FRI3SER – Lucca Fries Trio
Data di Pubblicazione: 13 novembre 2026
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Tre strumenti, una strada tutta curve
Con FRI3SER, Lucca Fries mette in moto un trio che non ha molta voglia di rispettare i limiti di velocità. Il pianista svizzero si affianca a Sarah Zaugg al basso elettrico e Luca Ramella alla batteria. Il risultato è un jazz contemporaneo che prende qualcosa dal rock e dal metal, qualcosa dalla techno e dal minimalismo, poi butta tutto sulla stessa strada. Senza preoccuparsi troppo delle buche.
Il motore è il groove. Ramella spinge con decisione, Zaugg tiene il telaio ben piantato a terra e Fries lavora sul pianoforte come fosse un attrezzo da officina, non soltanto uno strumento melodico. Le figure si ripetono, si incastrano, cambiano peso. Il trio avanza per accumulo, senza bisogno di riempire ogni spazio con una nuova idea.
Qui l’interplay non è una conversazione educata davanti a un caffè. È piuttosto un gioco di spinte e resistenze: la batteria tiene alta la pressione, il basso dà corpo alla corsa e il pianoforte può assecondare il movimento oppure sporcarlo con risonanze, note lunghe e figure ostinate. Il bello sta nel modo in cui questi tre elementi si alimentano a vicenda.
Graffi, accelerazioni e qualche curva cieca
La musica di FRI3SER ha un lato ruvido che funziona. Non cerca il suono lucidato a specchio, né un’eleganza da jazz club con le luci basse e il bicchiere giusto sul tavolo. Preferisce la tensione, il peso e una certa insistenza quasi fisica.
Il pianoforte di Fries sa però cambiare registro. Quando si apre uno spiraglio, il suono acquista una dimensione lirica, quasi cinematografica. Poi il ritmo torna a stringere la carreggiata e l’atmosfera si fa inquieta. Viene da pensare a certe colonne sonore di David Lynch: non perché ci sia una parentela dimostrabile, ma per quella sensazione che qualcosa stia per succedere, anche quando non succede niente di evidente.
La ripetizione è il carburante del progetto, ma può diventare anche il suo ingorgo. Quando le pulsazioni insistono troppo a lungo, la tensione rischia di trasformarsi in affanno. Non è un disco sempre comodo da seguire e non sembra interessato a diventarlo. Il suo sporco, quando è ben dosato, è una qualità; quando la pressione non lascia respirare, può diventare un limite.
«Kris» e «Horse»: il motore gira a lungo
Kris, scelto come singolo di lancio, introduce l’identità del progetto. Ma è «Horse», una suite di diciotto minuti, a rappresentarne il vero banco di prova. Qui Fries porta alle conseguenze estreme la propria passione per le forme lunghe: una cellula ritmica viene ripresa, stratificata e trasformata, fino a cambiare funzione e peso.
Non aspettatevi una successione ordinata di temi, assoli e ripartenze. La forma si costruisce strada facendo, attraverso variazioni progressive di densità e intensità. È una scelta che mette in primo piano la tenuta del trio e la capacità di mantenere vivo il groove senza ricorrere continuamente a nuove svolte.
Il virtuosismo, in un contesto simile, non coincide necessariamente con la corsa alle note. Conta soprattutto il controllo della tensione, la precisione con cui i tre musicisti fanno crescere un’idea e la capacità di non perdere il filo mentre il paesaggio cambia. Il lavoro di Fries con HELY e IKARUS costituisce parte del suo percorso, ma qui la sua identità emerge soprattutto nella scrittura e nella gestione delle forme estese.
Suono essenziale, ambizioni precise
Il disco è stato registrato nel maggio 2025 allo Studio La Fonderie di Friburgo, con John Davis alla produzione. L’organico resta quello essenziale del trio: pianoforte, basso elettrico e batteria. Niente fronzoli necessari a mascherare le idee.
L’obiettivo è chiaro: far convivere l’urgenza del rock, la ripetizione della techno e l’attenzione minimalista al cambiamento. Il jazz è il terreno su cui queste componenti si incontrano, non una gabbia da rispettare.
A chi passare le chiavi
FRI3SER è consigliato a chi cerca un jazz con il piede sul gas e poca voglia di lucidare la carrozzeria. Non è la scelta più indicata per fare da sottofondo a una serata tranquilla. Funziona meglio quando gli si lascia spazio, soprattutto nei passaggi in cui la ripetizione comincia a scavare e la batteria tiene il gruppo sotto pressione.
In un set, lo metterei dopo un brano più lineare e prima di una ripartenza dal groove netto: abbastanza avanti da cambiare l’aria nella stanza, ma non come chiusura obbligata. La sua funzione è creare attrito, spostare l’ascolto e preparare il terreno a qualcosa di più diretto.
In fondo, il trio di Lucca Fries non promette una strada liscia. Preferisce una provinciale di notte, l’asfalto bagnato e il motore che continua a girare anche quando sarebbe ora di rallentare.
Tracklist
2. Kris
3. Howerdel
4. Afterweight
5. Bad
6. Solo
7. Black
Artists & Instruments
Sarah Zaugg — Basso elettrico
Luca Ramella — Batteria
Liner Notes
Release date: 13 novembre 2026.
Recorded at: Studio La Fonderie, Friburgo, maggio 2025.
Produced by: John Davis.
Genre: Contemporary Jazz / Alternative / Minimal / Experimental.
Format: Digitale, CD e vinile.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
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