Anche questa settimana Jazz Weekly propone una formula leggermente diversa dal solito. Il numero di notizie e aggiornamenti arrivati negli ultimi giorni è particolarmente consistente e rischierebbe di rendere l’articolo settimanale troppo lungo e poco leggibile.
Per questo motivo la Jazz Weekly 364 viene divisa in due pubblicazioni distinte: da una parte il Programma Radio, con la selezione musicale della settimana, e dall’altra un articolo separato dedicato alle Jazz News.
L’obiettivo è mantenere una lettura più fluida e permettere a ogni contenuto di avere il giusto spazio.
In questa puntata: una selezione che attraversa groove contemporaneo, jazz europeo e riletture della tradizione, con artisti provenienti da diverse scene della musica internazionale.
Jazz Weekly 364 – La playlist
Non perdere la puntata completa e dicci il tuo brano preferito!
| # | Titolo Brano | Artisti – Album |
|---|---|---|
| 1 | Perspective of Purpose (feat. Keyon Harrold) | Terrace Martin e Marcus Gilmore – Purpouse |
| 2 | Asiatic Raes | Arvind Ramdas – Here We Go |
| 3 | Le Groove | Myriam Bouk Moun (solo) – Ne vous déplaise… |
| 4 | Paese Me | Lorenzo Tucci – Love Songs from Abruzzo |
| 5 | Il Posto del Padre | Bjarke Falgren – Il Posto del Padre |
| 7 | Call To The Void | GoGo Penguin – Kai Dao |
| 8 | Hands Down | KRYPTONES – Hands Down |
| 9 | Circle | Blue Moods – Directions & Expressions |
| 10 | Between The Devil And The Deep Blue Sea | Bria Skonberg – Brass |
| 11 | Orillas | Lauren Henderson, Sullivan Fortner, Dezron Douglas, Joe Dyson – Orillas |
Jazz Picks
La scaletta della puntata 364 attraversa diverse traiettorie del jazz contemporaneo, mettendo in dialogo groove urbani, ricerca timbrica e riletture della tradizione.
In Jazz Weekly 364 ascoltiamo nuovi progetti, riletture della tradizione e alcune delle produzioni più interessanti della scena jazz internazionale.
Groove contemporaneo e nuove produzioni
Il percorso si apre con Terrace Martin e Marcus Gilmore, protagonisti del progetto PURPOSE. Il brano “Perspective of Purpose”, impreziosito dalla tromba di Keyon Harrold, introduce subito un jazz che dialoga con il linguaggio del groove e con una sensibilità sonora che guarda anche all’hip‑hop e alla produzione contemporanea.
Nuove voci e scene internazionali
Dalla scena statunitense ci spostiamo poi verso l’energia di Arvind Ramdas, batterista canadese che debutta con l’album Here We Go. In “Asiatic Raes” emerge il suono di un quintetto affiatato, dove la tradizione bebop diventa terreno di gioco per uno swing vivace e collettivo.
Uno dei momenti più sorprendenti della puntata arriva con Myriam Bouk Moun e il brano “Le Groove”, tratto dal progetto Ne vous déplaise…. Qui la voce diventa l’unico strumento, capace di costruire ritmo, armonia e atmosfera in un dialogo essenziale che unisce suggestioni vocali africane e tradizioni corali.
Tradizione reinterpretata
La puntata prosegue con uno sguardo alla tradizione reinterpretata. Il batterista Lorenzo Tucci presenta “Paese Me”, tratto dall’album Love Songs from Abruzzo. In trio con Claudio Filippini al pianoforte e Jacopo Ferrazza al contrabbasso, Tucci rilegge canti popolari trasformandoli in uno spazio aperto all’improvvisazione jazzistica.
Il viaggio prosegue verso il nord Europa con il violinista Bjarke Falgren, che in “Il Posto del Padre” – dall’album Turkis – propone un jazz intimo e narrativo, capace di evocare una tradizione musicale antica attraverso un linguaggio contemporaneo.
Minimalismo ed estetiche ibride
Tra i momenti più intensi della scaletta troviamo poi GoGo Penguin con “Call To The Void”, esempio perfetto del minimalismo ritmico e dell’estetica ibrida del trio britannico, sospesa tra jazz, elettronica e tensione cinematografica.
La dimensione orchestrale arriva invece con KRYPTONES e “Hands Down”, progetto guidato dai sassofonisti Julian Ritter e Marcus Kesselbauer: una formazione ampia che rilegge l’idea di big band con un forte urban groove e arrangiamenti dinamici.
Non manca poi uno sguardo alla storia del jazz con la serie Blue Moods della Posi‑Tone Records. Il brano “Circle”, tratto dal progetto Directions & Expressions, propone una rilettura contemporanea del repertorio di Miles Davis con musicisti come Diego Rivera e Art Hirahara.
Jazz in Family #364
Il player
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Chiusura tra jazz vocale e atmosfere latine
La chiusura della puntata è affidata alla voce di Lauren Henderson con “Orillas”, un brano che intreccia jazz vocale e suggestioni latine in un clima intimo e lirico, sostenuto anche dal pianoforte di Sullivan Fortner.
Nel complesso la puntata 364 costruisce un percorso sonoro che attraversa diverse geografie del jazz contemporaneo: dalle produzioni più groove‑oriented alle sperimentazioni vocali, dalle riletture della tradizione fino alle grandi formazioni orchestrali.

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