Una selezione mensile di musica indipendente che vale il tuo tempo.
Un edit essenziale tra nuove uscite e scoperte underground: artisti, singoli e album definiti da identità, ricerca e visione, oltre il radar più prevedibile.
🎧 Inizia dalla playlist qui sotto — un flusso d’ascolto continuo che racconta il suono del mese.

la tua destinazione musicale per un’esperienza Musicale senza confini.
Poi entra nelle card degli artisti per approfondimenti mirati e ascolti essenziali.
Groove in Abbondanza
Uno spazio aperto alle submission.
Progetti diversi per linguaggio e direzione, selezionati non per affinità ma per prospettiva — una mappa più ampia, dove anche le deviazioni diventano parte del percorso.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un groove rilassato e sofisticato, perfetto per serate di puro relax o ascolti in movimento.
Genere: Vocal Jazz
Smoove: un inno al benessere sonoro
“Smoovee” è un brano che avvolge l’ascoltatore in un’atmosfera distesa e coinvolgente, costruita su tastiere calde del premiato organista jazz Vel Lewis, un ritmo mid-tempo solido e testure espressive del sassofono del rinomato Marion Meadows. Il pezzo, pensato per momenti di relax, serate tranquille o ascolti in auto, unisce eleganza e fluidità, inserendosi perfettamente nelle playlist di Smooth Jazz.
Attualmente in classifica nel Top 100 di SmoothJazz.com (USA) e SmoothJazz.club (Spagna), e in rotazione costante nelle radio di tutto il mondo, “Smoovee” si conferma come un inno al benessere sonoro. Ascoltate con attenzione l’intreccio tra organo, sassofono e ritmica: è qui che risiede la sua capacità di trasmettere serenità e buonumore.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz moderno, allegro e riflessivo, capace di unire swing e profondità lirica.
Genere: Vocal Jazz
Give Me Time: un inno all’equilibrio tra vita e lavoro
Monika Ryan, cantante e autrice, porta avanti con convinzione l’idea che il jazz originale abbia ancora molto da dire, con modernità e gioia. “Give Me Time”, terzo singolo tratto dall’album Delightfully, è un brani swing fresco e coinvolgente, perfetto sia per un caffè mattutino che per un set jazz in tarda serata. Il pezzo affronta una sfida moderna: la pressione di dover scegliere tra lavoro e svago, carriera e vita personale, solitudine e condivisione. Il messaggio è chiaro nei versi: “We can have it all if we live thoughtfully” — non un’utopia, ma un promemoria che non è necessario rinunciare a una vita piena. Una musica che parla di equilibrio, intenzione e della scelta radicale di non sacrificare la pienezza dell’esistenza, temi che sembrano sempre più necessari in un mondo che non smette di accelerare.
Arrangiato da Adrian Galante e interpretato da un quartetto affiatato — Steve Einerson (piano), Neal Miner (contrabbasso), Joe Strasser (batteria) e la stessa Monika (voce) — il brano respira come un unico organismo, con una sezione ritmica solida e una voce che trasmette ogni parola con la sincerità che merita. Delightfully, l’album da cui è tratto, è un lavoro che celebra l’empatia, la curiosità e la gioia di vivere, ricordandoci che il mondo è un posto meraviglioso quando lo si osserva con attenzione.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca nu-jazz avvolgente e atmosfere notturne che si prolungano oltre il tempo.
Genere: Jazz
Summer Night Moon: un omaggio alla magia delle serate estive
Graziano Tassi, compositore e musicista milanese trapiantato a Parigi, si prepara a pubblicare Summer Night Moon, un album che promette di catturare l’energia unica di una serata estiva che non vuole finire. Il singolo “Summer Night”, che anticipa l’uscita del disco, incarna il fresco del nu-jazz, l’intimità del downtempo e la quiete incantata di una notte che si distende sotto le stelle. Immaginate l’ultima ora di una serata perfetta: l’aria è tiepida, la musica è soffusa, i suoni sono ovattati e l’atmosfera si prolunga in un abbraccio sonoro.
Un lavoro che esplora stati d’animo contraddittori: intimità, euforia, malinconia, nostalgia e solitudine, il tutto avvolto in un paesaggio sonoro cinematografico, arricchito da found sounds, field recordings e melodie strumentali. Ascoltate con attenzione i dettagli timbrici e le sfumature emotive: è qui che risiede la sua originalità.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca una fusione tra elettronica e tradizioni globali, con un tocco di sperimentazione sonora.
Genere: Jazz
Wheel Within the Wheel: un viaggio tra suoni antichi e futuribili
Michael William Gilbert, pioniere della musica elettronica e world fusion, propone in questo EP un dialogo armonico tra sintetizzatori e campioni organici, dove ogni traccia è un’esplorazione di testure sonore ricche e stratificate.
L’uso di loops e percussioni programmate si intreccia con influenze jazzistiche e sonorità globali, creando un paesaggio uditivo che sfida le categorizzazioni. L’arrangiamento, come sempre nella sua produzione, unisce precisione tecnica e calore umano, evitando la freddezza spesso associata alla musica elettronica. Un lavoro che si inserisce nella sua lunga carriera di sperimentazione, tra Varèse, Stockhausen e le tradizioni musicali di India, Africa e Giappone.
Ascoltate con attenzione i dettagli timbrici e il gioco tra ritmi complessi e melodie avvolgenti: è qui che risiede la sua originalità.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca suoni aperti e atmosfere avvolgenti, tra echi industriali e spazi sonori senza confini.
Genere: Jazz
Spaces, un viaggio musicale tra le strutture abbandonate del Ruhrgebiet
Con “Spaces”, Matthias Schwengler, trombettista e compositore di grande versatilità, traduce in musica le emozioni provate tra le vecchie strutture minerarie del Ruhrgebiet. Il brano si distingue per la sua apertura sonora e per un’atmosfera che lascia spazio a ogni suono di dispiegarsi liberamente, come un omaggio ai paesaggi industriali che lo hanno affascinato fin dall’adolescenza. L’artista, che abbiamo già avuto il piacere di presentare in passate occasioni, dimostra ancora una volta la sua capacità di creare musiche che vanno oltre il semplice ascolto, invitando l’ascoltatore a immergersi in un’esperienza sensoriale unica.
Un lavoro che merita attenzione per chi apprezza il jazz contemporaneo e le sue capacità di evocare immagini e ricordi attraverso il suono. Non perdete di vista il nostro sito: sono in arrivo altre novità su questo ottimo musicista e sulla sua formazione.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un omaggio jazz-rock al mito di Steve McQueen, tra fiati avvolgenti e narrazioni su due ruote.
Genere: Jazz-Rock
King of Cool, un tributo musicale alla libertà e al fascino del viaggio
Con “King of Cool”, Dick Cole rende omaggio al mondo delle due ruote e ai suoi eroi, come Steve McQueen, il “Re del Cool”. Il brano, ispirato allo stile fusion rock dei suoi idoli, gli Steely Dan, si distingue per l’uso sapiente dei fiati, che arricchiscono la narrazione musicale con un tocco di eleganza e profondità. L’album, il quarto della sua carriera, esplora i temi della libertà, dell’avventura e della fratellanza che legano la comunità dei motociclisti americani, con un linguaggio musicale che sa essere sia coinvolgente che raffinato.
Dick Cole, ex ufficiale dell’Aeronautica Militare statunitense e musicista da una vita, unisce alla sua passione per la musica quella per la scrittura, la fotografia e il volo. La sua esperienza artistica, maturata in decenni di esibizioni dal vivo e registrazioni, traspare in ogni nota, offrendo un ascolto che è al tempo stesso tecnicamente solido e ricco di emozioni autentiche. Un lavoro che merita attenzione per chi apprezza il jazz-rock e le storie che sanno di strada.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un dialogo sonoro tra tradizioni e un groove che unisce mondi distanti.
Genere: Free-Jazz
Shehnai Funk: il suono dell’India incontra il jazz e il funk globale
“Shehnai Funk” è il primo singolo di “Mahol”, un progetto di world music contemporanea che reinventa lo Shehnai – lo strumento a fiato tradizionale indiano – in un contesto globale e moderno. Il brano fondere jazz, funk e influenze world, con una sezione ritmica solida (organo, chitarra, basso, batteria e percussioni) e ottoni che dialogano con la melodia avvolgente dello Shehnai.
L’improvvisazione e il groove sono al centro di questa proposta, che trasforma uno strumento dalla forte identità culturale in un elemento fresco e attuale. Un esperimento riuscito di cross-cultural musical dialogue, dove la tradizione indiana si sposa con il linguaggio universale del jazz e del funk, creando un suono accessibile ma sofisticato. Un singolo che suscita interesse e ci spinge a prestare attenzione all’uscita dell’album, promettendo un percorso musicale ricco di sorprese e contaminazioni.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un connubio tra jazz classico e sonorità ispirate ai videogiochi, con un tocco di swing e vena sperimentale.
Genere: Free-Jazz
Back 2 The Bit: un omaggio musicale al mondo dei videogiochi
“Back 2 The Bit” di ArodReeds è un album che celebra il legame profondo tra musica e videogiochi, due universi che hanno profondamente ispirato l’artista. Il progetto, in uscita il 18 giugno 2026, si distingue per la sua capacità di fondere elementi classici, jazz e sonorità tipiche della musica da videogioco, creando un’esperienza ascoltabile sia per gli appassionati di jazz che per i fan della cultura vgmusic.
L’album, prodotto da Michael Herlihy e con la partecipazione di musicisti di primo livello come Andrew David Sotomayor al pianoforte, Jerome Kava al violino, Matt Patton alla chitarra, Marty Isenberg al basso e Jared Shaw alla batteria, offre sei tracce che spaziano da atmosfere riflessive a momenti più ritmati e coinvolgenti. Tra i brani spiccano “Scars of Time”, “Smoker’s Lament” e “Hikari”, che mostrano la versatilità di ArodReeds nel combinare arrangiamenti sofisticati con una vena melodica accessibile.
Un lavoro che, pur mantenendo un’identità jazzistica solida, sa guardare oltre, verso orizzonti sonori inesplorati. Un invito ad ascoltare per chi cerca musica che sa emozionare e sorprendere.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un free-jazz maturo, ricco di spessore concettuale e sonoro, capace di unire rigore compositivo e urgenza espressiva.
Genere: Free-Jazz
Humanity: una suite in cinque movimenti sulla dignità umana
“Humanity” di Leonardo Radicchi è un’opera ambiziosa, dove il free-jazz diventa veicolo di riflessione civile. Al centro della suite, il movimento “Dignity” incarna il diritto inalienabile alla dignità umana, affiancato da “Born free and equal” e “For all or no one”, che ne definiscono la condizione e la conseguenza logica. Le due “Inference” fungono da momenti solistici, interruzioni ragionate che collegano i tre momenti collettivi, arricchendo la narrazione musicale.
L’album, che vanta anche altri sette brani imperdibili, si avvale di un ensemble di primo livello: Camilla Battaglia, Marta Raviglia e Lorenzo Cannelli alle voci, Pietro Paris al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria, guidati dal sassofono e dal basso di Radicchi. Ogni musicista contribuisce a costruire un’architettura sonora impeccabile, dove l’improvvisazione e la composizione si fondono in un dialogo coerente e coinvolgente.
Un lavoro che, va oltre la mera esecuzione: “Humanity” è un invito a riflettere sul significato di essere umani, oggi. Ascoltatelo per scoprire come la musica possa essere strumento di connessione e cambiamento.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz contemporaneo dove la composizione si fa ricerca sonora e il vibrafono dialoga con ritmi moderni.
Genere: Jazz
Ethics Unimposed: il debutto di Andrei Marian tra introspezione e innovazione
Ethics Unimposed è il primo album del vibrafonista e compositore Andrei Marian, frutto di un percorso artistico che unisce la formazione classica e jazzistica a una ricerca personale di linguaggio. Nato a Chișinău, in Moldova, Marian ha studiato percussioni e vibrafono jazz in Moldova e al Royal Conservatory di Anversa, affinando la sua voce sotto la guida di musicisti di fama internazionale.
Il progetto Triptology, in trio con il contrabbassista Ion Vîrlan e il batterista Alex Zavalii, porta in vita le sue idee compositive, fondendo improvvisazione, groove e texture armoniche in un suono che sfugge alle convenzioni. L’album si distingue per un equilibrio tra struttura e libertà, dove ogni brano esplora nuove possibilità espressive, indicandoci Marian come una voce originale nel panorama jazzistico europeo.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un Boom Bap jazz dove il groove eleva l’atmosfera e la produzione si fa attenta e stratificata.
Genere: Instrumental Groove
Slap To The City: il jazz incontra il beatmaking italiano
Slap To The City è un singolo strumentale che unisce il pianoforte di Federico Gasparini al lavoro di produzione e arrangiamento di Burbuka, beatmaker italiano.
Il brano si distingue per un groove avvolgente, dove il dialogo tra piano, basso e chitarra si intreccia con una base ritmica solida e moderna. Gasparini, compositore romano versatile, vanta già collaborazioni di rilievo: dalla colonna sonora del cortometraggio Brother (selezionato al SE Pennsylvania Teen Filmmakers Showcase 2020) alla partecipazione all’album di Otus_medi con Pulsing Waves, fino alle musiche originali per il podcast Clash of the Cousins di Quivalon.
Un artista che sa muoversi tra cinema, lo-fi e jazz, con una voce compositiva sempre più definita.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un equilibrio tra tensione ritmica e profondità armonica, dove il groove si fa cinematografico e il suono si sospende tra trance e trasformazione.
Genere: Instrumental – Electronic
Marma Loma: un manifesto sonoro tra composizione e libertà
Il progetto Marma Loma, ideato dal percussionista Marco Mariano e dal pianista Lorenzo Mariano, pone la composizione al centro di un processo creativo libero da condizionamenti commerciali.
Il loro esordio, l’EP Neghentropy, unisce mondi apparentemente distanti — elettronico, classico, jazz e pop — in un linguaggio musicale coerente e avvolgente. L’originalità del duo risiede nella capacità di fondere testure armoniche stratificate con groove ipnotici, creando paesaggi sonori che sfuggono a ogni etichetta stilistica. L’ascolto rivela un dialogo serrato tra pianoforte e percussioni, dove ogni elemento contribuisce a un discorso musicale che è al tempo stesso intellettuale e viscerale.
Un progetto che merita attenzione per il suo coraggio nel superare i confini, proponendo un suono fresco e trasversale.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca una reinterpretazione audace tra tradizione e modernità, dove il musette parisien incontra il rock vintage e le sfumature ranchero.
Genere: Musette – fusion
Face au Labyrinthe – Simon Chenet
Face au Labyrinthe è un album che ridefinisce i confini del musette parisien, portandolo in un territorio sonoro inesplorato. Simon Chenet, con la sua chitarra, reinterpreta classici come Le Dénicheur—java leggendaria del 1912—fondendo swing musette, rock vintage e accenti ranchero messicani. Ogni traccia è un omaggio alle radici familiari e alla cultura popolare francese, mantenendo intatta la ricchezza armonica originale mentre ne reinventa la melodia con un tocco contemporaneo. L’album si muove tra ritmi ipnotici in 6/8 e atmosfere che evocano sia i vicoli di Belleville sia ampi paesaggi aperti, collocandosi tra Khruangbin, Hermanos Gutiérrez e le musiche tradizionali francesi.
Un lavoro che celebra la libertà e l’amore per la musica, dedicato a figure come lo zio Mimile e la zia Minelle, simboli di una tradizione che continua a ispirare.
Ascolta Face au Labyrinthe e lasciati guidare in questo viaggio tra passato e futuro.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz che sa emozionare con autenticità e coraggio, dove ogni nota raccoglie la vulnerabilità e la trasforma in arte.
Genere: Contemporary Jazz
Departure: un viaggio in tre atti tra emozione e avventura
Departure di Jonathan Bauer segna un nuovo capitolo artistico, un EP che si svela come un racconto intimo e senza filtri. Il brano omonimo, pulsante e carico di un’energia gioiosa ma trepidante, cattura l’eccitazione di un nuovo inizio, con un ritmo che spinge in avanti come un invito all’avventura. La performance della band, audace e profondamente umana, trasforma la fragilità in una forza espressiva capace di coinvolgere l’ascoltatore.
Un lavoro che unisce sincerità compositiva e intensità esecutiva, perfetto per chi apprezza un jazz che sa essere sia riflessivo che vitale.
Sostieni Jonathan Bauer: condividi l’EP Departure nelle tue playlist e sui tuoi canali social, e non perderti i suoi live in tour in Europa.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz innovativo e avanguardistico, capace di fondere energia elettronica e profondità melodica.
Genere: Free Jazz
PARZ – Parzhuber Trio feat. Olga Reznichenko
Il progetto PARZ del Parzhuber Trio, con la partecipazione di Olga Reznichenko, rappresenta una sintesi audace tra improvvisazione jazzistica e sperimentazione elettronica. Il trio, guidato dal batterista Alexander Parzhuber, si avvale del sassofono di Fabian Dudek e del basso elettrico di Oliver Lutz, creando un ibrido sonoro che dissolve i confini tra il club jazz e la sessione electro.
L’album si distingue per la sua struttura focalizzata, dove i groove stratificati e le tessiture armoniche si intrecciano con suoni sintetizzati, aggiunti dalla pianista Olga Reznichenko, che arricchisce il progetto con sfumature avant-garde. Il risultato è un jazz che sfida l’ascoltatore, ma che premia con una profondità compositiva rara.
Un lavoro che unisce sostanza e slancio, ideale per chi cerca un’esperienza sonora fuori dagli schemi.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca groove elettrico e stratificato, dove il ritmo diventa il fil rouge di un viaggio sonoro in costante evoluzione.
Genere: Free-Jazz
La Ramiro: un jazz che danza tra tensione e movimento
La Ramiro di Serge Rogalski si costruisce su un’idea ritmica serrata, capace di bilanciare un pulso stabile con una sensazione di moto perpetuo. Scritta per trio e arricchita dal sassofono alto di Gaël Horellou, la composizione si dipana attraverso tensioni cangianti e forme in trasformazione. Il sassofono di Horellou si muove con una voce melodica che ora si fonde con il trio, ora lo guida in direzioni inedite, mentre la chitarra intesse pattern frammentati, il contrabbasso offre una base flessibile e la batteria agisce come forza propulsiva, modellando la musica con accenti, contrasti e variazioni di intensità.
Il risultato è un brano energico e visionario, che trae ispirazione dalla musica brasiliana senza citarla direttamente, reinventandone gli echi in una chiave moderna e personale.
Scopri l’EP This Is Not a Blues per un viaggio nel jazz più audace e innovativo.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un’atmosfera intima e notturna, dove ogni nota respira spazio e emozione.
Genere: Jazz Fusion
Too Late Now: una ballata jazz che parla al cuore
Dalia Valančiūtė, voce lituana trapiantata a Copenaghen, ci regala con Too Late Now una perla di jazz vocale acustico. L’arrangiamento, essenziale e raffinato, si basa su un dialogo sottile tra voce, pianoforte, contrabbasso e batteria, dove il silenzio diventa parte integrante della narrazione.
La sua interpretazione, soffusa e sognante, trasforma il brano in un’esperienza intima, capace di trasmettere la profondità emotiva dei grandi standard jazz.
Ascolta l’album One Or Two Things per immergerti in un viaggio di emozioni pure.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz elettrico che unisce energia e sofisticazione.
Genere: Jazz Fusion
Sanctuaire: un viaggio sonoro tra chitarra e basso elettrico
Con Sanctuaire, Mathieu Torres propone un album di jazz moderno e avvolgente, dove la chitarra elettrica e il basso elettrico si intrecciano in un dialogo ricco di sfumature. Pubblicato nel 2026 per Matziz Records, il disco si distingue per la sua potenza espressiva e per la capacità di creare atmosfere complesse e coinvolgenti.
Ogni brano offre un’esperienza sonora dinamica e stratificata, in cui l’energia della chitarra elettrica si sposa con la profondità del basso, creando un suono che è al tempo stesso raffinato e accessibile. Un lavoro che dimostra come il jazz elettrico possa essere sia innovativo che radicato nella tradizione.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un mix di energie solari e ritmi travolgenti.
Genere: Pop
Magic Carpet: un inno all’amore tra ska, gypsy e vibrazioni estive
Con Everlasting Sun, tratto dal nuovo EP Magic Carpet, i Goya propongono un ode alla gioia e all’amore, arricchito da influenze gypsy jazz e una vibrazione estiva contagiosa. Il brano, pur non essendo strettamente jazz, sa catturare l’ascoltatore con la sua energia travolgente e un groove che invita al ballo.
La fusione di ska, reggae, rock e sonorità globali crea un suono fresco e coinvolgente, capace di trasportare in luoghi soleggiati e spensierati. Un invito a lasciarsi trascinare dalla musica, come su un tappeto magico.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un rock che va oltre il suono, per esplorare l’anima.
Genere: Rock
Red Moon Yard: un viaggio sonoro tra rock, folk e spiritualità
I Red Moon Yard non sono solo una band rock: sono un’esperienza. Il loro suono, che unisce la potenza del rock classico alla profondità del budismo, crea paesaggi sonori avvolgenti, dove il post-rock si intreccia con arrangiamenti folk e tocchi sperimentali.
Ogni brano è un invito all’introspezione, un’occasione per connettersi con sé stessi e con gli altri. La loro musica non è solo da ascoltare, ma da vivere: un viaggio interiore in cui la comunità Red Moon Yard si ritrova, condivide e cresce insieme. Autenticità, profondità e connessione sono i pilastri di un progetto che va oltre la superficie, per chi cerca nella musica qualcosa di più.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz vocale che unisce eleganza classica e modernità coinvolgente.
Genere: Vocal Jazz
Delightfully: un ascolto in 14 canzoni tra charme melodico e profondità filosofica
Delightfully è il nuovo album, in uscita il 28 agosto 2026, della cantante e compositrice Monika Ryan. L’album, frutto della collaborazione con il quintetto formato da Steve Einerson (piano), Neal Miner (contrabasso), Joe Strasser (batteria) e Keith Loftis (sassofoni), si distingue per arrangiamenti curati da Adrian Galante e una scrittura interamente originale. Ogni brano, rilasciato settimanalmente a partire dal 12 giugno, è un invito all’ascolto attento: la voce calda e sofisticata di Monika intreccia melodie avvolgenti, spunti filosofici e una chiarezza moderna, capace di conquistare sia al primo ascolto che in un’analisi più profonda.
Formata alla New School for Jazz and Contemporary Music e discepola di leggende come Jackie Paris e Sheila Jordan, Ryan porta sul palco un’energia magnetica, frutto di una connessione profonda con la tradizione jazzistica e una gioia contagiosa.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz contemporaneo che unisce nostalgia portoghese e groove globale.
Genere: Jazz
In Between: l’armonica al centro di un viaggio sonoro
Con il suo quartetto, il portoghese Ricardo Silva, armonicista di base a Rotterdam, ridefinisce il ruolo dello strumento nel jazz moderno. In In Between, l’album che raccoglie dieci anni di esperienze lontane dalle radici, Silva e il suo gruppo — con Jelle Willems al pianoforte, Giuseppe Bordasco al basso elettrico e David Puíme alla batteria — fondono tradizioni jazzistiche classiche, fusion moderna e ritmi R&B.
Il risultato è un suono cinematografico, in cui la malinconia delle origini portoghesi si intreccia con l’energia di una sezione ritmica globale. L’armonica di Silva, solista e espressiva, diventa il veicolo di un’improvvisazione audace, capace di trasmettere sia la nostalgia che la celebrazione. Un progetto che dimostra come lo strumento possa essere al centro dell’innovazione jazzistica contemporanea.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz moderno che si apre a orizzonti globali e a ritmi ipnotici.
Genere: Jazz Fusion
When The Light Comes To Play: un viaggio tra luce e consapevolezza
Con When The Light Comes To Play, il quartetto MA:Q guidato dalla compositrice e pianista Mary Ancheta ridefinisce i confini del jazz, fondendo funk, hip-hop, afrobeat e sonorità mondiali. Il titolo dell’album, uscito il 5 giugno 2026, gioca con la metafora della luce per esplorare quel momento di chiarezza in cui idee ed emozioni emergono dal dubbio. Il singolo omonimo, in tempo composto in 6/8, incarna questa ricerca: le ritmiche fluide e i clavieri luminosi di Ancheta creano un’atmosfera quasi meditativa, capace di guidare l’ascoltatore verso una verità nascosta.
MA:Q, che si ispira a giganti come Weather Report e McCoy Tyner, abbraccia un approccio ibrido, abbandonando la denominazione “Quartet” per aprirsi a sperimentazioni sonore e a un pubblico più ampio. Dopo il successo di Rituals (2025), questo lavoro consolida la loro posizione nel panorama del jazz contemporaneo, portando sul palco un live ricco di groove, come dimostrato dalle recenti tournée in Australia e Giappone e dalle esibizioni in festival di rilievo come il Montreal Jazz Festival.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz fusion ricco di sfumature orchestrali e groove avvolgente.
Genere: Electronic – Instrumental
Un sueño y muchos momentos, tra sperimentazione e cinema
“Un sueño y muchos momentos” di IMMIX è una perla strumentale che trasforma le esperienze di vita in note. Il brano, parte del suo album di esordio, è un inno alla trasformazione personale, dove ogni accordo raccoglie i frammenti delle scelte che ci definiscono. L’artista messicano, chitarrista e compositore, fonde jazz contemporaneo, elementi orchestrali e una sensibilità cinematografica, creando un universo sonoro che ricorda i paesaggi di Snarky Puppy, Kamasi Washington e Yussef Dayes, ma con una voce unica e indipendente.
L’album, registrato dal vivo, è un concept work che non celebra la meta, ma il viaggio verso il sogno: un messaggio universale che risuona in ogni nota. Con l’uso di archi, ottoni e una sezione ritmica funk, IMMIX riesce a bilanciare sofisticazione musicale e connessione emotiva, offrendo un’ascolto che è al tempo stesso intimo ed epico.
Un brano che merita di essere scoperto e condiviso.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca una fusione di tradizioni musicali e innovazione sonora.
Genere: Jazz
Sky Canyon: l’alchimista del suono tra jazz, world e oltre
Sky Canyon non è solo un musicista: è un viaggiatore sonoro, un artista che ha fuso jazz, rock, classica, latin e Afro-Caribbean in una carriera poliedrica. Dalle prime esperienze con il vibrafono jazz sotto la guida di Terry Gibbs, alla leadership di una rock band negli anni ’70, fino alla direzione di orchestre sinfoniche e alla fondazione di un gruppo di drum & dance afro-cubano, la sua storia è un inno alla contaminazione.
Produttore di album new age acclamati a livello internazionale, Sky ha saputo reinventarsi anche al di fuori della musica, guidando con successo la New World Library. Ma è con “Equinox”, la sua interpretazione del capolavoro di Coltrane, che rivela tutta la sua profondità: un omaggio vibrante, dove il rispetto per l’originale si sposa con una voce unica. Il titolo, legato all’equinozio d’autunno e al compleanno di Coltrane, diventa metafora di equilibrio e rinascita.
“La musica nutre l’anima, in ogni forma.” E Sky Canyon lo dimostra, ancora una volta. 🎶✨
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Per chi cerca eleganza vocale e profondità emotiva in un jazz contemporaneo.
Genere: Vocal Jazz
“Everything Is Fine”: la fiducia nel viaggio musicale di Nicole Henry
Con “Everything Is Fine”, Nicole Henry — una delle voci più acclamate del jazz moderno — regala un brano che è una rara fusione di sofisticazione armonica e calore umano. Scritto in collaborazione con il produttore Barry Eastmond (Anita Baker, Al Jarreau), il singolo si distingue per melodie avvolgenti e testi evocativi, ispirati ai ritmi della natura e alla capacità della vita di ripristinare l’equilibrio.
La voce di Henry, ricca e vellutata, si intreccia con arrangiamenti raffinati, creando un dialogo musicale che ricorda i grandi classici del vocal jazz pur mantenendo una freschezza contemporanea. Il messaggio del brano — “la pace nasce dalla fiducia nel percorso” — risuona con una profondità universale, invitando l’ascoltatore a lasciarsi guidare dalla musica come da una bussola interiore.
Un lavoro che conferma ancora una volta il suo posto tra i grandi del jazz, arricchito da una carriera costellata di successi: 4 album Top-10 in USA e Giappone, il Soul Train Award per la migliore performance jazz tradizionale, e collaborazioni con artisti del calibro di Kirk Whalum e Julian Lage.
Ascoltarlo significa abbandonarsi a una voce che sa trasmettere emozione pura, con la consapevolezza di essere tra le mani di un’artista che ha fatto della musica un ponte tra anima e mondo.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz-soul vivido e una fusion strumentale ricca di groove.
Genere: Groove Jazz
Il debutto di Ronny Desinor tra jazz, soul e fusion
Con “The One” e “Wrong Turn”, NNORDY — progetto esordiente del batterista e compositore haitiano-canadese Ronny Desinor — si presenta come una delle proposte più interessanti della scena jazz contemporanea canadese. “The One”, con Anomalie al pianoforte e Joanna Majoko alla voce, è una registrazione live che unisce jazz e soul in un ensemble coeso e vibrante. “Wrong Turn”, invece, è un jazz fusion strumentale dove chitarra, tastiere, basso e batteria si intrecciano in un dialogo ricco di energia e creatività.
Cresciuto con il gospel e con una padronanza dei poliritmi, Desinor porta in NNORDY la sua esperienza ventennale di collaborazioni internazionali, fondendo jazz, fusion e soul in un suono che rispecchia la sua formazione eclettica. Un progetto che abbiamo ascoltato in anteprima e che consigliamo di tenere… d’orecchio.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz ipnotico e grooveggiato con echi spirituali.
Genere: Groove Jazz
Hey, Bear!, il jazz psicedelico che avvolge l’ascoltatore
Con “Hey, Bear!”, Erica Tucceri conferma la sua evoluzione da collaboratrice ricercata a leader carismatica della scena jazz contemporanea. Il brano unisce un groove terroso e psicedelico a una stratificazione di percussioni, tastiere calde e un flauto espressivo, ispirato al spiritual jazz. Originaria di Melbourne/Naarm e ora basata a Londra, Tucceri porta avanti l’eredità di una scena crossover vibrante, arricchita da esperienze con artisti come Surprise Chef e ZFEX. Dopo il successo del suo debutto come leader al Melbourne International Jazz Festival 2024 e il tour europeo del 2025, questo singolo anticipa il suo primo progetto long-form, promettendo un viaggio sonoro avvolgente e ricco di sfumature.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un groove afrocubano tra funk, bossa e energia collettiva.
Genere: Afro Cuban-Funk
Movimiento de Caderas, il funk afrocubano che fa ballare l’anima
Con “Movimiento de Caderas”, primo EP del nuovo album “Se Formó” in uscita nel 2026, i Los Hermanos del Alma confermano la loro capacità di fondere Afro-Cuban funk, ritmi tropicali e sfumature di bossa nova e samba in un sound vibrante e coinvolgente. Nati dall’incontro tra musicisti svizzeri e cubani — con collaborazioni di spicco come Los Van Van e Habana de Primera — il gruppo porta avanti un progetto musicale radicato nella rumba e nel groove latino, arricchito da influenze rock, jazz e funk. La loro musica, frutto di un scambio culturale unico, è un omaggio alla forza del collettivo e all’energia travolgente delle esibizioni dal vivo. Un invito a muoversi, dove ogni nota è un passo di danza.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz contemporaneo che intreccia soul e narrazione africana.
Genere: Vocal
The Train, un viaggio tra jazz, soul e radici africane
“The Train” di Miriam Altman si distingue per la sua capacità di fondere jazz contemporaneo, soul e suggestioni africane in un sound avvolgente e ricco di significato. Il brano, recentemente semifinalista all’International Songwriting Competition (ISC 2025), si ispira al mito del treno come metafora di aspirazione, resilienza e ricerca di senso nella Sudafrica odierna. Le influenze di Yvonne Chaka Chaka e Hugh Masekela si percepiscono chiaramente, mentre la voce calda e la poesia dei testi richiamano lo stile di Busi Mhlongo e Thandiswa Mazwai.
L’arrangiamento, con il dialogo tra il contrabbasso e le sfumature jazzistiche, crea un’atmosfera cinematografica che accompagna l’ascoltatore in un viaggio emozionale. Altman, economista e stratega di fama internazionale, porta nella sua musica una profondità riflessiva che arricchisce ulteriormente il brano. “The Train” non è solo una canzone, ma una narrazione che unisce storie di vita, movimento e esplorazione creativa.
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Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca suoni cosmici e viaggi sonori ipnotici.
Genere: Electronic
Morus, l’alchimista cileno dei paesaggi sonori spaziali
Morus, musicista e produttore cileno, si ispira alla Scuola di Berlino e a giganti come Klaus Schulze, Tangerine Dream e Vangelis per creare un universo musicale dove l’elettronica spaziale e il rock progressivo si fondono in un’esperienza immersiva. Attraverso l’uso di sintetizzatori analogici e sequenze ipnotiche, la sua musica diventa un viaggio concettuale tra astronomia, scienza e introspezione. Album come …Y el origen del universo? e El ser o el ente sono esempi di come Morus trasformi il suono in una narrazione che invita all’ascolto profondo e alla contemplazione, sia in studio che dal vivo. Un progetto che unisce rigore tecnico e visione artistica, ideale per chi cerca una dimensione sonora fuori dal tempo.
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