Reach dei Kneebody: un’esperienza Live da non perdere

Reach – Kneebody

Etichetta discografica: GroundUp Music

Data di uscita: 18 aprile 2025

C’è un istante, nell’apertura di “Natural Bridge”, in cui il sax di Ben Wendel e la tromba di Shane Endsley si fondono in una linea melodica vibrante, quasi un richiamo ancestrale. Quel timbro coeso, che non ha fretta di farsi spiegare, è la chiave per comprendere l’intero album. Non siamo davanti a una semplice raccolta di brani, ma a un manifesto sonoro. I Kneebody, a sei anni dall’ultima incisione in studio, non tornano: si trasformano.

2025 Jazz in Family vola più alto che mai

Il quartetto – Ben Wendel (sassofono), Shane Endsley (tromba), Adam Benjamin (tastiere) e Nate Wood (batteria e basso) – rappresenta una delle voci più originali del jazz contemporaneo. Dopo oltre due decenni di esplorazioni tra generi, con Reach la band sceglie un suono più snello e focalizzato, come afferma Endsley: “più diretto, meno dispersivo”. Questo disco non è solo un ritorno, ma il primo passo di una nuova fase creativa, proseguendo un percorso che ha segnato la scena musicale internazionale.

Un tour sonoro che invita alla scena live

Reach sfugge alle etichette. Le radici jazzistiche sono evidenti, ma il tessuto sonoro ingloba progressive-rock, elettronica, atmosfere ambient, pulsazioni R&B e persino echi classici. Una miscela che non appare mai artificiosa: ogni elemento sembra respirare insieme agli altri. La scrittura collettiva convive con l’improvvisazione, mantenendo viva la tensione creativa – un aspetto che sul palco diventa pura elettricità.

La title track, “Reach”, ne è l’emblema: la melodia si distende su un groove incalzante, sostenuto dal doppio ruolo di Nate Wood, mentre le tastiere di Benjamin disegnano traiettorie che si intrecciano con i fiati. Dal vivo, questa dinamica si amplifica, trasformando il pezzo in un vero terreno di dialogo aperto tra i musicisti. “Lo Hi” si muove su territori sospesi, tra suoni rarefatti e armonie che evocano stati ipnagogici, perfetti per quei momenti di respiro nei concerti. “Unbroken” si distingue per la sua architettura dinamica: un crescendo emotivo che, in sala, diventa una forza palpabile. E “Natural Bridge” apre il disco con un gesto diretto, un invito ad attraversare il ponte verso un nuovo paesaggio sonoro – la stessa sensazione che il pubblico proverà sotto le luci del palco.

Registrazione e produzione: energia allo stato puro

Inciso in soli cinque giorni in uno studio di Brooklyn, Reach cattura la freschezza dell’interplay. La produzione, nitida ma calda, lascia emergere dettagli preziosi: il respiro dei fiati, le dissonanze sottili, la tensione nelle pause. Anche la grafica minimalista dell’album riflette la filosofia sonora: essenziale, ma carica di significato.

Il verdetto della critica

La critica accoglie Reach come un punto di svolta: un disco che distilla anni di sperimentazione in un linguaggio coeso e personale. Si elogia la precisione di Nate Wood, la complicità tra i membri e la capacità di combinare rigore tecnico ed emotività, dando vita a un’opera complessa ma accessibile – qualità che in concerto si trasformano in pura intensità.

Tour europeo e data italiana

Per i fan italiani, l’appuntamento è al Blue Note di Milano, ottobre 2025, all’interno di un tour europeo che toccherà Parigi, Monaco e Bruxelles. Vedere Kneebody dal vivo significa assistere a una performance che unisce virtuosismo e spontaneità: Nate Wood, da solo, regge batteria e basso con una naturalezza che ha pochi eguali. Sarà il momento in cui i brani di Reach prenderanno vita, in una versione unica e irripetibile.

Una riflessione aperta sul futuro del jazz

Reach è un disco e anche un laboratorio di idee. Se Ben Wendel lo definisce un “momento di eredità”, significa che qui non si chiude un cerchio, ma se ne apre uno nuovo. Con coraggio e immaginazione, Kneebody allarga ancora i confini del jazz contemporaneo, offrendoci un ascolto che interroga e sorprende. Non ci consegna certezze, ma lascia la sensazione che il meglio debba ancora arrivare – soprattutto sul palco.

L’intervista esclusiva

La recensione restituisce l’anima dell’album, ma è nell’incontro diretto con i musicisti che emergono prospettive inaspettate. Nella seconda parte dell’articolo troverai l’intervista esclusiva che la band ha concesso a Jazz in Family: un’occasione per conoscere da vicino ispirazioni, visioni e percorsi creativi.

Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family


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