Ottobre 2025 – Le uscite discografiche

Sei pronto a immergerti nel sound del momento?

Benvenuto in Find Your Swing, la tua bussola per navigare tra le nuove uscite discografiche di ottobre 2025.

Qui non troverai una semplice lista, ma una selezione accurata dei migliori album, EP e singoli del jazz, scelti con passione e competenza. Ogni brano che ti segnaliamo è accompagnato da un nostro commento, per darti un assaggio autentico di ciò che ti aspetta.

Come navigare?

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Siamo sicuri che in questa selezione troverai il tuo prossimo brano preferito.

Dal maggio 2019 ci dedichiamo a selezionare e segnalare la migliore musica del tuo genere preferito.

Se desideri consultare le pubblicazioni dei periodi precedenti, puoi richiederle inviandoci una mail.

Ottobre 2025 – Le uscite discografiche

Settimana dall’1 al 5 ottobre

Pasquale Mega – Concerto in tre colori
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Pasquale Mega e il “Concerto in tre colori”: un viaggio tra jazz e suggestioni europee

Nel cuore del Teatro Mariella di Monopoli, Pasquale Mega, pianista e compositore lucano, dà vita a un progetto audace e visionario: “Concerto in tre colori”, un album che ridefinisce i confini tra jazz europeo e americano attraverso una palette timbrica inedita. Alla guida del PolìCroma Ensemble—un quintetto jazz arricchito dall’arpa e dal violoncello, strumenti insoliti in questo contesto—Mega intreccia la sua scrittura originale con le composizioni di due giganti del jazz contemporaneo, Esbjörn Svensson e Lars Danielsson. Gli arrangiamenti, curati insieme a Roberto Salahaddin Re David, diventano il filo conduttore di tre suite che esplorano sonorità mediterranee e nordiche, in un dialogo dove ogni nota è un colore, ogni pausa un respiro.

La presenza del clarinettista Gabriele Mirabassi, maestro di eleganza e profondità, eleva il progetto a un livello di raffinatezza rara. Le sue improvvisazioni, ora danzanti ora sospese in una delicatezza quasi flautata, si fondono con la corposità armonica del gruppo, creando un moto continuum che sfida il tempo. Come scrive Davide Ielmini nelle note di copertina, Mega non si limita a reinterpretare: scava, stratifica, e trasforma le periferie sonore in centri vitali, dove il margine diventa nucleo.

In questo lavoro, la musica diventa un’onda che tutto assorbe e tutto restituisce, portando con sé l’artigianalità di chi sa guardare al futuro senza dimenticare le radici. Un disco che, tra folk e suggestioni etniche, ci ricorda come la vera innovazione nasca spesso dal coraggio di mescolare tradizioni apparentemente lontane.

Oleksandr Kolosii – Crossed Sounds
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“Crossed Sounds: Il Nuovo Album di Oleksandr Kolosii”

Il sassofonista jazz Oleksandr Kolosii, originario della Polonia e basato in Danimarca, presenta il suo nuovo album “Crossed Sounds”, in uscita il 2 ottobre 2025. Nato in una famiglia di musicisti professionisti, Kolosii ha iniziato a suonare il pianoforte classico all’età di 6 anni e ha scoperto la sua passione per il jazz a 12 anni con il sassofono. Il suo stile rende omaggio a leggende del bebop e dell’hard bop come Charlie Parker e John Coltrane, arricchito da influenze della musica mondiale.

Trasferitosi in Danimarca nel 2017, Kolosii ha studiato presso l’Accademia Nazionale Danese di Musica con musicisti di spicco come Karl-Martin Almqvist e Anders Mogensen. Durante la sua carriera, ha collaborato con artisti del calibro di Alex Sipiagin, Donald Edwards e Matt Penman, solo per citarne alcuni.

“Crossed Sounds” vede la partecipazione di Alex Sipiagin alla tromba, Lorenz Kellhuber al piano, Makar Novikov al contrabbasso e Donald Edwards alla batteria, promettendo un viaggio musicale unico attraverso ritmi globali, musica classica e jazz tradizionale.

Esmeralda Sella Trio – Magma
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Magma: Il Debutto Incandescente di Esmeralda Sella

Esmeralda Sella, giovane pianista italiana, debutta con Magma, un album che segna un punto di svolta nel suo percorso artistico e personale. Registrato con il basso di Federico Giolito e la batteria di Giovanni Nardiello, Magma è il frutto di anni di collaborazione e fiducia reciproca, un viaggio musicale che riflette la crescita e la scoperta di sé.

Magma sarà disponibile in formato fisico e digitale dal 3 ottobre 2025, con i primi due singoli Il giardino delle delizie e Cancro già rilasciati rispettivamente il 2 maggio e il 6 giugno. L’album include composizioni scritte in diversi momenti della vita di Sella, ognuna con un messaggio urgente e personale. Brani come Cancro nascono da esperienze profonde e dolorose, dove la musica diventa voce di emozioni indicibili.

Il sound di Magma è un mix di energia compositiva e improvvisazione, un dialogo costante tra i tre musicisti che coinvolge l’ascoltatore in un viaggio di tensione, vuoti e abbandoni. Un debutto che promette di lasciare il segno.

Eva Novoa – The Freedom Suite, Novoa / Carter / Mela Trio, Vol. 2
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Nessun Dettaglio

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Sarah Elizabeth Charles – Dawn
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“Dawn: Un Viaggio Musicale nella Genitorialità e nella Femminilità”

“Dawn” è il quinto album di Sarah Elizabeth Charles, un’opera intima e riflessiva che celebra la maternità, la femminilità e le radici ancestrali. Con una nuova formazione musicale, tra cui Linda May Han Oh al basso e Maya Keren alle tastiere, l’album si distingue per la sua onestà e profondità emotiva, un tributo alla vita e alla rinascita.

Rin Seo – City Suite
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“City Suite: Un Viaggio Musicale tra le Strade di New York”

Rin Seo, compositrice e direttrice d’orchestra coreana trapiantata a New York, debutta con City Suite, un album ambizioso che fonde classica, jazz e folk coreano. Con il suo ensemble, il Rin Seo Collective, Seo crea un paesaggio sonoro che riflette le emozioni contrastanti della vita urbana: ambizione, lotta, isolamento, nostalgia e solidarietà.

City Suite è un tributo alla città che l’ha accolta, un diario musicale del suo decennio americano. Un’opera che sfida i confini di genere e cattura l’essenza di un sogno inseguito tra i grattacieli di New York.

Bill Coon – Standard Elegance
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Standard Elegance: L’Arte dell’Essenzialità con Bill Coon

Bill Coon, chitarrista di Vancouver, torna con Standard Elegance, un album che ridefinisce l’essenza degli standard jazzistici in una veste solistica. Con un approccio minimalista e raffinato, Coon lascia respirare ogni nota, creando un’atmosfera intima e coinvolgente. Ogni brano è un viaggio attraverso melodie senza tempo, arricchite da armonie profonde e reinterpretazioni personali.

Un ascolto perfetto per chi cerca eleganza e profondità nella musica jazz.

Alfa Mist – Roulette
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L’universo distopico di Alfa Mist

Con Roulette, Alfa Mist ci trasporta in un universo distopico dove reincarnazione, vendetta e redenzione si intrecciano in un futuro immaginario. Questo sesto album esplora le conseguenze etiche e morali della scoperta della reincarnazione, creando un mondo sonoro avvolgente e psichedelico.

Le 15 tracce di Roulette sono un viaggio attraverso personaggi e storie diverse, con la firma inconfondibile di Alfa Mist: tastiere luminose, groove intuitivo e improvvisazione jazz fluida. L’album, pensato per essere vissuto su ogni livello, include arrangiamenti complessi e melodie che rimangono impresse nella mente.

Roulette conferma Alfa Mist come uno dei compositori più innovativi della scena musicale britannica, sempre in evoluzione e pronto a esplorare nuovi orizzonti sonori.

Armen Donelian – Stargazer
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“Stargazer: Il Debutto Perduto di Armen Donelian Riemerge con Freschezza Inalterata”

Registrato nel 1980 e pubblicato per la prima volta in Giappone, “Stargazer” segna l’esordio di Armen Donelian come leader. A quasi 45 anni di distanza, Sunnyside Records ripubblica questo gioiello nascosto, un trio con Eddie Gomez al basso e Billy Hart alla batteria, in occasione del 75° compleanno del pianista.

Donelian, allora ventinovenne, dimostra già una maturità compositiva e un’intesa straordinaria con i suoi compagni. Brani come “Southern Belle” e “Silent Afternoon” rivelano un talento precoce, mentre “Free at Last” cattura un’energia quasi palpabile. La traccia bonus “Queen of Light”, inedita nell’edizione originale, aggiunge ulteriore profondità a questo album che, pur essendo una riedizione, suona con la freschezza di una novità.

Un must per gli appassionati di jazz.

O.N.E. – Well, actually…
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O.N.E.: Well, actually… – Un Viaggio nell’Improvvisazione Collettiva

Il quartetto jazz acustico polacco O.N.E. presenta il suo terzo album, Well, actually…, un lavoro che celebra la democrazia musicale e l’improvvisazione collettiva. L’album fonde la liricità del jazz modale con l’energia grezza dell’improvvisazione libera.

Il nome del gruppo, O.N.E., è un gioco di parole che riflette la loro filosofia: in polacco, “one” significa “loro” al femminile plurale, un cenno all’all-female lineup, mentre in inglese simboleggia l’unità. Questo approccio egalitario e senza leader è evidente in ogni traccia dell’album, dove ogni voce ha spazio per esprimersi, creando un suono coeso e maggiore della somma delle sue parti.

Registrato a dicembre 2024 a Studio S4 a Varsavia, l’album cattura l’evoluzione di un gruppo che prospera sull’interazione, la fiducia e uno scopo condiviso. Le composizioni esplorano un’interazione dinamica e paesaggi emotivi in continua evoluzione, con contributi distintivi da Kateryna Ziabliuk al pianoforte, Monia Muc al sassofono, Kamila Drabek al basso e Patrycja Wybrańczyk alla batteria.

Well, actually… è un album che celebra la musica come strumento di connessione e collaborazione, un viaggio sonoro che invita all’ascolto e alla scoperta.

SYLVIE COURVOISIER & WADADA LEO SMITH – ANGEL FALLS
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Sylvie Courvoisier e Wadada Leo Smith: Angel Falls, l’arte dell’incontro

Quando due universi sonori si incontrano, a volte nasce qualcosa di straordinario. È il caso di Angel Falls, il nuovo album in duo tra la pianista svizzera Sylvie Courvoisier e il trombettista statunitense Wadada Leo Smith, due figure che, da decenni, ridisegnano i confini del jazz contemporaneo. Courvoisier, fresca vincitrice del prestigioso Swiss Grand Prize for Music 2025, porta con sé l’eleganza di una carriera che l’ha vista protagonista a New York, tra sperimentazione e lirismo. Smith, leggenda vivente, incarna lo spirito di un musicista che ha sempre rifiutato le etichette, preferendo esplorare la musica come linguaggio universale e senza confini.

Dopo il successo del suo album solista To Be Other-Wise e l’affascinante Chimaera con il suo sestetto, Courvoisier si unisce a Smith in un dialogo che sembra sospeso tra terra e cielo. Angel Falls è un’opera che respira libertà: non ci sono compiacimenti, né virtuosismi fine a sé stessi. Al contrario, ogni nota sembra il risultato di una calibrazione costante, un equilibrio tra elementi bizzarri e una perfezione che appare quasi magica. Come scrive John Sharpe nelle note di copertina, “Suonano entrambi in modo superbo. Si completano senza ricorrere a mosse scontate. Non c’è ‘accompagnamento’, né esibizionismo, solo la sensazione di una continua, affascinante taratura”.

Questo album è un invito ad ascoltare oltre le apparenze, a lasciarsi trasportare in un paesaggio sonoro dove la musica diventa architettura di suoni, un ponte tra due anime creative che, senza bisogno di parole, ci ricordano che la vera arte nasce dall’ascolto reciproco. Un’esperienza che va oltre il jazz, per toccare corde universali.

Michele Francesconi – Seasons
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Michele Francesconi – Seasons: Un omaggio alle stagioni tra tradizione e innovazione

Non è comune, nel jazz, che un pianista commissioni composizioni a colleghi e amici, per poi interpretarle con il proprio stile. Eppure, Michele Francesconi ha fatto proprio questo: ha chiesto a Marco Ponchiroli, Stefano Travaglini e Luca Dell’Anna — tre tra i più apprezzati pianisti jazz italiani — di scrivere tre suite ispirate al ciclo delle stagioni. Ogni compositore ha affrontato il tema con un approccio unico: Ponchiroli con una vena pre-romantica, richiamando la linearità melodica di Mendelssohn; Travaglini con un linguaggio armonico complesso e tinte scure; Dell’Anna, invece, ha sviluppato la sua suite attorno ai quattro elementi naturali — fuoco, aria, acqua e terra.

Francesconi, con il suo stile pianistico maturo e originale, ha unificato queste visioni diverse, adattandole alla sua sensibilità e arricchendole con improvvisazioni personali. A sostenerlo, una sezione ritmica coesa e creativa: il contrabbassista Giulio Corini e il batterista Luca Colussi, che completano il progetto con immaginazione e solidità.

Il risultato è «Seasons», un album che trasforma l’idea delle stagioni in un viaggio musicale ricco di sfumature, dove la tradizione classica e il jazz si fondono in un dialogo senza tempo. Un lavoro che dimostra come la collaborazione tra artisti possa dare vita a qualcosa di unico, dove ogni nota racconta una storia.

Héctor Floría – Coordenades
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Coordenades: Héctor Floría e l’arte dell’istante creativo

Coordenades è il nuovo lavoro di Héctor Floría, un album che cattura l’essenza dell’improvvisazione e della spontaneità. Registrato in un solo giorno allo Heartwork Studio di Barcellona, il disco è il frutto di una fase intensamente creativa, in cui il sassofonista e compositore ha riversato emozioni, ricordi e un omaggio commosso a Pol Vicente Audí, collega e amico scomparso.

Affiancato da Xavi Torres al pianoforte, Pau Sala al contrabbasso e Joan Casares alla batteria, Floría esplora un repertorio che spazia dal free jazz alla tradizione mediterranea, passando per brani come Populus vult decipi, ergo decipiatur—un gioco di parole che invita a riflettere—e Miles Smiles, omaggio al genio di Davis. Ogni traccia è un tassello di un mosaico sonoro che celebra la libertà espressiva e la complicità tra musicisti.

Coordenades è un diario musicale, un invito a lasciarsi guidare dalle coordinate dell’istinto e della passione. Un lavoro che ricorda come la musica, quando nasce dal cuore, sappia parlare direttamente all’anima.

Rastko Obradović – Mandala
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Mandala: il jazz come viaggio senza confini di Rastko Obradović

Con Mandala, il sassofonista serbo Rastko Obradović si conferma come una delle voci più originali della cosiddetta Serbian Wave of Jazz, un movimento che da anni arricchisce il catalogo della prestigiosa A.MA Records. Questo debutto da leader, registrato dal vivo al Jazzhall di Amburgo nel marzo 2024, è un’opera che celebra l’amicizia e la complicità artistica del suo quartetto: insieme a lui, Vladan Veljković al pianoforte e basso sintetizzatore, Aleksandar Petrović alla chitarra e Nikola Banović alla batteria. Otto brani che si snodano tra jazz moderno, suggestioni balcaniche, echi della musica classica europea e indiana, creando un affresco sonoro che riflette la ricchezza culturale di Belgrado, crocevia di tradizioni e stili.

Obradović, primo sassofono alto della Serbian Radio & Television Big Band dal 2020 e collaboratore di artisti del calibro di Dhafer Youssef e Bojan Z, dimostra qui una maturità compositiva notevole. Mandala—termine che evoca il vagabondo, il viandante—è un disco che gioca tra energia travolgente e momenti di introspezione, come nella suite Prisoner and the Soldier o nella malinconica Benjamin’s Blues. Ogni traccia sembra raccontare una storia, un frammento di un percorso che è insieme musicale e umano.

In un’epoca in cui i confini geografici e culturali sembrano sempre più labili, Mandala ci ricorda che la musica, quando è autentica, sa essere un ponte tra mondi diversi, un linguaggio universale che unisce invece che dividere. Un disco da ascoltare con curiosità, lasciandosi trasportare dalla sua vitalità contagiosa.

Francesco Pierotti – Strange Slightly Romantic Memories
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Francesco Pierotti e le memorie di un jazz romantico e visionario

Da sabato 4 ottobre 2025, il contrabbassista e compositore Francesco Pierotti ci regala Strange Slightly Romantic Memories, un disco che si configura come un viaggio intimo e sofisticato nel jazz contemporaneo. Edito da Wow Records, il lavoro si distingue per una ricerca timbrica e armonica che affonda le radici in un’identità artistica solida, arricchita dalla collaborazione con Cosimo Boni alla tromba, Giovanni Benvenuti al sax tenore, Francesco Zampini alla chitarra e Bernardo Guerra alla batteria.

Otto brani originali, tutti firmati da Pierotti, che si snodano tra melodie evocative e strutture compositive ispirate non solo alla musica, ma anche alla pittura e all’architettura, due arti che da sempre affascinano il musicista. L’album è un dialogo tra suono e memoria, dove ogni nota sembra dipingere un’immagine, costruire uno spazio, raccontare una storia personale che diventa universale. Pierotti stesso lo descrive come un percorso guidato da emozioni e ricordi, in cui la forma musicale si fonde con la passione per le arti visive, creando un equilibrio tra rigore e libertà espressiva.

Contrabbassista di grande talento e profondo conoscitore della tradizione jazzistica, Pierotti è capace di guardare al passato senza mai smettere di innovare. Le sue collaborazioni con nomi del calibro di Enrico Rava, Fabrizio Bosso e Seamus Blake testimoniano una carriera ricca e poliedrica, che unisce l’attività concertistica a quella didattica, con pubblicazioni apprezzate a livello internazionale.

Questo è un disco che parla al cuore e alla mente, un invito a lasciarsi trasportare dalla musica, dove ogni dettaglio racconta qualcosa di noi e del mondo che ci circonda. Un’opera che, ancora una volta, dimostra come il jazz sia una lingua capace di unire passione, arte e vita.

Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family

Ottobre 2025 – Le uscite discografiche

Settimana dal 6 al 12 ottobre

Marubia – A Seeker’s Dream
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A Seeker’s Dream: Marubia e il viaggio interiore tra jazz e spiritualità

Con A Seeker’s Dream, la sassofonista e compositrice tedesca Marubia fa il suo ingresso sulla scena discografica con un’opera che va oltre i confini del jazz tradizionale. Pubblicato il 7 ottobre 2025 per Inner Circle Music, l’album è un viaggio intimo e visionario, dove il lirismo del jazz spirituale nordico si fonde con atmosfere ambient, groove trip hop e arrangiamenti cinematografici. L’influenza di giganti come John Coltrane, Pharoah Sanders e Jan Garbarek è palpabile, ma Marubia la rielabora con una voce personale, creando una musica che evoca nocturnal elegance—un suono per le ore silenziose della riflessione e del risveglio.

Il disco si apre e si chiude con Intro e Outro, due brani che avvolgono l’ascoltatore in un’atmosfera onirica, al di là del tempo lineare. Tra meditazioni ambient, vampate ritmiche e improvvisazioni espressive, ogni traccia racconta una storia: As Far As the Heart Can See nasce da una melodia sognata, What If riflette sulla trasformazione personale, Gift Us Peace affronta le lotte sociali globali. Marubia, oltre a suonare sassofono tenore e soprano, clarinetto basso e vocali, cura gli arrangiamenti di archi e fiati, affiancata dal polistrumentista Fontaine Burnett, che contribuisce con basso, pianoforte, sintetizzatori e LinnStrument.

A Seeker’s Dream è un album registrato con intenzione e vulnerabilità, un’invito a esplorare l’anima attraverso il suono. È la prova che la musica, quando è onesta, può superare confini, culture e dimensioni, parlando direttamente al cuore. Un debutto che promette di lasciare un segno.

Scandinavian Art Ensemble with Tomasz Stańko – The Copenhagen Session Vol. 2
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The Copenhagen Session Vol. 2: un omaggio eterno a Tomasz Stańko

Nel solco di una tradizione che non smette di stupire, lo Scandinavian Art Ensemble torna con The Copenhagen Session Vol. 2, un lavoro che chiude idealmente il cerchio aperto con il primo volume, dedicato alla memoria del grande trombettista polacco Tomasz Stańko. Registrato nel 2016 ai The Village Recordings di Copenaghen, questo album rappresenta un tesoro nascosto, emerso solo oggi, a sette anni dalla scomparsa del maestro. Un documento che cattura Stańko nel momento in cui, circondato da giovani talenti scandinavi e polacchi, si abbandona a un’esplorazione musicale aperta e coraggiosa.

I brani, come So Nice e Morning Ballad, sono esemplari di quella capacità unica di Stańko di fondere l’intensità lirica con una ricerca sonora sempre protesa verso l’ignoto. La voce di Johanna Elina Sulkunen, il vibrafono di Martin Fabricius e il pianoforte di Artur Tuźnik si intrecciano con le trombe di Stańko, Tomasz Dąbrowski e Snorri Sigurðarson, creando un dialogo dove ogni nota sembra sospesa tra malinconia e vitalità. Anti-Freeze e Sunrise sono momenti in cui l’improvvisazione diventa pura espressione, un flusso di coscienza musicale che onora lo spirito innovativo di Stańko.

Questo album non è solo una testimonianza storica, ma una celebrazione di una musica capace di superare confini geografici e temporali. Un lavoro che, come scriveva Andreo Michaelo Mielczarek nelle note di copertina, ci ricorda che l’arte, quando è vera, non muore: continua a risuonare, a emozionare, a ispirare. In uscita il 7 novembre 2025 per April Records, The Copenhagen Session Vol. 2 è un regalo per chi crede che la musica sia eterna.

James Bowers – My Quartet Album
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Melodie dal Cuore: Un Viaggio Intimo e Vibrante tra Jazz e Modernità

Registrato al leggendario Studio Dede di Tokyo, questo album è un omaggio a tre musicisti straordinari e alle persone care che hanno ispirato ogni nota. Con un mix di jazz contemporaneo e sonorità moderne, l’artista crea un’atmosfera unica, dove ogni brano racconta una storia personale.

Un ascolto perfetto per chi cerca emozioni autentiche e suoni raffinati.

Juan Chiavassa – Fourth Generation
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Melodie dal Cuore: Un Viaggio Intimo e Vibrante tra Jazz e Modernità

Cresciuto a Venado Tuerto, in Argentina, il batterista Juan Chiavassa è stato introdotto alla musica dal padre, scoprendo artisti come The Yellowjackets e Mike Stern. Dopo una borsa di studio al Berklee College of Music, dove ha studiato con George Garzone, Juan è diventato una figura di spicco nella scena jazz di New York.

“Fourth Generation” è il suo album di debutto, in cui guida una band di talento mondiale, con John Patitucci al basso, Leo Genovese al piano e George Garzone al sassofono. L’album include anche ospiti come Mike Stern e Pedrito Martinez.

La scelta dei brani riflette l’amore di Juan per la tradizione jazz, con pezzi che spaziano dal bop agli anni ’60 e ’70. Brani come “Moon Germs” di Joe Farrell e “Caribbean Fire Dance” di Joe Henderson mostrano il talento di ciascun musicista. L’album include anche composizioni originali di Garzone, che si integrano perfettamente con i classici selezionati.

“Fourth Generation” è un tributo al jazz ad alta energia, suonato da musicisti maestri. Con il supporto dei suoi amici e mentori, Juan Chiavassa si conferma una nuova voce importante nel jazz.

Ruby Rushton – Legacy!
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“Legacy!: Il Nuovo Capitolo dei Ruby Rushton”

I Ruby Rushton, gruppo jazz britannico di grande influenza, presentano il loro quinto album in studio, “Legacy!”. Scritto dal leader Tenderlonious e dal tastierista Aidan Shepherd, questo lavoro segna una nuova direzione per la band, che include anche il trombettista Nick Walters e il batterista Tim Carnegie. A differenza dei precedenti lavori, registrati con un approccio “one take” senza sovraincisioni, “Legacy!” combina le loro abilità virtuosistiche con le competenze di produzione in studio di Tenderlonious.

Registrato in quattro giorni a gennaio 2025 presso i Rimshot Studios nel Kent, “Legacy!” è un album che riflette la gioia e la complicità di un gruppo che suona insieme da anni. Le tracci sono arricchite da stratificazioni di fiati e linee di flauto, creando uno spettro sonoro più ampio e complesso. Questo album rappresenta la maturità di una band che, a quattordici anni dal loro primo disco, continua a evolversi mantenendo intatta la sua essenza.

“Legacy!” è disponibile in edizione limitata in vinile pesante con copertina gatefold, inserti dedicati ai membri della band e fodere interne nere, oltre che in versione CD digipak a sei pannelli.

Stevie Holland – Talk to Your Tomatoes
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“Talk to Your Tomatoes: Un Viaggio Musicale tra Classici e Originali”

Stevie Holland torna in studio con “Talk to Your Tomatoes”, un album che unisce perle del pop, jazz e del Great American Songbook, insieme a brani originali scritti con il suo storico collaboratore Gary William Friedman. L’album, registrato ad aprile 2025, offre una varietà di arrangiamenti orchestrali, tra cui archi, fiati e chitarra, accompagnati da un trio di eccezione composto da Matthew Sheens al piano, Matt Aranoff al basso e Jeff Davis alla batteria.

Il disco si apre con una versione fresca e swing di “On A Clear Day” di Burton Lane e Alan Jay Lerner, e prosegue con brani come “Help Me” di Joni Mitchell e “Round Midnight” di Thelonious Monk, arricchito dalla chitarra di Ben Monder. Tra gli altri brani, spiccano composizioni originali come “When These Two Hearts Collide” e “Talk To Your Tomatoes”, che mostrano la versatilità e la profondità artistica di Holland.

“Talk to Your Tomatoes” è il sesto album di Stevie Holland, che si aggiunge a una discografia già ricca di successi come “Life Goes On” e “Before Love Has Gone”. Oltre alla sua carriera musicale, Holland ha brillato anche nel teatro con il musical “Love, Linda: The Life of Mrs. Cole Porter”, un’opera che ha riscosso successo sia a Broadway che in versione film, vincendo numerosi premi e disponibile in streaming su Amazon Prime e BroadwayHD.

L’album sarà disponibile su tutte le principali piattaforme di streaming, insieme al resto del catalogo di Holland, offrendo agli ascoltatori un’esperienza musicale ricca e variegata.

Petter Eldh – Projekt Drums vol. 2
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“Projekt Drums, Vol. 2: L’Evoluzione Ritmica di Petter Eldh”

Il produttore e bassista svedese Petter Eldh, figura chiave nel jazz europeo e nella musica sperimentale, presenta “Projekt Drums, Vol. 2”. Questo album rappresenta un’evoluzione ad alta definizione del suo dettagliato lavoro ritmico, caratterizzato da un trio di batteristi di eccezione: James Maddren, Savannah Harris e Richard Spaven.

“Projekt Drums, Vol. 2” è un viaggio attraverso i breakbeat, influenzato da maestri come J Dilla e Flying Lotus, e arricchito dall’architettura ritmica del drum’n’bass. Eldh fonde lo swing dell’hip hop, la velocità del jungle e gli spigoli vivaci del jazz sperimentale, creando un album costruito su una logica circolare di groove, sequenze e loop.

Grant Stewart – Next Spring
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“Next Spring: L’Eleganza Senza Tempo di Grant Stewart”

Grant Stewart, sassofonista tenore di fama internazionale, torna con “Next Spring”, il suo quinto album per Cellar Music. Conosciuto per il suo tono ricco e la sua capacità di fondere tradizione e innovazione, Stewart è accompagnato da un trio di eccezione: Tardo Hammer al piano, Paul Sikivie al contrabbasso e Phil Stewart alla batteria.

Questo quartetto, unito da una profonda intesa musicale, ci regala un album che celebra l’essenza stessa del jazz: l’improvvisazione, il groove e la melodia. Ogni brano è un viaggio attraverso sonorità classiche e moderne, dove l’energia di Stewart si fonde con la sensibilità dei suoi compagni di viaggio.

Charles Lloyd – Figure In Blue, memories of Duke
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Figure In Blue: Charles Lloyd e il Nuovo Trio in un Viaggio tra Jazz, Blues e Memoria

Charles Lloyd, leggenda del jazz, annuncia l’uscita del suo nuovo album, Figure In Blue, un doppio disco che segna un nuovo capitolo nella sua carriera. In compagnia del pianista Jason Moran e del chitarrista Marvin Sewell, Lloyd esplora un vasto territorio musicale, dai delicati ballad al blues grezzo del Delta, in un tributo a figure iconiche come Duke Ellington, Billie Holiday e Zakir Hussain.

Registrato con un trio che unisce esperienza e radici comuni, l’album è un documento sonoro di straordinaria intensità, dove ogni nota racconta una storia. Moran, collaboratore di lunga data, e Sewell, con la sua voce autentica e radicata nel blues, creano un connubio perfetto con Lloyd, il cui tono rimane potente ed etereo nonostante il passare degli anni.

Figure In Blue è un album che si distingue per la sua armonia, pazienza e generosità, un viaggio musicale che celebra la memoria e l’innovazione. Disponibile in vinile colorato, nero, CD e digitale, questo lavoro è un must per gli amanti del jazz e non solo.

Jerry Weldon – The Summit
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“Summit: La Rinascita del Jazz attraverso la Collaborazione”

Durante il lockdown, mentre il mondo sembrava fermarsi, la musica ha continuato a vibrare nelle menti e nei cuori dei musicisti. È in questo contesto che è nato “Summit”, un progetto che unisce l’esperienza di una vita a una nuova generazione di talenti.

Il sassofonista Ralph Bowen, con alle spalle collaborazioni con leggende del jazz, ha immaginato un sestetto che potesse dare voce a un futuro musicale luminoso. Attraverso incontri notturni a New York e una serie di giovani talenti in New Jersey, ha scoperto pianisti, bassisti e batteristi pronti a lasciare il segno. A loro si sono uniti un trombettista raccomandato dal compianto Ralph Peterson e un trombonista introdotto da Slide Hampton, creando così un ensemble dove ogni nota racconta una storia di rinascita e connessione.

“Summit” è più di un album: è un ponte tra generazioni, un tributo alla resilienza della musica e alla sua capacità di unire le persone. Un ascolto essenziale per chi crede nel potere trasformativo del jazz.

Valley Voice (Harrison Argatoff) – Stars, Engines
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Harrison Argatoff e Valley Voice: tra radici e innovazione

Harrison Argatoff, sassofonista tenor e compositore di Toronto, si è distinto per la sua capacità di fondere tradizione e sperimentazione. Dopo gli studi all’Università di Toronto, ha esplorato progetti solisti e omaggi intimi, come quello a Nick Drake. Con Valley Voice, il suo nuovo quartetto, Argatoff si circonda di musicisti di calibro internazionale: il vibrafonista Michael Davidson, il bassista Dan Fortin e il batterista Ian Wright.

Il loro album d’esordio, Stars, Engines (in uscita il 10 ottobre per Elastic Recordings), trae ispirazione dalle radici Doukhobor della famiglia di Argatoff, una comunità legata alla musica corale e alla pace. Il disco, frutto di un lavoro compositivo tra il 2020 e il 2022, unisce jazz sofisticato e musica da camera, con passaggi che oscillano tra groove taglienti e lirismo delicato. L’influenza di mentori come John Hollenbeck e Sasha Rapoport si percepisce in un equilibrio tra disciplina moderna e libertà espressiva.

Un album che racconta storie universali, dove la musica diventa un ponte tra memoria e futuro.

Chano Domínguez e Ethan Margolis – The Blues Around Us
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Valley Voice: Stars, Engines – Un Viaggio Musicale tra Jazz e Paesaggi Emotivi

Il quartetto Valley Voice, guidato dal sassofonista e compositore Harrison Argatoff, presenta Stars, Engines, un album che fonde jazz contemporaneo e musica da camera. Registrato nel 2022 e prodotto da Nick Fraser, l’album è un viaggio sonoro ricco di emozioni e atmosfere, ispirato da esperienze personali e dalla natura.

Con Michael Davidson al vibrafono, Dan Fortin al contrabbasso e Ian Wright alla batteria, Valley Voice crea un’atmosfera unica e coinvolgente, esplorando un territorio sonoro che va dal groove incalzante alla delicatezza delle ballad. Un album che celebra la libertà creativa e l’amicizia musicale, un viaggio sonoro che invita all’ascolto e alla scoperta.

Don Was and The Pan-Detroit Ensemble – Groove In The Face Of Adversity
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Don Was e il Pan-Detroit Ensemble: Un Omaggio a Detroit con “Groove In The Face of Adversity”

Don Was, il pluripremiato musicista, produttore e compositore vincitore di sei Grammy Awards, rende omaggio alla sua città natale, Detroit, con il suo nuovo progetto musicale: Don Was and the Pan-Detroit Ensemble. Il loro album di debutto, “Groove In The Face of Adversity”, è un viaggio sonoro che celebra la ricca tradizione musicale di Detroit, unendo jazz, funk, soul e blues in un mix esplosivo.

Il Pan-Detroit Ensemble vede la partecipazione di collaboratori di lunga data di Was, tra cui il sassofonista Dave McMurray, il tastierista Luis Resto, il trombonista Vincent Chandler, il trombettista John Douglas, il batterista Jeff Canady, il percussionista Mahindi Masai, il chitarrista Wayne Gerard e la vocalist Steffanie Christi’an. Ogni musicista porta con sé un pezzo della storia musicale di Detroit, creando un sound unico e coinvolgente.

“Groove In The Face of Adversity” è un album che riflette la resilienza e la creatività della scena musicale di Detroit, un tributo alla città che ha dato i natali a Don Was e che continua a ispirare generazioni di musicisti. Un ascolto imperdibile per gli amanti della musica che vogliono scoprire il cuore pulsante di Detroit.

Tree Ark – Tree Ark III
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Tree Ark III: L’improvvisazione che diventa poesia

Con Tree Ark III, il trio formato da Tom, Phil e il suo leader porta l’improvvisazione a un livello quasi compositivo: ogni brano, pur nato sull’istante, suona come una partitura scritta, coerente e avvolgente. Registrato a un mese di distanza da Tree Ark II, questo lavoro rappresenta un’evoluzione naturale, nonostante le sfide fisiche — come i problemi al braccio che hanno reso il suono ancora più lirico — e trasforma ogni limite in un’opportunità espressiva.

L’album si snoda tra momenti di pura delicatezza e esplosioni creative. Ice Flower ricorda la liricità di Keith Jarrett, costruita attorno a un motivo che si espande in una melodia ipnotica. Red Beans and Rice è un omaggio funky a New Orleans, dove il groove di Tom si fonde con l’energia di Cecil Taylor, culminando in un assolo di batteria travolgente. Water Lily inizia con un solo di contrabbasso di Phil, per poi trasformarsi in una ballata che sembra chiedere di essere ricordata.

As Above So Below è il brano più liberamente improvvisato: parte da un solo di contrabbasso spaziale per esplodere in un’improvvisazione energetica, passando dal “free bop” a momenti di pura intensità, prima di chiudersi con un secondo assolo di Phil. Fire Flower, infine, chiude il disco con una ballada serena, lasciando l’ascoltatore in un’atmosfera di pace.

Tree Ark III è la prova che, quando l’ascolto e la complicità musicale si fondono, l’improvvisazione diventa poesia pura.

Dagmar’s Collective – Symmetry
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Symmetry: L’Eleganza di un Collettivo Senza Confini

Con Symmetry, Dagmar’s Collective conferma la sua capacità di fondere jazz, pop e suggestioni world in un linguaggio musicale che è puro equilibrio: un disco che, come suggerisce il titolo, gioca sulla simmetria tra tradizioni diverse, lingue e stili. In uscita il 10 ottobre per Groove It Records, il progetto è guidato dalla voce calda e versatile di Dagmar Segbers, cantante tedesco-olandese che ha scelto l’Italia come terra d’elezione artistica. Al suo fianco, un quartetto di musicisti di prim’ordine: Michele Fazio al pianoforte, Massimiliano Laganà al contrabbasso, Sandro De Bellis alle percussioni ed Emilio Fogli alla chitarra.

L’album, registrato interamente con strumenti acustici, si sviluppa attraverso nove tracce: sei composizioni originali — scritte da Fazio, Fogli e la stessa Segbers — e tre reinterpretazioni che spaziano dal funk ipnotico di Slave to the Rhythm di Grace Jones alla delicatezza senza tempo di La mer. La scelta di includere un brano in tedesco, omaggio alle origini della vocalist, arricchisce ulteriormente la dimensione multiculturale del progetto. Ogni brano è un piccolo universo sonoro, dove l’improvvisazione jazzistica si intreccia con la cura artigianale degli arrangiamenti, creando un’atmosfera avvolgente e sofisticata.

Symmetry è un lavoro che celebra la bellezza dell’incontro: tra musicisti, tra lingue, tra generi.

Art Blakey & The Jazz Messengers – Strasbourg 82
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“Un Tesoro del Jazz: L’Inedito Capolavoro di Art Blakey”

In occasione del compleanno di Art Blakey, l’11 ottobre, viene rilasciato un tesoro nascosto del jazz. Questo capolavoro inedito, disponibile in pre-ordine, include un token della Gearbox Collection, offrendo ai collezionisti l’opportunità di beneficiare del futuro successo di questo titolo.

Ogni copia è un tributo alla leggenda del jazz, con una qualità sonora che promette di trasportare l’ascoltatore direttamente nel cuore pulsante delle sessioni originali. Non perdere l’opportunità di possedere questo gioiello musicale, che non sarà disponibile al pubblico generale fino a febbraio 2026.

Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family

Ottobre 2025 – Le uscite discografiche

Settimana dal 13 al 19 ottobre

Aniello Perduto – Segni Semi
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Segni Semi: Un Viaggio Sonoro tra Ironia e Profondità

Con Segni Semi, il trio Aniello Perduto — composto da Roberto Di Blasi al sassofono soprano, Marco Porcelluzzi al sassofono tenore e Simone Vincenzini alla batteria e oggetti — ci regala un’opera che si muove tra la precisione della composizione e l’improvvisazione più libera. Il disco, in uscita il 15 ottobre 2025 per Aut Records, è un affresco sonoro che esplora temi ricorrenti e minimali, trasformandoli in paesaggi timbrici ricchi e stratificati.

L’album si apre con Astrofischio, un frammento che sembra catturare l’essenza di un sogno, per poi attraversare atmosfere che oscillano tra il drammatico e il giocoso, il solenne e il quasi infantile. Ogni traccia, come Amigdala o Ciglio, è un segno, un seme che germoglia in direzioni inaspettate, riflettendo la complessità e la frammentazione della vita contemporanea. La musica di Aniello Perduto non si limita a suonare: racconta, evoca, e talvolta ironizza, trasformando il caos in una forma d’arte pura.

Registrato e mixato da Stefano Amerio presso lo studio Artesuono di Udine, Segni Semi è un lavoro che si nutre di contrasti, dove la tensione tra struttura e libertà diventa il filo conduttore di un’esperienza uditiva che non lascia indifferenti. Un disco che, nella sua apparente semplicità, nasconde una profondità capace di parlare a chiunque sia disposto ad ascoltare oltre le note.

Parrilla & Manna Quartet – Above All
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Above All: un viaggio tra jazz, emozioni e redenzione

Quando la voce di Veronica Parrilla si fonde con il pianoforte di Carlo Maria Manna, nasce un dialogo musicale che va oltre le note, toccando corde profonde dell’anima. Above All, il nuovo album del duo calabrese — completato da Giuseppe Gugliotta al basso elettrico e Francesco Borrelli alla batteria — è un’opera che celebra la bellezza del jazz come linguaggio universale di libertà, creatività e rispetto per la diversità.

Il disco, in uscita ufficiale il 24 ottobre 2025 con un concerto alla Libreria Ubik di Cosenza, alterna composizioni originali a due standard rivisitati, in un susseguirsi di atmosfere modali e tonali che si trasformano continuamente. Ogni brano è un capitolo di un racconto intimo: dalla title track Above All, che apre il viaggio con una dualità tra oscurità e luce, alla dinamica Running Down, simbolo di rinnovamento, fino alla struggente ballad Her, dove il pianoforte solo introduce un grido di amore e redenzione. Non mancano omaggi al jazz tradizionale, come in To Get Into the Swing, e reinterpretazioni audaci, come Infant Eyes di Wayne Shorter, dove il ritmo latin e le riarmonizzazioni moderne creano un ponte tra passato e presente.

Above All non è solo un album: è un messaggio di unità e speranza, un invito a lasciare che, sopra ogni cosa, prevalgano valori puri come lealtà, rispetto e amore. Un lavoro che, con sensibilità e coraggio, trasforma le incertezze in luce e le note in un abbraccio universale.

Meredith Monk – Cellular Song
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Meredith Monk: Cellular Songs, un inno alla connessione umana

Con Cellular Songs, Meredith Monk ci regala un’opera che è molto più di una semplice composizione musicale: è una riflessione sonora sulla vita stessa, intesa come tessuto di cooperazione, interdipendenza e gentilezza. In un’epoca in cui la divisione sembra prevalere, Monk propone un antidoto musicale, un invito a guardare oltre le frammentazioni sociali per ritrovare l’unità nel microcosmo delle cellule, dove replicazione e mutazione diventano metafore di rinascita e trasformazione.

Il lavoro, secondo capitolo di una trilogia interdisciplinare iniziata con On Behalf of Nature, si distingue per la sua audacia vocale. Monk, pioniera dell’avanguardia, abbandona qui la tradizionale stratificazione sonora per abbracciare una dimensione spaziale: la musica sembra ruotare, come una scultura che prende vita nell’aria. Non a caso, il New York Times ha definito la prima esecuzione di Cellular Songs un’esperienza che “crea un senso inconfondibile di speranza”, capace di farci immaginare un mondo in cui le divisioni si colmano attraverso l’ascolto e la condivisione.

Registrato tra il 2022 e il 2024 al leggendario Power Station di New York, questo tredicesimo album per la ECM New Series conferma Monk come una delle voci più visionarie della musica contemporanea. Cellular Songs non è solo un viaggio dentro le cellule, ma dentro noi stessi, ricordandoci che la bellezza nasce proprio dall’incontro tra diversità e unità. La musica, ancora una volta, si fa ponte tra il biologico e lo spirituale, tra l’individuo e il mondo.

Gareth Lockrane – Big Band: Box of Tricks
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“Box Of Tricks: Un Capolavoro di Jazz Orchestrale tra Tradizione e Innovazione”

Gareth Lockrane, rinomato flautista, compositore e arrangiatore, torna con un nuovo progetto che celebra la comunità musicale e l’innovazione. Box Of Tricks, il secondo album della sua Big Band, è un viaggio attraverso sonorità ricche e complesse, dove l’improvvisazione si fonde con arrangiamenti dettagliati e precisi.

Registrato in un solo giorno ai Livingston Studios, l’album cattura l’energia di un ensemble di stelle, ognuna con una voce unica che contribuisce a creare un suono potente e coinvolgente. Dai ritmi gospel di “All The People” ai sofisticati paesaggi armonici di “Box Of Tricks”, ogni brano è un tributo alle influenze di Lockrane, da Eddie Harris a Wayne Shorter.

Un album che unisce generazioni di musicisti, consolidando l’eredità di Gareth Lockrane come uno dei grandi innovatori del jazz orchestrale contemporaneo.

Omasta – Jazz Report from the Hood
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“Jazz Report from the Hood: La Nuova Voce del Jazz Urbano”

Gli Omasta, giovani talenti polacchi, hanno conquistato le scene jazz europee con la loro energia travolgente. Il loro album di debutto, “Jazz Report from the Hood”, è un tributo alla vita urbana, un mix di ritmi intensi e melodie avvolgenti che catturano l’essenza delle strade di Cracovia.

Il loro nome, ispirato a un termine dialettale locale, riflette la ricchezza del loro suono: bassi profondi e batteria incalzante. Con influenze che spaziano da J Dilla a Roy Ayers, gli Omasta creano un jazz che è un ponte tra passato e presente, arricchito da radici polacche uniche.

Disponibile in vinile, CD e digitale dal 17 ottobre 2025, questo album è un viaggio sonoro che celebra la resilienza e il ritmo della vita di città. Un ascolto imperdibile per chi cerca un jazz fresco e autentico.

Stephan Crump, Darius Jones, Eric McPherson – Star Mountain
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Otherlands Trio: l’arte dell’ascolto come pratica spirituale

Con il suo nuovo progetto, gli Otherlands Trio, il bassista e compositore Stephan Crump riunisce tre voci fondamentali della scena jazzistica newyorkese: Darius Jones al sassofono e Eric McPherson alla batteria. Il loro album d’esordio non è semplicemente una raccolta di brani, ma un manifesto sonoro di dissoluzione dell’ego e di comunione spirituale. Un’evoluzione naturale per Crump e McPherson, che, dopo l’esperienza del Borderlands Trio (con Kris Davis), hanno sentito l’esigenza di proseguire il loro percorso artistico in nuove direzioni.

E in Darius Jones hanno trovato il compagno ideale. Come scrive Grayson Haver Currin nelle note di copertina, “Ciò che li unisce è l’affinità immediata, la capacità di Jones di integrarsi e ampliare i mondi spontanei creati da Crump e McPherson”. Il risultato? 46 minuti di musica mozzafiato, in cui ogni nota è il frutto di un’ascolto profondo, senza paure, esitazioni o giudizi. Un flusso ininterrotto di emozioni condivise, dove l’improvvisazione diventa pratica collettiva e la musica si fa specchio di un’intesa rara.

L’album è un viaggio in territori sonori inesplorati, dove la libertà espressiva si sposa con una coesione quasi telepatica. Un promemoria che, quando i musicisti si incontrano veramente, la musica diventa qualcosa di più grande della somma delle sue parti: un atto di fiducia, un’esplorazione senza confini. Un disco che non si limita a suonare, ma respira.

Hege Saugstad – Randy’s Home
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Hege: Il jazz come ritorno a casa

Dopo anni dedicati ad altri progetti musicali, Hege torna al jazz, il genere che l’ha sempre rappresentata al meglio. Il suo nuovo album, realizzato con i fratelli Per e Ole Mathisen, è un lavoro intimo che unisce otto standard jazz, una bossa nova originale e un omaggio alla giornalista Randi Hultin, figura chiave nel mondo del jazz internazionale.

Randi, amica e mentore di Hege, le aprì molte porte oltre la sua Østfold, ma la loro collaborazione non fu mai incisa. Ora, il brano Randy — composto da Phil Woods — diventa un tributo a questa amicizia speciale. L’incontro con i Mathisen al Kardamili International Jazz Festival in Grecia ha segnato la nascita di questo progetto: Hege, colpita dalla loro alchimia, li invitò a partecipare al disco.

Il risultato è un album dove melodie avvolgenti, timing perfetto e arrangiamenti raffinati creano un’atmosfera magica. Un ritorno al jazz che parla di passione, memoria e connessioni umane, pronto a emozionare chiunque lo ascolti.

Bright Dog Red – Never Would We
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Tom Skinner – Kaleidoscopic Visions
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Kaleidoscopic Visions: L’Arte di Vivere e Creare nella Mezza Età

A metà strada tra giovinezza e maturità, gli artisti trovano spesso ispirazione in quel periodo di vita che è un ponte tra esperienze passate e possibilità future. È in questa fase che Tom Skinner, all’età di 45 anni, ci regala “Kaleidoscopic Visions”, il suo secondo album da solista.

Con alle spalle una carriera straordinaria, che include due decenni come pilastro della scena jazz londinese e la co-fondazione dei Sons of Kemet, Skinner continua a esplorare nuovi orizzonti musicali. Questo album è un viaggio attraverso le riflessioni e le aspirazioni di un artista nel pieno della sua maturità creativa, un’opera che promette di arricchire l’ascoltatore con la profondità e la ricchezza delle sue esperienze.

Viktoria Søndergaard – Music of Secrets
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Music of Secrets: Il jazz come specchio dell’anima di Viktoria Søndergaard

Music of Secrets, il debutto discografico della vibrafonista danese Viktoria Søndergaard, è un’opera che sfida i confini del jazz contemporaneo, intrecciando influenze che spaziano dal chamber music al rap, dal cabaret al folk scandinavo. Registrato al Rhythmic Music Conservatory di Copenaghen e in uscita il 17 ottobre 2025 per April Records, l’album si rivela un manifesto di coraggio artistico e condivisione collettiva.

Viktoria, affiancata da un quintetto di musicisti — tra cui la cantante Elvira Skovsang e il pianista Frederik Blæsild Vuust — trasforma il vibrafono in uno strumento di narrazione, dove parole sussurrate, rap e canti si fondono in una tessitura sonora unica. Brani come Mor, Mor e The Human Noise riflettono la sua capacità di bilanciare intimità e tensione, mentre Le Soleil le Pain et L’Âme e As Dots (con testi di Emily Dickinson) aprono a paesaggi sonori onirici e avvolgenti.

Premiata con il Carl Prize 2025 e riconosciuta come una delle voci più innovative del jazz danese, Viktoria Søndergaard ci regala un disco che è insieme confessione, celebrazione e domanda. Un invito a ascoltare non solo la musica, ma anche i segreti che essa custodisce, perché, come dice lei stessa, «l’arte è il luogo dove possiamo dire qualcosa sul mondo che ci circonda». E in questo album, lo fa con una voce chiara, audace e profondamente umana.

Free Country (IV), featuring Hank Roberts, Jim Yanda, Drew Gress & Phil Haynes – Liberty Now!
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Liberty Now!: un viaggio tra memoria, protesta e speranza

Con Liberty Now!, il batterista e compositore Phil Haynes ci regala un’opera ambiziosa e necessaria, un doppio album che intreccia la tradizione americana con una visione musicale profondamente attuale. Registrato tra il 2024 e il 2025, il progetto vede Haynes alla guida di Free Country (IV), un quartetto che unisce Hank Roberts al violoncello, Jim Yanda alla chitarra e Drew Gress al contrabbasso. Il risultato è un affresco sonoro che oscilla tra jazz, bluegrass e country, dove brani originali come Strands of Liberty e Corner Store Strut si alternano a rivisitazioni di classici come America the Beautiful e What’s Goin’ On, trasformando l’eredità musicale degli Stati Uniti in un manifesto di resistenza e rinascita.

Haynes non si limita a celebrare il passato: lo reinterpreta, lo scuote, lo carica di nuova urgenza. Revolution e Fanfare for the Common Man diventano inni di protesta e solidarietà, mentre Simple Gifts e Dakota Hymn assumono una dimensione intima e riflessiva. La musica di Liberty Now! non grida, ma insiste; non si limita a ricordare, ma invita a immaginare la libertà in modi inediti. Un lavoro che, come scrive Thierry De Clemensat, “resiste a un’unica emozione, proprio come la vita: disturba, consola, diverte e provoca, trovando la sua verità nella capacità di farci riflettere”.

In uscita il 17 ottobre 2025, questo album è un richiamo alla coscienza collettiva, un promemoria che la musica può essere strumento di cambiamento, un ponte tra memoria e futuro. Un’ascolto che interroga, emoziona e, soprattutto, ispira a credere che la libertà sia sempre possibile, se sappiamo ascoltarne l’eco.

Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family

Ottobre 2025 – Le uscite discografiche

Settimana dal 20 al 26 ottobre

Rasmus Oppenhagen Krogh – Pillars
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Pillars: le colonne sonore di una vita

Con Pillars, il chitarrista e compositore danese Rasmus Oppenhagen Krogh ci regala il suo quarto album da leader, un lavoro che segna un ulteriore passo avanti nel suo percorso artistico dopo il successo di Until Then (2023). In uscita il 21 novembre 2025 per April Records, questo disco non è solo una raccolta di brani, ma una riflessione sulle “colonne” che sorreggono l’esistenza: momenti, emozioni e incontri che ci plasmano e ci accompagnano per sempre. Krogh trasforma queste istantanee in musica, creando un universo sonoro dove jazz, indie, rock, colonne sonore e elettronica si fondono in un linguaggio fluido e senza confini.

La chitarra di Krogh guida l’ascoltatore attraverso strutture melodiche chiare, arricchite da armonie complesse e da una produzione curata insieme al fedele collaboratore Rasmus Juncker. Il risultato è un suono stratificato, dove ogni dettaglio contribuisce a definire l’identità audace e multifacetica dell’album. Al suo fianco, una formazione d’eccezione: Anders Christensen al basso elettrico, Jakob Høyer alla batteria, Lars Greve ai fiati ed effetti, Simon Toldam tra piano e synth, e Victor Dybbroe alle percussioni. Musici che, con la loro sensibilità improvvisativa, trasformano ogni brano in un dialogo vivo, dove la chitarra di Krogh rimane il cuore pulsante.

Pillars è un album che parla di memoria e trasformazione, di come la musica possa catturare l’essenza di ciò che ci sostiene e ci definisce. Un lavoro che conferma Krogh come una delle voci più personali e innovative della scena strumentale contemporanea, capace di unire profondità emotiva e coraggio sperimentale. Un invito ad ascoltare non solo le note, ma anche le storie che portano con sé.

Fergus McCreadie – The Shieling
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The Shieling: Un Nuovo Capitolo di Musica Selvaggia e Autentica

Il distintivo pianista e compositore scozzese Fergus McCreadie presenta “The Shieling”, un album che segna un’evoluzione sottile ma potente per lui e il suo trio. Dopo il grande successo di “Cairn”, “Forest Floor” e “Stream”, McCreadie trae ispirazione dalla bellezza selvaggia e elementare di North Uist nelle Ebridi Esterne scozzesi. Registrato in un cottage isolato e prodotto da Laura Jurd, “The Shieling” riflette un senso più profondo di unità e di una crudezza primitiva.

Con i suoi collaboratori di fiducia, David Bowden al basso e Stephen Henderson alla batteria, McCreadie mantiene quel mix caratteristico di spirito folk scozzese e jazz moderno, lasciandolo però respirare in modi nuovi. In pochi anni, è diventato una delle voci più convincenti del jazz britannico, acclamato per le sue performance che sembrano grezze, oneste e piene di cuore. “The Shieling” rappresenta il prossimo passo naturale e potente nella sua carriera.

Atlantis Quartet – Live at Berlin
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Atlantis Quartet: Telepatia Musicale dal Vivo al Berlin

L’Atlantis Quartet, pilastro della scena jazz delle Twin Cities, presenta “Live at Berlin”, un album che cattura l’essenza di un gruppo con una profonda intesa musicale. Il quartetto, composto dal sassofonista Brandon Wozniak, dal chitarrista Zacc Harris, dal bassista Chris Bates e dal batterista Pete Hennig, esplora un suono più aperto e sperimentale in questo audace album dal vivo. Registrato durante la settimana di apertura del nuovo jazz club di Minneapolis (Berlin), l’album è una testimonianza della loro capacità di navigare liberamente nel panorama jazzistico, offrendo un’esperienza sonora unica e coinvolgente.

John O’Gallagher – Ancestral
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“Ancestral: La Trasformazione Artistica di John O’Gallagher”

L’Atlantis Quartet, pilastro della scena jazz delle Twin Cities, presenta “Live at Berlin”, un album che cattura l’essenza di un gruppo con una profonda intesa musicale. Il quartetto, composto dal sassofonista Brandon Wozniak, dal chitarrista Zacc Harris, dal bassista Chris Bates e dal batterista Pete Hennig, esplora un suono più aperto e sperimentale in questo audace album dal vivo. Registrato durante la settimana di apertura del nuovo jazz club di Minneapolis (Berlin), l’album è una testimonianza della loro capacità di navigare liberamente nel panorama jazzistico, offrendo un’esperienza sonora unica e coinvolgente.

Horace Silver – Silver In Seattle: Live at the Penthouse
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Horace Silver a Seattle: Un Tesoro Ritrovato del Jazz dal Vivo

Nel panorama del jazz, poche figure brillano come Horace Silver, leggenda della Blue Note e maestro del piano. Sebbene abbia pubblicato un solo album live durante la sua carriera, le esibizioni dal vivo dei suoi quintetti erano eventi elettrizzanti, capaci di incantare il pubblico con un’energia travolgente. Nell’agosto del 1965, Silver portò una formazione stellare al Penthouse di Seattle, con Woody Shaw alla tromba, Joe Henderson al sassofono tenore, Teddy Smith al basso e Roger Humphries alla batteria.

Ora, una registrazione inedita di quelle performance vede finalmente la luce con “Silver In Seattle: Live at the Penthouse”. Questo album cattura l’essenza di un’epoca d’oro del jazz, con interpretazioni libere e appassionate di classici di Silver come “Song For My Father”, “The Cape Verdean Blues” e “The Kicker”. Un viaggio nel tempo che riporta in vita la magia di una serata indimenticabile, regalandoci un pezzo di storia musicale da ascoltare e custodire.

Sam Gill’s Coursed Waters – Sensemaker
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“Sensemaker: Un Viaggio Sonoro nell’Arte di Dare Senso al Mondo”

Il sassofonista e compositore Sam Gill, insieme al suo quartetto Coursed Waters, torna con Sensemaker, un album che esplora il concetto di “sense-making”, ovvero il modo in cui diamo significato alle nostre esperienze e al mondo che ci circonda. Con James McLean alla batteria, Novak Manojlovic al piano e Jacques Emery al contrabbasso, il quartetto crea un universo musicale dove improvvisazione e melodia si intrecciano in un dialogo complesso e affascinante.

Ispirati da giganti del jazz come Steve Lehman e Ingrid Laubrock, i Coursed Waters navigano tra ritmi stratificati, armonie luminose e archi melodici avvolgenti. Gill descrive la loro musica come un equilibrio tra ambiguità ritmica e ordine sottostante, un suono fluido e imprevedibile che riflette la complessità della vita stessa.

Un momento magico durante la registrazione del brano omonimo ha visto i quattro musicisti suonare all’unisono una frase seguita da un silenzio, un’attimo di sincronicità non pianificata che ha reso il brano straordinariamente vivo. Questo episodio incarna lo spirito dell’album: un processo creativo in cui la connessione tra i musicisti trasforma materiale complesso in un’esperienza coinvolgente e gioiosa.

Nonostante le sfide legate alla distanza geografica e alla pandemia, Sensemaker è un tributo alla dedizione e alla visione artistica condivisa del quartetto. Un ascolto essenziale per chi cerca musica che stimola la mente e l’anima.

СОЮЗ / SOYUZ – Krok
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KROK: Un Passo Verso la Rinascita di SOYUZ

“Krok”, che in bielorusso significa “passo”, è il titolo del quarto album di SOYUZ, un’opera che riflette il viaggio della band attraverso l’incertezza e il cambiamento. Dopo aver lasciato la Bielorussia a causa di tensioni politiche e aver trovato rifugio a Varsavia, Alex Chumak e i suoi compagni hanno trasformato le loro esperienze in musica, passando dal russo al bielorusso per esprimere le loro radici più profonde.

Registrato tra São Paulo e Varsavia, con la collaborazione di musicisti brasiliani e polacchi, KROK è un album che fonde jazz, folk e influenze globali, creando un suono unico e contemporaneo. Tra i brani spiccano la title track, scritta in bielorusso, e “Lingua Do Mundo”, una collaborazione con Tim Bernardes che mostra la ricchezza delle arrangiamenti per archi e fiati.

Nonostante le sfide, SOYUZ ha creato un album che celebra la vita, i sogni e la resilienza, dimostrando che la musica può essere un ponte tra culture e lingue diverse. KROK è un passo avanti, un viaggio sonoro che invita ad esplorare nuovi orizzonti.

Hamish Smith – Elsewhere Now
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Hamish Smith: “Elsewhere Now”, un Viaggio Musicale tra Perdita, Resilienza e Speranza

Il 24 ottobre 2025, il bassista e compositore Hamish Smith debutta con Elsewhere Now, un album che raccoglie dieci composizioni originali scritte in cinque anni di trasformazioni personali e globali. Con un mix di groove e grazia, Smith esplora temi universali come la perdita, la resilienza e la speranza, accompagnato da una formazione internazionale di musicisti di lunga data: la vocalist lettone Arta Jēkabsone, il sassofonista italiano Nicola Caminiti, il pianista israeliano Eden Ladin, il batterista sudcoreano Jongkuk Kim e il chitarrista israeliano Roy Ben Basaht.

Originario della Nuova Zelanda e trasferitosi a New York nel 2018 per studiare alla Manhattan School of Music, Smith ha collaborato con artisti del calibro di Paquito D’Rivera, Miguel Zenón e The Vanguard Jazz Orchestra. Elsewhere Now è un album che unisce profondità emotiva e coesione musicale, un viaggio sonoro che riflette le esperienze di vita e le connessioni globali di un artista in continua evoluzione.

David Sneider – Introducing
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Swinging into the Future: Un Omaggio al Hard Bop con un Tocco di Gioventù

In questo album, la tradizione del hard bop incontra l’energia travolgente di una nuova generazione di talenti. Ispirato dai grandi maestri del genere come Kenny Dorham, Lee Morgan e Art Blakey, questo progetto è un tributo vibrante a un’eredità musicale che continua a pulsare con forza.

Con una formazione stellare che include nomi emergenti come Jacob Chung e Tyler Henderson, insieme a stelle affermate come la saxofonista Erena Terakubo e il batterista Willie Bowman, l’album promette di portare un vento fresco nel panorama jazzistico. Un ascolto imperdibile per chi ama il jazz autentico e pieno di swing.

Jenny Eriksson – Swirling Flame
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Jenny Eriksson e Elysian Fields: “Swirling Flame”, un viaggio tra jazz, barocco e folklore

Jenny Eriksson, unica suonatrice di viola da gamba elettrica in Australia, torna con “Swirling Flame”, il terzo album del suo ensemble Elysian Fields. Pubblicato dall’innovativa etichetta Earshift Music, questo progetto nasce da un percorso di rinascita e rinnovamento, fondendo jazz, barocco, musica classica contemporanea e influenze folk.

Al centro di questo sound unico c’è la viola da gamba elettrica, dal suono avvolgente e raro, che guida l’ascoltatore in un viaggio sonoro ricco di emozioni. Un album che celebra la fusione di generi e la rinascita artistica, perfetto per chi cerca musica innovativa e coinvolgente.

Dave Gisler Trio with Raffaele Bossard and Lionel Friedli – The flying mega doghouse
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Dave Gisler Trio: l’energia pura di un suono senza confini

Dave Gisler non è un chitarrista qualsiasi. È un alchimista del suono, un architetto di paesaggi sonori stratificati, capaci di gonfiarsi in muraglie vibranti o di dissolversi in atmosfere sospese. Con il suo trio, formato dal contrabbassista Raffaele Bossard e dal batterista Lionel Friedli, Gisler ha forgiato un linguaggio musicale che sfugge a ogni categorizzazione, guidato solo da densità, contrasti ed energia pura.

Dopo collaborazioni indimenticabili con figure come la compianta Jaimie Branch e il gigante del jazz David Murray, il trio ha scelto di tornare all’essenza: il suono nudo e crudo del trio, senza ospiti, senza compromessi. Questo nuovo album dal vivo ne è la prova tangibile. Come scrive Christoph Wagner nelle note di copertina, “La band è in forma smagliante, l’atmosfera è elettrizzante e il pubblico è ricettivo: non sorprende che ne sia nato un altro album eccellente, capace di catturare perfettamente lo spirito del Dave Gisler Trio”.

Ascoltare questo disco significa immergersi in un flusso sonoro dove ogni nota è un gesto necessario, ogni silenzio un respiro condiviso. Non è jazz, non è rock, non è nulla di già sentito: è musica come esperienza totale, un invito a lasciarsi travolgere dall’energia grezza e dalla bellezza imperfetta dell’istante.

Alex Cosmo Blake – But For No One Else
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Alex Cosmo Blake: Un Universo Sonoro tra Jazz e Sogno

Alex Cosmo Blake, compositore e chitarrista originario del Sud di Londra, è una voce che si muove tra le pieghe della musica contemporanea con una grazia rara. Le sue collaborazioni con artisti del calibro di Greentea Peng, Loyle Carner, Kokoroko, 6lack, Joy Crookes e Skepta hanno già tracciato un percorso di grande versatilità, ma è con il suo debutto solista, “But For No One Else”, che Blake rivela appieno la sua visione artistica.

Questo lavoro è un viaggio immersivo, una fusione di narrazione da Studio Ghibli, tessiture elettroniche che richiamano Burial, melodie delicate del koto giapponese e un jazz moderno che respira di vita propria. Ogni traccia è un capitolo di una storia intima e coraggiosa, dove la fragilità e la forza si intrecciano senza filtri. Blake non si limita a comporre musica: crea mondi sonori in cui l’ascoltatore può perdersi, tra riflessioni malinconiche e slanci di speranza.

“But For No One Else” è un’opera che parla al cuore, un invito a lasciarsi trasportare in un luogo dove la sensibilità diventa arte e l’onestà si fa suono. Un debutto che non si dimentica, perché racchiude l’anima di chi lo ha creato e la magia di chi sa ascoltare oltre le note.

Camille Bertault – Voz e Vôces
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Camille Bertault: Un Inno d’Amore per il Brasile

Camille Bertault ha incontrato il Brasile nel 2013, durante un soggiorno di tre mesi finanziato dalla Città di Parigi per raccogliere storie e leggende locali. Da allora, quel Paese le ha rubato il cuore, diventando una seconda casa e una fonte inesauribile di ispirazione. “Voz e Vocês”, il suo nuovo progetto, è un omaggio commovente a questa terra e alle amicizie che vi ha coltivato, un viaggio musicale che cattura la gioia, la saudade e l’energia unica della cultura brasiliana.

Da oltre un decennio, Bertault incanta con la sua voce, capace di fondere jazz e chanson con una padronanza straordinaria dell’improvvisazione. Il Brasile, però, le ha aperto un nuovo universo sonoro. Durante i suoi viaggi, ha stretto legami con musicisti straordinari, come la cantante Vanessa Moreno, il pianista Salomão Soares, il chitarrista Guinga e il mandolinista Hamilton de Holanda. Questi incontri hanno dato vita a un album che mescola classici brasiliani, pop e composizioni originali, registrati in spontanee sessioni tra São Paulo e Rio de Janeiro.

Dai ritmi travolgenti di “Choro do Portina” con Hamilton de Holanda alla malinconia di “Nuvem Negra” con Mestrinho, ogni traccia racconta una storia di connessione e passione. Bertault non si limita a interpretare: vive la musica, donandole la sua voce e il suo cuore. “Voz e Vocês” è più di un disco: è un abbraccio sonoro, un ponte tra culture che celebra l’amicizia e la bellezza di un Paese che, una volta scoperto, non si dimentica più.

Kalaha – Guirca
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Guirca: Kalaha e il viaggio sonoro senza confini

Da oltre un decennio, i Kalaha tracciano una mappa musicale che ignora i confini geografici e di genere. Con Guirca, settimo album in studio, il quartetto danese conferma la sua vocazione a fondere tradizioni apparentemente distanti: la cumbia colombiana, il samba brasiliano, il rock anatolico, il blues del deserto e l’elettronica contemporanea si intrecciano in un mosaico vibrante e inaspettato. Il titolo stesso, fusione di güiro e cuíca, due strumenti a percussione latinoamericani, è un manifesto: unire, sperimentare, contaminare.

Nato da due settimane di isolamento creativo in studio, Guirca è il frutto di un’ispirazione improvvisa, scaturita da un concerto di cumbia. Armati di nuovi strumenti a percussione, sintetizzatori e persino un talkbox, i Kalaha hanno dato vita a un album che pulsa di energia ritmica e curiosità sonora. Tra i brani, Yacumama e Duele—quest’ultima arricchita dalla voce di Claudia “Mambe” Rodriguez Ahlfors—rappresentano l’anima poliedrica del disco: un viaggio che spazia dalla foresta amazzonica ai paesaggi sonori del Mediterraneo, passando per echi di jazz-rock anni ’70 e suggestioni da spaghetti-western.

I Kalaha, con la loro alchimia tra acustico ed elettrico, dimostrano ancora una volta che la musica è un linguaggio universale, capace di unire culture, epoche e sensibilità. Guirca non è solo un album: è un invito a ballare, a lasciarsi trasportare e a scoprire che, nella diversità, risiede la vera ricchezza.

Adam Forkelid – Dreams
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Dreams: Adam Forkelid e l’arte dell’improvvisazione come sogno

Con Dreams, il pianista svedese Adam Forkelid ci regala un’opera intima e sospesa, nata da un concerto improvvisato che si è trasformato in qualcosa di straordinario. Registrato in una serata d’ottobre 2024 al Krematoriet di Stoccolma, davanti a un pubblico di soli cinquanta spettatori, l’album cattura l’essenza di un momento magico: Forkelid al suo amato Fazioli F278, senza partiture né piani prestabiliti, si lascia guidare dall’atmosfera e dalle emozioni della sala.

Quattro dei sei brani sono completamente improvvisati, mentre gli altri due nascono da abbozzi o rielaborazioni di idee passate, come The Quiet Above, tratta dal suo precedente lavoro Turning Point. Ogni traccia—da Liminality a Strive—è un viaggio tra sonno e veglia, tra silenzio e scoperta, dove il pianoforte diventa voce di un dialogo interiore e collettivo.

Forkelid, con la sua esperienza ventennale tra collaborazioni con Maria Schneider, Nils Landgren e progetti come Lekverk e Soundscape Orchestra, dimostra ancora una volta che la musica, quando nasce dall’istinto e dalla condivisione, può diventare un ponte tra realtà e sogno. Dreams non è solo un album: è un invito a lasciarsi trasportare, a trovare nel suono la propria dimensione onirica.

Harper Trio – Dialogue of Thoughts
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The Harper Trio: Un Dialogo Sonoro tra Jazz, Radici e Futuro

Con Dialogue of Thoughts, The Harper Trio conferma di essere una delle voci più originali e affascinanti della scena jazz contemporanea. Guidati dall’arpa elettrica di Maria-Christina Harper — artista greca con radici egiziane — il trio ridefinisce i confini del genere, fondendo jazz spirituale, avant-garde e suggestioni mediterranee in un linguaggio unico e avvolgente. Al suo fianco, il sassofono di Josephine Davies e la batteria di Evan Jenkins (Neil Cowley Trio) creano un dialogo musicale dove ogni strumento diventa voce di un racconto collettivo, capace di passare dalla serenità contemplativa all’intensità travolgente con una naturalezza disarmante.

L’album, in uscita il 24 ottobre 2025, è un viaggio in dieci tracce che esplorano l’incontro tra tradizione e innovazione. Dopo il successo di Passing By — celebrato da MOJO come “una suite spirituale di duratura intensità” e da UK Vibe per la sua “magia eterea” — Dialogue of Thoughts si spinge oltre, con brani come Walk (già apprezzato da BBC Radio 3 e One Jazz Radio) che incarnano perfettamente l’essenza del progetto: un jazz che non teme di sperimentare, ma che resta sempre profondamente umano e accessibile.

The Harper Trio non suona, racconta. E in questo nuovo lavoro, ogni nota è una parola, ogni silenzio un invito a ascoltare più a fondo. Un disco che merita di essere scoperto, perché la musica, quando è vera, sa parlare direttamente all’anima — senza bisogno di traduzioni.

Yakir Arbib & Conti Bilong – Afro Baroque
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Yakir Arbib & Conti Bilong: Un Incontro Magico tra Afrobeat e Jazz Barocco

Quando due mondi musicali apparentemente distanti si incontrano, può nascere qualcosa di unico e irripetibile. È quello che accade in Afro Baroque, il nuovo album di Yakir Arbib al pianoforte e Conti Bilong alla batteria e percussioni, in uscita il 24 ottobre 2025. I due artisti, provenienti da background musicali completamente diversi, hanno trovato una connessione istantanea a Parigi nell’estate del 2023, durante una sessione in cui suonarono Caravan di Duke Ellington. Da quel momento, è nata un’alchimia musicale che ha dato vita a un progetto ricco di energia, sperimentazione e fusione culturale.

Afro Baroque è un viaggio sonoro che unisce afrobeat, jazz fusion e suggestioni barocche, creando un paesaggio musicale dove i ritmi incalzanti di Conti Bilong si intrecciano con le armonie sofisticate di Yakir Arbib. Brani come Ngola and Ekang e Mout Binam Nou trasportano l’ascoltatore in un universo dove la tradizione africana dialoga con la raffinatezza europea, mentre All Blues e Afro Baroque dimostrano come il jazz possa essere sia radicale che elegante.

Registrato a Parigi e prodotto con cura meticolosa, l’album si presenta come un’opera audace e coinvolgente, capace di sorpendere ad ogni ascolto. Yakir Arbib e Conti Bilong non si limitano a suonare insieme: creano un dialogo musicale che va oltre i confini, ricordandoci che la vera magia della musica nasce quando si ha il coraggio di esplorare l’ignoto. Afro Baroque non è solo un album, ma un incontro di culture, emozioni e suoni che merita di essere scoperto e celebrato.

Steve Tibbetts – Close
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Close: Steve Tibbetts e la poesia del silenzio

Close, undicesimo lavoro di Steve Tibbetts per la ECM, è un viaggio sonoro tra memoria e assenza. Il chitarrista del Minnesota tessere melodie ipnotiche, tra chitarre acustiche a dodici corde e distorsioni elettriche, creando un’atmosfera sospesa, quasi meditativa. L’influenza del sarangi di Sultan Khan, maestro indiano, è palpabile: ogni nota sembra cercare un dialogo tra Oriente e Occidente, tra tradizione e sperimentazione.

L’album si sviluppa in frammenti musicali che si susseguono come pensieri, da We Begin a Remember, fino alla malinconica We End. Tibbetts descrive la musica come una “lingua del crepuscolo”, un tentativo di dare forma a ciò che sfugge. Le percussioni profonde e i droni avvolgenti creano uno spazio sonoro dove il tempo si dilata, e ogni traccia diventa un invito all’ascolto profondo.

Close è un disco intimo, ma universale: una riflessione sulla fragilità umana, dove il suono diventa rifugio. In un mondo saturo di rumori, Tibbetts ci ricorda che la vera magia sta nell’ascoltare l’ombra, nel lasciarsi trasportare da una musica che parla direttamente all’anima.

Stefano Maria Ricatti – Errantes
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Errantes: Stefano Maria Ricatti e il viaggio sonoro dell’eterno nomade

Con Errantes, Stefano Maria Ricatti torna a incantare con una musica che sembra dipingere immagini in movimento. Il chitarrista e compositore veneto, dopo aver esplorato la canzone d’autore e la musica per teatro e balletto, si riconferma maestro di atmosfere con questo nuovo lavoro strumentale, registrato con il suo Ricatti Ensemble. Il quartetto, formato da Roberto Favaro al sassofono, Enrico Pini al contrabbasso e Ivan Trevisan alla batteria, dà vita a un disco che sembra la colonna sonora di un film mai girato, dove ogni traccia racconta una storia.

L’album si apre con il brano che dà il titolo al disco, Errantes, un viaggio sonoro che evoca il movimento, l’instabilità, la ricerca. Tra i pezzi spicca Carla (tribute to Carla Bley), omaggio alla grande pianista e compositrice americana, dove il sassofono di Favaro dialoga con la chitarra di Ricatti in un intreccio di eleganza e malinconia. Meditazione e Foglie di tè sono momenti di sospensione, dove il tempo sembra fermarsi, mentre Tatì e Barenera riportano in superficie un groove che ricorda le atmosfere del cinema italiano degli anni ’60.

Ricatti, che firma tutte le composizioni, dimostra ancora una volta la sua capacità di fondere tradizione e innovazione. La sua chitarra, ora delicata ora tagliente, si intreccia con il sassofono di Favaro in un dialogo che è insieme intimo e universale. Errantes è un disco che parla di memoria, di radici e di movimento, un invito a lasciarsi trasportare dalla musica come da un vento che non ha confini. In un’epoca in cui tutto sembra fermo, Ricatti ci ricorda che l’arte è, prima di tutto, un viaggio.

Niillas Holmberg & Pauli Lyytinen – Naarattu laulu
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Naarattu laulu: Un Canto tra Poesia e Paesaggi Sonori

Naarattu laulu è un’opera che va oltre la musica: è un dialogo intimo tra la voce ancestrale di Niillas Holmberg e il sassofono visionario di Pauli Lyytinen. Questo album, in uscita il 24 ottobre 2025 per Eclipse Music, nasce dall’incontro tra il joik — la tradizione vocale dei popoli Sámi — e l’elettronica contemporanea, creando un paesaggio sonoro che evoca miti, nature selvagge e memorie collettive.

Holmberg, poeta e musicista, intreccia parole e canti con la musica di Lyytinen, che con il suo sassofono e l’uso sapiente dell’elettronica trasforma ogni brano in un rituale. Taskunsakääntäjä, Majava e Májjá sono solo alcune delle tracce che guidano l’ascoltatore in un viaggio dove il suono diventa acqua che scorre, portando con sé storie e immagini. L’album, che si lega alla raccolta poetica Naarattu di Holmberg, è un’esperienza multidimensionale: la versione in vinile include un libretto di 12 pagine con poesie e fotografie, a sottolineare come arte visiva, parola e musica siano qui inseparabili.

Naarattu laulu è un atto di evocazione, un invito ad ascoltare ciò che il tempo ha nascosto.

Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family

Ottobre 2025 – Le uscite discografiche

Settimana dal 27 al 31 ottobre

Miloš Železňák – Untitled
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Untitled: il jazz come spazio di libertà

Quando la musica si libera dai confini del titolo e si affida solo all’ascolto, nasce qualcosa di unico. Untitled, il nuovo album del Miloš Železňák Acoustic Trio, è un’opera che sfida le categorizzazioni, un viaggio tra improvvisazione libera, minimalismo jazzistico e suggestioni ambient. In uscita il 28 ottobre 2025 per Caligola Records, il disco rappresenta l’evoluzione di un progetto iniziato nel 2007, con il chitarrista e compositore slovacco affiancato da Enea Bari al contrabbasso e Ján Oriško alla batteria, due musicisti che portano con sé una sensibilità raffinata e una profonda capacità di ascolto.

I sei brani, tutti firmati da Železňák, sono momenti di pura condivisione sonora: non performance, ma dialoghi spontanei tra gli strumenti, dove ogni nota sembra nascere dall’istante. Il titolo, Untitled, non è un caso: è un invito a lasciarsi andare, a vivere la musica come uno spazio aperto, senza etichette. Le composizioni, pur strutturate, lasciano ampio margine all’improvvisazione, creando paesaggi sonori che oscillano tra fragilità e intensità.

Registrato nel luglio 2024 allo Studio 71 in Slovacchia, il disco è un esempio di come il jazz contemporaneo possa essere sia intimo che avventuroso. Železňák, voce fondamentale della scena jazz dell’Europa centrale, ci regala un disco che parla direttamente all’anima. Untitled è la dimostrazione che, a volte, la musica più significativa è quella che non ha bisogno di parole per spiegarsi.

Lea Gasser 5tet – Circles
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Circles: Un Viaggio Musicale tra Islanda e Immaginario Nordico

Con Circles, Lea Gasser e il suo quintetto ci regalano un’opera che è molto più di un semplice album: è un diario sonoro, un viaggio intimo tra le lande desolate e magiche dell’Islanda, terra che ha ispirato profondamente la compositrice. Scritto durante una residenza artistica nell’estremo nord, questo lavoro nasce tra tempeste improvvise, giorni infiniti di luce e il silenzio rotto solo dal vento e dai ghiacciai che si sciolgono. Dieci brani che raccontano storie di elfi, troll e paesaggi onirici, dove la fisarmonica di Lea si intreccia con il sassofono di Samuel Urscheler, il pianoforte di Mirko Maio, il contrabbasso di Emilio Giovanoli e la batteria di Romain Ballarini, creando un tessuto musicale delicato e avvolgente.

La voce di Sibyl Hofstetter, ospite in Elves e nella ninna nanna islandese Sofðu Unga Ástin Mín, aggiunge una dimensione quasi fiabesca, mentre le liriche e le melodie sembrano danzare tra realtà e mito. Circles è un disco che invita all’ascolto lento, a chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare in un mondo dove la musica diventa paesaggio e il paesaggio diventa emozione. Un lavoro che, nella sua essenza, ci ricorda quanto la creatività possa fiorire quando ci si ferma a guardare, ascoltare e sentire il mondo intorno a noi. Un inno alla lentezza, in un’epoca che corre troppo veloce.

Roberto Ottaviano – Dark Sides
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“Dark Sides”: Un Viaggio tra Ombra e Resistenza Musicale

Con “Dark Sides”, Roberto Ottaviano ci conduce in un territorio sonoro inesplorato, dove il sax soprano e il clarinetto si intrecciano con l’oud di Peppe Frana, le elettroniche di Luca ‘DJ Rocca’ Roccatagliati, il contrabbasso di Giorgio Vendola e le percussioni di Ermanno Baron. Questo nuovo progetto non è solo un album, ma una dichiarazione artistica, un viaggio tra suoni acustici e suggestioni elettroniche che esplorano le zone d’ombra dell’umanità: il potere, l’avidità, la sopraffazione. Ottaviano, artista di lunga esperienza e profonda sensibilità, trasforma la musica in un atto di resistenza, un grido contro l’indifferenza e la perdita di memoria.

Tra i brani del disco troviamo “Gabriel’s Message”, una rivisitazione del canto natalizio basco che evoca l’Annunciazione con una delicatezza quasi spirituale, per poi tuffarsi nell’inquietudine di “Bridal Ballad”, composto da Jocelyn Pook per Il Mercante di Venezia, dove la bellezza si tinge di una malinconia sottile. “Syte”, con le sue radici balcaniche, è un brano viscerale, teso tra ritmo e nostalgia, mentre “Goin’ Home”, tratto dalla Sinfonia Dal Nuovo Mondo di Dvořák, diventa una metafora del desiderio di ritorno, fisico o interiore, verso un luogo — o un’idea — che sembra perduto.

Ogni traccia è una testimonianza, un gesto musicale che cerca di restituire umanità e senso critico in un’epoca che spesso li smarrisce. “Dark Sides” è un lavoro che non si limita a suonare, ma racconta, denuncia e interroga, dimostrando come la musica possa essere uno strumento di consapevolezza e di lotta. Un album che, tra improvvisazione e composizione, ci ricorda che anche nell’oscurità è possibile trovare luce, purché si abbia il coraggio di ascoltare.

Luigi Martinale Quartet – Invisible Cities
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Luigi Martinale Quartet – Invisible Cities: dove il jazz incontra Calvino

“Invisible Cities”, il nuovo album del Luigi Martinale Quartet, è un viaggio sonoro ispirato all’omonimo capolavoro di Italo Calvino. Otto brani inediti, composti e arrangiati da Martinale, traducono in musica le città immaginarie dello scrittore, fondendo la libertà del jazz con la profondità narrativa di Calvino. Ogni traccia è un paesaggio emotivo, dove il pianoforte di Martinale, il sax di Stefano “Cocco” Cantini, il contrabbasso di Yuri Goloubev e la batteria di Zaza Desiderio disegnano atmosfere sospese tra realtà e fantasia.

Il disco, arricchito dalla collaborazione dell’orchestra da camera del Conservatorio Ghedini, supera i confini del genere, creando un dialogo tra improvvisazione e struttura. Le suggestioni letterarie si trasformano in melodie che invitano all’ascolto attento, rivelando come la musica possa dare voce all’invisibile, proprio come le parole di Calvino. Un lavoro che conferma il jazz come arte capace di raccontare storie senza tempo.

Robin Mullarkey – The Black Swan
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“Black Swan: Un Viaggio Improvisativo nel Cuore della Musica”

Dopo il successo dei celebri album Brotherly, arriva Black Swan, il primo album solista che segna una svolta verso un suono più viscerale e improvvisato. Registrato in due giorni senza prove, questo album cattura l’essenza di un tributo a Wayne Shorter, trasformandosi in una celebrazione dell’improvvisazione e della creatività collettiva.

Con la partecipazione di musicisti di calibro come Richard Spaven alla batteria, Dave Okumu alla chitarra, Tom Cawley alle tastiere, Graeme Blevins ai fiati e Will Fry alle percussioni, ogni traccia è un’ascolto unico. Eska, con la sua voce inconfondibile, offre una reinterpretazione mozzafiato di “The Jungle Line” di Joni Mitchell.

Un album che unisce ritmi progressivi, melodie ipnotiche e momenti di pura improvvisazione, perfetto per chi ama esplorare nuovi orizzonti musicali.

Makaya McCraven – Off the Record
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Off the Record: Il Ritorno di Makaya McCraven con Quattro EP Interconnessi

Il batterista e produttore Makaya McCraven torna con un progetto ambizioso: quattro EP distinti ma collegati tra loro, che saranno pubblicati il 31 ottobre. Techno Logic, The People’s Mixtape, Hidden Out! e PopUp Shop sono il frutto di anni di improvvisazione dal vivo, registrazioni e sperimentazioni sonore, il tutto rielaborato nel suo studio di Chicago. Questi lavori rappresentano un ritorno al suo approccio signature di “organic beat music”, un mix di jazz, elettronica e ritmi urbani che ha definito la sua carriera fin dal 2015.

Ogni EP è un viaggio unico: Techno Logic, con Ben LaMar Gay e Theon Cross, cattura l’evoluzione di quasi otto anni di collaborazione, mentre The People’s Mixtape celebra il decennale di In The Moment con una sessione live a Brooklyn. Hidden Out! nasce da una residenza a Chicago nel 2017, e PopUp Shop documenta il suo debutto a Los Angeles nel 2015.

Disponibile anche in versione fisica come 2xLP e 2xCD dal 10 ottobre, Off the Record è un tributo alla creatività senza confini di McCraven.

Ohm! – The Architects
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Ohm! e “The Architects”: Un Debutto Elettrico tra Funk, Jazz e Rock

“The Architects”, il primo album del trio Ohm! guidato dal chitarrista Dan Bruce, è un viaggio sonoro tra ritmi funk, fusion jazz e rock. Con una base ritmica inarrestabile e un’interazione dinamica, il trio crea un mix di texture e atmosfere, bilanciando accessibilità e imprevedibilità.

In uscita il 31 ottobre 2025, l’album è perfetto per chi ama il groove con un tocco di caos. Dan Bruce alla chitarra, Jordan McBride al basso elettrico e Gabe Jones alla batteria ed elettronica danno vita a un ascolto energico e coinvolgente.

Aron Ottignon, Nane Kahle – Return Of The Dawn
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Return Of The Dawn: un’alba sonora tra jazz e sperimentazione

Con Return Of The Dawn, Aron Ottignon e Nane Kahle ci guidano in un viaggio intimo e avvolgente, dove il pianoforte si fonde con le texture elettroniche dell’Osmose synthesizer e le suggestioni afro-futuriste della voce di Nane. Registrato nel cuore storico di Le Dorat, in Francia, questo EP segna una svolta nel percorso dell’artista neozelandese, già noto per le sue contaminazioni tra jazz e ritmi senegalesi.

Le cinque tracce, tra cui spiccano Morning Dew e The Infinite Rhythm, sono un dialogo tra memoria e innovazione, dove l’improvvisazione diventa ponte tra tradizioni lontane e sonorità contemporanee. Ottignon, con la sua maestria compositiva, e Kahle, con la sua voce evocativa, creano atmosfere che sembrano sospese tra il crepuscolo e l’alba, riflettendo sulla transitorietà del tempo e sulla capacità della musica di evocare luoghi e emozioni.

Un lavoro che, oltre a essere una testimonianza di collaborazione artistica, si propone come fondamento per future performance dal vivo, confermando ancora una volta come la musica sia un linguaggio universale, capace di unire culture e generazioni. In uscita il 30 ottobre 2025, Return Of The Dawn promette di essere un’ascolto che lascia il segno.

Agustín Pereyra Lucena – Ese Dia Va A Llegar
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Ese Día Va a Llegar: Il capolavoro intimo di Agustín Pereyra Lucena

Nel cuore degli anni Settanta, tra le strade di Buenos Aires e le vibrazioni del Brasile, Agustín Pereyra Lucena ha inciso un disco che è molto più di una semplice raccolta di brani: Ese Día Va a Llegar è un viaggio sonoro tra la malinconia e la speranza, un dialogo tra la chitarra e l’anima. L’artista, architetto di formazione ma musicista per vocazione, abbandona le rigide linee del progetto per abbracciare la fluidità delle note, collaborando con giganti della musica brasiliana come Vinicius de Moraes e Baden Powell.

L’album, originariamente pubblicato nel 1975, è un affresco di suoni caldi e avvolgenti, dove le reinterpretazioni di classici come Chica De Ipanema si fondono con composizioni originali come Guayabas e Amazonas. Ogni traccia è un invito a chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare in un bar di Buenos Aires, dove il tempo sembra scorrere al ritmo di una bossa nova sussurrata. La chitarra di Pereyra Lucena non suona, parla: racconta di amori perduti, di viaggi mai compiuti e di una nostalgia che è universale.

In un’epoca in cui la musica era spesso sinonimo di rivoluzione, Ese Día Va a Llegar sceglie la strada della contemplazione, ricordandoci che a volte la vera ribellione è nella capacità di fermarsi ad ascoltare, non solo con le orecchie, ma con il cuore. Un disco che, ancora oggi, ci insegna che la bellezza sta nella semplicità e che, in fondo, quel giorno che aspettiamo arriverà sempre, portando con sé le note di una chitarra e il profumo di un sogno.

Leandro Cardenas – Against the Jazz Police
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Against the Jazz Police: Una Ribellione Sonora tra Avant-Garde e Spiritualità Afro-Cubana

Leandro Cardenas irrompe sulla scena musicale con Against the Jazz Police, un debutto audace che sfida le convenzioni e invoca una critica culturale e metafisica radicale. Questo album non è semplicemente una raccolta di brani, ma un vero e proprio atto di ribellione sonora, un misto di rituale, trattato filosofico ed eruzione avant-garde.

Con un ensemble che si ispira a Eric Dolphy, Cardenas crea un mondo sonoro anarchico e radicato nella tradizione afro-cubana, dove l’improvvisazione collettiva e l’invocazione ancestrale si fondono in un’esperienza unica. L’album si sviluppa in cinque sessioni intense, ognuna delle quali funge da portale verso una coscienza culturale e spirituale stratificata, attingendo al potere simbolico delle divinità Yoruba, alle pratiche di trance rurali e alla resistenza post-coloniale.

Tra i brani spiccano “Rito: What Is Endures”, un’apertura viscerale che evoca il caos rituale, e “Cagüeiro: In the mangrove”, un movimento di trance che attraversa paesaggi sonori intensi. L’album si chiude con “Postlude/Ayágguna”, un finale barocco ed estatico che ascende da texture terrene a un climax celestiale.

Against the Jazz Police non è un album di jazz convenzionale, ma una forza che si situa in dialogo con pensatori rivoluzionari come Frantz Fanon, canalizzando le correnti spirituali afro-caraibiche e lo spirito ingovernabile dell’improvvisazione avant-garde. Un’opera che sfida ogni classificazione di genere e invita l’ascoltatore a esplorare nuovi orizzonti sonori e culturali.

Johanna Linnea Jakobsson – Don’t Overthink It
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Johanna Linnea Jakobsson: “Don’t Overthink It”, un viaggio tra jazz, folk e pop

Johanna Linnea Jakobsson, artista danese-svedese, torna con il suo secondo album, “Don’t Overthink It”, in uscita il 31 ottobre. Dopo il successo di “Alone Together” (2022), acclamato dalla critica europea e giapponese, Johanna esplora nuove direzioni musicali, concentrandosi su composizioni originali che sfumano i confini tra jazz, folk e pop.

L’album, prodotto da John Fernold, riflette le esperienze dell’artista con la maturità, tra sogni, incertezze e scoperte. Con un suono che ricorda Norah Jones ed Ella Fitzgerald, ma con echi di Radiohead e Beatles, Johanna crea un paesaggio sonoro unico e personale.

“Don’t Overthink It” è un invito a non perdere sé stessi nei pensieri, un mantra che l’artista porta con sé, trasformando ansie e vulnerabilità in musica sincera e coinvolgente. Un album da non perdere, che celebra la gioia di creare e condividere musica con gli amici.

Robert Mitchell – Little Black Book (Vol 1): Blueprint (Of An Infinite Gift)
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Robert Mitchell: “Little Black Book”, un viaggio tra fusion, psichedelia e poesia

Robert Mitchell, pianista, compositore e poeta, presenta “Little Black Book”, un progetto che fonde fusion, psichedelia e sperimentazione multimediale. Con Laurie Lowe alla batteria e Zayn Mohammed alla chitarra, Mitchell crea un sound unico, ispirato da artisti come Chick Corea, Jimi Hendrix e Cecil Taylor.

L’album spazia tra riff potenti, ritmi serrati e atmosfere meditative, con influenze che vanno dal jazz al rock, dal blues alla musica medio-orientale. Tra i brani spiccano “Be the Change”, un omaggio a Gandhi, e “Jimi @ Granada”, tributo a Hendrix. Due poesie recitate, “Peace In Mind” e “Within The Storm”, aggiungono una dimensione poetica al progetto.

“Little Black Book” è un viaggio sonoro che celebra la diversità musicale e la creatività senza confini.

Fred Frith, Mariá Portugal – Matter
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Fred Frith e Mariá Portugal: un incontro oltre i confini

Quando due mondi musicali si sfiorano, a volte nasce una scintilla che illumina territori inesplorati. È il caso dell’incontro tra Fred Frith, leggenda vivente tra rock, jazz e improvvisazione, e Mariá Portugal, batterista, cantante e compositrice brasiliana trapiantata a Berlino, dove ha tessuto legami profondi con la scena europea dell’improvvisazione. Lei porta con sé il calore della tradizione brasiliana, arricchito da una curiosità instancabile per l’elettronica e la sperimentazione; lui incarna l’essenza di un musicista che ha spazzato via ogni confine stilistico, diventando un punto di riferimento globale per chi crede nella musica come linguaggio senza regole.

Il loro album d’esordio è una rivelazione: due artisti provenienti da continenti, generazioni e universi sonori diversi, eppure uniti da una complicità che sembra nata da sempre. Frith, con la sua chitarra visionaria, e Mariá, con la sua voce e le sue percussioni, creano un dialogo dove ogni suono è una domanda e ogni silenzio una risposta. Non c’è fusione forzata, ma un incontro naturale, come se le loro strade fossero destinate a incrociarsi.

Questo disco è la prova che la musica, quando è vera, non ha bisogno di etichette: è un flusso di emozioni, un ponte tra tradizioni e avanguardie, un promemoria che l’arte nasce proprio lì, dove i confini si dissolvono e l’ascolto diventa creazione. Un incontro che sembra dire: ecco, questo è il suono della libertà.

Rasmus Kjær – Underlake
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Underlake: Rasmus Kjær Larsen e l’eco liquida dell’esistenza

Con Underlake, il pianista e compositore danese Rasmus Kjær Larsen ci conduce in un viaggio sonoro dove l’acqua non è solo metafora, ma materia viva che plasma suoni e emozioni. Registrato sulle sponde del Lago di Ginevra, questo album in trio—con Nicolas Masson al sassofono e Noé Franklé alla batteria—è un dialogo intimo tra composizione e improvvisazione, tra la rigidità di una modalità a sette toni inventata da Kjær e la libertà di pezzi come adrift, dove tutto è affidato all’istinto.

L’apertura con almost weightless è una rivelazione: ispirata da un esercizio del suo mentore Butch Lacy, Kjær ha letteralmente composto galleggiando sulle acque del lago, catturando l’essenza di un mondo sonoro “scuro ma bellissimo”, dove ogni nota sembra emergere dalle profondità come una bolla d’aria. L’ascoltatore viene immerso in un’atmosfera sospesa, quasi subacquea, dove il tempo si dilata e la musica assume un peso diverso, quasi etereo.

Tra i brani, Ondine in Silhouette si distingue per la sua struttura più tradizionale, un omaggio alla ninfa acquatica che seduce i marinai con il suo canto. È un momento di luce in un album che, altrimenti, si nutre di ombre e riflessi, di silenzi che parlano quanto le note. Kjær, voce tra le più avventurose della scena danese, torna qui al pianoforte acustico, ricordandoci che la musica—come l’acqua—è elemento primario, capace di nutrire, distruggere e rigenerare. Underlake non è solo un disco: è un invito a ascoltare il mondo, e noi stessi, con orecchie nuove.

Daniel Santiago – Love in the Modern World
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Daniel Santiago: L’amore come linguaggio universale

Con Love in the Modern World, il chitarrista, compositore e produttore brasiliano Daniel Santiago ci regala un album che è molto più di una semplice reinterpretazione: è un dialogo intimo e profondo con le composizioni di Kurt Rosenwinkel, filtrate attraverso la sua sensibilità unica. Santiago, da sempre abile nel superare i confini tra generi, questa volta ci porta in un viaggio dove il jazz, il rock e la tradizione brasiliana si fondono in un abbraccio sonoro che sembra sussurrare storie di amore, nostalgia e rinascita.

Registrato a Berlino nello studio di Rosenwinkel, l’album è un’opera di raffinata eleganza, dove ogni nota risuona con una chiarezza cristallina. Brani come Spirit Kiss e Summer Song si rivelano sotto una nuova luce, trasformati dalla chitarra acustica di Santiago in momenti di pura magia, capaci di farci dimenticare le versioni originali e farci innamorare di queste nuove interpretazioni. Non è un caso che Rosenwinkel stesso abbia definito il lavoro di Santiago come un atto di “maestria assoluta”, dove la tecnica si fonde con l’emozione in un equilibrio perfetto.

Love in the Modern World non è solo un tributo, ma una rinascita: un album che ci ricorda come la musica, quando nasce dal cuore, possa diventare un ponte tra culture, epoche e anime. In uscita il 31 ottobre 2025 per Heartcore Records, questo lavoro conferma ancora una volta che Daniel Santiago non è solo un musicista, ma un narratore capace di trasformare le note in emozioni universali.

Theo Bleckmann – Love and Anger
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Theo Bleckmann: L’arte di trasformare l’emozione in musica

Con Love and Anger, Theo Bleckmann ci regala un album che è molto più di una semplice raccolta di canzoni: è un viaggio emotivo, un dialogo intimo tra la voce e l’anima. Bleckmann, da sempre riconosciuto come una delle voci più innovative e versatili della scena contemporanea, questa volta si circonda di collaboratori di lunga data e nuovi compagni di viaggio per ridisegnare brani di artisti come Kate Bush, Frank Ocean, i Beatles e Nina Simone, trasformandoli in qualcosa di profondamente personale e inedito.

Il disco, prodotto da Ulysses Owens Jr., si apre con una versione stratificata e coinvolgente di Love and Anger di Kate Bush, dove la voce di Bleckmann si libra su un groove avvolgente, esplorando le contraddizioni umane con una delicatezza che sfiora il sacro. Ogni traccia è una sorpresa: dalla malinconia di Stars alla reinvenzione minimalista di Teardrop dei Massive Attack, fino all’omaggio commovente a Sylvester con Mighty Real, Bleckmann dimostra una capacità unica di scavare nelle composizioni altrui e tirarne fuori emozioni nascoste, rendendole proprie senza mai tradirne l’essenza.

Il progetto, che vede la partecipazione di musicisti come Ben Monder, Matt Penman e Mike King, è un esempio di come la musica possa essere al contempo sofisticata e accessibile, intellettuale e viscerale. Love and Anger non è solo un album: è un manifesto di come l’arte possa trasformare il dolore in bellezza, la rabbia in amore, e le note in un linguaggio universale che parla direttamente al cuore. Questo lavoro conferma ancora una volta che Theo Bleckmann non è solo un cantante, ma un vero e proprio alchimista delle emozioni.

Steve Dyer – Multipolar
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Multipolar: Un Viaggio Sonoro tra Radici e Futuro

Con Multipolar, Steve Dyer ci regala un’opera che è molto più di un semplice album: è un ponte tra tradizioni e innovazione, tra il suono vibrante del Sudafrica e le suggestioni globali. Il sassofonista, polistrumentista e compositore, già noto per la sua capacità di fondere jazz, world music e sonorità africane, raggiunge qui una maturità espressiva che affonda le radici nella sua terra natale, ma si proietta verso orizzonti universali.

Il disco, in uscita il 31 ottobre 2025, si apre con Revolving Earth, un brano che sembra abbracciare il mondo intero, tra ritmi avvolgenti e melodie che danzano leggere. La collaborazione con musicisti del calibro di Sphelelo Mazibuko alla batteria, Shane Cooper al contrabbasso e il Resonance String Quartet arricchisce ogni traccia di una profondità unica. The Young Ones, con i suoi quasi dieci minuti di durata, è un viaggio ipnotico tra sax e tromba, mentre Ancestral Home ci riporta alle origini, con voci e percussioni che evocano storie antiche.

Dyer, con la sua sensibilità, ci ricorda che la musica è un linguaggio senza confini, capace di unire culture e generazioni. Multipolar non è solo un album: è un invito a riflettere su quanto le nostre diversità possano diventare forza, armonia e bellezza. Un lavoro che, come ogni grande opera, ci lascia con una domanda: cosa significa davvero appartenere a un mondo sempre più interconnesso?

Neil Gray – In the streets
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In The Streets: Vancouver Raccontata in Jazz

Con In The Streets, Neil Gray ci regala una cartolina sonora di Vancouver, una città che pulsa tra luci notturne e storie di vita. Il batterista e compositore canadese, già noto per il suo amore verso il bebop e l’hard bop, trasforma le strade e i locali della sua città in melodie vibranti, omaggiando i luoghi e le persone che hanno segnato il suo percorso artistico e umano.

L’album, in uscita il 31 ottobre 2025, si apre con Frankie’s Ghost, un brano che cattura l’essenza di un jazz club affollato, dove il sax di Cory Weeds e la tromba di Julian Borkowski si intrecciano con la ritmica incalzante di Gray. Seymour Street Shuffle è un inno al movimento, un groove che sembra accompagnare i passi frettolosi di chi vive la metropoli, mentre Night and Day, con la voce di Leila Naderi, aggiunge una sfumatura malinconica e intima.

Ogni traccia è un racconto: Latin Fiasco porta il calore delle notti estive, Shotgun Blues il peso di una delusione d’amore. Gray non suona solo per sé, ma per la sua comunità, per i musicisti che lo hanno ispirato e per i locali che lo hanno visto crescere. La produzione di Cory Weeds e la registrazione ai Monarch Studios donano al disco una qualità cristallina, capace di far emergere ogni sfumatura.

In The Streets è più di un album: è un abbraccio musicale a una città che non smette di ispirare. Un promemoria che, anche nel caos urbano, la musica sa trovare spazi di bellezza e connessione. Un disco che, come le strade che celebra, invita a perdersi per poi ritrovarsi.

Guano Padano plays with Enrico Rava – La Giostra
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“La Giostra: Un Incontro Magico tra Jazz e Psichedelia”

Registrato dal vivo al Jazz a Forlì nel novembre 2024, “La Giostra” cattura l’incontro tra due mondi musicali unici: Guano Padano, con i loro paesaggi sonori desertici e jazz psichedelico, ed Enrico Rava, leggenda del jazz italiano dalla liricità inconfondibile.

L’album si sviluppa come un viaggio circolare, sospeso tra realtà e immaginazione. I passaggi meditativi si alternano a esplosioni di energia, mentre la tromba luminosa di Rava si intreccia con le texture cinematografiche di Guano Padano. Il risultato è un affresco sonoro di rara bellezza, intriso di polvere, nostalgia e squarci di futuro.

Nils Landgren – Christmas with My Friends IX
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Christmas with My Friends IX: La Magia del Natale secondo Nils Landgren

Con “Christmas with My Friends IX”, Nils Landgren torna a regalarci un’atmosfera natalizia che è ormai diventata una tradizione attesa e amata. Da nove edizioni, questo progetto rappresenta un appuntamento fisso per chi cerca calore, eleganza e autenticità nelle lunghe sere invernali. Il trombonista svedese, insieme ai suoi fidati compagni musicali, ci invita ancora una volta a celebrare il Natale con un album che unisce classici rivisitati e nuove composizioni, tutte permeate da quella sensibilità jazzistica che solo Landgren sa infondere con tanta grazia.

Dalle note avvolgenti di “Christmas Is Here Again” alla dolce malinconia di “Dormi, Jesu”, ogni traccia è un piccolo gioiello che brilla di luce propria. Il disco si muove tra swing delicato, ballate intime e momenti di pura gioia, come nel vivace “Winter Wonderland”, dove il trombone di Landgren si fa portavoce di un’allegria contagiosa. Ma è in brani come “Music Speaks” che emerge tutta la profondità di questo progetto: la musica, infatti, diventa qui un linguaggio universale, capace di unire le persone oltre le differenze culturali e generazionali.

“Christmas with My Friends IX” non è solo un album natalizio, ma un viaggio emotivo che ci ricorda il vero significato delle feste: la condivisione, l’affetto e la bellezza di ritrovarsi insieme. Un lavoro che, ancora una volta, dimostra come la musica di Landgren sappia essere sincera, raffinata e profondamente umana, regalandoci un Natale che riscalda il cuore e l’anima.

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