I bemolli sono blu - AB Quartet

I bemolli sono blu: intervista agli AB Quartet

I bemolli sono blu è il titolo del nuovo album dell’AB Quartet.

Per quanti non li conoscono o vogliono sapere qualcosa in più, su di loro, questa è una buona occasione per approfondire la loro conoscenza e godere della loro musica.

Per loro, abbiamo intervistato il pianista della formazione: Antonio Bonazzo

Chi si cela dietro lo pseudonimo AB Quartet?

Siamo un quartetto formato da: Antonio Bonazzo (pianoforte), Francesco Chiapperini (clarinetto e clarinetto basso), Cristiano Da Ros (contrabbasso), Fabrizio Carriero (batteria e percussioni).

Il nome sta per “Antonio Bonazzo Quartet” ma usiamo spesso anche l’acronimo ABQ che funziona molto bene.

AB Quartet
AB Quartet

Siete un quartetto o un trio che segue il leader? Da cosa lo capiamo?

Siamo un quartetto, un progetto in cui tutti i musicisti sono parte attiva della composizione stessa. La mia concezione musicale è di lasciare la maggior libertà possibile ai musicisti cercando di indirizzare la loro inventiva. Per fare questo ho avuto bisogno di lavorare molto tempo con questa formazione per perfezionare uno stile che si adatti sempre meglio alle caratteristiche dei musicisti. Rispetto al primo disco le parti sono diventate sempre meno vincolanti proprio perché sono fatte su misura per chi le deve suonare.

Da dove scaturisce il titolo del vostro nuovo disco, “I bemolli sono blu”? Vuoi presentarcelo?

In occasione del centenario dalla morte di Claude Debussy nel 2018 abbiamo deciso di proporre un progetto basato su arrangiamenti di musica di questo importante compositore francese.

Il titolo viene da una frase di Debussy che in una lettera parla della sua visione della musica legata principalmente ad aspetti extramusicali come il colore.

La cosa più difficile è stata elaborare un materiale musicale come quello di Debussy, che risulta sempre alquanto sfuggente e , spesso, al limite dello sdolcinato. Comunque l’armonia e le sonorità di Debussy sono molto vicine al nostro stile e al nostro gusto per cui è stato un lavoro davvero molto stimolante.

Osservando i crediti dei brani notiamo che le composizioni sono tutte tue, fatta eccezione per “Snow” e “Immagini dimenticate” di Cristiano Da Ros, bassista della formazione. Ci parli della band e quali sono le dinamiche interne, tra di voi?

Io e Francesco veniamo dalla musica classica mentre Cristiano e Fabrizio hanno frequentato importanti accademie jazz ma ognuno di noi ha fatto esperienze negli ambiti musicali più disparati.

Dopo alcuni anni di carriera concertistica io mi sono dedicato prevalentemente alla composizione, alla musica elettronica e al jazz.

Cristiano dopo aver frequentato la Berklee College of Music ha collaborato con danzatori e attori in progetti di commistione fra musica danza e recitazione.

Francesco e Fabrizio collaborano da anni con musicisti del panorama free jazz milanese con progetti personali. Però, siamo tutti accomunati dall’interesse per l’improvvisazione radicale.

Quando lavoriamo su progetti nuovi mi confronto spesso con gli altri e caldeggio sempre il loro contributo. Per questo disco Cristiano mi ha proposto due pezzi molto belli che si sposavano perfettamente con il carattere degli altri e che sono subito diventati parte integrante del disco. Tra l’altro abbiamo un approccio parecchio diverso: a me vengono sempre pezzi veloci e nervosi mentre lui è bravissimo sui tempi lenti e questo nell’economia del disco va benissimo!

Cosa è cambiato rispetto a “Outsiding”, il vostro precedente album del 2017?

Forse questo secondo album è un po’ meno estremo, meno sperimentale. Rispetto al primo disco lo stile di questo si è adattato ancor meglio alle caratteristiche dei musicisti. Le strutture si sono leggermente semplificate producendo un risultato musicale più fluido e di più facile ascolto. 

Impegni attuali e progetti futuri?

Al momento stiamo cominciando con i concerti per l’uscita del disco. Parallelamente stiamo finendo un progetto nuovo, questa volta ispirato alla musica antica e in particolare al canto gregoriano. Per il futuro abbiamo in programma una collaborazione con un progetto vocale e ho già cominciato a scrivere i primi pezzi.

Il disco degli AB Quartet, I bemolli sono blu, è in vendita nei migliori store fisici e digitali di musica. Potete trovarlo in versione vinile e in formato cd.

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