
Amèlia dei Periscopi Invertit è un disco che suona come un antico manoscritto ritrovato in una cantina polverosa, ma illuminato dalla luce elettrica di un locale notturno. È un ponte gettato tra il Medioevo e il presente, tra le pietre fredde dei monasteri catalani e il calore pulsante di un palcoscenico jazz. Ogni traccia è una pagina strappata da un libro di storie dimenticate, riletta con occhi moderni e suonata con mani che conoscono il groove come un dialetto segreto.
Le atmosfere di Amèlia: Antiche storie che rivivono con un groove contemporaneo.
Stella Splendens: La luce di Montserrat che si fa funk
Tra i brani che ci hanno colpito troviamo Stella Splendens che si apre come un raggio di sole che filtra tra le pietre di Montserrat. Qui non c’è voce a intonare l’antico canto: è il basso elettrico di Mireia Carbonell a tracciare la via, con linee sinuose e pulsanti che sembrano ricamare nell’aria i motivi del Llibre Vermell. Il suono è caldo, avvolgente, quasi tattile — come le dita che sfiorano le corde di un liuto dimenticato. A danzare sopra questo tessuto ritmico, il flauto di Nicola Rizzo si libra leggero, disegnando arabeschi che echeggiano le melodie monastiche, ma con una libertà tutta moderna. Non serve la voce: qui, sono gli strumenti a raccontare la storia, con un linguaggio che parla direttamente all’anima.
El poder del cant: La malinconia di un prigioniero che danza
El poder del cant si snoda come un racconto sussurrato tra le sbarre di una prigione, dove ogni nota è una speranza o un addio. La chitarra classica, con il suo assolo malinconico e preciso, diventa la voce del prigioniero: le corde vibrano come fili tesi tra passato e presente, intrecciando la tradizione catalana a un linguaggio universale. Il basso di Mireia Carbonell disegna passi cauti, quasi timorosi, mentre il flauto di Nicola Rizzo — ora dolce, ora tagliente — si insinua tra le ombre della cella, evocando l’eco di un canto che non vuole spegnersi. Il ritmo, sostenuto dalle percussioni di Yaz Fentazi, oscilla tra la rassegnazione e la ribellione, lasciando sospesa la domanda: cosa c’è davvero oltre quelle mura? La risposta resta nell’aria, tra le ultime note che svaniscono come un sospiro.
Sa Ximbomba: Una festa che non vuole finire
Sa Ximbomba è una festa che non vuole finire. La melodia popolare mallorchina, un tempo accompagnata da versi improvvisati, ora si veste di jazz-funk e si lascia trasportare dai soli strumentali. Il flauto di Nicola Rizzo si insinua tra le percussioni come un vento caldo che soffia tra le vie strette di un villaggio, mentre il basso e la batteria tengono il tempo come un cuore che batte all’unisono con la terra.
Amèlia: Una ballata medievale che si veste di jazz
E poi c’è Amèlia, il brano che dà il titolo al disco: una ballata medievale che parla di tradimenti e veleni, rivisitata con una tensione emotiva che si srotola tra armonie stratificate e sezioni contrastanti. La voce di Laura Guarch si fa eco di un dolore antico, mentre gli strumenti disegnano un paesaggio sonoro che è insieme familiare e alieno, come un sogno che si ricorda al risveglio.
Un mercato di storie: tra ladri, dame e canti perduti
Ascoltare Amèlia è come camminare in un mercato notturno dove ogni banco vende storie: c’è il profumo del mare in La dama d’Aragó, il mistero di un ladro che canta la sua vita in Quan jo n’era, e la malinconia di un amore perduto in Ball pla de Tirig. I Periscopi Invertit non si limitano a suonare queste canzoni: le vivono, le reinventano, le fanno danzare tra passato e presente.
Abitare la musica: perché Amèlia non si ascolta, si vive
Chiudete gli occhi e immaginatevi in una piazza assolata, dove l’ombra di un campanile si allunga su un gruppo di musicisti che suonano come se il tempo non esistesse. Amèlia è questo: un disco che non si ascolta, si abita. E quando l’ultima nota svanisce, resta l’eco di una domanda: dove finisce la tradizione e dove inizia l’innovazione? Forse, come in ogni grande arte, non c’è differenza.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Scopri di più da Jazz in Family
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



