzo Favata, Daniele di Bonaventura, Marcello Peghin, Salvatore Maltana, U.T. Gandhi — Ritornare
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Ritornare: il viaggio sonoro di Enzo Favata e l’Atlantico Quintet
Ritornare, primo album per ECM di Enzo Favata con il suo Atlantico Quintet, è un’opera che intreccia jazz, musica da camera e improvvisazione in un paesaggio sonoro unico. Guidati dal sassofono e clarinetto di Favata, il gruppo – con Marcello Peghin alla chitarra, Daniele Di Bonaventura al bandoneon, Salvatore Maltana al contrabbasso e U.T. Gandhi alla batteria – dà vita a una musica ispirata agli incroci culturali dell’Atlantico e alle visioni di autori come García Márquez e Borges.
Le melodie emergono con naturale fluidità, trasformate da un dialogo spontaneo tra gli strumenti: le tessiture liriche dei fiati, le sfumature del bandoneon e il groove sottile della sezione ritmica creano un’atmosfera onirica e coinvolgente. Registrato a Monaco nel gennaio 2026 e prodotto da Manfred Eicher, l’album conferma come, in questo quintetto, il tutto sia molto più della somma delle singole parti.
Un lavoro raffinato e evocativo, perfetto per chi cerca un jazz colto, emozionale e radicato nella tradizione mediterranea.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz contemporaneo che unisce improvvisazione e produzione elettronica.
Frozen Flashes: l’arte dell’istante congelato
Frozen Flashes, il nuovo album di Okvsho, progetto svizzero dei fratelli Christoph e Georg Kiss, nasce da sessioni registrate tra Zurigo e Londra. L’approccio è radicato nel jazz più autentico: musicisti che suonano insieme in una stanza, improvvisando ritmi, texture e momenti spontanei. Questi frammenti, una volta catturati, vengono campionati, tagliati e riassemblati in nove tracce meticolosamente scolpite.
L’album si distingue per la capacità di trasformare istanti fuggevoli — un groove improvviso, una nota isolata, un dialogo tra strumenti — in spunti compositivi. Le collaborazioni con Azekel, Melodiesinfonie, FloFilz, Tenderlonious e Hadel arricchiscono ulteriormente il progetto, portando sfumature uniche in un contesto già ricco di sperimentazione.
Un lavoro che celebra l’imprevedibilità della musica dal vivo, ma che sa anche valorizzarla attraverso un processo produttivo attento e innovativo. Frozen Flashes è la dimostrazione di come il jazz possa evolversi senza perdere la sua anima più autentica.
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Per chi cerca atmosfere indie dal ritmo avvolgente.
Nico Widdowson — On Fools and Clowns
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Un viaggio emotivo tra follia e clown
Nico Widdowson torna con On Fools and Clowns, l’ultimo disco firmato Trash City Records.
L’album si apre con sonorità pop‑rock intrecciate a synth malinconici, creando un paesaggio sonoro ricco di contrasti: melodie orecchiabili si scontrano con testi ironici e introspezione emotiva. I brani, dalla produzione nitida, alternano momenti di groove elettrico a pause più intime, dimostrando una capacità di narrazione musicale rara. La voce di Widdowson, al contempo calda e tagliente, guida l’ascoltatore attraverso tematiche di vulnerabilità, auto‑ironia e ricerca di identità, perfettamente in sintonia con l’estetica della label indipendente.
Se ami le composizioni che uniscono raffinatezza lirica a arrangiamenti moderni, On Fools and Clowns è la colonna sonora ideale per i momenti di riflessione urbana. Scopri un album che, con eleganza e audacia, ridefinisce il panorama indie contemporaneo.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Settembre 2026 – Le uscite discografiche
Settimana dal 21 al 27 settembre
Per chi cerca un jazz contemporaneo audace e visionario
Kevin Sun, I: un autoritratto sonoro tra rigore e improvvisazione
Il sassofonista e compositore Kevin Sun svela con Kevin Sun, I una delle sue opere più ambiziose, un album che bilancia composizione sofisticata e libertà improvvisativa. Uscito il 25 settembre 2026 per Endectomorph Music, il disco è il primo di una coppia di progetti paralleli, pensati per essere ascoltati in qualsiasi ordine. Un viaggio sonoro che ricorda i multiversi dei fumetti, dove ogni traccia esplora armonie complesse, ritmi incrociati e melodie avvolgenti.
Con un quartetto di eccezione – Max Light (chitarra), Walter Stinson (basso) e Jon Starks (batteria) – Sun dà vita a brani come Go In, un omaggio a Coltrane rivisitato con metri variabili, o Scrollwork, dove ogni strumento intreccia una controparte ritmica indipendente. Post-produzione meticolosa e arrangiamenti dettagliati fanno di questo lavoro un manifesto del jazz moderno, in cui la struttura serve l’improvvisazione, non la limita.
Per gli amanti del jazz che cercano profondità compositiva e energia dal vivo.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Kevin Sun, II: l’energia grezza di un quartetto in tour
Kevin Sun, II, secondo capitolo della doppia uscita del 25 settembre 2026, cattura l’intensità di un quartetto rodato sulle strade, registrato in una sola sessione allo Studio Terrarium di Minneapolis. Christian Li (piano), Walter Stinson (basso) e Kayvon Gordon (batteria) accompagnano Sun in un viaggio senza filtri, dove l’improvvisazione regna sovrana.
Tra i momenti salienti, la versione swing di Chanson di Ryuichi Sakamoto, con un solo di piano di Li che ridefinisce l’armonia, e Unformed, Shrouded by Fog, omaggio all’attrice Pik-Sen Lim, trascrizione armonizzata del suo monologo in Dark Souls. Non manca l’omaggio a David Lynch con Laura Palmer’s Theme, una cover intima e malinconica.
Un album che respira autenticità, per chi cerca jazz vivo, emozioni pure e un suono che parli direttamente all’anima.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un folk intimo, cinematico e dalle calde sfumature jazz.
L’elegante viaggio emotivo di TOKUNBO in “Lost & Found
A due anni di distanza dai suoi precedenti successi, la cantautrice tedesco-nigeriana TOKUNBO torna con Lost & Found, un album raffinato che esplora i temi dell’identità, della memoria e delle radici. Ex voce dei Tok Tok Tok, l’artista firma il suo quarto lavoro solista, idealmente legato all’elemento dell’acqua per la sua natura fluida e mutevole.
Prodotto per Yoruba Girl Records, il disco si sviluppa come un racconto generazionale che unisce l’infanzia in Nigeria, l’adolescenza in Germania e la maturità artistica e personale. La cifra stilistica di TOKUNBO, definita “Folk Noir”, si esprime qui attraverso arrangiamenti acustici curatissimi, dove chitarre fingerpicking, archi avvolgenti e delicate influenze jazz valorizzano una voce straordinariamente espressiva.
Accompagnata da storici collaboratori e con il mixaggio del pluripremiato Marc Ebermann, l’opera si distingue anche come punto di riferimento per la comunità hi-fi grazie alla straordinaria qualità del suono, registrato nei BluHouse Studio di Amburgo. Brani come True DNA e 70s Magazine Memory affrontano con delicatezza l’empowerment femminile e i legami familiari. Lost & Found si rivela così un manifesto artistico ed estetico di rara bellezza, capace di fondere intimità acustica e respiro cinematografico.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi apprezza il jazz contemplativo e l’improvvisazione essenziale
Gisela Horat: “Trio Solo”, un dialogo tra silenzio e note
La pianista svizzera Gisela Horat torna con Trio Solo, un doppio album che unisce solo piano e trio jazz in un viaggio tra minimalismo, free improvisation e profondità emotiva. Registrato tra il 2024 e il 2025, il progetto – in uscita il 25 settembre 2026 per Unit Records – esplora la potenza del non detto, dove ogni nota acquista peso in un contesto di ascolto attento e restrizione espressiva.
Cresciuta tra le montagne del canton Uri, Horat fonde la formazione classica con una ricerca jazzistica autodidatta, trasformando memorie e osservazioni in composizioni che evolvono ad ogni esecuzione. Il trio, con Simon Iten al contrabbasso e Samuel Büttiker alla batteria, vanta una complicità decennale che permette alle sue idee di dispiegarsi liberamente, tra frasi composte e improvvisazione spontanea.
L’album alterna solo e trio in una struttura speculare, dimostrando come lo stesso tema possa mutare forma attraverso l’interazione collettiva. Tecniche di prepared piano – con feltro, piatti e conchiglie sulle corde – arricchiscono il suono di testure inaspettate, mentre brani come Leben ripercorrono idee musicali care all’artista, evolvendosi con il suo sguardo.
Trio Solo è un manifesto di riduzione creativa: meno note, più intensità emotiva. Un lavoro che celebra la pazienza, il silenzio e la fiducia tanto quanto la virtuosità, confermando Horat come una voce unica nel jazz contemporaneo.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un viaggio intimo tra electronic, jazz e soul
Intentions: l’album che trasforma il dolore in fiducia
Intentions di megiapa è un’opera stratificata che unisce synth caldi, bassi fluttuanti e voci meditative in un percorso di guarigione e rinascita. L’artista di Los Angeles, tra electronic, jazz e R&B, trasforma le sue esperienze personali – la pandemia, una rottura, un trasloco – in un archivio sonoro di resilienza. Ogni traccia, dalle collaborazioni con The Growth Eternal e Ahmad Muhammad ai momenti solisti, respira autenticità e sperimentazione.
Con testi onesti come in Can’t Believe o la libertà cosmica di on the spaceway, l’album abbraccia la filosofia spirituale nera e la gioia come atto di resistenza. International Anthem, etichetta che ha creduto in lei fin dagli esordi, ne sottolinea la profondità artigianale.
Intentions non è solo musica: è un invito a fidarsi del processo, a sognare senza paura e a trovare bellezza nell’incertezza. Un disco che accompagna, ispira e guarisce.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca groove elettrico e stratificato
Mark Guiliana: BEAT MUSIC 2.0, un viaggio tra jazz e futurismo sonoro
Considerato da molti uno degli artisti ritmici più influenti della sua generazione, Mark Guiliana torna con BEAT MUSIC 2.0, l’atteso follow-up dell’album candidato ai Grammy BEAT MUSIC! BEAT MUSIC! BEAT MUSIC!. Un progetto audace che fonde jazz, rock ed elettronica in otto composizioni cinematografiche, arricchite da sintesi retro e un sound visionario.
Al suo fianco, Nicholas Semrad, Stu Brooks, Tim Lefebvre e la voce di Gretchen Parlato, per un album che celebra la collaborazione umana in un’epoca dominata dall’automazione. L’ispirazione proviene dalla cultura dei videogiochi e dalla musica elettronica, reinterpretate attraverso la lente unica di Guiliana, il cui stile preciso e energetico definisce ogni traccia.
A completare l’esperienza, l’universo visivo 8-bit creato da Steve Wall, long-time collaborator dell’artista, che trasporta l’ascoltatore in una dimensione parallela. BEAT MUSIC 2.0 non è solo un album: è una dichiarazione artistica, un ponte tra passato e futuro, dove il groove incontra l’innovazione.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz lirico e meditativo, capace di unire tradizioni e modernità in un abbraccio sonoro.
Floating: l’equilibrio poetico di Emile Parisien
Con Floating, il sassofonista francese Emile Parisien regala un album che è un inno alla pace e alla dolcezza, un contrappunto necessario in un mondo caotico. Accompagnato da Yaron Herman al pianoforte, Linda May Han Oh al contrabbasso e Prabhu Edouard alle tabla, Parisien intreccia jazz moderno e suggestioni globali, creando una musica intima, spontanea e profondamente umana.
Nato da un incontro quasi casuale durante una residenza a Parigi, il progetto si è trasformato in una sinergia straordinaria, dove ogni musicista porta la propria unicità: Herman con la sua immersione totale nella melodia, Edouard con la sua capacità di superare i confini sonori, Oh come elemento unificante, solido e versatile. Registrato in soli due giorni per preservare la freschezza dell’improvvisazione, Floating è chamber jazz senza etichette, dove l’ascolto reciproco e la libertà espressiva danno vita a brani che sembrano sospesi nel tempo.
Un disco che invita alla riflessione, dimostrando come la gentilezza e l’apertura possano essere la risposta ai conflitti. Musica che il mondo merita.
Questa segnalazione nasce per essere letta nel suo contesto.
Per chi cerca un jazz che unisce improvvisazione espressiva, narrazione lirica e una profonda connessione con la tradizione.
Rachel Spencer – The Next Right Thing
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
25
The Next Right Thing: il coraggio di osare, una nota alla volta
Rachel Spencer, trombettista, compositrice e educatrice, ci regala con “The Next Right Thing” un album che è un viaggio intimo e trasformativo, scritto in un arco di cinque anni tra l’inizio della pandemia e il completamento del suo dottorato. Il disco, che vanta la collaborazione del trombonista Michael Dease, esplora temi come la mentorship, la resilienza creativa e la crescita artistica, ispirato dal consiglio di un mentore: “Fai semplicemente la prossima cosa giusta”.
Il brano omonimo, “The Next Right Thing”, riflette il suo percorso per ritrovare se stessa: il vamp quasi troppo lento simboleggia la sua irrequietezza e la necessità di impegnarsi appieno nei suoi sogni, mentre il cambio di groove oscillante rappresenta il superamento della paura, abbracciando appieno la sua identità di artista e educatrice. Ogni composizione è un passo consapevole verso un’arte autentica, celebrando la scelta di creare senza timori.
L’album, ricco di sofisticatezza armonica e dialoghi strumentali, si distingue per la capacità di Rachel di fondere il post-bop con groove contemporanei, offrendo un ascolto che ispira a muoversi con fiducia, anche quando la strada non è chiara. Un lavoro che onora la tradizione jazzistica mentre traccia nuove vie espressive.
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Per chi cerca un ponte tra jazz e hip-hop, dove l’improvvisazione incontra il groove moderno.
Kiefer: “Memory Bomb”, l’album che ridefinisce il suono tra soul e beat-making*
Memory Bomb segna il debutto solistico di Kiefer su Blue Note Records, un lavoro che consolida la sua reputazione di artista capace di fondere jazz e hip-hop con una sensibilità unica. Il suo stile, battezzato Over The Breaks, trascende i generi, portando l’ascoltatore in un universo sonoro dove ogni nota sembra scolpita con l’anima.
Prodotto insieme ai fedeli collaboratori Shibo e CARRTOONS, l’album brilla per la sua ricchezza timbrica e la profondità compositiva, arricchita da ospiti d’eccezione come Nate Smith, Walter Smith III, Erick The Architect e Amber Navran dei Moonchild. Ogni traccia è un’esplosione di creatività, dove le improvvisazioni jazzistiche si intrecciano con ritmi hip-hop stratificati e ipnotici.
Kiefer, spesso definito come uno dei segreti meglio custoditi della scena musicale di Los Angeles, dimostra qui di saper dare voce a un linguaggio musicale universale, capace di emozionare e sorprendere.
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Per chi ama il jazz autentico e l’improvvisazione spontanea
Doug Webb – Watch Your Step: jazz puro e senza filtri
In Watch Your Step, il sassofonista Doug Webb guida una sessione di jazz vivo e vibrante, dove l’improvvisazione regna sovrana. Con un suono potente e un senso del swing inconfondibile, Webb si ispira alla tradizione senza esserne prigioniero, offrendo assoli pieni di anima e personalità.
A sostenerlo, una rhythm section di eccezione: Brian Charette all’organo, maestro di versatilità, capace di spaziare dal blues grezzo al bebop sofisticato, Dave Sikula alla chitarra e John Lee alla batteria, che completano il sound con groove e sensibilità.
L’album brilla per la sua spontaneità: nessuna forzatura, nessuna sovrapproduzione. Il jazz qui respira, lasciando spazio a sorprese, rischi e dialoghi autentici tra i musicisti. Un lavoro che celebra l’arte dell’improvvisazione senza compromessi, perfetto per chi cerca emozioni genuine e suoni senza tempo.
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Per chi cerca un jazz contemporaneo ricco di emozioni e improvvisazione audace
Delay 45: “I’ll Go Where You Go”, un viaggio intimo nel jazz australiano
Il quartetto Delay 45 torna con I’ll Go Where You Go, un album che celebra oltre un decennio di collaborazione tra il trombettista Tom Avgenicos e i suoi compagni di viaggio musicali: Roshan Kumarage (piano, sintetizzatori), Dave Quinn (basso, sintetizzatori) e Ashley Stoneham (batteria, chitarra). Registrato in due giorni a Sydney, il disco cattura l’energia istintiva di una band unita da una fiducia profonda e una chimica unica, forgiata sin dai tempi del liceo.
L’album abbraccia improvvisazione spontanea e testure elettroniche, con brani come il titolo omonimo, che sfida le aspettative con un groove soul, o Ever-Present, dove un semplice input (“costruisci veloce”) si trasforma in un studio avvincente di slancio e liberazione. Amped esplora sonorità angular, mentre Bye For Now chiude in dolcezza, omaggiando i mentori Chris O’Dea e Judy Bailey.
Un lavoro maturo ma fresco, dove elettronica, looping e contrasti dinamici si fondono in una musica viva e meticolosa. Delay 45, acclamato come “una nuova pagina audace del jazz australiano” (Sydney Morning Herald), conferma il suo posto tra i pionieri del jazz contemporaneo, offrendo un testimone di amicizia, immaginazione e esperienza condivisa.
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Per chi cerca un viaggio sonoro tra jazz sperimentale e ispirazione cosmica
Wadada Leo Smith — Constellations and Hemispheres
L’album che vi stiamo presentando è annunciato per il giorno
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Constellations and Hemispheres: un universo musicale in quattro ensemble**
Constellations and Hemispheres di Wadada Leo Smith è un’opera visionaria che unisce jazz avant-garde e profondità cosmica. Quattro ensemble distinti danno vita a un album ricco di sfumature, dove la post-produzione in studio amplifica l’esplorazione sonora. La suite di 22 minuti Dark Matter, Particles of Light, Mirror of the Unseen ne è il cuore pulsante: un viaggio ipnotico tra improvvisazione radicale e composizione strutturata. Smith, maestro della tromba e pioniere del jazz sperimentale, ridefinisce i confini del genere con un linguaggio audace e poetico. Un album per chi ama l’arte sonora senza compromessi, dove ogni nota è una stella in un firmamento di suoni.
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Per chi ama il jazz sperimentale e la profondità improvvisativa
Trio Imagination — Creative Inspirations
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Trio Imagination: “Creative Inspirations” – Un dialogo sonoro senza confini
Creative Inspirations segna l’esordio discografico del Trio Imagination, un sodalizio straordinario tra il pianista David Virelles e due giganti del jazz creativo: il bassista Reggie Workman e il batterista Andrew Cyrille. Nato dalle ceneri del leggendario Trio 3, il progetto prosegue la tradizione di improvvisazione colta e dialogo intuitivo, arricchito dalla sensibilità cubana di Virelles.
Registrato al mitico Van Gelder Studio, l’album cattura un’energia rarefatta e poetica, dove ogni nota scaturisce da un ascolto profondo e una complicità unica. Spazioso, lirico e audace, il suono del trio si muove tra silenzi eloquenti e esplorazioni coraggiose, dimostrando come la musica possa essere sia intima che universale.
Un lavoro essenziale per gli amanti del jazz contemporaneo, dove la tradizione incontra l’innovazione in un equilibrio perfetto. Un capolavoro di improvvisazione collettiva.
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Per chi cerca un viaggio sonoro tra jazz e avanguardia.
Nubes: il debutto del trio Louhivuori / Lønning / Myhr
Il trio finlandese-norvegese formato da Olavi Louhivuori, Eivind Lønning e Kim Myhr debutta con Nubes, un album che supera i confini del genere per creare un universo sonoro intenso e progressivo. Registrato live al We Jazz Festival di Helsinki nel 2021, il disco unisce coesione, fiducia e ricerca, trasportando l’ascoltatore lontano dalle strade battute.
Louhivuori, batterista e compositore di fama, vanta collaborazioni con Tomasz Stańko, Anthony Braxton e Marilyn Crispell, oltre a premi come l’Emma per il miglior album jazz finlandese. Kim Myhr, chitarrista norvegese, si distingue per la sua sperimentazione compositiva, con progetti per ensemble internazionali e collaborazioni con Jenny Hval e The Necks. Eivind Lønning, trombettista, completa il trio con la sua visione audace e innovativa.
Nubes è un’opera organica e coinvolgente, che cresce in intensità con ogni nota. Un’esperienza unica per chi ama il jazz contemporaneo e l’avanguardia. Disponibile in formato CD e digitale per We Jazz Records.
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Per chi ama il jazz creativo e omaggi sentiti ai grandi maestri
Cameron Brown and Dannie’s Calypso — Remembrance
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Remembrance: l’omaggio di Cameron Brown a Cherry e Richmond
Remembrance di Cameron Brown and Dannie’s Calypso è un album che celebra la memoria musicale di due giganti del jazz: Don Cherry e Dannie Richmond. Con un approccio aperto e sperimentale, il contrabbassista Brown guida il suo ensemble in un viaggio tra improvvisazione libera, swing post-bop e omaggi commoventi.
Registrato live nel 2011, il disco cattura l’energia di un quintetto affiatato, capace di passare da suite complesse a ballate intime, come la malinconica Lullaby for George, Don and Dannie. Tra i momenti più vivaci spiccano la calypso Soft Seas e il blues festoso Rylie’s Bounce, mentre la cocktail suite – ispirata al metodo di Cherry – fonde melodie di Jobim, Coleman e Ayler in un flusso improvvisativo coinvolgente.
Un lavoro ricco di emozione e tecnica, che onora il passato senza rinunciare a una freschezza contemporanea. Per gli amanti del jazz autentico e visionario.
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Per chi cerca una voce jazz di profonda intensità e narrazione emotiva
Ekep Nkwelle: “Caged Bird”, il debutto che libera l’anima
Con Caged Bird, Ekep Nkwelle si conferma una delle voci più avvincenti del jazz contemporaneo, portando sul palco una maturità artistica rara. Prima ancora dei 27 anni, ha calcato palchi leggendari come il Newport Jazz Festival e Carnegie Hall, collaborando con giganti del calibro di Wynton Marsalis e Dee Dee Bridgewater. Ora, con il suo album d’esordio, regala al mondo una testimonianza intima e universale: la musica come via di liberazione.
Ispirato a I Know Why the Caged Bird Sings di Maya Angelou, il disco traccia un percorso dalla sofferenza alla speranza, intrecciando storie personali e riflessioni sull’umanità. Nove brani che uniscono eleganza compositiva e urgenza espressiva, svelando un’artista già padrona della sua arte. Caged Bird non è solo un album: è un inno alla resilienza, dove ogni nota ricorda che la musica può guarire e unire.
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Per chi cerca groove elettrico e stratificato.
Il jazz del futuro tra clubbing e innovazione
Il sassofonista franco-svizzero Leon Phal ridefinisce i confini della musica contemporanea con il suo acclamato album “Bodies & Ideas”, pubblicato sotto l’egida della prestigiosa etichetta Heavenly Sweetness. Questa opera si distingue come un audace manifesto sonoro in cui la tradizione del post-hard-bop si fonde organicamente con le pulsazioni della cultura clubbing.
Il disco rappresenta un viaggio magnetico attraverso sonorità che spaziano dal drum & bass alla house, mantenendo sempre al centro un groove viscerale e irresistibile. Leon Phal, supportato da una band straordinaria, riesce a far dialogare la complessità armonica del jazz con la forza liberatoria della musica elettronica da ballo. “Bodies & Ideas” è un lavoro di grande spessore intellettuale ma estremamente fisico, pensato sia per l’ascolto attento che per il movimento.
Con questo album, l’artista si afferma come una delle voci più fresche e innovative della scena europea, capace di attrarre tanto i puristi del jazz quanto gli amanti delle sonorità dancefloor più ricercate. Un disco imperdibile che cattura perfettamente l’energia e la fluidità della musica moderna.
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Per chi cerca l’essenza del jazz europeo contemporaneo, sospeso tra dialogo intergenerazionale e improvvisazione pura.
Various Artists — The Gallery Concerts IV: Sommerfest
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Un dialogo senza tempo per l’85° compleanno di Siggi Loch
“The Gallery Concerts IV: Sommerfest” non è semplicemente un album, ma la celebrazione di una visione. Registrato il 30 agosto 2025 alla ACT Art Gallery di Berlin per l’85° compleanno del fondatore dell’etichetta Siggi Loch, questo disco cattura un incontro irripetibile. Sotto la curatela di Andreas Brandis, tre generazioni di artisti ACT si sono alternate attorno allo storico pianoforte gran coda Steinway D, già amato da Alfred Brendel.
La tracklist fotografa nove intense performance in cui talenti emergenti come Johanna Summer, Jakob Manz ed Emma Rawicz dialogano con maestri del calibro di David Helbock e Daniel García. Fino a un finale straordinario che riunisce i pilastri della label: Michael Wollny, Lars Danielsson, Wolfgang Haffner e Nils Landgren, affiancati da Cæcilie Norby e Magnus Lindgren.
Il risultato è un’opera in cui i confini generazionali si dissolvono attraverso l’ascolto reciproco e l’improvvisazione istantanea. Un’istantanea imperdibile per gli amanti del jazz europeo, capace di mostrare come la tradizione e il futuro della musica possano fondersi in un unico, vibrante linguaggio comune.
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Per chi cerca un viaggio intimo tra memoria, jazz e emozione pura.
Carla Marciano — DAYDREAMING My Beloved Father GIOVANNI
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Daydreaming: l’omaggio jazz di Carla Marciano a suo padre Giovanni
In Daydreaming, la sassofonista e compositrice italiana Carla Marciano trasforma il dolore e l’amore in una sinfonia jazz profondamente personale, dedicata al padre Giovanni. L’album, registrato con il suo quartetto storico (Alessandro La Corte, Aldo Vigorito, Gaetano Fasano e Dario Deidda al contrabbasso) e arricchito dall’Orchestra Filarmonica del Teatro Verdi di Salerno diretta da Antonio Sinagra, è un inno alla resilienza e alla rinascita.
Nato in un periodo segnalato dalla perdita dei genitori e dalla ripresa dopo un grave incidente stradale, Daydreaming intreccia ricordi d’infanzia, melodie condivise e abbracci immaginari, offrendo un paesaggio sonoro dove l’assenza si fa presenza. Le composizioni di Marciano oscillano tra riflessione intima, bellezza lirica e improvvisazione audace, con il suo sax alto e sopranino a guidare l’ascoltatore in un viaggio emozionale senza tempo.
Un disco che celebra la gratitudine, il coraggio e un amore che va oltre il tempo, confermando Carla Marciano come una delle voci più autentiche e innovative del jazz contemporaneo.
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Settembre 2026 – Le uscite discografiche
Settimana dal 28 al 30 settembre
Per chi cerca un viaggio intimo tra jazz, soul e riflessioni profonde
Bodies of Water, l’album che unisce fragilità e responsabilità
Con Bodies of Water, Audrey Powne conferma il suo posto tra le voci più innovative del jazz contemporaneo. Dopo il debutto acclamato From the Fire, la musicista australiana torna con un lavoro introsettivo e coraggioso, ispirato al romanzo Small Worlds di Caleb Azumah Nelson. L’album esplora la vulnerabilità umana e l’interconnessione, paragonando le nostre esistenze a corpi d’acqua: in costante movimento, a volte distruttivi, altre volte rigeneranti.
Musicalmente, Powne fonde jazz spirituale, groove Afrobeat e texture ambientali, creando un paesaggio sonoro ricco e stratificato. La sua tromba guida l’ascoltatore tra momenti di quiete e turbolenze ritmiche, mentre i testi affrontano temi personali e sociali, dalla polarizzazione politica alla ricerca di redenzione. Brani come Stay Awake e Karma mostrano una maturità compositiva rara, con arrangiamenti lussureggianti e una produzione meticolosa.
Registrato tra Londra, New York e in tour, Bodies of Water è un’opera coesa e visionaria, frutto di collaborazioni con musicisti di calibro come il bassista DJ Ginyard e il chitarrista Randy Runyon. Un album che invita all’ascolto lento, dove ogni dettaglio rivela la profondità di un’artista che va oltre la musica, abbracciando l’umanità in tutte le sue contraddizioni.
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Per chi ama il jazz sperimentale e le composizioni avanguardiste
Henry Threadgill e Zooid – Cut You Where You Was
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Henry Threadgill e Zooid tornano con Cut You Where You Was
Cut You Where You Was segna il ritorno di Henry Threadgill, compositore vincitore del Pulitzer, con il suo ensemble storico Zooid. A 25 anni dal debutto Up Popped the Two Lips, il gruppo celebra l’anniversario con un album che ridefinisce ancora una volta i confini del jazz contemporaneo.
La formazione originale, con Liberty Ellman alla chitarra, Jose Davila al trombone e tuba, Elliot Humberto Kavee alla batteria e Christopher Hoffman al violoncello, dimostra una sinergia perfetta con le complesse partiture di Threadgill. Meno vincolati al sistema intervallare che gli valse il Pulitzer, i musicisti esplorano nuove dimensioni espressive, ispirate dalle limitazioni dei primi supporti di registrazione. I brani, brevi e incisi, costringono ogni elemento a emergere con immediatezza, senza sviluppo prolungato.
Un capolavoro di equilibrio tra struttura e improvvisazione, che conferma Threadgill come uno dei geni più visionari degli ultimi cinquant’anni. Un ascolto indispensabile per chi cerca sonorità audaci e innovazione pura.
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