IN.SIGHT di Fabia Mantwill: un viaggio orchestrale nell’interiorità

IN.SIGHT – Fabia Mantwill

Etichetta discografica: GroundUP Music

Data di uscita: 25 luglio 2025

Un dettaglio che apre mondi

Un sussurro di clarinetto che si dilata nello spazio orchestrale, seguito dal timbro vellutato della voce di Fabia Mantwill. In quell’istante, l’ascoltatore percepisce la logica segreta di IN.SIGHT (GroundUP Music, 2025): la capacità di far emergere da un singolo gesto sonoro l’apertura di un paesaggio emotivo vastissimo. È questa la cifra dell’album, che preferisce la risonanza all’enfasi, la profondità all’urgenza. Un esempio di jazz orchestrale contemporaneo che sa essere allo stesso tempo meditativo e accessibile.

L’artista e il suo percorso

2025 Jazz in Family vola più alto che mai

Fabia Mantwill, sassofonista, cantante e compositrice berlinese, è già considerata una delle voci più originali della nuova scena jazz europea. Dopo il debutto con EM.PERIENCE (2021), che le valse il German Jazz Prize, ha portato la sua musica in contesti prestigiosi come il Kennedy Center di Washington e l’Elbphilharmonie di Amburgo. Fondatrice della Fabia Mantwill Orchestra nel 2016, ha trasformato l’ensemble in uno spazio di esplorazione sonora e narrativa. Con IN.SIGHT, Mantwill riafferma questa visione con un’opera che unisce rigore compositivo e spontaneità.

Un album tra sperimentazione e intimità

IN.SIGHT è stato concepito in soli cinque mesi, grazie a un processo di scrittura condiviso con Michael League (Snarky Puppy) e la compositrice greca Magdalini Giannikou. Questa collaborazione ha portato a una musica a più dimensioni, capace di attraversare jazz orchestrale, folklore, pop, musica da film e classica. Ogni brano è un microcosmo, costruito sulla forza del collettivo ma illuminato dalla voce singolare dei solisti.

I solisti come narratori

La scelta degli ospiti non è casuale: Kurt Rosenwinkel in Fairy Glen trasforma la chitarra in un oracolo lirico, mentre Roosevelt Collier con la sua lap steel anima Whirl the Wheel di una tensione narrativa sospesa tra gospel e ambientazioni oniriche. Il suono della kora di Momi Maiga in Circular crea un ponte fra Africa ed Europa, mentre il clarinetto di Anat Cohen in Olhos restituisce intimità meditativa. A completare la tavolozza timbrica ci sono l’accordeon poetico di Goran Stevanovich e il corno francese di Morris Kliphuis, che dialogano con l’orchestra come se raccontassero storie tramandate oralmente.

L’orchestra come organismo vivente

La Fabia Mantwill Orchestra, con i suoi 32 musicisti, non è una big band né una sinfonica tradizionale: è un organismo pensato per espandere i confini della narrazione musicale. Ogni sezione sembra respirare insieme, creando trame sonore che ricordano tanto la Metropole Orkest quanto certe aperture cinematografiche alla Bernstein. Le partiture, però, non soffocano l’improvvisazione: lasciano spazio ai solisti e alla voce della stessa Mantwill, che si alterna fra sax e canto con naturalezza.

Aspetti produttivi e visivi

Registrato tra gli Emil Berliner Studios e il JRS di Berlino, mixato da Nic Hard e masterizzato da Darcy Proper, IN.SIGHT beneficia di una resa sonora limpida anche nelle stratificazioni più dense. Il progetto grafico di Sebastian Rhode e le fotografie di Dovile Sermokas completano l’estetica di un album pensato come esperienza totale, coerente tra suono e immagine.

Oltre il consumo veloce

In un’epoca di ascolto frammentato e dominato dalle playlist, IN.SIGHT chiede tempo e immersione. Non è un disco da sfondo, ma un’opera che invita a rallentare e a cercare significati nascosti dietro le trame orchestrali. Come ha dichiarato la stessa Mantwill, l’album è nato dall’idea di speranza, ma si è trasformato in un invito ad ascoltare sé stessi attraverso la musica.

Conclusione

IN.SIGHT è un album che rifiuta di essere definito da un solo genere: raccoglie suggestioni disparate e le rielabora in un linguaggio personale, fluido e riconoscibile. È un’opera che conferma Fabia Mantwill non solo come talentuosa compositrice e bandleader, ma come una delle figure più interessanti del jazz contemporaneo europeo. Una recensione non può esaurire la sua ricchezza: per questo, in una seconda pagina, i lettori troveranno l’intervista integrale con l’artista, capace di svelare ancora più sfumature di questo lavoro straordinario.

Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family


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