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I Get A Kick Out Of You – Cole Porter (1931)

I Get A Kick Out Of You – Cole Porter (1931)

Torna l’appuntamento con “Gli Standard del jazz” e oggi proviamo a raccontare un altro grande classico del jazz: la sottile, piena di doppi sensi, e provocatoria dichiarazione d’amore di “I get a kick out of you”, uscita dalla penna di Cole Porter nel 1931.

Fortunatamente Porter non ha mai gettato i suoi scarti in un cestino per i rifiuti.

“I Get a Kick Out of You” fu scritta per uno spettacolo di Broadway del 1931, “Stardust”, che non fu mai prodotto. La canzone riuscí ad entrare tre anni dopo nello spettacolo “Anything Goes”, dove fu cantata per la prima volta da Ethel Merman.

Sebbene “I Get a Kick Out of You” non sia stata scritta specificamente per la Merman, Porter era ben consapevole delle qualità speciali di questa interprete e non a caso ritocco’ il testo cercando di includere espressioni come ‘terrific’ (così prominente nel verso ‘that would bore me terrific’ly too ‘) che permise alla Mermam di tirare fuori le “R con la forza di una carica di TNT”, come lo stesso Porter ebbe a scrivere anni dopo.

Il verso “scandalo”

Porter osa un verso “scandalo”: “Alcuni sono entusiasti della cocaina, sono sicuro che se avessi fatto anche una sola sniffata mi avrebbe annoiato anche quella”.

Il riferimento alla droga finì per causare problemi di censura.

Negli anni ’60 la parola “Cocaine” fu sostituita dall’improbabile “Perfume from Spain” che compare anche nell’incisione di Sinatra. Porter preferì devastare la canzone con un riff jazz invece che cedere alla stupida annotazione sul profumo spagnolo”. Ovviamente il sofisticato paroliere sapeva che il il miglior profumo viene dalla Francia e che sebbene il profumo possa essere inebriante, non è certo uno stimolante come la droga o l’alcol, e come tale non si adatta all’idea della canzone. Si tornò al testo originale solo nel 1972, quando non era più politicamente scorretto parlare di cocaina e la canzone riacquisto’ il suo sapore originale con i suoi tre “trigger” di eccitazione più’ efficaci in una rima perfetta: “champagne, cocaine, plane”.

La popolarità della canzone è universale, pur essendo essenzialmente semplice, costruita con terzine di seminote.

Proprio per il suo essere musicalmente “primitiva” , “I get a kick out of you” piacque subito ai musicisti jazz perche’ offriva ampio spazio all’improvvisazione. Inutile dire che le terzine di seminote per la maggior parte vennero ignorate a favore di arrangiamenti molto piú complessi e sofisticati.

La canzone ha centinaia di registrazioni, di cui, qui di seguito forniamo una sintesi di alcune tra le più significative. Se non trovate la vostra versione preferita potete aggiungerla direttamente da voi. 

Ascolta e Canta

I Get A Kick Out Of You

Verse:

My story is much to sad to be told
But practically everything leaves me totally cold
The only exception I know is the case
When Im out on a quiet spree, fighting vainly the old ennui
Then I suddenly turn and see
Your fabulous face

Chorus:

I get no kick from champagne
Mere alcohol doesn’t thrill me at all
So tell me why should it be true
That I get a kick out of you

Some like the perfume from Spain
I’m sure that if I took even one sniff
It would bore me terrifically too
But I get a kick out of you

I get a kick every time I see you
standing there before me
I get a kick though it’s clear to see,
you obviously do not adore me

I get no kick in a plane
Flying too high with some gal in the sky
Is my idea of nothing to do
But I get a kick out of you

Sei tu che mi dai la scossa

Intro:

La mia storia è troppo triste per essere raccontata
ma praticamente tutto mi lascia totalmente indifferente
L’unica eccezione che conosco è quando
sono fuori su uno freneticamente calmo, combatto invano la noia
poi mi giro ed improvvisamente vedo
il tuo fantastico volto

Coro:

Non mi dà la scossa lo champagne
L’alcol puro non mi ubriaca affatto
Allora dimmi perchè dovrebbe essere reale
il fatto che sia tu a darmi la scossa

A qualcuno piace il profumo dalla Spagna
sono sicuro che se ne annusassi un pò
mi annoierebbe molto comunque
ma prendo la scossa con te

Prendo la scossa ogni volta che ti vedo
stare lì di fronte a me
Prendo la scossa benchè sia chiaro il fatto,
che tu non mi adori affatto

Non prendo la scossa in aereo
volando troppo in alto e velocemente nel cielo
mi sono convinto che non posso farci nulla
perchè prendo la scossa con te

Isn’t She Lovely? (Music & Lyrics by Stevie Wonder -1975)

Isn’t She Lovely? (Music & Lyrics by Stevie Wonder -1975)

Isn't She Lovely?

Music & Lyrics: Stevie Wonder - 1975

Isn’t She Lovely? Nella sua traduzione italiana significa “Non è adorabile?” e si riferisce ad Aisha, la prima figlia di Stevland Hardaway Judkins Morris, in arte Stevie Wonder.

Stevie Wonder con la figlia Aisha

Aisha Morris nasce nel febbraio del 1975 ed il brano viene registrato nello stesso anno, ma pubblicato nel 1976 come singolo promozionale del nuovo album Songs in the key of life.

isn't she lovely

Il testo è costruito su tre versetti tutti che terminano con la frase “isn’t she lovely made from love” (non è adorabile, fatta d’amore). Costruita su fondamentali cambi di accordi, la canzone è una fusione di elementi jazz e pop.

Stevie Wonder rilasciò due versioni del brano. La prima, la lunga versione contenuta nell’album, ha come intro il pianto di un bambino e come outro la presentazione di Aisha.

La seconda versione venne rilasciata come singolo promozionale per le radio e non conteneva né il pianto del bambino e né la lunga outro.

Il  brano è uno dei più popolari della ricca produzione musicale di Stevie Wonder ma non fù mai commercializzato, per scelta dell’autore,  come singolo e, di conseguenza, non entrò mai nelle principali classifiche degli Stati Uniti o del Regno Unito.

Tutti gli strumenti furono suonati solo ed esclusivamente da Stevie Wonder, che cantava anche il testo, e dal fortunato Greg Phillinganes alle tastiere.

Il contesto discografico

Come già anticipato, il brano fù incluso nell’ album Songs of Key of life che conteneva altri memorabili hit come Sir Duke, As (con Herbie Hancock), Another Star (con George Benson) ed I Wish. Il disco, pubblicato dalla Motown,  raggiunse la prima posizione nella classifica Billboard 200 per 14 settimane negli Stati Uniti. Vinse il Grammy Award come album dell’anno nel 1977.

Altre versioni

Molte e di tanti le cover pubblicate su altre incisioni discografiche e/o eseguite in concerti dal vivo.

La prima che segnaliamo è quella incisa nel 1977 da David Parton e che permise al brano di arrivare alla quarta posizione della classifica inglese. Sempre nel 1977 si cimentarono in delle riletture del brano anche i mitici Lee Ritenour (album: Captain Fingers) e Sonny Rollins (album: Easy Living). Interessante anche la versione di Freddie Cole (fratello minore di Nat King Cole) inclusa nell’album Always del 1995.

In un intervista rilasciata alla rivista statunitense Rolling Stone, il cantante e compositore Yusuf/Cat Stevens l’ha indicata come una delle 5 canzoni che lo hanno maggiormente influenzato da giovane.

Questa è una playlist da noi suggerita e… arricchibile da voi.

 

Stella by Starlight (Victor Young e Ned Washington – 1946)

Stella by Starlight (Victor Young e Ned Washington – 1946)

Gli Standard del Jazz: Stella By Starlight (1946)

Music: Victor Young
Lyrics: Ned Washington

Victor Young

La Storia, le curiosità e le origini

Il 10 febbraio 1944 veniva presentato, per la prima volta, il film della Paramount: The Uninvited. La pellicola venne distribuita in Italia nel 1947 col titolo: La casa sulla scogliera. Il film era un thriller diretto da Lewis Allen con Ray Milland, Ruth Hussey e Gail Russel.

Victor Young e la sua orchestra suonano,  come tema musicale, il brano che trova la sua massima esposizione quando , in un momento drammatico, Rod (Ray Milland) è al suo pianoforte e Stella (Gail Russel) gli chiede cosa stesse suonando. Stella, che stava guardando fuori dalla finestra, si sente rispondere da Rod che è una serenata: “A Stella da Starlight”.

Il film ottenne delle buone recensioni ed anche con il passare degli anni è rimasto come importante punto di riferimento nella storia del cinema.  Nel 2009, il regista americano Martin Scorsese lo inserisce  nella sua lista degli 11 migliori film del terrore di tutti i tempi.

Nel maggio del 1947 Stella by Starlight   viene registrato da Harry James e dalla sua Orchestra e raggiunge la posizione numero 21 della classifica pop. Due mesi dopo, a luglio, la versione di Frank Sinatra, registrata con Axel Stordhal e la sua orchestra, raggiunge lo stesso la 21° posizione.

Anche se “Stella by Starlight” fu composta come tema, era evidente a tutti che trasformare la composizione in una canzone avrebbe portato benefici a tutti. La canzone avrebbe potuto trasformarsi in una hit e avrebbe potuto promuovere meglio il film, e viceversa. La trasformazione, però, pose subito un problema. Young impose all’autore del testo, Ned Washington, di non cambiare il titolo. Stella by Starlight era già il titolo e Washington doveva incorporare la frase nei testi.  Il titolo entra quindi nella canzone in una posizione considerata un po’ insolita, oltre la metà del testo.

Quasi tutte le registrazioni presentano il brano come una “ballad”. La registrazione definitiva inizia con una dolce melodia e si evolve in una performance hard-swinging. Questa sono le performance regalataci da Miles Davis e da una delle sue migliori formazioni di tutti i tempi in: Seven Steps: The Complete Columbia Recordings of Miles Davis 1963–1964, cioè Miles in Berlin (oltre Davis alla tromba, Ron Carter al basso, Tony Williams alla batteria, Herbie Hancock al piano e Wayne Shorter al sax tenore) Altra performance, assolutamente da non dimenticare,  è quella realizzata con la presenza di John Coltrane.

Charlie Parker, oltre ad essere un importante figura innovativa nel mondo del jazz, ebbe una notevole sensibilità artistica nello scegliere quel repertorio musicale che, fino ad allora, veniva trascurato dal jazz. Un esempio perfetto è proprio Stella By Starlight. Parker fu il primo a registrare, in un contesto jazz, il brano a gennaio del 1952. Parker influenzò subito altri due sassofonisti: Lester Young e Stan Getz. Getz registrò la sua versione a dicembre del 1952. Nel 1953 troviamo le versioni del pianista Bud Powell e, quindi, della formazione di Stan Kenton, ormai la strada era aperta. 

La versione cantata? Su tutte quella di Ella Fitzgerald, oltre la già citata incisione di Frank Sinatra. Non dimenticate di ascoltare quelle di Bill Evans e Chet Baker ma ancor di più la versione di Mina, contenuta nell’album omonimo del 1964.

Stella by Starlight

Stella By Starlight è stata inclusa in questi film:

Il professore Nutty (1965, Jerry Lewis cantando a Stella Stevens);

Sabrina (1995, come parte del brano The Party Sequence, che include When Joanna Loved Me/The Shadow of Your Smile/Call Me Irresponsible/Stella by Starlight);

Casino (1995) con Robert De Niro e Sharon Stone, performance di Ray Charles;

Bajo Les Estrellas (2007) film spagnolo con Alberto San Juan and Emma Suárez, performance di Enrique Morente.

Ascolta & Canta

The song a robin sings,

Through years of endless springs,

The murmur of a brook at evening tides.

That ripples through a nook where two lovers hide.

That great symphonic theme,

That’s Stella by starlight,

And not a dream,

My heart and I agree,

She’s everything on this earth to me.

That great symphonic theme,

That’s Stella by starlight,

And not a dream,

My heart and i agree,

She’s everything on this earth to me.

La canzone che canta un pettirosso,

Attraverso anni di molle infinite,

Il mormorio di un ruscello alle maree della sera.

Che si increspa in un angolo dove nascondono due amanti.

Quel grande tema sinfonico,

Questa è Stella di Starlight,

E non un sogno,

Il mio cuore e io sono d’accordo,

Lei è tutto su questa terra per me.

Quel grande tema sinfonico,

Questa è Stella di Starlight,

E non un sogno,

Il mio cuore e io sono d’accordo,

Lei è tutto su questa terra per me.

Ned Washington

What Is This Thing Called Love? (Cole Porter – 1930)

What Is This Thing Called Love? (Cole Porter – 1930)

Gli Standard del Jazz: What Is This Thing Called Love? (1930)

Words and Music: Cole Porter

La Storia, le curiosità e le origini

Elsie Carlisle era una popolare cantante inglese del secondo decennio del secolo scorso. A lei fu affidato il compito di presentare il 27 marzo 1929, al London Pavillion, What is This Thing Called Love?- Che cosa è questa cosa chiamata Amore?, per la prima volta. La canzone venne eseguita come parte di una rivista musicale, “Wake up and Dream”, con musiche e parole di Cole Porter su una storia dell’autore John Hastings Turner.

Immagine autografata di Elsie Carlisle

“Wake up and Dream” comprendeva oltre una dozzina di canzoni di Porter, tra cui “Let’s Do It, Let’s Fall in Love” presentata l’anno precedente a Broadway nel musical “Paris”.

Oltre a Elsie Carlisle, la rivista ha come protagonista una giovane Jessie Matthews (diventata, poi, una delle principali scenografe di musical britannici e star della tv), suo marito e manager Sonnie Hale e la ballerina Tilly Losch. Lo spettacolo fu replicato per 263 volte, nella sola Londra.

Negli Stati Uniti venne rappresentata a Broadway a partire dal 30 dicembre 1929. Wake up and Dream ottenne delle recensioni miste portandola alla chiusura dopo sole 136 rappresentazioni. Lo spettacolo si teneva al Selwyn Theatre ed aveva come interpreti Jessie Matthews, Jack Buchanan e Tilly Losch.   What is This Thing Called Love? veniva interpretata dalla cantante Frances Shelly.

What Is This Thing Called Love

Pavillion Theatre, Vista da Piccadilly Circus fine ‘800 – Londra

Nelle Classifiche

L’orchestra di Leo Reisman, con Lew Conrad come vocalist, fu la prima formazione a portare in una classifica discografica What is This Thing Called Love?. Il 15 febbraio 1930, 11 mesi dopo la sua prima presentazione, la canzone entrava nella quinta posizione della classifica.

Altri ingressi nelle classifiche di What is This Thing Called Love? furono realizzate da:

 Ben Bernie e la sua orchestra (1930, # 10)

Fred Rich e la sua orchestra (1930, # 19)

Artie Shaw e la sua orchestra (1939, # 15)

Tommy Dorsey e la sua orchestra (Connie Haines, voce, 1942, # 13)

Les Paul (chitarra elettrica, 1948, # 11)

Cole Porter affermò che  What is This Thing Called Love?, con le sue importanti innovazioni tecniche, fu ispirata da una danza di origine marocchina. In una biografia di Cole, scritta da Robert Kimball e Brendan Gill, il testo della canzone è posto affianco ad una foto di Tilly Losch e Tony Birkmayer in una posa di danza. Un terzo personaggio, William Cavanagh, è abbigliato con un costume di un idolo africano. Questo abbigliamento esotico e la drammatizzazione della scena sembrano avvalorare la presunta origine della composizione.

Le Versioni

Normalmente, di What is This Thing Called Love?, viene preferito l’ascolto in versioni dal ritmo veloce e, su tutte, si distingue quella di Clifford Brown con il quintetto di Max Roach e la presenza di Sonny Rollins (At Basin Street).  Sarah Vaughan, nel frattempo, offre la versione vocale definitiva del brano (Sarah Vaughan’s Finest Hour), mostrando sia la sintonia che il suo potenziale per l’improvvisazione.

James P. Johnson, il re dello “Stride-piano” le cui radici erano nel ragtime della generazione precedente, raccoglie la sfida nel 1930. La sua interpretazione è in piano-solo con un tempo medio.

Il clarinetto di Sidney Bechet, con la sua Orchestra, la fissano in una registrazione del 1941 con un tempo, quasi, da ballata. La loro interpretazione è una meravigliosa e rilassante performance impreziosita dal grande trombettista Charlie Shavers .

La progressione armonica del brano è alla base di parecchie composizioni jazz, tra le quali spiccano:

Hot House di Tadd Dameron;

Barry’s Bop di Fats Navarro;

Subconscious-Lee di Lee Konitz;

Fifth House di John Coltrane;

Wham Bam Thank You Ma’am di Charles Mingus.

Al Cinema

Il titolo “Wake up and Dream” fu utilizzato, successivamente, in almeno tre pellicole cinematografiche (1934, 1942, 1947) ma non avevano nulla a che fare, oltre al titolo, con la rivista di Cole Porter.

What Is This Thing Called Love? è stata inclusa in questi film:

You’re a Lucky Fellow, Mr. Smith (1943)

The More the Merrier (1943)

Night and Day (1946, Cole Porter biography, Ginny Simms, vocal)

Young Man with a Horn (1950)

Starlift (1951)

The Eddie Duchin Story (1956)

New York Stories (1989)

The Russia House (1991)

Husbands and Wives (1992)

De-Lovely (2004, Lemar, vocal)

Infamous (2005, Gwyneth Palthrow, vocal). 

Ascolta & Canta

I was a humdrum person
Leading a life apart
When love flew in through my window wide
And quickened my hum-drum heart
Love flew in through my window
I was so happy then
But after love had stayed a little while
Love flew out again
What is this thing called love?
This funny thing called love?
Just who can solve its mystery?
Why should it make a fool of me?
I saw you there one wonderful day
You took my heart and threw it away
That’s why I ask the Lord in Heaven above
What is this thing called love?
You gave me days of sunshine
You gave me nights of cheer
You made my life an enchanted dream
‘Til somebody else came near
Somebody else came near you
I felt the winter’s chill
And now I sit and wonder night and day
Why I love you still?

Ero una persona umile
Che conduce una vita separata
Quando l’amore volò attraverso la mia finestra ampia
E accelera il mio cuore del tamburo
L’amore volò attraverso la mia finestra

Sono stato così felice allora
Ma dopo che l’amore era rimasto un po ‘
L’amore volò di nuovo
Che cos’è questa cosa chiamata amore?
Questa cosa divertente ha chiamato amore?
Chi può risolvere il suo mistero?
Perché dovrebbe fare uno stupido di me?
Vi ho visto una bella giornata
Hai preso il mio cuore e l’hai buttato via
Ecco perchè chiedo al Signore in cielo sopra
Che cos’è questa cosa chiamata amore?
Mi hai dato giorni di sole
Mi hai dato notti di allegria
Hai reso la mia vita un sogno incantato
«Per qualcun altro è venuto vicino
Qualcun altro è venuto vicino a te
Ho sentito il freddo invernale
E adesso mi siedo e mi domando notte e giorno
Perché ti amo ancora?

Take The A Train (Billy Strayhorn – 1941)

Take The A Train (Billy Strayhorn – 1941)

Gli Standard del Jazz: Take The A Train (1941)

Music & Lyrics: Billy Strayhorn

La Storia, le curiosità e le origini

Nel 1941 Duke Ellington e la sua orchestra presentano al pubblico: Take the A train, composizione che, conseguentemente, sarebbe diventata la loro “signature song”.

La registrazione avvenne il 15 febbraio ed entrò in classifica il mese di luglio, rimanendoci, quindi, per sette settimane e raggiungendo la posizione numero undici. La stessa registrazione ritornò di colpo in classifica due anni dopo, per una settimana, e conquistando la posizione numero diciannove.

Nel periodo in cui Billy Strayhorn (immagine di copertina) scriveva “Take the A train”, Duke Ellington suonava alla “Casa Manana”, un night club di Los Angeles e da dove trasmetteva ogni notte un programma radiofonico. A causa di uno sciopero dell’ASCAP (organizzazione no-profit statunitense che protegge i diritti d’autore musicali dei propri membri) Ellington non poteva suonare le sue composizioni e chiese, quindi, aiuto a Strayhorn e a Mercer Ellington, suo figlio, entrambi iscritti, invece, alla BMI (altra organizzazione di tutela dei diritti d’autore). Questa situazione divenne una grande opportunità sia per Strayhorn che per Ellington. Strayhorn aveva cestinato la composizione, ritenendola superata stilisticamente e molto simile alle composizioni di Fletcher Henderson. Mercer la recuperò dal cestino e la aggiunse a numerose altre composizioni di Billy, in aggiunta a quelle che Duke, nel frattempo, stava già suonando.

Come nasce un titolo

Nel libro di Stanley Dance (In the world of Duke Ellington) Strayhorn dichiara che il titolo riguardava la scelta del treno della metropolitana di New York, da parte di alcune donne. Esse volevano andare a Sugar Hill (quartiere per i neri benestanti) e si erano ritrovate nel Bronx. Per la prima destinazione la scelta era la linea “A” della metropolitana: Prendi la linea A del treno – Take the A Train.

Esiste anche un’altra versione della scelta del titolo. Billy Strayhorn provenendo dalla sua città natale, Pittsburgh, doveva raggiungere Ellington nel locale in cui stava suonando, e proporgli un brano da suonare insieme. All’epoca Strayhorn non era ancora nessuno e cercava visibilità. Per non dimenticare la linea della metropolitana che doveva prendere, egli ripeteva di continuo, nella sua mente, prendi il treno A. Giunto da Ellington, e suonato il pezzo, Duke chiese a Billy il titolo del brano. Preso dall’emozione, come risultato, Billy fu in grado  di ripetere solo la frase “Take the A train”.

Scrittura e Registrazione

Il 15 febbraio 1941, Duke Ellington e la sua orchestra entrarono negli studi di registrazione della RCA-Victor di Hollywood e registrano alcune composizioni di Mercer e di Billy. Oltre a “Take the A train” e “After All” di Strayhorn, c’erano “Jumpin’ Pumpkins”, “John Hardy’s Wife” e “Blue Serge” di Mercer Ellington. La formazione comprendeva Rex Stewart (cornet), Wallace Jones, Ray Nance (trumpet), Lawrence Brown e Joe Nanton (trombone), Juan Tizol (valve trombone), Barney Bigard (clarinet), Johnny Hodges (soprano sax, alto sax, clarinet), Otto Hardwick (alto sax, bass sax), Ben Webster (tenor sax), Harry Carney (clarinet, alto sax, baritone sax), Duke Ellington (piano), Fred Guy (guitar), Jimmy Blanton (bass), Sonny Greer (drums), and Billy Strayhorn (piano, sostituendo Ellington su “After All”).

Con una struttura accordale reminiscente della canzone “Exactly like you” (musica di Jimmy McHugh), questo standard combina lo swing propulsivo degli anni quaranta in aggiunta alla sofisticazione di Ellington: il testo allude all’élite di colore che al tempo abitava Sugar Hill ad Harlem.

L’assolo di tromba di “Take the A train” era di Ray Nance. Quell’assolo permetterà a Nance di diventare famoso e la sua perfetta integrazione nel brano fu mantenuta anche quando egli lascio l’orchestra  nel 1965. Cootie Williams, nel sostituire Nance, continuo a suonare il suo assolo nota per nota. Lo stesso Nance, al servizio commemorativo per il compositore Billy Strayhorn nel 1967, eseguì la melodia in un tempo lento e sporco, forse la prima volta in modo insolito. Nance ha successivamente registrato il pezzo come un duetto con il pianista Roland Hanna in una performance emozionale e commovente, forse il suo miglior lavoro su violino.

Ray Nance

 

Ascolta & Canta

You must take the A train
To go sugar hill ‘way up in Harlem
If you miss the A train
You’ll find you’ve missed the quickest way to Harlem

Hurry, get on now it’s coming
Listen to those rails a thrumming
All ‘board get on the A train
Soon you will be on sugar hill in Harlem

Devi prendere il treno A
Andare in collina di zucchero fino a Harlem
Se manca il treno A
Troverai che hai perso il modo più veloce per Harlem

Affrettatevi, andiamo avanti
Ascolta queste rotaie una rottura
Tutto il board arriva sul treno A
Presto sarai sulla collina dello zucchero a Harlem

My Funny Valentine (Richard Rodgers & Lorenz Hart – 1937)

My Funny Valentine (Richard Rodgers & Lorenz Hart – 1937)

Gli Standard del Jazz: My Funny Valentine (1937)

Music: Richard Rodgers - Lyrics: Lorenz Hart

La Storia, le curiosità e le origini

Mitzi Green fu un attrice statunitense attiva come “attrice-bambina” negli anni ’30 del secolo scorso. Ad essa fu affidata la prima presentazione di My Funny Valentine nel musical di Broadway “Babes in Arms”. All’epoca la Mitzi aveva 17 anni. Il suo personaggio, Susie Ward, cantava a Valentine “Val” White (Ray Heatherton), scherzando su alcune sue caratteristiche. Ma, alla fine, afferma che Valentine riesce a farla ridere e che non vorrebbe che lui cambiasse mai. Bisogna sottolineare che alcune fonti riportano i nomi dei personaggi come Billie Smith, per lei, e Valentine “Val” LaMar, per lui.  Lo spettacolo debuttò allo Schubert Theater il 14 Aprile 1937 e venne replicato 289 volte.

Shubert Theatre

La prima registrazione discografica avvenne nel  1945 grazie ad Hal McIntyre e la sua orchestra (Ruth Gaylor alla voce). Il brano raggiunse, per una settimana, la posizione numero sedici della classifica statunitense.

Per Rodgers e Hart, “Babes in Arms” fu il primo musical scritto da loro. Si, la prima volta che scrissero musica, testi e dialoghi. Ma non la prima volta che componevano, insieme, dei successi musicali. Lo spettacolo venne bene anche grazie alla sequenza di balletti del coreografo George Balanchine, forse il migliori a quei tempi nel suo genere. Nell’opera erano presenti altri brani originali come la stessa “Babes in Arms”, I wish I love in love”, Where or When”, “Johnny One Note” e “The Lady is a Tramp”, cantata dalla stessa Mitzi e di cui ricordiamo, tra le altre, le interpretazioni di Frank Sinatra.

Al Cinema

Cinematograficamente, “Babes in Arms”,  venne presentato nel 1939 dalla Metro Goldwyn Mayer e fu il terzo di una serie di nove pellicole interpretate da Mickey Rooney e Judy Garland. Il titolo italiano era “Piccoli Attori”.

“My Funny Valentine” è stata inclusa in questi film:

Gentlemen Marry Brunettes (1955, interpretata  da Jeanne Crain); Pal Joey (1956, interpretata da Kim Novak);

Waiting to Exhale (1995, interpretazione di  Chaka Khan)

Il talento di Mr. Ripley (1999, interpretata da Matt Damon);

The Company  (2003, apparsa quattro volte: Elvis Costello, Chet Baker, The Kronos Quartet, e il duo di pianoforte e violoncello di Marvin Laird e Clay Ruede).

Sul piccolo schermo: Cold Feet (1997-2003, serie televisiva britannica).

Numerose le incisioni di questo popolare standard jazz: si contano oltre 1300 album con interpretazioni di oltre 600 artisti. Certamente le versioni più famose, da parte di suonatori di tromba, sono quelle legate a Chet Baker e Miles Davis. Chet Baker ha registrato più volte la versione strumentale ma, probabilmente, la più significativa fu la prima versione vocale. Miles Davis, invece, iniziò a registrare il movimento con il suo quintetto degli anni ’50 e registrando una delle sue più significative “ballad”. Degna di nota anche la versione del 1964 dal vivo alla Carnegie Hall, aiutava a segnalare il nuovo suono di Davis e del nuovo gruppo. 

Ascolta & Canta

My funny valentine 
Sweet comic valentine 
You make me smile with my heart 
Your looks are laughable 
Unphotographable 

Yet youre my favourite work of art 

Is your figure less than greek 
Is your mouth a little weak 
When you open it to speak 
Are you smart? 

But dont change a hair for me 
Not if you care for me 
Stay little valentine stay 
Each day is valentines day 

Is your figure less than greek 
Is your mouth a little weak 
When you open it to speak 
Are you smart? 

But dont you change one hair for me 
Not if you care for me 
Stay little valentine stay 
Each day is valentines day

Mio Divertente Valentino

 
Mio divertente Valentino (innamorato)
dolce e comico Valentino
mi fai ridere di tutto cuore
le tue espressioni sono divertenti
impossibili da immortalare in fotografia
sei ancora la mia opera d’arte preferita

la tua figura è da meno di quelle greche?
la tua bocca è un po’ allungata?
quando tu la apri per parlare
sei mordace?

Ma non cambiare nemmeno un capello per me
nemmeno uno se tu ci tieni a me
resta, piccolo Valentino, resta
ogni giorno è il giorno di San Valentino 

la tua figura è da meno di quelle greche?
la tua bocca è un po’ allungata?
quando tu la apri per parlare
sei mordace?

Ma non cambiare nemmeno un capello per me
nemmeno uno se tu ci tieni a me
resta, piccolo Valentino, resta
ogni giorno è il giorno di San Valentino

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