
Arid Landscapes – Noah Franche-Nolan & Dan Pitt
Etichetta discografica: Signal Chain Records
Data di uscita: 19 settembre 2025
Un incontro di anime e geografie
La storia di Arid Landscapes nasce dall’incontro tra il pianista e compositore Noah Franche-Nolan e il chitarrista Dan Pitt, entrambi formatisi all’Università di Toronto. Due carriere parallele, segnate da un intenso lavoro creativo: Franche-Nolan, nominato ai JUNO e ai Western Canada Music Awards, con esperienze che spaziano dal jazz al cinema muto, e Pitt, chitarrista versatile e premiato con lo Stingray Rising Star Award, attivo tra Canada e USA con progetti solisti e collaborazioni illustri. Le loro traiettorie, inizialmente separate dalla distanza tra Toronto, New York e Vancouver, si sono intrecciate in una fertile collaborazione che trova oggi pieno compimento nell’album omonimo.

Paesaggi sonori tra luce e ombra
Pubblicato da Signal Chain Records il 19 settembre 2025, Arid Landscapes si colloca in uno spazio liminale tra jazz sperimentale, ambient ed elettroacustica. È un disco che respira lentamente, modulando i timbri con una sapienza che rimanda tanto all’eredità di Eivind Aarset quanto alle architetture sonore di Fennesz & Sakamoto. Non si tratta però di un omaggio, ma di un linguaggio personale e maturo, sospeso tra introspezione e visionarietà.
Trame e dinamiche
L’album si apre con “Prelude”, un’introduzione che suggerisce immediatamente il carattere contemplativo dell’opera. Segue “RMTK”, dove i frammenti elettronici si incastrano in un dialogo serrato tra tastiere e chitarra, creando tensione e sospensione. Più avanti, “Weathered” si distende per oltre dodici minuti: un affresco sonoro in cui i droni sonori — lunghe note sostenute e stratificate, non i velivoli — e i riverberi evocano deserti interiori e spazi senza tempo. Con “The Dust Storm”, già anticipato come singolo, il paesaggio si fa drammatico, carico di pulsazioni elettriche e di echi quasi cinematografici. “Summerhill”, invece, si illumina di una delicatezza pastorale, un respiro di quiete dopo le tempeste sonore.
La chiusura con “The Optimist” è un ritorno alla luce: melodie eteree che ricordano la coppia Metheny-Mays, filtrate però attraverso la sensibilità contemporanea dei due musicisti.
Registrazione, grafica e collaborazioni
Registrato tra lo studio di Franche-Nolan a Vancouver e la Brentwood Presbyterian Church di Burnaby, il disco beneficia dell’acustica naturale degli spazi e della precisione del lavoro in post-produzione. Il missaggio è firmato da Noah Franche-Nolan stesso, mentre il mastering porta la firma di François Houle, musicista affine e punto di riferimento della scena vancouverese. La fotografia di Caroline Smolski e il design curato da Dan Pitt completano un progetto che unisce coerenza estetica e profondità sonora.
Una colonna sonora immaginaria
Arid Landscapes è un’esperienza immersiva che dissolve i confini convenzionali, intrecciando linguaggi sonori in un mosaico che supera le categorie abituali. Ogni brano sembra una sequenza filmica, sospesa tra luce radente e ombre in movimento. La musica di Franche-Nolan e Pitt potrebbe accompagnare la visione di una carovana che avanza lenta in un deserto infinito, mentre il sole cala e le ombre si allungano. Un album che non solo si ascolta, ma si attraversa come un paesaggio interiore.

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