A Name I Knew: memoria, identità e dissolvenza nel nuovo lavoro di Pedro Molina

A Name I Knew – Pedro Molina

Etichetta discografica: Porta-Jazz

Data di uscita: 8 aprile 2026

Un quartetto europeo tra radici e ricerca

Con A Name I Knew, il contrabbassista spagnolo Pedro Molina firma il suo secondo lavoro da bandleader, consolidando una traiettoria artistica già distintiva nel panorama del jazz europeo. Nato a Murcia e stabilitosi a Porto dal 2017, Molina ha costruito un percorso coerente, capace di coniugare scrittura e improvvisazione con una forte sensibilità narrativa.

Il progetto prende forma all’interno di un quartetto affiatato composto da Hugo Ferreira alla chitarra, Miguel Meirinhos al pianoforte, Gonçalo Ribeiro alla batteria e lo stesso Molina al contrabbasso. Un ensemble che si muove con naturalezza tra strutture definite e aperture improvvisative, creando un linguaggio sonoro dinamico e stratificato.


Il suono della memoria che si dissolve

A Name I Knew è un disco concettuale che ruota attorno al tema dell’Alzheimer, trasformando il processo di perdita della memoria in materia sonora. Non si tratta solo di un’ispirazione tematica, ma di un vero e proprio dispositivo compositivo, capace di modellare forma, dinamica e sviluppo dei brani.

Le composizioni si muovono lungo un asse che va dal jazz contemporaneo alle influenze pop/rock, fino a momenti di libera improvvisazione. Questo continuo slittamento riflette la fragilità della memoria: ciò che appare definito si sfalda, ciò che è caotico trova improvvisamente una forma.

L’ascoltatore viene immerso in una dimensione instabile ma profondamente umana, dove frammenti melodici emergono e scompaiono come ricordi in dissolvenza.


Tra brani e frammenti di identità

Nella tracklist, ogni composizione si configura come un episodio autonomo, ma parte di una narrazione più ampia.

In Denial, le strutture iniziali sembrano opporre resistenza al cambiamento, salvo poi incrinarsi in aperture improvvisative sempre più irregolari. Valadas, invece, introduce un lirismo sospeso, in cui il dialogo tra pianoforte e chitarra costruisce uno spazio di apparente quiete.

I’m Not the Same gioca su contrasti timbrici e ritmici, evocando una perdita progressiva di identità, mentre Familiar as Fog rappresenta uno dei momenti più evocativi del disco, con atmosfere rarefatte e quasi oniriche.

Particolarmente significativo è Who Sings When I Can’t Remember Anything, che sintetizza l’intero concept dell’album, trasformando la domanda esistenziale in gesto musicale aperto e sospeso.


Produzione, suono e identità visiva

Dal punto di vista sonoro, il disco privilegia una registrazione pulita e dettagliata, capace di valorizzare ogni sfumatura dell’ensemble. Il contrabbasso, pur mantenendo una funzione strutturale, emerge spesso come voce narrativa centrale, in linea con la visione compositiva di Molina.

L’etichetta Porta-Jazz conferma ancora una volta la propria attenzione verso progetti di ricerca, mentre l’estetica complessiva del disco – tra suono e immaginario – contribuisce a rafforzarne la coerenza artistica.

Si percepisce un lavoro collettivo maturo, in cui ogni musicista partecipa attivamente alla costruzione del racconto sonoro, senza mai perdere equilibrio.


Un jazz che racconta il nostro tempo

A Name I Knew non è soltanto un disco sul ricordo, ma una riflessione più ampia sulla fragilità dell’identità contemporanea. In un’epoca in cui la memoria è sempre più esternalizzata e frammentata, il lavoro di Pedro Molina assume un valore quasi politico.

Il jazz diventa qui uno strumento di indagine esistenziale, capace di trasformare una condizione clinica in un’esperienza estetica condivisa.

La forza del disco sta proprio nella sua capacità di evitare retorica e didascalia, lasciando spazio a un ascolto aperto, emotivo e personale.


Conclusione

Con A Name I Knew, Pedro Molina firma un lavoro intenso e necessario, capace di coniugare ricerca musicale e profondità tematica. Non è un disco che offre risposte, ma che invita a restare dentro le domande.

Ed è forse proprio in questa sospensione, in questo spazio tra ciò che ricordiamo e ciò che perdiamo, che la musica trova la sua forma più autentica.

A Name I Knew – Pedro Molina
A Name I Knew
Pedro Molina
Editor’s Pick
Label: Porta-Jazz Year: 2026 Tracks: 8

Tracklist

1. Denial
2. Acceptance
3. I’m Not the Same
4. Será que não há mesmo?
5. Valadas
6. Familiar as Fog
7. Vai Ficar Tudo Bem
8. Who Sings When I Can’t Remember Anything

Credits

Pedro Molina – double bass, compositions Hugo Ferreira – guitar Miguel Meirinhos – piano Gonçalo Ribeiro – drums

Liner Notes

A Name I Knew
Released in 2026 via Porta-Jazz.

A conceptual album centered on Alzheimer’s, exploring memory, identity and loss through jazz, pop/rock influences and free improvisation.

Awarded Best Band at the 3rd International Jazz Competition of the University of Aveiro (2023).
Performed at major festivals including Guimarães Jazz, Porta Jazz Festival and Murcia Jazz Festival.

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