To Some Place New – Milena Granci
Etichetta discografica: Self Produced
Data di uscita: 14 maggio 2026
Un esordio che respira: identità e traiettoria artistica
To Some Place New rappresenta il debutto discografico di Milena Granci, pianista e compositrice italo-francese attiva tra Italia e Londra. Il suo percorso, radicato tanto nella formazione classica quanto nella pratica jazzistica, si riflette in una scrittura che evita ogni forma di esibizione tecnica fine a sé stessa.
La sua musica nasce da un equilibrio raro: rigore compositivo e apertura all’imprevisto. Non c’è mai sovraccarico, mai ridondanza. Ogni elemento è misurato, necessario.
Questo lavoro introduce una voce già riconoscibile: una musicista che pensa in termini di forma lunga, di respiro narrativo, di paesaggio sonoro.
L’immagine come soglia: la poetica della copertina
La front cover del disco non è un semplice elemento grafico, ma una chiave di lettura.
Una figura in corsa attraversa un campo aperto, immersa in una luce naturale, leggermente velata. Non vediamo il volto, ma percepiamo il movimento. Il gesto è sospeso tra fuga e ricerca.
Questa immagine traduce visivamente l’intero impianto del disco: uno spazio aperto, un orizzonte non definito, una direzione che esiste più come tensione che come destinazione.
Il paesaggio sonoro di Granci funziona allo stesso modo: non conduce, ma accompagna. Non descrive, ma suggerisce.
Scrittura in trasformazione: oltre la forma jazzistica
Uno degli elementi più distintivi di To Some Place New è la sua struttura compositiva.
Granci si allontana dalla forma tema-assolo-tema per costruire brani in evoluzione continua, vicini a una logica “through-composed”. I materiali musicali ritornano, ma mutati, filtrati dall’esperienza del tempo interno al brano.
È qui che il disco si colloca pienamente nel territorio del jazz contemporaneo europeo, con evidenti affinità alla scrittura orchestrale e narrativa.
Le influenze dichiarate, come Maria Schneider, emergono non tanto come citazione stilistica, ma come apertura mentale: pensare il jazz come spazio espanso.
Timbro e silenzio: l’arte dell’ascolto profondo
Il pianoforte di Granci è cristallino, ma mai freddo. È un suono che respira.
Le dinamiche sono sottili, spesso impercettibili, e costruiscono una drammaturgia interna fatta di micro-variazioni.
Il silenzio diventa elemento strutturale, non semplice pausa ma parte attiva del discorso musicale.
Le wordless vocals si inseriscono come una presenza eterea, quasi strumentale, ampliando la dimensione emotiva senza imporre un significato preciso.
L’ascolto si trasforma così in un’esperienza immersiva, quasi meditativa.
Geografie sonore: alcuni brani
La tracklist si sviluppa come una sequenza di paesaggi.
Floating apre uno spazio liquido, dove le linee si dissolvono e si ricompongono con naturalezza. Il senso di sospensione è totale.
Different Road introduce una tensione più marcata, una deviazione narrativa che suggerisce cambiamento e movimento interno.
La title track To Some Place New è il cuore concettuale del disco: un lento processo di trasformazione che porta dalla malinconia a una forma di speranza trattenuta.
Remembering John si muove su coordinate intime e raccolte. Il tributo a John Taylor non è esplicito, ma profondamente sentito: un dialogo silenzioso tra pianismi.
Lament, in chiusura, riduce ulteriormente il materiale, lasciando emergere il nucleo essenziale del linguaggio di Granci.
L’ensemble: un organismo collettivo
Il progetto prende forma attraverso un ensemble di sei musicisti.
Voce, sax alto, fisarmonica, contrabbasso e batteria non accompagnano il pianoforte: coabitano lo spazio sonoro.
L’interplay è costante ma mai invasivo. Ogni intervento è calibrato.
La fisarmonica introduce una dimensione timbrica che richiama il folk europeo, mentre il sax costruisce linee che non cercano mai la centralità, ma la relazione.
È un suono collettivo, più che una somma di individualità.
Produzione: trasparenza e profondità
La registrazione, effettuata ai Porcupine Studio di Londra, restituisce un’immagine sonora estremamente definita.
Ogni dettaglio è percepibile, ma nulla è messo in primo piano in modo artificiale.
Il mix mantiene una coerenza spaziale che permette agli strumenti di convivere senza sovrapporsi.
La resa del pianoforte è particolarmente significativa: presente, ma mai dominante.
Ricezione: un ascolto che cresce nel tempo
Le prime impressioni sul disco parlano di un lavoro delicato, introspettivo e curato.
Non si tratta di un album immediato, ma di un progetto che richiede tempo.
La sua forza sta proprio nella capacità di sedimentare, di rivelarsi progressivamente.
Conclusione: verso uno spazio nuovo
To Some Place New è un disco che non cerca risposte.
È un movimento.
Un attraversamento.
Milena Granci costruisce un linguaggio fatto di sottrazione, di ascolto, di attenzione.
Nel quadro complessivo, si può cogliere anche una lieve tensione interna: la voce di Aitzi Cofre Real, tecnicamente ineccepibile e timbricamente luminosa, in alcuni passaggi tende a occupare uno spazio centrale che rischia di attenuare la percezione delle micro-variazioni e dei dialoghi tra gli strumenti. Non si tratta di uno squilibrio, ma piuttosto di una scelta estetica che, a tratti, privilegia l’atmosfera rispetto alla piena trasparenza dell’interplay.
Un dettaglio sottile, che non compromette la coerenza del lavoro, ma apre una possibile direzione evolutiva per sviluppi futuri.
Un debutto che non alza la voce, ma resta.
E proprio in questa scelta risiede la sua forza più profonda.
Tracklist
2. When You Feel Like It
3. Maria’s Song
4. Different Road
5. To Some Place New
6. A Journey Home
7. Remembering John
8. Lament
Credits
Liner Notes
Recorded by Nick Taylor at Porcupine Studio London, May 2024
Mixing and Mastering: Alex Killpartrick
Photography: Camille Lemoine
Graphic Design: Giulia Cavallini
Supported by Help Musicians
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