Jazz in Family - Il luogo dove le varie anime del jazz si ritrovano in famiglia

Category Archives

41 Articles

La puntata del 29 novembre 2018 #110: TERZO TEMPO

La puntata del 29 novembre 2018 #110: TERZO TEMPO

La puntata del 29 novembre 2018 chiude un primo… “capitolo” della quarta edizione, in radio, di Jazz in Family. Infatti, con la prossima settimana iniziamo a vivere il periodo natalizio ed inizieremo a suggerirvi la musica jazz legata a questo particolare periodo dell’anno. 

Non corriamo, però, e godiamoci ancora quanto l’ordinarietà, la quotidianità, ci offre – con i suoi tanti capolavori musicali che i nostri artisti producono tutti i giorni.

Entriamo subito nel concreto, per questo nuovo appuntamento della rubrica TERZO TEMPO, partendo dall’indice dei contenuti che abbiamo preparato.

Questa settimana:

  1. Il podcast e la cover grafica
  2. La lista dei brani presentati
  3. Il mini commento su alcuni album
  4. TOP Jazz Album
  5. … ontube

Podcast & Cover

La grafica utilizzata per la cover del podcast di questa settimana non ha un genitore riconosciuto. Abbiamo fatto varie ricerche ma senza riuscire a trovare chi, materialmente, l’abbia realizzata. Tutto ciò che siamo riusciti a scoprire e che è un immagine molto rappresentativa della Bossa Nova. La prima fonte di origine dell’immagine, è un libro del 2007. 

Il libro in questione è di un autrice e conduttrice radiofonica brasiliana, tale Alexandra Paioli.  “Arquivo Pop”, è il frutto di un programma radiofonico di un emittente della zona di San Paolo (Brasile). Il libro presenta, in modo molto dettagliato, vari generi musicali tra i quali, non poteva mancare, la Bossa Nova.

Pur non essendo una puntata dedicata completamente a questo genere, abbiamo voluto metterlo in evidenza poichè richiamato, in queste ultime settimane, dal brano di Celso Fonseca e Ronaldo Bastos: Slow Motion Bossa Nova.

Questa canzone, ricordiamolo, è stata ripresa dal chitarrista jazz Roberto Tola, come singolo anticipatorio del suo prossimo album.

Featured

Podcast

Ecco il player settimanale. Rilassatevi e buon Ascolto!

La Playlist

TitoloArtista/GruppoAlbum
RubberbandMiles DavisRubberband EP
SpinningFlavio Boltro BBB TrioSpinning
JetriumPaolo Fresu, Dino Rubino, Marco Bardoscia, Stefano BagnoliTempo Di Chet
Brother HoraceDual Force 4etTuareg
I Got RhythmGiovanni Hoffer, Alessandro AltaroccaI Loves You Porgy
Don’t Wanna Be (The Fool on the Hill)Bob Baldwin, CeCe PenistonBob Baldwin Presents Abbey Road and The Beatles
In Your ThoughtsArchipelagosIn Your Thoughts
Slow Motion Bossa NovaCelso Fonseca, Ronaldo BastosJuventude / Slow Motion Bossa Nova
Let It FlowEdoardo Nordio, Giovanni Luisi, Cristiano Micalizzi, Daniele Leucci, Gianni Vancini, Alberto LombardiFusion Steps
MenaClaudio Miotti, Matteo Pastorino, Jean-Baptiste PinetCLAXXX

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

I love you Porgy - Giovanni Hoffer e Alessandro Altarocca
I love you Porgy - Giovanni Hoffer e Alessandro Altarocca

Nello stesso momento in cui abbiamo iniziato l'ascolto di questo disco abbiamo colto la complessità esecutiva che c'era dietro di esso. Nella "semplicità" dei due strumenti messi insieme vi era un lavoro di grande complessità esecutiva sia in termini di lettura delle parti che nelle improvvisazioni messe in campo. Qualche attimo dopo, a supporto del nostro pensiero, giungeva la nota di rilascio, firmata dal grande Paolo Fresu. L'insieme della musica e della presentazione ci ha lasciati un grande senso di compiutezza. Perchè, dunque, non offrire, direttamente, una trasposizione del commento di Fresu? Eccolo di seguito!

“Scegliere e suonare una nota significa sapere dove posare la prima pietra sulla quale si costruirà un alto palazzo. E’ esattamente ciò che si fa architettando un pattern jazzistico.

Vi starete domandando cosa c’entra tutto questo con il cd che vi accingete ad ascoltare.

La domanda è lecita ma prima è necessario porsi un’ulteriore domanda sul perché non esista una sconfinata produzione jazzistica dedicata al corno francese.
Perché, a differenza di altri strumenti come tromba, trombone o basso tuba, il corno è meno duttile e dunque è difficile sviluppare una melodia diatonica o un intervallo.
Se già questo è complesso nel repertorio scritto risulta quasi impossibile in quello improvvisato in quanto si richiede una chiarezza progettuale e una cantabilità accentuata.
In realtà esistono cornisti che si sono cimentati nel repertorio jazzistico ma sono da contare sulle dita di una mano. Non cito i nomi perché sono talmente pochi che quello che non c’è potrebbe mandarci una mail piccata domani mattina…
Giovanni Hoffer è uno dei pochi che può permettersi di interpretare standard che fanno parte dell’immaginario collettivo. Per preparazione strumentale e per musicalità e raffinatezza interpretativa ne fanno oggi uno dei musicisti più completi della scena odierna.
E allora ben venga questo I loves you Porgy in duo con Alessandro Altarocca. Perché, se oltre ad emozionare per la bellezza dei temi, è utile a mostrare l’altro viso di uno strumento straordinario che merita uno slancio nuovo.
Giovanni cede al suo corno il canto e questo diventa voce e racconto dei grandi.”

Paolo Fresu

Fusion Steps - Edoardo Nordio
Fusion Steps - Edoardo Nordio (Alfa Music - 2018)

Molto spesso troviamo dei musicisti che sono diventati famosi, nella loro vita, per la loro provenienza da altri settori professionali. Settori legati, a volte, al mondo dell'arte, ed altre volte, o a settori differenti. Nelle scorse settimane, ad esempio, abbiamo ritrovato il noto attore statunitense Jeff Goldblum a licenziare un magnifico cd che ha raggiunto le vette di varie classifiche (incluse la Top Jazz Album e la Bilboard Jazz Album). Edoardo Nordio rientra in questa categoria di musicisti.

Edoardo Nordio che, qui, conosciamo come valente bassista e compositore. Una persona che, solitamente, siamo abituati a “sentire” come doppiatore in tanti film, serie tv e di animazione.

Nordio è un profondo conoscitore, tra le altre cose, di quel tipo di musica fusion che imperversava tra la fine degli anni ’70 e gli anni’80. I suoi gruppi e artisti preferiti sono The Crusaders, Spyro Gyra, Groover Washington Jr., o i più recenti Jeff Lorber e Dave Sanborn, i cui nomi sono più legati allo smooth-jazz.

Da tutto ciò viene fuori un cd, “Fusion Steps”, che, oltre a riprendere questi groove intensi, accoglie anche due stimati professionisti italiani del genere. I nomi sono quelli di Gianni Vancini (sax contralto e tenore) e Umberto Fiorentino (chitarra elettrica). Quest’ultimo anche autore della liner notes del disco. 

Pur essendo un prodotto discografico fortemente legato a sonorità del passato, esso è gradevole da ascoltare. Sopratutto, però, vanno messe in evidenza le capacità compositive di Nordio che integra, perfettamente, brani inediti con quelli non originali. L’autore offre degli interessanti spunti di modernizzazione scegliendo di confrontarli con tre diversi autori, e brani, da lui preferiti. I brani sono Tune 88 di Jeff Lorber, Morning Dance di Jay Beckenstein (Spyro Gyra) e Let it Flow di Groover Washington Jr. , qui reinterpretata in una versione più simile a quella del 2001 di Beckenstein. 

Lanciamo un messaggio a Nordio chiedendo scusa, fin d’ora, se ci prendiamo un pò di confidenza: Edoardo, datti alla… musica!!! 

TOP JAZZ ALBUM

Tanti voti si sommano, ogni settimana, sulla nostra speciale classifica. Uno spazio creato sopratutto per suggerire ed evidenziare nuove uscite discografiche italiane ed internazionali. Uno spazio che è diventato anche un modo per raccogliere le vostre espressioni di gradimento su alcune di queste novità. 

Continuate a seguirla, ad ascoltarla e a segnalare i vostri gradimenti.

Vi aspettiamo in tanti sulla TOP JAZZ ALBUM. Sopratutto condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione, ascolto e conoscenza della musica jazz.

... on tube!!!

La puntata della settimana… vista in video, grazie alla conversione di alcuni dei brani programmati nella trasmissione radiofonica.  

Buona visione!!! 

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci.

Bye, bye!!!

La puntata del 29 novembre 2018 #110: TERZO TEMPO

La puntata del 22 novembre 2018 #109: TERZO TEMPO

by jazzinfamily 0 Comments
La puntata del 22 novembre 2018 #109: TERZO TEMPO

La puntata del 22 novembre 2018 ci ha offerto molti spunti per presentarvi novità discografiche che possono avvicinare tante persone al jazz. Alcuni di questi dischi colgono, inoltre, aspetti interculturali approfonditi nella sezione dei due album proposti in evidenza.

Dalla scorsa settimana abbiamo un nuovo spazio che arricchisce ulteriormente la rubrica di TERZO TEMPO. Per la prima volta ve la evidenziamo: sono i video dei brani ascoltati nel programma radiofonico. I dettagli li trovate nel capitolo dal titolo “…on tube“.

Andiamo, però, con ordine è partiamo con l’indice degli argomenti

Questa settimana:

  1. Il podcast e la cover grafica
  2. La lista dei brani presentati
  3. Il mini commento su alcuni album
  4. …on tube

Podcast & Cover

La grafica della cover del podcast di questa settimana può trarre in inganno. Qualcuno potrebbe pensare che abbiamo scelto un immagine di Cleopatra o di qualche altra regina dell’antico Egitto. 

Se non avete intuito subito di chi si tratta vi diciamo noi chi rappresenta: Nina Simone. Abbiamo scelto una sua caricatura dato che nella playlist di questo appuntamento c’è una versione di “My Baby Just cares for me” interpretata da Jeff Goldblum e la sua orchestra.

L’illustrazione della grande artista è stata realizzata da un grafico inglese con un tratto della matita semplice e originale.  Il suo nome è Stanley Chow e cliccando sul suo nome verrete reindirizzati al suo sito web.

 

Featured

Podcast

Ecco il player settimanale. Rilassatevi e buon Ascolto!

La Playlist

TitoloArtista/GruppoAlbum
ShapesBackroads ProjectWaiting Times
Available for WeddingGegè Telesforo, Nat Brown, the Gentle Giant Music ChoirSongbook
Anonimo VenezianoGreta Panettieri Feat. Flavio BoltroWith Love
My Baby Just Cares For Me – LiveJeff Goldblum & The Mildred Snitzer Orchestra, Haley ReinhartThe Capitol Studios Sessions
Missing StepFour On Six BandColpo di testa
Try Another TimeStefano CantiniStress da Brass
Elvin’s Strong CoffeeAndrea Garibaldi Trio, Renzo Cristiano TelloliLa Frontiera
EsGianrico Manca TransitionRizoma
Funky ChunksJulian Oliver Mazzariello Debut

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Rizoma - Gianrico Manca Transition
Gianrico Manca Transition - Rizoma

Gianrico Manca è un apprezzato e poliedrico batterista sardo. Nella sua vita, oltre a svolgere il classico lavoro di docente di batteria (come tanti altri musicisti), anima le serate musicali dei locali sardi promuovendo tanto buon jazz. Manca, però, è anche un talentuoso compositore di brani originali che incide per l'etichetta discografica S'ard Music. Quest'ultima, la S'ard Music, è un etichetta discografica specializzata nel produrre ed incidere musica locale e, prevalentemente, di jazz.

Rizoma è il titolo del nuovo, e non primo, album di Gianrico Manca.

Il rizoma è un tipo di radice con decorso generalmente orizzontale e che cui sottintende una natura per certi versi ribelle e che si dipana, comunque, in molteplici direzioni. Il titolo, però, vuole riflettere il pensiero di un grande filosofo francese, Gilles Deleuze, che utilizzava questo simbolismo per sostenere un pensiero meno autoritario (il tronco dell’albero) e più diffuso e capillare.

In questo lavoro, Manca si presenta con una formazione di 4 elementi a corollario della sua batteria. Siamo, quindi, ad ascoltare un quintetto. Formano il gruppo Matteo Marongiu al contrabbasso, Antonio Floris alla chitarra, Jordan Corda al vibrafono e Elena Pisano al pianoforte.

Tutte le esecuzioni si ascoltano in poco meno di 50 minuti e sono suddivise in 10 composizioni originali quasi tutte a firma di Gianrico Manca. La traccia “Niente mente” si presenta come una canzone il cui testo è di Davide Casu. Invece, “Mois?” e “Sedeismi” sono degli strumentali composti dal Dub-producer Francesco Medda “Arrogalla”.

Il disco dà la sensazione di partire su radici ben innestate nel jazz. Poi, si sviluppa su percorsi armonici, ritmici e melodici – densi e sorprendenti – facilmente condivisibili/ascoltabili verso direzioni orizzontali, come il rizoma. Attenti, però, a non considerarlo come un disco di musica “popolare”, sono tanti gli elementi che richiedono attenzione.

Stress da Brass - Stefano Cantini, Romano Zuffi
Stress da Brass - S. Cantini, A. Golino, A. Tavolazzi, G. Stracciati

Sul finire di questo 2018, il sassofonista toscano Stefano Cantini, conosciuto come Cocco, completa la sua trilogia discografica inaugurata all'inizio del 2016. Il primo disco venne pubblicato con il titolo "Attuttogass" ed in coincidenza con l'inizio delle trasmissioni di Jazz in Family. Ricordiamo bene quel disco. Il secondo capitolo della saga, invece, è uscito agl'inizi del 2017 con il titolo "Attuttallaria". Tutta la trilogia ha un primo ed appariscente tratto d'unione, con il quale vogliamo iniziare la nostra presentazione.

Giampaolo Talani

Tutta la trilogia pone sulle front cover dei dipinti, o parte di essi, del grande pittore e scultore, sempre toscano, Giampaolo Talani. Talani, nel corso della sua vita ha realizzato molte opere che, attualmente, adornano luoghi pubblici italiani ed internazionali. A titolo esemplificativo citiamo l’Uomo che salva il mare all’Isola del Giglio, dedicata agli uomini impegnati durante il salvataggio  della Costa Concordia (2014); la statua Abfahrt-Partenza per Washingtonplatz a Berlino (2015), davanti alla nuova stazione centrale e numerosi dipinti come L’ombra dell’eroe (Pinacoteca del Quirinale) e l’affresco Mille uomini, che entrò nella collezione del Museo centrale del Risorgimento al “Vittoriano” di Roma. Per questa e altre opere Vittorio Sgarbi parlò, a proposito di Talani, di un nuovo slancio alla cosiddetta “Arte di Stato”. Talani è venuto a mancare all’inizio dell’anno, a 62 anni. 

Stress da Brass

Cantini ci perdonerà per questa divagazione dal contenuto principale: il suo disco.

Il sassofonista ha raccolto intorno a sè, nuovamente, un ensemble magnifica è così composta: Romano Zuffi tastiere, piano, piano elettrico, synth; Ares Tavolazzi basso elettrico – contrabbasso – Alfredo Golino batteria – Giulio Stracciati chitarra elettrica – Francesco Sozzi chitarra elettrica  (traccia 7) –
Leonardo Marcucci basso elettrico (traccia 1) / chitarra acustica (traccia 2) –
Andrea Lagi tromba, flicorno – Giulia Bernardini viola – Valentina Garofoli violino, violoncello – Le special guest sono: Alex Ligertwood Voce solista in “Try Another Time” – Giulia Fasolino Voce solista in  “On my own” e Jole Canelli Voce solista in  “Drifting”. Non dimentichiamo Alice Bertoncini, Valentina Toni, Gianni Nepi ai cori.

Il titolo potrebbe far pensare ad un tentativo di scimmiottare le brass band di New Orleans, ma non è così. Alcuni titoli dei brani potrebbero far pensare ad un dialogo da commedia all’italiana tra marito e moglie sullo stato di salute di un loro figlio (“Se sfebbrasse – starebbe meglio”, “Strepto Cocco”, “Quasi Luglio” e “Stiamo calmi”), ma non è così. 

Il disco è un insieme di espressioni jazzistiche di grande valore in cui la fantasia dei musicisti non ha confini. Possono sembrare parole precostruite e standardizzate ma siamo certi che il nostro accenno a due soli titoli creerà in voi una forte curiosità all’ascolto.

Drifting potrebbe farvi credere ad un brano “spericolato” ed invece scoprirete una blues-ballad, fortemente … elettrica. Il pezzo è arricchito dalla voce di Jole Canelli, che, qui, potrebbe sostenere un confronto con le migliori jazz-singer di tutti i tempi. Se Drifting chiude il lavoro, l’ingresso è ad appannaggio di Try Another Time – dove spicca la voce di Ligertwood, solista storico di Carlos Santana. Un brano che, però, si caratterizza per una ricchezza musicale paragonabile a… non so chi, Steely Dan?! Lo inserirei quasi in The Nightfly di Donald Fagen.  – MF – 

TOP JAZZ ALBUM

Tantissimi gli ascolti registrati anche per questa settimana, con le relative scelte di voto sugli album da noi proposti.  Siamo sempre più soddisfatti che questo spazio sia di vostro gradimento.

Anche questa settimana, però, vogliamo chiedere la vostra opinione su modifiche e/o migliorie da apportare alla TOP JAZZ ALBUM? Scrivetecelo nei commenti.

Vi aspettiamo in tanti. Sopratutto, condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione, ascolto e conoscenza della musica jazz.

... on tube!!!

Dalla scorsa settimana abbiamo iniziato a convertire i brani trasmessi nel programma in formato video, questi sono i video che You Tube restituisce per la playlist della settimana in corso.

Buona visione!!! 

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci.

Bye, bye!!!

La puntata del 22 novembre 2018 #109: TERZO TEMPO

La puntata del 15 Novembre 2018 #108: TERZO TEMPO

by jazzinfamily 0 Comments
La puntata del 15 Novembre 2018 #108: TERZO TEMPO

La puntata del 15 novembre 2018 raccoglie, come tradizione, una serie di brani interessanti e gradevoli utili ad attirare la vostra attenzione su una serie di album altrettanto piacevoli, almeno secondo i nostri gusti.

Certo, inauguriamo anche la serie di presentazioni a favore di nuove pubblicazioni discografiche che celebrano il prossimo Natale. Togliamo dal forno i primi “gingerbread”, ma li abbiamo guarniti con un finale di gran classe.

In questa puntata, siamo tra i primi a presentare il nuovo singolo del chitarrista Roberto Tola.

Per carità, non è che siamo così bravi da meritarci questo primato ma, la verità, e che siamo particolarmente attenti e sensibili alle nuove pubblicazioni del musicista sardo. Con Roberto abbiamo instaurato un dialogo abbastanza costante, che ci permette di conoscere molte cose di lui. Mai, però, avevamo messo su una intervista che racchiudesse queste informazioni da poter condividere con il pubblico di Jazz in Family. L’occasione della pubblicazione di Slow Motion è una buona scusa per farla, ed eccola pronta per essere letta, cliccate su questo link. 

Questa settimana:

  1. Il podcast e la cover grafica
  2. La lista dei brani presentati
  3. Il mini commento su alcuni album

Podcast & Cover

Partiamo con la grafica della cover del podcast. Questa volta, abbiamo scelto una pittura ad olio di una artista brasiliana ma di origini italiane: Bruni Sablan

Sul quadro è chiaramente distinguibile Miles Davis mentre è concentrato a suonare il suo strumento: la tromba. 

Abbiamo scelto questa immagine per celebrare il grande trombettista in occasione della pubblicazione streaming del suo EP Rubberband. Nel cd sono presenti cinque diverse versioni del noto brano di Davis, originalmente del 1985 e parte di un progetto con Al Jarreau e Chaka Khan.

Featured

Podcast

Ecco il player settimanale. Rilassatevi e buon Ascolto!

La Playlist

TitoloArtista/GruppoAlbum
Logic and Common SenseThought GangThought Gang
Got To Go Where The Love IsVan MorrisonGot To Go Where The Love Is
Come One, Come AllNils Landgren, Jonas Knutsson, Johan Norberg, Jeanette Kohn, Jessica Pilnäs, Sharon Dyall, Eva Kruse, Ida SandChristmas with My Friends VI
No DoubtBraxton CookNo Doubt
Kiss and TellMarquis Hill, Braxton Cook, Rachel RobinsonKiss and Tell
A Village HolidayLuigi BlasioliSounds of Aracsep Valley
Tête à tête avec la bêteClaudio Miotti, Matteo Pastorino, Jean-Baptiste PinetCLAXXX
In a quiet roomCarlo Mezzanotte TrioIn a quiet room
For Your LoveAnastasio, Cheryl Porter, Kalind Haynes, Kaita Kerr, Paolo Sessa, Federico LuongoThrough the Sky
Slow MotionRoberto TolaSingle

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

In a quiet room - Carlo Mezzanotte Trio
In a Quiet Room - Carlo Mezzanotte Trio (Alfa Music - 2018)

Non sempre presentiamo album di giovani emergenti. Raramente commentiamo i lavori discografici dei grandi V.I.P. del jazz, quelli sono stati già commentati prima di essere pubblicati. La caratteristica che però accomuna tutti è un tocco di magico. Andiamo con ordine, partiamo dal presentare l'autore del disco che vogliamo ascoltaste.

Carlo Mezzanotte è un pianista romano che i più conoscono già, musicalmente, per le sue tante collaborazioni e le sue tante composizioni. Le composizioni di Mezzanotte ci hanno accompagnato discograficamente e durante le visioni di film, documentari e note campagne pubblicitarie, spesso senza rendercene conto.   

In a quiet room è l’ennesimo lavoro discografico, pubblicato da questo noto pianista, ma il terzo di un progetto musicale in trio, dedicato al jazz. Mezzanotte è noto anche per composizioni pop-rock, elettronica e classica. Completano il suo trio Stefano Battaglia (double bass) e Alessandro Marzi (drums).

Il trio realizza un disco dove si evidenzia una perfetta intesa tra i vari giocatori, ottenuta attraverso diversi concerti dal vivo nei quali hanno presentato preventivamente i brani dell’album. La musica e creata per essere facilmente fruibile, anche da un pubblico meno sensibile, e mantenendo alto il livello tecnico delle armonie e dei ritmi.

Tutte le esecuzioni si ascoltano in poco più di 50 minuti e sono suddivise in 12 momenti tra i quali vogliamo segnalare “Conversation d’Automne” per un assolo di sintetizzatore. Interessanti e gradevoli Summer Blues, la title-track (In a quiet room) e la conclusiva “Lost in The Clouds”. 

Scriveteci le vostre preferite!

Through the sky
Through The Sky - Anastasio (Alfa Music - 2018)

Bisogna dire che questo sassofonista campano, Enzo Anastasio, sta facendo parlare molto di se con questo disco: Through The Sky. Cerchiamo di capire cosa ha di tanto speciale! Enzo Anastasio o, semplicemente, Anastasio è un sassofonista e flautista classe 1985 con studi svolti tra i Conservatori Musicali di Napoli e Salerno. Non confondetelo con quello di X-Factor. E' molto probabile che la vivacità e fantasia tipica dei napoletani scorra nelle sue vene, dato che vanta numerose session musicali e collaborazioni con noti nomi del panorama musicale italiano ed internazionale.

Through The Sky non è il suo primo lavoro discografico. Citiamo, sommariamente, le sue precedenti incisioni: “Midi Funk” (pubblicato nel 2005) e  “Che Soddisfazione…(instrumental Pino Daniele)”, quest’ultimo pubblicato nel 2015.

Il nuovo disco è l’espressione della solarità della terra di cui è figlio Anastasio. Se poi aggiungiamo che è stato registrato, quasi tutto, presso gli studi Moody di Los Angeles non possiamo non aspettarci un prodotto finale ricco di carica positiva. Nel disco sono incise 9 tracce di cui 7 sono composizioni originali scritte da Enzo Anastasio (Cycling in Venice beach, Cicci and Bongy, Broken Heart, Cloud e Breath of North Figueroa), da Mario Nappi (Polarity), il pianista della formazione, e da Federico Luongo (Waiting for answers). 

Le musiche risentono molto delle influenze di sonorità del mondo fusion e smooth jazz. Probabilmente pesa la presenza di David Garfield (Piano & key), Gregg Bissonette (Drums) e Jimmy Earl (Bass). Non mancano interessanti spunti su brani che sono, invece, figli di un jazz più tradizionale ma intrisi di modernità (Waiting for answers, Cloud e Polarity). 

Se poi la matematica non è un opinione, dobbiamo aggiungere, alla presentazione, gli altri due brani, fin qui non citati. Anastasio decide, per questa occasione, di confrontarsi, ancora una volta, con la musica di Pino Daniele reinterpretando, a suo modo, “Stare bene a metà”. La seconda traccia che riarrangia è un classico di Stevie Wonder: For your Love. Due tracce, una solo strumentale e l’altra anche cantata, sulle quali il nostro giudizio è… positivo.

Il disco, secondo noi, è un punto di svolta per l’inizio di una carriera che può sfociare verso composizioni originali, non solo sui temi presentati ma anche più ricchi di… “neapolitan sounds”. Forse, però, Enzo punta ad inserirsi in altri mercati e a scrollarsi, di dosso, l’immagine di tanti illustri predecessori come lo stesso Pino Daniele, che tanto suona.  

Concludiamo presentando la formazione: Enzo Anastasio alto & soprano sax, flute – Federico Luongo Guitar – Mario Nappi Piano & key – Paolo Sessa Piano/key & synth bass – Gianfranco Campagnoli Trumpet – Alessandro Tedesco Trombone.      

TOP JAZZ ALBUM

Tantissimi gli ascolti registrati questa settimana, con le relative scelte di voto sugli album da noi proposti.  Un dato che non può non farci piacere e che ci spinge ad aumentare la nostra attenzione su di essa. 

A volte pensiamo di apportare qualche modifica, miglioria. Voi cosa cambiereste della TOP JAZZ ALBUM? Scrivetecelo nei commenti.

Vi aspettiamo in tanti sulla TOP JAZZ ALBUM. Sopratutto condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione, ascolto e conoscenza della musica jazz.

... on tube!!!

Da questa settimana, alcuni dei brani inseriti nella playlist radiofonica, là se presenti, vengono “trasferiti” anche in video. 

Buona visione!!! 

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci.

Bye, bye!!!

La puntata dell’8 Novembre 2018 #107: TERZO TEMPO

by jazzinfamily 0 Comments
La puntata dell’8 Novembre 2018 #107: TERZO TEMPO

La puntata dell’ 8 novembre 2018 di Terzo Tempo è una puntata dedicata in larga parte alla musica prodotta al di fuori dei confini nazionali.

Le poche novità, o riscoperte, della discografia jazz italiana sono molto belle ed interessanti. Su tre degli album presentati, come consuetudine, due sono meglio presentati anche in questa nostra rubrica. Per i due album che sono stati scelti abbiamo usato il criterio della loro recente pubblicazione, criterio usato già in altre occasioni. Il terzo disco, quello che abbiamo “scartato”, abbiamo ritenuto che, un eventuale volontà da parte del lettore di approfondire le informazioni, si possa scoprire, di esso, già tanto sul web dato che è stato pubblicato nel  2015. Per la cronaca, stiamo scrivendo del disco di Francesco Mascio: Ganga’s Spirit.

Questa settimana:

  1. Il podcast e la cover grafica
  2. La lista dei brani presentati
  3. Il mini commento su alcuni album

Podcast & Cover

Partiamo con la grafica della cover del podcast. Questa volta, abbiamo scelto una pittura di un artista italiano: Davide Baroni

Davide Baroni è un apprezzato grafico che vive e lavora in quel di Milano. Le sue opere vengono richieste per presentazioni di eventi, illustrazioni di libri, campagne promozionali e tanto altro ancora.

L’immagine che utilizziamo oggi fa parte di un gruppo di 55 illustrazioni che Davide Baroni ha realizzato come tributo omaggio per il libro di  Murakami Haruki: Portrait in jazz. Si tratta di stilizzazioni,  dalla nascita ad oggi, di noti musicisti jazz. Noi abbiamo scelto quella che raffigura una delle prime e controverse Jazz-Star di sempre: Bix Beiderbecke. 

La collezione è visibile sia sul sito dell’artista che sul nostro profilo di Pinterest

Featured

Podcast

Ecco il player settimanale. Rilassatevi e buon Ascolto!

La Playlist

TitoloArtista/GruppoAlbum
Kamasutra in the KitchenFrancesco Mascio Sarasvatrio, Luca AquinoGanga’s Spirit (feat. Luca Aquino)
Drum DanceMoses BoydDisplaced Diaspora
Paradox DreamboxPeter Gall, Wanja Slavin, Rainer Böhm, Matthias PichlerParadox Dreambox
Fight for FreedomChristian SandsFacing Dragons
Love Will Tear Us ApartHot 8 Brass BandLove Will Tear Us Apart
It’s Your Voodoo WorkingIda Sand, Stockholm UndergroundMy Soul Kitchen
One TakeBiréli Lagrène, Larry Grenadier, Mino CineluOne Take
Senza paura – Sem medoMonica Demuru, Natalio MangalaviteMadera Balza
Papo de Mulheras Madalenas, Gabriele MirabassiVai, Menina
Everything’s Alrightas MadalenasVai, Menina

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Madera Balza - Monica Demuru & Natalio Mangalavite
Madera Balza - Monica Demuru e Natalio Mangalavite (Tuk Music - 2018)

Il Madera Balza, in lingua spagnola “madera balsa”, è il “Legno di Balsa”. Esso è un tipo di legno ricavato da una latifoglia tropicale che cresce rapidamente ed è molto diffusa in tutto il Sud-America. Il legno di balsa e’ il legno più leggero del mondo ma è anche, tagliato di testa, molto resistente. Spesso è utilizzato nel modellismo, specialmente in quello aereo. Se nella vostra casa avete un oggetto in legno proveniente dal Sud-America, esso è, molto probabilmente,  realizzato in legno di balsa. Ma “Balza” in italiano è un dirupo, un piano inclinato, un orlo, una piega, un’interruzione o una voce del verbo “balzare”. Per noi, invece, Madera Balza è anche il nome di un duo composto da Monica Demuru e Natalio Mangalavite.

Il duo nasce nel 2010 come eco dei vari incontri musicali di Mangalavite e Demuru, a partire dal 2005 – anno della pubblicazione de “L’amico di Cordoba” del trio Xavier Girotto, Natalio Mangalavite e Peppe Servillo ed in cui la Demuru era voce-ospite e Mangalavite autore ed esecutore al pianoforte e ai sinth.

Dopo otto anni ecco il loro primo album che racchiude 17 brani con una originale ricerca di melodie e arrangiamenti tra il jazz e il pop. Brani la cui forza nascono proprio sulle musicalità latine del Sud America e si intrecciano tra repertorio di tradizione folk (quella sarda), pop, cantautorale e jazz, in creazioni originali di una forma di canzone brillante e malinconica.

I brani sono un misto di creazioni originali e toccanti tuffi in alcune melodie di Violeta Parra, Vinicius De Moraes, Victor Jara e Astor Piazzola. Su tutti, ci fà piacere segnalare, la poetica e intensa “Passavamo – Per Sergio Atzeni”. Una canzone, dal forte pathos, dedicata allo scrittore e giornalista sardo e che trae spunto dal suo libro “Passavamo sulla terra leggeri” – un libro pubblicato postumo, una rievocazione mitica della storia dei sardi, vista e raccontata come una memoria comune tramandata di padre in figlio.  

In via del tutto eccezionale, per un ulteriore arricchimento culturale, condividiamo, qui, un video che recensisce e presenta il libro di Atzeni. Il video è condivisibile da facebook, quindi di pubblico dominio, e Jazz in Family non ha nessun legame con gli autori. 

Vai Menina - As Madalenas
Vai, Menina - as Madalenas

Il duo Cristina Renzetti e, la brasiliana, Tati Valle, entrambe voce, chitarra e percussioni delle as Madalenas, licenziano il loro secondo album dal titolo Vai Menina. Si tratta di un album che include 12 brani di elevata raffinatezza e delicatezza. D'altronde… sono due donne!!! Sonorità brasiliane e atmosfere ora morbide e sinuose e ora di elegante ritmicità ci tengono compagnia per 40 minuti circa di ascolto coinvolgente. Insomma un album davvero imperdibile tanto che le protagoniste sono state le vostre artiste preferite della nostra TOP JAZZ ALBUM nella settimana dal 02 Novembre 2018 all'08 Novembre 2018, classifica che assolutamente dovete visitare tutte le settimane.

Siamo particolarmente… innamorati, di questo disco delle as Madalenas, al punto tale che, in trasmissione, abbiamo ascoltato e proposto due brani del loro album, cosa per noi molto insolita. Le nostre scelte sono ricadute su Papo de Mulher, uno dei tre inediti con Verde e Menina do sol, e su un grande classico di Charles Lloyd Webber: quella Everything’s Alright che, insieme ad altre perle, fece l’ulteriore fortuna di Jesus Christ Superstar. 

I dodici brani sono il frutto di un intensa passione per la musica brasiliana. La grazia delle donne incontra una delle musiche più melodiche al mondo e nasce un raffinato suono fresco, spontaneo ed in grado di farsi ascoltare a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Il titolo dell’album (Vai, Menina) è un invito a guardare il futuro, salutando il passato con gratitudine e riconoscenza. Le as Madalenas, hanno all’attivo un altro album che ha ricevuto importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali. Oltre ai tre inediti, si possono ascoltare rielaborazioni di pezzi della canzone d’autore brasiliana, in perfetto stile madalenico: c’è Chico Buarque, nella versione in italiano di Olé olà e lo struggente Sem fantasia; c’è una partitura per voci e archi scritta da Valentino Corvino del famoso Leãozinho di Caetano Veloso; una canzone della tradizione nordestina di Geraldo Azevedo arrangiata dal grande clarinettista Gabriele Mirabassi, presente anche in Papo de Mulher; ancora Chico César e João Bosco. Altro prestigioso ospite è Guinga, che offre la sua chitarra e la sua voce in Meu Pai.

TOP JAZZ ALBUM

Abbiamo accenato già prima alla nostra speciale classifica. La settimana scorsa le vostre preferenze sono state in maggioranza, anche se di poco, a favore delle as Madalenas sul duo Managalavite-Demuru. Chi si contende il podio dei vostri gusti musicali? 

Vi aspettiamo in tanti sulla TOP JAZZ ALBUM. Sopratutto condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione, ascolto e conoscenza della musica jazz.

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci. Bye, bye!!!

La puntata del 1° novembre 2018 #106: TERZO TEMPO

La puntata del 1° novembre 2018 #106: TERZO TEMPO

La puntata del 1° novembre 2018 di Terzo Tempo, forse, ci vedrà più sintetici in quello che stiamo per scrivere. L’intento è quello di riuscire a tirar fuori qualche ora di relax anche per noi. Proviamo, iniziamo a scrivere e vediamo cosa nè viene fuori. D’altronde, è bello scrivere, comunicare ed esprimere le emozioni che suscitano dei bei brani musicali. 

Partiamo con la grafica della cover del podcast. Questa volta, abbiamo scelto una pittura di Dianne Parks

Dianne Parks è nata e cresciuta a New Orleans e ha ricevuto la sua educazione artistica presso la McCrady School of Fine Art nel quartiere francese. Ha dipinto la sua città natale per oltre 30 anni e il suo lavoro è in collezioni negli Stati Uniti e all’estero. Nei suoi dipinti, Dianne dipinge il modo di vivere della città, catturando la luce, il ritmo e il romanticismo che sono l’essenza di New Orleans e del sud della Louisiana. Dianne ha la sua casa sulla North Shore a Mandeville ed è membro del Consiglio delle Arti di New Orleans, New Orleans Art Association, Art for Madisonville e St. Tammany Art Association.

“New Orleans è la mia casa e il mio amore! … Mi sforzo di catturare la vivacità e il colore che è unico nella nostra zona. Quando guardi i miei dipinti, vorrei che tu vedessi la scena reale e ascoltassi la musica! ”

“In altri luoghi, la cultura arriva dall’alto in basso, a New Orleans, bolle dalle strade”. Ellis Marsalis, Musicista Jazz di New Orleans 

Questa settimana:

  1. Il podcast
  2. La lista dei brani presentati
  3. Il mini commento su alcuni album

Featured

Podcast

Ecco il player settimanale. Rilassatevi e buon Ascolto!

La Playlist

TitoloArtista/GruppoAlbum
Endless MirrorsKulu sé MamaNécessaire de voyage
Flowers of Your BodyFilippo BubbicoSun Village
Fried ChickenNicola CristanteKoan
Le Solite CoseMaurizio Brunod, Gabriele Boggio Ferraris, Aldo MellaItalian Jazz Book, Vol. 1
Every little things she does is magicHumpty DuoSyncrhonicities
Saints FriendsKermit RuffinsSaints Friends
Sequenza / GazzelloniNestor TorresJazz Flute Traditions
Looking ForwardJustin KauflinComing Home
How the Heart Approaches What It YearnsPaul SimonIn the Blue Light
The Sun Whose Rays – Live At Teatro La Fenice, Venice / 2006Keith JarrettThe Sun Whose Rays (Live At Teatro La Fenice, Venice / 2006)

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Generation - Alea & The Sit
Alea & The Sit - Generation

Alea & The Sit, è una formazione composta da quattro elementi e di cui la cantautrice brindisina Alea, con l’accento sulla prima A – come ama precisare sul suo profilo instagram, è la leader di questo gruppo. Il quartetto si completa con Giuseppe Trivigno al pianoforte e synth, Giuseppe Pignatelli al basso elettrico e Aris Volpe alla batteria e drum pad. Generation è il titolo del loro secondo album pubblicato grazie ad un bando di concorso vinto con Puglia Sound Records 2018 e ad una raccolta fondi on line sulla piattaforma di MusicRaiser.

La loro musica è orientata soprattutto verso uno smooth jazz con influenze di soul ed R&B. Nell’album trovate ed ascoltate 9 canzoni, più un preludio strumentale ad una di esse, Pick Me Up

Tra i brani del disco vi è, anche,  una versione Radio Edit di Dadaism, brano presentato come singolo di anteprima dell’intero cd.

Altra caratteristica, che contraddistingue questo lavoro, e che siamo di fronte a brani che contengono dei testi, insomma non pezzi strumentali ma vere e proprie canzoni.

I testi, ci parlano di una generazione alla costante ricerca di identità e di conferme, della propria realizzazione lavorativa e personale all’interno di un contesto storico dove tutto sembra essere solo “immagine”. Cerca però di offrire anche una risposta a questa situazione proponendo un apertura verso altre realtà culturali tutte da scoprire ed amare, concretizzando il lavoro discografico anche attraverso delle special guest come il percussionista senegalese Meissa Ndiaye nel brano Joie, interessante tributo allo spiritual e alla musica tribale africana.

Rite of passage
Rite of Passage - Jimbo Tribe

Il Jimbo Tribe è una... "Tribù"... di 3 elementi in una delle più classiche formazioni che possiamo ascoltare nel mondo del jazz: pianoforte, contrabbasso e batteria. Dietro gli strumenti, la parte più importante, ci sono tre giovani musicisti che si materializzano nelle persone di: Dario Piccioni, contrabbassista romano – Lewis Saccocci, piano e fhender rodes ma anche componente dei Bear Trip – Nicolò De Caro, batterista marchigiano residente a Roma ed anch’egli componente dei Bear Trip (sostituito ad un recente concerto live da Valerio Vantaggio, di Frosinone, e presentato come una new entry)

I Jimbo Tribe sono al loro secondo disco per l’etichetta discografica Alfa Music e questa volta hanno una special guest: Antonello Sorrentino alla tromba in 6 degli 8 brani che compongono Rite of Passage.

Partiamo con le affinità che legano questo disco al precedente Jimbology.

Entrambi i dischi sono accompagnati dalle presentazioni di due noti musicisti jazz italiani: il primo da Roberto Gatto ed il secondo da Danilo Rea. I libri buoni si fanno accompagnare dalla prefazione di un personaggio famoso e la cosa ci piace, ma qui siamo di fronte ad un cd e ci farebbe piacere anche una nota di rilascio da parte del terzetto.

D’altronde, e qui tocchiamo la seconda affinità, se siete capaci di scrivere della bella musica sarete certamente capaci di scrivere una buona nota di rilascio.

Il disco, come abbiamo lasciato già trasparire, ha delle composizioni originali scritte, ancora una volta, da Lewis Saccocci. Trova spazio anche Dario Piccioni nell’includere tre sue composizioni (Sole Bianco, Road To Edessa e Turchese). Ultima nota è il confronto che il trio decide di affrontare verso Miles Davis: Nardis è l’unico brano non originale del disco. 

Il risultato complessivo mostra un trio ben affiatato e con una capacità compositiva volta a realizzare musiche dinamiche ed evolute, ben ideate ed in grado di toccare vari stati emozionali e sensoriali.

TOP JAZZ ALBUM

Dopo il successo ottenuto da Ugo Moroni, questa settimana si contendono il podio della nostra speciale classifica due album italiani in cui la fanno da protagonista tre splendide donne (in realtà una è argentina) ed uno dei migliori pianisti del nuovo panorama jazzistico statunitense. Insomma, anche questa settimana una classifica da non perdere e tutta da ascoltare grazie, anche, alle tante novità presenti.

Vi aspettiamo in tanti sulla TOP JAZZ ALBUM. Sopratutto condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione della musica jazz.

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci. Bye, bye!!!

Attivate le notifiche per il prossimo appuntamento di TERZO TEMPO e non mancate di esserci. Bye, bye!!!

La puntata del 25 ottobre 2018 #105: TERZO TEMPO

La puntata del 25 ottobre 2018 #105: TERZO TEMPO

La puntata del 25 ottobre è stata, quasi, una puntata di… riflessione. Diciamo questo perché siamo stati un pò più “arcigni” nel presentare nuovi dischi, sopratutto, di jazz italiano. Una sorta di stasi pubblicativa, temporanea, da parte delle case editrici che ci ha permesso di anticipare qualche notizia futura su alcuni artisti, o di riascoltare degli altri con un pò di attenzione. 

Eccovi, in poche parole, una sintesi di questo nuovo podcast che potete ascoltare e riascoltare quando vi risulta più comodo. Non dimenticate, però, di ascoltarlo. Non rinviate troppo spesso. Se volete essere aggiornati sulla prossima uscita, quella della prossima settimana, potete attivare la campanella delle notifiche push. Un discreto e semplice avviso vi raggiungerà sul vostro pc o smartphone.

La copertina del podcast di questa settimana è a firma di Eric Bowman, artista californiano nato nel 1960 a Pasadena. Bowman è autore di innumerevoli opere d’arte appartenenti allo stile dell’impressionismo. I suoi dipinti sono presenti in collezioni private e aziendali negli Stati Uniti e in Inghilterra, Cina, Australia, Canada e Messico. Potete conoscerlo meglio visitando il suo sito web: ericbowman.com.  

Questa settimana:

  1. Il podcast
  2. La lista dei brani presentati
  3. Il mini commento su alcuni album

Podcast

Ecco il player settimanale del podcast. Rilassatevi e buon Ascolto!

La Playlist

TitoloArtista/GruppoAlbum
Free, White and 21Ambrose AkinmusireOrigami Harvest
Jam on ThisPaul HardcastlePaul Hardcastle 8
Dang SwingJohn ScofieldCombo 66
FiatButcher BrownCamden Session
African MarketplaceRoberto OttavianoEternal Love
HydraAngelo MastronardiNew Things, Same Words
Five GenerationsDino & Franco Piana Ensemble, Fabrizio Bosso, Max Ionata, Ferruccio Corsi, Lorenzo Corsi, Enrico Pieranunzi, Giuseppe Bassi, Roberto GattoSeasons
Your SmileDino & Franco Piana Septet, Giuseppe Bassi, Franco Piana, Luca Mannutza, Roberto GattoSeven
SolePaolo Carrus New EnsembleEchi

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

(cliccando sulle cover degli album verrai reindirizzato al loro ascolto su una piattaforma di streaming) 

Eternal Love - Roberto Ottaviano
Eternal Love - Roberto Ottaviano

Roberto Ottaviano è un musicista con la folta barba bianca e lunga, come quella di Babbo Natale. Gli appassionati e i fan sanno che stiamo proponendo un immagine fisica sbagliata di Ottaviano. In realtà vogliamo paragonare la sua esperienza musicale a quella del personaggio di fantasia per sottolineare la sua lunga e riconosciuta carriera artistica. Ad essa, però, oggi si aggiunge anche lo spirito che ha spinto il sassofonista a licenziare questo nuovo lavoro discografico. Scusate se scomodiamo Babbo Natale, ma ormai mancano meno di due mesi e non siamo certamente i primi a parlare già del Natale.

Il nuovo lavoro prende spunto da un incontro che Roberto Ottaviano ha avuto con il giornalista, scrittore e musicista camerunense Françis Bebey. Un incontro avvenuto mentre il camerunense suonava il suo strumento: la Mbira. Uno strumento strano e bizzaro di cui postiamo un video trovato su You Tube. 

Bebey presentava il suo strumento a Ottaviano lasciando risuonare al suo interno dei frammenti di ossa come dei sonagli, ed amava dire che quello era il suono dei morti che non sono morti, nel senso che non ci abbandonano ma anzi ci guidano nel peregrinaggio della nostra esistenza. Nella cosmogonia Africana questo è l’Eternal Love. 

Conoscere questa premessa, inizia a farci immaginare e capire che questo è un disco che và oltre la musica. Siamo di fronte ad un disco mistico con il quale Ottaviano forza la mano per dare il suo personale contributo, da  uomo di cultura, ad una società in evidente crisi d’identità. 

Di suo pugno, nelle note di presentazione, egli scrive: È la prima volta che sento il bisogno di un “bagno mistico” in cui il Jazz si fa infine Musica Totale, ma sopratutto travalica l’idea fine a sè stessa di fare musica, per scavare a fondo nel nostro ego e per capire se esiste un “noi” universale da cui ripartire». 

Noi pensiamo che già la copertina sia un pugno allo stomaco contro certi modi di pensare ed agire di certe fette di popolazione del decadente occidente. Le composizioni presenti nel disco sono 9 di cui due a firma di Ottaviano (Questionable 2 e Eternal Love), equilibrati e delicati incontri di stili musicali esotici e tradizionali. Il disco si apre con un tradizionale africano (Uhuru) ed un brano di Abdullah Ibrahim (African Marketplace) con il quale abbiamo presentato il disco in trasmissione. 

Completano il lavoro alcuni brani di diversi autori più o meno noti: Chairman Mao by Charlie Haden, Mushi Mushi  by Dewey Redman, Oasis  by Elton Dean, Your Lady by John Coltrane, Until the rain comes by Don Cherry.

Il risultato è un lavoro di grande respiro musicale e culturale. Certamente non l’unico che stiamo ascoltando in questi tempi ma uno di quelli che fan ben sperare in un futuro migliore.

New Things, Same Words - Angelo Mastronardi
New Things, Same Words - Angelo Mastronardi

Questo è un disco pubblicato nei primi giorni del 2017, quindi non fresco di stampa. Nè parliamo per una lunga seria di motivi. Oltre al nostro solito breve commento, vogliamo far emergere, una volta tanto, un disco un pò datato per motivarvi alla scoperta di un ricco patrimonio culturale e musicale che il jazz possiede ma che raramente viene evidenziato e facilmente dimenticato. Inoltre, l'autore, Angelo Mastronardi, da noi contattato, ci ha, gentilmente, fornito delle anticipazioni su un suo prossimo lavoro discografico. Mastronardi ci ha rivelato che stà lavorando ad un nuovo disco in trio (piano, batteria e contrabbasso) e molto più elettronico, grazie all'utilizzo di strumentazioni come il synt o le fender rhodes. La struttura musicale, invece, dovrebbe subire il fascino di influenze nu-soul ed R&B.

Mentre il talentuoso pianista pugliese incide e masterizza il suo terzo lavoro in studio, noi andiamo a riascoltare i precedenti lavori. Partiamo con questo e, speriamo di riprendere, anche il suo primo disco: Like at The Beginning.

Partiamo con il presentare la formazione, composta da 4 elementi: Angelo Mastronardi: pianoforte, Fender Rhodes; Emanuele Coluccia: sax tenore, sax soprano; Stefano Rielli: contrabbasso; Alessandro Semprevivo: batteria.

I brani che compongono il disco sono sette e sono tutte a firma di Mastronardi, eccezion fatta per “Tere”, quest’ultimo composto da Emanuele Coluccia. 

Sotto l’aspetto musicale siamo di fronte ad un disco dove emergono sostanziali legami con le tradizioni del jazz. Le melodie e i ritmi, d’altro canto, rendono fluide e moderne le composizioni, esaltando le improvvisazioni dei singoli. Gli assoli e/o improvvisazioni dei singoli son ben sostenuti dal gruppo, che dimostra competenza e studio delle parti. Il leader non si esime dal mostrare le sue virtù ma lascia un adeguato spazio ai compartecipanti. Brillante la partecipazione di Coluccia e, di alta qualità, i ritmi di Rielli e Semprevivo.

Questa settimana la nostra TOP JAZZ ALBUM propone, per la vostra decisione di voto, due campioni del jazz mondiale e un talentuoso chitarrista e compositore italiano. A chi darete la vostra preferenza?

Vi aspettiamo in tanti sulla TOP JAZZ ALBUM. Sopratutto condividete con tutti i vostri amici questa simpatica possibilità di diffusione della musica jazz.

Top