¡Gracia!: il dialogo sospeso tra jazz cameristico, memoria poetica e improvvisazione

¡Gracia! – Luca Falomi, Anaïs Drago e Fausto Beccalossi

Etichetta discografica: Artesuono

Data di uscita: 28 maggio 2026

¡Gracia! nasce dall’incontro tra tre musicisti provenienti da percorsi differenti ma accomunati da una forte attenzione al suono come spazio narrativo. Il chitarrista Luca Falomi, la violinista Anaïs Drago e il fisarmonicista Fausto Beccalossi costruiscono un lavoro che evita le gerarchie tradizionali del trio jazz e sceglie invece una dimensione collettiva, fluida, quasi cameristica.

Pubblicato da Artesuono, il disco prende ispirazione dall’universo poetico di Federico García Lorca, figura che qui diventa più una presenza evocativa che un riferimento programmatico. Non c’è intento illustrativo né folkloristico. Al contrario, il trio lavora su suggestioni sottili, trasformando il richiamo al poeta andaluso in una trama di tensioni armoniche, immagini sospese e improvvisazioni dal forte carattere timbrico.

Il trio costruisce un equilibrio delicato e mobile, in cui ogni intervento sembra nascere dall’ascolto reciproco più che dall’esigenza di occupare spazio.

¡Gracia! e la ricerca di un linguaggio comune

Il punto più interessante del disco è probabilmente il modo in cui i tre strumenti riescono a ridefinire continuamente il proprio ruolo. La chitarra di Falomi evita spesso la funzione puramente armonica per muoversi dentro linee oblique e aperture modali; il violino di Drago alterna canto lirico, tensioni contemporanee e frammentazioni improvvisative; la fisarmonica di Beccalossi lavora invece come elemento di connessione, espandendo il respiro armonico senza mai appesantire il tessuto sonoro.

Il risultato si colloca in una zona di confine tra jazz europeo contemporaneo, musica da camera e tradizioni popolari mediterranee. Emergono accenti che rimandano tanto alla scrittura colta del Novecento quanto a forme improvvisative più aperte, senza che nessuna componente prevalga realmente sulle altre.

Il trio sembra interessato soprattutto all’equilibrio tra densità e silenzio. Anche nei momenti più dinamici, la musica mantiene una leggerezza quasi sospesa.

La scrittura evita lo sviluppo lineare tipico del tema-esposizione-assolo-ripresa. I brani si muovono piuttosto per trasformazioni progressive, piccoli slittamenti ritmici e incastri melodici che cambiano continuamente prospettiva.

Tra tensione lirica e paesaggi immaginifici

“Duende” rappresenta bene il cuore poetico del progetto. Il brano lavora su una tensione trattenuta, alimentata dal dialogo serrato tra violino e chitarra, mentre la fisarmonica amplia lo spazio armonico con movimenti quasi cinematici. Il riferimento al celebre concetto lorchiano non viene tradotto in teatralità, ma in una continua ricerca di instabilità emotiva.

Diversa l’atmosfera di “Olvidar”, dove Anaïs Drago costruisce una scrittura più rarefatta. Qui il trio privilegia pause e risonanze, lasciando che le melodie emergano lentamente. L’improvvisazione non interrompe mai il flusso del racconto, ma ne diventa un’estensione naturale.

“Juguete Prohibido”, firmata da Drago e Beccalossi, si muove invece in una dimensione più rarefatta e sospesa. Le linee dei tre strumenti si rincorrono senza irrigidirsi, mantenendo sempre una forte elasticità interna. È uno dei momenti in cui il trio mostra con maggiore chiarezza la qualità del proprio interplay.

Molto suggestiva anche “La tredicesima ora”, dove Falomi lavora su una scrittura che sembra oscillare continuamente tra malinconia mediterranea e aperture contemporanee. Il brano cresce lentamente, senza forzature, fino a raggiungere una tensione emotiva intensa ma mai enfatica.

La presenza di “La Tarara” e della “Serenata Sentimentale” di Manuel de Falla introduce un ulteriore livello di lettura. I due riferimenti non vengono trattati come semplici omaggi alla tradizione spagnola, ma assorbiti dentro l’identità del trio. La rilettura resta essenziale, libera da qualsiasi intento filologico.

Produzione, suono e dimensione visiva

La produzione di Stefano Amerio contribuisce in modo decisivo alla riuscita del disco. Registrazione, mix e mastering valorizzano soprattutto la profondità dinamica del trio, mantenendo intatta la naturalezza degli strumenti acustici.

Il lavoro sul suono è estremamente dettagliato ma mai invasivo. Ogni strumento conserva presenza e respiro, permettendo di cogliere sfumature timbriche e micro-dinamiche fondamentali per comprendere la scrittura del progetto.

Anche la componente visiva dialoga coerentemente con il contenuto musicale. La scelta dell’opera “Composizione” di Emilio Tadini per la copertina rafforza quella dimensione sospesa tra memoria, immaginazione e frammentazione narrativa che attraversa tutto l’album.

Un equilibrio raro tra scrittura e spontaneità

Uno degli aspetti più convincenti di ¡Gracia! è la capacità di tenere insieme rigore compositivo e libertà espressiva senza trasformare il disco in un esercizio di stile. Il trio evita tanto l’estetica virtuosistica quanto quella puramente atmosferica, scegliendo invece una scrittura mobile, aperta, profondamente relazionale.

Il trio convince soprattutto quando lascia respirare le dinamiche interne tra i tre strumenti. Tutto si sviluppa attraverso ascolto reciproco, sottrazione e trasformazione continua del materiale melodico.

Il trio evita di irrigidirsi dentro una sola estetica e trova forza proprio nella libertà con cui attraversa linguaggi differenti. Ed è forse qui che il richiamo a Lorca acquista davvero senso: non come citazione culturale, ma come tensione costante verso un’immaginazione libera, inquieta e mutevole.

¡Gracia! – Luca Falomi, Anaïs Drago & Fausto Beccalossi
¡Gracia!
Luca Falomi · Anaïs Drago · Fausto Beccalossi
● OUT NOW
◆ ESSENTIAL
Label: Artesuono Year: 2026 Tracks: 11

Tracklist

1. Comenzar
2. Duende
3. Olvidar
4. Serenata Sentimentale
5. Stefany
6. Juguete Prohibido
7. Cutting Wind
8. La tredicesima ora
9. Il reale è il riflesso
10. Sogno
11. La Tarara

Liner Notes

¡Gracia!
Artesuono ART255.
Produced by Stefano Amerio.
Recorded, mixed & mastered by Stefano Amerio.
Artesuono Recording Studios, Cavalicco (Udine), Italy.
Inspired by the poetic universe of Federico García Lorca.
Artwork: Emilio Tadini, “Composizione” (1958).
Graphic design: Elisa Caldana.
Photography: Luca D’Agostino.

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