
Febbraio 2026 – Groove Bonanza:
la tua guida verso la musica migliore.
Dai un’occhiata alla nostra rubrica e alla playlist su Spotify per i ritmi più coinvolgenti e le melodie più avvincenti.
Cosa trovate e come dovete muovervi in questa pagina
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Groove Bonanza
Groove Bonanza è la tua bussola personale per navigare nel vasto oceano della musica indipendente, un territorio ricco di gemme nascoste lontane dalle correnti dominanti del mainstream. Questa guida ti condurrà verso artisti meno noti ma straordinariamente talentuosi, che creano musica autentica e innovativa, spesso non riconosciuta dal grande pubblico.
A partire da marzo 2024, abbiamo deciso di ampliare le nostre segnalazioni musicali per offrirti non solo brani nel tuo genere preferito, ma anche musica che pensiamo possa regalarti
Groove in Abbondanza
Qui puoi trovare, ascoltare, e qualche volta vedere, singoli brani o interi album per i quali qualcuno ci ha chiesto un semplice parere, indipendentemente dal genere musicale.
Questa musica non sempre rispecchia i nostri gusti personali, ma riteniamo sia importante dare spazio a tutte le diversità e tendenze stilistiche. Per questo motivo, scegliamo di pubblicare e condividere queste segnalazioni sul nostro sito.
Siamo sicuri che troverai qualcosa di adatto ai tuoi gusti musicali e speriamo che queste nuove aggiunte alla nostra selezione ti portino piacevoli scoperte.

la tua destinazione musicale per un’esperienza Musicale senza confini.
Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca una reinvenzione intima e audace di un classico senza tempo
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AS (Stevie Wonder cover): quando il silenzio diventa esplosione
Reinterpretare un capolavoro come “AS” di Stevie Wonder è una sfida che richiede coraggio e sensibilità. Questa versione vocal jazz non si limita a omaggiare l’originale, ma ne ridefinisce il respiro, trasformando ogni nota in un viaggio tra quietudine e catarsi. L’interpretazione parte sussurrata, misurata, con frasi vocali avvolte in un calore legato e una cura quasi ossessiva per il timbro e il fiato, come se ogni parola volesse essere accarezzata prima di essere pronunciata. È un dialogo intimo, che invita l’ascoltatore a chinarsi per cogliere ogni sfumatura.
Poi, l’esplosione. La canzone si srotola in una crescita inarrestabile, dove l’intensità vocale e l’energia ritmica si fondono in un climax travolgente, capace di sorprendere e commuovere. L’arrangiamento segue questa traiettoria: minimalista all’inizio, paziente, quasi sospeso, per poi esplodere in una densità armonica e ritmica che riscrive la melodia originale senza tradirne l’anima. Il risultato è una tensione emotiva che si scioglie solo nell’ultima, liberatoria nota.
Questa versione di “AS” è perfetta per festival, programmazioni radiofoniche, playlist curate e chiunque cerchi arte vocale di alto livello, profondità emotiva e un dialogo rispettoso ma innovativo con i classici. Un lavoro che dimostra come, anche di fronte a un capolavoro, ci sia sempre spazio per nuove emozioni e nuove scoperte.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#ZyanReign
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz mediterraneo che racconta storie umane e atmosfere sognanti
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Disoriente: dove il jazz incontra il Mediterraneo e il racconto visivo
Nati a Milano, i Disoriente sono un ensemble jazz che fonde il calore delle influenze meridionali con uno spirito raffinato e cantautorale. Il loro suono è un intreccio di arrangiamenti orchestrali, atmosfere vintage e tessiture sonore ricche, elementi che si uniscono per dipingere storie umane e personaggi vividi. Più che una semplice band, Disoriente è un progetto multidisciplinare: attraverso collaborazioni con artisti del mondo della moda e del cinema, il gruppo crea immagini evocative fatte di costumi, paesaggi e storytelling visivo, trasformando ogni performance in un incrocio di universi artistici che ispirano meraviglia.
Con “Dea Persuasione”, i Disoriente ci trasportano in un immaginario fatto di figure femminili, teatro e atmosfere oniriche. Questo singolo è un omaggio a una dea moderna, una figura che incarna fascino, mistero e il potere della seduzione, avvolta in un sound che unisce la profondità del jazz mediterraneo a una narrativa visiva e teatrale. Le melodie avvolgenti e gli arrangiamenti ricchi creano un’atmosfera sospesa tra realtà e sogno, dove ogni nota sembra raccontare una storia. Un brano che celebra la magia femminile e invita l’ascoltatore a perdersi in un mondo di emozioni e immagini.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca jazz fusion audace e paesaggi sonori intensi
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Effigy: un vortice di energia e tecnica pura
Joshua Scarpaci, bassista, compositore e produttore indipendente di Melbourne, incarna lo spirito avventuroso del jazz fusion moderno. La sua passione per la musica, nata in giovane età, si è concretizzata nel basso elettrico, strumento con cui ha esplorato generi disparati, dal blues al progressive rock, fino al metal. Dopo anni di studio dei grandi maestri e di esperienze live nella scena musicale locale, Scarpaci è pronto a lasciare il segno con un suono unico, capace di fondere complessità tecnica e groove avvolgente.
Un brano che travolge
“Rapids”, tratto dal nuovo EP Effigy, è un manifesto della sua visione artistica. Ispirato da giganti del calibro di Casiopea e Return to Forever, il brano è un viaggio strumentale intenso, dove riff serrati, assoli di sassofono volanti e ritmiche ipnotiche si intrecciano senza tregua. Un omaggio alla tradizione del jazz fusion rivisitata con un’energia fresca e contemporanea.
Verso il palcoscenico internazionale
Con Effigy, Scarpaci non si limita a presentare un nuovo lavoro: lancia una sfida a sé stesso e al pubblico. L’obiettivo è chiaro: conquistare gli amanti del genere, espandere la propria presenza attraverso social media, interviste e live sempre più coinvolgenti. Ogni condivisione, ogni passaggio radiofonico, ogni riconoscimento è un passo verso quel palcoscenico internazionale che merita. La musica, ancora una volta, si conferma come un linguaggio senza confini, capace di unire e emozionare oltre ogni barriera.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca l’incontro tra il jazz newyorkese e la tradizione brasiliana, rivisitato con eleganza e profondità.
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Modinha, un dialogo tra tradizioni
Chitarrista e compositore canadese, Alex Goodman si è affermato a New York come una delle voci più originali della sua generazione, riconosciuto per la sua capacità di fondere tecnica raffinata e sensibilità lirica. Dopo aver vinto il primo premio al Montreux Jazz Festival International Guitar Competition nel 2014 e aver collaborato con artisti del calibro di John Patitucci e Dave Douglas, Goodman continua a esplorare territori sonori inediti, sia come leader che come sideman.
In Modinha, Goodman si confronta con un classico di Antonio Carlos Jobim, accompagnato dal contrabbassista Rick Rosato e dal batterista Mark Ferber. L’interpretazione del trio si distingue per un approccio misurato e ricco di sfumature, dove il rispetto per la melodia originale si sposa con una ricerca armonica e ritmica personale. La versione che ne emerge è intima e sofisticata, capace di valorizzare sia la tradizione brasiliana che la sensibilità jazzistica contemporanea.
Il brano si presta a chi apprezza le reinterpretazioni colte, dove la tecnica non sovrasta mai l’emozione, e dove ogni nota sembra nascere da un ascolto reciproco, profondo e mai scontato. Un esempio di come la musica possa essere al tempo stesso omaggio e innovazione.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca jazz di strada, energia grezza e groove immediato.
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Lupu Pick: Spectacular, il funky jazz che nasce per le strade
Lupu Pick è un duo svizzero che trasforma l’improvvisazione in musica viva. Con sax, voce, batteria e una loop station, Colin e Martin costruiscono paesaggi sonori grezzi e ballabili, dove il jazz si mescola allo spirito di New Orleans e all’energia delle performance urbane. Ogni esibizione è unica: groove creati sul momento, canzoni spontanee e un pubblico che diventa parte integrante dell’esperienza.
Spectacular, tratto dal loro EP Let It Roll, incarna perfettamente questa filosofia. Il brano è un concentrato di funk, jazz e vitalità, dove i loop di sax di Colin fanno da base ritmica e armonica, mentre la voce e i beats di Martin spingono la musica in avanti. Il risultato è un suono fisico, urbano e immediato, pensato per muovere il corpo e coinvolgere chi ascolta.
Un esempio di come il jazz possa uscire dai club e conquistare le piazze, senza perdere la sua anima.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz che sfida i confini, dove la tradizione si fonde con l’audacia di un racconto moderno e senza filtri.
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Othniel: Il Cantore dell’Anima Senza Etichette
Gary, Indiana, non è solo la città natale di Michael Jackson: è anche il crogiolo da cui emerge Othniel, un artista che disdegna le gabbie dei generi e trasforma ogni brano in un manifesto di libertà creativa. La sua musica è un trillo appassionato, un suono che oscilla tra jazz, soul e qualcosa di indefinibile, proprio come il volo di un uccello che non segue rotte prestabilite.
“Vanity (Will You Remember Me)” è un capolavoro di jazz progressivo, un brano che sfida il tempo con la sua struttura audace e le sue armonie ipnotiche. Scritto e interpretato con una voce calda e tagliente, il pezzo si sviluppa come una domanda esistenziale, un dialogo tra la fragilità umana e il desiderio di lasciare un segno.
Qui, il jazz non è solo un genere, ma un linguaggio universale: ogni nota sembra chiedere all’ascoltatore se ricorderà, se sentirà, se vivrà davvero ciò che la musica gli offre. In un’epoca di suoni usa e getta, Othniel sceglie la via della profondità, ricordandoci che la vera arte non si consuma, ma si incide nell’anima.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un’atmosfera notturna, raffinata e avvolgente
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Amethyst You Are: l’elegia notturna di Ozkan Sunar
In Amethyst You Are, Ozkan Sunar, multi-strumentista tedesco di origini turche, ci regala una perla di musica contemporanea che si muove tra il jazz, il soul e il chill. Il brano, registrato interamente con musicisti reali, è un inno alla purezza dell’espressione umana: ogni nota, ogni sfumatura, è il risultato di un dialogo intimo tra gli artisti coinvolti, tra cui spiccano Liliia Kysil, Arcangelo Trabucco e Bruno Mobrici.
La composizione si sviluppa come un viaggio notturno, dove le armonie eleganti si intrecciano a un groove sottile e avvolgente. L’atmosfera è quella di un salotto buio, illuminato solo dalla luce calda di una lampada, dove la musica diventa compagna di riflessioni e silenzi. Sunar, già protagonista in altre occasioni per Jazz in Family, conferma qui la sua capacità di fondere tradizione e modernità, creando un suono che è al tempo stesso sofisticato e accessibile.
Amethyst You Are è un brano che parla direttamente all’anima, perfetto per chi cerca una colonna sonora ai momenti di introspezione, per le notti in auto con la città che scorre fuori dal finestrino, o semplicemente per chi desidera perdersi in un’esperienza sonora autentica e coinvolgente. In un’epoca dominata dalla tecnologia, questo lavoro ci ricorda il valore irrinunciabile dell’umanità nella musica.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#OzkanSunar
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un brass sound moderno, dove la tradizione delle bande di ottoni si reinventa con energia urbana e arrangiamenti innovativi.
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Brass Federacja: L’Energia del Brass tra Strada e Palcoscenico
Attiva dal 2011 e guidata dal trombonista Piotr Wróbel, Brass Federacja è uno dei progetti brass più riconosciuti in Polonia. La formazione, composta da trombe, tromboni, sousafono, flicorno, baritono e batteria, reinterpretano il classico setup delle bande di strada con un approccio contemporaneo e dinamico, incentrato sul groove collettivo e su una presenza scenica coinvolgente.
La loro musica non si limita ai festival: Brass Federacja porta il brass direttamente negli spazi urbani, esibendosi in strade, metropolitane, tram e piazze. Questi concerti “unplugged” e le brass parties all’aperto sono diventati un tratto distintivo del gruppo, che si conferma non solo come una band, ma come un fenomeno culturale legato al territorio.
Con album come “Go, Go, To Be On Time!”, “Poniatowski Mosteczek” e “Narkotyki”, il gruppo ha sviluppato un suono originale, caratterizzato da composizioni innovative e arrangiamenti audaci. Il risultato è una musica che supera i confini del jazz tradizionale, offrendo un’esperienza cinematografica, ritmica e viscerale.
Brass Federacja è la scelta ideale per chi cerca un brass moderno, vibrante e ricco di personalità, capace di unire tradizione e sperimentazione in un sound che non passa inosservato. Una band che trasforma ogni esibizione in un evento, sia su un palco che in mezzo alla città.
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Per chi cerca un jazz contemporaneo tra struttura e libertà espressiva
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Vincent Dupuy & Inside Out: un viaggio tra lirismo e groove
Vincent Dupuy & Inside Out è un quintetto jazz contemporaneo nato da un incontro artistico intenso, dove cinque musicisti si uniscono attorno a una visione creativa condivisa. Il progetto esplora il dialogo tra composizione raffinata e improvvisazione, tra complessità armonica e sensibilità, creando una musica che si sviluppa come un’esplorazione collettiva. Ogni momento sonoro è plasmato dall’ascolto reciproco e dall’interazione, in un equilibrio tra struttura e libertà.
La tensione tra forma e spontaneità è il motore del gruppo: forme chiare e ben definite diventano trampolini per un’espressione organica e viva. Il risultato è un jazz che invita l’ascoltatore in un viaggio emozionale, dove la ricchezza del linguaggio musicale amplifica, piuttosto che ostacolare, l’impatto emotivo.
Al centro della loro musica ci sono lirismo e groove: melodie cantabili, sospese o tese, si intrecciano a un ritmo costante, sensuale e ipnotico. Gli assoli non sono semplici esercizi tecnici, ma estensioni della scrittura musicale, parte di una narrazione collettiva dove ogni voce contribuisce a una storia comune.
Inside Out propone un jazz contemporaneo intenso e bilanciato, che unisce rigore e libertà, introspezione ed energia. Una musica che si svolge nel presente ma lascia un’impronta duratura, invitando l’ascoltatore a vivere l’esperienza con orecchie e immaginazione. Un esempio di come struttura e improvvisazione possano coesistere in perfetto equilibrio.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#VincentDupuy
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca emozioni sospese tra jazz e paesaggi interiori
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One Last Glimpse: un istante di malinconia in vetta
“One Last Glimpse” è un brano che cattura l’attimo fugace in cui, dopo aver raggiunto una vetta, ci si ferma a guardare l’orizzonte con una quieta malinconia. Matthias Schwengler, alla tromba, e Gero Schipmann, alla chitarra, traducono in musica quel senso di vastità e transitorietà che solo certi paesaggi – e certe esperienze – sanno ispirare. L’idea è nata durante un’escursione alle Canarie, sopra le nuvole, con lo sguardo rivolto al Teide: un ultimo respiro prima di scendere, un ultimo sguardo prima che tutto cambi.
La composizione si sviluppa come un dialogo intimo tra gli strumenti, dove la tromba disegna melodie sospese e la chitarra tessere armoniche avvolgenti. Il risultato è un jazz contemplativo, capace di evocare immagini e sensazioni con una semplicità solo apparente. Schwengler e Schipmann dimostrano come la musica possa essere al tempo stesso essenziale e profonda, un invito a fermarsi, ascoltare e lasciarsi trasportare.
Registrato a dicembre 2025 agli Hansahaus Studios di Bonn, il brano è un esempio di come la musica possa diventare memoria di un’esperienza, un ricordo sonoro di un momento irripetibile. Un pezzo che parla di viaggi, non solo fisici, ma anche interiori, e che lascia all’ascoltatore il desiderio di rivivere quella stessa emozione, anche solo per un ultimo, fugace istante.
https://www.jazzinfamily.com/febbraio-2026-groove-bonanza/#MatthiasSchwengler
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz contemporaneo che racconta luoghi e emozioni
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Mallorca: un viaggio intimo tra memoria e silenzio
Pere Bujosa, contrabbassista e compositore spagnolo, trasforma la celebre composizione di Isaac Albéniz in un’esperienza jazzistica che va oltre la semplice reinterpretazione. Mallorca non è un esercizio di virtuosismo, ma un invito all’ascolto profondo, dove la melodia si dispiega con lentezza, avvolta da armonie calde e spazi di silenzio che diventano parte integrante della narrazione musicale. L’isola, con i suoi paesaggi e la sua luce, diventa qui un personaggio stesso della musica: un luogo di riflessione, dove il tempo sembra sospendersi e ogni nota evoca ricordi e suggestioni.
Bujosa, con la sua sensibilità cinematica, sceglie di privilegiare l’atmosfera rispetto alla tecnica, creando un dialogo tra la tradizione classica e il linguaggio del jazz contemporaneo. Il risultato è un brano che respira, che lascia spazio all’improvvisazione sottile e a una profondità emotiva rara. Mallorca non è solo una canzone, ma un frammento di un progetto più ampio, dedicato a esplorare il legame tra musica e luogo, tra suono e identità.
In un’epoca in cui tutto sembra accelerare, questo lavoro ci ricorda il potere della lentezza, della contemplazione e di quella bellezza che nasce quando si ha il coraggio di lasciare che il silenzio parli.
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