Jazz Weekly 352: Recensioni evolute, news globali e scoperte italiane

Jazz Weekly 352

Il jazz non aspetta nessuno — e questa settimana lo dimostra ancora una volta. Tra nuove uscite che fanno discutere, movimenti internazionali che ridisegnano le scene e sviluppi importanti dentro la nostra Family, il panorama si muove veloce. In questa puntata raccogliamo ciò che conta davvero: novità, segnali forti, tendenze che meritano attenzione e storie che raccontano dove sta andando il jazz di oggi.

Ascolta la puntata #352

1.

In questa nuova puntata spalanchiamo le porte a un ascolto che vibra, respira e pulsa, senza bisogno di sovrastrutture o preamboli inutili.

Una scaletta fatta di contrasti e affinità: il vibrafono crepuscolare di Bill Ware, le metamorfosi elettroniche ispirate da Peter Gabriel, le radici febbrili di Antonio Piluso, l’improvvisazione radicale degli SML, la poesia intima di Britta Virves, le visioni cosmopolite di Nicola Conte e le sfumature emotive del Mario Montella Trio.

E ancora: i dialoghi accesi di Lucia Filaci e Vittorio Cuculo e la tensione sospesa di Doom Cannon.

2025 Jazz in Family vola più alto che mai

È una puntata che chiede una sola cosa: aprire le orecchie e lasciarsi attraversare. Perché ogni brano non accompagna… scuote, orienta, sposta. Restate con noi: l’ascolto comincia adesso.

Playlist

#Titolo BranoArtisti – Titolo Album
1Around The HornBill Ware and The Club Bird All-Stars – Martian Sunset
2Shock The MonkeyFilippo Macchiarelli & Michelangelo Brandimarte – Mozo
3AmaraAntonio Piluso – Amara
4Taking out The TrashSML – How You Been
5Simple ThingsBritta Virves – Simple Things
6BrasiliaNicola Conte – Viaggio
7Ballad of Faires & WitchesMario Montella Trio – Elsewhere
8Il RitmoLucia Filaci e Vittorio Cuculo – A due voci
9The TruthDoom Cannon – Somewhere In Between

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Non fermarti qui: continua a esplorare e lasciati sorprendere da ciò che il jazz ha ancora da raccontarti.

2.
Aggiornamenti & News

Jazz News

Il Jazz nel 2025: Tra l’Ambizione degli Snarky Puppy e il Natale “In Fiamme” di New York

Dalla rinascita dei club londinesi alle scommesse discografiche milionarie: ecco perché il jazz sta vivendo un momento d’oro tra tradizione e reinvenzione globale.

Se pensavate che il jazz fosse una musica di nicchia destinata a piccoli club fumosi, il 2025 è pronto a smentirvi. Le ultime notizie delineano un panorama in pieno fermento, dove progetti discografici dal budget “quasi folle” convivono con una scena newyorchese che si infiamma per le feste e una rivoluzione culturale che attraversa l’Atlantico, da Londra fino a Bogotà. Ecco cosa sta succedendo nel mondo del jazz proprio adesso.

Il Ritorno Colossale degli Snarky Puppy

La notizia che sta facendo discutere gli analisti è il ritorno in grande stile degli Snarky Puppy. Con cinque Grammy già in bacheca, la band ha deciso di alzare drasticamente la posta con il nuovo album “Somni” (in catalano “Sogno”).

Registrato dal vivo a Utrecht con la Metropole Orkest, il progetto si distingue per un dato riportato dal The Times: un budget di produzione di circa 350.000 sterline. Una cifra enorme per un album jazz nel 2025, che segna una filosofia produttiva in controtendenza. Niente TikTok, niente intelligenza artificiale per le copertine: gli Snarky Puppy puntano tutto sulla qualità “vecchia scuola” (vinile, CD, Blu-Ray) ma con una strategia DIY (“Fai da Te”) su scala globale, bypassando le logiche del marketing veloce per connettersi direttamente con la loro community.

New York: La Capitale Mondiale del Jazz a Dicembre

Mentre gli Snarky Puppy sfidano il mercato, New York si conferma il cuore pulsante della tradizione, con una programmazione di dicembre definita “sbalorditiva” che trasforma la città in un festival continuo.

  • Smoke Jazz Club: È qui che batte il cuore della scena, con il 13° Annual Coltrane Festival (“Countdown 2026”). Dal 10 dicembre al 4 gennaio, il palco ospiterà una parata di stelle che include Ravi Coltrane, Melissa Aldana, Vincent Herring e la leggenda George Cables, culminando con la performance di Capodanno di Jazzmeia Horn. Un evento accessibile a tutti grazie alla trasmissione in livestream dei concerti del venerdì.
  • Jazz at Lincoln Center: La tradizione prosegue con i “Big Band Holidays”. Sotto la direzione di Chris Crenshaw, l’orchestra ospiterà talenti emergenti come Kate Kortum, vincitrice del concorso Sarah Vaughan 2025, confermando l’impegno dell’istituzione verso le nuove generazioni.

L’atmosfera festiva ha scatenato anche una valanga di uscite discografiche a tema natalizio. Si passa dall’audacia del “The Nutcracker Remix” della Cincinnati Contemporary Jazz Orchestra (una rivisitazione jazz della suite di Tchaikovsky) alla classicità di “Holiday Fun” di Wycliffe Gordon, dimostrando come il jazz sappia essere colonna sonora popolare senza perdere la sua identità.

L’Italia: Tra Feste, Fusioni Pop e Grandi Festival Globali

E mentre le grandi capitali dettano il ritmo, l’Italia si dimostra un crocevia essenziale, combinando la celebrazione della tradizione con audaci mosse per il futuro.

La Tradizione Natalizia a Roma

Mentre New York celebra la sua storia, Roma risponde con la tradizione delle feste. A dicembre, la Casa del Jazz ospiterà “Christmas in Jazz 2025”, una serie di concerti che spaziano dal Dixieland allo Swing, Bop e Cool Jazz. Questo evento si inserisce perfettamente nel filone globale che riscopre e valorizza l’esperienza dal vivo e la musica jazz a tema natalizio, proprio come accade nei club storici americani.

Il Jazz Incontra il Pop Italiano

Un esempio lampante di come la “reinvenzione” non sia solo un fenomeno britannico arriva dal chitarrista Marco Pasinetti. Con l’uscita del suo singolo strumentale “Dammi solo un minuto” (27 novembre 2025), Pasinetti attua una vera fusione tra il celebre brano dei Pooh, il jazz americano, il rock e l’improvvisazione libera. È la dimostrazione che l’Italia è in linea con le tendenze globali, utilizzando l’improvvisazione jazz per dare nuova vita al repertorio popolare, proprio come fanno gli artisti londinesi con l’Hip-Hop.

Modena 2026: L’Italia entra nel Circuito Europeo dei Megafestival

L’annuncio più significativo per il futuro è l’approdo in Italia di uno dei principali eventi del circuito europeo. Il Jazz Open Festival debutterà a Modena dal 13 al 18 luglio 2026. L’anticipazione (lanciata il 29 novembre 2025) promette un cartellone stellare che include nomi di fama mondiale e trasversale come Gregory Porter, Diana Krall, Jamie Cullum e Joss Stone. Questo posiziona l’Italia direttamente al centro della mappa globale dei festival, confermando l’attrattività del Paese per i giganti internazionali del genere.

Londra e la Reinvenzione del Suono

Spostandoci nel Regno Unito, la narrazione cambia radicalmente. Londra non solo resiste alla crisi dei locali, ma vive una vera rinascita fisica e artistica.

Da un lato, istituzioni come il Ronnie Scott’s si rinnovano e si conferma l’apertura di un nuovo Blue Note a Covent Garden nel 2026.

Dall’altro, la scena è definita un “focolaio di talento moderno”. Artisti come Ezra Collective, Venna, Nubya Garcia e Yussef Dayes stanno letteralmente “reinventando il suono”, fondendo il jazz con hip-hop, soul e funk. Non è una perdita di identità, ma un’evoluzione necessaria che attira un pubblico giovane e culturalmente aperto.

Un Fenomeno Globale: Da Bogotà all’Asia

Il fermento non si ferma ai grandi centri occidentali.

  • Sud America: L’industria sta guardando con interesse alla fusione tra Jazz e Cumbia a Bogotà, ben rappresentata dal nuovo album solista “The Vessel” di Jaime Ospina (Superfónicos).
  • USA Locali: A New Orleans, il Jazz Museum ha inaugurato un nuovo Performance Center all’avanguardia, mentre a Hartford e Minneapolis fioriscono iniziative comunitarie che mescolano jazz e urban music.
  • Asia: Dicembre è mese di festival anche in oriente, da Yokohama in Giappone fino al Chiang Mai Street Jazz Festival in Thailandia.

Conclusioni: Un Ecosistema Sano

Il jazz del 2025 si presenta come un organismo a due anime che si alimentano a vicenda: è un museo vivente che celebra la storia (come a New York e Roma) e contemporaneamente un laboratorio sperimentale (come a Londra e nelle fusioni italiane e sudamericane).

Che si tratti di un investimento milionario per un album o dell’arrivo di un megafestival, il messaggio è chiaro: il pubblico cerca esperienze autentiche. E con un gennaio 2026 che promette già i live degli Yellowjackets e di Wynton Marsalis, in attesa del Jazz Open a luglio, la stagione della musica dal vivo non ha alcuna intenzione di fermarsi.

Novità della… Family

In queste settimane abbiamo messo in campo un lavoro di approfondimento che segna un passo avanti importante per le nostre recensioni. Due nuove uscite italiane meritano una menzione speciale: Marco Bruno con Strade e Max Ionata con Tivoli. Due album diversi per visione e linguaggio, ma accomunati da un valore artistico che ci ha spinto a raccontarli con ancora maggiore cura.

La prima novità riguarda l’attenzione al singolo brano: stiamo affinando un metodo che permette di entrare sempre più dentro il cuore dell’album, osservando ogni traccia come un tassello narrativo autonomo. Un modo di lavorare che richiede tempo, ascolto e analisi, ma che ci sembra ormai indispensabile per una recensione che voglia davvero rispettare la musica.

La seconda novità è una features esclusiva che stiamo sperimentando in casi eccezionali: la creazione di uno snippet mix originale dell’album, pubblicato in modo riservato solo sul nostro SoundCloud e integrato unicamente nel nostro sito. Uno strumento che permette di restituire, in pochi minuti, un assaggio curato e autorizzato del progetto nel suo insieme. Una possibilità che offriremo soltanto quando il valore culturale e artistico lo giustifica appieno.

Sono due aspetti che possono sembrare piccoli dettagli, ma che comportano un impegno considerevole e che segnano una crescita concreta nello standard qualitativo e nell’indipendenza delle nostre recensioni. Altre novità sono già in lavorazione e presto arricchiranno ulteriormente il nostro modo di raccontare la musica che amiamo.

3.
Azione della Settimana!

Un piccolo gesto può fare la differenza. In pochi secondi puoi aiutarci a definire il futuro delle nostre recensioni, rendendole ancora più chiare, utili e fedeli allo spirito con cui ascolti la musica.

Ecco un Test rapido pensato per capire quale tipo di approccio critico senti più vicino al tuo modo di leggere — e di vivere — una recensione.

Mini Test – Che tipo di recensione preferisci?

Leggi le opzioni e scegli quella che senti più vicina al tuo modo di vivere la musica.

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Jazz Weekly 352
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