Jazz in Family - Il luogo dove le varie anime del jazz si ritrovano in famiglia

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Terzo Tempo: il post puntata del primo febbraio 2018

Terzo Tempo: il post puntata del primo febbraio 2018

Terzo Tempo: il post puntata del primo febbraio 2018

La partita di rugby è finita! 

Ops, volevamo dire… la puntata di Jazz in Family è finita ed inizia il TERZO TEMPO!

Ricordiamolo: nel gioco del rugby, il Terzo Tempo, per chi non ha avuto modo di saperlo prima d’ora, è il dopo partita, il momento in cui le due squadre trascorrono dei momenti di convivialità reciproca.

Invece, per noi, è il momento per riportare la playlist, in forma scritta, della puntata, il podcast per chi non ha potuto ascoltarci, ed altre cosine che potrebbero farvi piacere leggere ed ascoltare. Elenchiamoli sinteticamente:

T'incuriosisce leggere la presentazione della puntata?

  1. Il podcast
  2. La lista dei brani proposti
  3. Il nostro commento su alcuni album
  4. Uno sguardo alla TOP JAZZ ALBUM

Il podcast

Il player si avvia automaticamente, da pc, per l’ascolto del podcast. Se avete voglia solo di leggere, potete subito bloccarlo senza arrivare al termine dell’articolo.

La Playlist

#TitoloArtista/GruppoAlbum
1Black HoleChris Dave and The Drumhedz, Anderson .PaakBlack Hole
2Don’t Wait, Right NowLowdown Brass BandLowdown Breaks
3NuttyMAST, Makaya McCraven, Dan Rosenboom, Gavin TempletonNutty (feat. Makaya McCraven, Dan Rosenboom, Gavin Templeton)
4Here comes the toughestOddgeir Berg TrioBefore Dawn
5ZattitudeBC Double QuartetDeparture
6La ragazzaMaurizio PetrelliScatole di vetro
7WoodsAndrea Infusino QuartetBetween 3&4
8Six Degrees of SeparationFrancesco FiorenzaniSilent Water
9Ballamorando BrandoFederico Bonifazi, Philip Harper, John Webber, Lorenzo Sandi, Billy Kaye, Simone Bellavia, Gaetano FasanoE 74 St
10Yeah…SoAdam Shulman SextetFull Tilt
11RealitySimone KopmajerGood Old Times

 

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

chris-dave-and-the-drumhedz
Chris Dave and The Drumheadz - Chris Dave and The Drumheadz

A meno che non siete l’editore radiofonico di un emittente neomelodica, da circa una settimana, vi corre l’obbligo di tenere nella rotazione musicale della vostra radio un qualsiasi estratto dall’album di Chris Dave. Se invece siete dei normali fruitori di musica trovate un modo per ascoltare l’album omonimo di Chris Dave and The Drumheadz.

 Chris Dave è un batterista di Houston Texas che, i più attenti tra voi hanno conosciuto come colui che ha accompagnato ritmicamente gli album di Kenny Garret, D’Angelo, Justin Biebier o il pluripremiato 21 di Adele.

A 44 anni e con una carriera ultraventennale come session man alle spalle, pubblica questo album che contiene 15 tracce rilasciate con la storica etichetta discografica del jazz, la Blue Note Records. 15 tracce che sono un perfetto equilibrio di jazz, smooth jazz, hip hop e soul. L’album è stato pubblicato ufficialmente lo scorso 26 gennaio ma noi avevamo ascoltato già qualche anticipazione, in particolare il singolo dal titolo Black Hole e che annovera la presenza del noto rapper Anderson .Paak, una delle tante guest star che compaiono nell’album. 

Scatole di vetro
Maurizio Petrelli - Scatole di Vetro

“Scatole di vetro” è il secondo lavoro discografico di Maurizio Petrelli e prodotto dall’etichetta romana AlfaMusic. Il disco è la continuazione ideale di "Amori e Altre Storie" (Divagazioni di un alchimista) – del 2015. Noi abbiamo avuto la fortuna di ascoltarlo in anteprima e per gentile concessione della stessa AlfaMusic, e del bravissimo crooner Maurizio Petrelli, vi abbiamo fatto ascoltare il brano dal titolo "La ragazza".

Con “Scatole di vetro”, il buon Petrelli realizza un album di eccezionale qualità musicale ed arricchito da liriche poetiche pulite, immediate e di gran classe. L’insieme proposto è un prodotto di altri tempi che s’innesta su un ideale continuazione di quella che fù la musica di Bongusto, Califano, o del primo Caputo. Il punto di riferimento principale, però, per il bravissimo Petrelli, rimane Nicola Arigliano. Ad Arigliano, Maurizio, dedica un medley e, poi, una sua rivisitazione di “Colpevole”, brano presentato al Festival di Sanremo del 2005. 

Testi che alternano situazioni sociali contemporanee, ricordi personali e racconti di avventure ed impressioni vengono adagiati su tappetti musicali, anche questa volta, arrangiati dai Maestri Franco Piana e Vincenzo Presta. Gli stessi, dirigono una Big Band di musicisti jazz che hanno ulteriormente esaltato il progetto e le qualità artistiche di un crooner, finalmente, italiano.       

Andrea Infusino Quartet - Between 3&4

Il quartetto di Andrea Infusino ha pubblicato un cd agl’inizi di Settembre 2017. Un disco che, per la verità, noi abbiamo avuto modo di conoscere ed ascoltare solo di recente. Anche se in questi giorni abbiamo ascoltato tante nuove uscite discografiche italiane abbiamo voluto, comunque, dedicare un pò del nostro tempo ad Infusino per i motivi che vi illustriamo di seguito.

L’album “Beetwen 3&4” di Andrea Infusino ci offre 7 brani originali e si avvia con uno strumentale, che dà il titolo a tutto il lavoro, con un arpeggio esotico e lontano dalle sensazioni melodiche del jazz. Man mano che andiamo avanti, però, ci si sposta verso suoni che ricordano fortemente il jazz di Parker, Monk o Coltrane, personaggi citati dallo stesso Infusino nelle liner-notes. La line-up, composta da Marco Rossin (sax) Fabio Guagliardi (organ) e Manolito Cortese (drums),  asseconda la linea del suo leader, che con la sua chitarra ricorda spesso e volentieri quella di Wes Montgomery.

I giochi sonori, col passare dei minuti, diventano sempre più intensi e coinvolgono l’ascoltatore in viaggi di fantasia nei jazz club ubicati nelle downtown americane.  Fatti salvi alcuni brevissimi istanti, il disco è un remake riuscito di bebop, freejazz e modale impreziosito dalla qualità del digitale, di cui oggi possono usufruire i musicisti del nuovo millennio. Il giovane chitarrista cosentino dimostra di aver  assimilato bene le lezioni dei grandi del jazz e ci aspettiamo, per il futuro, un ulteriore … infusione di originalità e modernità. E già bravo, sarà… un grande, anzi… lo è già!

Silent water
Francesco Fiorenzani - Silent Water

Un giovane senese di 29 anni circa, Francesco Fiorenzani, guida un quintetto che lo collabora nella realizzazione del suo primo cd commissionato dalla Auand Records. Il disco s’intitola "Silent Water", mentre l’estratto che abbiamo proposto nel programma era "Six degrees of Separation".

Con Fiorenzani abbiamo modo di ascoltare un jazz ricco di influenze varie. Passiamo dal modale al mediterraneo, da melodie raffinate a ritmi più pesanti, intensi, che risentono di un passato formativo costruito sul blues e sul rock. Le intuizioni strumentali trovano un momento di arricchimento con un… momento vocale impreziosito dalla voce di Camilla Battaglia, bella voce del jazz nostrano, che presta la sua collaborazione in “A Son never forgets”. 

Il giovane chitarrista senese ha scelto, per il suo album, la collaborazione di musicisti che potessero offrire esperienza e affinità musicali. Achille Succi (sax e clarinetto),  lunga carriera di collaborazioni e lavori brillanti, è stato la costante fonte di ispirazione indispensabile per la trama imbastita da Fiorenzani. Luca Sguera (pianoforte) amico di studi alla Siena Jazz University, è un giovane pianista molto promettente e , dotato di una sensibilità rara per i dialoghi con la chitarra. Francesco Ponticelli al contrabbasso, rappresenta per Fiorenzani l’ideale di bassista grazie al suo background musicale a 360 gradi e forte immaginazione. Infine Bernardo Guerra alla batteria, altro giovane ma lanciatissimo nel panorama jazz italiano.

8 brani inediti ed originali sui quali muoviamo un solo appunto, non tecnico: troppo lunghi per i tempi radiofonici.

Un suggerimento generale

Il suggerimento di Miles Davis, a suo tempo, fu quello che il jazz doveva trovare melodie e ritmi più vicini ai gusti musicali della gente. Secondo alcuni, questo suggerimento, prima ancora fu dato dal grande Louis Armstrong. Oggi, probabilmente, Davis suggerirebbe durate più sintetiche ed in linea con i tempi frenetici dei millenials. Non tempi da jingles ma nemmeno da sfinimento. Equilibrio, si, maggior equilibrio.

Uno sguardo alla TOP JAZZ ALBUM della settimana

Questa settimana entrano in gioco nuovi player, quasi tutti stranieri. Una situazione, questa, dovuta al fatto che le pubblicazioni non italiane sono e saranno sempre la maggioranza, a meno che gl’italiani da popolo di naviganti non si trasformi in popolo di jazzisti. C’è poi il fatto che molte pubblicazioni discografiche italiane non sono immediatamente presenti sulle piattaforme di streaming e di vendita digitale, nostro elemento… discriminante… per la presenza in classifica.

Francesco Fiorenzani è l’ingresso discografico italiano nella TOP JAZZ ALBUM di questa settimana. Per ora al decimo posto, vedremo se nelle prossime settimane guadagnerà un ulteriore consenso da parte vostra che ci seguite.

Sergio Armaroli, invece, tanto gradito a voi e tanto apprezzato da noi diventa il primo suggerimento di ascolto e di acquisto della nostra speciale e particolare classifica.

Incalzano la vetta dei mostri sacri della musica d’oltreoceano: Chris Dave e Jamison Ross. Del primo abbiamo parlato qui in questo post e del secondo abbiamo suggerito l’ascolto già nella presentazione della puntata 80. 

Altro nuovo ingresso, che segnaliamo per dovere e rispetto morale verso una storica ed onorata carriera, è quello di “All in my mind” di Dr. Lonnie Smith. Un album dal vivo che raccoglie alcune delle più belle esecuzioni live del concerto di New York per la celebrazione dei suoi 75 anni di vita.  

C’è tanta altra bella musica di cui poter parlare ma c’è un limite a tutto. La vita è fatta anche di altro e tutti siamo spinti anche a fare altro.

Non fateci mancare il vostro sostegno. Esprimete commenti ed opinioni. Sosteneteci con i vostri “mi piace” o con i modi che ritenete più opportuni a darci la forza di continuare. 

Fate altro e… SIATE GRANDI!!!

Terzo Tempo: il post puntata del 25/01/2018

Terzo Tempo: il post puntata del 25/01/2018

Terzo Tempo: il post puntata del 25/01/2018

La puntata del 25 gennaio, come ben sapete, era incentrata sui 60° Grammy Awards, l’evento musicale dell’anno che avrà vita, da qui a poche ore, al Madison Square Garden di New York.

Nella puntata, andata in onda sulle radio a noi collegate, abbiamo trasmesso una sintesi dei brani in lizza per aggiudicarsi la statuetta che rappresenta un vecchio, ma dorato, grammofono. Logicamente, noi abbiamo scelto i brani tra quelli della categoria jazz a sua volta suddivisa in ulteriori sezioni. A breve esplichiamo questo dettaglio. Prima, però, vi invitiamo ad utilizzare il player del podcast che riproduce la puntata di giovedì sera.

T'incuriosisce leggere la presentazione della puntata?

La Playlist

#TitoloArtista/GruppoAlbum
1TightJazzmeia HornA Social Call
2So Near, So FarJoey DeFrancescoProject Freedom
3Dance of ShivaBilly ChildsRebirth
4Late BloomerAlan Ferber Big BandJigsaw
5Upside DownChristian McBride Big BandBringin’ It
6Wings of MindRaul MidonBad Ass and Blind
7Played TwiceJohn BeasleyMONK’estra, Vol. 2
8Nothing Like YouCécile McLorin SalvantDreams and Daggers
9AfosambaAntonio AdolfoHybrido – From Rio to Wayne Shorter
10Tr‎és Golpes – Pa ElegguaJane Bunnett, MaquequeOddara
11Outra CoisaMarcello Gonçalves, Anat CohenOutra Coisa: The Music of Moacir Santos

 

La lista dei candidati del campo jazz

In partenza avevamo immaginato ben due appuntamenti per ascoltare insieme tutti, o quasi tutti, i brani e gli album nominati per la fase conclusiva. Addirittura, avevamo preso coraggio nel proporre un brano con una durta di poco inferiore ai 12 minuti

Costretti, poi, a comprimere tutto in un solo appuntamento, abbiamo immaginato di riportarvi, almeno, l’elenco dettagliato delle nomination del campo numero 10, quello del jazz: 

Categoria 31: Best Improvised Jazz Solo

1. CAN’T REMEMBER WHY
Sara Caswell, soloist
Track from: Whispers On The Wind (Chuck Owen And
The Jazz Surge)
2. DANCE OF SHIVA
Billy Childs, soloist
Track from: Rebirth
3. WHISPER NOT
Fred Hersch, soloist
Track from: Open Book
4. MILES BEYOND WINNER
John McLaughlin, soloist
Track from: Live @ Ronnie Scott’s (John McLaughlin &
The 4th Dimension)
5. ILIMBA
Chris Potter, soloist
Track from: The Dreamer Is The Dream

Categoria 32: Best Jazz Vocal Album

1. THE JOURNEY
The Baylor Project
2. A SOCIAL CALL
Jazzmeia Horn
3. BAD ASS AND BLIND
Raul Midón
4. PORTER PLAYS PORTER
Randy Porter Trio With Nancy King
5. DREAMS AND DAGGERS WINNER
Cécile McLorin Salvant

Categoria 33: Best Jazz Instrumental Album

1. UPTOWN, DOWNTOWN
Bill Charlap Trio
2. REBIRTH WINNER
Billy Childs
3. PROJECT FREEDOM
Joey DeFrancesco & The People
4. OPEN BOOK
Fred Hersch
5. THE DREAMER IS THE DREAM
Chris Potter

Categoria 34: Best Large Jazz Ensemble Album

1. MONK’ESTRA VOL. 2
John Beasley
2. JIGSAW
Alan Ferber Big Band
3. BRINGIN’ IT WINNER
Christian McBride Big Band
4. HOMECOMING
Vince Mendoza & WDR Big Band Cologne
5. WHISPERS ON THE WIND
Chuck Owen And The Jazz Surge

Categoria 35: Best Latin Jazz Album

1. HYBRIDO – FROM RIO TO WAYNE SHORTER
Antonio Adolfo
2. ODDARA
Jane Bunnett & Maqueque
3. OUTRA COISA – THE MUSIC OF MOACIR SANTOS
Anat Cohen & Marcello Gonçalves
4. TÍPICO
Miguel Zenón
5. JAZZ TANGO WINNER
Pablo Ziegler Trio

Gli album citati devono contenere una produzione originale pari ad almeno il 51% del contenuto.

Sapete, però, che i Grammy Award non vengono assegnati solo ad artisti e musicisti operanti nel mondo della musica jazz. Se siete curiosi di conoscere le altre sezioni e gli altri concorrenti ecco la lista completa rilasciata dalla “NATIONAL ACADEMY OF RECORDING ARTS & SCIENCES”, in formato pdf.

60thpresslist01042018

La diretta video

L’evento verrà trasmesso in diretta dal Madison Square Garden di New York dalle 7:30 alle 11:00 pm locali. Significa che, per la differenza di fuso orario, in Italia saranno le 01:30 Am del 29 gennaio quando tutto inizierà. 

La trasmissione sarà curata dalla tv statunitense CBS e sarà visibile solo grazie alla localizzazione negli States.

Se avete la forza di rimanere svegli, ecco come poter ovviare al blocco della localizzazione. 

Come guardare i 60th Grammy Awards

Noi vi proponiamo due metodi per i quali non possiamo garantire nulla nè in termini di effettiva visione e nè qualitativi.

Il metodo più semplice sembra essere quello di collegarsi al canale “YouTube” della stessa accademia dei Grammy, o qui su questa pagina web.

Sul sito e sui profili social dell’organizzazione dei Grammy, sarà possibile collegarsi per la visione attraverso lo store di iTunes. Questa la pagina web principale

https://www.grammy.com/

L’alternativa ultima è di girovagare un pò su internet e seguire i vari tutorial che spiegano come installare delle VPN virtuali e collegarvi con il vostro apparecchio per guardare tutto ciò che viene trasmesso da qualsiasi parte del mondo.

Ah, dimenticavamo! Il brano di 12 minuti era questo, poteva andare in trasmissione? Vi sarebbe piaciuto? Lo trovate candidato nella categoria Best Improvised Jazz Solo.


Uno sguardo alla TOP JAZZ ALBUM della settimana

Partendo dal basso, questa settimana, troviamo due album italiani. Il primo è quello di Fulvio Palese che molto lentamente sta abbandonando la classifica dopo essere stato sul gradino più alto. In nona posizione troviamo il quartetto di Roberto Righetto che guadagna una posizione.

Oltre a Palese e Righetto ci sono, come italiani solo Armaroli e Manzi, rispettivamente quinte e terza posizione. Da un pò di tempo dobbiamo segnalare una certa calma piatta per le nuove uscite italiane, pochi e poco… coinvolgenti, #senzapolemica.  

Altra particolarità di questa settimana che vogliamo evidenziare sono gli album che occupano le prime due posizioni: Ranky Tanky e Elevation. Pur essendo lì in classifica non abbiamo mai suonato un estratto di questi due dischi durante le trasmissioni radiofoniche di Jazz in Family. Dunque, non fatevi scappare il loro ascolto cliccando sui link posti nelle colonne laterali della TOP JAZZ ALBUM, e fateci sapere la vostra opinione su di essi. 

 

Non fateci mancare il vostro sostegno. Esprimete commenti ed opinioni. Sosteneteci con i vostri “mi piace” o con i modi che ritenete più opportuni a darci la forza di continuare. 

#CiPiacePiacere  😆 😆 😆  

Cose belle a tutti voi e… al prossimo appuntamento. 

...and the winner is...

25 gennaio 2018

Terzo tempo: il post puntata dell’11 gennaio 2018

Terzo tempo: il post puntata dell’11 gennaio 2018

Terzo Tempo: il post puntata del 11/01/2018

Proponiamo per la seconda volta questo nuovo appuntamento che abbiamo immaginato e dedicato al Terzo Tempo del gioco del rugby. Il Terzo Tempo, per chi non ha avuto modo di saperlo prima d’ora, è il dopo partita, il momento in cui le due squadre trascorrono dei momenti di convivialità reciproca.

Noi, invece, lo utilizziamo per fornire una serie di “servizi”, di ulteriori informazioni o dettagli, a beneficio di chi ha ascoltato la puntata in diretta, ma anche a chi s’è le persa. Prima di entrare nello specifico, elenchiamoli sinteticamente:

T'incuriosisce leggere la presentazione della puntata?

  1. Il podcast
  2. La lista dei brani proposti
  3. La mini-recensione/commento su alcuni album
  4. Il commento alla TOP JAZZ ALBUM

I fatidici 60 minuti, in certe occasioni, sembrano essere pochi per tutta la serie di attività di Jazz in Family. C’è poi il fatto che alcuni di voi ci chiedono chiarimenti o dettagli su alcuni brani musicali della puntata, ad esempio un titolo non italiano. Altro esempio, il vostro chiedere informazioni sulle rubriche come la TOP JAZZ ALBUM. Aggiungiamo anche la possibilità di creare una vetrina per quelle uscite discografiche mai inserite nel programma, ma altrettanto belle da far conoscere. Insomma, la lista dei motivi può essere corposa.

Il podcast

Questa settimana, partiamo dal player automatico per l’ascolto del podcast. Se avete voglia solo di leggere, potete subito bloccarlo senza arrivare al termine dell’articolo. Cosa che ad alcuni, può dare fastidio.
 

La Playlist

#TitoloArtista/GruppoAlbum
1Samba De OrlyEliane EliasDance Of Time
2IntegrityKamasi WashingtonHarmony of Difference
3Stato di ebbrezzaMarco TumaLa vita semplice
4Domingo’s WaltzMassimo Manzi Trio, Echae KangExcursion
5FunktownPaolo Palopoli, Sergio ForlaniBack on the Ground
6SuperboogieMagnus LindgrenStockholm Underground
7Fats FlatsSam Taylor QuartetAlong The Way
8Eastern DanceRoberto Righetto QuartetDimora
9Running LateSidewalk Cat 5etUnfit
10The Party’s OverVan MorrisonVersatile
11YesterdaysSergio Armaroli QuintetTo Play Standard(s) Amnesia

Nella playlist della puntata

Ci piace segnalare ed evidenziare:

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Sergio Armaroli Quintet with Billy Lester - To play to Standard(s) Amnesia

In questi ultimi tempi, Sergio Armaroli è presente, in vari modi, nelle attività che realizziamo. Ciò è stato possibile per la sua collaborazione con Alvin Curran, Giancarlo Schiaffini e Alipio Carvalho Neto nel cd "From The Alvin Curran Fakebook" (disco presente sia in precedenti appuntamenti radiofonici che nella TOP JAZZ ALBUM). Ora, siamo lieti di ascoltarlo e presentare come bandleader di un quintetto che realizza un cd con il titolo di cui sopra.

Sergio Armaroli, per chi non lo conosce, è un personaggio attivo in varie discipline artistiche. La sua predilizione è, però, la musica e nello specifico il jazz. Sommariamente, è possibile apprezzarlo come poeta, pittore e “attore musicale”. 

Ma focalizziamoci sul disco. Non è certamente il primo ma e l’ennesimo di una lunga serie ricca di composizioni inedite. In questa occasione, Armaroli  ha scelto di realizzare un disco, congiuntamente al pianista americano Billy Lester,  esclusivamente con standard classici del jazz americano.

Il lavoro realizzato sui vari brani è stato intenso e ci offre momenti di rara poetica musicale, senza mai sfociare in eccessi ritmici o “momenti sonnolenti”. Per meglio spiegare il lavoro svolto riportiamo un pensiero di Lester, presente nella Liner Note: “Solitamente parto da uno standard, lo riarmonizzo, inverto gli accordi, lo rielaboro in modo che non suoni più come l’originale ma come la mia personale interpretazione. Successivamente sviluppo nuovo materiale tematico e do vita ad una composizione originale, mia”.

Questa, invece, la formazione dei musicisti: Sergio Armaroli – vibes; Billy Lester – piano; Claudio Guida – sax; Marcello Testa – double bass; Nicola Stranieri – drums.    

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Paolo Palopoli e Sergio Forlani - Back on the Ground

Dopo alcuni anni di esperienze musicali… da separati in casa, il duo campano composto dal chitarrista Paolo Palopoli e il pianista Sergio Forlani si ricompone e ci regala un nuovo album, differente rispetto alle precedenti produzioni discografiche, dove si dava risalto a musicalità etno-world. Puntualizziamo su quel "separati in casa": l'amicizia tra i due musicisti non è mai stata in discussione, ci riferiamo solo alle differenti esperienze artistiche intraprese negli ultimi tempi.

Back on the Ground non segna solo il ritorno insieme ma segna il ritorno a quei suoni che sono più vicini e cari a Palopoli e Forlani. Se siete amanti del Benson anni ’70/’80, Yellowjackets, della sezione fiati in stile Earth Wind & Fire, ebbene, qui trovate il giusto equilibrio fuso con un jazz, cantato e strumentale, più tradizionale. Le origini mediterranee non vengono tradite e, anzi, si fondono con i differenti sound acquisiti nel frattempo dalle esperienze solistiche. 

Compongono la squadra del disco: Emilia Zamuner alla voce; Paolo Palopoli alla chitarra; Sergio Forlani al piano;  Daniele Scannapieco al Sax e Gianfranco Campagnoli alla Tromba;  il trombone di Raffaele Carotenuto; il sassofono di Rocco Di Maiolo;  Salvatore Zannella alle percussioni; due sezioni ritmiche: la prima formata dal noto Aldo Vigorito al Contrabbasso ed Enrico Del Gaudio alla batteria e la seconda formata da Salvatore Ponte al Contrabbasso e Domenico Benvenuto alla batteria. 

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Roberto Righetto Quintet - Dimora

Roberto Righetto è un chitarrista veneto, padovano per la precisione, attivo da diversi anni e con diverse collaborazioni con importanti nomi del jazz nostrano. Righetto mette su un album dal titolo Dimora e che è il seguito del fortunato album del 2015 “Nautilus”. Egliriunis ce la stessa formazione di tre anni fa, vale a dire: MARCO STRANO, Sax - MATTIA MAGATELLI, Double Bass - MARCO CAMPIGOTTO, Drums.

L’album contiene otto brani inediti e composti dallo stesso Righetto, fatta eccezione per “Parlami d’amore Mariù” di Neri/Bixio.

Tra tutti abbiamo preferito farvi ascoltare l’inedito è coinvolgente Eastern Dance, il più ritmato e solare dei brani. La liner note del disco sintetizza bene un lavoro che in sostanza è di nostro gradimento, suggeriamo solo di abbandonare un poco… “l’umore nebbioso” forse dovuto alla residenza padana. 

  “Il disco alterna arrangiamenti minimali, perfetti nella loro semplicità, a struggenti melodie che esaltano la sensibilità artistica del band leader, autore della maggior parte dei brani del disco. Musiche facilmente associabili alle colonne sonore cinematografiche che a volte si mescolano con le melodie tipiche della musica mediorientale. In questo contesto, dunque, la chitarra di Righetto non primeggia mai sul resto della band, rimanendo al servizio della composizione e instaurando un ottimo interplay con gli altri musicisti. Il sassofono di Strano, invece, impreziosisce i brani del disco grazie a delle melodie incisive e pregne di lirisimo, mentre la sessione ritmica di Campigotto e Magatelli crea sempre il giusto tappeto per l’evoluzione del brano. In sintesi Dimora è un disco melodico, immediato e dal sapore un po’ malinconico dove la cantabilità ed il lirismo diventano i veri protagonisti.” Complimenti, complimenti sinceri anche al Roberto Righetto Quintet.

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Massimo Manzi Trio with Echae Kang - Excursion

Come ormai tutti sapete l'avvicinamento al jazz, di noi tutti di Jazz in Family, è un fatto recente, appena due anni. Solo lo scorso anno abbiamo conosciuto il sassofonista Felice Clemente, nostro ospite in una puntata primaverile, e tramite lui abbiamo ascoltato, per la prima volta, Massimo Manzi, ... solo allora. Con il passare delle settimane abbiamo iniziato a seguirlo anche tramite il social network di Facebook, l'apprezzamento positivo verso l'uomo è cresciuto di pari passo con quello artistico.

Ora, eccoci a poterlo ascoltare come leader di una formazione jazzistica e come autore della maggior parte dei brani di questo cd dal titolo “Excursion”.  ​Il cd comprende un bouquet di 9 brani, 5 inediti a firma di Domingo Muzietti (chitarra) e Massimo Giovannini (basso), ai quali si affianca il violino e la voce della sudcoreana Echae Kang. D’altronde, uno abituato a suonare con il meglio del jazz mondiale non poteva scegliere una special guest di minor spessore. Le 4 cover sono di pezzi standard famosi (Just the two of us)  e di importanti jazzisti stranieri (Three views of a secret di J. Pastorious e Out of Nowhere di Green ed Heyman) e italiani (L’Altalena di Alfredo Impullitti – da (ri)scoprire). Manzi, in questo disco, sembra essere un gregario: accompagna, lascia fare, non primeggia come una Primadonna o come un “Barone”, lui può permetterselo, lui è un Leader. Non conosciamo l’album precedente, pare realizzato dieci anni fà, ma ci proponiamo di ascoltarlo. In trasmissione ve l’abbiamo suonato con Domingo’s Waltz ma voi andate ad ascoltare con tutti i brani.    

Uno sguardo alla TOP JAZZ ALBUM della settimana

A proposito di Massimo Manzi, dimenticavamo di dirvi: il numero Uno della TOP JAZZ ALBUM questa settimana è “Excursion”.

Partendo dal basso, questa settimana registriamo subito due nuovi ingressi: il Sergio Armaroli Quintet fà da sponda virtuale ad Alvin Curran (10.a e 7.a posizione) mentre i Ranky Tanky, formazione statunitense, si presentano al nostro pubblico. La musica dei Ranky Tanky è un mix di gospel, jazz ed R&B. Tenteremo di approfondire la loro conoscenza e di farveli conoscere meglio. 

Per gli amanti degli Standard, oltre al quintetto di Armaroli, possono godersi gli album di Scott Bradlee, ed i suoi Postmodern Jukebox, e quello di Seal. Altra interessante presenza è quella di Danny Janklow che suggeriamo come ascolto prima di un mostro sacro della musica internazionale: Van Morrison. Rispettiamo Sir George e promuoviamo la giovane scoperta di Wynton Marsalis. 

Non fateci mancare il vostro sostegno. Esprimete commenti ed opinioni. Sosteneteci con i vostri “mi piace” o con i modi che ritenete più opportuni a darci la forza di continuare. 

#CiPiacePiacere  😆 😆 😆  

Per ora… cose belle a tutti voi e… al prossimo appuntamento. 

Terzo Tempo: sulle puntate dell’anno e sulla TOP JAZZ ALBUM 2017

Terzo Tempo: sulle puntate dell’anno e sulla TOP JAZZ ALBUM 2017

Terzo Tempo: sulle puntate dell’anno e sulla TOP JAZZ ALBUM 2017

Terzo Tempo: puntate dell'anno 2017

Ad onor del vero questo articolo/post dovremmo chiamarlo Quarto Tempo, anziché Terzo Tempo.

La suddivisione dei vari tempi radiofonici, utilizzati nel corso di questo 2017, ha visto i primi sei mesi scanditi da una struttura diversa, un clock in gergo tecnico, rispetto a quella utilizzata da questo autunno.

Andrebbe bene immaginare il periodo estivo come una sorta di intervallo, dato che ci siamo limitati ad annunciare o disannunciare i brani che programmavamo.

A seconda di come contiamo questi momenti ecco che chiamiamo questo spazio come terzo o quarto tempo. Lo spirito ispirativo, però, rimane quello del dopo partita del rugby, dove le due squadre si incontrano per un momento di convivialità.

La partita o il momento di rivalità tra la nostra squadra, quella di Jazz in Family, e la vostra, quella del pubblico, non c’è mai stato, siamo un unica… famiglia  😀 . Ci auguriamo che continui ad essere così, anche nel nuovo anno.

Vogliamo continuare ad essere un luogo dove gli amanti del jazz possano incontrarsi per ascoltare e condividere buona e bella musica. Vogliamo continuare ad essere il luogo dove chi non conosce, questo modo di suonare e fare musica, possa scoprire, insieme a chi già conosce, una cultura che non è solo musicale.

Puntualizziamo. Non siamo noi chi già conosce!!!

Ascolta i podcast di Jazz in Family

Ritornando al discorso sulle programmazioni radiofoniche, vogliamo ricordare, o segnalare, che potete ascoltare le differenti stagioni/momenti grazie ai podcast qui pubblicati e raggiungibili attraverso il menù di navigazione del blog.

Più semplicemente e velocemente potete cliccare su questo link:

Ascolta i podcast di Jazz in Family

Cogliamo l’occasione anche per informare, chi di voi fosse un editore radiofonico, della nostra disponibilità a rilasciare e condividere, gli stessi podcast, per la messa in onda sulle vostre emittenti. Potete contattarci compilando il modulo presente nella pagina dei contatti, o attraverso le altre possibilità indicate sempre nella stessa pagina.

Tempo di Bilanci

Le poche cose, dette e non dette, sulle serie di trasmissioni radiofoniche ci permettono di scrivere, invece, qualcosa in più sulla nostra TOP JAZZ ALBUM.
Come ben sappiamo ci sono momenti in cui le persone, le aziende, i gruppi di persone, si fermano per fare un analisi, di quello che è stato l’andamento, fino a quel punto, della vita o dell’attività di un certo periodo. Noi non vogliamo mancare a questo momento di analisi, nello specifico con la nostra TOP JAZZ ALBUM.

Guarda la TOP JAZZ ALBUM

Indubbiamente la nostra TOP JAZZ ALBUM è, forse, la più giovane classifica jazz del mondo, ma certamente la prima in Italia. Ufficialmente, l’abbiamo presentata in concomitanza della prima puntata di Jazz in Family, di questa stagione. Se siete curiosi e desiderosi di capirne qualcosa in più vi invitiamo a leggere l’articolo con il quale la introducevamo sul blog.

Perché la TOP JAZZ ALBUM

Sinteticamente, aggiungiamo che la TOP JAZZ ALBUM, più che una classifica, è un occasione per presentare ed evidenziare alcuni album che, secondo noi, meritano una particolare attenzione e promozione, una sfilata di potenziali hit – Hit Parade!

Con questo non vogliamo sminuire altri lavori discografici, che potrebbero anche risultarci, semplicemente,  sconosciuti, ma evidenziamo solo alcuni tra quegli album che rispettano dei banalissimi requisiti interni, requisiti prestabiliti fin dall’inizio di questa… avventura.  Questi piccoli concetti, espressi nella forma della classifica, ci permettono di presentare e far affermare alcuni prodotti discografici jazz, sia di matrice italiana che estera.

In merito ad essa, abbiamo altre idee, che contiamo di sviluppare nei prossimi mesi, ed altre sono già in avanzata fase di… “sperimentazione”, contiamo di presentarvele in breve tempo.

In questa occasione, però, vogliamo sintetizzare questi primi mesi estrapolando i numeri UNO di questo 2017. Ecco, di seguito, la lista completa ed ascoltabile degli album campioni di gradimento su Jazz in Family.

TOP JAZZ ALBUM 2017

ArtistsAlbumListen
Eliane EliasDance of Time 
Louis HayesSerenade for Horace 
DeJohnette/Grenadier/Medeski/ScofieldHudson
NajeePoetry in Motion 
Roberto TolaBein’ Green 
Jan DaleyThe way of a woman 
Mike SternTrip
Christian McBride Big BandBringin’ it
Kamasi WashingtonHarmony of Difference
Magnus LindgreenStockolm Underground
Ernesto Cervini’s TurbopropRev
Gregory PorterNat “King” Cole & Me
Fulvio PaleseAletheia
Katharine McPheeI Fall in Love Too Easily
Frank SinatraUltimate Christmas
Marco TumaLa vita è semplice

Come potete notare vi sono anche tre artisti italiani. Ci auguriamo che nel corso del 2018 questa parata sia più ricca di jazz Made in Italy. A questi tre vogliamo dedicare un po’ di… click da tastiera.

Ci piace segnalare ed evidenziare:

Bein' Green - Roberto Tola

Partiamo con Bein’ Green di Roberto Tola. Un album che abbiamo avuto già modo di presentare con un altro articolo e per il quale vi rimandiamo al link dello stesso. In questa occasione vogliamo dire che meriterebbe ancora di essere al numero 1 della nostra TOP JAZZ ALBUM. C’è lo impedisce l’alto turn-over che ci viene imposto dalle tante uscite settimanali di nuovi dischi jazz italiani.

Di Tola abbiamo scritto in occasione dell’uscita del singolo natalizio. In questo disco, l’artista sardo ha saputo mettere insieme, non solo tante guest star internazionali, qualcuno anche presente nella stessa TOP JAZZ ALBUM, ma, soprattutto, note musicali in bella sequenza.  La sua musica è un perfetto equilibrio tra smooth- jazz e jazz-funk amalgamato da puro jazz, scusate il gioco di parole. Insomma, non eccede in ritmi forsennati e non esagera con sviolinate “smooth”, che il più delle volte diventano nauseabonde in certi lavori di altri. Ancora complimenti a te, Roberto.

Alètheia - Fulvio Palese

Per Aletheia, album di Fulvio Palese, invece, abbiamo parlato in qualche appuntamento radiofonico. Non abbiamo scritto ancora nulla su di esso, e c’è ne pentiamo, ma anche noi abbiamo dei limiti fisici. Il titolo è un termine usato nell’antica Grecia è significa rivelazione, scoprire una verità. La grafica, molto bella ed enigmatica, rafforza il legame con l’antico mondo greco evocando la pittura enoica e rende bene il concetto di rivelamento, di Alètheia.

 La musica, invece, è un maestrale richiamo delle sonorità di jazz-rock e fusion degli anni ’70 ed ‘80, ma addolciti ed attualizzati nel contesto musicale odierno. In  “Cuba Blues”, invece, il latin-jazz impreziosisce il brano alternandosi ad un blues elettrico scaturito dalla chitarra, elettrica, di Marco Ancona. Invece, chiude l’album  “Wind of Five” che è una ballad che non cade nel mieloso e che ben esalta le capacità esecutive e compositive del sassofonista salentino.  Anche a te, Fulvio, complimenti da tutti noi di Jazz in Family.   

La Vita Semplice - Marco Tuma

Sul finire dell’anno è arrivato, sul gradino più alto, un altro pugliese. Scriviamo di un compositore e polistrumentista che risponde al nome di Marco Tuma. Di Tuma abbiamo parlato lo stesso in trasmissione, allorquando proponemmo il brano “Waltz for Berri”.

L’album si intitola “La vita Semplice”, e sembra essere raccontata proprio con grande semplicità grazie alle sette composizioni inedite di Tuma, che si alternano a tre composizioni, rispettivamente, di  Jobim/De Moraes, Baden Powell e di Michel Legrand.  

Marco Tuma si ispira, stilisticamente, al grande Toots Thielemans e, come dicevamo in trasmissione, all’inizio pensavamo  ad un campionamento dell’armonica di Thielemans.

Con il prosieguo dell’ascolto, però, si rivela l’originalità stilistica di Tuma, che realizza un progetto di estrema semplicità comunicativa ma con delle belle progressioni armoniche in cui non manca di esibire la sua sensibilità compositiva e doti di improvvisatore. 

A due mesi di distanza dalla pubblicazione ringraziamo, ancora una volta, Marco Tuma per aver composto questo bel disco. Lo ringraziamo per essersi fatto accompagnare, in due brani, dalla voce narrante di un attore maschile e di non aver scelto una femminile, semmai simile a quella di Ellis Regina, ci avrebbe fatto scendere la lacrimuccia.

Non mancate di esprimere i vostri commenti e le opinioni. Sosteneteci con i vostri “mi piace” o con i modi che ritenete più opportuni a darci la forza di continuare. 

Possiate vivere e realizzare un 2018 alla… GRANDE!!!

puntate TOP JAZZ ALBUM 2017

Terzo Tempo – Il nostro dopo-puntata del 30 novembre 2017

Terzo Tempo – Il nostro dopo-puntata del 30 novembre 2017

Terzo Tempo: il post puntata del 30/11/2017

Era da un pò di tempo che pensavamo di iniziare a scrivere un commento post-puntata. 

I fatidici 60 minuti, in certe occasioni, sembrano essere pochi per tutta la serie di attività di Jazz in Family. C’è poi il fatto che alcuni di voi ci chiedono chiarimenti o dettagli su alcuni brani musicali della puntata, ad esempio un titolo non italiano. Altro esempio, il vostro chiedere informazioni sulle rubriche come la TOP JAZZ ALBUM. 

T'incuriosisce leggere la presentazione della puntata?

Aggiungiamo anche la possibilità di creare una vetrina per quelle uscite discografiche mai inserite nel programma, ma altrettanto belle da far conoscere. Insomma, la lista dei motivi può essere corposa.

Per quanto riguarda il titolo di questa nuova serie di post ci siamo ispirati ad uno sport in cui è tradizione incontrarsi nel dopo partita per un momento di convivialità tra le due squadre. Indovinate a quale sport ci riferiamo?

Fatta questa premessa, introduciamo il primo momento: la playlist della puntata. Eccola di seguito e mentre, in sottofondo, ascoltate il podcast della puntata. 

BranoArtista/GruppoAlbum
Love CoagulationMonkey TempuraReady / Set / Go!
Still D.R.E.Sly5thave.The Invisible Man: An Orchestral Tribute to Dr. Dre
Di leiKaraba, Casciaro, Stefanizzi, RielliUno
Marathon MonkAndré ManoukianApatride
Praise to the PoorSidewalk Cat 5tetUnfit
Bei Mir Bist du SchönÈlia Bastida, Joan Chamorro, Andrea Motis, Scott Robinson, Ignasi Terraza, Josep Traver, Esteve PiJoan Chamorro Presenta Èlia Bastida
AlmaStefanie Kunckler YMONOSLe jour avec les yeux fermés
Stella by Starlight (feat. Miles Davis Quintet)John Coltrane, Miles Davis QuintetBD Music & Louis Joos Present John Coltrane
I’ve Got My Love To Keep Me WarmBrian NewmanI’ve Got My Love To Keep Me Warm
MaxineDonald FagenThe Nightfly

A proposito di playlist, evidenziamo quella presente sulla sidebar a destra del blog. E’ la playlist, realizzata grazie alla piattaforma di Spotify, che presenta brani di alcuni artisti jazz nati nella settimana in corso. 

Nella playlist della puntata

Parliamo ora di alcuni degli album presenti nella playlist sopra riportata.

Gli album di Donald Fagen e di John Coltrane sono legati alle altre due rubriche del blog. In questo caso, ci  riferiamo, rispettivamente, allo Shinning Jewels e allo Standard del Jazz

Nella puntata ci siamo divertiti ad immaginare di trasmettere da una località del New Jersey: Passaic. Passaic è la cittadina natale di Donald Fagen.

Ci piace segnalare ed evidenziare:

André Manoukian - Apatride

Dopo la puntata nella quale avevamo riportato all'attenzione di voi tutti la figura di Primo Levi, eccoci a rimettere sotto i riflettori la questione del genocidio armeno. Se Primo Levi ci era stato fatto riscoprire da un jazzista americano, Sam Taylor, l'Armenia ci viene ricordata da un jazzista franco- armeno: André Manoukian.

L’idea dell’album nasce durante una riunione di famiglia. Nel suonare qualcosa al pianoforte, viene invitato dalla nonna ad accennare qualche pezzo tradizionale del suo mondo d’origine. Un mondo verso il quale, il nostro autore, serbava una sorta d’allergia, per usare un termine… morbido. L’accenno delle note, suonato dalle dita morbide della nonna, gli fan credere di sentir Satie. In realtà era il suo mondo d’origine: la martoriata Armenia. E qui inizia a navigare in nuovi territori sonori, armate di tamburi sacri iraniani, un violoncellista turco, un cantante siriano, un duduk armeno, ritmi “Alaturka”, spingendo i confini mentali a disegnare i contorni di un Paradiso perduto, tra Vienna e Samarcanda, alla ricerca del tempo di un concerto, dell’anima dei suoi antenati. E’ chiaro che non mancano i riferimenti al jazz d’oltreoceano. 

Un esempio di quante cose belle verrebbero fuori se tra le diverse culture di questo nostro mondo si pensasse a dialogare e a cancellare le guerre. 

André Manoukian, arrangiatore, scrittore e musicista jazz franco-armeno. Inoltre, noto attore e personalità televisiva francese, grazie alle sue presenze nelle giurie di vari programmi come i talent-scout alla X Factor o Danzando con le Stelle francesi.

Stephanie Kunckler YMONOS - Le Jour avec les yeux fermés

Un profondo mare blu, leggermente mosso, fa da sfondo alla home page personale di Stefanie Kunckler, contrabassista e compositrice svizzera che con il suo quintetto Ymonos ha pubblicato il suo album di debutto.

La Kunckler è molto nota nel panorama musicale di Zurigo ed ha suonato accanto a nomi noti del jazz teutonico formandosi musicalmente, invece, a New York. Ci è capitato sottomano il suo disco e ritenendolo gradevole abbiamo pensato di sottoporlo alla vostra attenzione facendovi ascoltare un estratto. Il suo jazz ha influenze classiche e di world music e da vita ad un impronta originale e personale. L’album si intitola Le Jour avec les yeux fermés.

Continuiamo con il rafforzare l’attenzione verso alcuni album, questa volta volgiamo lo sguardo al jazz italiano.

In questo appuntamento presentiamo tre gruppi, provenienti da due case di produzione discografiche. La Emme Record Label produce i Sidewalk Cat con Unfit ed i Karabà con Uno. Invece, la Filibusta Records ci offre l’opportunità di conoscere i Monkey Tempura con Ready/Set/Go

Monkey Tempura - Ready/Set/Go

La formazione è un quartetto proveniente da Roma che esordisce con un disco contenente 8 brani inediti. Essi sono un intreccio di soluzioni ritmiche bizzare e sonorità elettroniche. In esso è possibile ascoltare influenze musicali che spaziano dal Prog al Nu Sol, Indie e sperimentazioni. Tutto coniugato con la potenza del rock e l’eleganza del jazz.

Karaba - Uno

I Karabà sono un trio composto da Alessandro Casciaro al pianoforte, Alberto Stefanizzi alla batteria e Stefano Rielli al contrabbasso. Come formazione sono al primo disco insieme. L’album s’intitola UNO ed è un progetto che unisce jazz, funk e musica d’avanguardia, ma senza tradire la cultura musicale mediterranea. Il brano che abbiamo proposto era DI LEI, un pezzo nel quale l’alternanza tra il piano e la batteria danno vita ad un dialogo chiaro e deciso, con un groove aggressivo, mentre il contrabasso, con l’uso dell’archetto, offre un assolo molto gradevole, contribuendo, di par suo, al bel dialogo.

Sidewalk Cat - Unfit

Ora un quintetto. Loro sono Filippo Galbiati al pianoforte, Andrea Esperti al contrabbasso, Giovanni Martella alla batteria, la vocalist Sofia Romano e il chitarrista e fondatore Marco Papadia. L’album d’esordio è Unfit è contiene 8 brani tra inediti e cover di standard come Maiden Voyage di Hancock, presente con un nuovo arrangiamento, o ad Ana Maria di Shorter. Le melodie, nel complesso, si rifanno alla tradizione jazzistica ma gettano un ponte di collegamento al jazz moderno fatto di tratti a volte spigolosi e ruvidi, senza mai perdere una certa evanescenza, anche onirica, accentuata spesso dalla voce della vocalist.

Uno sguardo alla TOP JAZZ ALBUM della settimana

Notevoli cambiamenti, questa settimana. Partendo dal basso troviamo il rientro di Frank Sinatra con il suo album Ultimate Christmas. La più gradita delle nuove entrate, anche se solo al 10° posto, è quella di Marco Tuma. Un jazzista italiano che ci fà sognare con la sua armonica. Scopriamo la classe di Katherine McPhee e salutiamo l’ingresso di Sam Taylor. Perdono posizioni i Question Market e la vetta per Gregory Porter. Ancora in salita Elisabetta Serio. Sulla vetta, entra prepotente André Manoukian e Kynga Glyk riceve un importante riconoscimento per la sua rapida e giovane carriera.

Al n.1 salutiamo con piacere il ritorno di un italiano, il secondo dopo Roberto Tola nella nostra “neonata” TOP JAZZ ALBUM. Fulvio Palese merita questa posizione per aver pubblicato un album che è una spanna al di sopra di molte altre pubblicazioni jazzistiche italiane. Senza offesa per nessuno e con l’augurio a tutti i jazzisti italiani di piazzare quanto prima un lavoro che meriti questo ed altri più importanti riconoscimenti. 

Un particolare importante, almeno per noi. A causa di un bug su un plug-in di advertising, abbiamo dovuto ricreare la pagina perdendo tutti i vostri “mi piace”… ci piaceva vederli. Li rifaremo?

Non mancate di esprimere i vostri commenti e le opinioni. Sosteneteci con i vostri “mi piace” o con i modi che ritenete più opportuni a darci la forza di continuare. 

Per ora… cose belle a tutti voi e… al prossimo appuntamento. 

Terzo Tempo puntata 72
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