Una selezione mensile di musica indipendente che vale il tuo tempo.
Un edit essenziale tra nuove uscite e scoperte underground: artisti, singoli e album definiti da identità, ricerca e visione, oltre il radar più prevedibile.
🎧 Inizia dalla playlist qui sotto — un flusso d’ascolto continuo che racconta il suono del mese.

la tua destinazione musicale per un’esperienza Musicale senza confini.
Poi entra nelle card degli artisti per approfondimenti mirati e ascolti essenziali.
Groove in Abbondanza
Uno spazio aperto alle submission.
Progetti diversi per linguaggio e direzione, selezionati non per affinità ma per prospettiva — una mappa più ampia, dove anche le deviazioni diventano parte del percorso.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz intimo e autentico, capace di riconnettere con l’essenziale.
Genere: Jazz Pop
Simple Things: un ritorno alle radici tra semplicità e profondità
Con Simple Things, il pianista Murat Öztürk, formatosi tra le influenze di Bill Evans e Michel Petrucciani, compie un viaggio interiore verso l’essenzialità. In un mondo caotico, l’album si propone come un rifugio sonoro, dove la voce — quella interiore di ciascuno, ma anche quelle di ospiti come David Linx e Sascha Ley — diventa protagonista.
Le linee melodiche, sobrie e dirette, e gli arrangiamenti essenziali, sostenuti da musicisti di grande sensibilità, trasmettono un’autenticità rara. Öztürk, con la sua esperienza maturata tra collaborazioni internazionali e progetti personali, dimostra che la semplicità, quando raggiunta, è la forma più alta di eleganza. Un disco che invita all’ascolto in silenzio, per ritrovare la connessione con sé stessi e con il mondo.
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Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz vocale che unisce eleganza classica e modernità coinvolgente.
Genere: Vocal Jazz
Delightfully: un ascolto in 14 canzoni tra charme melodico e profondità filosofica
Delightfully è il nuovo album, in uscita il 28 agosto 2026, della cantante e compositrice Monika Ryan. L’album, frutto della collaborazione con il quintetto formato da Steve Einerson (piano), Neal Miner (contrabasso), Joe Strasser (batteria) e Keith Loftis (sassofoni), si distingue per arrangiamenti curati da Adrian Galante e una scrittura interamente originale. Ogni brano, rilasciato settimanalmente a partire dal 12 giugno, è un invito all’ascolto attento: la voce calda e sofisticata di Monika intreccia melodie avvolgenti, spunti filosofici e una chiarezza moderna, capace di conquistare sia al primo ascolto che in un’analisi più profonda.
Formata alla New School for Jazz and Contemporary Music e discepola di leggende come Jackie Paris e Sheila Jordan, Ryan porta sul palco un’energia magnetica, frutto di una connessione profonda con la tradizione jazzistica e una gioia contagiosa.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz contemporaneo che unisce nostalgia portoghese e groove globale.
Genere: Jazz
In Between: l’armonica al centro di un viaggio sonoro
Con il suo quartetto, il portoghese Ricardo Silva, armonicista di base a Rotterdam, ridefinisce il ruolo dello strumento nel jazz moderno. In In Between, l’album che raccoglie dieci anni di esperienze lontane dalle radici, Silva e il suo gruppo — con Jelle Willems al pianoforte, Giuseppe Bordasco al basso elettrico e David Puíme alla batteria — fondono tradizioni jazzistiche classiche, fusion moderna e ritmi R&B.
Il risultato è un suono cinematografico, in cui la malinconia delle origini portoghesi si intreccia con l’energia di una sezione ritmica globale. L’armonica di Silva, solista e espressiva, diventa il veicolo di un’improvvisazione audace, capace di trasmettere sia la nostalgia che la celebrazione. Un progetto che dimostra come lo strumento possa essere al centro dell’innovazione jazzistica contemporanea.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz moderno che si apre a orizzonti globali e a ritmi ipnotici.
Genere: Jazz Fusion
When The Light Comes To Play: un viaggio tra luce e consapevolezza
Con When The Light Comes To Play, il quartetto MA:Q guidato dalla compositrice e pianista Mary Ancheta ridefinisce i confini del jazz, fondendo funk, hip-hop, afrobeat e sonorità mondiali. Il titolo dell’album, uscito il 5 giugno 2026, gioca con la metafora della luce per esplorare quel momento di chiarezza in cui idee ed emozioni emergono dal dubbio. Il singolo omonimo, in tempo composto in 6/8, incarna questa ricerca: le ritmiche fluide e i clavieri luminosi di Ancheta creano un’atmosfera quasi meditativa, capace di guidare l’ascoltatore verso una verità nascosta.
MA:Q, che si ispira a giganti come Weather Report e McCoy Tyner, abbraccia un approccio ibrido, abbandonando la denominazione “Quartet” per aprirsi a sperimentazioni sonore e a un pubblico più ampio. Dopo il successo di Rituals (2025), questo lavoro consolida la loro posizione nel panorama del jazz contemporaneo, portando sul palco un live ricco di groove, come dimostrato dalle recenti tournée in Australia e Giappone e dalle esibizioni in festival di rilievo come il Montreal Jazz Festival.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz fusion ricco di sfumature orchestrali e groove avvolgente.
Genere: Electronic – Instrumental
Un sueño y muchos momentos, tra sperimentazione e cinema
“Un sueño y muchos momentos” di IMMIX è una perla strumentale che trasforma le esperienze di vita in note. Il brano, parte del suo album di esordio, è un inno alla trasformazione personale, dove ogni accordo raccoglie i frammenti delle scelte che ci definiscono. L’artista messicano, chitarrista e compositore, fonde jazz contemporaneo, elementi orchestrali e una sensibilità cinematografica, creando un universo sonoro che ricorda i paesaggi di Snarky Puppy, Kamasi Washington e Yussef Dayes, ma con una voce unica e indipendente.
L’album, registrato dal vivo, è un concept work che non celebra la meta, ma il viaggio verso il sogno: un messaggio universale che risuona in ogni nota. Con l’uso di archi, ottoni e una sezione ritmica funk, IMMIX riesce a bilanciare sofisticazione musicale e connessione emotiva, offrendo un’ascolto che è al tempo stesso intimo ed epico.
Un brano che merita di essere scoperto e condiviso.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca una fusione di tradizioni musicali e innovazione sonora.
Genere: Jazz
Sky Canyon: l’alchimista del suono tra jazz, world e oltre
Sky Canyon non è solo un musicista: è un viaggiatore sonoro, un artista che ha fuso jazz, rock, classica, latin e Afro-Caribbean in una carriera poliedrica. Dalle prime esperienze con il vibrafono jazz sotto la guida di Terry Gibbs, alla leadership di una rock band negli anni ’70, fino alla direzione di orchestre sinfoniche e alla fondazione di un gruppo di drum & dance afro-cubano, la sua storia è un inno alla contaminazione.
Produttore di album new age acclamati a livello internazionale, Sky ha saputo reinventarsi anche al di fuori della musica, guidando con successo la New World Library. Ma è con “Equinox”, la sua interpretazione del capolavoro di Coltrane, che rivela tutta la sua profondità: un omaggio vibrante, dove il rispetto per l’originale si sposa con una voce unica. Il titolo, legato all’equinozio d’autunno e al compleanno di Coltrane, diventa metafora di equilibrio e rinascita.
“La musica nutre l’anima, in ogni forma.” E Sky Canyon lo dimostra, ancora una volta. 🎶✨
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca eleganza vocale e profondità emotiva in un jazz contemporaneo.
Genere: Vocal Jazz
“Everything Is Fine”: la fiducia nel viaggio musicale di Nicole Henry
Con “Everything Is Fine”, Nicole Henry — una delle voci più acclamate del jazz moderno — regala un brano che è una rara fusione di sofisticazione armonica e calore umano. Scritto in collaborazione con il produttore Barry Eastmond (Anita Baker, Al Jarreau), il singolo si distingue per melodie avvolgenti e testi evocativi, ispirati ai ritmi della natura e alla capacità della vita di ripristinare l’equilibrio.
La voce di Henry, ricca e vellutata, si intreccia con arrangiamenti raffinati, creando un dialogo musicale che ricorda i grandi classici del vocal jazz pur mantenendo una freschezza contemporanea. Il messaggio del brano — “la pace nasce dalla fiducia nel percorso” — risuona con una profondità universale, invitando l’ascoltatore a lasciarsi guidare dalla musica come da una bussola interiore.
Un lavoro che conferma ancora una volta il suo posto tra i grandi del jazz, arricchito da una carriera costellata di successi: 4 album Top-10 in USA e Giappone, il Soul Train Award per la migliore performance jazz tradizionale, e collaborazioni con artisti del calibro di Kirk Whalum e Julian Lage.
Ascoltarlo significa abbandonarsi a una voce che sa trasmettere emozione pura, con la consapevolezza di essere tra le mani di un’artista che ha fatto della musica un ponte tra anima e mondo.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz-soul vivido e una fusion strumentale ricca di groove.
Genere: Groove Jazz
Il debutto di Ronny Desinor tra jazz, soul e fusion
Con “The One” e “Wrong Turn”, NNORDY — progetto esordiente del batterista e compositore haitiano-canadese Ronny Desinor — si presenta come una delle proposte più interessanti della scena jazz contemporanea canadese. “The One”, con Anomalie al pianoforte e Joanna Majoko alla voce, è una registrazione live che unisce jazz e soul in un ensemble coeso e vibrante. “Wrong Turn”, invece, è un jazz fusion strumentale dove chitarra, tastiere, basso e batteria si intrecciano in un dialogo ricco di energia e creatività.
Cresciuto con il gospel e con una padronanza dei poliritmi, Desinor porta in NNORDY la sua esperienza ventennale di collaborazioni internazionali, fondendo jazz, fusion e soul in un suono che rispecchia la sua formazione eclettica. Un progetto che abbiamo ascoltato in anteprima e che consigliamo di tenere… d’orecchio.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz ipnotico e grooveggiato con echi spirituali.
Genere: Groove Jazz
Hey, Bear!, il jazz psicedelico che avvolge l’ascoltatore
Con “Hey, Bear!”, Erica Tucceri conferma la sua evoluzione da collaboratrice ricercata a leader carismatica della scena jazz contemporanea. Il brano unisce un groove terroso e psicedelico a una stratificazione di percussioni, tastiere calde e un flauto espressivo, ispirato al spiritual jazz. Originaria di Melbourne/Naarm e ora basata a Londra, Tucceri porta avanti l’eredità di una scena crossover vibrante, arricchita da esperienze con artisti come Surprise Chef e ZFEX. Dopo il successo del suo debutto come leader al Melbourne International Jazz Festival 2024 e il tour europeo del 2025, questo singolo anticipa il suo primo progetto long-form, promettendo un viaggio sonoro avvolgente e ricco di sfumature.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un groove afrocubano tra funk, bossa e energia collettiva.
Genere: Afro Cuban-Funk
Movimiento de Caderas, il funk afrocubano che fa ballare l’anima
Con “Movimiento de Caderas”, primo EP del nuovo album “Se Formó” in uscita nel 2026, i Los Hermanos del Alma confermano la loro capacità di fondere Afro-Cuban funk, ritmi tropicali e sfumature di bossa nova e samba in un sound vibrante e coinvolgente. Nati dall’incontro tra musicisti svizzeri e cubani — con collaborazioni di spicco come Los Van Van e Habana de Primera — il gruppo porta avanti un progetto musicale radicato nella rumba e nel groove latino, arricchito da influenze rock, jazz e funk. La loro musica, frutto di un scambio culturale unico, è un omaggio alla forza del collettivo e all’energia travolgente delle esibizioni dal vivo. Un invito a muoversi, dove ogni nota è un passo di danza.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz contemporaneo che intreccia soul e narrazione africana.
Genere: Vocal
The Train, un viaggio tra jazz, soul e radici africane
“The Train” di Miriam Altman si distingue per la sua capacità di fondere jazz contemporaneo, soul e suggestioni africane in un sound avvolgente e ricco di significato. Il brano, recentemente semifinalista all’International Songwriting Competition (ISC 2025), si ispira al mito del treno come metafora di aspirazione, resilienza e ricerca di senso nella Sudafrica odierna. Le influenze di Yvonne Chaka Chaka e Hugh Masekela si percepiscono chiaramente, mentre la voce calda e la poesia dei testi richiamano lo stile di Busi Mhlongo e Thandiswa Mazwai.
L’arrangiamento, con il dialogo tra il contrabbasso e le sfumature jazzistiche, crea un’atmosfera cinematografica che accompagna l’ascoltatore in un viaggio emozionale. Altman, economista e stratega di fama internazionale, porta nella sua musica una profondità riflessiva che arricchisce ulteriormente il brano. “The Train” non è solo una canzone, ma una narrazione che unisce storie di vita, movimento e esplorazione creativa.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca suoni cosmici e viaggi sonori ipnotici.
Genere: Electronic
Morus, l’alchimista cileno dei paesaggi sonori spaziali
Morus, musicista e produttore cileno, si ispira alla Scuola di Berlino e a giganti come Klaus Schulze, Tangerine Dream e Vangelis per creare un universo musicale dove l’elettronica spaziale e il rock progressivo si fondono in un’esperienza immersiva. Attraverso l’uso di sintetizzatori analogici e sequenze ipnotiche, la sua musica diventa un viaggio concettuale tra astronomia, scienza e introspezione. Album come …Y el origen del universo? e El ser o el ente sono esempi di come Morus trasformi il suono in una narrazione che invita all’ascolto profondo e alla contemplazione, sia in studio che dal vivo. Un progetto che unisce rigore tecnico e visione artistica, ideale per chi cerca una dimensione sonora fuori dal tempo.
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