Out Of Gravity – Michele Papadia
Etichetta discografica: A.Ma. Records
Data di uscita: 24 aprile 2026
Un progetto che nasce dalla libertà
Michele Papadia non è un esordiente in cerca di una voce: è un musicista che quella voce l’ha già messa alla prova in contesti molteplici. Pianista, organista, esploratore della Black Music, ha costruito il proprio linguaggio attraversando jazz, blues e soul, collaborando con figure di primo piano della scena internazionale.
Out Of Gravity nasce da un’urgenza precisa: liberarsi. Non solo dalle convenzioni musicali, ma da quelle sociali e culturali. Il titolo è già un manifesto. E il disco mantiene la promessa.
Un jazz che rifiuta le etichette
Qui il jazz è solo il punto di partenza. Il suono si espande, si contamina, si stratifica. Funk, afrobeat, elettronica, nu soul: elementi che non vengono giustapposti ma integrati in una visione coerente.
Il risultato è un linguaggio fluido, che evita la rigidità della forma e privilegia il movimento. Non c’è mai la sensazione di esercizio stilistico. Piuttosto, emerge una necessità espressiva.
Il contributo del quintetto – con Fabrizio Bosso, Francesco Bearzatti, Francesco Ponticelli e Stefano Tamborrino – è decisivo. Non si limitano ad accompagnare: costruiscono, dialogano, spingono.
Brani tra groove, spiritualità e visione
“Out Of Gravity” apre con una dichiarazione d’intenti: metrica dispari, interplay serrato, e la voce di Kokayi che trasforma il brano in un territorio sospeso tra spoken word e improvvisazione.
In “Afrolution” il groove diventa protagonista. Il richiamo all’Africa non è estetico ma strutturale: il riff di basso guida tutto, con un’energia che guarda agli anni ’70 senza nostalgia.
“A New Beginning” è uno dei momenti più emblematici del disco: un ponte tra tradizione africana e jazz contemporaneo. Il ngoni di Kalifa Kone introduce una dimensione timbrica rara, quasi ancestrale.
“Miss Arrow” sorprende per contrasto: un jazz waltz elegante, con echi impressionisti. Qui Papadia mostra il suo lato più lirico, senza rinunciare alla complessità armonica.
“Balanced Entropy” è il cuore teorico del disco. Struttura articolata, passaggi modali, inserti psichedelici. È un brano che non cerca equilibrio: lo costruisce attraverso il disordine.
Suono, produzione e identità estetica
La scelta di privilegiare Rhodes, Wurlitzer e synth analogici al pianoforte acustico non è solo timbrica: è concettuale. Il suono è caldo, avvolgente, spesso ipnotico.
C’è una chiara volontà di allontanarsi dal jazz “da conservatorio” per avvicinarsi a una dimensione più fisica e sensoriale. L’elettronica è dosata con intelligenza, mai invasiva.
La registrazione presso il Cicaleto Studio di Arezzo restituisce un suono compatto ma dinamico. Il mix di Francesco Ponticelli valorizza ogni dettaglio senza perdere l’insieme.
Cosa si dice di Out Of Gravity
La critica, in questo caso, non si è limitata alla cortesia. Ha preso posizione. E in modo piuttosto netto.
Diverse recensioni internazionali convergono su un punto: Out Of Gravity è un lavoro ambizioso che evita le scorciatoie. Non cerca l’effetto immediato, ma costruisce un’identità sonora stratificata.
La stampa specializzata parla di un disco “cangiante e irriverente”, capace di fondere funk, radici afro e un jazz “in stato di grazia”. Una definizione che dice molto: non solo qualità esecutiva, ma un momento creativo particolarmente centrato.
Thierry De Clemensat, su Paris Move, lo descrive senza mezzi termini come “une œuvre de jazz fusion audacieuse, foisonnante et fine”. Tradotto: audace, abbondante, raffinata. Tre aggettivi che raramente convivono senza attriti.
C’è poi un elemento che ritorna spesso nei giudizi: la dimensione collettiva. I featuring non sono decorativi, ma parte integrante del racconto. Il risultato è un’esperienza sonora che si trasforma traccia dopo traccia.
Qualcuno si spinge ancora oltre, definendolo una “masterpiece of musical cross-pollination”. Espressione abusata, certo. Ma qui, sorprendentemente, pertinente.
E qui vale la pena fermarsi un attimo. Quando recensioni diverse, con sensibilità differenti, convergono su concetti simili, difficilmente è un caso.
Un disco che prende posizione
Out Of Gravity non è un disco accomodante. Non cerca consenso facile. E proprio per questo funziona.
Papadia costruisce un lavoro che parla di libertà senza retorica, di identità senza rigidità. È un disco che invita all’ascolto attivo, che richiede attenzione ma restituisce profondità.
Nel panorama del jazz contemporaneo, spesso diviso tra tradizione e sperimentazione sterile, questo lavoro trova una terza via: quella della coerenza personale.
E forse è proprio qui il punto. Non essere “fuori dalla gravità” per fuggire. Ma per scegliere dove atterrare.
Tracklist
2. Afrolution
3. Miss Arrow
4. Balanced Entropy
5. A New Beginning
6. Flowing Soul
7. Freedom To Live
8. Peace Of Mind
9. In My Soul
10. Freedom To Pray
Credits
Liner Notes
Released April 24, 2026.
Recorded at Cicaleto Studio Recording, Arezzo (Italy).
All music composed by Michele Papadia
Mixed & Mastered by Francesco Ponticelli
Label: A.MA Edizioni / A.MA Records
Dentro il suono
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JiF/LF
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