
Jazz Weekly 349
Benvenuti in una nuova settimana di Jazz Weekly la 349, la vostra guida affidabile e appassionata nel mondo del jazz contemporaneo. In questa puntata vi accompagniamo in un percorso ricchissimo di suoni, storie e connessioni globali: dalle esplorazioni sonore dei nostri Jazz Picks, alle notizie più fresche dalla scena internazionale, fino alle Novità della Family, con le uscite discografiche più attese e i progetti che stanno facendo vibrare il panorama jazzistico.
Questa settimana il viaggio attraversa davvero ogni latitudine: dai club americani che guardano al futuro del live jazz, ai festival che celebrano tradizione e innovazione, fino ai nuovi album che meritano di essere scoperti e ascoltati con attenzione. E, come sempre, non manca la nostra Azione della Settimana, pensata per rendere la community di Jazz Weekly ancora più viva e partecipata.
Prima di immergervi nei contenuti, vi ricordiamo che potete riascoltare l’intera puntata attraverso il player audio presente qui nell’articolo: un’ora di musica selezionata con cura, storie raccontate con passione e un filo sonoro che unisce tutto ciò che troverete nelle sezioni successive.
Mettetevi comodi, alzate il volume e lasciatevi guidare: è tempo di vivere il jazz nella sua forma più completa.
Ascolta la puntata #349
1.

Jazz Picks
Ben ritrovati a Jazz in Family!
Anche questa settimana ci immergiamo in un itinerario sonoro che attraversa confini e generazioni, alla scoperta di nuove voci e visioni del jazz contemporaneo. Dalla sperimentazione elettronica al lirismo acustico, dalle atmosfere nordiche a quelle mediterranee, la puntata di oggi è un invito a lasciarsi sorprendere e a vivere la musica come un viaggio di scoperta continua.
Ad accompagnarci ci saranno artisti straordinari: dal sassofonista slovacco Nikola Bankov con il suo jazz futuristico, alla delicatezza onirica di Simona Severini e Jacopo Ferrazza, fino alla forza visionaria di Francesca Remigi e alla brillante energia di Emma Rawicz. E ancora, le atmosfere parigine di Marisa Balistreri, le note cosmopolite di Emiliano D’Auria, e il groove contagioso della Demolition Brass Band.
Restate con noi: ogni brano è una finestra aperta su un mondo diverso, ma tutti parlano la stessa lingua, quella della libertà creativa.
Playlist
| # | Titolo Brano | Artisti – Album |
|---|---|---|
| 1 | Fast Life | Nikola Bankov – Everwanted |
| 2 | Choro | Simona Severini e Jacopo Ferrazza – Dream Scenario |
| 3 | Le Biseau | Lucie Jahier/Javotte – Le Biseau |
| 4 | Moulin Rouge | Marisa Balistreri – Moulin Rouge |
| 5 | Timeless Threads | Emiliano D’Auria – Meanwhile |
| 6 | Better Off | Johanna Linnea Jakobsson – Don’t Overthink It |
| 7 | Loghaven | Francesca Remigi – Witchess |
| 8 | Marshmallow Tree | Emma Rawicz – Inkyra |
| 9 | Getaway | Demolition Brass Band – Getaway |
| 10 | Forrò Escuro | Fernando Brox – What We Don’t See |
| 11 | Confusion | Simon Grey – Pressing Matters |
Non perdere la puntata completa e dicci il tuo brano preferito!
Il player
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Non fermarti qui: continua a esplorare e lasciati sorprendere da ciò che il jazz ha ancora da raccontarti.
2.
Aggiornamenti & News
Questa settimana, il mondo del jazz si presenta in piena ebollizione, con notizie che spaziano dall’apertura di un ambizioso mega-club negli Stati Uniti all’internazionalizzazione della scena festivaliera. Le tre principali direzioni del momento sono Houston, Newark e Bengaluru, a cui si aggiunge un importante aggiornamento sulle tournée europee.
Il Club più Grande del Mondo? L’Esperimento di Houston
La notizia che domina il panorama di settore, a partire dall’11 novembre, è l’imminente inaugurazione del Doc’s Houston Supper Club. Il locale si auto-definisce con l’ambizioso titolo di “il più grande jazz club del mondo”, forte di proporzioni impressionanti: oltre 1000 metri quadrati e quasi 400 posti a sedere, situato nello storico Tower Theatre.
Il fondatore, il pianista Brent ‘Doc’ Watkins (già noto per il successo del Jazz TX a San Antonio), ha previsto il soft opening per l’11 novembre e il grand opening per il 15 novembre.
L’analisi critica di un locale di tali dimensioni solleva immediatamente un punto di scetticismo: il jazz prospera tradizionalmente sull’intimità e sulla connessione, mentre caratteristiche come il soppalco e un video wall da 5,5 metri potrebbero allontanare l’esperienza dall’essenza del club per avvicinarla a quella di un concerto.
Tuttavia, due dettagli operativi cambiano radicalmente la prospettiva:
- Impegno Locale: L’annunciata politica di scritturare l’80% di artisti locali rappresenta un investimento strategico nell’ecosistema musicale regionale, potendo garantire lavoro stabile a decine di musicisti.
- Accessibilità: La rarissima scelta di non imporre la consumazione obbligatoria abbassa la barriera d’ingresso per il pubblico, un elemento insolito per un locale di alta gamma che offre anche una cucina Super Club di lusso (sotto la guida dello chef Jose Avila).
L’obiettivo di Watkins è trasformare il locale nel fulcro di un futuro “circuito di jazz club texano”, proiettando una visione più ampia sull’infrastruttura della musica dal vivo. Resta da verificare se in uno spazio così vasto sarà possibile preservare l’autenticità e la magia che caratterizzano i piccoli jazz club.
TD James Moody Jazz Festival (Newark)
Intanto, a Newark prosegue la 14ª edizione del TD James Moody Jazz Festival, una rassegna che dall’8 al 23 novembre trasforma la città in un vero e proprio hub del jazz contemporaneo. Sotto la curatela di Christian McBride, il festival combina serate ad altissimo tasso di spettacolo con appuntamenti più intimi e formativi: dal trio di George Cables a momenti di virtuosismo con bassisti come Stanley Clarke e Ben Williams, fino a progetti performativi come il connubio percussioni/tap-dance di Savion Glover.
La manifestazione cerca di coniugare intrattenimento e sviluppo del pubblico: accanto ai concerti di big name (la Big Band di McBride con ospiti vocali quali Andra Day, José James e Ledisi) ci sono iniziative didattiche come Jazz in the Stacks, performance gratuite nelle biblioteche e workshop destinati ai giovani. Questo approccio rafforza il tessuto culturale locale e favorisce il ricambio generazionale di ascoltatori.
Detto ciò, la struttura diffusa del festival comporta anche sfide organizzative: la moltiplicazione delle sedi rischio di frammentare il pubblico e di mettere in ombra eventi più piccoli. Per gli organizzatori la priorità è ora ottimizzare la logistica e la comunicazione per mantenere coesione e visibilità a tutte le proposte, massimizzando al contempo l’impatto culturale ed economico del festival sul territorio.
Bengaluru Jazz Fest — “Indo-German Jazz”
Il Bengaluru Jazz Fest quest’anno punta su un tema che parla di scambi reali: “Indo-German Jazz”. Distribuito su tre fine settimana, il cartellone — sostenuto anche da Bosch India — culmina il 22 novembre con il debutto indiano della Bosch Big Band Jazz Orchestra di Stoccarda. La formula prevede serate a tema (Innovation in Jazz, The Classics, Jazz Veterans Night), workshop, talk e molte performance ad ingresso libero per favorire la partecipazione popolare.
Dal punto di vista artistico la scelta rivela una volontà di contaminazione: arrangiamenti orchestrali europei affiancati a ritmiche e timbri indiani, ensemble che mescolano strumenti non occidentali e residenze che permettono un lavoro più approfondito tra musicisti. È un’occasione di formazione e scambio, che può dare vita a progetti ibridi a lungo termine.
Sul piano pratico il modello “diluito” offre vantaggi (tempi lunghi per residenze e incontri, più pubblico raggiungibile) ma pone la questione del momentum: l’energia complessiva può risultare meno concentrata rispetto a un festival compatto. Il vero test per Bengaluru sarà la capacità degli organizzatori di trasformare il lungo svolgimento in un’esperienza organica, capace di lasciare traccia sul piano artistico e sul tessuto culturale locale.
Aggiornamenti e Scomparse
In un rapido round-up di notizie:
- Bill Frisell: Il suo tour europeo, inclusa la data al London Jazz Festival, è stato posticipato a causa di un timpano perforato. La data londinese è stata riprogrammata per aprile 2026 e vedrà un cambio di formazione, passando al duo con Eyvind Kang anziché il trio.
- Editoriali: Si evidenzia ‘The Kempen Concert’ di Espen Berg, acclamato per la sua creatività improvvisativa, e l’uscita della massiccia compilation di 61 tracce di Joni Mitchell, ‘Joni’s Jazz’.
Riflessioni sul Futuro del Jazz
L’insieme di queste notizie disegna un quadro di ambiziosa espansione. Il modello proposto da Houston, pur sollevando dubbi sulla sua capacità di preservare l’intimità del genere, rappresenta una chiara tendenza verso strutture di grande portata e l’investimento in ecosistemi musicali regionali.
Con il ritorno di esperienze di lusso su larga scala come ‘The Jazz Cruise’ nel 2026 (guidata da Christian McBride) e ‘JazzFest at Sea’, il futuro del jazz sembra orientarsi sempre più verso eventi immersivi e di grandi dimensioni. Sarà interessante osservare se il modello di Houston si affermerà o se, come molti puristi sperano, l’intimità continuerà a definire l’esperienza jazzistica.
Nella nostra sezione “Novità della Family”, continuiamo a esplorare il meglio delle nuove uscite discografiche jazz selezionate per voi. Ogni settimana vi accompagniamo tra debutti sorprendenti e ritorni illustri, con un occhio attento alla qualità, alla creatività e alle emozioni che ogni progetto sa trasmettere.
Settimana intensa e ricca di suoni quella dal 17 al 23 novembre, che porta con sé alcune tra le uscite più attese dell’autunno jazzistico. Gli Snarky Puppy tornano con Somni, un progetto che ribadisce la loro capacità di fondere jazz, funk e world music in un linguaggio unico, collettivo e sorprendentemente fresco.
L’incontro tra due giganti come John Scofield e Dave Holland in Memories of Home promette invece momenti di pura magia: un dialogo intimo tra chitarra e contrabbasso che attraversa decenni di esperienze e influenze, regalando un suono maturo, essenziale e vibrante.

Tra le produzioni italiane spicca Backlash of Uncertainty del Lorenzo De Finti Quartet, un album che trasforma il dubbio e la fragilità in bellezza musicale, grazie a un quartetto affiatato e ispirato. A completare il quadro, Multidirectional di Billy Hart, una lezione di libertà ritmica e improvvisazione da uno dei maestri del jazz contemporaneo.
Una settimana che unisce maestria e passione, tradizione e ricerca, confermando quanto il jazz continui a reinventarsi e a emozionare con la sua inesauribile vitalità.
3.
Azione della Settimana!
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Al prossimo appuntamento e…
SIATE GRANDI!!!

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