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Terzo Tempo: sulle puntate dell’anno e sulla TOP JAZZ ALBUM 2017

Terzo Tempo: sulle puntate dell’anno e sulla TOP JAZZ ALBUM 2017

Terzo Tempo: puntate dell'anno 2017

Ad onor del vero questo articolo/post dovremmo chiamarlo Quarto Tempo, anziché Terzo Tempo.

La suddivisione dei vari tempi radiofonici, utilizzati nel corso di questo 2017, ha visto i primi sei mesi scanditi da una struttura diversa, un clock in gergo tecnico, rispetto a quella utilizzata da questo autunno.

Andrebbe bene immaginare il periodo estivo come una sorta di intervallo, dato che ci siamo limitati ad annunciare o disannunciare i brani che programmavamo.

A seconda di come contiamo questi momenti ecco che chiamiamo questo spazio come terzo o quarto tempo. Lo spirito ispirativo, però, rimane quello del dopo partita del rugby, dove le due squadre si incontrano per un momento di convivialità.

La partita o il momento di rivalità tra la nostra squadra, quella di Jazz in Family, e la vostra, quella del pubblico, non c’è mai stato, siamo un unica… famiglia  😀 . Ci auguriamo che continui ad essere così, anche nel nuovo anno.

Vogliamo continuare ad essere un luogo dove gli amanti del jazz possano incontrarsi per ascoltare e condividere buona e bella musica. Vogliamo continuare ad essere il luogo dove chi non conosce, questo modo di suonare e fare musica, possa scoprire, insieme a chi già conosce, una cultura che non è solo musicale.

Puntualizziamo. Non siamo noi chi già conosce!!!

Ascolta i podcast di Jazz in Family

Ritornando al discorso sulle programmazioni radiofoniche, vogliamo ricordare, o segnalare, che potete ascoltare le differenti stagioni/momenti grazie ai podcast qui pubblicati e raggiungibili attraverso il menù di navigazione del blog.

Più semplicemente e velocemente potete cliccare su questo link:

Ascolta i podcast di Jazz in Family

Cogliamo l’occasione anche per informare, chi di voi fosse un editore radiofonico, della nostra disponibilità a rilasciare e condividere, gli stessi podcast, per la messa in onda sulle vostre emittenti. Potete contattarci compilando il modulo presente nella pagina dei contatti, o attraverso le altre possibilità indicate sempre nella stessa pagina.

Tempo di Bilanci

Le poche cose, dette e non dette, sulle serie di trasmissioni radiofoniche ci permettono di scrivere, invece, qualcosa in più sulla nostra TOP JAZZ ALBUM.
Come ben sappiamo ci sono momenti in cui le persone, le aziende, i gruppi di persone, si fermano per fare un analisi, di quello che è stato l’andamento, fino a quel punto, della vita o dell’attività di un certo periodo. Noi non vogliamo mancare a questo momento di analisi, nello specifico con la nostra TOP JAZZ ALBUM.

Guarda la TOP JAZZ ALBUM

Indubbiamente la nostra TOP JAZZ ALBUM è, forse, la più giovane classifica jazz del mondo, ma certamente la prima in Italia. Ufficialmente, l’abbiamo presentata in concomitanza della prima puntata di Jazz in Family, di questa stagione. Se siete curiosi e desiderosi di capirne qualcosa in più vi invitiamo a leggere l’articolo con il quale la introducevamo sul blog.

Perché la TOP JAZZ ALBUM

Sinteticamente, aggiungiamo che la TOP JAZZ ALBUM, più che una classifica, è un occasione per presentare ed evidenziare alcuni album che, secondo noi, meritano una particolare attenzione e promozione, una sfilata di potenziali hit – Hit Parade!

Con questo non vogliamo sminuire altri lavori discografici, che potrebbero anche risultarci, semplicemente,  sconosciuti, ma evidenziamo solo alcuni tra quegli album che rispettano dei banalissimi requisiti interni, requisiti prestabiliti fin dall’inizio di questa… avventura.  Questi piccoli concetti, espressi nella forma della classifica, ci permettono di presentare e far affermare alcuni prodotti discografici jazz, sia di matrice italiana che estera.

In merito ad essa, abbiamo altre idee, che contiamo di sviluppare nei prossimi mesi, ed altre sono già in avanzata fase di… “sperimentazione”, contiamo di presentarvele in breve tempo.

In questa occasione, però, vogliamo sintetizzare questi primi mesi estrapolando i numeri UNO di questo 2017. Ecco, di seguito, la lista completa ed ascoltabile degli album campioni di gradimento su Jazz in Family.

TOP JAZZ ALBUM 2017

ArtistsAlbumListen
Eliane EliasDance of Time 
Louis HayesSerenade for Horace 
DeJohnette/Grenadier/Medeski/ScofieldHudson
NajeePoetry in Motion 
Roberto TolaBein’ Green 
Jan DaleyThe way of a woman 
Mike SternTrip
Christian McBride Big BandBringin’ it
Kamasi WashingtonHarmony of Difference
Magnus LindgreenStockolm Underground
Ernesto Cervini’s TurbopropRev
Gregory PorterNat “King” Cole & Me
Fulvio PaleseAletheia
Katharine McPheeI Fall in Love Too Easily
Frank SinatraUltimate Christmas
Marco TumaLa vita è semplice

Come potete notare vi sono anche tre artisti italiani. Ci auguriamo che nel corso del 2018 questa parata sia più ricca di jazz Made in Italy. A questi tre vogliamo dedicare un po’ di… click da tastiera.

Ci piace segnalare ed evidenziare:

Bein' Green - Roberto Tola

Partiamo con Bein’ Green di Roberto Tola. Un album che abbiamo avuto già modo di presentare con un altro articolo e per il quale vi rimandiamo al link dello stesso. In questa occasione vogliamo dire che meriterebbe ancora di essere al numero 1 della nostra TOP JAZZ ALBUM. C’è lo impedisce l’alto turn-over che ci viene imposto dalle tante uscite settimanali di nuovi dischi jazz italiani.

Di Tola abbiamo scritto in occasione dell’uscita del singolo natalizio. In questo disco, l’artista sardo ha saputo mettere insieme, non solo tante guest star internazionali, qualcuno anche presente nella stessa TOP JAZZ ALBUM, ma, soprattutto, note musicali in bella sequenza.  La sua musica è un perfetto equilibrio tra smooth- jazz e jazz-funk amalgamato da puro jazz, scusate il gioco di parole. Insomma, non eccede in ritmi forsennati e non esagera con sviolinate “smooth”, che il più delle volte diventano nauseabonde in certi lavori di altri. Ancora complimenti a te, Roberto.

Alètheia - Fulvio Palese

Per Aletheia, album di Fulvio Palese, invece, abbiamo parlato in qualche appuntamento radiofonico. Non abbiamo scritto ancora nulla su di esso, e c’è ne pentiamo, ma anche noi abbiamo dei limiti fisici. Il titolo è un termine usato nell’antica Grecia è significa rivelazione, scoprire una verità. La grafica, molto bella ed enigmatica, rafforza il legame con l’antico mondo greco evocando la pittura enoica e rende bene il concetto di rivelamento, di Alètheia.

 La musica, invece, è un maestrale richiamo delle sonorità di jazz-rock e fusion degli anni ’70 ed ‘80, ma addolciti ed attualizzati nel contesto musicale odierno. In  “Cuba Blues”, invece, il latin-jazz impreziosisce il brano alternandosi ad un blues elettrico scaturito dalla chitarra, elettrica, di Marco Ancona. Invece, chiude l’album  “Wind of Five” che è una ballad che non cade nel mieloso e che ben esalta le capacità esecutive e compositive del sassofonista salentino.  Anche a te, Fulvio, complimenti da tutti noi di Jazz in Family.   

La Vita Semplice - Marco Tuma

Sul finire dell’anno è arrivato, sul gradino più alto, un altro pugliese. Scriviamo di un compositore e polistrumentista che risponde al nome di Marco Tuma. Di Tuma abbiamo parlato lo stesso in trasmissione, allorquando proponemmo il brano “Waltz for Berri”.

L’album si intitola “La vita Semplice”, e sembra essere raccontata proprio con grande semplicità grazie alle sette composizioni inedite di Tuma, che si alternano a tre composizioni, rispettivamente, di  Jobim/De Moraes, Baden Powell e di Michel Legrand.  

Marco Tuma si ispira, stilisticamente, al grande Toots Thielemans e, come dicevamo in trasmissione, all’inizio pensavamo  ad un campionamento dell’armonica di Thielemans.

Con il prosieguo dell’ascolto, però, si rivela l’originalità stilistica di Tuma, che realizza un progetto di estrema semplicità comunicativa ma con delle belle progressioni armoniche in cui non manca di esibire la sua sensibilità compositiva e doti di improvvisatore. 

A due mesi di distanza dalla pubblicazione ringraziamo, ancora una volta, Marco Tuma per aver composto questo bel disco. Lo ringraziamo per essersi fatto accompagnare, in due brani, dalla voce narrante di un attore maschile e di non aver scelto una femminile, semmai simile a quella di Ellis Regina, ci avrebbe fatto scendere la lacrimuccia.

Non mancate di esprimere i vostri commenti e le opinioni. Sosteneteci con i vostri “mi piace” o con i modi che ritenete più opportuni a darci la forza di continuare. 

Possiate vivere e realizzare un 2018 alla… GRANDE!!!

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