Jazz Weekly 356: Tra puntata radio, Jazz News e novità della Family

Jazz Weekly 356

Benvenuti in una nuova Jazz Weekly, il nostro appuntamento settimanale con le storie, i suoni e le visioni che rendono il jazz una lingua viva e sempre in movimento. Anche questa volta vi accompagniamo in un viaggio che intreccia la puntata radiofonica, le notizie dal mondo, le novità della nostra Family e i percorsi di ascolto che nascono dal desiderio di cercare bellezza, profondità e autenticità. Prendetevi il vostro tempo: qui il jazz non corre, respira.

Ascolta la puntata #356

1.

Questa puntata è un invito ad attraversare il jazz come si attraversa un paesaggio in movimento, lasciandosi sorprendere ad ogni curva. Tra parole che aprono finestre e musica che costruisce ponti, il viaggio scorre tra territori intimi e visioni aperte sul mondo: dalle trame visionarie dei Grises alla spiritualità luminosa di Joel Ross, dal lirismo cubano di Melissa Aldana all’energia senza confini di Pat Metheny.

Jazz Weekly 356 è un’ora da ascoltare senza fretta, in cui il racconto accompagna l’ascolto e l’ascolto dà profondità al racconto. Una sequenza di brani che dialogano tra culture, generazioni e sensibilità diverse, trasformando la playlist in una vera esperienza narrativa.

Se cerchi un momento per fermarti, respirare e ritrovare la meraviglia nel suono, questa puntata è il tuo spazio. Mettiti comodo e lascia che talk e musica facciano il resto.

Playlist

#Titoli braniArtisti – Album
1TroubleGrises – Éveil
2Wisdom is Eternal (for Barry Harris)Joel Ross – Gospel Music
3Do It AgainHarold Mabern – Afro Blue (10th Anniversary Edition)
4LicoMartí Mitjavila – Playtime
5La SentenciaMelissa Aldana – Filin
6Weight and SeaMalene Mortensen, Christian Sands – Malene & Christian
7In On ItPat Metheny – Side-Eye III+
8Wood RiverAngelo Russo – Wood River
9YeditepeIlhan Ersahin – Istanbul Sessions: Mahalle
10Flor AmorosaJoão Tostes – The Curupira Concert

Non perdere la puntata completa e dicci il tuo brano preferito!

Il player

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Non fermarti qui: continua a esplorare e lasciati sorprendere da ciò che il jazz ha ancora da raccontarti.

2.
Aggiornamenti & News

Jazz News

Benvenuti, cari amici e amanti della bellezza, in questo spazio dove il tempo sembra rallentare per lasciare che la musica ci parli al cuore. Accomodatevi in questo angolo di mondo dove il jazz non è solo una successione di note, ma un respiro condiviso che attraversa le generazioni e unisce i continenti. Il 2026 si apre davanti a noi come uno spartito ancora bianco, eppure già vibra di una vitalità che riscalda l’anima e ci invita a restare in ascolto, ricordandoci che questa musica è una frontiera creativa sempre aperta a chi ha il coraggio di esplorarla con sincerità. Insieme, oggi, socchiudiamo la porta di questo tempio intimo per accogliere le storie che il jazz ha da raccontarci.

Il Canto dei Maestri: Un Centenario di Luce e Memoria

C’è un filo invisibile e dorato che lega il passato al nostro presente, un dialogo che non si interrompe mai tra chi ha tracciato la via e chi oggi ne segue le orme. Quest’anno il nostro cuore batte per l’immenso Duke Ellington: celebriamo infatti i cento anni dalle sue prime, fondamentali registrazioni del 1926, un anno che gli storici definiscono cruciale per l’esplosione di questo genere. Per onorare questo genio, Wynton Marsalis e la sua Jazz at Lincoln Center Orchestra ci portano in un viaggio profondo chiamato “Duke in Africa”, dove le note di capolavori come la Togo Brava Suite e la Liberian Suite ricollegano la musica alle sue radici ritmiche e storiche più sacre. È un’operazione di rilettura colma di rispetto, che prosegue con l’esplorazione delle sue opere sacre in “Come Sunday” e con i racconti musicali del Quentin Walston Trio, capaci di ripercorrere un’intera carriera, dai primi poemi sinfonici alle perle degli anni ’20.

Mentre ci prepariamo a soffiare su cento candele anche per l’immenso Miles Davis il prossimo 26 maggio, sentiamo come la sua ombra protettiva continui a ispirare ogni nuovo sognatore che imbraccia una tromba. E anche chi ci ha lasciato troppo presto, come il caro Roy Hargrove, continua a parlarci con una dolcezza struggente. Grazie al lavoro meticoloso e colmo d’amore della sua famiglia, in particolare della vedova Aida e della figlia Kamala attraverso la Roy Hargrove Legacy LLC, il nuovo EP postumo Live at KNKX ci regala quattro brani inediti registrati dal vivo a Seattle. Non sono scarti di magazzino, ma perle di luce pura catturate tra il 2009 e il 2017, celebrate con eventi speciali che uniscono racconti di compagni di band e immagini, per onorare non solo il musicista, ma l’uomo che è stato.

Percorsi Inaspettati: Quando l’Anima si Mette a Nudo

A volte, il jazz attrae anime che non ti aspetteresti, anime che cercano in questo linguaggio una nuova forma di verità. Pensate a Flea, il cuore pulsante dei Red Hot Chili Peppers. Con un’umiltà che commuove, si è fatto studente, praticando la tromba ogni singolo giorno per due anni prima di dare vita a Honora, il suo debutto jazz in uscita il 27 marzo 2026. È un album nato dalla vulnerabilità; Flea ha confessato di aver temuto di essere percepito come un “ciarlatano”, ma il sostegno di giganti come Thom Yorke e Nick Cave lo ha aiutato a fluttuare in uno studio trasformato in un “lussureggiante paesaggio jazz”. Tra brani originali come il singolo “Traffic Lights” e reinterpretazioni di artisti come Frank Ocean e George Clinton, Flea ci offre un diario personale in note, che porterà anche in un tour mondiale fatto di locali intimi, l’esatto opposto dei grandi stadi a cui è abituato.

Nello stesso spirito di scoperta, la voce e il trombone di Steve Berndt ci cullano dal 16 gennaio con Heart of Hearts, dove otto composizioni originali si fondono con reinterpretazioni soul-jazz di classici pop degli anni ’70, creando un’atmosfera cinematografica e profonda. E per chi cerca l’energia pura del club newyorkese, l’organista Pat Bianchi, già nominato ai Grammy, ci offre Confluence. Insieme a Troy Roberts al sax e Colin Stranahan alla batteria, Bianchi cattura quell’immediatezza “raw” e spontanea che nasce solo quando i musicisti respirano all’unisono, spingendo i confini della creatività verso nuovi, entusiasmanti orizzonti.

Un’Europa in Festa: Atmosfere, Silenzi e Sostenibilità

Il nostro viaggio prosegue tra i festival che, come costellazioni, illuminano l’inverno europeo. A Bruxelles, il festival iniziato il 15 gennaio ha scelto un approccio che è un vero atto di rispetto verso l’ascoltatore: nessun concerto si sovrappone, permettendo a ognuno di noi di vivere ogni nota senza l’ansia della scelta, immergendoci completamente nei progetti dell’artista in residenza Wajdi Riahi. Riahi esplorerà ogni sua sfaccettatura, dal recital solista al trio con ensemble di violoncelli, fino a un quartetto internazionale con Seamus Blake. È un invito alla contemplazione guidata, che si chiuderà con un omaggio all’etichetta International Anthem e alle performance di artisti come i Tortoise e Tom Skinner.

Se invece cercate la pace dei monti, il Gjazz Festival a San Bernardino trasforma ristoranti e lounge alpini, come la Chesa Veglia o l’Alpe Pian Doss, in rifugi senza tempo dove tributi a icone come Benny Goodman, Buddy De Franco e Curtis Fuller si mescolano ai sapori del territorio. Poco lontano, tra le montagne austriache, il 3 Days of Jazz Saalfelden ci accoglie in luoghi magici come chiese parrocchiali e musei minerari, ricordandoci che il jazz può essere un “Green Event” che rispetta la terra. In Germania, invece, il festival Sparks & Visions di Ratisbona apre i confini ospitando artisti da dodici paesi, portando per la prima volta l’incanto dell’arpa di Brandee Younger e il funk di Reuben James.

L’Italia e le Connessioni dell’Anima

Anche la nostra terra vibra di una vitalità straordinaria, figlia di connessioni che superano i confini nazionali. Il chitarrista Stefano Boggiani ci porta verso le atmosfere del Nord con il suo debutto Andvake, registrato per un’etichetta norvegese con musicisti locali: un ponte teso tra la nostra sensibilità e il silenzio meditativo scandinavo.

Non dimentichiamo poi le suggestioni post-jazz e ambient del britannico Harry Christelis, la vivacità della scena danese con la Odense Jazz Orchestra e il ritorno di un pezzo di storia polacca con la riedizione di Lola dello Zbigniew Namysłowski Modern Jazz Quartet.

Cari lettori, il jazz ci insegna che non esiste una sola strada, ma infiniti sentieri che si incrociano tra improvvisazione, memoria e futuro. Ogni nota è un invito a fidarsi, a rallentare e a lasciarsi trasportare da questo dialogo infinito tra esseri umani. Vi invito ad aprire il cuore a questi ascolti: lasciate che la musica vi trovi, vi consoli e vi ispiri. Perché in fondo, il jazz è proprio questo: una casa accogliente dove c’è sempre un posto per chiunque voglia sedersi e ascoltare.

Buon ascolto.

Novità della… Family

Come sempre, accanto al racconto del jazz che accade nel mondo, ci piace ricordarvi anche ciò che prende forma dentro la nostra piccola, ma appassionata, Family. Uno spazio fatto di ascolti, parole scelte con cura e di quel desiderio ostinato di condividere solo ciò che sentiamo davvero vicino alla nostra idea di bellezza musicale.

Se non lo avete ancora fatto, questo è il momento giusto per recuperare l’articolo e l’intervista a Clarissa Colucci. È uno di quei contenuti che nascono con calma, senza fretta, e che chiedono la stessa attenzione in lettura. Un incontro autentico, capace di raccontare non solo un percorso artistico, ma anche una visione, una sensibilità, un modo personale di abitare il suono.

La scorsa settimana abbiamo poi fatto un piccolo passo in più, quasi in punta di piedi: abbiamo pubblicato un breve video podcast dedicato alle notizie. Nessun annuncio, nessuna spinta promozionale, e con la consapevolezza che la qualità non è ancora quella che desideriamo raggiungere. È stato un esperimento, semplice e sincero, nato più dalla curiosità che dall’ambizione.

Lo ripetiamo anche questa settimana, con lo stesso spirito. Non perché tutto sia già perfetto, ma perché crediamo che valga la pena insistere. Vogliamo offrirvi un altro modo per entrare in contatto con le notizie che ci arrivano, che selezioniamo e filtriamo per voi, sempre guidati da un unico criterio: il vostro, e il nostro, desiderio di ascolti musicali di qualità.

È un cammino che cresce un passo alla volta, insieme a voi. E come ogni buon viaggio nel jazz, non è tanto la perfezione tecnica a renderlo vivo, quanto l’onestà con cui si continua a cercare.

3.
Azione della Settimana!

Apri una nuova finestra sul nostro mondo: l’intervista a Clarissa Colucci ti aspetta, così come il nostro video podcast, ancora imperfetto ma sincero, nato per offrirti un altro modo di vivere le notizie e la musica che amiamo.

Nel frattempo, continuate ad ascoltare con attenzione, a cercare la musica che vi mette in movimento e a sostenere chi la crea.

SIATE GRANDI!!!

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