Apeiron – Jacopo Ferrazza e Sebastian Marino
Etichetta discografica: Teal Dreamers Factory
Data di uscita: 15 maggio 2026
Un progetto che nasce nel presente
Apeiron arriva come sintesi naturale di una collaborazione maturata nel tempo tra Jacopo Ferrazza e Sebastian Marino, due musicisti che condividono da oltre quindici anni una visione aperta della composizione e dell’improvvisazione. Il disco, pubblicato da Teal Dreamers Factory e registrato in un’unica sessione presso La Strada Recording Studio di Roma senza editing, mette subito in chiaro la propria natura: non un album costruito per stratificazione o rifinitura postuma, ma la documentazione diretta di un processo creativo in atto.
Il titolo richiama il concetto presocratico di ἀπείρον, l’indefinito e l’illimitato. Non è una semplice suggestione filosofica: tutta la musica sembra organizzarsi attorno all’idea di forma mobile, materia sonora che prende corpo e subito si trasforma. Le 21 tracce sono articolate in due macro-blocchi, Epanastasi e Oneiro, quasi due capitoli di uno stesso organismo narrativo.
Ferrazza, contrabbassista e compositore nato a Frascati nel 1989, ha consolidato negli anni una poetica che intreccia jazz contemporaneo, scrittura cameristica e sperimentazione timbrica. Marino porta invece un profilo estremamente fluido tra jazz, elettronica, arrangiamento e mondi crossover, qualità che qui emerge come elemento decisivo nella costruzione di un lessico condiviso.
Apeiron e la ricerca di un’identità sonora non gerarchica
L’aspetto più interessante del disco è la rinuncia programmatica a qualsiasi gerarchia strumentale. Contrabbasso, pianoforte ed elettronica non occupano ruoli prestabiliti: si inseguono, si contaminano e spesso si rendono reciprocamente irriconoscibili.
Il contrabbasso di Ferrazza attraversa continuamente registri e funzioni. L’arco produce superfici tese e sospese, il pizzicato costruisce pulsazioni intermittenti, mentre i processamenti elettronici dissolvono la natura acustica originaria. Dall’altra parte Marino amplia la tavolozza con pianoforte, hammond, mellotron, mini moog e synth, evitando però il semplice effetto decorativo. L’elettronica qui non aggiunge colore: modifica la grammatica stessa dell’interazione.
Il risultato si colloca in una zona di confine tra contemporary jazz, electro-acoustic improvisation, ambient sperimentale e chamber jazz. Alcuni passaggi evocano una rarefazione quasi meditativa, altri introducono densità improvvise e cluster sonori che spingono il duo verso territori più astratti.
Il valore dell’ascolto reciproco
Più che sulle singole performance, Apeiron vive sulla qualità del dialogo. È evidente come i due musicisti conoscano profondamente tempi, respiri e possibilità reciproche.
Nei momenti più riusciti il disco sembra quasi rinunciare all’idea tradizionale di solo e accompagnamento. Ogni gesto genera conseguenze immediate nell’altro musicista, producendo un flusso in cui composizione istantanea e improvvisazione diventano indistinguibili.
Questo approccio dà al disco una tensione particolare: nulla appare completamente fissato, ma allo stesso tempo il materiale non scivola mai nel caos. C’è una disciplina interna molto forte, fatta di ascolto, sottrazione e controllo delle dinamiche.
Alcuni episodi chiave del disco
L’apertura con Close Your Eyes introduce subito una dimensione raccolta e sospesa. Il materiale melodico è ridotto all’essenziale e lascia spazio a una costruzione atmosferica che lavora più per stratificazione timbrica che per sviluppo tematico tradizionale.
And Step Beyond the Edge of What You Know amplia invece il respiro narrativo. Qui emerge con più decisione la dimensione elettroacustica: pattern sintetici, stratificazioni ambientali e una tessitura sonora sospesa generano una sensazione di progressivo disancoraggio.
In There Is a Flame Inside You il duo lavora maggiormente sul contrasto tra impulso ritmico e dissolvenza armonica, generando uno dei momenti più dinamici dell’album.
Brani come You Are Not the Thought e There Is Only This Moment accentuano la componente contemplativa. La musica si fa quasi rituale, con cellule minime che si trasformano lentamente e una gestione dello spazio sonoro molto accurata.
Il finale affidato a And Now the Flame Awakens chiude il percorso con una sensazione di riemersione: non una risoluzione definitiva, ma un ritorno alla materia dopo una lunga immersione nell’indeterminato.
Produzione, registrazione e dimensione visiva
La scelta di registrare l’intero lavoro in un’unica sessione senza editing è centrale per comprendere l’estetica del progetto. L’ascolto conserva infatti una qualità organica e immediata, dove anche minime imperfezioni diventano parte del racconto.
La produzione valorizza bene la coesistenza tra componente acustica ed elettronica, mantenendo intelligibilità anche nei momenti di maggiore saturazione. La Strada Recording Studio di Roma funziona qui come spazio neutro ma ricettivo, capace di preservare dettaglio e profondità.
Dal punto di vista visivo, l’artwork di Apeiron adotta un linguaggio astratto e luminoso, costruito su una tela prevalentemente bianca attraversata da pennellate di colore libere e fluide. Le forme, pur non definendosi in immagini riconoscibili, evocano a tratti la leggerezza di piume o sagome di uccelli in movimento, suggerendo una sensazione di apertura, sospensione e trasformazione. Questa scelta grafica introduce un contrasto interessante con la natura più densa e stratificata della musica, aggiungendo al progetto una dimensione visiva ariosa e istintiva.
Considerazioni finali
Apeiron è un lavoro che richiede una precisa disponibilità all’ascolto. La sua natura radicalmente sperimentale e l’assenza di riferimenti melodici o strutturali immediati possono renderlo volutamente poco accessibile a chi cerca nel jazz una fruizione più diretta o rilassata.
Ferrazza e Marino scelgono consapevolmente di spingere il linguaggio verso territori densi, astratti e talvolta persino abrasivi, costruendo una materia sonora che può risultare destabilizzante ma che mantiene una propria coerenza interna. Non è un disco pensato per accompagnare l’ascoltatore, ma per metterlo in relazione con un processo creativo aperto e senza protezioni.
Proprio in questa scelta risiede il suo interesse: senza alcuna concessione all’immediatezza, Apeiron difende una visione precisa e uncompromising della ricerca sonora contemporanea.
Tracklist
2. And Step Beyond the Edge of What You Know
3. There Is a Flame Inside You
4. Ancient Patient Waiting
5. It Has No Name
6. It Has No Beginning
7. It Is the Breath Before the First Word Was Spoken
8. Feel It
9. Rising Softly Through Your Spine
10. Like Liquid Gold in the Dark
11. You Are Not the Body
12. You Are Not the Thought
13. You Are the Pulse Beneath the Silence
14. Let the World Dissolve
15. Let the Noise Fall Away
16. There Is Only This Moment
17. This Warmth This Sacred Unfolding
18. Whisper to Yourself I Remember
19. Because You Do
20. You Have Always Known
21. And Now the Flame Awakens
Liner Notes
Produced by Teal Dreamers Factory.
Recorded on February 23, 2026 at “La Strada” Recording Studio.
Mixing & Mastering: Enrico Furzi.
Cover Art: Jacopo Ferrazza.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
JiF/fr
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