Flying High: il manifesto groove di CC Syndicate tra jazz-rock e libertà elettrica

Flying High e la nascita di un collettivo internazionale

Flying High è il debutto discografico dei CC Syndicate, ensemble internazionale guidato dal batterista e compositore peruviano Cote Calmet. Accanto a lui troviamo Pierre Huarniz – chitarra, Carlos Ligero – sax alto e soprano, e Tommy Moore – basso. Quattro musicisti cresciuti tra Perù, Irlanda e Spagna, oggi di base a Granada, che hanno trasformato l’esperienza migrante in linguaggio sonoro condiviso.

Calmet non è solo il leader, ma il motore ritmico e concettuale di Flying High. Con alle spalle anni di club, festival e circuiti internazionali, ha scelto compagni immersi nel linguaggio del jazz contemporaneo, con un amore viscerale per il groove e l’interplay. Qui la parola d’ordine è semplice: suonare forte, suonare insieme, suonare con gioia.

Jazz-rock del XXI secolo: tra funk elettrico e radici afroamericane

Il cuore stilistico di Flying High batte tra jazz-rock, funk elettrico e fusion contemporanea. Le influenze attraversano la corrente elettrica post-Miles Davis, la furia psichedelica hendrixiana e una sensibilità melodica quasi pop. Tuttavia, il disco non indulge nella citazione. Al contrario, metabolizza le radici e le trasforma in materia viva.

La sezione ritmica lavora su riff ossessivi e pattern pulsanti. Il basso incolla, la batteria spinge con precisione chirurgica ma lascia respirare il tempo. La chitarra graffia con timbri saturi, mentre il sax alterna lirismo e strappi improvvisi. Il risultato è un suono urbano, fisico, con quello “sporco” che non è difetto ma qualità.

Questo è jazz del XXI secolo: identitario, ibrido, consapevole delle proprie radici afroamericane ma pronto a dialogare con rock e funk senza complessi.

Il laboratorio del groove: composizione, rischio e improvvisazione

In Flying High il processo creativo parte spesso da un riff di chitarra o da una linea di basso. Prima il groove, poi la melodia, infine le sezioni solistiche. È un’architettura chiara che però lascia spazio al rischio.

In Ghosts la struttura è compatta, quasi ipnotica. Poi il brano si dilata e il solo si fa abrasivo, come se volesse incrinare l’equilibrio costruito in apertura. Instinct vive invece su una tensione ritmica costante: la batteria accelera e trattiene, mentre il sax costruisce frasi nervose, mai decorative.

La title track Flying High è un manifesto di energia positiva. Il groove è diretto, quasi funk, ma le aperture armoniche suggeriscono libertà espressiva. Qui si percepisce la scelta radicale del gruppo: poche prove, tanta attenzione, registrazione immediata. Tutti sono “sulle punte”, e questa tensione genera magia.

L’improvvisazione è il cuore pulsante del disco. Non è esercizio di stile. È un atto collettivo, un dialogo serrato che ricorda come il palco sia ancora il vero laboratorio della musica.

Registrazione live: estetica dell’urgenza

Uno degli aspetti più innovativi di Flying High è la scelta di una registrazione fortemente live. Nessuna produzione stratificata, nessuna sovraincisione invasiva. Solo interplay reale.

Calmet ha curato microfonazione, registrazione, mix e mastering – con la stretta collaborazione di Huarniz. Una scelta impegnativa ma coerente. Si sente l’aria nella stanza. Si percepisce la tensione delle bacchette, il respiro tra un chorus e l’altro. Questa è estetica dell’urgenza.

La cover: legno, ombre e silenzio prima del colpo

La copertina di Flying High non grida. Non usa colori psichedelici, non simula vertigini. È l’opposto del titolo, ed è proprio lì che colpisce.

Una stanza di legno grezzo, luce calda da lampada industriale, batteria in primo piano. Cote Calmet è seduto, concentrato, quasi raccolto. Non c’è posa da rockstar. C’è attesa. C’è silenzio prima del colpo sul rullante.

Il kit occupa l’inquadratura come un animale pronto a muoversi. I piatti sfocati in primo piano danno profondità, ma anche una sensazione di distanza: come se l’ascoltatore stesse spiando il momento prima dell’azione. La luce è bassa, ambrata, quasi da club sotterraneo. Niente glamour, solo legno, metallo e pelle.

Il titolo Flying High in giallo caldo sembra quasi ironico rispetto all’atmosfera raccolta dell’immagine. Qui non si vola in cielo. Si vola restando con i piedi nel groove. È un volo interno, mentale, emotivo. Non c’è spettacolo: c’è concentrazione.

La cover racconta esattamente questo disco: non effetti speciali, ma tensione controllata. Non artificio, ma sostanza. È la calma prima della tempesta ritmica.

E quella luce dietro, come un sole artificiale, non illumina una star. Illumina un musicista al lavoro.

Ed è una scelta che dice molto.

Flying High - CC Syndacate Album Cover

Un giovane ensemble con anima veterana

CC Syndicate si definisce un “young ensemble”. Eppure, in Flying High, la maturità è evidente. Anni di esperienza individuale hanno accelerato la costruzione di un’identità compatta.

La band funziona perché ogni ruolo è chiaro. La batteria crea un tappeto solido e generoso. Il basso consolida il groove. La chitarra incide linee elettriche. Il sax racconta, alternando lirismo e aggressività.

Non c’è esibizionismo sterile. C’è consapevolezza. E questo rende Flying High un debutto già adulto.

Il senso profondo di Flying High

Flying High non è soltanto un titolo. È uno stato mentale. Significa gratitudine, libertà, accettazione del rischio. In un panorama che tende a etichettare tutto, CC Syndicate sceglie il movimento.

Il disco non cerca approvazione universale. Cerca autenticità. E la trova nel groove non negoziabile, nelle improvvisazioni senza rete, nella scelta di suonare insieme prima di tutto.

In seconda pagina pubblichiamo l’intervista integrale al bandleader Cote Calmet, utile per comprendere fino in fondo la visione e la filosofia che animano Flying High.

Questo lavoro non chiede permesso. Ti prende per il colletto, ti sbatte contro l’amplificatore e alza il volume. È sudore sotto le luci, è scarpe consumate sull’asfalto, è groove che ti vibra nello sterno. Quando finisce non ti consola: ti lascia addosso l’odore del palco e quella fame che solo la musica vera sa accendere.


Crediti tecnici e liner notes

Titolo: Flying High
Artista: CC Syndicate
Genere: Jazz-rock, funk elettrico, fusion contemporanea
Leader: Cote Calmet – batteria, composizione
Formazione: Pierre Huarniz – chitarra, Carlos Ligero – alto e soprano sassofono, Tommy Moore – basso
Registrazione: Live in studio
Recording, mix & mastering: Cote Calmet – Pierre Huarniz
Concept sonoro: Groove non negoziabile, improvvisazione spontanea

Il disco è stato registrato con un approccio diretto, privilegiando interplay reale e dinamica naturale rispetto alla post-produzione stratificata. Questa scelta tecnica rafforza l’identità sonora di Flying High e ne amplifica l’impatto emotivo.

Tracklist:
Flying High
Charles William Light Goes to Jail Shake it till you make it
Ghosts
Aji
For Her
Granada
The Day The World Smiled Back lnstinct
Mango
Walkin’ Here

L’album Flying High dei CC Syndicate è disponibile per l’ascolto e l’acquisto su Bandcamp a questo link: qui il groove non si racconta, si mette in play.


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