Sacro - Profano

Sacro – Profano o Sacro & Profano?

Sacro – Profano – Sacro

Il titolo del cd che voglio presentarvi, in questa occasione, è Sacro – Profano o Sacro & Profano?.

Il titolo giusto è “Sacro – Profano” ma nel leggere la lista dei brani mi viene subito da pensare: “Forse era meglio intitolarlo “Sacro & Profano””. Questo mio primo appunto non è riferito al fatto che vi è una presenza mista di brani noti ed inediti con quelli della tradizione sacra campana. La Campania è la regione di provenienza dei “Soul Six Vocal Group”, la formazione che pubblica questo suo, primo, cd. L’appunto non è nemmeno per la commistione di brani jazz, soul, gospel, pop e dialettali. L’appunto è per un brano specifico della lista.

Ognuno di noi ha almeno un brano musicale che è INTOCCABILE ed UNICO per la particolare versione realizzata da Tizio o da Caio. Chiunque altro la rilegge commette un sacrilegio. Il brano in questione rimanda quasi alla mia fanciullezza, quando lo ascoltai la prima volta come colonna sonora dei titoli iniziali del film autobiografico del mio campione preferito: Muhammad Alì.

Il brano era interpretato, vocalmente, da quello che sarebbe diventato il mio chitarrista jazz preferito: George Benson.  Qualche anno dopo lo ritrovavo come singolo di lancio di una cantante afroamericana, sconosciuta ai più ma che io trasmettevo all’impazzata in radio. Quella cantante, dopo pochi mesi, otteneva una standing-ovation, con richiesta del bis, sul palco dell’Ariston di Sanremo, era Withney Houston.

Il mio brano “SACRO” era ed è “The Greatest Love of All”.

Soul Six Vocal Group

Il “Soul Six Vocal Group” è una formazione con una carriera decennale alle spalle ma che solo ora arriva ad incidere il suo primo disco. Non sempre si ha la fortuna di trovare il pigmalione che vuole sponsorizzarti in un attività, quella della musica, che è “solo” una perdita di tempo, senza alcun “valore” e, quasi sicuramente, anche con una perdita economica.

Questi ragazzi, comunque, vogliono strafare. Per di più, due di loro li conosco da quando erano dei giovani adolescenti. Devo essere ancora più attento, al minimo errore devo stroncarli, altrimenti né và anche della mia reputazione (Ma chi sono, io?).

Il cofanetto mi viene consegnato direttamente da una delle ragazze della formazione con la quale concordo di dargli un passaggio ad una località vicina. Si allontana un momento. Colgo l’occasione per scartocciare subito “Sacro – Profano” ed inserire il cd nel lettore dell’auto. Sono pronto a stroncare la giovane amica fin dalla prima nota. Direttamente su “Greatest Love of All” e ……, l’amica ritorna e ………… lei mi chiede un giudizio, ed io …..… faccio finire tutto il cd, la lascio lì e la saluto con ………….. un solo chiodo fisso: l’impianto stereo di casa e le mie cuffie.

Qui mi torna in mente Adriano Celentano nella sua prima puntata di un programma di … molti (sigh!) … anni fà: tre ore senza parole per l’emozione.

I brani di Sacro – Profano

Finalmente a casa, ad ascoltare “Sacro – Profano”! In realtà, “Greatest love of All”, pur essendo traccia a parte, è parte dell’inedito “Nisciuno po’ tuccà ‘e criature”, scritto da Giusy Visconto – componente storica e fondatrice dei Soul Six. La breve durata e la  perfetta interpretazione lasciano il desiderio di un ascolto più volte ripetuto, insieme alla traccia inedita.

Il periodo natalizio, poi, mi porta ad ascoltare i brani di liguoriana memoria ma reinterpretati in chiave moderna e piacevole. Tra “Quanno Nascette Ninno”“Tu scendi dalle stelle”, e l’intromissione della  tradizionale “Adeste Fidelis”,  noi scegliamo “Fermarono i Cieli”, per la sua melodia in chiave jazz, anche se non è la sola con il vestito del jazz.

Il brano “Need of Grace”, poi, lo abbiamo già conosciuto prima della pausa estiva, quando abbiamo avuto i “Soul Six” come ospiti della nostra trasmissione. Esso è un magnifico mash-up tra “Love’s of need of love today”,  di Stevie Wonder e il tradizionale canto di ringraziamento “Amazing Grace”.  “Don Salvatò”, invece vede il gruppo impegnato a rileggere un brano di Enzo Avitabile con un arrangiamento che coinvolge Mozart e Sting, tutto da ascoltare.

A breve, ad ore, verrà pubblicato il video dell’inedito “In una Notte”, brano scritto a quattro mani dalla coppia Marrazzo – Viscontoche parla dello scottante tema dell’immigrazione e dell’accoglienza con una musicalità in grado di attrarre anche il più distratto degli ascoltatori.

Un Grande Lavoro

Insomma, “Sacro – Profano” è un disco da tenere nella propria biblioteca musicale e da regalare per le prossime festività natalizie. Non solo perché è bello, cosa fondamentale, ma, anche, per premiare questa formazione. Si, premiare. I “Soul Six” meritano questo successo anche per la loro capacità di auto-prodursi e promuoversi, senza l’aiuto di importanti etichette discografiche.

Vi suggeriamo, anche, di andare ad ascoltarli dal vivo, se capitano dalle vostre parti. Seguiteli dalla loro pagina web: www.soulsix.it. In essa trovate anche le date della tournée di “Sacro – Profano”.

Insomma, io non osò criticarli negativamente. Sperò, un giorno, di diventare un famoso speaker radiofonico, così come loro sono dei bravi musicisti.

La formazione dei Soul Six Vocal Group

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