Trio Solo – Gisela Horat
Etichetta discografica: Unit Records
Data di uscita: 25 settembre 2026
Trio Solo è il nuovo doppio album della pianista e compositrice svizzera Gisela Horat, un lavoro che mette in dialogo due dimensioni apparentemente distinte della sua ricerca: il pianoforte solo e il trio. In uscita il 25 settembre 2026 per Unit Records, il disco raccoglie registrazioni realizzate tra il 2024 e il 2025 e diventa così il ritratto di un linguaggio musicale costruito sulla capacità di ascoltare prima ancora che sulla necessità di intervenire.
Horat arriva a questo progetto dopo un percorso iniziato nella musica classica e sviluppato progressivamente attraverso il jazz, la composizione e l’esplorazione autodidatta. La Horat è cresciuta in un piccolo villaggio di montagna nel cantone svizzero di Uri. Le sue composizioni partono spesso da materiali essenziali: poche note, brevi cellule melodiche, idee ritmiche o strutture armoniche semplici che l’improvvisazione trasforma ogni volta in qualcosa di diverso.
Dal trio al pianoforte solo
La struttura di Trio Solo è tutt’altro che casuale. Il doppio album alterna infatti una prima dimensione affidata al trio e una seconda dedicata al pianoforte solo, creando un percorso nel quale le stesse idee musicali possono cambiare natura quando passano dalla dimensione individuale a quella collettiva.
Accanto a Horat troviamo Simon Iten al contrabbasso e Samuel Büttiker alla batteria, collaboratori con i quali la pianista condivide da oltre dieci anni un rapporto musicale fondato sulla fiducia e sulla capacità di reagire istantaneamente a ciò che accade durante l’esecuzione. È proprio questa familiarità a permettere alla scrittura di Horat di non essere un recinto, ma un punto di partenza per l’interazione.
Nel repertorio compaiono titoli come Leben, Ein Schicksalsschlag, Verloren, Angst e Innere Unruhe: parole che suggeriscono una geografia emotiva fatta di esistenze, inquietudini, perdita e memoria. Ma Horat evita di trasformare questi temi in una narrazione didascalica. Il significato passa soprattutto attraverso il peso delle note, le pause, le variazioni minime e il modo in cui una frase può modificare la propria identità nel momento stesso in cui viene suonata.
L’improvvisazione come forma di ascolto
Il cuore di Trio Solo è dunque l’improvvisazione. Non quella intesa come semplice dimostrazione di libertà o virtuosismo, ma come strumento per mettere alla prova la composizione e scoprire cosa può accadere oltre la sua forma iniziale.
È un approccio particolarmente evidente nelle tecniche di pianoforte utilizzate da Horat. Feltro, piatti e conchiglie vengono collocati direttamente sulle corde dello strumento per produrre timbri inattesi, alterazioni della risonanza e piccoli elementi di casualità. La materia stessa del pianoforte diventa così parte della composizione.
Questa attenzione alla materia sonora avvicina Trio Solo tanto al jazz contemporaneo quanto a una certa sensibilità minimalista e alla libera improvvisazione. Ma il disco non sembra interessato a esibire le proprie coordinate estetiche. Al contrario, la ricerca di Horat procede per sottrazione: meno elementi, maggiore attenzione a ciò che ciascun elemento riesce realmente a dire.
Una musica costruita sulla memoria
Un altro aspetto significativo riguarda il rapporto tra composizione e tempo. Alcuni brani, tra cui Leben, riprendono idee musicali che Horat frequenta da molti anni. Non si tratta però di semplici riproposizioni: quelle stesse idee vengono osservate da una prospettiva diversa, modificata dall’esperienza e dal presente.
È qui che Trio Solo acquista una dimensione particolarmente interessante. Il disco non documenta soltanto una serie di sessioni, ma un metodo di lavoro maturato nel tempo. Le registrazioni, effettuate nel novembre 2024 e nell’ottobre 2025 al Gabriel Recording di Stalden, fotografano due momenti differenti di una ricerca che continua a interrogarsi sulla relazione tra composizione, improvvisazione e ascolto.
Il risultato è un album che sembra chiedere al pubblico un atteggiamento simile a quello dei suoi musicisti: attenzione, pazienza e disponibilità a cogliere anche ciò che normalmente rimane ai margini.
Il peso di una sola nota
La qualità più interessante di Trio Solo risiede forse proprio nella sua rinuncia all’enfasi. Gisela Horat non sembra cercare il gesto spettacolare, né una complessità fine a se stessa. La sua prospettiva parte dalla convinzione che una piccola idea musicale, se ascoltata abbastanza a lungo, possa contenere una sorprendente quantità di emozione.
Il doppio album diventa così una sorta di laboratorio in cui lirismo e sperimentazione convivono senza bisogno di essere contrapposti. Il trio introduce la dimensione dell’incontro, del rischio condiviso e della risposta istantanea; il pianoforte solo porta invece la ricerca verso uno spazio più intimo, nel quale ogni suono assume un peso ancora maggiore.
Più che una semplice raccolta di composizioni, Trio Solo documenta quindi una pratica musicale. È il risultato di anni di fiducia tra musicisti, di riflessione sulla materia sonora e di una progressiva riduzione all’essenziale. Una musica che non cerca di occupare tutto lo spazio disponibile, ma prova a capire quanto possa dire una nota quando le viene concesso il tempo di risuonare.
Trio Solo arriva il 25 settembre 2026 su Unit Records e presenta Gisela Horat, Simon Iten e Samuel Büttiker in un progetto nel quale jazz, minimalismo e improvvisazione libera trovano un punto d’incontro personale, rigoroso e profondamente umano.
Tracklist
2. Ein Schicksalsschlag (Trio)
3. Verloren (Trio)
4. Angst (Trio)
5. Blick in die Welt (Trio)
6. Der kleine Gnom (Trio)
7. Im Stress (Trio)
8. Einfach müde (Trio)
9. Innere Unruhe (Solo)
10. Zerstreutheit (Solo)
11. Mutter (Solo)
12. Leben (Solo)
13. An meine Schwester Denken (Solo)
14. Angst (Solo)
15. Spielerei (Solo)
16. Dem Tode nahe (Solo)
17. Leben! (Solo)
18. Vergessen (Solo)
19. Abschied (Solo)
Liner Notes
Gisela Horat – Piano, Composition.
Simon Iten – Double Bass.
Samuel Büttiker – Drums.
Release date: September 25, 2026.
Label: Unit Records.
Recorded in November 2024 and October 2025 at Gabriel Recording, Stalden, Switzerland.
Recording & Mixing Engineer: Anna Murphy.
Mastering: Dan Suter.
Artwork: Niklaus Troxler.
Design: Severin Koller.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Scopri di più da Jazz in Family
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.




