La puntata 70
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La puntata 70 del 16 novembre 2017

Per la puntata 70, sul tavolo ci sono già i dischi, i soliti quattro che rappresentano alcune anticipazioni della serata. I dischi, però, sovrastano una foto. La foto ha il nostro logo, il volto di qualcuno con gli occhiali rivolto verso una scritta leggibile solo in parte. Di chi si tratta? Che cosa è? Sarà uno dei soliti aforismi di qualche artista del jazz? Calmi, non vi stressate, vi spieghiamo tutto. Anzi, a fine pagina, l’immagine, è riportata per intero e ben visibile. Potete vederla direttamente e non continuare a leggere, se siete impazienti. Siamo certi che tornerete sui vostri passi perchè vi sorgeranno altre domande, a guardare.

La puntata 70

Nella nostra continua ricerca ed ascolto di novità jazzistiche discografiche ci siamo imbattuti in un disco ed un artista dallo swing accattivante, giovanile e di ottima qualità. Il band-leader è giovane e guida un quartetto. Il disco contiene delle incisioni realizzate con la presenza di un maestro del jazz odierno. La sua presenza non poteva essere esclusa dalla playlist della serata. Chi sono questi artisti, però, non è importante indicarli in questo scritto, quel che conta è quello che abbiamo trovato nella liner-note del disco. 

Il giovane musicista presenta il disco raccontando e sottolineando la presenza del più esperto collega. Nello scrivere mette in risalto il rapporto dell’amicizia creata tra di loro ed utilizza una frase presa da una poesia di … PRIMO LEVI.

E qui viene il bello!!! 

Prima di tutto, ecco la poesia per intero.

 

Agli Amici 

Cari amici, qui dico amici

Nel senso vasto della parola:

Moglie, sorella, sodali, parenti,

Compagne e compagni di scuola,

Persone viste una volta sola

O praticate per tutta la vita:

Purché fra noi, per almeno un momento,

Sia stato teso un segmento,

Una corda ben definita.

Dico per voi, compagni d’un cammino

Folto, non privo di fatica,

E per voi pure, che avete perduto

L’anima, l’animo, la voglia di vita.

O nessuno, o qualcuno, o forse un solo, o tu

Che mi leggi: ricorda il tempo,

Prima che s’indurisse la cera,

Quando ognuno era come un sigillo.

Di noi ciascuno reca l’impronta

Dell’amico incontrato per via

In ognuno la traccia di ognuno.

Per il bene od il male

In saggezza o in follia

Ognuno stampato da ognuno.

Ora che il tempo urge da presso,

Che le imprese sono finite,

A voi tutti l’augurio sommesso

Che l’autunno sia lungo e mite.

Primo Levi16 Dicembre 1986

Senza troppi giri di parole, quel che ci colpisce non è il racconto dell’amicizia. Ci sono tanti aforismi di tanta altra gente di cultura, in giro. Forse ci sbagliamo, ma siamo convinti che il giovane musicista conosce meglio di tanti italiani chi era Primo Levi, sopratutto meglio di chi scrive. 

Ecco, nel nostro piccolo desideriamo solo ricordare, a chi già lo conosceva, ed invitare a scoprire, per chi non lo conosceva, la figura di Primo Levi. Non lo facciamo noi, non siamo quelli giusti per far questo. Partite, semmai, dal solito link di wikipedia, per poi approfondire altrove. 

La figura di Levi, però, ci obbliga, moralmente, a raccontare il jazz, e la musica in genere, come un opportunità per unire le persone ed abbatte le differenze, di ogni tipo, tra di esse. Bisogna, mantenere alta la tensione su certi argomenti, sempre.

Ci fermiamo qui.

Possiamo aprire un lungo articolo sulle integrazioni sociali e razziali, sulla politica e sul nostro paese, ma questo è un blog di jazz. Ci limitiamo solo a gridare la nostra disapprovazione contro ogni forma di autoritarismo e di razzismo. Poche settimane fà le discussioni sulla piccola ed innocente Anna Frank, oggi, noi, rilanciamo la discussione con #PrimoLevi. 

La puntata 70? Non vogliamo aggiungere altro per non costringervi a leggere questo post alla stregua di un libro.

Non fà niente, ascoltatela direttamente, sopratutto se avete un opinione diversa dalla nostra. Vi aspettiamo.

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