La puntata Jazz in Family #374 chiude la stagione radiofonica 2025-2026 con un intreccio di nuove uscite discografiche, anteprime e grandi nomi che continuano a ridefinire il linguaggio del jazz contemporaneo.
Un episodio che non guarda solo indietro, ma si proietta dentro ciò che sta accadendo proprio ora nella scena internazionale: dischi appena usciti, singoli che anticipano nuovi album e artisti che continuano a espandere i confini del suono.
👉 Ascolta la puntata direttamente dal player qui sotto o tramite la sticky-bar del sito mentre continui a esplorare jazzinfamily.com.
Jazz in Family 374
Il player audio e la playlist
Non perdere la puntata completa e dicci il tuo brano preferito!
Tra eredità e rinascita: il suono come cura e trasformazione
Zela Margossian – What If I (Remedy) apre la puntata come una dichiarazione poetica: il pianoforte diventa cura, memoria e trasformazione. Le radici armene si intrecciano con l’improvvisazione contemporanea, in un linguaggio che trasforma le ferite in bellezza sonora.
La musica come medicina emotiva.
Collisioni urbane e libertà creativa
Con Btoto + Ion D – Komfort/Confort, la narrazione cambia direzione. Il groove si fa più urbano, teso, quasi politico.
È uno scontro fertile tra elettronica, hip-hop e sperimentazione: non una fusione estetica fine a sé stessa, ma un vero manifesto di libertà creativa che attraversa confini geografici e culturali.
Memoria e presente: il jazz che si racconta
Con il brano di Christian McBride – Op. 49 (Cold Chicken Suite), la puntata si sposta su un piano più riflessivo.
Il contrabbasso diventa voce narrante della storia recente del jazz: potente, elegante, radicato nella tradizione ma sempre proiettato in avanti.
👉 Un invito all’ascolto consapevole, che si collega anche alla rubrica Inside Jazz Stories.
Il dialogo tra continenti
Con Christian Sands North Meets West Trio – A Giant Leaves (for Alex), il jazz assume una dimensione quasi geografica.
Europa e America si incontrano in un omaggio delicato ad Alex Riel, dove ogni nota sembra sospesa tra memoria e futuro.
Il jazz come ponte tra mondi.
L’improvvisazione come istante irripetibile
Florian Arbenz, Bill Frisell e Greg Osby – Quiet Lights rappresentano uno dei momenti più puri della puntata.
Registrato in poche ore, il brano cattura l’essenza dell’improvvisazione: ascolto reciproco, silenzi che pesano quanto le note, libertà assoluta.
Verso il futuro: nuovi album e attese
Uno dei momenti centrali della puntata è dedicato a Lakecia Benjamin – Beyond The Dawn e al suo nuovo progetto We Dream.
👉 Un’intervista esclusiva in arrivo sul sito jazzinfamily.com.
Un invito diretto all’iscrizione e alla partecipazione attiva alla community, perché il jazz non è solo ascolto ma anche attesa condivisa.
Spiritualità e linguaggi globali
Con Ize Trio – Flying (Global Prayer), la puntata si apre a una dimensione universale.
Pianoforte, violoncello e percussioni si intrecciano in un linguaggio che supera i confini culturali, trasformando il jazz in una vera e propria preghiera laica globale.
Il tempo che non esiste
Uno dei momenti più sorprendenti arriva con Marshall Allen – African Sunset.
A cento anni, il musicista continua a creare e registrare, dimostrando che il tempo è una costruzione relativa e che la creatività non ha età.
👉 Un passaggio chiave della puntata, dove il jazz diventa eterna possibilità.
La chiusura: intimità e memoria
La puntata si chiude con Bjarke Falgren – Low Five, un brano che riporta il jazz a una dimensione intima, quasi familiare.
Il violino diventa voce narrativa di una tradizione che si tramanda, chiudendo la stagione con delicatezza e profondità.
Conclusione
Jazz in Family #374 non è solo una puntata di fine stagione: è un attraversamento di epoche, linguaggi e visioni.
Dalle nuove uscite discografiche alle leggende viventi, ogni brano costruisce un mosaico coerente di ciò che il jazz è oggi: un organismo vivo, in continua trasformazione.
👉 Riascolta la puntata e continua il viaggio su jazzinfamily.com, anche mentre navighi grazie alla sticky-bar.
Jazz in Family continua. La musica anche.

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