Jazz in Family - Il luogo dove le varie anime del jazz si ritrovano in famiglia

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La puntata del 18 ottobre 2018 #104: TERZO TEMPO

La puntata del 18 ottobre 2018 #104: TERZO TEMPO

La puntata del 18 ottobre ci ha offerto un interessante spunto per rafforzare uno degli aspetti più rilevanti di questa edizione di Terzo Tempo. Il forte legame esistente con altre discipline artistiche, in particolare con la grafica e con la pittura d’autore, viene rilanciato da uno dei dischi che abbiamo presentato in questo appuntamento. 

Qual’è il disco e cosa ci trasmette, musicalmente e visivamente, lo commentiamo nel solito blocco su alcuni album della settimana. Anticipiamo solo che abbiamo deciso di riprendere la sua front-cover come copertina del nostro podcast di questa settimana. 

Al momento in cui scriviamo non siamo riusciti ad entrare in contatto con l’autore di questo disco. Ci auguriamo di poterlo fare in un secondo momento e di poter chiedere un suo breve commento scritto, sotto questo articolo, per sapere qualcosa in più sulla grafica utilizzata, sul suo autore, e gli eventuali suoi significati .

Questa settimana:

  1. Il podcast
  2. La lista dei brani presentati
  3. Il mini commento su alcuni album

Featured

Podcast

Ecco il player settimanale, per l’ascolto del podcast. Rilassatevi e buon Ascolto!

La Playlist

TitoloArtista/GruppoAlbum
Lovely DayJosé James, Lalah HathawayLean On Me
LamentRobohandsGreen
Planet ZumoAndreas Schaerer, Luciano Biondini, Kalle Kalima, Lucas NiggliMagic Moments 11 (In the Spirit of Jazz)
Thank You IcelandKUU!Magic Moments 11 (In the Spirit of Jazz)
LifelineShai MaestroThe Dream Thief
Monkey and the BrainLuca Dell’AnnaHuman See, Human Do (feat. Massimiliano Milesi, Danilo Gallo & Alessandro Rossi)
Pinturas negraUgo MoroniPinturas
Bright RedEmanuele ColucciaBirthplace
ToledoAurelio Fierro Jr. Project, Federico Luongo, Dario Spinelli, Toto Allozzi, Enzo AnastasioNiente Di Nuovo
Estrela da TerraGabriele Mirabassi, Cristina Renzetti, Roberto TauficAgreste

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Pinturas - Ugo Moroni
Pinturas - Ugo Moroni

Pinturas nasce dalla vena compositiva del chitarrista Ugo Moroni. Moroni raggiunge questo obiettivo grazie al suo prestigioso curriculum di studi musicali e ad altri precedenti dischi. Da non sottovalutare un intensa attività concertistica e partecipazioni in altri progetti musicali. In questo disco, l'autore, rafforza anche la sua predisposizione verso la direzione d'orchestra radunando intorno a se una nutrita ensemble di 13 elementi e con caratteristiche ed esperienze non sempre omogenee.

L’idea, alla base della realizzazione di questo disco, è quello di creare un connubio, come anticipavamo all’inizio, tra arte figurativa e musica. Il compositore emiliano è un grande appassionato di pittura è sviluppa questo tema partendo dall’arte del pittore aragonese Francisco Goya. Le tracce presenti sono 5 è 3 di esse sottolineano questo legame partendo dai titoli (Pinturas Negra, La V° di Goya e Saturno divora i suoi figli).   

La sensazione che nè traiamo è che il compositore non si limita solo ai titoli dei brani. Così come Goya era combattuto tra uno stile illuministico e razionalista contro impulsi irrazionali e romantici, anche Moroni sembra risentire, in questo disco, di influenze e impulsi diversi. Forse si tratta di inquietudini personali o, semplicemente, di trasformare i quadri di Goya in musica. La certezza è che Moroni apre un nuovo capitolo che merita di essere capito, e non solo ascoltato, per comprendere il futuro della sua musica. Una curiosità che, certamente, non sarà la priorità della vita personale di chi scrive e di chi legge, ma un indubbio interesse verso una musica interessante, fuori dal comune, e piacevole da ascoltare. 

Per dovere di cronaca, segnaliamo i due brani che non sono a firma di Moroni:  A Foggy Day (George Gershwin) e Demon’s Dance (Jackie McLean).  

Agreste - Gabriele Mirabassi, Cristina Renzetti, Roberto Taufic
Agreste - Gabriele Mirabassi, Cristina Renzetti, Roberto Taufic

Agreste è il diario di un viaggio durato anni di convivenza musicale e non solo, alla ricerca delle radici profonde, della musica brasiliana e delle sue culture contadine non molto differenti da quelle nostre, come la sarda o l'abruzzese. Dopo l’esperienza di Correnteza, dedicata alla musica sofisticata e raffinatissima di Jobim,il percorso dei tre prosegue risalendo il fiume verso l’entroterra, avendo come guida la suggestione potente della traduzione portoghese del termine: interior

Il trio si lascia alle spalle la musica che ricorda le spiagge da cartolina di questo grande paese.

Si addentra in un percorso che non è solo un mero luogo geografico ma che è anche un luogo psicologico, interiore, e ricco di altrettanta, ma diversa, poesia. Qui si racconta, musicalmente parlando, un rapporto frutto del difficile ed aspro lavoro con la terra e con la natura. Anime molto più chiuse ed introverse rispetto a quelle carioche, ma, al contempo, universali. Universalità che si esprime, in questo caso, con le influenze delle tradizioni espressive di alcuni territori italiani e che conservano ancora il fascino di questo intenso legame.

Il legame tra le varie regioni geografiche è velato e delicato. Tutti gli 11 brani che compongono il disco sono descrizioni di momenti storici e di vita quotidiana dei contadini del Minas Geiras.

I due album, che vi abbiamo presentato questa settimana, sono due notevoli lavori musicali che vanno oltre la semplice composizione musicale. Contribuiscono ad arricchire il nostro bagaglio culturale attraverso una multidisciplinarietà che potrebbe essere alla base di un magnifico programma scolastico. 

Limitandoci alle sole melodie e ritmi, avete a disposizione due album adatti, rispettivamente:

  • a caricare le batterie della vostra vita in un inizio di giornata qualunque (Pinturas);
  • a snervare la vostra mente da giornate sempre più intense e difficili (Agreste).  

Concludiamo, infine, ricordandovi che vi aspettiamo sulla TOP JAZZ ALBUM. Sopratutto condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione della musica jazz. 

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci. Bye, bye!!!

Puntata del 11 ottobre 2018 #103: TERZO TEMPO

Puntata del 11 ottobre 2018 #103: TERZO TEMPO

Terzo Tempo: il post puntata del 11 ottobre 2018

La puntata del 11 ottobre 2018 è stata l’occasione, come sempre, di presentare nuovi ed interessanti dischi pubblicati da jazzisti italiani e stranieri. La puntata #103, però, è stata anche la puntata con la quale abbiamo creato l’occasione di rilanciare la TOP JAZZ ALBUM. 

Con la creazione del nuovo sito non abbiamo avuto tante occasioni per riparlare ed evidenziare quanto avviene nella nostra speciale classifica. In realtà, la TOP JAZZ ALBUM è la pagina che al momento non è stata ancora sfiorata da un restyling grafico e di contenuti. Arriveremo anche a lei ma al momento, anche se con qualche settimana di ritardo, abbiamo festeggiato il suo primo anno di vita. Lo abbiamo fatto tirando fuori gli album che erano al vertice di questa speciale classifica. Ascoltando il podcast potete risentire quei notevoli capolavori che, secondo noi, restano nella mente di chi li ascolta molto più di certi dischi più… commerciali. 

Anche per questo particolare appuntamento di TERZO TEMPO, però, vogliamo rendere protagonista, come sfondo del podcast, un immagine pittorica specifica. Questa settimana la scelta ricade su una rappresentazione del BEATO John Coltrane. Non scherziamo, è stato realmente canonizzato dalla African Orthodox Church. Solitamente siamo abituati a vedere Coltrane con il suo inseparabile sassofono, qui lo vediamo armeggiare anche con il suo secondo strumento: il flauto.

Confidiamo nel vostro aiuto per sapere qualcosa in più su questa immagine. 

Questa settimana:

  1. Il podcast
  2. La lista dei brani presentati
  3. Il mini commento su alcuni album

Podcast

Ecco il player settimanale, per l’ascolto del podcast. Rilassatevi e buon Ascolto!

La Playlist

TitoloArtista/GruppoAlbum
March of the Owl and the BatCuong Vu 4-TetChange in the Air
Scotch Tape and GlueMike SternTrip
CabrioletRoberto TolaBein’ Green
Mr. BojanglesChristian McBride Big BandBringin’ It
Blacked OutYussef Dayes, Alfa MistBlacked Out
Home FeelingMassimiliano Rolff, Hector MartignonHome Feeling
NardisLate Sense 4etMeetings
Troppo di recenteGiuseppe Vitale TrioJuttin’ Out
AmigosLars Danielsson, Paolo FresuSummerwind

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Home Feeling - Massimiliano Rolff
Home Felling - Massimiliano Rolff

Proprio la settimana scorsa, in questo stesso posto di TERZO TEMPO, scrivevamo di un disco dal titolo Coming Home. Le tematiche, presenti in entrambi, sono casualmente identiche. Sarebbe da aggiungere "meravigliosamente" identiche. Le differenze sono date, oltre che dai temi musicali, dagli autori. Troviamo un pianista non vedente statunitense e un contrabbassista italiano: Justin Kauflin, la scorsa settimana, e Massimiliano Rolff, in questo articolo.

Rolff parte da un antico proverbio in cui si dice che “la casa non è un luogo, ma una sensazione”. Inizia così il racconto, del musicista genovese, che descrive, attraverso il linguaggio musicale, suggestioni, luoghi, racconti, persone, incontri. L’anima delle cose che, nei lunghi viaggi, cercano spazio nella casa che si porta dentro … Home Feeling.

L’album è composto da 8 tracce che, musicalmente parlando, sono un ponte di congiunzione tra l’arte europea e quella sudamericana. A rafforzare questo ideale legame è la presenza in studio, e nella tournée di presentazione del disco, il pianista colombiano Hector Martignon. 

Martignon è uno dei musicisti più richiesti in ambito latin-jazz, pop e orchestrale. I suoi crediti sono alcune nomination ai Grammy Award  ed ai premi Oscar. Al suo attivo, sia come leader sia come sideman, ha oltre 100 album. Ha suonato in prestigiosi contesti in tutto il mondo sia come leader sia al fianco di musicisti del calibro di Paquito D’Rivera, Ray Barretto, Gato Barbieri, Steve Turre, Don Byron, Tito Puente, Richard Bona e molti altri.

Completano il quartetto gli italiani Mario Principato alle percussioni e Nicola Angelucci alla batteria.

Nell’immaginario collettivo, il contrabbasso è uno strumento che rappresenta una musica monotona e noiosa. Qui l’autore ha saputo rivalutare lo strumento inserendolo in un contesto compositivo gradevole e di facile cantabilità. Otto momenti in cui la ricchezza delle tradizioni classiche jazzistiche incontrano la popolarità dei suoni latini e si concretizza nell’insieme dell’orchestra e nelle sapienti improvvisazioni dei singoli. 

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Juttin' Out - Giuseppe Vitale Trio

Nella maggior parte dei casi, il nostro senso di disco nuovo è un prodotto discografico non antecedente i tre mesi. Capita a volte di considerare delle eccezioni, come in questo caso. Alla base di questo "sforamento" dei limiti, è la giovane età, di questo trio, al momento della pubblicazione ufficiale del disco. Alla data del 30 marzo di quest'anno i tre componenti della formazione non superavano i 19 anni.

L’età dei tre componenti unito al risultato finale ci motivano nel farvi ascoltare in radio, e qui, questo disco dal titolo Juttin’Out. 

In esso, ascoltiamo 6 tracce interpretate e composte da Giuseppe Vitale, leader e pianista della formazione. Il trio si presenta nella più classica delle formazioni jazzistiche: contrabbasso, suonato da Stefano Zambon, e batteria, suonata da Edoardo Battaglia.  Presenti, invece, in qualità di ospiti i fratelli Matteo Cutello alla tromba e Giovanni Cutello al sax alto che completano una formazione con la più alta concentrazione di talento presente in Italia. Alle sei composizioni di Vitale si aggiunge una scritta da Antonio Farao (Black Inside) riarrangiata per l’occasione e segno di omaggio ad uno dei principali riferimenti artistici della formazione.

Il jazz proposto da questi giovani talenti è in linea con l’hard-bop più tradizionale. Hanno imparato ed assimilato bene la lezione di musica e, questo disco assimilabile ad una tesina per esame di stato, gli permette di essere licenziati per un futuro brillante e di successo. 

La vita vi aspetta al varco, in bocca al lupo! 

 

Vi aspettiamo in tanti sulla TOP JAZZ ALBUM. Sopratutto condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione della musica jazz.

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Puntata del 5 ottobre 2018 #102 – TERZO TEMPO

Puntata del 5 ottobre 2018 #102 – TERZO TEMPO

Terzo Tempo: il post puntata del 5 ottobre 2018

Per questa puntata del 5 ottobre 2018 abbiamo avuto molti protagonisti con le loro nuove incisioni discografiche. In questo periodo di ripresa di tutte le attività son venuti fuori molti dischi nuovi. 

Per questo particolare appuntamento di TERZO TEMPO, però, vogliamo rendere protagonista un prestigioso caricaturista: Al Hirschfeld. 

Tranquilli, parleremo comunque di novità discografica ma, come ben sapete, dallo scorso appuntamento, abbiamo deciso di “provocarvi” attirando la vostra attenzione, meglio ancora collaborazione, in un attività che leghi la musica jazz ad attività artistiche come la pittura, la realizzazione di grafiche per le cover dei dischi o ogni altro suggerimento che possa arricchire il patrimonio culturale personale. Così, questa volta, vogliamo inserire, come immagine di sfondo del podcast, una caricatura che Hirschfeld, artista noto come “The Line King”, creò per immortalare, con la sua arte, il Nat King Cole Trio nel 1946.

Tutto il resto, come ad esempio chi era Hirschfeld o chi erano i membri del trio, provate ad aggiungerlo voi nei commenti dell’articolo.  

Per quanto riguarda i due album, che questa settimana vogliamo segnalare più di tutti, è il caso di dire che abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta. Alla fine, per non fare torto a nessuno, abbiamo scelto due album non italiani. Scelta discutibile, per qualcuno, ma che, la grande maggioranza di voi, certamente, comprenderete e ne approverete i motivi.   

Questa settimana:

  1. Il podcast
  2. La lista dei brani presentati
  3. Il mini commento su alcuni album

Featured

Podcast

Ecco il player settimanale, per l’ascolto del podcast. Rilassatevi e buon Ascolto!

La Playlist

TitoloArtista/GruppoAlbum
Endless MirrorsKulu sé MamaNécessaire de voyage
Flowers of Your BodyFilippo BubbicoSun Village
Fried ChickenNicola CristanteKoan
Le Solite CoseMaurizio Brunod, Gabriele Boggio Ferraris, Aldo MellaItalian Jazz Book, Vol. 1
Every little things she does is magicHumpty DuoSyncrhonicities
Saints FriendsKermit RuffinsSaints Friends
Sequenza / GazzelloniNestor TorresJazz Flute Traditions
Looking ForwardJustin KauflinComing Home
How the Heart Approaches What It YearnsPaul SimonIn the Blue Light
The Sun Whose Rays – Live At Teatro La Fenice, Venice / 2006Keith JarrettThe Sun Whose Rays (Live At Teatro La Fenice, Venice / 2006)

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Coming Home - Justin Kauflin
Coming Home - Justin Kauflin

Da quando ho perso completamente la vista, il modo in cui ho sperimentato ciò che mi circonda è stato davvero unico. Invece di diventare tutto nero, quello che vedo nella mia mente è estremamente colorato e strutturato. Ogni momento è pieno di un turbinio quasi psichedelico di blu, verdi, rossi, viola e oro su uno sfondo ampio e apparentemente infinito di neri e grigi. Quando ho iniziato a scrivere musica per questo progetto, il mio obiettivo era "dipingere" un'immagine con il suono. È il mio tentativo di decodificare la mia esperienza visiva in un pallet sonico, in cui gli strumenti e i timbri sono le diverse vernici colorate, e ogni canzone rappresenta le diverse "case" o luoghi in cui sono stato nella mia vita e in tour. Spero che l'album ti piaccia tanto! - jk

Questo è quanto scrive Kauflin, sul suo sito personale, in merito alla presentazione del suo nuovo disco. Sarebbe già sufficiente questo per descriverlo, ma noi aggiungiamo altro. 

L’album è composto da 13 tracce che risuonano di emozioni e trasportano l’ascoltatore attraverso lo spazio e il tempo. Il singolo di punta, Coming Home, evoca la sensibilità e l’attaccamento di Kauflin verso la sua casa in Virginia. Altro brano è Lost in cui si pone l’accento nei momenti di smarrimento fisico ed emotivo. C’è anche un ode al pollo fritto (Chicken Fried) e una a Brooklyn (John My Beloved). 

In realtà, l’intero album è un continuo evocare di luoghi reali ed immaginari, al contempo. E’ un perfetto matrimonio tra armonie e melodie che agevolano la condizione di ricerca di luoghi che in realtà sono dentro di noi.

Jazz Flute Tradition - Nestor Torres
Jazz Flute Traditions - Nestor Torres

Nato a Porto Rico nel 1957, Néstor Torres iniziò ad imparare il flauto all'età di 12 anni. Trasferendosi con la famiglia a New York a 18 anni, studiò jazz e musica classica al Mannes College of Music di New York. Successivamente frequentò il Conservatorio di musica a Boston. Sulla scia di oltre quindici album, tra cui il "Nouveau Latino" che ricevette varie nomination anche ai Grammy Awards (2008), Jazz Flute Traditions è un omaggio ad alcuni brani classici del jazz, che nel tempo sono divenuti degli standards, e ad alcuni leggendari flautisti del jazz.

Registrato dal vivo presso una stazione radio pubblica, la WDNA 88.9 FM, di fronte a un pubblico entusiasta, Jazz Flute Traditions offre sia una vera e propria masterclass su questo strumento, troppo raramente ascoltato, e sia un focus su alcuni dei suoi più grandi esponenti.

Troviamo, così, alcune brillanti esecuzioni di flauto jazz come “Memphis Underground” di Herbie Mann e “Gazzelloni” di Eric Dolphy . C’è una versione vivace di “Serenade to a Cuckoo” di Rahsaan Roland Kirk e un’interpretazione affascinante del “The Golden Flute” di Yusef Lateef. Ma ci sono anche motivi che sono impreziositi da interpretazioni dinamiche, come l’ esuberante “Spagna” di Chick Corea

Questo è, innegabilmente, un bellissimo album eseguito da un vero virtuoso del flauto, uno che rende lo strumento un attrazione ipnotica. Ogni brano di questo disco possiede il suo fascino unico e rende questo rilascio avvincente.

Vi aspettiamo in tanti sulla TOP JAZZ ALBUM. Sopratutto condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione della musica jazz.

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Puntata del 27 settembre 2018 #101 – TERZO TEMPO

by jazzinfamily 0 Comments
Puntata del 27 settembre 2018 #101 – TERZO TEMPO

Con la ripresa delle puntate radiofoniche non poteva non riprendere la nostra rubrica: TERZO TEMPO.

Ricordiamo che la rubrica prende il nome dal momento di convivialità vissuto al termine delle partite di rugby. Prende spunto anche dal più semplice fatto che ogni nostra puntata è divisa in due parti. Idealmente, questa diventa la terza parte, il TERZO TEMPO.

Anche quest’anno, TERZO TEMPO, sarà il contenitore di presentazione della puntata andata in onda. Il podcast sarà accompagnato dalla playlist dei brani trasmessi e il commento su alcuni degli album. Il commento sarà costituito da nostre considerazioni “ad alta voce” o da note di rilascio dei relativi uffici stampa.

La novità, che tentiamo di introdurre, è lo sfondo che useremo per il player del podcast. Di volta in volta, tenteremo di utilizzare immagini di arte grafica e pittorica trovate attraverso il nostro profilo Pinterest. Sono immagini raccolte a caso per le quali, ci auguriamo, di trovare dei vostri commenti che dicano qualcosa in più sulle stesse immagini.

Sarebbe bello e costruttivo, legare con un filo ideale, le arti pittoriche, musicali e grafiche. Aspettiamo i vostri contributi (scritti, non economici).

Featured

Podcast

Rilassati, o non, buon ascolto e divertitevi!!! 

TitoloArtista/GruppoAlbum
Black TammuriataNatìa QuartetI colori dell’anima
ShambalaBeastie BoysThe In Sound From Way Out!
GoStefon Harris, BlackoutGo
RadiciAntonino De Luca, Massimo Manzi, Emanuele Di Teodoro, Javier GirottoRadici
Agora Eu Quero – InstrumentalHermeto Pascoal, Marina ElaliHermeto Pascoal e Sua Visão Original do Forró
Coração BrasileiroParide Pignotti 4tet43° Parallelo
Calle MayaguezMarco Pignataro, Adam Cruz, Alan Pasqua, Eddie GómezAlmas Antiguas
My Shining HourErnesto Cervini’s TurbopropAbundance
Dancing SpiritsBeatrice Arrigoni QuartetInnerscape
Strange TimeYellowjacketsRaising Our Voice
Simple ThingsKandace Springs, Scat SpringsIndigo

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

43° Parallelo - Paride Pignotti Quartet
Paride Pignotti - 43° Parallelo (Emme Record Label - 2018)

Un progetto in cui i suoni del Mediterraneo si sposano con un jazz moderno, melodico, spesso dai tratti minimali. Questa l’essenza di 43° Parallelo, disco d’esordio del chitarrista Paride Pignotti registrato presso il Tube Recording Studio ed uscito il 12 settembre 2018 per l’etichetta discografica Emme Record Label. Completano la formazione Seby Burgio al pianoforte, Alberto Fidone al contrabbasso, Alessandro Marzi alla batteria e, come special Guest nella traccia “How Deep is the Ocean”, Nate Birkey, trombettista americano.

Il titolo del disco rappresenta in toto un omaggio a Grottammare, città Natale del chitarrista marchigiano, dove per l’appunto passa il 43° parallelo e dove parte l’ispirazione che ha portato alla nascita di queste composizioni. Non è casuale, infatti, che parliamo di un lavoro dall’acuto senso melodico, caratterizzato da brani spesso acustici dove si respira l’aria delle coste frastagliate del Mediterraneo.

Non manca, però, uno sguardo verso il jazz moderno grazie all’utilizzo di metriche sincopate e tempi dispari che, unite a queste melodie dirette e cantabili, regalano una musica dai connotati stilistici ben precisi. E’ la tradizione della penisola che si sposa con un jazz internazionale, moderno e perfettamente in linea con quello che si ascolta in Europa nell’ultimo decennio.

Innerscape - Beatrice Arrigoni Quartet
Beatrice Arrigoni - Innerscape (Emme Record Label - 2018)

Un progetto che mescola elementi musicali differenti, spaziando tra il jazz contemporaneo, il pop, e tratti stilistici riconducibili alla musica folk. Si presenta così Innerscape, disco d’esordio del quartetto capitanato dalla vocalist Beatrice Arrigoni pubblicato il 20 giugno 2018 dall’etichetta Emme Record Label. Completano la formazione Lorenzo Blardone al pianoforte, Andrea Grossi al contrabbasso e Matteo Rebulla alla batteria, tutti accomunati da un tracciato comune legato al jazz ed avviatisi su percorsi di ricerca differenti e al tempo stesso profondamente comunicanti.

Completano la formazione Lorenzo Blardone al pianoforte, Andrea Grossi al contrabbasso e Matteo Rebulla alla batteria, tutti accomunati da un tracciato comune legato al jazz ed avviatisi su percorsi di ricerca differenti e al tempo stesso profondamente comunicanti.

Un progetto composto interamente da brani originali che si presenta come una sintesi tra jazz contemporaneo e influenze musicali differenti, dove il gusto per la melodia e il lavoro sul suono hanno un ruolo predominante. A questo aspetto si aggiunge una forte ricerca espressiva priva di riferimenti idiomatici precisi, che viene messa in evidenza dalla scelta di melodie evocative e dalla presenza di inserti poetici di diversa provenienza letteraria. Il risultato complessivo coniuga nel suo insieme semplicità e sofisticazione, e sintetizza in maniera equilibrata le diverse anime dell’autrice, corrispondenti a differenti fasi di maturazione stilistica ed espressiva di cui “Innerscape” è il prodotto ultimo, in quanto traguardo degli ultimi anni di scrittura e di ricerca espressiva.

Vi aspettiamo in tanti sulla TOP JAZZ ALBUM. Sopratutto condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione della musica jazz.

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci. Bye, bye!!!

Post-puntata del 21 giugno 2018 #100: TERZO TEMPO

Post-puntata del 21 giugno 2018 #100: TERZO TEMPO

Terzo Tempo: il post puntata del 21 giugno 2018

Ultimo atto di questa nostra stagione radiofonica: il post-puntata del 21 giugno 2018. 

Una puntata che ha celebrato la nostra 100esima trasmissione radiofonica, oltre la conclusione della terza stagione. 

T'incuriosisce leggere la presentazione della puntata?

Poco prolissi in questo ultimo appuntamento di “Terzo Tempo”. Sempre tanto da raccontare ma a volte è meglio un atteggiamento… meno loquace. 

Un unica nota: buona parte delle musiche trasmesse in questa puntata sono già state presentate durante l’anno. La conseguenza è che ci limiteremo a segnalare ed evidenziare un solo album, anche perché,  la protagonista, ha scambiato un pò di chiacchiere telefoniche con Mario. Insomma, sarete di fronte ad una sorta di intervista/recensione. 

Questa settimana:

  1. Il podcast
  2. La lista dei brani presentati
  3. Il mini, si fà per dire,  commento su un album
  4. Il commento alla TOP JAZZ ALBUM

Featured

Podcast

Ecco il player settimanale, per l’ascolto del podcast. Rilassatevi e buon Ascolto!

La Playlist

#TitoloArtista/GruppoAlbum
1Song to a SeagullGiulia Galliani MAG CollectiveSong for Joni
2Tomorrow-2more Rows of TomorrowsCamilla BattagliaTomorrow-2more Rows of Tomorrows
3Planet of the baritone womenMarco Pacassoni Group & Petra MagoniFrank & Ruth
4AfrikaElisabetta Serio, Sarah Jane MorrisSedici
5ResiliencyMilena Angelè, Edoardo Ravaglia, Riccardo Gola, Fabio Sasso, Enrico BraccoResiliency
6Right or WrongLetizia Onorati, Paolo Di Sabatino, Daniele Mencarelli, Glauco Di SabatinoNotes and Words
7Flut-One BluesAnna VentimigliaPanuya
8Aria – A marco tamburiniSara Jane, Eduardo Xavier Maffei, Marco Pretolani, Rodolfo Valdifiori, Simone Migani, Andrea Taravelli, Pasquale Montuori, Orchestra IpiocaIn Mancanza D’aria
9JuiuClaudio Giambruno, Daniela SpallettaJuiu

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Giulia Galliani Mag Collective - Song for Joni (Dodicilune - 2018)

Giulia Galliani è una vocalist jazz, e non una cantante, proveniente da una delle zone d'Italia con una delle maggiori propensioni alla cultura jazzistica: Siena.
Comprenderete la mia puntualizzazione sulla differenza vocalist/cantante nelle prossime righe.

Ho raggiunto telefonicamente Giulia per parlare del suo primo album, e, alla fine, di tante altre cose.

Giulia Galliani si è laureata al Conservatorio di Livorno, appena due anni fa, con una tesi sulla cantante canadese Joni Mitchell. La passione per la Mitchell nasce, però, da molto più tempo, dall’età dei 16/17 anni grazie ad un amica che gli prestò un disco. A quel disco fece seguito un secondo album, questa volta di Charles Mingus, che le fece comprendere definitivamente il suo amore per il jazz, tra l’altro già conosciuto a “Siena Jazz”.

Durante le varie rassegne, e occasioni di incontro legate a “Siena Jazz”, inizia a conoscere Giovanni Benvenuti, sassofonista e altra promessa del jazz italiano. Successivamente conoscerà Andrea Mucciarelli, chitarrista, Andrea Beninati, batterista, e Matteo Addabbo, pianista ed uno dei primi maestri di Giulia. Nascono così, e si consolidano nel tempo, dei legami che si sono arricchiti di altre amicizie e professionalità che, oggi, formano il MAG Collective, il gruppo che ha accompagnato la Galliani nell’incisione di questo disco. Un collettivo che, quando possibile, si ritrova per esibizioni live e per altri progetti musicali d’insieme.

Song For Joni ,

questo il titolo dell’album, potrebbe far pensare, tradotto letteralmente, ad un insieme di canzoni dedicate alla Mitchell. Invece, Song For Joni, è una rivisitazione, attenta è ponderata, di brani composti dalla Mitchell nella sua lunga carriera, e arrangiati secondo l’esperienza musicale jazzistica della Galliani e del suo entourage.

Tra la ricca produzione di Joni Mitchell, Giulia sceglie nove brani dai quali va a cogliere, in prima battuta, l’aspetto melodico, l’aspetto armonico e ritmico, con qualcosa di diverso dalla canzone folk o pop. Il disco si completa con una composizione di Charles Mingus più volte registrata ed interpretata dalla Mitchell: Goodbye Pork Pie Hat. Fatta una prima selezione di brani, Giulia racconta di aver proseguito cercando quei pezzi la cui melodia si “incollava” al significato del testo e il tipo di interpretazione che lei usava. L’interpretazione, usata nelle melodie, è stata importante.

A questo punto, Giulia ci confida che è attratta anche dal modo di scrivere e da quello che trasmettono i testi delle canzoni. Un accenno ai contenuti è il prosieguo, nonché il ponte, per introdurre e conoscere meglio il pensiero di Giulia. La musica di Joni è spesso una musica di sperimentazione ed innovazione, anche quando si allontana dai linguaggi jazzistici, ed i suoi testi sono veicoli di emozioni. Testi, anche, dalle tematiche importanti e sociali come Woodstock, Song for a Seagull o The  Jungle Line.

Chi è Giulia Galliani?

Giulia è una giovane e bella ragazza che ha le idee ben chiare sulla sua attività artistica. 

Ritiene che i tempi attuali non offrano le stesse opportunità di quelle capitate ad altri musicisti nel passato. Piuttosto che rincorrere effimere e temporanee ribalte è meglio fare quello che piace: in questo caso il jazz. Nella sua carriera artistica ha fatto diverse cose, rock o indie o pop, ma resta legata, e torna a fare, quello che gli piace.

Ritiene che non c’è spazio e non c’è aiuto per i giovani, non né fa una questione di soldi. Gli stessi locali o gestori di eventi hanno poco interesse a far crescere e dare spazio a chi non è già un personaggio, in qualche modo, affermato. Ecco che si arriva a 35 anni e sei considerato ancora giovane pur facendo musica da tanto. Nello stesso tempo, pensa che i giovani, come lei, siano coscienti che bisogna darsi da fare e tentare di cambiare questo status quo.

Io ritengo, addirittura, che dalle sue parole traspiri una convinzione ed una carica positiva in grado di riversarsi, non solo nella musica, ma, anche, nella società.   

Giulia è diventata “un fiume in piena”, per sua ammissione, nel parlare di tutti questi argomenti. La cosa mi fa enorme piacere, penso che stiamo iniziando a creare una buona sintonia, una nuova amicizia. 

Gli chiedo di raccontarmi qualcosa sul suo prossimo obiettivo artistico e ci rivela l’intento di voler incidere un album di brani inediti e scritti da lei. Il progetto, che stà già prendendo forma, dovrebbe concretizzarsi da qui ad un anno e mezzo e vedrebbe il coinvolgimento del MAG Collective. Lo aspetto già con impazienza, ma inganno il tempo riascoltando Song For Joni, gradevole disco, nei miei pochi momenti di tranquillità. Non c’è bisogno di un mio giudizio conclusivo sul disco perché l’avete scelta come TOP JAZZ ALBUM nelle settimane scorse.

Concludo così:

Immaginavo di fare la conoscenza di una persona sulla quale avevano costruito e cucito un disco celebrativo di una legenda della musica. Concludo la telefonata, contento di aver parlato con una persona, convinta di voler fare la vocalist jazz, e con una donna dal carattere forte e deciso. Giulia Galliani al primo posto di questa puntata dedicata al jazz femminile italiano, Giulia parte integrante di un universo che merita più rispetto e meno pregiudizi. 

MF

Track List:

1 – Blue
2 – Woodstock
3 – The Jungle Line
4 – Song To A Seagull
5 – A Case Of You
6 – Black Crow
7 – Goodbye Pork Pie Hat
8 – Shadows And Light
9 – My Old Man
10 – All I Want

MAG Collective:

Giovanni Benvenuti – saxophones
Andrea Mucciarelli – guitar
Matteo Addabbo – piano, hammond
Marco Benedetti – electric/double bass
Andrea Beninati – drums, cello

Ospiti: Sara Battaglini, Camilla Battaglia – vocals (1); Luca Latini, Olivia Rovai – vocals (7); Katia Moling – viola (6); Rachele Odescalchi, Samuele Sapienza – violin (6); Giovanni Mancini – strings arrangements (1, 6)

Uno sguardo alla TOP JAZZ ALBUM della settimana

La TOP JAZZ ALBUM sarà una delle poche attività che continueranno a dimostrare la nostra presenza… in vita… durante questa lunga estate 😀 . Chissà se sarà calda, cosa dicono gli espertoni?  

Non troverete commenti che vi segnaleranno i nuovi ingressi e le uscite da una settimana all’altra. Data l’alta interattività della nostra classifica/vetrina ci sentiamo di darvi un consiglio: stampatela ogni settimana. Se non siete riusciti a sentire qualcuna delle nostre proposte avrete tempo di recuperarle nelle settimane successive. Poi ricordate che durante le vacanze, la musica, la  potete godere e scoprire meglio. 

Chissà, forse tra questi album c’è il vostro personale tormentone dell’estate. 

Ricordate, che potete decidere come sarà composto il podio finale della settimana in corso. Andate sulla pagina della TOP JAZZ ALBUM è votate, tra i primi tre album, il vostro preferito. 

Vi aspettiamo in tanti sulla TOP JAZZ ALBUM. Sopratutto condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione della musica jazz.

Ed ora non ci resta che augurarvi buona estate a tutti voi. 

Buona estate da…

Andrea, Davide, Domenico e Mario

SIATE GRANDI!!!

Post-puntata del 21 giugno 2018

Post-puntata del 14 giugno 2018 #99: TERZO TEMPO

Post-puntata del 14 giugno 2018 #99: TERZO TEMPO

Terzo Tempo: il post puntata del 14 giugno 2018

Il post-puntata del 14 giugno 2018 apre annunciando la pausa estiva in concomitanza con la puntata radiofonica della prossima settimana: la puntata #100. D’altronde, come annunciato nell’articolo di presentazione di questa puntata.

T'incuriosisce leggere la presentazione della puntata?

Continuando a parafrasare il gioco dal quale prendiamo spunto per questa serie di articoli, il rugby, più che prendere una pausa andiamo a preparare il fisico per raggiungere la prossima meta. Pessima metafora per dire che prepariamo qualcosa di nuovo per la prossima edizione  😀 

Intanto, sulla pagina Fb abbiamo superato la soglia dei 300 follower, tutti conquistati, guadagnati e sudati sul campo. Come diceva quel film: 

“Erano in 300 contro un milione e hanno combattuto per la cosa che amavano di più: il Jazz” 

e dunque… se pensate di avere una persona che possa fargli piacere ascoltarci e leggerci, come voi, potreste invitarli ad aggiungersi a qualcuno dei nostri profili social (Facebook, Instagram, Twitter e Pinterest). 

Incoraggerete il nostro impegno ed avrete fatto una cosa gradita ad un vostro amico.

Questa settimana:

  1. Il podcast
  2. La lista dei brani presentati
  3. Il mini commento su alcuni album
  4. Il commento alla TOP JAZZ ALBUM

Featured

Podcast

Ecco il player settimanale, per l’ascolto del podcast. Rilassatevi e buon Ascolto!

La Playlist

#TitoloArtista/GruppoAlbum
1ConfidenceLouis VI, Nubya GarciaConfidence
2Mode de FaPalm UnitHommage à Jef Gilson
3Giant StepsTommy FlanaganGiant Steps
4Hipty HopTim Warfield, Daniel Sadownick, Terell Stafford, Pat Bianchi, Byron LandhamJazzland
5Afro BlackNicola Conte & Spiritual GalaxyLet your Light shine on
6Blessied ReliefMarco PacassoniFrank & Ruth
7Versace on the floorCarlo Uboldi & Felice ClementeIntrospective
8Anima NeraGaetano SpartàAccent

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Sparta2
Gaetano Spartà - Accent (Alfa Projects - 2018)

Gaetano Spartà è un pianista siciliano originario di Randazzo, in provincia di Catania. Tutto questo dettaglio geografico per evidenziare, ancora una volta, le tante cose belle che arrivano da una terra, la Sicilia, capace di produrre anche cose buone. Si, cose buone come i frutti della terra, le cassate ma, anche, cultura e buona musica jazz come questa di Spartà.

Certo, questa volta non vi stiamo fornendo il solito link diretto per l’ascolto del disco, ma non è colpa nostra. Sicuramente qualche imprevisto tecnico ha impedito la distribuzione sulle piattaforme digitali, capita anche questo. Qualche giorno di pazienza è lo troveremo. Noi, nel frattempo iniziamo a darvi una sommaria presentazione.

“Accent” è il titolo di questo album che vuole porre l’accento, l’attenzione, secondo alcune indicazioni dell’autore che raccogliamo nella liner-notes della presentazione, non sul linguaggio parlato o musicale ma su quello delle emozioni. Le emozioni che vengono, qui, raccontate sono prevalentemente, ma non solo, quelli legati alla stessa composizione dei brani. Ogni composizione ha degli elementi chiave che la differenzia dalle altre ed esprime melodie che si riferiscono, a tratti, alle radici geografiche di Gaetano ma, anche, alla sua formazione musicale.  Una formazione musicale che si rispecchia sia nei classici del Vecchio Continente che nei canoni jazzistici venuti fuori nel periodo centrale del secolo scorso.  

Gaetano Spartà, nell’incisione discografica, si presenta con la classica formazione del trio jazz e che vede, oltre al suo pianoforte, la presenza del contrabbasso, suonato da Daniele Sorrentino, e della batteria di Valerio Vantaggio. Inoltre, il lavoro è impreziosito, su più tracce, dal suono sensuale del flicorno di Franco Piana e dai violini, e violoncello, della espertissima B.I.M. Orchestra.

Le tracce, in totale, sono 10 e tutte composte da Gaetano Spartà con pubblicazione curata dalla Alfa Music. 

 

conte2
Nicola Conte & The Spiritual Galaxy - Let your light shine on (Edel - 2018)

E’ un compositore ma è anche un Disc Jokey, è barese ed è molto apprezzato in tutto il mondo: è Nicola Conte. Conte collabora da sempre con i migliori jazzisti italiani ed ora rilancia la sua musica con la collaborazione di Gianluca Petrella e Raffaele Casarano, due grandi fuoriclasse del jazz italiano. Insieme danno forma ad un progetto che scava in profondità le diverse personalità musicali, origini e contaminazioni

Il progetto viene chiamato Spiritual Galaxy e si pone l’obiettivo di condividere una visione musicale profonda con artisti proveniente da altri paesi, altre culture. Un open group che ruota attorno all’incontro fortunato tra i tre musicisti pugliesi con alcuni dei nomi della migliore musica contemporanea: Magnus Lindgren o Carolina Bubico, Zara McFarlane o Theo Crocker e molti altri. I primi accenni a questo lavoro si sono avuti  grazie ad alcuni brani pubblicati tra la fine del 2017 e i primi di questo anno. Brani che però non sono compresi nell’album in questione e pubblicato il 18 maggio. Il sound moderno di Conte acquista ulteriore profondità e rilancia, ancora una volta, quei suoni che sono stati sempre alla base delle produzioni di Nicola: Afro 70’s,  le colonne sonore dei film italiani degli anni ’60 e ’70, le tradizioni brasiliane degli anni ’60 e il sound di Detroit, costruendo un ponte ideale fra tutte queste culture, spiritual jazz ed elettronica.

UboldiClemente
Carlo Uboldi & Felice Clemente - Introspective (Play & Oracle Records - 2018)

Eravamo attenti e concentrati su Felice Clemente, per non perderci l'uscita discografica di un altro suo prossimo progetto discografico. Improvvisamente, come il classico coniglio che esce dal cilindro, ecco spuntare, invece, un... fiore delicato e bisognoso di cure a base di... ascolto.

Ecco sbalordire tutti con un lavoro per sassofono e piano con un altro grande professionista: il pianista Carlo Uboldi.

Se Felice è già avvezzo a delle incisioni discografiche di coppia, Carlo, candidamente, confessa, sul suo sito, di essere alla sua prima avventura musicale in… DUO!

L’incontro tra il Sax Soprano, di Clemente, e il Gran Coda Steinway, di Uboldi, generano 8 brani di gran classe ed elegante raffinatezza. Insieme danno vita all’album intitolato “Introspective”. Il titolo e i due soli strumenti potrebbero far pensare ad un album… introspettivo, di difficile ascolto per chi non è avvezzo a certa musica. Invece, noi, lo abbiamo trovato, prima di tutto di… facile ascolto, a tratti vivace e a tratti di piacevole compagnia, sottofondo di alcuni delicati e/o conviviali momenti di una giornata sempre molto frenetica e stressante.

Gli 8 brani sono un bouquet di composizioni provenienti da standard jazz, composizioni inedite (tre di Uboldi ed una di Clemente) e due famosissime canzoni: una della tradizione popolare italiana (Roma nun fà la stupida stasera) e la seconda dal repertorio musicale delle hit di questi ultimi tempi (Versace on the floor di Bruno Mars). 

C’è il linguaggio moderno della musica insieme a un vernacolo più classico, ed i fraseggi jazzistici sono magnifici e mai cervellotici. 

Gran bella sorpresa!!!

Uno sguardo alla TOP JAZZ ALBUM della settimana

Questa settimana registriamo l’ingresso, nella nostra TOP JAZZ ALBUM, di due nuovi album di autori italiani. Non anticipiamo nomi per lasciare a voi la scoperta.

Con occhio attento, però, troverete anche l’ingresso in chart di un “campione del mondo” del jazz dei nostri giorni. Di questo album potete indicarci il vostro gradimento in quanto è parte dei tre album di vertice, e per i quali potete esprimere il vostro giudizio di qualità. 

La classifica vede l’uscita di Ultimate duets (di Arturo Sandovals), Juiu (di Claudio Giambruno) e Starting Today (del rapper londinese Joe Armon-Jones). Ogni volta che segnaliamo queste uscite ci viene un pò di malinconia. Ognuno di questi dischi segna momenti, di queste ultime settimane, di ascolto di buona musica. Se non li avete ascoltati, vi invitiamo, ancora, ad andarli a scoprire.

Ricordate, che potete decidere come sarà composto il podio finale per la prossima settimana. Andate sulla pagina della TOP JAZZ ALBUM è votate, tra i primi tre album, il vostro preferito. 

Vi aspettiamo in tanti sulla TOP JAZZ ALBUM. Sopratutto condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione della musica jazz.

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci. Bye, bye!!!

Post-puntata del 14 giugno 2018
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