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Diario di bordo – puntata del 20 ottobre

Pronti, partenza, via

Diario di bordo: il titolo di questo articolo si lascia chiaramente influenzare da un atteggiamento di stile marinaresco. Qualcun’altro invece si ricorderà di Star Trek. In effetti non ha tutti i torti, dato che da solo poche ore leggiamo la notizia del perfetto atterraggio della sonda europea “Schiaparrelli” su Marte. Ma cosa c’entra tutto ciò con noi e con il jazz? E con la puntata del 20 ottobre?

Il jazz: la musica protagonista dei viaggi spaziali?

Diario di bordo: Il jazz – la musica protagonista dei viaggi spaziali?

Bhè ci vuole un grande sforzo per collegare tutto  😆  😆  😆

Andiamo per gradi:

  1. Escludiamo da tutto ciò Star Trek e tutte le altre avventure fantascientifiche e reali legate allo spazio;
  2. Lasciamo lo stile marinaresco…
  3. … ricordiamoci di tanti meridionali italiani emigrati (via mare)  nel sud degli Stati Uniti in seguito all’annessione del Regno delle Due Sicilie da parte dei Savoia (momento e movimento ben preciso e non generalizzato dell’emigrazione italiana)…
  4. …prendiamo coscienza del fatto che, quel movimento, fece incontrare diverse culture ed etnie africane ed europee…
  5. … scopriamo, per chi non ne avesse avuto ancora l’occasione  😉 , che la prima incisione discografica, e, quindi la nascita ufficiale del jass (dopo jazz), fu realizzata da una band (O.D.J.B. – Original Dixieland Jass Band) i cui leader, Nick La Rocca e Tony Sbarbaro, erano di origine sicula.

Ancora nebbia sul collegamento alla puntata. Inizia, però, a diradarsi e siamo a metà … dell’oceano 🙂 .

Nei primi anni del secolo scorso, l’influenza musicale italiana nel jazz americano è stata, dunque, importante. Nei decenni successivi, ad esempio nel secondo dopoguerra, ci sono stati altri importanti musicisti italiani, su tutti ricordo Tony Scott, ma il loro peso ed il loro contributo è andato scemando.

“Fuga di Cervelli”

Inverosimilmente, in Italia, avveniva il contrario. Tanto per sottolineare che la, cosiddetta, “fuga di cervelli” fa veramente male ad una società. Nel secondo dopoguerra, con lo stabilizzarsi dei flussi emigratori, grazie alla riapertura culturale verso l’estero dopo il periodo fascista, alla forte presenza americana in Italia, abbiamo avuto, finalmente, la forte crescita del movimento jazzistico italiano. Nascono, cosi, interessanti formazioni musicali e vocali (ad esempio il Quartetto Cetra) e visitano, spesso, l’Italia gente come Louis Armstrong e Ella Fitzgerald (indimenticabile il loro concerto al Teatro Lirico di Milano nel gennaio del 1966). Qualcun’altro, invece, si stabilisce proprio da noi, anche se spesso dimora nelle “patrie galere”: Chet Baker.

Qui si conclude il collegamento con la puntata. Finalmente. Non esultate, l’articolo, invece, non finisce qui!!! 😈  😈  😈

Diario di bordo della puntata

Chet Baker sarà l’artista centrale della puntata dedicata interamente al jazz nostrano, giusto per sottolineare questo profondo legame tra le due culture, quella americana e quella italiana. Toccheremo momenti del passato ed ascolteremo brani attualissimi. Ma, assolutamente, non ci ergiamo a professori di Jazz. Abbiamo solo selezionato, qualcosina, dell’enorme produzione musicale italiana e ve la proponiamo come sempre, in modo leggero e di facile ascolto – per dare a tutti l’opportunità di trascorrere un ora piacevole e rilassante. Ascolterete musica “energizzante”, musica “impegnata”, musica “soft” e musica che aiuterà la vostra attività … sessuale 😯 :oops:.

E già il rapporto tra jazz e sesso… No, ne parliamo un altra volta!!!

Per il momento non vi perdete la puntata che potrete ascoltare nei modi indicati nelle pagine di Listen2JazzInFamily

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Abbiamo finito… 😉 

La grafica dedicata alla puntata

Diario di bordo: il jazz made in italy

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