Jazz Mysteries – Jan Grabowski
Data di uscita: 10 luglio 2026
Jazz Mysteries e il mistero creativo dell’improvvisazione
Con Jazz Mysteries, il pianista e compositore Jan Grabowski presenta un lavoro costruito su una concezione del jazz libera da percorsi prestabiliti. Musicista autodidatta di origine polacco-australiana e residente a Washington D.C., Grabowski ha sviluppato il proprio linguaggio attraverso l’ascolto, la pratica personale e una costante ricerca individuale.
Il risultato è un album nel quale l’improvvisazione non rappresenta soltanto un momento esecutivo, ma il punto di partenza dell’intero processo creativo. Le composizioni nascono da intuizioni spontanee che vengono successivamente sviluppate in strutture definite, mantenendo però quella componente imprevedibile che rende il jazz una forma musicale sempre in evoluzione.
Jazz Mysteries non racconta la ricerca di una perfezione costruita a tavolino, ma il tentativo di catturare il momento in cui un’idea musicale prende forma.
Un jazz contemporaneo tra modalità, groove e fusion
L’identità sonora dell’album si muove tra jazz contemporaneo, influenze modali, elementi jazz fusion e una forte attenzione al groove. Grabowski non sceglie un’unica direzione stilistica, ma costruisce un repertorio nel quale linguaggi differenti convivono attraverso una scrittura coerente.
Il cuore del disco è rappresentato dall’interplay. Il pianoforte del leader dialoga costantemente con un ensemble internazionale formato da Camila Cortina Bello (pianoforte e sintetizzatori), Emir Santa Cruz (sax tenore), Kali Rodriguez-Peña (tromba), Samer Sharawi (basso elettrico), Noam Tanzer (basso acustico) e Andy Wilder (batteria).
Ogni musicista contribuisce alla costruzione del suono complessivo senza trasformare il brano in una semplice vetrina individuale. La forza dell’album nasce proprio dalla capacità del gruppo di creare uno spazio comune, nel quale composizione e improvvisazione rimangono in continuo dialogo.
Sette composizioni, sette prospettive sullo stesso linguaggio
L’apertura affidata a My Dearest Christine introduce immediatamente il lato più intimo del progetto. Dedicato alla moglie del compositore, il brano evidenzia una dimensione più lirica e personale, nella quale la melodia assume un ruolo centrale.
Con Forward Voyage emerge invece una maggiore energia dinamica. Il brano sviluppa una sensazione di movimento continuo, sostenuta da un interplay ritmico che accompagna la crescita del dialogo tra gli strumenti.
Counting Sevens rappresenta uno degli episodi più interessanti dal punto di vista ritmico. L’evoluzione delle strutture temporali diventa parte integrante della composizione, senza trasformarsi in un semplice esercizio tecnico.
La componente fusion trova maggiore spazio in Serenading The Morning Sun, dove tastiere e colori elettrici ampliano la tavolozza sonora dell’ensemble. Diversa è invece la direzione di Happy Beluga, caratterizzato da un approccio più leggero e da una marcata componente funk.
A completare il percorso troviamo Footsteps Over The Horizon, brano che richiama una dimensione più aperta e contemplativa, e Monsieur Green, ulteriore tassello di un album costruito su diverse sfumature emotive ma unite dalla stessa idea musicale.
Una produzione internazionale al servizio della musica
Jazz Mysteries è anche il risultato di un percorso produttivo sviluppato nell’arco di diversi anni. Le registrazioni si sono svolte tra Cuba, Regno Unito e Stati Uniti tra il 2019 e il 2025, coinvolgendo musicisti provenienti da differenti realtà artistiche.
La produzione è affidata a Camila Cortina Bello, con engineering di Jeff Gruber per Blue House Productions, mentre l’artwork è stato realizzato da Christine Gruessner.
Nonostante la natura internazionale del progetto e le diverse sessioni di registrazione, l’album mantiene una precisa identità sonora. Le differenti esperienze confluiscono in un lavoro compatto, nel quale ogni elemento contribuisce alla visione complessiva di Grabowski.
Conclusioni
Il jazz ha sempre convissuto con una contraddizione affascinante: più si cerca di controllarlo, più rischia di perdere la sua parte più autentica. Jazz Mysteries nasce esattamente dalla scelta opposta. Jan Grabowski accetta che l’intuizione preceda la teoria e costruisce un album nel quale composizione e improvvisazione non occupano spazi separati, ma diventano aspetti dello stesso gesto creativo.
Non tutte le domande che il disco solleva trovano una risposta, e probabilmente non è questo il suo obiettivo. La sua forza sta piuttosto nel ricordare che, anche oggi, il jazz può ancora sorprendere quando rinuncia a spiegarsi e lascia che siano il dialogo, il tempo e l’ascolto reciproco a dare significato alla musica.
Alla fine, il vero mistero evocato dal titolo non appartiene alle composizioni, ma al momento in cui idee, sensibilità e musicisti diversi smettono di essere elementi separati e iniziano a parlare con una sola voce.
Tracklist
2. Forward Voyage
3. Footsteps Over The Horizon
4. Monsieur Green
5. Counting Sevens
6. Serenading The Morning Sun
7. Happy Beluga
Liner Notes
All compositions by Jan Grabowski.
Release date: July 10, 2026.
Produced by Camila Cortina Bello.
Engineering: Jeff Gruber (Blue House Productions).
Artwork: Christine Gruessner.
Recorded across independent studios in Cuba, the United Kingdom and the United States (2019–2025).
Line-up:
Jan Grabowski – Piano, Fender Rhodes
Camila Cortina Bello – Piano, Synthesizers
Emir Santa Cruz – Tenor Saxophone
Kali Rodriguez-Peña – Trumpet
Samer Sharawi – Electric Bass
Noam Tanzer – Acoustic Bass
Andy Wilder – Drums
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Scopri di più da Jazz in Family
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.




