The Nightfly

The Nightfly (1982) – Donald Fagen

The Nightfly è un album del 1982 dall’impareggiabile e irraggiungibile qualità e dinamica dei suoni. Ancora oggi, in particolare la stampa su vinile, viene utilizzata per testare gl’impianti hi-fi.

Lo stile compositivo di Donald Fagen è tanto inconfondibile quanto inclassificabile. Egli ha sviluppato una notevole capacità nel trasformare melodie e giri armonici, di chiara provenienza jazz, nella classica forma di canzone.  

Donald Fagen, spinto dal produttore Gary Katz, lo stesso degli Steely Dan, realizza il più bel disco della sua carriera solistica, immediatamente dopo lo scioglimento temporaneo della formazione di cui lui era il leader, ed il successo dello strepitoso Gaucho.

Donald Fagen durante una performance live del 1974 con gli Steely Dan al Rainbow Theatre di Londra.

Qualche dettaglio

Il lavoro contiene 8 brani inediti tutti di Donald Fagen, fatta eccezione per Ruby Baby. Ognuno dei pezzi contiene un riferimento autobiografico alla vita ed, in particolare, alla gioventù del nostro protagonista.  

Ad esempio, I.G.Y. celebra l’ottimismo che c’era a favore della scienza sul finire degli anni ’50. Goodbye Luck descrive la rivoluzione cubana con gli occhi di un bambino americano dell’epoca, mentre Maxine del suo primo amore. Un’altra hit fu New Frontier che, accompagnato da un divertente video a cartoni animati ispirato all’America dell’era Kennedy ed alla minaccia dell’atomica, descrive un party organizzato da dei ragazzini in un rifugio antiatomico, durante l’assenza dei genitori per il weekend.

«An independent stationW J A Z
With jazz and conversation
From the foot of Mt. Belzoni
Sweet music
Tonight the night is mine
(…)»

The Nightfly

«Una stazione radio indipendente
W J A Z
Con musica jazz e conversazioni
Dalle pendici del monte Belzoni
Bella musica
Stanotte la notte è mia
(…) »

The Nightfly
The Nightfly

La traccia portante di tutto il disco è The Nightfly, soprannome di un noto disc-jockey degli anni ’50. L’importanza di questo pezzo è rafforzata dalla grafica del disco nella quale vediamo Fagen in veste di disc-jockey e un vinile di Dave Brubeck sul giradischi. Particolare, quello di Brubeck, che evidenzia tutto l’amore di Fagen verso il jazz.

Nel disco, le linee vocali sembrano melodie che scaturiscono da un sassofono o da una tromba. Gli stessi arrangiamenti dei fiati sono veri e propri intarsi curati in ogni minimo dettaglio,  ed apparentemente scaturiti dalla mente geniale di Duke Ellington. Adagia il tutto su una sezione ritmica, batteria e basso, in cui si sente tutta l’influenza della musica nera degli anni ’50 ed ecco scaturire questo… Gioiello Lucente.

Line-up e special guests

Ricca e ben assortita la formazione dei session-men presenti nel disco. Citiamo solo i principali ed i più noti: Michael Brecker – sassofono tenore; Randy Brecker – tromba, flicorno soprano; Larry Carlton – chitarra; Jeff Porcaro – batteria; Marcus Miller – basso; Greg Phillinganes – tastiere basso synth. Tanti quelli che si sono alternati e succeduti a questa line-up nei vari brani del disco. Ancora più lunga la sezione dei coristi, qui non riportata.

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