Medvind Modvind: i TINGO tra il vento favorevole e quello contrario

Medvind Modvind -TINGO

Data di Pubblicazione: 30 ottobre 2026

Tempo di Lettura:

5–7 minuti

Medvind Modwind, quando il jazz prende il vento di traverso

Un disco può essere discreto senza essere sfocato. Medvind Modvind, il nuovo album dei danesi TINGO, ci prova: otto brani per tromba, sax, contrabbasso e batteria, immersi nell’incontro tra melodie folk scandinave, jazz e improvvisazione. Nessuna fretta di stupire. Qui la musica preferisce avanzare con passo misurato, seguendo il vento. Anche quando cambia direzione.

La nostra impressione è moderatamente positiva.

È un album piacevole da ascoltare, e funziona bene anche quando resta sullo sfondo. Ma la coerenza ha un prezzo: a tratti le differenze tra i brani si attenuano, e l’atmosfera uniforme rischia di diventare una superficie liscia. Non un difetto grave. Piuttosto, una piccola corrente contraria.

Una tradizione che lascia spazio

I TINGO sono Tim Ewé alla tromba e al cornetto, Cecilie Strange al sax tenore e alle percussioni, Benjamin Gower-Poole al contrabbasso e Per Rask alla batteria e alle percussioni. Il quartetto si è formato nel 2019, dopo l’incontro tra Ewé e Strange su un treno tra Odense e Copenaghen. Li univa l’interesse per la musica folk nordica; gli studi alla Danish National Academy of Music hanno poi dato a quell’intuizione un terreno comune.

Il risultato non è una lezione di storia musicale, né un esercizio accademico travestito da folk. Le melodie tradizionali e originali sono il materiale di partenza; il jazz ne lascia aperti i bordi. Gli strumenti si avvicinano, si rispondono, si fanno da parte. Il contrabbasso e la batteria sostengono il movimento, mentre tromba e sax portano in primo piano il profilo melodico.

La scelta è chiara: meno esibizione, più ascolto reciproco. È una qualità che rende il disco accessibile anche a chi non ha dimestichezza con le forme dell’improvvisazione. Non serve inseguire ogni svolta. Si può lasciarsi accompagnare dal suono, seguirne la trama e tornare all’attenzione quando una linea si fa più presente.

Il vento come idea, e come misura

Medvind Modvind significa “vento favorevole, vento contrario”. Il titolo viene dal brano omonimo e riassume il modo in cui il gruppo pensa le forze mutevoli della vita: a volte ci spingono avanti, a volte ci oppongono resistenza; qualche volta ci lasciano semplicemente andare alla deriva.

È un concept efficace perché non impone un racconto. Fa da bussola, non da cartello stradale. La musica alterna arrangiamenti più densi e passaggi quasi spogli, con i quattro strumenti che intrecciano le proprie linee. L’impressione è quella di un paesaggio aperto, dove il suono può raccogliersi come una nuvola e poi diradarsi.

Questa misura è il pregio principale dell’album. I TINGO sanno mantenere la tensione bassa senza spegnere del tutto il movimento. Il rovescio della medaglia è altrettanto evidente: quando ogni brano si muove entro una gamma d’intensità simile, l’ascolto può perdere un po’ di mordente. Il disco resta gradevole, ma non sempre lascia un segno netto.

La coerenza è un pregio, finché non smussa troppo le differenze.

Brani che compongono un unico paesaggio

La tracklist passa da titoli come “Halling etter Thorvald Tronsgård” e “Svanås Vals” a “Stilhed”, “På flugt” e al conclusivo “Medvind Modvind”. La press release non descrive nel dettaglio l’andamento dei singoli arrangiamenti; sarebbe quindi improprio assegnare a ciascun brano scene o sviluppi precisi. È più sensato ascoltare la tracklist come un insieme, legato dalla stessa attenzione per il movimento e lo spazio.

Il finale ha comunque un dato distintivo: “Medvind Modvind” fu registrato dal vivo in studio, con un pubblico invitato nell’ultimo giorno di sessione. Un dettaglio concreto, non una medaglia. Questa registrazione aggiunge al brano una dimensione condivisa e ricorda che la musica nasce dall’interazione fra persone, non da un’idea astratta di paesaggio nordico.

Il debutto dei TINGO, Kvartetten fra verdens ende, aveva ricevuto due candidature ai Danish Music Awards, nelle categorie Best New Jazz Artist e Best New Roots Artist. Il nuovo album prosegue quella linea di confine tra jazz e radici, senza trasformare la distinzione in una bandiera. La band preferisce lavorare sulle sfumature. A volte con risultati convincenti; altre, con una continuità che chiede all’ascoltatore pazienza.

Una registrazione immersa nello Småland

Il disco è stato registrato dal 3 al 5 novembre 2025 allo Studio Folkhemmet di Unnaryd, nello Småland svedese. I musicisti scelsero il luogo per lavorare in un ambiente tranquillo, alternando le sessioni a passeggiate nel bosco e nuotate nel lago. Il contesto richiama la calma del progetto, senza bisogno di trasformare ogni nota in una cartolina.

La registrazione è di Petter Eriksson; il mix è firmato da August Wanngren per Oui Music e il mastering da John Fomsgaard presso Karmacrew. La copertina è di Enrico Andreis. Medvind Modvind esce per April Records ed è pubblicato da April Publishing ApS, con il sostegno dei Koda’s Cultural Funds e del DMF Roskilde.

Non siamo davanti a un disco che conquista con svolte clamorose. Il suo argomento è più sottile: la possibilità di restare in ascolto di una musica che non alza la voce. Quando la scrittura alterna con efficacia densità e silenzio, la formula dei TINGO convince. Quando invece le atmosfere si somigliano troppo, la quiete sfiora la monotonia.

Resta un album adatto a chi cerca un jazz aperto alle radici folk, accogliente e poco incline alla posa. Lo si può ascoltare con attenzione o lasciare fluire mentre la giornata continua.

Quando il disco finisce, rimane un vento leggero: non abbastanza forte da cambiare il paesaggio, ma sufficiente a muovere le foglie.

Medvind Modvind – TINGO
Medvind Modvind
TINGO
👁 FIRST LISTEN
Label: April Records Year: 2026 Tracks: 8

Tracklist

1. Gråtlåten (4:56)
2. Halling etter Thorvald Tronsgård (3:13)
3. Haresprånget (4:30)
4. Stilhed (5:10)
5. Stam Villum (4:28)
6. Svanås Vals (5:35)
7. På flugt (6:34)
8. Medvind Modvind (6:23)

Artists & Instruments

Tim Ewé — Trumpet & Cornet
Cecilie Strange — Tenor Saxophone & Percussion
Benjamin Gower-Poole — Double Bass
Per Rask — Drums & Percussion

Liner Notes

Medvind Modvind
Release date: October 30, 2026.
Recorded November 3–5, 2025 at Studio Folkhemmet, Unnaryd, Sweden.
Recorded by Petter Eriksson.
Mixed by August Wanngren / Oui Music.
Mastered by John Fomsgaard at Karmacrew.
Cover design by Enrico Andreis.
Published by April Publishing ApS.

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