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La puntata del 14 febbraio 2019 #120: TERZO TEMPO

by jazzinfamily 0 Comments
La puntata del 14 febbraio 2019 #120: TERZO TEMPO

La puntata del 14 Febbraio 2019 di TERZO TEMPO “rompe” con gli schemi utilizzati fino ad ora.

Vi avvisiamo, nulla a che fare con i festeggiamenti di S.Valentino e degli innamorati.

Questa settimana ci limitiamo ad offrire il minimo indispensabile. Seguendo il solito schema lasciamo a voi la scelta di approfondire alcuni album che abbiamo trasmesso, andando ad approfondire sulle singole pagine dei dischi. 

Anche qui, nessun commento o introduzione particolare alla puntata radiofonica. Lasciamo tutto a voi: decisioni di ascolto, di lettura e di commento – se volete. 

Noi ci “riposiamo”! 

Questa Settimana

  1. Il podcast e la playlist
  2. Il mini commento su alcuni album
  3. La Top Jazz Album
  4.  …on tube!!!

Il Podcast

Prima di tutto, ecco il player per poter ascoltare la puntata numero 119 di Jazz in Family. Puntata che, come consuetudine, è andata in onda sulle radio che trasmettono il nostro format radiofonico.

La playlist della settimana

TitoloArtista/GruppoAlbum
BlacksmithJazz Funk SoulLife And Times
Congratulations and CondolencesAllison Miller’s Boom Tic Boom, Allison MillerGlitter Wolf
More Or LessStanic BoulevardStanic Boulevard
JoyYonathan AvishaiJoys And Solitudes
Andar per quarte – LiveNew Project Orchestra, Bruno TommasoL’America bagnata dal Mediterraneo (Live)
EnkiduBonhoraEnkidu
Samba D’blueSara Della Porta, Andrea Rea, Daniele Sorrentino, Gregory Hutchinson, Daniele Cordisco, Walter RicciThe Spiral Quartet
Bring It On Home To MeRoy HargroveEarfood

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Questa settimana rompiamo gli schemi anche in questa sezione dell’articolo.

Nella puntata abbiamo trasmesso alcuni brani estratti da album di jazz italiano che abbiamo già presentato e commentato nella sezione delle nuove uscite discografiche.

Per non dilungarci troppo, poiché li abbiamo ritenuti particolarmente interessanti  ecco, di seguito, i link alle rispettive pagine. 

TOP JAZZ ALBUM

Un semplice promemoria sulla sua esistenza.

Durante la settimana, meglio ancora ora, buttateci un occhio per verificare che non vi sia sfuggito qualche disco tra quelli che finora vi abbiamo segnalato. Ricordatevi di indicare il vostro album preferito ma, sopratutto, godetevi la musica in essa contenuta.

... on tube!!!

Per concludere, ecco a voi alcuni dei brani inseriti nella playlist radiofonica in formato video. 

Buona visione!!! 

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci.

Bye, bye!!!

La puntata del 7 febbraio 2019 #119: TERZO TEMPO

La puntata del 7 febbraio 2019 #119: TERZO TEMPO

La puntata del 7 febbraio 2019 coincide con la famosa settimana del Festival di Sanremo. Che grande scoperta!

Non tutti sanno, però, che essa coincide anche con la notte in cui, negli Stati Uniti, vengono assegnati i Grammy Awards. I Grammy Awards sono i premi che, ogni anno, l’industria discografica, quella che conta, assegna alle produzioni discografiche dell’anno trascorso secondo criteri di divisione per generi, sotto-generi e tipi di composizioni. Per farla semplice, mentre il Festival di Sanremo proclama un solo vincitore generale, qui, i vincitori sono tanti a seconda del tipo di musica proposta. Questo, forse, è uno dei motivi per cui in Italia si ascolta sempre e solo la stessa musica.

Per carità, non vogliamo fare nessuna polemica o critica verso il “movimento” sanremese. Diciamo solo che, probabilmente, manca una diversità di vetrine espositive sulla strada principale del paese. Immaginiamo per un attimo di girovagare per Via Montenapoleone, Via dei Condotti o Via Toledo, e vedere sempre e solo negozi di abiti da sposa, o da cerimonia. 

Un altro rapido esempio?

Si dice e si legge spesso che il sistema ferroviario italiano basi i suoi parametri di qualità solo sui servizi dell’Alta Velocità. Diamo per scontato che sia così e paragoniamo tutta la musica che gira intorno al Festival di Sanremo alle stazioni dei treni dell’Alta Velocità. D’altrocanto abbiamo tutti gli altri tipi di musica (jazz, classica, indie etc.) rappresentati dalle tante stazioni locali e secondarie. Queste ultime in numero maggiore ma viste e tenute sempre come stazioni, quasi, di serie B (non ci riferiamo alla loro gestione).

Ecco, così, un Festival di Sanremo, e programmi simili, sempre in prima fascia televisiva e sui mezzi di informazione. Ecco, dei Festival (Umbria, ma non solo), o concerti vari, lasciati ad appannaggio solo di chi può pagare un biglietto, e semmai un viaggio, o alla capacità di scoprirlo su un web/facebook sempre più intasato.     

Segnali di una nazione da spingere sempre meno verso un percorso di attenzione alla diversità e alla scoperta del bello, con un basso livello di senso critico.

Questa Settimana

  1. Il podcast e la playlist
  2. Il mini commento su alcuni album
  3. La Top Jazz Album
  4.  …on tube!!!

Il Podcast

Ecco il player per poter ascoltare la puntata numero 119 di Jazz in Family. Puntata che, come consuetudine, è andata in onda sulle radio che trasmettono il nostro format radiofonico.

La playlist della settimana

TitoloArtista/GruppoAlbum
KokoroFatoumata DiawaraFenfo
Lovers From Another TimeSantanaIn Search of Mona Lisa
To SorinPaolo Profeti European CollectiveGlide
Holey BaloneyMondongoGastromantic
Roy the KingTime GroveMore Than One Thing
Red HotDirty SixDirty Six
XaviSnarky PuppyXavi
Naked in the DarkCæcilie Norby, Rita Marcotulli, Nicole Johänntgen, Hildegunn Øiseth, Lisa Wulff, Dorota PiotrowskaSisters in Jazz
Caught 22Filippo CosentinoAndromeda

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Glide - Paolo Profeti European Collective
Glide - Paolo Profeti European Collective

Guardare la copertina di questo disco ed iniziare il suo ascolto con la prima traccia (After All - Dopo tutto) crea un momento d’ansia. La sensazione è quella di un immagine agli infrarossi, o altra tecnologia simile, utilizzata per individuare forme di vita eteree, o fantasmi. Un pò come avviene in quei film tipo Ghostbusters. Mentre tu cerchi di capire cosa contiene, cosa esprime, quell’immagine, la musica sembra essere la colonna sonora di un film sugli spettri. Vai a cercare e leggere informazioni sull’autore ed ecco che trovi un altra inquietante sorpresa. Paolo Profeti, autore e compositore di questi brani, è stato catturato dall’ammaliante fascino storico e culturale, ma non solo, dell’Europa dell’Est, scegliendo di trasferirsi a Bucarest, dove risiede da oramai 6 anni. Ecco, Bucarest, in Romania, patria della figura leggendaria e misteriosa del vampiro Dracula.

Continuando ad ascoltare il disco, l’alea misteriosa ed onirica rimane, ma assume toni decisamente più tranquillizzanti. Scopriamo, così, un disco che affonda le proprie radici nella tradizione Jazzistica, tradizione che Profeti ben conosce, e al contempo sono assolutamente contemporanee, originali sia nei temi che nel sound stesso della formazione. Si possono rivivere echi del Rock Progressivo dei King Crimson, sonorità elettriche date dall’utilizzo sapiente di effetti, dall’impiego della Moog Guitar e del Synth. A dispetto della varietà e della ricchezza di ispirazioni sonore il tutto è assolutamente coerente e l’album si presenta come un’opera unitaria che porta l’ascoltatore in un’esplorazione ricca ed inaspettata.

Questa ricchezza di diversità è data dalla enorme mole di esperienze di Paolo Profeti ma anche dall’apporto di un Ensemble, altrettanto esperta, e che giunge ad incidere il secondo album insieme. La formazione assume il nome di European Collective, non a caso, perché formata da musicisti di diverse provenienza, all’interno della geografia continentale. Essi sono:  Paolo Profeti: alto sax, flauto, efx, composizioni e arrangiamento – Florian Radu: trombone – Sorin Romanescu: chitarra Moog – Michael Acker: basso elettrico, synth – Alessandro Rossi: batteria, efx – Ana Cristina Leonte: voce, special guest in Le Chiavi di Via Arquà e in Robert’s Glasses.

Profeti ha completato, con il massimo dei voti, il percorso formativo al Conservatorio G. Verdi di Milano. Ha, poi, continuato gli studi attraverso varie occasioni come Master e studi privati con docenti e musicisti internazionali importanti. Il suo nome è presente in diverse incisioni discografiche come sideman. Oggi, è primo sax-alto della Big Band della Radio di stato Romena ed insegna sassofono e tecniche improvvisative nel Dipartimento Jazz del Conservatorio di Musica di Bucarest.

More Than One Thing - Time Grove
More Than One Thing - Time Grove

Quando hai molti dischi da poter, o dover, ascoltare diventa inevitabile che, prima o poi, scegli anche in base alla copertina che più o meno ti attrae. L’artwork di questa copertina è intrigante e rappresenta un volto su di un palloncino legato o in volo. Cosa non ben chiara, quest’ultima, ma che dà il senso di libertà o di ricerca di un agognata liberazione. Leggendo in giro, scopriamo che ciò potrebbe essere un messaggio politico da parte di una formazione di giovani musicisti che ambiscono ad una situazione diversa rispetto a quella che si vive nella loro terra di origine: Israele.

Il Time Grove è una band basata a Tel – Aviv e guidata dall’affermato pianista Nitai Herskovitz. Il resto della formazione è completato da: Rejoicer: synths; Eyal Talmudi: sax; Roy Chen: batteria; Amir Bresler: batteria; Sol Monk: batteria; Bemet: tastiere; Sefi Zisling: tromba; Yonatan Albalak: chitarra. Vari strumenti con più batterie per completare un lavoro straordinariamente potente e moderno.

Questi nove talentuosi strumentisti offrono una gamma completa di emozioni davvero unica. Trame spettrali al pianoforte, trombe euforiche e frenetici tambureggiamenti, flauti egiziani e sintetizzatori che forniscono un sottofondo vorticoso di moderna e sottile elettronica. Questo è More Than One Thing, album d’esordio dei Time Grove.

Un paio di curiosità: il brano “Roy The King” è il momento di accoglienza, riservato dalla band, al batterista Roy Chen;  Eyal Talmudi sembra che suoni uno strumento realizzato ad Harlem nel 1931.

TOP JAZZ ALBUM

Un semplice promemoria sulla sua esistenza.

Durante la settimana, meglio ancora ora, buttateci un occhio per verificare che non vi sia sfuggito qualche disco tra quelli che finora vi abbiamo segnalato. Ricordatevi di indicare il vostro album preferito ma, sopratutto, godetevi la musica in essa contenuta.

... on tube!!!

Per concludere, ecco a voi alcuni dei brani inseriti nella playlist radiofonica in formato video. 

Buona visione!!! 

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Bye, bye!!!

La puntata del 31 Gennaio 2019 #118: TERZO TEMPO

La puntata del 31 Gennaio 2019 #118: TERZO TEMPO

La puntata del 31 Gennaio 2019 è stata introdotta da un brano di un artista dell’ Azerbaijan, una bella voce femminile: Aziza Mustafa Zadeh.

La sua musica trae ispirazione da tradizioni folkloristiche che fanno capo al cosiddetto genere musicale del “mugam”. Senza entrare troppo nei dettagli e nella storia di questa protagonista diciamo subito che essa ha intriso la musica popolare con le forti esperienze acquisite in ambito jazzistico. Ne viene fuori così una musica che ha un appeal interessante ma certamente ostico per l’ascoltatore che, già normalmente, fa fatica o non ha mai ascoltato il jazz.

Tutto ciò ci ha permesso di introdurre un rapido pensiero e commento sull’ormai annosa questione che il jazz è una musica ostica è solo per pochi eletti. Certo un aspetto che abbiamo già trattato in altre occasioni e di cui non siamo i primi a scrivere qualcosa.

Nella nostra semplicità, però, vogliamo ribadire un concetto che ci sta particolarmente a cuore: tutto ciò che ci appare nuovo ed insolito non è qualcosa che ci viene “contro” ma l’occasione per allargare i nostri orizzonti.

La musica di Aziza, così come tanta altra musica che ascoltiamo per la prima volta, è una musica che va ascoltata e riascoltata per diverse volte è in diversi momenti delle nostre giornate. Va ascolta, anche, nei diversi momenti in cui il nostro stato d’animo è differente dall’ascolto precedente.

Anche quando ascoltiamo le nuove canzoni che vengono presentate all’ennesimo festival di Sanremo esse ci appaiono “insipide”, senza gusto – senza sale, rispetto a quelle dell’edizione precedente. Gli ascolti successivi ci fanno poi innamorare e comprendere le loro diversità e le loro bellezze. Adottiamo, dunque, questa formula per avvicinarci al Jazz e a tutta l’altra musica che viene prodotta nel mondo.

Impareremo, così, a relazionarci meglio anche con altre persone, semmai provenienti da altri continenti o semplicemente dal condominio di fronte.

Buon ascolto e buona lettura!

Questa Settimana

  1. Il podcast e la playlist
  2. Il mini commento su alcuni album
  3. La Top Jazz Album
  4.  …on tube!!!

Il Podcast

Prima di tutto, ecco il player per poter ascoltare la puntata numero 119 di Jazz in Family. Puntata che, come consuetudine, è andata in onda sulle radio che trasmettono il nostro format radiofonico.

La playlist della settimana

Titolo Artista/Gruppo Album
Kaukas Mountains Aziza Mustafa Zadeh Always
Bye Bye Blackbird – Live In Montreux, Switzerland/1991 Rachelle Ferrell Live In Montreux
No Doubts Left Papik, Walter Ricci Little Songs for Big Elevators
News from… (feat. Snoop Dogg, Walter Ricci) – Radio Edit Antonio Farao, Walter Ricci, Snoop Dogg News from… (feat. Snoop Dogg, Walter Ricci) [Radio Edit]
The Session Oona Rea, Danilo Rea First Name: Oona
Everything I’ve Got Belongs to You Antonella Santoro 5tet The Silken Kirtle
Beat It Aaron Tesser & The New Jazz Affair Back to the J Hotel
Il guardiano dei giardini di Ineo Luigi Blasioli Mestieri d’oltremare e favole di jazz
A View From Above Mark Lockheart, Alice Leggett, Liam Noble, John Parricelli, Tom Herbert, Sebastian Rochford Days on Earth
Anything Goes Pat Brennan Quartet Welcome To
Inner Being Joey DeFrancesco Inner Being – Single

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

The Silken Kirtle - Antonella Santoro 5tet
The Silken Kirtle - Antonella Santoro 5tet

The Silken Kirtle è un album che si presenta con 11 tracce di cui 10 sono rivisitazioni del patrimonio culturale del Great American Songbook e risalenti a quel periodo che va dai primi anni '20 agli anni '50 del ventesimo secolo. L'undicesima traccia, quella che dà il titolo al disco, è, invece, una composizione originale, in piano solo, di breve durata e dai tratti melodici che richiamano, comunque, il periodo degli anni 20.

Protagonista di questo lavoro è una donna siciliana che si chiama Antonella Santoro. La Santoro giunge a questo traguardo, primo disco inciso, attraverso un percorso di formazione amatoriale ma di qualità, quasi,  professionale.

Il lavoro formativo si concretizza con un progetto discografico prodotto e curato dalla stessa Antonella e realizzato con l’affiancamento di 4 musicisti francesi di comprovata fama ed esperienza (Laurent Marode, pianoforte – Laurent Fradelizi, contrabbasso – 
Stéphane Chandelier, batteria – Fabien Mary, tromba) e pubblicato nel catalogo della Jazzy Records, etichetta da sempre interessata a progetti particolari.

Antonella Santoro giunge a questo traguardo dopo altre esperienze in altri campi artistici. Alcune di queste esperienze l’hanno aiutata a rilasciare, insieme al disco, anche un booklet contenente una ricerca storica ed approfondita sui brani presenti in The Silken Kirtlet. Nel booklet, oltre alle liner notes scritte direttamente da Antonella, sono presenti i testi delle canzoni con la storia e le curiosità che le riguardano.

Oltre ad ascoltare questo disco, su un qualunque servizio di streaming online, vi è dunque un ulteriore motivo per diventare possessori del disco in formato fisico.

“L’enigmatica immagine della copertina e il titolo dell’album invitano a immergersi in un’atmosfera solo apparentemente d’antan, sorprendendoci poi con un’alternanza di tempi dispari e ritmi sostenuti, improntati a sonorità ben più moderne e attuali.
Un disco colto, che ci ricorda quanto il Jazz tradizionale possa essere un meraviglioso scrigno di storie da scoprire e da amare (Jazzy Records)”.

Back to the J Hotel - Aaron Tesser & The New Jazz Affair
Back to the J Hotel - Aaron Tesser & The New Jazz Affair

Nel podcast di questa settimana è stato presentato un brano di Aaron Tesser. L'artista è stato introdotto giocando sull'origine del suo nome e cognome che apparentemente lo fa sembrare un musicista di origine anglo-americana. In realtà Aaron Tesser è un sassofonista nato è cresciuto a Treviso.

Tesser ha un primo approccio al sax tenore nel 1991. Dopo un periodo di circa 2 anni verso studi classici decide di dedicarsi, nel 1993, esclusivamente alla musica jazz. Col tempo però decide di rivolgere il suo sguardo verso quella forma di jazz che comunemente siamo abituati a chiamare nu-jazz. Quella forma di musica che, nell’immaginario collettivo, siamo abituati ad accomunare con uno stile di vita più sofisticato e lussurioso.

Tesser incide così dischi uno dietro l’altro e si impone all’attenzione di un pubblico non solo italiano ma internazionale. Raggiunge così degli interessanti obiettivi di vendita in varie nazioni come la Francia l’Olanda o il Giappone. Ogni disco è il frutto di un delicato, ma deciso, equilibro tra riarrangiamenti, di noti successi del momento, nuove composizioni e coinvolgenti improvvisazioni, sperimentate anche durante dei dj-set con il noto dj Viani. 

Tesser, ha così modo di sperimentare e suonare tecniche e generi musicali diversi che gli permettono di avere una diffusione discografica abbastanza capillare.

Back to the J hotel è il nuovo album, che, a poco più di un mese dalla sua pubblicazione vede Tesser già protagonista in varie classifiche ufficiali di vendita. Il disco raccoglie tracce di autori vari e composizioni originali, in linea con i precedenti lavori. Strategiche le presenze delle due cover di Beat It (Michael Jackson) e di We don’t talk anymore (Charlie Puth) con il ruolo di Selena Gomez interpretato da Chiara Luppi.

TOP JAZZ ALBUM

Un semplice promemoria sulla sua esistenza.

Durante la settimana, meglio ancora ora, buttateci un occhio per verificare che non vi sia sfuggito qualche disco tra quelli che finora vi abbiamo segnalato. Ricordatevi di indicare il vostro album preferito ma, sopratutto, godetevi la musica in essa contenuta.

... on tube!!!

Per concludere, ecco a voi alcuni dei brani inseriti nella playlist radiofonica in formato video. 

Buona visione!!! 

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci.

Bye, bye!!!

La puntata del 31 Gennaio 2019 #118: TERZO TEMPO

La puntata del 24 Gennaio 2019 #117: TERZO TEMPO

La puntata del 24 Gennaio 2019 #117: TERZO TEMPO

La puntata del 24 Gennaio 2019 continua a tessere un sottile filo che, a volte, noi per primi non riusciamo ad intravedere. Cosa intendiamo? Presto detto!

La musica, e le arti in generale, sono tra le attività umane che più elevano lo spirito e la cultura verso una dimensione che ci distacca dall’istinto animale. Il jazz, con la sua vocazione ad improvvisare, permette al solista di rappresentare la vita quotidiana: improvvisare e vivere insieme agli altri che, volontariamente o involontariamente, segnano il nostro contesto di vita.

Agiamo, con altri, guidati da una tensione e da una coscienza volta al miglioramento nostro e delle nostre società. Un agire che a volte, invece, è guidato, semmai senza rendercene conto, da egocentrismo, superbia, e altri atteggiamenti poco edificanti.

L’ambiente jazzistico non è esente da queste negatività, non nascondiamolo.   

Cerchiamo, però, di evidenziare e creare quanto di positivo avviene in questo mondo. 

Ritornando al sottile filo iniziale, riascoltando la registrazione di questa puntata radiofonica, ci siamo resi conto di una serie di cose. I brani che abbiamo suonato travalicano confini geografici e di tempo, trasportano culture e pensieri con una facilità ed una velocità sempre più esagerata. Nella puntata abbiamo evidenziato l’attualità e la freschezza musicale di alcuni brani del recente passato del jazz. Abbiamo suonato un estratto, di un nuovo disco, di una cantante italiana (Michela Lombardi) che interpretava i testi di un autore inglese (Sting). Abbiamo suonato (in Italia) una big band straniera (Zurich Jazz Orchestra), diretta da un tedesco (Steffen Schorn), che proponeva una composizione dedicata ad un altro continente (l’Africa). 

Sembrano cose banali ma che fino a pochi decenni fà erano i sogni dei nostri predecessori: la concretizzazione di un Europa più unita, che si completa con la cultura e non solo con l’economia – aspetto comunque inseparabile e imprescindibile. I rischi di fallimento sono ancora elevati (Brexit) ma senza abbassare la guardia l’Unione Europea diventa un obiettivo sempre più concreto. Un passo fondamentale, un altro, verso un mondo senza “muri” che minino quanto sancito nella “Costituzione dei diritti fondamentali dell’Uomo”.

Suggerire l’ascolto e suonare i diversi “tipi” di jazz è il nostro personale modo di dire “NO” ai razzismi. E’ il creare, quel sottile filo, utile a tessere un vestito nuovo e più bello per il mondo che verrà.     

Questa Settimana

  1. Il podcast e la playlist
  2. Il mini commento su alcuni album
  3. La Top Jazz Album
  4.  …on tube!!!

Il Podcast

Ecco il player per poter ascoltare la puntata numero 117 di Jazz in Family. Buon ascolto!!!

La playlist della settimana

TitoloArtista/GruppoAlbum
Feed the Chicken (feat. Stanton Moore, Cory Wong, Michael B. Nelson & Tucker Antell)Redtenbacher’s Funkestra, Stanton Moore, Cory Wong, Michael B. Nelson, Tucker AntellFeed The Chicken
UmanKOKOROKOUman
Africa, Pt. IZurich Jazz Orchestra, Theo Kapilidis, Pius BaschnagelThree Pictures
Grooves (Live)Steffen Schorn EnsembleCellular Structures (Live)
Isle of JavaMarc CaryIsle of Java
One for Us (Live)The Michel Petrucciani TrioOne Night in Karlsruhe (Live)
Let Him Live (feat. Matt Gold, Dave Miller, Matt Ulery & Quin Kirchner)Greg Ward Presents Rogue Parade, Matt Gold, Dave Miller, Matt Ulery, Quin KirchnerStomping Off From Greenwood (feat. Matt Gold, Dave Miller, Matt Ulery & Quin Kirchner)
CirceoGil Cuppini QuintetGil Cuppini Quintet
Voulez-Vous…?Maria Pia De Vito, John Taylor, Gianluigi Trovesi, Enzo Pietropaoli, Federico SanesiPhonè
Every Little Thing She Does Is MagicMichela Lombardi, Piero Frassi Circles TrioShape Of My Heart (The Music Of Sting)

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Stomping off from Greenwood - Greg Ward Presents Rogue Parade
Stomping off from Greenwood - Greg Ward Presents Rogue Parade

Il sassofonista e compositore di Chicago Greg Ward (Tortoise, Lupe Fiasco, Makaya McCraven, Mike Reed) presenta un nuovo gruppo, i Rogue Parade, composto da un quintetto di musicisti da pesi massimi, sempre di Chicago: Matt Gold e Dave Miller (chitarra ed effetti), Matt Ulery (basso) e Quin Kirchner (batteria). Proprio la sua esperienza con quanto sta avvenendo nel movimento jazzistico britannico ci ha spinto ad un ascolto attento e da condividere.

Il lavoro è ispirato da un classico di Charles Mingus: The Black Saint and The Sinner Lady (Impulse!, 1963) e sembra particolarmente adatto per la personalità musicale di Ward. Il suo Sax Contralto ha un tono che ricorda i contralti del blues suonato a Chicago proprio tra la fine degli anni ’50 e gl’inizi dei ’60. Non mancano riferimenti ai suoni più energetici della fusion degli anni ’70. 

Il gruppo è nato grazie ad una lunga serie di esibizioni live ed ha sviluppato un interplay evidente in queste registrazioni. Le chitarre si aggrovigliano e si intrecciano facilmente, i riff nascono durante gli assoli. Si sente che è una musica vissuta e non solo provata e registrata. Interessante anche l’interpretazione fornita sul classico di Charmichael: Stardust. Introdotta con le chitarre assume un ritmo leggermente più veloce rispetto a delle versioni come quelle di Nat King Cole o di Gerry Mulligan.  

L’artwork dell’album evoca un mondo di graffiti e appartamenti decrepiti, con tutto il brivido della bohémien urbana (Greenwood è una strada sul lato sud di Chicago, dove Ward ha vissuto per del tempo).

Shape of my heart - Michela Lombardi & Piero Frassi Circles Trio
Shape of my heart - Michela Lombardi e Piero Frassi Circles Trio

Shape of my heart celebra il lavoro svolto da Sting come solista e come leader della storica formazione dei The Police. Il lavoro si distende su 13 tracce magistralmente suonate e cantate da una formazione che vede come cardine principale la voce di Michela Lombardi. Anticipiamo, però, che il disco verrà presentato in maniera più dettagliata grazie ad un intervista che la nostra Jessica Benfatto sta completando proprio con Michela Lombardi.

Shape of my heart è un disco che , chiaramente, non offre composizioni originali ma che sorprende per le interazione del trio che accompagna la cantante e le sue potenti doti vocali.

 Gli arrangiamenti sono geniali e permettono di ascoltare una voce in grado di trasmettere sentimenti ed empatia positiva su estensioni in grado di saltare, ad esempio, dal funky -blues (It’s probably me ) al soul (Wrapped Around your Finger), dallo scat (Englishman in New York) alla Bossanova (Fragile) e a piacevoli swing (Every little thing…). Raffinata orecchiabilità per un ora di musica “familiare” e cantabile, senza la presunzione di paragonarsi alla Lombardi. 

Il gruppo è composto, oltre che da Michela Lombardi e Piero Frassi (voce e piano), da Gabriele Evangelista al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria.

TOP JAZZ ALBUM

Abbiamo scritto già troppo questa settimana e non vogliamo tediarvi oltre.

La classifica di questa settimana rientra nella normalità di sempre: entrate ed uscite. Guardatela ed ascoltatela, per quel che potete.

... on tube!!!

Per finire, ecco alcuni dei brani inseriti nella playlist radiofonica, là se presenti, “trasferiti” in video. 

Buona visione!!! 

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci.

Bye, bye!!!

La puntata del 17 Gennaio 2019 #116: TERZO TEMPO

La puntata del 17 Gennaio 2019 #116: TERZO TEMPO

La puntata del 17 Gennaio 2019 ci consente, finalmente, un ritorno alla “normalità” per la nostra consueta rubrica “TERZO TEMPO”.

Senza tanti preamboli, entriamo nel vivo di questo appuntamento.

Questa Settimana

  1. Il podcast e la playlist
  2. Il mini commento su alcuni album
  3. La Top Jazz Album
  4. …on Tube!

Il Podcast

Prima di tutto, ecco il player per poter ascoltare la puntata numero 116 di Jazz in Family. Puntata che, come consuetudine, è andata in onda sulle radio che trasmettono il nostro format radiofonico.

La playlist della settimana

TitoloArtista/GruppoAlbum
Fly Me To The Moon (In Other Words)Frank Sinatra, Count BasieSinatra/Basie: The Complete Reprise Studio Recordings
ChicagoNick The NightflyBeYourself
BlackpatchAnna PanzanelliBluer Than Blue
Marry Me a LittleCyrille AimeeMarry Me a Little – Single
Uptown FunkJamie CullumThe Song Society Playlist
All Night Long (feat. Take 6)Jacob Collier, Metropole Orkest, Jules Buckley, Take 6Djesse (Vol. 1)
Monkey SquareSimone BasileTime
Cash-CascheSal La Rocca, Pascal Mohy, Jeroen Van Herzeele, Lieven Venken, Phil AbrahamShifted
Omaggio a Oscar PetersonRomano MussoliniJazz from Italy – Soft & swing
Love LandPaolo Fresu, Richard Galliano, Jan LundgrenLove Land
Natural InertiaAlberto Dipace, Danilo Gallo, Ferdinando FaraòEyes and Madness

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Bluer than blue - Anna Panzanelli
Bluer than blue - Anna Panzanelli (Selfmade - 2018)

Spesso riceviamo, dalle case discografiche, le segnalazioni di nuove uscite discografiche. In altre occasioni, le segnalazioni ci arrivano direttamente dagli artisti. Noi, però, non abbiamo uno storico lungo, dal punto di vista della promozione e informazione discografica. Quindi, non tutti possono conoscerci ed informarci, come in questo caso. Così questo album lo abbiamo scoperto per puro caso su un sito... straniero.

Bluer Than Blue è un omaggio a due cantanti, pianiste e compositrici statunitensi: Lil Hardin (1898 – 1971) e Laura Nyro (1947 – 1997).

Bluer Than Blue è un album di una giovane ragazza perugina nata il 25 gennaio 2000. Proviene da una famiglia di musicisti professionisti (il padre e i suoi fratelli). Proprio il padre, anche insegnante di musica ha aiutato a formare la figlia che è comunque dotata di una timbrica vocale calda e potente, adatta al soul e al jazz. Se 2 + 2 fà 4, allora, Anna Panzanelli non poteva non esordire con un disco di musica jazz.

“Bluer Than Blue” è il titolo di un brano di Lil Hardin, straordinaria compositrice di brani vocali e strumentali dalle venature Blues, attiva dagli anni 20 ai 50. Bluer Than Blue è un omaggio a due cantanti, pianiste e compositrici statunitensi: Lil Hardin (1898 – 1971) e Laura Nyro (1947 – 1997).

Le due eclettiche musiciste non sono accomunate solo dal Blues, ma dall’essere donne: la creazione di questo progetto infatti è stata mirata alla ricerca di compositrici donne, vissute ai margini di una società, in un mondo di uomini.

La loro musica procurò la fama di altri gruppi e personaggi musicali: Lil Hardin entrò nel mondo della musica fornendo materiale musicale al suo primo marito Louis Armstrong, di cui fu anche la prima manager. Tra i suoi numerosi brani alcuni hanno ottenuto una grande fama e vennero reinterpretati da artisti internazionali come Ray Charles.

La vena compositrice di Laura Nyro sbocciò negli USA nel cuore del 900: gli anni 60. Il brano più famoso di Laura Nyro è “And When I Die”, il quale venne scritto da lei quando aveva soli diciassette anni. La reinterpretazione più celebre è sicuramente quella dei Blood Sweet and Tears.

Il lavoro si tinge di venature blues è questo lo rende ancor più interessante, oltre a rispettare la storia delle due autrici. Se non lo avete ancora fatto andate ad ascoltarlo cliccando sulla front-cover del disco.

Shifted - Sal La Rocca
Shifted - Sal La Rocca (Igloo Records - 2018)

Una formazione composta da Pascal Mohy al Piano, Lieven Venken alla batteria Phil Abraham Trombone e Jeroen Van Herzeele al Sassofono, quest'ultimo compagno di viaggio da sempre di Sal La Rocca bassista è leader di questa formazione. Un nome che chiaramente ci riporta alla mente la Sicilia è uno dei più noti genitori del jazz: quel Nick La Rocca che circa 100 anni fa diede convenzionalmente il via a questo stile musicale.

Non sappiamo se nelle vene di Sal La Rocca scorre lo stesso sangue di Nick ma sappiamo per certi che Sal La Rocca è uno dei più apprezzati bassisti europei di questi ultimi decenni, grazie a collaborazioni come quelle con Konitz, Thielemans o Stanley Jordan.

Sal La Rocca presenta un nuovo album dal titolo Shifted e nel quale possiamo ascoltare una musica libertaria tra standard e composizioni in cui l’influenza di Coltrane è fortemente presente. 

Lo stesso bassista presente così il suo lavoro:  “Questo quartetto è un incontro particolarmente forte tra Jeroen, Pascal e Lieven, musicisti che ho apprezzato a lungo grazie alla loro sincerità come persone e per la loro musica. L’album esprime un’apertura verso un nuovo suono scegliendo di associare il wurlitzer e il pianoforte, insieme al sax di Jeroen. Questo gli conferisce una dimensione inaspettata. Questa formula porta a una musica istintiva che lascia spazio all’interattività musicale e che è gratuita e naturale”.

TOP JAZZ ALBUM

Ricordatevi di fare “un giro” sulla nostra TOP JAZZ ALBUM.

Anche questa settimana potete trovare il solito via vai di novità discografiche e la possibilità di votare il vostro album preferito. Sentitevi liberi di votare in base alle vostre competenze tecnico-musicali. Sentitevi liberi di votare in base alle emozioni che i dischi vi procurano. Sentitevi liberi di non votare ma sentitevi obbligati (moralmente) ad ascoltare, se volete far crescere la vostra cultura. 

Insomma, fate quello che volete ma ricordatevi che la vostra… “libertà finisce dove comincia…” quella degli altri (parafrasando Martin Luther King – in occasione del MLK Day del 21 gennaio).  

Novità della settimana: una modesta pagina F.A.Q. sulla TOP JAZZ ALBUM accessibile direttamente dalla classifica. 

... on tube!!!

Riprendiamo, questa settimana, la conversione dei brani inseriti nella playlist radiofonica, là se presenti, in video di YouTube. 

Alla prossima settimana e Buona Visione!!! 

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci.

Bye, bye!!!

La puntata del 17 Gennaio 2019

La puntata del 10 Gennaio 2019 #115: TERZO TEMPO

La puntata del 10 Gennaio 2019 #115: TERZO TEMPO

La puntata del 10 Gennaio 2019 è la prima del nuovo anno. 

Questo appuntamento di terzo tempo sarà, quindi, diverso e insolito rispetto ai precedenti.

Solitamente, un’impresa o un’attività commerciale stila, all’inizio dell’anno e quindi subito dopo il 31 dicembre dell’anno precedente, un bilancio delle attività realizzate e dei profitti ottenuti.

Noi, però, non siamo un’attività commerciale. Noi siamo un sito che vuole condividere, insieme ad un gruppo di potenziali amici, emozioni e sentimenti trasmessi da una particolare musica: il jazz.

Diventa quindi più adatto paragonare, questo appuntamento di terzo tempo, ad un viaggio da iniziare e nel quale preparare le valigie e portare con sé ricordi e oggetti appartenuti al vecchio anno, il 2018.

Diventa sottinteso, quindi, che la nostra valigia sia piena di dischi e di musiche che abbiamo ascoltato nel corso dell’anno precedente. Sono tante le valigie che potremmo preparare e portarci nel 2019 ma, in questa occasione, abbiamo preferito scegliere e portare con noi le pubblicazioni discografiche del jazz italiano che abbiamo, insieme, scelto ed ascoltato durante il 2018. Una selezione di dischi che abbiamo ottenuto grazie ai risultati settimanali della Top Jazz Album.

Vi ricordiamo che la Top Jazz Album ha avuto un’evoluzione nel corso dell’anno abbastanza significativa: essa si è trasformata da una semplice presentazione di novità discografiche, operate dalla nostra redazione attraverso lo stile di una classifica, in un momento in cui ognuno di voi, singolarmente, aveva la possibilità di ascoltare i nuovi album e di scegliere, fra una terna da noi proposta, quello ritenuto più… “emozionante”.  Esatto parliamo di emozioni, non parliamo di tecnicismi e di bravura nell’esecuzione o nella composizione di un brano, ma di trasmissione di emozioni e di sentimenti. La Top Jazz Album diventa quindi un’opportunità per far conoscere il jazz anche, e soprattutto, a quelle persone che ritengono questa musica come una musica per pochi eletti. Il jazz è per tutti e di tutti: adulti, bambini, bianchi, neri, rossi, gialli e, perché no, …anche verdi.

Procediamo, però, con un criterio simile a quello delle altre presentazioni di terzo tempo.

Questa Settimana

  1. Il podcast
  2. La tabella con i top jazz album italiani del 2018
  3. La Top Jazz Album

Il Podcast

Prima di tutto, ecco il player per poter ascoltare la puntata numero 115 di Jazz in Family. Puntata che, come consuetudine, è andata in onda sulle radio che trasmettono il nostro format radiofonico.

In secondo luogo, ecco la lista degli album che avete preferito durante il corso del 2018.

Certo, nello scorrere la lista noterete certamente l’assenza di album che vi hanno particolarmente colpito. Se siete autori o compositori di un album jazz licenziato nel 2018, probabilmente manca proprio il vostro. Che delusione!!!

Anche per noi vi e delusione nel non vedere alcuni dischi, che hanno significativamente colpito la nostra immaginazione e il nostro cuore.

Però, come ben sappiamo, in una valigia non può entrarci tutto.

Come dei buoni genitori però, che chiedono ai propri figli una cosa particolare è specifica da aggiungere nella valigia, anche noi vi chiediamo di aggiungere, nei commenti, un disco che vorreste portare in questo emozionante viaggio verso… il futuro.

I Top Jazz Album Italia - 2018

Cliccando sulle front-cover degli album verrete reindirizzati ad un servizio di streaming on-line.

Listen Artista/Gruppo Titolo
Paolo Palopoli e Sergio Forlani Back on The Ground
Massimo Manzi Trio Excursion
Sergio Armaroli Quintet To play Standard(s) Amnesia
Blue Moka Blue Moka
E. Pieranunzi, A. Ceccarelli, D. Imbert Monsieur Claude (A travel with Claude Debussy)
Marco Postacchini 8et Old Stuff, New Box
Lello Petrarca Trio Reflections
Alessandro Bottacchiari Quartet The Turning Point
Claudio Giambruno Quartet Juiu
Giulia Galliani Mag Collective Song for Joni
Francesco Giustini Organ Trio Phonema
Sandro Dominelli Trio Here and Now
Claudio Quartarone Changes
Enrico Pieranunzi, Thomas Fonnesbaek Blue Waltz
Antonino De Luca Radici
Marco Pignataro Almas Antiguas
Paride Pignotti 4et 43° Parallelo
Nicola Cristante Koàn
Gabriele Mirabassi, Cristina Renzetti, Roberto Taufic Agreste
Ugo Moroni Pinturas
As Madalenas Vai Menina
Claudio Miotti Claxxx
Anastasio Through The Sky
Julian Oliver Mazzariello Debut
G. Hoffer & A. Altarocca I Love you Porgy

Formuliamo i nostri più sinceri complimenti agli artisti e a quanti hanno lavorato nelle retrovie per permettere la pubblicazione di questi significativi prodotti di arte contemporanea.

TOP JAZZ ALBUM

Prima di chiudere definitivamente questo articolo, desideriamo, però, mettervi in evidenza le piccole, ma per noi significative, variazioni che, da questa settimana, la top jazz album contiene.

Una nuova copertina grafica, unitamente ad un stile più asciutto e sintetico, caratterizza la pagina della classifica. La cosa più importante, però, è la stessa classifica che contempla un impaginazione diversa. Essa contiene le front cover grafiche dei singoli album. Cliccando sulle front cover verrete reindirizzati alla pagina specifica che contiene il frame per poter ascoltare l’album attraverso un servizio di streaming online. 

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