Thelonious Monk Quartet
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Thelonious Monk Quartet with John Coltrane at Carnegie Hall (1957)

Thelonious Monk Quartet with John Coltrane at Carnegie Hall (1957)

Avete messo da parte un enorme sacco di plastica con tante cose da buttare, prima di farlo lo rivoltate e scoprite di aver messo anche il video in alta definizione del vostro matrimonio. Questo è quello che, più o meno, stava accadendo a questo disco.

Nel 2005, il tecnico di laboratorio  – Larry Appelbaum , stava trasferendo, in formato digitale, l’intero catalogo della Biblioteca del Congresso degli States, quando ecco sbucare questa registrazione della Blue Note. Questo album documenta un significativo incrocio della storia del jazz fino ad allora relegato al mito.

La Storia

Thelonious Monk, per diversi anni, veniva ammirato solo dagli appassionati di jazz di New York. Le sue composizioni erano piene di complessità ritmiche ed armoniche e considerate da alcuni come scoraggianti e impenetrabili. Altri, però, lo consideravano un genio e come il Sommo Sacerdote del Bebop. Il 4 luglio 1957 inizia, come resident, a suonare presso il Five Spot Café, un nuovissimo jazz club nel quartiere Bowery di New York, patrocinato dall’avanguardia culturale di New York, tra cui artisti come Franz Kline , Willem de Kooning e Larry Rivers o gli scrittori Jack Kerouac, Gregory Corso, Allan Ginsberg e Amiri Baraka. Suonava sei notti a settimana e questo divenne il primo ingaggio a lungo termine della sua carriera. I suoi guadagni settimanali di 225 dollari non avevano precedenti per le sue tasche.

John Coltrane e Thelonious Monk

Per il suo quintetto Monk assunse John Coltrane come sassofonista. Coltrane era stato licenziato da Miles Davis per la sua inaffidabilità, causata dalla sua  dipendenza dall’eroina. Coltrane era a un bivio. La sua stella era in crescita ma lo era ancor di più quella di Sonny Rollins. Il modo di suonare di Miles Davis, a quei tempi, lo limitava mentre le strutture anticonvenzionali di Monk gli permettevano di giocare meglio nel suo ruolo. La cosa era ancor più evidente quando Monk si alzava dal pianoforte e lasciava il gruppo mentre Coltrane accompagnava il bassista Wilbur Ware e il batterista Shadow Wilson.

“… con Monk, ho avuto un’enorme libertà: a volte Monk andava al bar per bere un drink e ci lasciava soli, Wilbur Ware, Shadow Wilson e io, sul palco del Five Spot. Improvvisavamo  senza vincoli per un quarto d’ora o venti minuti, esplorando i nostri strumenti come dei folli … “

Il riscatto

Nell’arco di sei mesi, Monk e Coltrane, diventano delle leggende del jazz. Diciotto settimane dopo il debutto al Five Spot, Coltrane riesce a liberarsi dalla sua dipendenza dall’eroina. Il 29 novembre il Thelonious Monk Quintet viene invitato a partecipare ad una raccolta fondi di beneficenza al Carnegie Hall. La direzione viene affidata a Ray Charles,  gli altri artisti partecipanti furono Billie Holliday, Zoot Sims, Dizzy Gillespie, Chet Baker e Sonny Rollins. La trasmissione dell’evento venne affidata, invece, a Voice of America.

I nastri

Questi sono i nastri, scoperti cinquant’anni dopo, da Larry Appelbaum.

L’album, probabilmente, contiene le versioni migliori di alcuni dei tanti brani scritti da Monk.  In esso abbiamo anche un Coltrane che da apprendista diventa una leggenda del jazz, grazie ai suoi virtuosismi. Il suono dello Steinway di Monk resterà per sempre nella mente degli amanti del jazz grazie alle esecuzioni di pezzi come “Blue Monk” o “Crepuscle with Nellie”. La stessa cosa vale per Coltrane in “Ephistrophy” o “Nutty” , brani che ci fanno comprendere le potenzialità del sassofonista e che si concretizzeranno definitivamente negli album “Giant Step” (1960) e “A love supreme” (1964).

Il rilascio al pubblico delle registrazioni è avvenuto nel 2005, sollevando dall’oscurità mitologica l’accoppiamento fortuito di questi giganti della musica jazz.

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