Jazz in Family #378: dal jazz senza confini di Zohar & Adam alla nuova scena cinese di Blue Note

Il jazz non ha bisogno di scegliere una direzione. Può guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici, contaminarsi con l’elettronica oppure ritrovare tutta la sua forza nella semplicità di un pianoforte e di un contrabbasso. Jazz in Family #378 mette insieme queste anime, senza preoccuparsi troppo delle etichette.

Anche questa settimana alterniamo novità discografiche, anticipazioni e qualche prezioso recupero, attraversando linguaggi e generazioni differenti. Una selezione nella quale convivono sperimentazione, energia, ironia e lirismo, con uno sguardo che arriva fino alla scena jazz cinese contemporanea.

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Playlist Puntata
1
For Chick (feat. Christian McBride and Steve Wilson)
Zohar & Adam — Osmosis
2
Demon
Zohar & Adam — Osmosis
3
Queen’s Land
Jeff Herr Corporation — Five Moons
4
Morning
Nicola Angelucci feat. Enzo Pietropaoli & Enrico Zanisi — Identithree
5
Bemsha Swing
Leon Parker Trio 93 ft. Brad Mehldau & Ugonna Okegwo — Foundations
6
Parchman Farm
Mose Allison — Local Color
7
Leaving The City
Armel Dupas Trio — Nocturnes
8
Con Alma
Wajdi Cherif — Explorations
9
OP
Filippo Vignato, Yannick Lestra & Attila Gyárfás — Shared Matter
10
Song for My Family
Blue Note Records China — NOW’S THE TIME: AN ANTHOLOGY OF CONTEMPORARY CHINESE JAZZ [Vol. 1]
11
Never Miss a Thing
Bill Laurance & Michael League — Close To Home

Sperimentazione, fusion e nuove contaminazioni

Apriamo con Zohar & Adam e due brani da Osmosis: For Chick, con Christian McBride e Steve Wilson, è un confronto vitale con l’eredità di Chick Corea; Demon spinge invece il duo verso territori più audaci, tra jazz, hip-hop ed elettronica.

La fusion torna protagonista con i Jeff Herr Corporation. In Queen’s Land, da Five Moons, i loop elettronici di Jeff Herr si confrontano con il basso di Pol Belardi e il sassofono di Maxime Bender. Precisione e istinto, senza nostalgie patinate.

Tra lirismo, memoria e grandi personalità

Con Morning, Nicola Angelucci, insieme a Enzo Pietropaoli ed Enrico Zanisi, sceglie la delicatezza: un incontro tra batteria, contrabbasso e pianoforte che lascia parlare soprattutto la melodia.

Facciamo un salto nel 1993 con il Leon Parker Trio e Bemsha Swing, da Foundations. Al pianoforte c’è un giovanissimo Brad Mehldau, alle prese con una rilettura di Thelonious Monk che lascia intravedere una personalità già ben riconoscibile.

Il blues ironico e inconfondibile di Mose Allison arriva invece con Parchman Farm, da Local Color. Una storia difficile raccontata attraverso il sarcasmo, il ritmo e quella particolare capacità di trasformare la voce in uno strumento musicale.

Cambiamo atmosfera con Armel Dupas Trio e Leaving The City, da Nocturnes: un jazz raccolto, tra malinconia e speranza. A seguire, Con Alma, il classico di Dizzy Gillespie reinterpretato da Wajdi Cherif nel prossimo progetto Explorations, dove i colori latini lasciano progressivamente spazio a uno swing energico.

Nuove geografie e incontri musicali

Con OP, il trio formato da Filippo Vignato, Yannick Lestra e Attila Gyárfás propone una musica in equilibrio tra ricerca e memoria pop. In Shared Matter affiora persino un’eco di Hey Jude dei Beatles: una sorpresa che merita attenzione.

Ci spostiamo in Cina con Song for My Family, tratto da NOW’S THE TIME: AN ANTHOLOGY OF CONTEMPORARY CHINESE JAZZ [Vol. 1], la nuova antologia di Blue Note Records China. Il contrabbasso di Chenhuai Wang e il pianoforte di Moreno Donadel costruiscono un dialogo intimo, parte di un progetto che offre uno sguardo sulla vitalità della scena jazz cinese contemporanea.

Chiudiamo con Bill Laurance e Michael League e Never Miss a Thing, anticipazione del loro nuovo album Close To Home, in uscita il 13 novembre. I fondatori degli Snarky Puppy scelgono una dimensione più intima, tra pianoforte, oud, suggestioni mediterranee e influenze orientali.

Jazz in Family #378: la curiosità è il nostro motore

Dalla sperimentazione elettronica alle radici del blues, dai grandi classici alle nuove geografie del jazz, questa puntata conferma una delle idee che accompagnano da sempre il nostro programma: il jazz è una famiglia dalle molte anime, e tutte meritano di essere ascoltate.

Non cerchiamo un unico suono, né una formula da ripetere. Ci interessa scoprire musicisti, recuperare storie e dare spazio a progetti che abbiano una personalità riconoscibile.

La puntata Jazz in Family #378 è disponibile nel player presente in questa pagina. Premi play e lasciati accompagnare dalla nostra selezione. Puoi anche continuare a esplorare il sito grazie alla sticky-bar, che mantiene la musica in riproduzione mentre leggi gli altri articoli.

Noi continuiamo ad ascoltare, selezionare e condividere. Come sempre, con curiosità e passione.

SIATE GRANDI!!!

Jazz in Family #378

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