Inside Jazz Stories #26 — Il jazz si prende nuovi spazi

THE SOUNDBOOK

The Official Playlist
of Inside Jazz Stories

Jazz in Family
CHAPTER #26
TRACKS 13
DURATION 1h 01′
PERIOD 1938–1972
SELECTION 01
OCTOBER REVOLUTION

Steps

Cecil Taylor · 1966

Tra i protagonisti della October Revolution in Jazz del 1964, Cecil Taylor rappresenta uno dei nomi attraverso cui l’articolo racconta la ricerca di nuove strutture sonore e di nuovi spazi per la musica improvvisata.

SELECTION 02
SUN RA & THE AVANT-GARDE

Springtime in Chicago

Sun Ra · 1957

Sun Ra fu tra i musicisti presenti alla October Revolution. La sua presenza nella selezione restituisce il versante più visionario di quella stagione dell’avanguardia che cercava nuove forme, nuovi suoni e nuove modalità di espressione.

SELECTION 03
NEW THING AT NEWPORT

Scag

Archie Shepp · 1965

Anche Archie Shepp figurava tra i protagonisti della October Revolution. Scag porta nel Soundbook quella tensione radicale che nell’articolo emerge come una delle componenti decisive della trasformazione del jazz degli anni Sessanta.

SELECTION 04
CONTEMPORARY JAZZ

The Train and the River

Jimmy Giuffre · 1957

Jimmy Giuffre è tra i musicisti indicati dall’articolo per la October Revolution. Il suo approccio alla composizione e all’interazione strumentale aggiunge alla playlist una diversa idea di spazio sonoro, già lontana dalle convenzioni della big band.

SELECTION 05
SWING BASS REVOLUTION

Mr J B Blues

Duke Ellington · 1940

La selezione richiama Jimmy Blanton, nato il 5 ottobre 1918 e protagonista dell’orchestra di Duke Ellington tra il 1939 e il 1941. Il brano rappresenta il mondo sonoro nel quale il contrabbasso cominciò a conquistare una funzione più melodica e solistica.

SELECTION 06
SWING RHYTHM

Jumpin’ at the Woodside

Count Basie Orchestra · 1938

Con Papa Jo Jones alla batteria, la formazione di Count Basie incarna la trasformazione della scansione ritmica raccontata nell’articolo: dal peso della grancassa verso il flusso continuo dell’hi-hat e una concezione più elastica del tempo.

SELECTION 07
MODAL HAMMOND B-3

Zoltan

Larry Young · 1965

Il cuore della trasformazione dell’organo Hammond raccontata nell’articolo. Larry Young porta il B-3 verso il jazz modale attraverso toni pedale, accordi per quarte e una concezione dello spazio sonoro lontana dai tradizionali modelli soul-jazz.

SELECTION 08
BARITONE JAZZ

Star-Crossed Lovers

Pepper Adams · 1968

Pepper Adams, nato l’8 ottobre 1930, è uno dei protagonisti della sezione dedicata al sax baritono. La sua tecnica mostra come uno strumento associato al registro grave possa diventare una voce agile, incisiva e pienamente solistica.

SELECTION 09
SWING ORCHESTRA

Stardust

Artie Shaw · 1940

Il 7 ottobre 1940 l’orchestra di Artie Shaw registrava Stardust per la Victor. Una delle sessioni discografiche ricordate nell’articolo, qui inserita come testimonianza della grande stagione orchestrale dello swing.

SELECTION 10
EUROPEAN LIVE DOCUMENT

Unisphere

The Dave Brubeck Quartet · 1964

Il 6 ottobre 1964 il Dave Brubeck Quartet registrava dal vivo a Helsinki Unisphere per Time Changes. Il brano rappresenta nella playlist la dimensione europea del jazz di quegli anni, accanto ai concerti europei del quintetto di Miles Davis ricordati nell’articolo.

SELECTION 11
BOSSA NOVA & JAZZ

Wave

Antônio Carlos Jobim · 1967

Pubblicato il 6 ottobre 1967, Wave porta nel Soundbook il dialogo tra bossa nova e jazz orchestrale citato nell’articolo, ampliando il racconto oltre la sola scena afroamericana e statunitense.

SELECTION 12
CTI JAZZ & FUSION

Sky Dive

Freddie Hubbard · 1972

Tra il 4 e il 5 ottobre 1972, Freddie Hubbard registrava Sky Dive ai Van Gelder Studios per la CTI. La traccia rappresenta l’ultima fase del percorso discografico della puntata, tra hard bop, orchestrazione e nuove sonorità fusion.

SELECTION 13
JAZZ & RESISTANCE

‘Round Midnight

Hazel Scott · 1957

La voce finale del Soundbook è Hazel Scott, pianista e figura centrale della sezione dedicata a diritti civili, televisione e segregazione. La sua presenza chiude il percorso ricordando che la storia del jazz passa anche attraverso chi ha rivendicato il diritto alla scena.

Il jazz si prende nuovi spazi

La settimana dal 2 all’8 ottobre riunisce episodi lontani nel tempo ma accomunati da una trasformazione precisa: il jazz cambia il modo di occupare lo spazio. Lo fa nei club e nei festival, negli strumenti e nelle sezioni ritmiche, negli studi di registrazione e nei grandi auditorium, ma anche nella società e nei mezzi di comunicazione.

Al centro di questo percorso c’è la October Revolution in Jazz del 1964, ma attorno a quell’esperienza si muovono figure come Jimmy Blanton, Jo Jones, Larry Young, George Wein e Hazel Scott, insieme a registrazioni e concerti che mostrano quanto rapidamente il linguaggio jazzistico stesse ampliando i propri confini.

Quando il jazz cerca uno spazio proprio

Dal 1° al 4 ottobre 1964, il Cellar Café di New York ospitò la October Revolution in Jazz, organizzata da Bill Dixon, nato pochi giorni dopo, il 5 ottobre 1925. La rassegna riunì circa quaranta formazioni escluse dal circuito commerciale dei nightclub e offrì loro uno spazio autonomo di espressione.

Tra i partecipanti comparivano Cecil Taylor, Paul Bley, Sun Ra, Archie Shepp, Roswell Rudd, John Tchicai, Milford Graves, Giuseppi Logan e Jimmy Giuffre. La novità non riguardava soltanto la musica. Dopo i concerti, Dixon promuoveva discussioni sulla discriminazione razziale nell’industria discografica, sull’economia della musica e sulle condizioni di lavoro dei musicisti.

Da quell’esperienza nacque la Jazz Composers Guild, uno dei primi tentativi organizzati dell’avanguardia newyorkese di intervenire direttamente sui meccanismi di produzione e distribuzione della propria musica. Il club, dunque, smetteva di essere soltanto il luogo della performance e diventava anche luogo di discussione, organizzazione e autodeterminazione.

Nella stessa settimana del 1964, però, il jazz occupava anche spazi molto diversi. Il quintetto di Miles Davis con Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams era in tournée in Europa; il Dave Brubeck Quartet registrava dal vivo Unisphere a Helsinki. La stessa settimana metteva così a confronto la ricerca di un’infrastruttura autonoma dell’avanguardia e la crescente presenza del jazz moderno nei grandi spazi europei.

Quando la sezione ritmica diventa protagonista

La trasformazione dello spazio jazzistico passa anche dagli strumenti. Il 5 ottobre 1918 nasceva Jimmy Blanton, la cui esperienza nell’orchestra di Duke Ellington contribuì a trasformare il contrabbasso da sostegno prevalentemente ritmico in una voce dotata di maggiore autonomia melodica e solistica. Il suo pizzicato pieno, la concezione delle linee e l’agilità esecutiva ampliarono radicalmente le possibilità dello strumento.

Pochi giorni dopo, il 7 ottobre 1911, nasceva “Papa” Jo Jones. Con la formazione di Count Basie, il batterista contribuì a spostare il centro della pulsazione dalla grancassa al piatto hi-hat, favorendo una concezione del tempo più fluida e continua. La batteria diventava così una componente dinamica dell’intero discorso musicale, non soltanto il suo sostegno metrico.

Questa evoluzione trova una continuità nelle generazioni successive. Eddie Gomez, nato il 4 ottobre 1944, portò nel trio di Bill Evans una concezione fortemente interattiva del contrabbasso; Steve Swallow, nato il 4 ottobre 1940, contribuì invece alla progressiva affermazione del basso elettrico nel jazz contemporaneo e nel jazz-rock.

Il cambiamento non riguarda quindi soltanto chi suona: riguarda la funzione stessa della sezione ritmica, sempre più libera di intervenire nella costruzione melodica, armonica e timbrica dell’ensemble.

3 ottobre 1925
Festival Architecture

George Wein

Pianista e impresario, Wein avrebbe fondato nel 1954 il Newport Jazz Festival, contribuendo a trasformare il festival in una nuova forma di fruizione del jazz e a creare spazi più strutturati per la circolazione internazionale dei musicisti.
4 ottobre 1927
Bebop Piano

Walter Bishop Jr.

Pianista della generazione bebop, Bishop Jr. fu collaboratore di Charlie Parker, Miles Davis e Art Blakey. La sua attività didattica contribuì alla trasmissione delle strutture armoniche e delle sostituzioni proprie del linguaggio bop.
4 ottobre 1940
Electric Bass

Steve Swallow

Bassista e compositore, Swallow ha ridefinito l’impiego del basso elettrico nel jazz attraverso un tocco plettrato e una concezione dello strumento strettamente legata anche alla composizione.
4 ottobre 1944
Modern Double Bass

Eddie Gomez

Nel trio di Bill Evans, Gomez sviluppò una concezione interattiva del contrabbasso, trasformandolo in una voce paritaria nel dialogo con il pianoforte.
5 ottobre 1918
Bass Revolution

Jimmy Blanton

Nell’orchestra di Duke Ellington, Blanton ampliò radicalmente le possibilità del contrabbasso, sviluppando una tecnica solistica e una concezione melodica dello strumento.
7 ottobre 1911
Swing Drumming

“Papa” Jo Jones

Batterista dell’orchestra di Count Basie, Jones spostò il fulcro della scansione verso il piatto hi-hat, contribuendo a rendere il tempo dello swing più fluido e continuo.
7 ottobre 1940
Modal Organ

Larry Young

Young portò l’Hammond B-3 verso il jazz modale, l’avanguardia e il fusion, sviluppando una concezione fondata su toni pedale, accordi per quarte e nuove possibilità timbriche.
8 ottobre 1930
Baritone Saxophone

Pepper Adams

Soprannominato “The Knife”, Adams dimostrò le possibilità del sax baritono come voce agile e tecnicamente avanzata, ampliandone il ruolo nell’hard bop e nel jazz post-bellico.

Larry Young e un altro modo di pensare l’organo

Il 7 ottobre 1940 nasceva Larry Young, destinato a modificare profondamente il ruolo dell’organo Hammond B-3.

Se l’organo era stato associato soprattutto al blues e al soul-jazz, Young ne ampliò le possibilità verso il jazz modale, l’avanguardia e il fusion. La sua concezione armonica, influenzata da John Coltrane e McCoy Tyner, sostituiva il tradizionale basso continuo con toni pedale sostenuti e utilizzava accordi per quarte e combinazioni timbriche capaci di creare un suono più aperto e sospeso.

Unity, del 1965, rappresenta uno dei punti centrali di questa ricerca. Le successive esperienze con il Tony Williams Lifetime e in Bitches Brew di Miles Davis mostrano quanto quella concezione dell’organo fosse ormai distante dal semplice ruolo di accompagnamento.

Anche qui, dunque, cambia lo spazio occupato da uno strumento: l’organo non resta più confinato a una funzione prestabilita, ma entra nel cuore della ricerca sul linguaggio.

Dal baritono alla sala di registrazione

La stessa emancipazione attraversa il sax baritono. L’8 ottobre 1930 nasceva Pepper Adams, interprete capace di portare nel linguaggio hard bop una tecnica agile e un fraseggio che sottraevano il baritono al tradizionale ruolo di fondamento grave dell’ensemble.

Sul versante dell’avanguardia, la scomparsa di Hamiet Bluiett, il 4 ottobre 2018, richiama un’altra fase della storia dello strumento. Cofondatore del World Saxophone Quartet, Bluiett ne ampliò le possibilità timbriche e dinamiche, inserendo il baritono in una concezione cameristica e polifonica del free jazz. La distanza generazionale tra Adams e Bluiett diventa così anche una misura dell’evoluzione dello strumento.

Accanto agli interpreti, questa settimana conserva anche alcune importanti tracce discografiche. Coleman Hawkins incise Just Hot il 5 ottobre 1923 con l’orchestra di Fletcher Henderson; Artie Shaw registrò Stardust nel 1940; nel 1967 uscì Wave di Antônio Carlos Jobim; nel 1972 Freddie Hubbard registrò Sky Dive ai Van Gelder Studios per la CTI. Quattro momenti diversi che attraversano swing, bossa nova e nuove sonorità orchestrali, mostrando come la registrazione sia diventata uno degli spazi fondamentali per l’evoluzione del jazz.

1–4 ottobre 1964
Avant-Garde / New York

October Revolution in Jazz

Al Cellar Café di New York, Bill Dixon organizza quattro giornate dedicate alla nuova musica improvvisata. La rassegna riunisce circa quaranta formazioni e conduce alla fondazione della Jazz Composers Guild.
5 ottobre 1923
Early Tenor Saxophone

Coleman Hawkins — “Just Hot”

A New York, Hawkins incide “Just Hot” con l’Orchestra di Fletcher Henderson, in una delle prime testimonianze discografiche del giovane sassofonista destinato a definire il linguaggio del sax tenore.
7 ottobre 1940
Swing Orchestra

Artie Shaw Orchestra — “Stardust”

L’orchestra di Artie Shaw registra per Victor Records “Stardust” di Hoagy Carmichael, in un arrangiamento che appartiene alla stagione orchestrale dello swing.
4 ottobre 1964
Second Great Quintet / Copenhagen

Miles Davis Quintet

Il quintetto di Miles Davis con Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams si esibisce alla KB Hallen di Copenaghen durante il tour europeo.
6 ottobre 1964
Live Recording / Helsinki

Dave Brubeck Quartet — “Unisphere”

Il Dave Brubeck Quartet registra dal vivo a Helsinki “Unisphere”, destinata all’album Time Changes.
8 ottobre 1964
Second Great Quintet / Germany

Miles Davis Quintet — Sindelfingen

Il quintetto di Miles Davis conclude questa sequenza europea alla Stadthalle di Sindelfingen, in un’altra tappa del tour del Second Great Quintet.
6 ottobre 1967
Bossa Nova / Orchestral Jazz

Antônio Carlos Jobim — Wave

Viene pubblicato Wave, quarto album di Antônio Carlos Jobim, prodotto da Creed Taylor e costruito sull’incontro tra bossa nova brasiliana e orchestrazioni jazz americane.
4–5 ottobre 1972
CTI / Orchestral Fusion

Freddie Hubbard — Sky Dive

Hubbard incide Sky Dive ai Van Gelder Studios in New Jersey per la CTI Records, in una fase nella quale il linguaggio hard bop entra in relazione con nuove sonorità orchestrali e fusion.

La musica cambia anche attraverso chi la insegna

Dietro le grandi trasformazioni del linguaggio esistono anche figure meno visibili sulla scena.

Il 7 ottobre 2000 moriva Dennis Sandole, chitarrista, teorico e mentore di John Coltrane tra il 1946 e i primi anni Cinquanta. Il suo insegnamento comprendeva teoria armonica avanzata, scale esotiche e tradizioni musicali non occidentali: elementi che contribuirono alla formazione intellettuale del giovane Coltrane.

Il 4 ottobre 1927 era invece nato Walter Bishop Jr., pianista della generazione bebop, collaboratore di Charlie Parker, Miles Davis e Art Blakey. La sua attività didattica e la sua attenzione alle sostituzioni armoniche testimoniano un’altra forma di trasmissione del linguaggio: quella che passa dalla pratica musicale alla conoscenza teorica.

In entrambi i casi, la storia del jazz mostra un elemento spesso meno visibile delle grandi esibizioni: i nuovi linguaggi hanno bisogno anche di luoghi e persone capaci di trasmetterli.

Festival, televisione e diritto alla scena

Il discorso sugli spazi si allarga poi dal club al grande evento pubblico. Il 3 ottobre 1925 nasceva George Wein, pianista e organizzatore destinato a trasformare il rapporto tra jazz e festival. Nel 1954 fondò il Newport Jazz Festival, contribuendo a consolidare un modello nel quale il jazz poteva uscire dai locali notturni e incontrare un pubblico molto più ampio negli spazi all’aperto.

Il festival diventava così non soltanto un luogo di ascolto, ma una vera infrastruttura culturale e organizzativa, capace di sostenere concerti, tournée e circuiti internazionali.

Un’altra forma di conquista dello spazio pubblico è rappresentata da Hazel Scott, morta il 2 ottobre 1981. Pianista e cantante nata a Trinidad, Scott arrivò alla televisione nazionale americana con The Hazel Scott Show nel 1950, diventando la prima persona afroamericana a condurre un proprio programma televisivo nazionale.

La sua carriera fu inseparabile dalla battaglia contro la segregazione. Scott rifiutava di esibirsi davanti a pubblici segregati e difendeva pubblicamente la dignità degli artisti neri. Il clima del maccartismo contribuì poi alla sua uscita dalla scena americana e al trasferimento a Parigi.

La settimana si chiude idealmente con Doreen Ketchens, nata il 3 ottobre 1966, interprete legata alla tradizione clarinettistica di New Orleans. La sua presenza introduce un’altra dimensione dello spazio: quella della continuità, attraverso la quale un linguaggio nato nelle strade e nei locali della Louisiana continua a essere trasmesso e portato sui palcoscenici internazionali.

2 ottobre 1981
Jazz / Civil Rights

Hazel Scott

Muore Hazel Scott, pianista e cantante nata a Trinidad. Artista di grande notorietà pubblica, utilizzò la propria posizione anche contro la segregazione e per una maggiore dignità degli artisti neri nello spettacolo americano.
2 ottobre 2001
Modern Jazz / Arranging

Manny Albam

Scompare Manny Albam, sassofonista baritono, compositore e arrangiatore legato alla scena orchestrale moderna.
3 ottobre 2007
Jazz / R&B

Lloyd Trotman

Muore Lloyd Trotman, bassista di sessione attivo tra jazz e rhythm and blues e autore della linea di basso di “Stand by Me”.
4 ottobre 2008
Swing / Big Band

Al Gallodoro

Scompare Al Gallodoro, sassofonista e clarinettista che aveva fatto parte anche dell’orchestra di Paul Whiteman.
4 ottobre 2018
Avant-Garde Baritone

Hamiet Bluiett

Muore Hamiet Bluiett, cofondatore del World Saxophone Quartet. Il suo lavoro aveva ampliato le possibilità del sax baritono attraverso l’incontro tra free jazz, blues e strutture polifoniche.
7 ottobre 2000
Mentor / Music Theory

Dennis Sandole

Muore Dennis Sandole, chitarrista e teorico che fu mentore di John Coltrane dal 1946 ai primi anni Cinquanta, introducendolo allo studio delle scale esotiche, della teoria armonica avanzata e delle tradizioni musicali non occidentali.

Una settimana, molti spazi

Dal Cellar Café di Bill Dixon ai festival di George Wein, dai nuovi ruoli conquistati da basso, batteria e organo ai grandi auditorium europei, questa settimana mostra il jazz mentre allarga continuamente il proprio campo d’azione.

Non cambia soltanto la musica. Cambiano i luoghi nei quali può nascere, essere ascoltata, registrata, insegnata e difesa. È in questo passaggio che le figure e gli eventi del 2–8 ottobre trovano il loro punto di contatto: il jazz non si limita a occupare nuovi spazi; contribuisce a crearli.

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Ogni settimana la playlist viene aggiornata con i brani, gli album e gli artisti raccontati nell’ultimo episodio di Inside Jazz Stories.

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