Igor Gehenot Trio - Shining Face

Shining Face: il nuovo piano trio di Igor Gehenot

Shining Face – Igor Gehenot Trio

Etichetta discografica: Hypnote Records

Data di uscita: 10 aprile 2026

C’è un momento, a metà di “Giulio”, in cui il pianoforte di Igor Gehenot sembra sospendersi, come se le note si staccassero dal tempo. Non è un silenzio, ma una pausa carica di attesa: un respiro musicale che invita l’ascoltatore a entrare in un dialogo intimo con la materia sonora. È proprio da questo tipo di sospensione che prende forma Shining Face, il nuovo album del pianista belga, un lavoro che si presenta non soltanto come una raccolta di brani ma come un piccolo trattato poetico sul jazz contemporaneo.

Più che un semplice disco di piano trio, Shining Face è un esercizio di equilibrio tra luce e malinconia. Un album che non cerca effetti spettacolari ma costruisce lentamente la propria atmosfera.

Igor Gehenot e la scena jazz belga

Nato a Liegi nel 1989, Igor Gehenot appartiene a quella generazione di musicisti europei cresciuti nel dialogo tra formazione classica e linguaggio improvvisativo. Iniziò a studiare pianoforte all’età di sei anni e, dopo gli studi classici, si orientò verso il jazz frequentando il Conservatorio di Maastricht a diciannove anni.

Nel corso di oltre quindici anni di attività sulla scena jazz belga, Gehenot ha costruito un percorso solido e coerente. Dall’esordio discografico con Road Story (2012) a Motion (2014), fino a Delta (2017), album premiato con l’Octave de la Musique, e Cursiv (2019).

Parallelamente ha esplorato il formato del duo con Amaury Faye e ha dato vita al progetto funk No Steam insieme al chitarrista Fabrizio Graceffa.

Con Shining Face il pianista sembra raggiungere una piena maturità espressiva. Il disco è inciso in trio con due musicisti di grande esperienza: il contrabbassista Sal La Rocca, da anni complice musicale del pianista, e il batterista italiano Umberto Odone.

Shining Face: lirismo, groove e meditazione

Il jazz non ha fretta, e a volte non e’ puntuale!

L’album che stiamo presentando si farà vivo, qui, il

10 aprile 2026

accompagnato da un player audio pronto a far vibrare l’aria.

Preparatevi a lasciarvi trasportare dalle sue note!

Il titolo dell’album allude ai volti luminosi delle persone care: una metafora affettiva che attraversa l’intero progetto musicale. Le composizioni di Gehenot si muovono tra groove discreto e lirismo malinconico, creando un clima sonoro intimo e meditativo.

La title track, “Shining Face”, apre il disco con un tema essenziale ma ipnotico. Il pianoforte disegna linee melodiche leggere mentre contrabbasso e batteria costruiscono un tappeto ritmico morbido e pulsante.

È una musica che non impone l’ascolto, ma lo invita. Un jazz che preferisce la persuasione alla dichiarazione.

In “All of You” il trio dialoga con la tradizione jazzistica, dimostrando una naturale capacità di trasformare il repertorio in terreno di improvvisazione personale. “Giulio” rappresenta invece uno dei momenti più lirici dell’album: qui il pianoforte sembra rallentare il tempo, lasciando emergere un senso di malinconia contemplativa.

Brani come “Random Life” e “Big Foot” introducono una dimensione più ritmica e dinamica, mettendo in evidenza l’intesa del trio e la flessibilità del linguaggio di Gehenot.

“Eyes of Black Dog” appare come una piccola miniatura emotiva, mentre “Bulle” chiude il disco con una struttura più ampia e riflessiva.

La dimensione sonora

La registrazione, realizzata da Jonas Verrijdt presso Rockstar Recording nel maggio 2025, cattura con precisione la naturale interazione tra i musicisti.

Il suono del disco è limpido, profondo e sorprendentemente naturale. Il mix curato da Verrijdt insieme a Giuseppe Millaci presso gli Hypnote Studios di Bruxelles restituisce un equilibrio timbrico raffinato, mentre il mastering di Dave Darlington al Bass Hit Studio di New York dona profondità e trasparenza al risultato finale.

Un classicismo europeo consapevole

C’è nel modo di scrivere di Gehenot una qualità molto europea: misura, eleganza, un certo gusto per la linea chiara. Il suo pianismo sembra muoversi all’interno di un classicismo continentale ben temperato.

Non è il pianismo vulcanico della tradizione afroamericana più incendiaria, né la frantumazione radicale di certa avanguardia nordica. Piuttosto è una scrittura che ama la forma, la melodia riconoscibile e l’equilibrio tra le parti.

Qualcuno potrebbe osservare – con un sorriso appena accennato – che in Shining Face il trio preferisce la conversazione educata alla rissa estetica.

Ma è proprio questa scelta di misura a definire la poetica di Gehenot. Una musica che non cerca lo shock o la sorpresa a ogni battuta, ma lavora sulla persistenza del dettaglio e sulla pazienza dell’ascolto.

Il disco non reinventa il piano trio, e probabilmente non ambisce a farlo. Piuttosto lo abita con naturalezza, come un linguaggio che il pianista conosce profondamente.

Non sempre il fuoco divampa. A volte resta sotto forma di brace.

E Shining Face appartiene proprio a questa categoria: non il disco che incendia la stanza, ma quello che continua a scaldarla quando la musica è finita.

Album details

Editor’s Pick
Tracklist
Side A
    Side B
      Total running time:
      Credits

      Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family


      Scopri di più da Jazz in Family

      Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

      Lascia una risposta

      Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

      Immagine del widget