Gli aggiornamenti della settimana
Il panorama del jazz continua a evolversi con ritmo costante tra nuove pubblicazioni discografiche, festival, progetti artistici e riflessioni sul futuro della scena. Anche questa settimana emergono elementi utili per leggere come il jazz contemporaneo stia cambiando linguaggi, pubblico e modalità di produzione.
Le notizie arrivate negli ultimi giorni sono state particolarmente numerose. Per questo motivo la rubrica questa settimana si presenta in una forma leggermente sdoppiata: in questo articolo raccogliamo gli aggiornamenti principali, mentre la consueta puntata radio di Jazz Weekly è disponibile in un secondo articolo dedicato.
Alcuni dei temi erano già emersi nella scorsa Jazz Weekly. In questa edizione non li riprendiamo da capo, ma segnaliamo gli aggiornamenti più recenti e i nuovi sviluppi che sono arrivati negli ultimi giorni.
Miles Davis 100: primi eventi annunciati
Il centenario di Miles Davis inizia a prendere forma con i primi eventi annunciati. Tra questi un progetto che coinvolge il trombettista Ambrose Akinmusire insieme alla Brussels Jazz Orchestra, impegnati in una rilettura orchestrale legata al repertorio e all’eredità musicale di Davis.
Un altro appuntamento riguarda un concerto commemorativo dedicato al centenario che coinvolgerà anche un membro della famiglia Davis: il nipote del trombettista salirà sul palco insieme ad altri musicisti invitati per una serata costruita attorno ad alcune pagine centrali del suo repertorio. Il programma prevede riletture che attraversano diverse fasi della carriera di Davis — dal periodo modale di Kind of Blue alle esplorazioni elettriche di fine anni Sessanta. Gli organizzatori hanno annunciato il progetto ma non hanno ancora comunicato sede e data definitive.
Festival e calendario live: nuove tappe
Il calendario dei festival continua ad aggiornarsi anche nel mese di marzo, con diversi appuntamenti soprattutto negli Stati Uniti.
Tra gli eventi segnalati negli ultimi giorni figurano il Sarasota Jazz Festival, il Montreux Jazz Festival Miami, l’Orlando Jazz Festival e il Casselberry Spring Jazz & Art Festival. A questi si aggiunge Jazz in the Gardens a Miami, manifestazione che negli anni ha ampliato la programmazione includendo artisti provenienti da R&B, soul e hip‑hop. Questo tipo di cartellone continua ad alimentare una discussione ricorrente: fino a che punto il termine “jazz” può funzionare come contenitore per eventi musicali più ampi? Per alcuni è una strategia per intercettare nuovi pubblici, per altri rischia di diluire il significato del termine.
Nel frattempo anche la scena italiana continua a muoversi. A Piacenza, il Piacenza Jazz Festival ha dovuto riorganizzare in tempi rapidissimi la serata del 7 marzo dopo l’annullamento del concerto del quintetto di Avishai Cohen. Il Piacenza Jazz Club ha quindi annunciato una nuova proposta al Milestone Live Club con l’Elena Andreoli Sextet e il clarinettista Paolo Tomelleri.
Il concerto presenterà il progetto Beautiful Love, costruito sul dialogo tra voce e clarinetto e su un repertorio legato alla tradizione degli standard jazz. L’iniziativa consente al festival di mantenere l’appuntamento in calendario nonostante il cambio di programma.
Genova lancia il Pesto Music Festival
Tra le nuove iniziative più interessanti di queste settimane si inserisce anche il Pesto Music Festival, rassegna che debutterà a Genova tra marzo e giugno portando in città alcuni protagonisti del jazz internazionale e italiano. Il progetto, promosso da Fondazione Carige con la direzione artistica di Zenart Management e con il patrocinio della Regione Liguria, si svilupperà tra il Teatro della Gioventù e il Teatro Carlo Felice.
Il programma prevede quattro concerti che mettono in dialogo generazioni e linguaggi diversi della scena jazz. Il 16 marzo aprirà il trio formato da Michael Blicher, Dan Hemmer e Steve Gadd. Il 29 aprile sarà la volta del Peter Erskine Quartet con Alan Pasqua, Darek Oles e Bob Mintzer, mentre il 7 maggio è previsto il duo tra John Scofield e Gerald Clayton.
La rassegna si concluderà il 7 giugno con un progetto che riunisce Stefano Bollani, Danilo Rea e Dado Moroni, tre pianisti tra i più rappresentativi della scena europea.
Collaborazioni e spazi istituzionali: progetti in corso
Un altro tema che emerge dalle notizie di queste settimane riguarda il ruolo delle istituzioni e delle organizzazioni culturali nella produzione e nella gestione dei progetti jazz.
Festival e rassegne come quelli citati mostrano come fondazioni culturali, associazioni e jazz club continuino a essere attori decisivi nel sostenere la programmazione e nel creare nuove occasioni di incontro tra artisti e pubblico.
Fondazioni come Fondazione Carige, che sostiene il Pesto Music Festival, contribuiscono alla nascita di nuove rassegne e alla collaborazione tra spazi culturali cittadini. Allo stesso tempo realtà associative come il Piacenza Jazz Club dimostrano quanto il lavoro organizzativo locale sia fondamentale per garantire la continuità delle stagioni jazzistiche anche di fronte a cambiamenti improvvisi di programma.
In questo equilibrio tra istituzioni, fondazioni e club si costruisce una parte importante dell’infrastruttura che sostiene oggi la scena jazz dal vivo.
Uscite discografiche: i nuovi titoli emersi in questi giorni
Un altro segnale forte arriva dal flusso costante di nuove uscite discografiche che stanno arrivando sul mercato internazionale.
Tra i titoli segnalati negli ultimi giorni compare The Lively Air della vocalist e compositrice Aubrey Johnson, un lavoro che si muove tra scrittura vocale, arrangiamento contemporaneo e una sensibilità cameristica che continua ad ampliare il ruolo della voce nel jazz attuale.
Le segnalazioni raccolte in queste settimane indicano inoltre un numero significativo di nuove uscite guidate da artiste, un dato evidenziato anche dal monitoraggio di Women in Jazz Media. Tra queste compare un nuovo lavoro di Sarah Jane Morris, segno di una presenza sempre più visibile di progetti femminili nella produzione discografica internazionale.
Accanto a queste uscite si colloca anche un progetto che sta già attirando molta attenzione nella stampa specializzata: Future Past Present degli Irreversible Entanglements, in uscita il 27 marzo per Impulse!. Il gruppo, noto per la propria poetica radicale tra free jazz, spoken word e improvvisazione politica, continua a spingere il proprio linguaggio verso territori sempre più sperimentali.
Il quadro che emerge da queste pubblicazioni è quello di una scena discografica estremamente diversificata, in cui convivono scrittura vocale, jazz d’autore, sperimentazione avant‑garde e produzioni che dialogano con altri linguaggi musicali contemporanei. Per approfondire tutte le uscite discografiche della settimana, è possibile visitare il nostro articolo dedicato su Find Your Swing.
Una scena in movimento
Gli aggiornamenti di questa settimana confermano una tendenza ormai chiara: il jazz contemporaneo si sviluppa attraverso una pluralità di percorsi che avanzano in parallelo.
I festival che ridefiniscono il proprio pubblico, le collaborazioni tra istituzioni e artisti e una produzione discografica costante contribuiscono a ridisegnare il panorama del jazz contemporaneo.
Jazz Weekly continuerà a seguire questi sviluppi settimana dopo settimana, segnalando aggiornamenti e nuovi progetti per mantenere uno sguardo continuo su ciò che accade nel mondo del jazz.

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