Febbraio 2026 – Groove Bonanza:
la tua guida verso la musica migliore.
Dai un’occhiata alla nostra rubrica e alla playlist su Spotify per i ritmi più coinvolgenti e le melodie più avvincenti.
Cosa trovate e come dovete muovervi in questa pagina
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Groove Bonanza
Groove Bonanza è la tua bussola personale per navigare nel vasto oceano della musica indipendente, un territorio ricco di gemme nascoste lontane dalle correnti dominanti del mainstream. Questa guida ti condurrà verso artisti meno noti ma straordinariamente talentuosi, che creano musica autentica e innovativa, spesso non riconosciuta dal grande pubblico.
A partire da marzo 2024, abbiamo deciso di ampliare le nostre segnalazioni musicali per offrirti non solo brani nel tuo genere preferito, ma anche musica che pensiamo possa regalarti
Groove in Abbondanza
Qui puoi trovare, ascoltare, e qualche volta vedere, singoli brani o interi album per i quali qualcuno ci ha chiesto un semplice parere, indipendentemente dal genere musicale.
Questa musica non sempre rispecchia i nostri gusti personali, ma riteniamo sia importante dare spazio a tutte le diversità e tendenze stilistiche. Per questo motivo, scegliamo di pubblicare e condividere queste segnalazioni sul nostro sito.
Siamo sicuri che troverai qualcosa di adatto ai tuoi gusti musicali e speriamo che queste nuove aggiunte alla nostra selezione ti portino piacevoli scoperte.

la tua destinazione musicale per un’esperienza Musicale senza confini.
Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca una reinvenzione intima e audace di un classico senza tempo
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AS (Stevie Wonder cover): quando il silenzio diventa esplosione
Reinterpretare un capolavoro come “AS” di Stevie Wonder è una sfida che richiede coraggio e sensibilità. Questa versione vocal jazz non si limita a omaggiare l’originale, ma ne ridefinisce il respiro, trasformando ogni nota in un viaggio tra quietudine e catarsi. L’interpretazione parte sussurrata, misurata, con frasi vocali avvolte in un calore legato e una cura quasi ossessiva per il timbro e il fiato, come se ogni parola volesse essere accarezzata prima di essere pronunciata. È un dialogo intimo, che invita l’ascoltatore a chinarsi per cogliere ogni sfumatura.
Poi, l’esplosione. La canzone si srotola in una crescita inarrestabile, dove l’intensità vocale e l’energia ritmica si fondono in un climax travolgente, capace di sorprendere e commuovere. L’arrangiamento segue questa traiettoria: minimalista all’inizio, paziente, quasi sospeso, per poi esplodere in una densità armonica e ritmica che riscrive la melodia originale senza tradirne l’anima. Il risultato è una tensione emotiva che si scioglie solo nell’ultima, liberatoria nota.
Questa versione di “AS” è perfetta per festival, programmazioni radiofoniche, playlist curate e chiunque cerchi arte vocale di alto livello, profondità emotiva e un dialogo rispettoso ma innovativo con i classici. Un lavoro che dimostra come, anche di fronte a un capolavoro, ci sia sempre spazio per nuove emozioni e nuove scoperte.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#ZyanReign
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz mediterraneo che racconta storie umane e atmosfere sognanti
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Disoriente: dove il jazz incontra il Mediterraneo e il racconto visivo
Nati a Milano, i Disoriente sono un ensemble jazz che fonde il calore delle influenze meridionali con uno spirito raffinato e cantautorale. Il loro suono è un intreccio di arrangiamenti orchestrali, atmosfere vintage e tessiture sonore ricche, elementi che si uniscono per dipingere storie umane e personaggi vividi. Più che una semplice band, Disoriente è un progetto multidisciplinare: attraverso collaborazioni con artisti del mondo della moda e del cinema, il gruppo crea immagini evocative fatte di costumi, paesaggi e storytelling visivo, trasformando ogni performance in un incrocio di universi artistici che ispirano meraviglia.
Con “Dea Persuasione”, i Disoriente ci trasportano in un immaginario fatto di figure femminili, teatro e atmosfere oniriche. Questo singolo è un omaggio a una dea moderna, una figura che incarna fascino, mistero e il potere della seduzione, avvolta in un sound che unisce la profondità del jazz mediterraneo a una narrativa visiva e teatrale. Le melodie avvolgenti e gli arrangiamenti ricchi creano un’atmosfera sospesa tra realtà e sogno, dove ogni nota sembra raccontare una storia. Un brano che celebra la magia femminile e invita l’ascoltatore a perdersi in un mondo di emozioni e immagini.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca jazz fusion audace e paesaggi sonori intensi
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Effigy: un vortice di energia e tecnica pura
Joshua Scarpaci, bassista, compositore e produttore indipendente di Melbourne, incarna lo spirito avventuroso del jazz fusion moderno. La sua passione per la musica, nata in giovane età, si è concretizzata nel basso elettrico, strumento con cui ha esplorato generi disparati, dal blues al progressive rock, fino al metal. Dopo anni di studio dei grandi maestri e di esperienze live nella scena musicale locale, Scarpaci è pronto a lasciare il segno con un suono unico, capace di fondere complessità tecnica e groove avvolgente.
Un brano che travolge
“Rapids”, tratto dal nuovo EP Effigy, è un manifesto della sua visione artistica. Ispirato da giganti del calibro di Casiopea e Return to Forever, il brano è un viaggio strumentale intenso, dove riff serrati, assoli di sassofono volanti e ritmiche ipnotiche si intrecciano senza tregua. Un omaggio alla tradizione del jazz fusion rivisitata con un’energia fresca e contemporanea.
Verso il palcoscenico internazionale
Con Effigy, Scarpaci non si limita a presentare un nuovo lavoro: lancia una sfida a sé stesso e al pubblico. L’obiettivo è chiaro: conquistare gli amanti del genere, espandere la propria presenza attraverso social media, interviste e live sempre più coinvolgenti. Ogni condivisione, ogni passaggio radiofonico, ogni riconoscimento è un passo verso quel palcoscenico internazionale che merita. La musica, ancora una volta, si conferma come un linguaggio senza confini, capace di unire e emozionare oltre ogni barriera.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#JoshuaScarpaci
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca l’incontro tra il jazz newyorkese e la tradizione brasiliana, rivisitato con eleganza e profondità.
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Modinha, un dialogo tra tradizioni
Chitarrista e compositore canadese, Alex Goodman si è affermato a New York come una delle voci più originali della sua generazione, riconosciuto per la sua capacità di fondere tecnica raffinata e sensibilità lirica. Dopo aver vinto il primo premio al Montreux Jazz Festival International Guitar Competition nel 2014 e aver collaborato con artisti del calibro di John Patitucci e Dave Douglas, Goodman continua a esplorare territori sonori inediti, sia come leader che come sideman.
In Modinha, Goodman si confronta con un classico di Antonio Carlos Jobim, accompagnato dal contrabbassista Rick Rosato e dal batterista Mark Ferber. L’interpretazione del trio si distingue per un approccio misurato e ricco di sfumature, dove il rispetto per la melodia originale si sposa con una ricerca armonica e ritmica personale. La versione che ne emerge è intima e sofisticata, capace di valorizzare sia la tradizione brasiliana che la sensibilità jazzistica contemporanea.
Il brano si presta a chi apprezza le reinterpretazioni colte, dove la tecnica non sovrasta mai l’emozione, e dove ogni nota sembra nascere da un ascolto reciproco, profondo e mai scontato. Un esempio di come la musica possa essere al tempo stesso omaggio e innovazione.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca jazz di strada, energia grezza e groove immediato.
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Lupu Pick: Spectacular, il funky jazz che nasce per le strade
Lupu Pick è un duo svizzero che trasforma l’improvvisazione in musica viva. Con sax, voce, batteria e una loop station, Colin e Martin costruiscono paesaggi sonori grezzi e ballabili, dove il jazz si mescola allo spirito di New Orleans e all’energia delle performance urbane. Ogni esibizione è unica: groove creati sul momento, canzoni spontanee e un pubblico che diventa parte integrante dell’esperienza.
Spectacular, tratto dal loro EP Let It Roll, incarna perfettamente questa filosofia. Il brano è un concentrato di funk, jazz e vitalità, dove i loop di sax di Colin fanno da base ritmica e armonica, mentre la voce e i beats di Martin spingono la musica in avanti. Il risultato è un suono fisico, urbano e immediato, pensato per muovere il corpo e coinvolgere chi ascolta.
Un esempio di come il jazz possa uscire dai club e conquistare le piazze, senza perdere la sua anima.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz che sfida i confini, dove la tradizione si fonde con l’audacia di un racconto moderno e senza filtri.
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Othniel: Il Cantore dell’Anima Senza Etichette
Gary, Indiana, non è solo la città natale di Michael Jackson: è anche il crogiolo da cui emerge Othniel, un artista che disdegna le gabbie dei generi e trasforma ogni brano in un manifesto di libertà creativa. La sua musica è un trillo appassionato, un suono che oscilla tra jazz, soul e qualcosa di indefinibile, proprio come il volo di un uccello che non segue rotte prestabilite.
“Vanity (Will You Remember Me)” è un capolavoro di jazz progressivo, un brano che sfida il tempo con la sua struttura audace e le sue armonie ipnotiche. Scritto e interpretato con una voce calda e tagliente, il pezzo si sviluppa come una domanda esistenziale, un dialogo tra la fragilità umana e il desiderio di lasciare un segno.
Qui, il jazz non è solo un genere, ma un linguaggio universale: ogni nota sembra chiedere all’ascoltatore se ricorderà, se sentirà, se vivrà davvero ciò che la musica gli offre. In un’epoca di suoni usa e getta, Othniel sceglie la via della profondità, ricordandoci che la vera arte non si consuma, ma si incide nell’anima.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#Othniel
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un’atmosfera notturna, raffinata e avvolgente
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Amethyst You Are: l’elegia notturna di Ozkan Sunar
In Amethyst You Are, Ozkan Sunar, multi-strumentista tedesco di origini turche, ci regala una perla di musica contemporanea che si muove tra il jazz, il soul e il chill. Il brano, registrato interamente con musicisti reali, è un inno alla purezza dell’espressione umana: ogni nota, ogni sfumatura, è il risultato di un dialogo intimo tra gli artisti coinvolti, tra cui spiccano Liliia Kysil, Arcangelo Trabucco e Bruno Mobrici.
La composizione si sviluppa come un viaggio notturno, dove le armonie eleganti si intrecciano a un groove sottile e avvolgente. L’atmosfera è quella di un salotto buio, illuminato solo dalla luce calda di una lampada, dove la musica diventa compagna di riflessioni e silenzi. Sunar, già protagonista in altre occasioni per Jazz in Family, conferma qui la sua capacità di fondere tradizione e modernità, creando un suono che è al tempo stesso sofisticato e accessibile.
Amethyst You Are è un brano che parla direttamente all’anima, perfetto per chi cerca una colonna sonora ai momenti di introspezione, per le notti in auto con la città che scorre fuori dal finestrino, o semplicemente per chi desidera perdersi in un’esperienza sonora autentica e coinvolgente. In un’epoca dominata dalla tecnologia, questo lavoro ci ricorda il valore irrinunciabile dell’umanità nella musica.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un brass sound moderno, dove la tradizione delle bande di ottoni si reinventa con energia urbana e arrangiamenti innovativi.
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Brass Federacja: L’Energia del Brass tra Strada e Palcoscenico
Attiva dal 2011 e guidata dal trombonista Piotr Wróbel, Brass Federacja è uno dei progetti brass più riconosciuti in Polonia. La formazione, composta da trombe, tromboni, sousafono, flicorno, baritono e batteria, reinterpretano il classico setup delle bande di strada con un approccio contemporaneo e dinamico, incentrato sul groove collettivo e su una presenza scenica coinvolgente.
La loro musica non si limita ai festival: Brass Federacja porta il brass direttamente negli spazi urbani, esibendosi in strade, metropolitane, tram e piazze. Questi concerti “unplugged” e le brass parties all’aperto sono diventati un tratto distintivo del gruppo, che si conferma non solo come una band, ma come un fenomeno culturale legato al territorio.
Con album come “Go, Go, To Be On Time!”, “Poniatowski Mosteczek” e “Narkotyki”, il gruppo ha sviluppato un suono originale, caratterizzato da composizioni innovative e arrangiamenti audaci. Il risultato è una musica che supera i confini del jazz tradizionale, offrendo un’esperienza cinematografica, ritmica e viscerale.
Brass Federacja è la scelta ideale per chi cerca un brass moderno, vibrante e ricco di personalità, capace di unire tradizione e sperimentazione in un sound che non passa inosservato. Una band che trasforma ogni esibizione in un evento, sia su un palco che in mezzo alla città.
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Per chi cerca un jazz contemporaneo tra struttura e libertà espressiva
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Vincent Dupuy & Inside Out: un viaggio tra lirismo e groove
Vincent Dupuy & Inside Out è un quintetto jazz contemporaneo nato da un incontro artistico intenso, dove cinque musicisti si uniscono attorno a una visione creativa condivisa. Il progetto esplora il dialogo tra composizione raffinata e improvvisazione, tra complessità armonica e sensibilità, creando una musica che si sviluppa come un’esplorazione collettiva. Ogni momento sonoro è plasmato dall’ascolto reciproco e dall’interazione, in un equilibrio tra struttura e libertà.
La tensione tra forma e spontaneità è il motore del gruppo: forme chiare e ben definite diventano trampolini per un’espressione organica e viva. Il risultato è un jazz che invita l’ascoltatore in un viaggio emozionale, dove la ricchezza del linguaggio musicale amplifica, piuttosto che ostacolare, l’impatto emotivo.
Al centro della loro musica ci sono lirismo e groove: melodie cantabili, sospese o tese, si intrecciano a un ritmo costante, sensuale e ipnotico. Gli assoli non sono semplici esercizi tecnici, ma estensioni della scrittura musicale, parte di una narrazione collettiva dove ogni voce contribuisce a una storia comune.
Inside Out propone un jazz contemporaneo intenso e bilanciato, che unisce rigore e libertà, introspezione ed energia. Una musica che si svolge nel presente ma lascia un’impronta duratura, invitando l’ascoltatore a vivere l’esperienza con orecchie e immaginazione. Un esempio di come struttura e improvvisazione possano coesistere in perfetto equilibrio.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#VincentDupuy
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca emozioni sospese tra jazz e paesaggi interiori
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One Last Glimpse: un istante di malinconia in vetta
“One Last Glimpse” è un brano che cattura l’attimo fugace in cui, dopo aver raggiunto una vetta, ci si ferma a guardare l’orizzonte con una quieta malinconia. Matthias Schwengler, alla tromba, e Gero Schipmann, alla chitarra, traducono in musica quel senso di vastità e transitorietà che solo certi paesaggi – e certe esperienze – sanno ispirare. L’idea è nata durante un’escursione alle Canarie, sopra le nuvole, con lo sguardo rivolto al Teide: un ultimo respiro prima di scendere, un ultimo sguardo prima che tutto cambi.
La composizione si sviluppa come un dialogo intimo tra gli strumenti, dove la tromba disegna melodie sospese e la chitarra tessere armoniche avvolgenti. Il risultato è un jazz contemplativo, capace di evocare immagini e sensazioni con una semplicità solo apparente. Schwengler e Schipmann dimostrano come la musica possa essere al tempo stesso essenziale e profonda, un invito a fermarsi, ascoltare e lasciarsi trasportare.
Registrato a dicembre 2025 agli Hansahaus Studios di Bonn, il brano è un esempio di come la musica possa diventare memoria di un’esperienza, un ricordo sonoro di un momento irripetibile. Un pezzo che parla di viaggi, non solo fisici, ma anche interiori, e che lascia all’ascoltatore il desiderio di rivivere quella stessa emozione, anche solo per un ultimo, fugace istante.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#MatthiasSchwengler
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz contemporaneo che racconta luoghi e emozioni
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Mallorca: un viaggio intimo tra memoria e silenzio
Pere Bujosa, contrabbassista e compositore spagnolo, trasforma la celebre composizione di Isaac Albéniz in un’esperienza jazzistica che va oltre la semplice reinterpretazione. Mallorca non è un esercizio di virtuosismo, ma un invito all’ascolto profondo, dove la melodia si dispiega con lentezza, avvolta da armonie calde e spazi di silenzio che diventano parte integrante della narrazione musicale. L’isola, con i suoi paesaggi e la sua luce, diventa qui un personaggio stesso della musica: un luogo di riflessione, dove il tempo sembra sospendersi e ogni nota evoca ricordi e suggestioni.
Bujosa, con la sua sensibilità cinematica, sceglie di privilegiare l’atmosfera rispetto alla tecnica, creando un dialogo tra la tradizione classica e il linguaggio del jazz contemporaneo. Il risultato è un brano che respira, che lascia spazio all’improvvisazione sottile e a una profondità emotiva rara. Mallorca non è solo una canzone, ma un frammento di un progetto più ampio, dedicato a esplorare il legame tra musica e luogo, tra suono e identità.
In un’epoca in cui tutto sembra accelerare, questo lavoro ci ricorda il potere della lentezza, della contemplazione e di quella bellezza che nasce quando si ha il coraggio di lasciare che il silenzio parli.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#PereBujosa
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Per chi cerca un jazz che parli al cuore e alla mente, tra memoria e innovazione.
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Siniy: il blu profondo di Nicholas Mycio
Nicholas Mycio, chitarrista nato a Brooklyn e trapiantato a Los Angeles, incarna una visione sonora unica: un ponte tra il linguaggio fondante del jazz e le innovazioni armoniche del XXI secolo. La sua musica non è solo tecnica, ma conversazione pura, un dialogo tra pensiero e improvvisazione che si svolge con la stessa profondità di un racconto intimo.
“Siniy”, primo singolo del prossimo album “Please Plant Flowers”, è un E-flat minor blues che omaggia la tradizione (con un cenno a The Next Step di Kurt Rosenwinkel) pur evitando schemi rigidi. Il titolo, “blu scuro” in russo, riflette l’atmosfera del brano: meno programmatico, più radicato nel linguaggio musicale che Mycio ha vissuto sulla sua pelle. La struttura, aperta e flessibile, lascia al trio spazio per esplorare ritmi e armonie senza confini, in un equilibrio tra nostalgia e modernità.
Scritto in un periodo segnato da dolore personale (la perdita del cugino Marcus) e tragedia collettiva (l’inizio della guerra in Ucraina, paese dove Mycio ha vissuto e suonato), il brano diventa testimonianza di resilienza. Non è solo musica: è memoria, elaborazione, speranza.
Con “Siniy”, Mycio conferma di essere una voce giovane ma già fondamentale nel jazz contemporaneo, capace di trasformare il dolore in arte e l’improvvisazione in linguaggio universale. Un invito ad ascoltare, ma soprattutto a sentire.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#NicholasMycio
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Per chi cerca un jazz che unisce tradizione e innovazione, tra Balkan soul e groove mondiale
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The Sound of Night: un viaggio notturno tra jazz e identità
“The Sound of Night” è l’esordio discografico di Djordje Kujundzic, sassofonista e clarinettista serbo formatosi tra la Svizzera e la vivace scena di Belgrado. L’album, pubblicato dall’etichetta indipendente Bluzika Records, si apre con la travolgente “Mad Moon”, un brano che incarna lo spirito dell’intero progetto: un jazz radicato nella tradizione, ma aperto a contaminazioni balcaniche e sonorità world.
Il quartetto, composto da alcuni dei migliori musicisti jazz della Serbia, tesse un dialogo intenso tra il baritono di Kujundzic e una ritmica solida e inventiva. Le influenze sono chiare: da Duško Gojković al leggendario sound degli Art Blakey’s Jazz Messengers, ma anche il retaggio delle tournée con il gruppo world music “Naked” si percepisce in ogni nota. Il risultato è un groove stratificato, dove l’improvvisazione si sposa con melodie che profumano di viaggi e incontri culturali.
Kujundzic, vincitore del prestigioso Czech Clarinet Award, dimostra qui una maturità compositiva rara: ogni traccia racconta una storia, tra ombra e luce, come un paesaggio notturno che si svela piano. L’album non è solo una dichiarazione artistica, ma anche un ponte tra Belgrado e l’Europa, un invito a scoprire una scena jazz che merita di essere ascoltata oltre i confini nazionali.
“The Sound of Night” chiede di essere ascoltato con attenzione, come un dialogo intimo tra l’artista e chi, dall’altra parte, cerca emozioni autentiche e sonorità senza tempo.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#DjordjeKujundzic
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca una voce che unisce tradizione e denuncia sociale, tra Napoli e il mondo
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Bella Mbriana: una leggenda napoletana diventa canto di denuncia
Serena Di Palma, classe 2003, è una delle voci più promettenti della nuova cantautorato italiano. Nata alle falde del Vesuvio, a Boscoreale, scopre la musica a cinque anni come rifugio e linguaggio. A sette scrive il suo primo testo, dedicato al lutto per la perdita del nonno, tema che ritorna nel singolo “Sete Distanti”.
Con “Bella Mbriana”, Serena compie un salto artistico: trasforma l’antica leggenda napoletana della “mbriana” — spirito benevolo simbolo di accoglienza — in una riflessione urgente e dolorosa sulla realtà contemporanea. Il brano, scritto con Andy dei Bluvertigo e prodotto da Vinz Turner con la supervisione di Gianni Testa, mette a confronto il mito dell’ospitalità con le tragedie di chi, in cerca di salvezza, trova la morte.
Musicalmente, “Bella Mbriana” è un ponte tra passato e presente: sonorità tradizionali napoletane si fondono con pop moderno e suggestioni world, creando un’atmosfera avvolgente. La voce di Serena, calda e intensa, porta un messaggio universale, amplificato dal videoclip diretto da Marko Carbone.
Serena non è solo una cantautrice: è una narratrice che usa la musica per dare voce a storie dimenticate. “Bella Mbriana” ne è la prova più matura: un inno che unisce tradizione e denuncia sociale, ricordandoci che la musica autentica può essere resistenza e speranza.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un’indie-folk avvolgente, tra radici brasiliane e emozioni universali.
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Clouds (Live) – Indie-Folk Brasiliano tra Radici e Riconoscimenti Globali
“Clouds” (Live) è il primo singolo dell’ultimo album di Ana Luísa Ramos, cantautrice brasiliana con base in Canada, vincitrice dello ECMA 2025 come Global Release of the Year. Il brano, nato durante un tour nelle piantagioni di caffè del Brasile, incarna l’energia dell’indie-folk brasiliano, arricchito da arrangiamenti jazz e una band live di 12 elementi che ne amplifica la dimensione cinematografica, senza perdere l’intimità dell’originale.
Dati chiave
- Genere: Indie-Folk / Jazz / World Music.
- Riconoscimenti: Vincitore ECMA 2025 (Global Release of the Year).
- Contesto: Scritto durante un tour in Brasile, registrato live con una band di 12 musicisti.
- Prossimi passi: Tour in Brasile (marzo-aprile 2026) con il duo Ana & Eric; espansione internazionale in corso.
Perché ascoltarla?
“Clouds” è più di una canzone: è un manifesto di leggerezza e resilienza, dove la musica diventa ponte tra culture (Brasile/Canada) e generi (folk/jazz). Per Jazz In Family, che crede nella musica come linguaggio universale, questo brano rappresenta un esempio di come l’autenticità artistica possa conquistare pubblici globali senza perdere la propria identità.
Ascolta “Clouds” (Live) per scoprire come radici, innovazione e emozione possano coesistere in 3 minuti di pura magia sonora.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#AnaLuísaRamos
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Per chi cerca un jazz che unisce nostalgia, ironia e profondità emotiva.
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I Guess You Loved Me Until You Didn’t: un addio tra blues e sarcasmo elegante
Con il nuovo singolo “I Guess You Loved Me Until You Didn’t”, Lulu — cantante e compositrice libanese-canadese — ridefinisce il jazz moderno, mescolando blues, nostalgia anni ’30 e una vena sarcastica che rende ogni nota un pugno allo stomaco. Il brano, quarto estratto dall’EP March (in uscita il 27 marzo 2026), è un racconto crudo di amore e abbandono, dove la sua voce calda e tagliente si muove tra arrangiamenti minimalisti e testi che colpiscono per onestà.
Il video, essenziale e d’impatto, la mostra immersa in un’atmosfera art déco, con visuals che esaltano la sua presenza scenica senza distrarre. Nessun eccesso: solo musica, parole e un’ironia che disarma.
Per chi:
- Amante del jazz classico? Troverai echi di Porter e Gershwin, ma con una modernità che non scade mai nel cliché.
- Cercatore di storie vere? I suoi testi sono specchi di emozioni reali, dove il dolore diventa poesia.
- Appassionato di sonorità vintage? Qui il blues non è nostalgia, ma rivoluzione.
Premiata come Songwriter of the Year (OGIMA 2025), Lulu è la prova che il jazz non è un genere, ma un linguaggio. Un linguaggio che, tra Beirut e Dubai, parla d’amore, perdita e rinascita, sempre con stile e senza paura.
Disponibile su tutte le piattaforme. Video su YouTube.
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Per chi cerca una ballad jazz che unisce intensità emotiva, raffinatezza nordica e un dialogo profondo tra voce e pianoforte.
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Reaching for the Sky – Una Ballad che Emoziona senza Filtri
“Reaching for the Sky” è il primo singolo di un progetto esclusivo e ambizioso: una serie di collaborazioni tra Carl Bagge e alcuni dei suoi lirici e cantanti preferiti, tra cui la voce indimenticabile di Isabella Lundgren. Il brano, una ballad intensa e sospesa, nasce da un’idea semplice ma rivoluzionaria: creare qualcosa di nuovo a partire da melodie già esistenti, trasformandole in racconti inediti grazie alla penna di autori selezionati con cura.
Isabella, compagna musicale di Carl da quindici anni, firma qui il testo, mentre Bagge ne cura la musica. Il risultato è una composizione che parla di speranza, di slancio verso l’alto, dove la voce di Isabella — calda, avvolgente, capace di raccontare storie con ogni sfumatura — si intreccia al pianoforte di Carl, delicato ma profondo. Non è solo una canzone: è un omaggio all’incontro tra musica e poesia, un invito a guardare oltre l’orizzonte.
Questo singolo apre la strada a un progetto più ampio, che vedrà la luce nei prossimi mesi con altre quattro canzoni uniche, ognuna interpretata da una voce diversa. “Reaching for the Sky” è il primo passo di un viaggio che promette di emozionare, confermando ancora una volta come la vera arte nasca dalla condivisione, dalla fiducia e dalla libertà creativa.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#CarlBagge
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Per chi cerca un dialogo tra jazz moderno, indie e le radici della musica mineira.
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O Verbo: Dove la Musica Diventa Lingua dell’Anima
Con O Verbo, il duo brasiliano Sonoro Devaneio tesse una trama sonora tra jazz moderno, indie e radici mineiras, guidando l’ascoltatore in un percorso dove ogni nota sembra parlare direttamente all’anima. La collaborazione con il pianista Felipe Viegas arricchisce il brano di una dimensione quasi narrativa, trasformando la musica in un racconto senza parole, capace di evocare emozioni universali.
Tiara Magalhães e Amleto Barboni, forti di un background che spazia dalla MPB al jazz contemporaneo, sfidano i confini dei generi, creando un suono che è insieme intimo e senza tempo. O Verbo non è solo una canzone, ma un invito a percepire la musica come un dialogo aperto, dove ogni ascolto diventa un’esperienza personale, unica e irripetibile.
In un’epoca di fruizione veloce, il duo sceglie di fermare il tempo, proponendo un’ascolto che rivela la musica come ponte tra culture, storie e sensibilità diverse, dimostrando che l’arte, quando autentica, non ha bisogno di traduzione per essere compresa.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#SonoroDevaneio
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