
El Muki – Gabriel Alegría Afro-Peruvian Sextet
Etichetta discografica: Saponegro Records
Data di uscita: 15 agosto 2025
Il ritorno di un gruppo simbolo del jazz latino contemporaneo
Con “El Muki”, in uscita il 15 agosto 2025 per Saponegro Records, il Gabriel Alegría Afro-Peruvian Sextet celebra venti anni di attività tra Lima e New York. Capitanato dal trombettista Gabriel Alegría, il sestetto ha definito un linguaggio personale che fonde le radici afro-peruviane (festejo, landó, cajón e quijada) con la vitalità del jazz d’avanguardia. Niente cliché folklorici: qui c’è groove vero, anima, lotta e passione.
Gabriel è un esploratore sonoro tra due mondi: l’energia frenetica di New York e la profondità ritmica della costa peruviana. In questi 20 anni ha costruito una comunità globale, portando il pubblico in viaggio dentro l’identità afro-latina più autentica. “El Muki” è il disco che incarna tutto questo. È un manifesto.
El Muki: il suono della resistenza umana
Il titolo si rifà a una creatura mitica delle Ande, il Muki, spirito che protegge i minatori nelle profondità della terra. In questa chiave, l’ensemble si pone come guardiano della musica umana, fatta da strumenti reali, corpi reali, emozioni vere. In un’epoca di suoni meccanizzati, è un gesto di resistenza culturale.
Il disco si apre proprio con “El Muki”, brano che comincia come un allarme e si trasforma in un inno tribale condiviso. La tromba di Alegría lancia il segnale, il sax distorto risponde, e il ritmo si fa rito collettivo.
Afro-Peruvian groove con spirito jazzistico
Il suono del sextet è visceralmente ritmico ma sempre elegante. Il cajón pulsa come un cuore antico, mentre basso, chitarra e fiati si rincorrono con naturalezza e intelligenza. C’è jazz, ma è jazz che parla in spagnolo e con accento afro.
“Luciérnagas” prende un landó e lo spinge a 7 battute per evocare la comunicazione enigmatica delle lucciole. Un groove misterioso, quasi ipnotico, che si muove tra luce e ombra.
“Mala Señal”, firmata dalla sassofonista Laura Andrea Leguía, è un festejo spinto, aggressivo, che spezza la forma blues e accende il corpo.

“Vista Panorámica” in 5/4 è una corsa tra i tetti delle metropoli: jazz urbano che vola sopra il traffico con una visione ampia e libera.
“Ausencia”, con un violoncello struggente, tocca corde più intime e melanconiche. È una pausa di bellezza pensosa, un momento di sosta.
Produzione e interplay: un lavoro di gruppo raffinato
L’album è prodotto da Jocho Velásquez, già chitarrista del debutto “Nuevo Mundo”. La sua mano si sente nell’equilibrio sonoro e nella cura per ogni dettaglio. Accanto ad Alegría e Leguía, troviamo un ensemble di fuoriclasse: Laura Andrea Leguía | Tenor Saxophone Hugo Alcázar | Drums Mario Cuba | Bass Freddy “Huevito” Lobatón | Percussion Jocho Velásquez | Guitar JF Maza | Saxophone

La registrazione è viva, dinamica, piena di interplay: nessuno domina, tutti dialogano. “El Muki” è jazz come dovrebbe essere: condiviso, acceso, imprevedibile.
Un inno alla memoria e al movimento
Chiude il disco una cover sorprendente di “Walking on the Moon” dei Police, trasformata in una marcia tribale. Qui camminare sulla luna non è leggerezza: è rischio, è rito, è trance. Geniale.
In mezzo, brani come “Panabe”, ispirato al delfino rosa dell’Amazzonia, e “Despertar”, dedicato all’alba e nato da un titolo lasciato su un tovagliolo da un fan, completano un mosaico ricco di umanità.
Un album da ascoltare con il corpo
“El Muki” è un disco che non si limita a suonare bene: si muove, respira, resiste. È jazz afro-peruviano per il XXI secolo, spirituale ma danzante, colto ma accessibile.
Gabriel Alegría e il suo Afro-Peruvian Sextet ci ricordano che il ritmo è memoria, il suono è un ponte, e che la vera musica si fa con il cuore, la pelle e la strada. Da ascoltare ad alto volume. E con le anche libere.

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