
Novembre 2025 – Groove Bonanza:
la tua guida verso la musica migliore.
Dai un’occhiata alla nostra rubrica e alla playlist su Spotify per i ritmi più coinvolgenti e le melodie più avvincenti.
Cosa trovate e come dovete muovervi in questa pagina
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Groove Bonanza
Groove Bonanza è la tua bussola personale per navigare nel vasto oceano della musica indipendente, un territorio ricco di gemme nascoste lontane dalle correnti dominanti del mainstream. Questa guida ti condurrà verso artisti meno noti ma straordinariamente talentuosi, che creano musica autentica e innovativa, spesso non riconosciuta dal grande pubblico.
A partire da marzo 2024, abbiamo deciso di ampliare le nostre segnalazioni musicali per offrirti non solo brani nel tuo genere preferito, ma anche musica che pensiamo possa regalarti
Groove in Abbondanza
Qui puoi trovare, ascoltare, e qualche volta vedere, singoli brani o interi album per i quali qualcuno ci ha chiesto un semplice parere, indipendentemente dal genere musicale.
Questa musica non sempre rispecchia i nostri gusti personali, ma riteniamo sia importante dare spazio a tutte le diversità e tendenze stilistiche. Per questo motivo, scegliamo di pubblicare e condividere queste segnalazioni sul nostro sito.
Siamo sicuri che troverai qualcosa di adatto ai tuoi gusti musicali e speriamo che queste nuove aggiunte alla nostra selezione ti portino piacevoli scoperte.

la tua destinazione musicale per un’esperienza Musicale senza confini.
Hirofumi Ono: Il suono tra jazz e attesa
Hirofumi Ono, chitarrista e compositore giapponese originario di Gifu, incarna la fusione tra rigore intellettuale e passione musicale. Dopo aver studiato fisica a Tokyo e perfezionato il suo talento al Berklee College di Boston, Ono ha scelto la chitarra come voce per esplorare l’anima umana. Il suo ultimo lavoro, Zero and One, è un viaggio introspettivo che unisce jazz, pop e suggestioni classiche moderne, un album che ha conquistato l’attenzione internazionale, approdando persino nella playlist ufficiale di Apple Music Jazz Scene: Japan.
Con No Reply, Ono si spinge oltre, trasformando l’ansia di un messaggio senza risposta in una vibrante energia jazz-rock. La chitarra, tagliente e groovy, si intreccia con armonie sofisticate e un pizzico di ironia, creando un dialogo musicale che ricorda i grandi nomi del jazz contemporaneo come Julian Lage o Kurt Rosenwinkel. La sua musica non è solo tecnica: è una narrazione, un racconto di emozioni universali che trovano voce nelle corde di una chitarra.
In un mondo dove le parole spesso si perdono, Ono ci ricorda che la musica sa sempre rispondere.
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Paul Hannah: L’ultimo treno per casa, tra tradizione e innovazione
Paul Hannah, batterista, percussionista e produttore con base ad Atlanta, incarna l’essenza di un musicista che ha fatto della passione per la musica la sua ragione di vita. Dopo trent’anni trascorsi tra tour nazionali e internazionali, collaborazioni con maestri del calibro di Vic Firth e Alan Dawson, e una carriera da turnista che lo ha visto attraversare palchi di tutto il mondo, Hannah ha deciso che è arrivato il momento di mettere se stesso al centro della scena. Il suo esordio per la Green Hill Music, Last Train Home, è un manifesto artistico registrato a Nashville insieme a Sam Kurzontkowski al contrabbasso e Grant Osborne al pianoforte e all’armonica cromatica: un disco che racconta storie di radici e orizzonti, dove ogni nota suona come un passo verso casa.
Cresciuto a Las Vegas durante l’età d’oro della musica dal vivo, Hannah ha assorbito l’energia dei grandi palcoscenici e l’ha fusa con una sensibilità unica, capace di onorare la tradizione senza mai smettere di cercare la propria voce. Il risultato è un suono che, pur richiamando i giganti del passato, rimane inconfondibilmente suo: autentico, originale, vibrante di emozione pura.
Last Train Home non è solo un album, ma un invito a salire a bordo di un viaggio musicale dove ogni brano è una tappa, ogni ritmo un paesaggio da attraversare. In un’epoca in cui la musica spesso sembra perdere la sua anima, Paul Hannah ci ricorda che il vero jazz – come il vero rock, come il vero blues – nasce dall’ascolto, dalla condivisione e dal coraggio di essere se stessi, senza compromessi. Questo è il suo momento, e il treno è appena partito.
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Adam Scrimshire: l’artigiano del suono tra soul e coscienza
Adam Scrimshire è un produttore, polistrumentista e ingegnere del suono che, con sette album solisti e collaborazioni con artisti come Daudi Matsiko, Mark de Clive-Lowe e Emma-Jean Thackray, ha ridefinito i confini del soul e del jazz britannico. Nominato tra gli album dell’anno ai Gilles Peterson Worldwide Awards nel 2022 e celebrato dal Guardian come uno dei produttori più influenti del Regno Unito, Scrimshire unisce maestria tecnica e sensibilità artistica.
Fondatore dell’etichetta Albert’s Favourites, si impegna da anni per i diritti degli artisti, dimostrando che la musica può essere sia arte che attivismo. Il suo ultimo lavoro, ‘Red Weather’, nato con l’arpista Amanda Whiting, è una riflessione sonora sul cambiamento climatico: un paesaggio musicale che trasforma l’afa opprimente delle estati sempre più calde in una meditazione calma e avvolgente.
Scrimshire incarna la musica come strumento di connessione e cambiamento, dove ogni nota diventa un ponte tra denuncia e speranza, tra individuale e collettivo. Un artista che, con discreta determinazione, continua a ispirare.
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tubi: una voce autentica tra soul, jazz e passione
Nel panorama musicale tedesco, tubi si impone con un suono fresco e inconfondibile, capace di fondere Neo-Soul, Soulblues e Latin-Jazz in una miscela ricca di personalità. La sua filosofia, “Faithful over famous”, è un manifesto di vita e arte: una scelta di restare fedeli a sé stessi e a chi si ama, piuttosto che inseguire il successo a ogni costo. Questa onestà si riflette nelle sue liriche e nella sua identità sonora, che la rendono una delle voci più originali della scena contemporanea.
Con “dito”, singolo uscito il 3 ottobre 2025, tubi celebra la costanza in un’epoca di incertezze. Il brano, parte del prossimo EP, è un omaggio all’amore incondizionato e all’integrità, con un mix di Latin groove e jazz fusion cantato in tedesco. Prodotto con Daniel Ogutu e Marc Ebermann, vede la partecipazione di musicisti come Lutz Krajenski e Klaus Bittner, che arricchiscono la traccia di profondità.
A seguire, “Breathe On Me”, in uscita il 7 novembre, esplora il Neo-Soul e il Soul Blues con una sensibilità moderna. Nata come riflessione malinconica, la canzone si trasforma in un inno sulla guarigione e l’accettazione di sé, con una voce che oscilla tra vulnerabilità e calore travolgente.
tubi è un’artista che, attraverso la musica, ci ricorda l’importanza di restare connessi a ciò che conta davvero.
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James Campbell: Il Cantastorie di Elora tra Folk, Jazz e Passione Selvaggia
Nato nella pittoresca Elora, in Canada, James Campbell incarna lo spirito del viaggiatore e l’anima del narratore. La sua musica è un intreccio caldo di indie folk, jazz raffinato e pop terroso, il tutto avvolto da un’aura vintage che sembra provenire da un tempo senza età. Le sue ispirazioni — da Natalia Lafourcade a Tom Waits, passando per Leonard Cohen — si riflettono in canzoni che oscillano tra intimità e cinematografia, capaci di evocare nostalgia, tenerezza e i colori vividi dell’esperienza umana.
Con Citrus Sun, Campbell ci regala una raccolta di storie sentite, dove ogni brano diventa un istante sospeso, un frammento di vita da custodire. Ma è con My Baby’s Got the Rabies che mostra il suo lato più selvaggio e ironico: un inno sfrenato dove chitarre ringhianti, ritmi contagiosi e testi al confine tra amore e follia ci trascinano in un vortice di passione fuori controllo. Non è solo una canzone, è un morso, un urlo, un viaggio febbrile nell’eccesso emotivo.
James Campbell non si limita a raccontare storie: le vive, le canta, e le offre al mondo con la sincerità di chi sa che la musica, quando è vera, non ha scadenza. Con nuovi progetti all’orizzonte, il suo viaggio artistico promette di diventare sempre più profondo, intimo e senza confini.
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Hiro Kimura e il Progetto Steam Engine: L’Energia del Jazz Contemporaneo Giapponese
Hiro Kimura non è solo un batterista, ma una forza propulsiva della scena jazzistica giapponese. Nato ad Akashi nel 1988, ha iniziato a suonare la batteria a soli 12 anni, affinando le sue capacità nella banda del liceo e perfezionandosi poi con Masahiko Osaka alla Senzoku Gakuen University. Il suo talento lo ha portato a Berklee, dove ha studiato con maestri come Ralph Peterson e Hal Crook, assorbendo l’essenza del jazz internazionale.
Oggi, Kimura è una presenza costante nei club, nei festival e in studio, collaborando con artisti del calibro di Kaori Kobayashi, Mao Soné e Sumire Kuribayashi. Con tre album da leader all’attivo dal 2021, la sua ricerca musicale culmina nel progetto Steam Engine, un quintetto che fonde la tradizione jazzistica con un suono contemporaneo, potente e innovativo. Il successo del tour giapponese — con tre sold out al leggendario Cotton Club di Tokyo — ne è la prova: una musica che cattura, trascina e emoziona.
L’obiettivo di Steam Engine è chiaro: portare questa energia oltre i confini del Giappone, conquistando i palchi dei festival internazionali. Kimura non suona solo la batteria, ma guida un treno musicale in corsa, pronto a raggiungere ascoltatori in tutto il mondo. Un viaggio che promette di essere tanto avventuroso quanto indispensabile per chi ama il jazz senza confini.
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Johanna Linnea Jakobsson: “Don’t Overthink It”, un invito a vivere senza paure
Con “Don’t Overthink It”, Johanna Linnea Jakobsson conferma la sua voce unica nel panorama jazz contemporaneo, unendo la profondità della tradizione alla freschezza della canzone d’autore. Il secondo album in uscita il 31 ottobre 2025 segna una svolta: solo composizioni originali, intime e riflessive, che raccontano l’esperienza dell’essere adulti, tra sogni, incertezze e scoperte. La Jakobsson, voce e sassofono, si muove con eleganza tra jazz, folk e pop, richiamando echi di Norah Jones e Ella Fitzgerald, ma anche la malinconia di Jeff Buckley e la melodia dei Beatles.
Il titolo, quasi un mantra, nasconde un’ironia sottile: ogni brano affronta temi come smarrimento, indecisione e inadeguatezza, ma lo fa con una leggerezza che disarma. Come spiega l’artista, è un invito a non farsi travolgere dall’ansia, a trovare bellezza anche nella vulnerabilità. Le canzoni, oneste e sentite, sono il risultato di un percorso personale e musicale che si trasforma in condivisione, in un dialogo con chi ascolta.
A sostenere la Jakobsson, un ensemble di talento: Olof Wullt alla chitarra, Jesse Emmoth al pianoforte, Simon Petersson al contrabbasso e John Fernold alla batteria e chitarra acustica. Insieme, creano un paesaggio sonoro ricco e avvolgente, dove ogni nota sembra raccontare una storia. “Don’t Overthink It” è un album che parla a tutti, perché, in fondo, chi non si è mai sentito perso o insicuro? La musica, ancora una volta, diventa ponte tra esperienze individuali e universali.
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Lulu Leloup – If You’re Gonna Break My Heart, Would You Do It After) March
Data di pubblicazione
31 ottobre 2025
Con il suo terzo singolo, “(If You’re Gonna Break My Heart, Would You Do It After) March,” Lulu Leloup riafferma una cifra stilistica ormai riconoscibile: un’eleganza jazz vocale intrisa di ironia e malinconia. Il brano, nato da un episodio personale di dolore sentimentale, trasforma la fragilità in arte, con quella miscela di autoironia e vulnerabilità che richiama la tradizione delle grandi interpreti del torch song. L’armonia, costruita su progressioni di settima maggiore e cadenze sospese, rievoca la classicità di Gershwin e Porter, ma con una modernità di accenti e spazi sonori che appartiene al jazz europeo contemporaneo.
La voce di Lulu, vellutata e controllata, si muove con precisione ritmica su un accompagnamento sobrio: pianoforte, contrabbasso e percussioni leggere definiscono un ambiente sonoro intimo, dal carattere cinematografico. L’arrangiamento lascia respirare ogni frase, giocando su pause e riverberi che accentuano la tensione drammatica. L’improvvisazione è contenuta ma consapevole: piccole inflessioni dinamiche e microfrasi vocali sostituiscono i tradizionali assoli, a vantaggio di una narrazione continua e coerente.
Il brano gioca magistralmente sul contrasto tra leggerezza e disperazione, con un’ironia noir che si riflette anche nel videoclip diretto da Kristian Abouanni: un piccolo film d’atmosfera, glamour e beffardo, che amplifica il gioco di specchi tra dolore e seduzione. “March” conferma Lulu Leloup come una voce originale del jazz contemporaneo: capace di attingere ai codici classici per reinventarli con intelligenza, umorismo e una sorprendente profondità emotiva.
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Adrien Bernet – Last dream of the night
Data di pubblicazione
4 novembre 2025
C’è un momento, tra la veglia e il sonno, in cui la realtà si sfuma e la musica prende forma. È in questo limbo notturno che nasce Last Dream of the Night, il nuovo singolo di Adrien Bernet, batterista e compositore francese, primo assaggio del progetto NIGHT PORTRAIT. Il brano si muove tra le atmosfere del jazz fusion e le suggestioni progressive, un viaggio sonoro dove le melodie si intrecciano con ritmi avvolgenti e una ricerca timbrica che ricorda i grandi maestri del genere, ma con una voce distintamente personale.
Bernet, già apprezzato per la sua capacità di fondere tradizione e innovazione, guida l’ascoltatore attraverso un paesaggio notturno fatto di colori sonori ricchi e stratificati. Il pezzo, che ha già trovato spazio su emittenti radiofoniche e in programmi televisivi, è un invito a lasciarsi trasportare in una dimensione onirica, dove il jazz diventa il linguaggio di un sogno collettivo.
Con l’Adrien Bernet Electric Quartet, il musicista porta avanti un progetto che ha già calcato palchi importanti, come il Festival Jazz sur les Places a Lione, e che si prepara a registrare il nuovo album nel 2026. Last Dream of the Night non è solo un brano, ma un ponte verso nuove esplorazioni, una promessa di musica che sa emozionare e sorprendere. In un’epoca in cui la presenza digitale è fondamentale, questo singolo rappresenta un passo cruciale per un artista che, con passione e determinazione, continua a sognare ad occhi aperti.
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Alice Black – This Love Is Here to Stay
Data di pubblicazione
31 ottobre 2025
This Love Is Here to Stay: L’Incontro Magico di Alice Black
C’è un istante, quasi sempre inaspettato, in cui la vita ci sorprende con un amore che arriva per restare. È questa l’emozione che Alice Black, voce e anima del jazz britannico, cattura in “This Love Is Here to Stay”, un brano che unisce l’eleganza dello swing alla profondità del soul. Con quindici anni di carriera alle spalle, Alice ci regala una perla registrata dal vivo in studio, dove la tradizione jazz si fonde con una freschezza moderna e contagiosa.
Fin dalle prime note, il pezzo avvolge l’ascoltatore in un’atmosfera giocosa e ottimista, con un ritmo swinging a 125 BPM che invita a lasciarsi trasportare. La voce di Alice, chiara e ricca di sfumature, si intreccia con un pianoforte sofisticato, un contrabbasso pulsante e una batteria suonata con le spazzole, che donano al brano quell’inconfondibile tocco vintage. L’aggiunta di una chitarra elettrica, con il suo assolo distintivo, arricchisce il suono di una modernità dinamica, dimostrando la capacità di Alice di mescolare stili con grazia.
Le liriche raccontano una storia universale: l’incontro con un amore che, contro ogni aspettativa, si rivela duraturo. “Nobody told you love would throw you in a spin”, canta Alice, dipingendo la sorpresa di chi, scettico, si ritrova travolto dalla gioia. “It seems this love is here to stay” diventa così un inno all’accettazione, un brano che celebra l’amore come forza inarrestabile. Con “This Love Is Here to Stay”, Alice Black conferma il suo talento nel trasformare emozioni complesse in musica che scalda il cuore e fa sorridere l’anima.
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Usuwa – Nous Deux
Data di pubblicazione
12 settembre 2025
Nous Deux: Un Dialogo Intimo tra Synth-Pop e Anima
C’è un momento, tra il ricordo e il presente, in cui la musica diventa specchio dell’anima. È in questo spazio sospeso che “Nous Deux”, il nuovo EP di Usuwa, ci conduce con delicatezza e intensità. Il brano omonimo, cuore pulsante del progetto, è un synth-pop moderno che non rinuncia a una nostalgia profonda, un dialogo intimo tra suoni elettronici e fragilità umane.
Fin dalle prime note, “Nous Deux” avvolge l’ascoltatore in un’atmosfera onirica e malinconica, dove la chiave di La minore e i 128 BPM creano un equilibrio perfetto tra energia dancefloor e introspezione. Il Synth Bass e le Electronic Drums costruiscono una base solida ma discreta, mentre gli arpeggiatori dei sintetizzatori dipingono paesaggi sonori eterei, richiamando gli anni ’80 con una brillantezza contemporanea. La voce di Usuwa, avvolta in un riverbero suggestivo, fluttua su queste armonie come un sussurro, cantando in francese parole che interrogano l’amore e la sua fragilità: “Demande-toi qui le premier de nous deux s’en ira / Pourquoi?”.
Ascoltare “Nous Deux” è un’esperienza immersiva, un invito a riflettere sulla complessità delle relazioni, dove la produzione pulita e l’uso intelligente degli effetti creano uno spazio in cui ogni elemento contribuisce a una narrazione emotiva indimenticabile. Usuwa, con questo brano, conferma la sua capacità di fondere energia e malinconia, regalandoci una musica che resta nell’anima ben oltre l’ultima nota.
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Gabriel – Sunrise Set
Data di pubblicazione
31 ottobre 2025
“Sunrise Set”: Il Risveglio di un’Anima Jazz
Sunrise Set, brano che dà il titolo all’EP di Gabriel con il sassofonista José Pineiro, è un invito a lasciarsi trasportare in un paesaggio sonoro dove la luce incontra l’ombra. Fin dalle prime note, il sassofono di Pineiro si staglia come una voce calda e avvolgente, capace di raccontare storie senza bisogno di parole. Il suo suono, ricco di sfumature, si intreccia con le atmosfere elettroniche di Gabriel, creando un dialogo tra tradizione e modernità che affascina e sorprende.
Il ritmo è lento, quasi sospeso, ma mai statico: ogni battito sembra respirare, lasciando spazio a emozioni che si susseguono come onde. Il sassofono, con la sua espressività, domina la scena, mentre le texture sonore di Gabriel avvolgono l’ascoltatore in una dimensione onirica. La registrazione, curata nei dettagli, restituisce una profondità che fa sentire ogni nota come un’esperienza intima e personale.
Sunrise Set è un brano che vive di contrasti: la malinconia del sassofono si alterna a momenti di pura elevazione, come se la musica stessa fosse un viaggio tra ombra e luce. Ascoltarlo significa assistere a un incontro tra due anime artistiche che, pur nella loro diversità, trovano una sintesi perfetta. Un pezzo che, come l’alba, promette sempre un nuovo inizio e ricorda che la musica, quando nasce dall’ascolto reciproco, può diventare un linguaggio universale.
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Alê Balbo – O Ritual
Data di pubblicazione
14 aprile 2025
“O Ritual”: Un’Odissea Sonora tra Forza e Mistero
“O Ritual”, cuore pulsante dell’album di Alê Balbo, è un’opera monumentale: nove minuti di pura immersione in un universo dove musica e spiritualità si fondono. Balbo, produttore di tutte le 17 tracce, ha scolpito questo brano con strumenti scelti per le loro frequenze e il loro potere evocativo, creando un tessuto sonoro che avvolge l’ascoltatore in un abbraccio ipnotico.
Ascoltato con le cuffie, il brano rivela tutta la sua potenza: strati di suoni si sovrappongono in un crescendo che evoca forza, virilità e una connessione profonda con l’ancestrale. Ogni nota sembra risuonare con l’anima, trasportando in un viaggio tra xamanismo, magia e suspense, come un rituale che si compie nell’intimità dell’ascolto.
“O Ritual” non è solo musica, ma un capitolo sonoro del libro “No Caminho da Força“, uscito a fine ottobre 2025. Un invito a esplorare l’invisibile, dove la musica diventa ponte tra il tangibile e il sacro. Un’opera che non si ascolta, si vive.
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Sugar Bomb – Sweet + Explosive Bonus LP
Data di pubblicazione
7 novembre 2025
Sugar Bomb – “Sweet + Explosive Bonus LP”: Un Viaggio nel Cuore del Groove Senza Confini
Quando, lo scorso settembre, vi presentammo i Sugar Bomb con “Eli Special”, sapevamo di avere a che fare con un trio capace di ridisegnare i confini del jazz moderno. Oggi, con l’uscita di “Sweet + Explosive Bonus LP”, Jacob Bruner, Eli Kahn e Joe Enright confermano tutte le promesse: questo non è un semplice album, ma un’esplosione di energia, creatività e groove senza compromessi.
Il disco è un caleidoscopio sonoro dove jazz, fusion, hip hop ed elettronica si fondono in un linguaggio unico, giocoso e dinamico. Ogni traccia è un viaggio inaspettato, dove l’improvvisazione si sposa con una raffinatezza compositiva che oscilla tra energia travolgente e momenti di pura eleganza. “Sweet + Explosive Bonus LP” non si limita a riproporre i singoli già amati come “Rubber” e “IDK”, ma li reinventa con versioni inedite, dimostrando una capacità di sperimentazione che non conosce pause.
I Sugar Bomb non chiedono di essere etichettati: la loro musica, fresca e travolgente, si impone per la sua autenticità e la sua capacità di coinvolgere. Questo album è la conferma che, quando il talento incontra la passione, il risultato è un suono che non si ascolta, ma si vive. Un’esperienza che, ancora una volta, ci ricorda perché il jazz contemporaneo non smette mai di sorprenderci.
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Baby Vortex – Wrong Pyramid
Data di pubblicazione
17 ottobre 2025
“Wrong Pyramid”: L’Eleganza Groovy dei Baby Vortex
Entrare nel mondo di Wrong Pyramid dei Baby Vortex significa lasciarsi avvolgere da un’atmosfera dove raffinatezza e groove si fondono in un abbraccio sonoro. Estratto da Not What You Think, il brano è una perla di Jazz Fusion che accarezza l’orecchio e stimola la mente, dipingendo paesaggi sonori con la maestria di un pennello su tela. Fin dalle prime note, ci si ritrova catapultati in un salotto esclusivo, dove il tempo sembra sospeso, invitando a un ascolto che è al contempo attento e rilassato.
L’alchimia del trio francese si rivela in un dialogo quasi telepatico tra gli strumenti. La sezione ritmica, con batteria e basso fretless, è il cuore pulsante del brano: la batteria disegna un tappeto ritmico stabile e leggero, mentre il basso, con linee melodiche che ricordano la cantabilità di Marcus Miller, aggiunge profondità e un tocco di malinconia elegante. Il pianoforte elettrico, con armonie complesse e accordi estesi, si intreccia con sintetizzatore e chitarra, arricchendo il tessuto sonoro senza mai appesantirlo.
La produzione, cristallina e bilanciata, esalta ogni sfumatura, rendendo l’ascolto un’esperienza immersiva. Gli assoli, alternati tra pianoforte e chitarra, sono momenti di pura libertà espressiva, incastonati in una struttura che, pur seguendo le linee guida jazzistiche, si sente sempre fresca e dinamica. Il brano non si limita a essere ascoltato, ma vissuto: una narrazione musicale che culmina in un’outro atmosferica, lasciando una quiete appagata e il desiderio di ricominciare. Wrong Pyramid è il compagno ideale per una serata di contemplazione o un viaggio, capace di elevare lo spirito con la sua bellezza sofisticata e il suo groove inconfondibile. Un gioiello per chi cerca profondità, stile e un tocco di geniale improvvisazione.
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The Sound of Pharos – Spacetime
Data di pubblicazione
7 novembre 2025
SPACETIME: Il jazz che attraversa confini, memorie e Mediterraneo
SPACETIME nasce a Paros, cuore luminoso delle Cicladi, un luogo dove tempo e spazio sembrano rallentare fino a fondersi. Qui, nell’aprile 2025, musicisti e creativi europei si ritrovano al White Pebbles Studio per dare vita a un progetto che unisce jazz, elettronica, colori mediterranei e poesia. Il risultato è un album che racconta incontri, viaggi e connessioni profonde, trasformando l’isola in una voce narrante.
La struttura sonora prende forma dalla Fender VI di Marc Buronfosse, sostenuta dal Fender Rhodes di Yiannis Papadopoulos, dal basso di Arnaud Ginioux, dal sassofono di Stavros Manthos, dalle percussioni di Ferruccio Gadani e dalla batteria di Panagiotis Kostopoulos. Attorno a questo nucleo si intrecciano gli ospiti speciali: il flugelhorn lirico di Franco Ambrosetti, la voce intensa di Nefeli Fasouli, il qanoun di Kimon Xigkis e le parole poetiche di Jean-Philippe Carlot.
Tra i brani più rappresentativi spicca My Foolish Heart, secondo singolo dell’album, reinterpretazione delicata del classico di Victor Young. La voce luminosa di Fasouli dialoga con il flugelhorn di Ambrosetti in un intreccio intimo e senza tempo, sostenuto da un ensemble che tesse un’atmosfera sospesa.
In Ali Baba, il qanoun di Xigkis evoca deserti, rotte antiche e profumi di viaggio, mentre il singolo Truth scava nelle memorie dell’Egeo. Guidato dalla Fender VI e dalla voce meditativa di Fasouli, il brano si apre alla poesia di Carlot, un invito alla pace e alla consapevolezza.
SPACETIME è un inno alla diversità e alla forza dell’arte: un album che unisce culture, storie e sensibilità in un’unica vibrazione profonda.
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Kankélé – Lobi
Data di pubblicazione
14 novembre 2025
Un viaggio sonoro nel cuore del Burkina Faso
“Lobi” è il nuovo e vibrante singolo del gruppo franco-burkinabè Kankélé, guidato dall’eccezionale Oumarou Bambara, musicista virtuoso e anima creativa del progetto. Il brano anticipa il secondo album della band, “Bala Groove”, previsto per dicembre e già attesissimo dagli appassionati di World Music e Afropop.
Fin dalle prime battute, “Lobi” cattura l’ascoltatore con un groove solare e pulsante. Il tempo incalzante, la tonalità luminosa e una struttura ritmica ricca di percussioni creano una base energica e irresistibile, perfetta per playlist chill ma anche per selezioni più danzanti. Il balafon e le tastiere, con la loro timbrica che richiama la marimba, aggiungono un colore melodico ipnotico che rimane impresso fin dal primo ascolto.
Il brano rende omaggio alle culture Lobi e Bobo, due etnie del Burkina Faso ricche di tradizioni e spiritualità. Le voci, organizzate in una dinamica call-and-response, evocano l’anima comunitaria della musica dell’Africa Occidentale, creando un dialogo coinvolgente tra coro e strumenti. Al centro della traccia, un esteso assolo di tastiera offre una parentesi di pura espressività che esalta ulteriormente la vitalità del pezzo.
Registrato con qualità da studio e prodotto con grande cura, “Lobi” è un brano che celebra la diversità culturale e la forza unificante della musica. Un invito a lasciarsi trasportare da un’energia genuina, festosa e luminosa, firmata da una delle realtà più interessanti della scena afrofusion contemporanea.
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Esteban Seunarine & Ben Kensok – FREQUENCIES//FOR//GHOSTS
Data di pubblicazione
31 ottobre 2025
FREQUENCIES//FOR//GHOSTS: Il Soundscape Jazz-Elettronico di Esteban Seunarine.
L’attesa è finita per gli amanti delle sonorità di confine: il batterista, compositore e artista visivo canadese Esteban Seunarine ha pubblicato il suo nuovo, ambizioso progetto, FREQUENCIES//FOR//GHOSTS. Realizzato in collaborazione essenziale con il polistrumentista Ben Kensok, questo album trascende le definizioni di genere, posizionandosi all’intersezione vibrante tra Jazz Sperimentale, Elettronica Ambient e composizione contemporanea. Il lavoro, registrato presso studi di Winnipeg come il No Fun Club e Rice and Beans, è un’evidenza di una produzione meticolosa e di un’identità sonora ben definita.
Il titolo stesso, “Frequenze per i Fantasmi”, suggerisce un viaggio sonoro intimo e spettrale, dove le trame ritmiche di Seunarine (batteria, synths, programmazione) si fondono con le armonie eteree e profonde generate dal sassofono, dai Rhodes e dai bassi di Kensok. L’album non è una semplice raccolta di brani, ma un vero e proprio soundscape narrativo. È un’opera che invita all’ascolto immersivo, in cui ogni eco e ogni frequenza sembra dialogare con lo spazio e la memoria, richiamando le atmosfere evocative della musica d’ambiente più raffinata.
Esteban Seunarine dimostra la sua maestria nel tessere mondi sonori complessi. L’architettura del disco è raffinata, ma il risultato finale è sorprendentemente organico ed emozionale. La precisione ritmica del jazz si sposa con la fluidità ipnotica dell’elettronica. Per un sito specializzato, FREQUENCIES//FOR//GHOSTS rappresenta un ascolto imprescindibile e un punto di riferimento per la scena musicale moderna. L’album, disponibile su Bandcamp e altre piattaforme, è un’esperienza che risuona a lungo, confermando Seunarine e Kensok come figure chiave nella definizione dei nuovi orizzonti del jazz del 2025. Non perdete questa nuova uscita discografica.
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The Ostara Project – 2601
Data di pubblicazione
14 marzo 2025
“2601”: Un Viaggio di Resilienza e Memoria nel Jazz di The Ostara Project
The Ostara Project, guidato dalle premiate jazziste Jodi Proznick e Amanda Tosoff e arricchito da talenti come Rachel Therrien, Allison Au e Valérie Lacombe, rappresenta un vero supergruppo del jazz canadese. Collettivamente, queste artiste vantano innumerevoli premi e nomination, incarnando la forza e la creatività femminile in un genere dove la rappresentanza è ancora una conquista.
“2601”, composizione della sassofonista Allison Au, è un viaggio musicale profondamente personale e evocativo. Non è una cronaca diretta del trauma, ma un tributo al nonno di Allison, sopravvissuto ad Auschwitz con il numero #2601 tatuato sul braccio. Il brano è un inno alla resilienza, alla memoria e alla quieta forza, espresso attraverso un linguaggio musicale lirico, sensibile e carico di gravità emotiva.
Il pezzo si sviluppa in un Contemporary Jazz/Post-Bop, dinamico e sofisticato. Sin dalle prime note, emerge un dialogo musicale intricato, che evolve costantemente. La tonalità scelta conferisce una profondità malinconica ma mai priva di speranza, creando un’atmosfera conversazionale, quasi come se gli strumenti si scambiassero pensieri e ricordi. L’intensità cresce lenta ma inesorabile, tessendo una trama sonora di intensa gravità.
In un’industria dove la presenza femminile è ancora limitata, The Ostara Project è un esempio di eccellenza, perseveranza e comunità. “2601” non è solo un brano, ma un manifesto artistico: un omaggio che risuona profondamente, destinato ad essere ascoltato e riascoltato, proprio come la band celebra le radici dei propri viaggi musicali, personali e ancestrali.
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Pedro Neves – Northern Train

Data di pubblicazione
29 ottobre 2025
Northern Train: Un viaggio nel tempo, tra binari di melodia e silenzio
Northern Train di Pedro Neves non è un disco che si ascolta: è un treno che si prende, un convoglio notturno che attraversa paesaggi interiori, dove il tempo si dilata tra le note del pianoforte e il respiro della tromba. Qui, il jazz diventa la colonna sonora di un’esistenza in movimento, un viaggio esistenziale in cui ogni brano è una stazione, ogni melodia una domanda sospesa nell’aria. Il quartetto — pianoforte, tromba, contrabbasso e batteria — si muove come un unico organismo, con una precisione che non soffoca mai l’emozione. Le composizioni di Neves, sempre attente alla struttura ma mai rigide, si srotolano come binari all’orizzonte: il groove è il ritmo delle ruote sui giunti, le armonie sono i paesaggi che sfrecciano oltre il finestrino.
C’è una delicatezza quasi malinconica in questo disco, una sensibilità che trasforma il tempo in qualcosa di tangibile. La tromba disegna linee pulite, come pennellate su una tela scura, mentre il pianoforte di Neves — ora sussurrato, ora perentorio — traccia mappe emotive con una naturalezza che sembra nascondere anni di ricerca. Il contrabbasso e la batteria non accompagnano: camminano, sostengono, danno peso a ogni passo. Northern Train non racconta una storia, ma ne suggerisce infinite, lasciando che sia l’ascoltatore a riempire gli spazi vuoti tra una nota e l’altra. È jazz che guarda oltre i confini del genere, che si nutre di silenzi quanto di suoni, e che — come un treno che scompare nella notte — lascia dietro di sé solo l’eco di una domanda: dove ci porterà il prossimo viaggio?
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Thomas Lyngdam, Sinne Eeg – Melancholy Mirror
Data di pubblicazione
7 novembre 2025
Melancholy Mirror: Un Viaggio Notturno tra Voce e Archi
Quando la voce di Sinne Eeg si intreccia alle pennellate orchestrali di Thomas Lyngdam, nasce “Melancholy Mirror”, una ballad jazz che si rivela come un abbraccio sonoro tra malinconia e speranza. La Eeg, con la sua interpretazione calda e avvolgente, guida l’ascoltatore in un dialogo intimo, dove ogni parola sembra riflettersi in un specchio di emozioni. Ma è l’orchestra a rubare la scena: violini, viole e violoncelli non si limitano a fare da sfondo, ma disegnano paesaggi sonori maestosi, trasformando il brano in un’opera di Orchestral Jazz di rara eleganza.
Il pianoforte, con i suoi accordi complessi e leggermente sfalsati, e il contrabbasso, solido e rassicurante, creano una base armonica che respira jazz puro. La batteria, suonata con spazzole, sussurra ritmi delicati, mentre il sassofono contralto e il flauto traverso aggiungono tocchi di colore e virtuosismo, come pennellate su una tela notturna. La produzione, curata nei minimi dettagli, regala un mix spazioso e naturale, dove ogni strumento trova il suo posto nell’ampia immagine stereo, avvolto da un riverbero che evoca la profondità di una sala da concerto.
“Melancholy Mirror” è più di una canzone: è un invito a fermarsi, a guardarsi dentro e a lasciarsi cullare dalla bellezza di una musica che parla direttamente all’anima. Un capolavoro che ricorda come, talvolta, la malinconia possa essere la compagna più sincera della speranza.
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Grammofon – Ferdinand
Data di pubblicazione
7 novembre 2025
Ferdinand: Un Viaggio Intimo tra Jazz e Nostalgia
Con “Ferdinand”, Grammofon – il progetto guidato da Niels Oldin e Jakob Frandsen – ci regala un brano che sembra prendere dolcemente per mano l’ascoltatore, trasportandolo in un’atmosfera sospesa, dove il tempo rallenta e ogni dettaglio acquista valore. È un omaggio al jazz strumentale che, con un tocco tipicamente danese, evoca le colonne sonore di serie TV di un tempo, quelle che facevano da colonna sonora a momenti di quieta riflessione.
Al centro di questa composizione, il contrabbasso pizzicato disegna una base ritmica solida e avvolgente, mentre la chitarra acustica intesse armonie eleganti, arricchite da arpeggi e brevi fill. Ma è il clarinetto a dare voce all’anima del brano: il tema principale, leggero e malinconico, si alterna a sezioni soliste di pura grazia, dialogando con il clarinetto basso, che aggiunge profondità e calore con le sue linee di contrappunto. Il ritmo, un incrocio tra bossa nova e tango, accompagna l’ascoltatore in un viaggio onirico, fatto di calma, amore e una sicurezza che sembra venire da lontano.
“Ferdinand” è un invito a fermarsi, a guardarsi intorno e a cogliere la bellezza nei piccoli miracoli quotidiani: un riflesso in una pozzanghera, il canto di un uccello, le foglie che danzano al vento. La produzione, curata nei minimi dettagli, regala un suono cristallino e un mix stereo che avvolge, dove ogni strumento trova il suo spazio e respira. Il brano, con la sua eleganza discreta e la sua capacità di evocare emozioni senza tempo, resta impresso come un ricordo prezioso, una musica che ci ricorda quanto sia importante saper ascoltare il mondo intorno a noi.
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Vineland Trio – I: Origins

Data di pubblicazione
7 novembre 2025
Vineland Trio I: Origins – L’arte dell’improvvisazione pura
Il 7 novembre è uscito Vineland Trio I: Origins, un progetto nato dall’esigenza di creare musica unica e spontanea nel cuore del Michigan. Il Vineland Trio, formato da Dwayne Ridgway, Alex Kiel ed Eira Teichtemann, ha scelto di abbandonare ogni schema preconfezionato per registrare istinti puri, trasformando ogni sessione in una capsula del tempo. L’album, frutto delle registrazioni tra dicembre 2024 e gennaio 2025, è un viaggio nell’improvvisazione, dove jazz e progressive rock si fondono in un dialogo senza confini.
Dwayne Ridgway, anima del progetto, racconta come l’uso del pedaliera Boss GM-800 in brani come Persona e Supremacy abbia dato vita a sonorità distorte e inaspettate. Le tracce, lunghe e labirintiche, non cercano coesione, ma autenticità: “Questa musica non vuole essere perfetta, ma viva”, spiega Ridgway. Ogni nota è un rischio, ogni silenzio una scelta coraggiosa.
Origins: un disco per chi cerca emozioni, non schemi.
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Manuel Hermia – Midnight Sun – Live
Data di pubblicazione
7 novembre 2025
Manuel Hermia: tra jazz, ragas e l’anima del bansuri
Manuel Hermia è un musicista che non conosce confini: improvvisatore, compositore e instancabile esploratore delle sonorità del mondo, unisce la formazione classica al sassofono e all’armonia jazz con una profonda conoscenza della musica indiana e araba. Il suo strumento prediletto, il bansuri – il flauto tradizionale del Nord India –, diventa nelle sue mani un ponte tra culture, un mezzo per fondere ragas e maqamat in un linguaggio musicale olistico e personale.
La sua ricerca lo ha portato a sviluppare una teoria originale, il “rajazz”, un sistema melodico-armonico che unisce il pensiero tonale del jazz con la modalità dei ragas, creando un dialogo inedito tra tradizioni apparentemente distanti. Ogni nota di Hermia racconta un viaggio, un incontro tra Oriente e Occidente, tra struttura e improvvisazione, tra la precisione del jazz e la spiritualità della musica indiana.
In Midnight Sun – Live, registrato con il chitarrista Julien Tassin e il percussionista Chris Joris, Hermia regala momenti di pura intimità sonora. Ogni brano è sospeso tra blues, jazz e suggestioni cinematografiche, si sviluppano con delicatezza, come una luce che filtra nell’oscurità. Il sassofono di Hermia e la chitarra di Tassin si intrecciano in un abbraccio musicale che evoca speranza e positività, ricordandoci che anche nei momenti più difficili esiste sempre una luce in fondo al tunnel. La sua musica non è solo suono, ma un invito a guardare oltre, a cercare la bellezza anche dove sembra nascondersi.
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Jon Gold, Shiri Zorn e Mauricio Zottarelli – The Path Home
Data di pubblicazione
28 ottobre 2025
Il brano The Path Home di Jon Gold, Shiri Zorn e Mauricio Zottarelli si presenta come un’elegante composizione che naviga con sicurezza nelle acque del Jazz Latino e della Bossa Nova. L’atmosfera generale, costruita su una solida base armonica e un tempo rilassato, evoca un mood intimo e sognante, perfetto per un ascolto attento e riflessivo.
Composizione e Struttura Armonica
La struttura del brano è un chiaro omaggio alla tradizione Bossa Nova. La chitarra acustica con corde in nylon funge da colonna portante ritmica, intrecciandosi con una linea di basso melodica e le discrete percussioni latine (shaker, guiro) che aggiungono colore senza mai risultare invasive. La scelta di utilizzare i cori come un pad armonico è efficace e conferisce una sensazione eterea, quasi un “cuscino sonoro” su cui si poggia la melodia. L’introduzione del pianoforte acustico nella seconda metà aggiunge un tocco di sofisticatezza, sebbene il suo intervento avrebbe potuto essere sviluppato con maggiore audacia per creare un climax più definito.
Performance Vocale e Mixaggio: Luci e Ombre
La performance vocale di Shiri Zorn è tecnicamente impeccabile: il suo timbro morbido e lo stile sussurrato si sposano perfettamente con il genere. Tuttavia, è sul fronte del mixaggio che emergono spunti di riflessione. La produzione è indubbiamente di alta qualità, con un’immagine stereo ampia e un uso sapiente del riverbero che crea profondità.
Il punto critico risiede nelle dinamiche. Sebbene controllate e tipiche del genere, risultano eccessivamente compresse. Questa scelta, pur garantendo un ascolto omogeneo, sacrifica una parte dell’impatto emotivo. Una maggiore escursione dinamica, specialmente sulla voce e sul pianoforte, avrebbe potuto trasformare un brano tecnicamente eccellente in un’esperienza emotivamente più coinvolgente, permettendo ai momenti di malinconia espressi nel testo di risaltare con più forza.
In conclusione, The Path Home è un’opera raffinata e ben eseguita, un esempio di Bossa Nova moderna che delizia per la sua pulizia sonora. Con un approccio al mixaggio leggermente più coraggioso sul fronte dinamico, il brano potrebbe raggiungere vette emotive ancora più elevate.
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Tara Hawley – It’s Christmastime
Data di pubblicazione
7 novembre 2025
It’s Christmastime: Un Regalo Musicale che Si Rinnova
Il Natale torna a risplendere con It’s Christmastime, il brano originale di Tara Hawley che, lo scorso anno, ha conquistato il sesto posto nella Smooth Jazz Holiday Chart 2024. Una canzone scritta da Allan Licht e arricchita dalle orchestrazioni di Pete Tokar, vincitore di un Grammy, che ha saputo catturare l’essenza della stagione con la sua calda eleganza. La voce vellutata di Tara, avvolgente e intima, si intreccia a melodie che evocano ricordi preziosi, trasformando ogni ascolto in un momento di pura magia natalizia.
Quest’anno, il brano si rinnova con un remix in chiave smooth jazz, arricchito dal sassofono di Jim Witherspoon, che aggiunge un tocco nostalgico e raffinato, ispirato allo stile di Kenny G. Una versione che amplifica l’atmosfera sognante dell’originale, perfetta per accendere la luce dell’albero e lasciarsi cullare dal calore delle feste.
Disponibile su tutte le piattaforme digitali e in rotazione sulle radio di tutto il mondo, It’s Christmastime è un inno alla condivisione e alla gioia, capace di riscaldare i cuori e creare nuovi ricordi. Che sia la versione originale o il remix, questo brano è destinato a diventare una colonna sonora indimenticabile delle vostre festività. Buon Natale e buon ascolto!
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Jenna Laurise – Crushing on You
Data di pubblicazione
21 novembre 2025
Jenna Laurise – Crushing on You: Un Tuffo Nello Swing Romantico
Nel panorama del vocal jazz contemporaneo, brani come “Crushing on You” di Jenna Laurise emergono per la loro capacità di unire eleganza classica e una freschezza irresistibile. Questa traccia è un’ode spensierata e ottimista all’emozione di una nuova cotta, trasportando l’ascoltatore in un’atmosfera da jazz club intimo e solare, dove ogni nota contribuisce a dipingere un quadro sonoro allegro e romantico.
Un Arrangiamento Jazz Impeccabile
La struttura musicale del brano è un esempio magistrale di swing acustico. Il fondamento ritmico è affidato a un contrabbasso che disegna una walking bassline fluida e precisa, mentre la batteria, con un sapiente uso di spazzole e bacchette, mantiene un groove swingante. Su questa base si innestano gli elementi armonici: un pianoforte acustico che fornisce accordi ricchi e fills brillanti, e una chitarra elettrica dal suono clean, posizionata con un leggero *panning* per ampliare lo spazio sonoro e aggiungere ulteriore colore jazz.
Una Voce Dolce in una Produzione Cristallina
Al centro del mix, la voce femminile di Jenna Laurise brilla per la sua dolcezza e chiarezza, interpretando un testo sincero che cattura perfettamente la trepidazione e la gioia di un amore nascente. La produzione di alta qualità esalta ogni sfumatura: il mix è pulito e bilanciato, l’immagine stereo ampia e definita, e un uso moderato del riverbero conferisce profondità e calore alla voce e al pianoforte. La buona gamma dinamica preserva il feel naturale e acustico dell’esecuzione, rendendo l’ascolto un’esperienza autentica e coinvolgente.
In conclusione, “Crushing on You” di Jenna Laurise non è solo una canzone, ma un’esperienza sonora avvolgente che celebra l’amore con un linguaggio musicale raffinato e una performance vocale impeccabile.
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Marcus Goldhaber – I Can’t Wait For Christmas
Data di pubblicazione
7 novembre 2025
Il brano I Can’t Wait For Christmas di Marcus Goldhaber – ** si afferma nel panorama musicale natalizio come una proposta raffinata e autentica, discostandosi dalle produzioni più commerciali per abbracciare un’estetica puramente *vocal jazz*. Con un’atmosfera intima e nostalgica, la canzone si sviluppa su un tempo lento, perfetto per creare un mood caldo e rilassato.
Un’Orchestrazione Classica dal Sapore Intimo
L’arrangiamento è costruito su un impeccabile trio jazz che fornisce la tela sonora ideale per la voce confidenziale di Goldhaber. Il pianoforte a coda acustico guida l’armonia, mentre la sezione ritmica, composta da un contrabbasso con una classica linea walking bass e una batteria suonata con le spazzole in un leggero swing feel, crea un tappeto sonoro avvolgente. L’intervento di una chitarra elettrica semi-acustica per l’assolo aggiunge un tocco di classe e calore ulteriore.
Qualità Sonora e Mix Immersivo
Dal punto di vista tecnico, la produzione è di altissima qualità, privilegiando un suono naturale e acustico. Il mix stereo è ben bilanciato, posizionando la voce al centro e distribuendo gli strumenti per creare profondità e un senso di spazialità. L’uso sapiente di un riverbero moderato evoca l’acustica di un piccolo jazz club, mentre le dinamiche espressive seguono fedelmente l’interpretazione del cantante, garantendo una registrazione chiara e definita di ogni singolo strumento.
Analisi Critica: Pregi e Limiti di un Brano Raffinato
Il principale punto di forza di I Can’t Wait For Christmas risiede nella sua coerenza stilistica e nell’esecuzione impeccabile, che lo rendono un ascolto ideale per gli amanti del jazz tradizionale. Tuttavia, la sua natura estremamente pacata e tradizionale potrebbe non soddisfare chi cerca un brano natalizio più energico o moderno. È una gemma pensata per momenti di quiete e intimità, piuttosto che un inno da festa, posizionandosi come una scelta di nicchia ma di indiscutibile valore artistico.
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Yurik Lee – Luar & Sol
Data di pubblicazione
21 novembre 2025
Nel panorama della musica strumentale contemporanea, trovare un equilibrio tra la raffinatezza del jazz tradizionale e la leggerezza della library music non è semplice. Yurik Lee – Luar & Sol è un esempio lampante di come queste due anime possano convivere. Il produttore con base a Londra ci propone una traccia che attinge a piene mani dall’eleganza di Wes Montgomery e dalla giocosità di Vince Guaraldi, confezionando un prodotto Bossa Nova che merita un’analisi approfondita sia dal punto di vista compositivo che ingegneristico.
Analisi Musicale e Arrangiamento
Al centro dell’identità sonora di Yurik Lee – Luar & Sol troviamo una scelta timbrica audace. Questa decisione sposta immediatamente il mood del brano da una classica jam session jazz a un territorio più ironico e spensierato, evocando immagini cinematografiche di movimento o situazioni da commedia leggera.
L’arrangiamento è sostenuto da una sezione ritmica solida ma delicata. La batteria, suonata con le spazzole (brushes), tesse un pattern Bossa Nova leggero, rinforzato da uno shaker ad alta frequenza che scandisce la suddivisione ritmica. Il contrabbasso esegue una linea “walking” sincopata, alternando tonica e quinta con precisione, fornendo quel groove “laid back” tipico delle produzioni Lounge.
Tuttavia, è nel comparto armonico che emerge la caratura artistica di Yurik Lee. La chitarra elettrica (una Hollow body dal timbro Clean Jazz) non si limita al comping, ma inserisce fill melodici che omaggiano la fluidità di George Benson. Questo dialogo con il Piano Elettrico tipo Rhodes, caratterizzato da un leggero tremolo, crea un tappeto armonico caldo e avvolgente, perfetto per chill-out playlists.
Analisi Tecnica e Ingegneria del Suono
Da una prospettiva prettamente audiofila, Yurik Lee – Luar & Sol vanta una produzione ineccepibile. L’analisi dello spettro e della dinamica rivela una cura maniacale per il dettaglio, tipica di chi conosce le esigenze della Production Music di alto livello.
Il mix stereo è estremamente bilanciato ma con una separazione netta che favorisce l’ampiezza: il pianoforte siede comodamente a sinistra, mentre la chitarra occupa lo spettro destro, lasciando il centro libero per il basso e la melodia principale.
Trattamento del Suono e Dinamica
Riverbero e Spazialità: L’uso di un riverbero ‘Plate’ o ‘Room’ sul fischio è evidente ma ben dosato; serve a integrare un elemento che altrimenti suonerebbe troppo “in faccia” e slegato dal mix, donandogli una spazialità onirica.
Compressione e Calore: La batteria è mixata dry per mantenere l’attacco intimo delle spazzole, ma beneficia di un’immagine stereo ampia sugli overhead. La compressione è trasparente: controlla la dinamica senza schiacciare i transitori, simulando quel calore analogico che scalda il segnale digitale, rendendo il tutto “Hi-Fi” ma non asettico.
Verdetto Finale
Yurik Lee – Luar & Sol è una produzione tecnicamente inattaccabile che raggiunge perfettamente il suo scopo: creare un’atmosfera rilassata, elegante e sottilmente comica. Sebbene possa mancare della gravitas drammatica di composizioni jazz più oscure, eccelle come brano mood-lifting. È la colonna sonora ideale per sessioni notturne o momenti di attesa piacevole, dimostrando come la tecnica moderna possa servire con rispetto la tradizione della Bossa Nova.
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Jonathan Bauer – We Need to Do Better
Data di pubblicazione
8 novembre 2025
Un Trombettista tra Radici e Innovazione
Jonathan Bauer non è solo un trombettista di fama internazionale, ma un narratore sonoro che intreccia le tradizioni del jazz europeo e il calore del Sud America. Il suo suono, spesso paragonato al miele versato su un biscotto burroso, è il frutto di una vita divisa tra Londra, New Orleans e il Canada, luoghi che hanno forgiato la sua identità musicale. Con due album all’attivo e un nuovo EP in uscita nel 2026, Bauer si conferma un artista capace di unire tecnica raffinata e profondità emotiva, collaborando con giganti del calibro di Dee Dee Bridgewater, Ellis Marsalis e Robert Glasper.
“We Need to Do Better” è più di un brano: è una confessione, un invito a riflettere su ciò che possiamo fare, individualmente e collettivamente, per migliorare il mondo intorno a noi. La tromba di Bauer, calda e avvolgente, si fa portavoce di un messaggio universale, mentre la struttura musicale, bilanciata tra melodia e improvvisazione, crea uno spazio intimo in cui l’ascoltatore è chiamato a mettersi in discussione. Non è solo jazz, è un dialogo aperto, un appello che risuona oltre le note.
Con questo brano, Bauer sceglie di parlare al cuore, ricordandoci che l’arte può essere un ponte tra le persone, un invito a fare meglio, insieme. Ascoltare “We Need to Do Better” significa accettare una sfida: quella di trasformare l’ispirazione in azione, e la bellezza in cambiamento.
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Romain Fitoussi – Enpire: Spiritus Corpus
Data di pubblicazione
26 settembre 2025
Romain Fitoussi – “Enpire: Spiritus Corpus”: Un Dialogo tra Anima e Suono
Un Tema, Cinque Visioni
Romain Fitoussi trasforma “Spiritus Corpus” in un affresco musicale, esplorando un unico tema attraverso cinque versioni distinte. Ogni traccia svela una nuova sfumatura, come specchi che riflettono un’anima multiforme: dal pianoforte solo di Marie Jouhaud, dove la scrittura contrappuntistica rivela una profondità intima, alla versione vocale con Simo Bouamar, che con la sua voce in arabo marocchino apre il brano a una dimensione universale.
L’Originale: Un Incontro di Mondi
La versione originale è un crogiolo di stili: un impulso rock-elettronico si fonde con ottoni dal sapore funk e il ritmo incalzante della derbouka. Il sassofono di Fitoussi e la sezione fiati di Julien Duchet creano un dialogo vibrante, sostenuto dalla ritmica di Gaëtan Allard e dalle texture di Éric Bouroukhoff. Un groove che unisce jazz, echi mediterranei e una tensione quasi cinematografica.
Archi e Voce: Profondità e Universalità
Gli archi del quartetto Les Enfants d’Icare aggiungono una dimensione cameristica, dove jazz e musica contemporanea si intrecciano in un movimento vitale. L’introduzione improvvisata per archi, invece, apre uno spazio sospeso, colmo di attesa. La versione vocale, con la voce di Bouamar, eleva il brano oltre i confini linguistici, rendendolo un ponte tra culture.
“Spiritus Corpus” è un viaggio nell’essenza della musica: un’esplorazione di corpo e spirito, dove ogni nota diventa un frammento di un paesaggio interiore. Fitoussi, con questo lavoro, ci ricorda che la musica è un linguaggio universale, capace di unire mondi apparentemente lontani.
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