Terzo Tempo: il post puntata del primo febbraio 2018

Terzo Tempo: il post puntata del primo febbraio 2018

La partita di rugby è finita! 

Ops, volevamo dire… la puntata di Jazz in Family è finita ed inizia il TERZO TEMPO!

Ricordiamolo: nel gioco del rugby, il Terzo Tempo, per chi non ha avuto modo di saperlo prima d’ora, è il dopo partita, il momento in cui le due squadre trascorrono dei momenti di convivialità reciproca.

Invece, per noi, è il momento per riportare la playlist, in forma scritta, della puntata, il podcast per chi non ha potuto ascoltarci, ed altre cosine che potrebbero farvi piacere leggere ed ascoltare. Elenchiamoli sinteticamente:

T'incuriosisce leggere la presentazione della puntata?

  1. Il podcast
  2. La lista dei brani proposti
  3. Il nostro commento su alcuni album
  4. Uno sguardo alla TOP JAZZ ALBUM

Il podcast

Il player si avvia automaticamente, da pc, per l’ascolto del podcast. Se avete voglia solo di leggere, potete subito bloccarlo senza arrivare al termine dell’articolo.

La Playlist

#TitoloArtista/GruppoAlbum
1Black HoleChris Dave and The Drumhedz, Anderson .PaakBlack Hole
2Don’t Wait, Right NowLowdown Brass BandLowdown Breaks
3NuttyMAST, Makaya McCraven, Dan Rosenboom, Gavin TempletonNutty (feat. Makaya McCraven, Dan Rosenboom, Gavin Templeton)
4Here comes the toughestOddgeir Berg TrioBefore Dawn
5ZattitudeBC Double QuartetDeparture
6La ragazzaMaurizio PetrelliScatole di vetro
7WoodsAndrea Infusino QuartetBetween 3&4
8Six Degrees of SeparationFrancesco FiorenzaniSilent Water
9Ballamorando BrandoFederico Bonifazi, Philip Harper, John Webber, Lorenzo Sandi, Billy Kaye, Simone Bellavia, Gaetano FasanoE 74 St
10Yeah…SoAdam Shulman SextetFull Tilt
11RealitySimone KopmajerGood Old Times

 

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

chris-dave-and-the-drumhedz
Chris Dave and The Drumheadz - Chris Dave and The Drumheadz

A meno che non siete l’editore radiofonico di un emittente neomelodica, da circa una settimana, vi corre l’obbligo di tenere nella rotazione musicale della vostra radio un qualsiasi estratto dall’album di Chris Dave. Se invece siete dei normali fruitori di musica trovate un modo per ascoltare l’album omonimo di Chris Dave and The Drumheadz.

 Chris Dave è un batterista di Houston Texas che, i più attenti tra voi hanno conosciuto come colui che ha accompagnato ritmicamente gli album di Kenny Garret, D’Angelo, Justin Biebier o il pluripremiato 21 di Adele.

A 44 anni e con una carriera ultraventennale come session man alle spalle, pubblica questo album che contiene 15 tracce rilasciate con la storica etichetta discografica del jazz, la Blue Note Records. 15 tracce che sono un perfetto equilibrio di jazz, smooth jazz, hip hop e soul. L’album è stato pubblicato ufficialmente lo scorso 26 gennaio ma noi avevamo ascoltato già qualche anticipazione, in particolare il singolo dal titolo Black Hole e che annovera la presenza del noto rapper Anderson .Paak, una delle tante guest star che compaiono nell’album. 

Scatole di vetro
Maurizio Petrelli - Scatole di Vetro

“Scatole di vetro” è il secondo lavoro discografico di Maurizio Petrelli e prodotto dall’etichetta romana AlfaMusic. Il disco è la continuazione ideale di "Amori e Altre Storie" (Divagazioni di un alchimista) – del 2015. Noi abbiamo avuto la fortuna di ascoltarlo in anteprima e per gentile concessione della stessa AlfaMusic, e del bravissimo crooner Maurizio Petrelli, vi abbiamo fatto ascoltare il brano dal titolo "La ragazza".

Con “Scatole di vetro”, il buon Petrelli realizza un album di eccezionale qualità musicale ed arricchito da liriche poetiche pulite, immediate e di gran classe. L’insieme proposto è un prodotto di altri tempi che s’innesta su un ideale continuazione di quella che fù la musica di Bongusto, Califano, o del primo Caputo. Il punto di riferimento principale, però, per il bravissimo Petrelli, rimane Nicola Arigliano. Ad Arigliano, Maurizio, dedica un medley e, poi, una sua rivisitazione di “Colpevole”, brano presentato al Festival di Sanremo del 2005. 

Testi che alternano situazioni sociali contemporanee, ricordi personali e racconti di avventure ed impressioni vengono adagiati su tappetti musicali, anche questa volta, arrangiati dai Maestri Franco Piana e Vincenzo Presta. Gli stessi, dirigono una Big Band di musicisti jazz che hanno ulteriormente esaltato il progetto e le qualità artistiche di un crooner, finalmente, italiano.       

Andrea Infusino Quartet - Between 3&4

Il quartetto di Andrea Infusino ha pubblicato un cd agl’inizi di Settembre 2017. Un disco che, per la verità, noi abbiamo avuto modo di conoscere ed ascoltare solo di recente. Anche se in questi giorni abbiamo ascoltato tante nuove uscite discografiche italiane abbiamo voluto, comunque, dedicare un pò del nostro tempo ad Infusino per i motivi che vi illustriamo di seguito.

L’album “Beetwen 3&4” di Andrea Infusino ci offre 7 brani originali e si avvia con uno strumentale, che dà il titolo a tutto il lavoro, con un arpeggio esotico e lontano dalle sensazioni melodiche del jazz. Man mano che andiamo avanti, però, ci si sposta verso suoni che ricordano fortemente il jazz di Parker, Monk o Coltrane, personaggi citati dallo stesso Infusino nelle liner-notes. La line-up, composta da Marco Rossin (sax) Fabio Guagliardi (organ) e Manolito Cortese (drums),  asseconda la linea del suo leader, che con la sua chitarra ricorda spesso e volentieri quella di Wes Montgomery.

I giochi sonori, col passare dei minuti, diventano sempre più intensi e coinvolgono l’ascoltatore in viaggi di fantasia nei jazz club ubicati nelle downtown americane.  Fatti salvi alcuni brevissimi istanti, il disco è un remake riuscito di bebop, freejazz e modale impreziosito dalla qualità del digitale, di cui oggi possono usufruire i musicisti del nuovo millennio. Il giovane chitarrista cosentino dimostra di aver  assimilato bene le lezioni dei grandi del jazz e ci aspettiamo, per il futuro, un ulteriore … infusione di originalità e modernità. E già bravo, sarà… un grande, anzi… lo è già!

Silent water
Francesco Fiorenzani - Silent Water

Un giovane senese di 29 anni circa, Francesco Fiorenzani, guida un quintetto che lo collabora nella realizzazione del suo primo cd commissionato dalla Auand Records. Il disco s’intitola "Silent Water", mentre l’estratto che abbiamo proposto nel programma era "Six degrees of Separation".

Con Fiorenzani abbiamo modo di ascoltare un jazz ricco di influenze varie. Passiamo dal modale al mediterraneo, da melodie raffinate a ritmi più pesanti, intensi, che risentono di un passato formativo costruito sul blues e sul rock. Le intuizioni strumentali trovano un momento di arricchimento con un… momento vocale impreziosito dalla voce di Camilla Battaglia, bella voce del jazz nostrano, che presta la sua collaborazione in “A Son never forgets”. 

Il giovane chitarrista senese ha scelto, per il suo album, la collaborazione di musicisti che potessero offrire esperienza e affinità musicali. Achille Succi (sax e clarinetto),  lunga carriera di collaborazioni e lavori brillanti, è stato la costante fonte di ispirazione indispensabile per la trama imbastita da Fiorenzani. Luca Sguera (pianoforte) amico di studi alla Siena Jazz University, è un giovane pianista molto promettente e , dotato di una sensibilità rara per i dialoghi con la chitarra. Francesco Ponticelli al contrabbasso, rappresenta per Fiorenzani l’ideale di bassista grazie al suo background musicale a 360 gradi e forte immaginazione. Infine Bernardo Guerra alla batteria, altro giovane ma lanciatissimo nel panorama jazz italiano.

8 brani inediti ed originali sui quali muoviamo un solo appunto, non tecnico: troppo lunghi per i tempi radiofonici.

Un suggerimento generale

Il suggerimento di Miles Davis, a suo tempo, fu quello che il jazz doveva trovare melodie e ritmi più vicini ai gusti musicali della gente. Secondo alcuni, questo suggerimento, prima ancora fu dato dal grande Louis Armstrong. Oggi, probabilmente, Davis suggerirebbe durate più sintetiche ed in linea con i tempi frenetici dei millenials. Non tempi da jingles ma nemmeno da sfinimento. Equilibrio, si, maggior equilibrio.

Uno sguardo alla TOP JAZZ ALBUM della settimana

Questa settimana entrano in gioco nuovi player, quasi tutti stranieri. Una situazione, questa, dovuta al fatto che le pubblicazioni non italiane sono e saranno sempre la maggioranza, a meno che gl’italiani da popolo di naviganti non si trasformi in popolo di jazzisti. C’è poi il fatto che molte pubblicazioni discografiche italiane non sono immediatamente presenti sulle piattaforme di streaming e di vendita digitale, nostro elemento… discriminante… per la presenza in classifica.

Francesco Fiorenzani è l’ingresso discografico italiano nella TOP JAZZ ALBUM di questa settimana. Per ora al decimo posto, vedremo se nelle prossime settimane guadagnerà un ulteriore consenso da parte vostra che ci seguite.

Sergio Armaroli, invece, tanto gradito a voi e tanto apprezzato da noi diventa il primo suggerimento di ascolto e di acquisto della nostra speciale e particolare classifica.

Incalzano la vetta dei mostri sacri della musica d’oltreoceano: Chris Dave e Jamison Ross. Del primo abbiamo parlato qui in questo post e del secondo abbiamo suggerito l’ascolto già nella presentazione della puntata 80. 

Altro nuovo ingresso, che segnaliamo per dovere e rispetto morale verso una storica ed onorata carriera, è quello di “All in my mind” di Dr. Lonnie Smith. Un album dal vivo che raccoglie alcune delle più belle esecuzioni live del concerto di New York per la celebrazione dei suoi 75 anni di vita.  

C’è tanta altra bella musica di cui poter parlare ma c’è un limite a tutto. La vita è fatta anche di altro e tutti siamo spinti anche a fare altro.

Non fateci mancare il vostro sostegno. Esprimete commenti ed opinioni. Sosteneteci con i vostri “mi piace” o con i modi che ritenete più opportuni a darci la forza di continuare. 

Fate altro e… SIATE GRANDI!!!

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