A Love Supreme Revisited – Mathias Heise & Danish Radio Big Band
Etichetta discografica: April Records
Data di uscita: 22 maggio 2026
Un classico impossibile (e necessario) da riscrivere
Ci sono dischi che non si toccano. A Love Supreme di John Coltrane è uno di questi. O almeno, così si dice. Mathias Heise decide invece di entrarci dentro, smontarlo e ricostruirlo dall’interno. Non un tributo, ma una vera operazione di riscrittura.
Con A Love Supreme Revisited, realizzato insieme alla Danish Radio Big Band, Heise compie un gesto ambizioso: sostituire il sax di Coltrane con l’armonica cromatica e trasformare una suite spirituale per quartetto in un organismo orchestrale complesso.
Il rischio? Altissimo. Il risultato? Sorprendentemente coerente.
Mathias Heise e la sfida dell’armonica cromatica
Nato nel 1993, Mathias Heise è uno dei nomi più rilevanti della nuova scena jazz europea. Campione del mondo di armonica cromatica nel 2013, compositore e arrangiatore, ha costruito negli anni una poetica che oscilla tra jazz, funk e rock, soprattutto con il progetto Quadrillion.
Qui però cambia registro. Abbandona la dimensione elettrica e si confronta con il canone. E lo fa scegliendo lo strumento più improbabile per affrontare Coltrane: l’armonica.
Eppure funziona. Perché Heise non cerca di imitare. Cerca di tradurre.
Architettura e linguaggio: una suite reinventata
A Love Supreme Revisited non è una semplice trascrizione. È una ricostruzione strutturale.
La suite originale viene mantenuta nelle sue quattro parti – Acknowledgement, Resolution, Pursuance, Psalm – ma viene espansa attraverso interludi e nuovi passaggi, arrivando a una forma in otto momenti. Un dispositivo narrativo che amplia il respiro dell’opera.
Elemento chiave è l’uso della scala minore doppia armonica come collante sonoro dell’intero progetto. Una scelta che sposta l’asse estetico verso territori quasi mediorientali, conferendo unità e tensione.
Qui Heise mostra il suo vero talento: non solo esecutore, ma architetto del suono.
Acknowledgement, Resolution e oltre: la materia coltraniana trasformata
In Acknowledgement, il celebre mantra iniziale viene espanso per sezione di sax, trasformandosi in un gesto corale. Non più invocazione individuale, ma rito collettivo.
Resolution è forse il momento più audace: il solo originale di Coltrane viene trascritto integralmente e redistribuito tra armonica e sax. Un’operazione quasi filologica, ma inserita in un contesto completamente nuovo.
In Pursuance, la big band prende il controllo. Gli scambi tra i tenori costruiscono una tensione crescente che sfocia in una cadenza solistica per armonica: qui Heise dimostra quanto lo strumento possa essere esteso, quasi reinventato.
Il finale, Psalm/Alabama, è una scelta forte. L’inclusione di Alabama – brano legato alla tragedia della chiesa di Birmingham – sposta il significato della suite. Non solo spiritualità, ma memoria storica. Non solo trascendenza, ma coscienza.
Il suono della Danish Radio Big Band
La Danish Radio Big Band non è semplice accompagnamento. È coprotagonista.
La scrittura valorizza le sezioni: ottoni compatti, legni mobili, dinamiche ampie. L’ensemble si muove tra precisione orchestrale e libertà improvvisativa, senza mai perdere equilibrio.
Il lavoro di direzione di Nikolai Bøgelund garantisce coesione, mentre la sezione ritmica – Magnus Hjorth al piano, Per Gade alla chitarra, Kaspar Vadsholt al contrabbasso, Søren Frost alla batteria – mantiene una tensione costante, mai invadente.
Produzione, registrazione e identità visiva
Registrato al DR Koncerthuset Studio 3 di Copenhagen nel febbraio 2025, il disco presenta una qualità sonora estremamente curata. La produzione, affidata allo stesso Heise, punta su un equilibrio tra dettaglio e profondità.
Il lavoro di Lars C. Bruun alla registrazione e di Morten Büchert al mix restituisce una spazialità ampia, quasi cinematografica. Il mastering di Brian Mørk Hansen completa un suono pulito ma non sterile.
Anche la componente visiva è coerente: la cover, fotografata da Nicolas Koch Futtrup e progettata da Enrico Andreis, presenta in alto a destra, su fondo nero, il titolo, il nome dell’artista e della big band, mentre nella parte inferiore emerge una fotografia del palco con Heise e l’ensemble in azione. Un’immagine che non cerca l’astrazione, ma restituisce subito il cuore del progetto: performance, collettività, suono vivo.
Ricezione critica e contesto
Le prime reazioni della critica sottolineano soprattutto il coraggio dell’operazione. Non un semplice omaggio, ma una rilettura generazionale.
Alcuni osservatori evidenziano come il progetto riesca a mantenere il nucleo spirituale dell’originale, pur trasformandone radicalmente il linguaggio. Altri mettono in luce il ruolo dell’armonica come elemento destabilizzante ma efficace.
Non mancano perplessità: toccare Coltrane resta un gesto rischioso. Ma è proprio questo rischio a rendere il disco rilevante.
Conclusioni: tra fedeltà e tradimento
A Love Supreme Revisited è un paradosso. È fedele e infedele allo stesso tempo.
Fedele allo spirito, infedele alla forma.
Heise non cerca di competere con Coltrane. Sarebbe inutile. Cerca invece di dimostrare che un capolavoro può essere attraversato, reinterpretato, rimesso in circolo.
Il risultato non sostituisce l’originale. Né potrebbe. Ma lo illumina da un’altra angolazione.
E in un’epoca in cui il jazz rischia spesso di diventare repertorio, questo è già molto.
Tracklist
2. Part 1 – Acknowledgement – 08:19
3. Interlude #1 – 02:40
4. Part 2 – Resolution – 08:03
5. Interlude #2 – 02:01
6. Part 3 – Pursuance – 07:59
7. Harmonica Cadenza – 03:21
8. Part 4 – Psalm/Alabama – 10:45
Credits
Liner Notes
Released May 22, 2026.
Recorded at DR Koncerthuset Studio 3, Copenhagen (Denmark), February 2025.
Recording: Lars C. Bruun
Mixing: Morten Büchert
Mastering: Brian Mørk Hansen
Artistic Director DR Big Band: Birger Carlsen
Cover Photo: Nicolas Koch Futtrup
Cover Design: Enrico Andreis
JiF/MLF
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