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Foolish Little Dreams – Renato Podestà

Foolish Little Dreams – Renato Podestà

Foolish Little Dreams – Renato Podestà (IrmaRecords – 2019)

Release: 30 Gennaio 2019

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Dalle note di rilascio:

Il primo lavoro discografico da leader del chitarrista Renato Podestà arriva dopo dieci anni di frequentazione con questo trio, dieci anni in cui ha anche girato l’Europa e registrato sei album con la band Sugarpie & The Candymen.
L’ispirazione per il disco viene da un lungo viaggio negli Stati Uniti e una profonda immersione nella tradizione musicale di New Orleans e nella scena contemporary di New York. Questo dualismo si riflette nella scelta del repertorio e negli arrangiamenti, avventurosi ma fortemente radicati nella storia del jazz, e in cui giocosità e complessità convivono felicemente.
Sul disco si può ascoltare anche una traccia registrata in duo con Sandro Gibellini (suo mentore ndr.), “Exactly Like You”, nel cui testo ci sono le parole “foolish little dreams” (piccoli folli sogni); il “piccolo folle sogno” di Renato è di trovare bellezza e significato in fonti musicali disparate come canzonette “syncopated” degli anni 20, melodie bebop, arrangiamenti per big band e composizioni originali, infondendo loro una buona dose di groove di New Orleans e spericolato interplay.

Enkidu – Bonora

Enkidu – Bonora

Enkidu – Bonora (Emmerecordlabel – 2019)

Release: 30 Gennaio 2019

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Dalle note di rilascio

Un sound contemporaneo che apre la strada al free jazz e al rock, senza trascurare la tradizione.

I Bonora è un sestetto composto da giovani musicisti provenienti da varie regioni e propone un repertorio composto interamente da brani originali.

Tra le composizioni principali del disco, la title track Enkidu, brano in tempo dispari, dal ritmo cadenzato in cui il fraseggio tra i fiati si sposa alla perfezione con una ritmica dai tratti rock. Ad assumere un ruolo più significativo in questa track è proprio la chitarra elettrica che a mano a mano che il brano cresce di intensità assume un ruolo sempre più preponderante. 

Caran D’Ache è, invece, una delicata ballad dai tratti minimali che si apre con un solo di contrabbasso per poi immergersi in un’atmosfera quasi onirica e sognante. 

Centesimi è senza dubbio la composizione che sintetizza l’essenza dei Bonora perché pur mantenendo una spiccata sensibilità melodica rompe gli schemi grazie all’utilizzo dei tempi dispari. In un secondo momento sale in cattedra la chitarra che, affiancandosi ai fiati in un solo dalle tinte blues/rock, si incastra perfettamente con loro in un groove deciso e potente. 

Bonhora è invece brano caratterizzato da un ritmo incalzante e un walking bass veloce e pieno di energia. Un vero e proprio fast swing dove spiccano le linee melodice create dagli strumenti a fiato, che si intrecciano in un dinamico botta e risposta, e la compattezza di una band che anche se giovane, dimostra già un alto grado di interplay.

Questi i nomi dei musicisti che compongono la formazione: Francesco Giustini (tromba, flicorno), Leonardo Rosselli (sax tenore, sax soprano), Daniele Bartoli (chitarra elettrica), Alberto Lincetto(pianoforte, tastiere), Alberto Zuanon (contrabbasso), Stefano Cosi (batteria)

Sound Desire – Romano Pratesi e Dave Liebman

Sound Desire – Romano Pratesi e Dave Liebman

Sound Desire – Romano Pratesi e Dave Liebman (Dodicilune -2019)

Release: 11 Febbraio 2019

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Dalle note di rilascio:

Il disco propone diciassette brani originali, firmati in coppia o singolarmente dai due musicisti che avevano già collaborato nel progetto “Rubber Band” (…), e “Still point” di Steve Lacy.

 «La creazione è in ultima analisi una questione di tensione e rilascio, o più drammaticamente yin e yang, notte e giorno, bene e male», sottolinea Liebman. «L’arte tenta di raffigurare tale dualità attraverso un mezzo specifico. In tutta la musica, le questioni di armonia e ritmo rappresentano gli esempi più chiari di T e R. Si può discernere abbastanza facilmente la presenza di questi due elementi, anche l’ascoltatore casuale reagisce a queste due variabili. La musica classica occidentale è molto esplicita in tal senso. Meno ovvio è quell’elemento della musica che io chiamo “colore”, detto anche “trama, atmosfera, ambiente” e così via», prosegue.

«Fondamentalmente è attraverso l’orchestrazione che questo aspetto diviene evidente. (…) Per la maggior parte di questa registrazione il colore di base è chiaramente l’abbinamento del range strumentale alto con quello basso (“tessitura”). Ovviamente Romano con il clarinetto basso ed io con il sax soprano, creiamo una trama sia davanti che al centro del fronte sonoro, dando vita ad una esperienza di ascolto molto intensa, specie nelle tante brevi composizioni e improvvisazioni. (…) Sono certo apprezzerete gli alti e bassi di “Sound Desire”».

Blues is more – Claudio Angeleri

Blues is more – Claudio Angeleri

Blues is more – Claudio Angeleri (Dodicilune – 2019)

Release: 4 Febbraio 2019

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Dalle note di rilascio:

(…) Il disco propone sette composizioni originali del pianista, che vanta una carriera quarantennale costellata di tante collaborazioni con importanti musicisti italiani e stranieri (…).

Nel disco il compositore e musicista lombardo è affiancato dal sassofonista Gabriele Comeglio (…), dal bassista Marco Esposito (…), dal trombonista Andrea Andreoli (…), dal batterista e percussionista Luca Bongiovanni, (…). Ospiti anche la cantante Paola Milzani (in “Monk’s dream”), (…), e il flautista Giulio Visibelli (“Paths”). 

(…)

Questo disco è il risultato di una recente ricerca compositiva che si è sviluppata anche nella attività concertistica del quintetto. Si tratta di una rilettura delle idee del compositore e teorico svizzero, naturalizzato americano, Ernst Levy in materia di teoria musicale e di armonia negativa o “assoluta”. Levy ha fornito una nuova chiave di lettura del nostro sistema tonale da Zarlino ad oggi, sistemando alcuni equivoci teorici lasciati in sospeso in cinque secoli di musica. (…) Non si tratta di un esercizio teorico ma di una scommessa creativa a cui si sono dedicati tanti musicisti del recente passato anche in ambito jazz. Le teorie di Levy, messe a punto negli anni Quaranta, si sono diffuse solo recentemente grazie all’interesse e alla ricerca di Steve Coleman e del movimento M-Base, di Herbie Hancock e di Jacob Collier. (…)

The Spiral Quartet – Sara Della Porta Hutchinson

The Spiral Quartet – Sara Della Porta Hutchinson

The Spiral Quartet – Sara Della Porta Hutchinson (Alfa Music – 2019)

Release: 25 Gennaio 2019

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Sara Della Porta torna ad incidere un disco che possiamo ascoltare ed acquistare tutti dal 25 gennaio.

La cantante e musicista romana ha dalla sua parte l’aiuto importante del  celebre marito: Gregory Hutchinson. Questo, però, non è un elemento che cambia le sue innate e riconosciute capacità artistiche.

Nei tempi passati ha avuto la possibilità di cantare in una band guidata dal compianto Roy Hargrove. In tale occasione, ebbe modo di essere introdotta, dal celebre trombettista, al songbook di Mulgrew Miller. Così, la Della Porta resta affascinata dalle composizioni del pianista americano ed inizia un processo di assimilazione e ammodernamento della musica di questo autore. Il risultato, ed il sogno che ha accarezzato per tanto tempo, è questo disco ricco di colori e sensazioni armoniose, a tratti delicati e ora aperti a istanze gioiose.

Il disco si impreziosisce dall’accompagnamento di una formazione base di primo livello e da ospiti di altrettanto spessore qualitativo. Ecco, nel dettaglio, il gruppo dei musicisti presenti:Andrea Rea piano, Daniele Sorrentino contrabasso e Gregory Hutchinson batteria. Gli ospiti sono: Raynald Colom tromba, Logan Richardson sax, Daniele Cordisco chitarra,
Walter Ricci voce.
  

 

Stanic Boulevard – Matera, Pignataro, Maurogiovanni, Villani

Stanic Boulevard – Matera, Pignataro, Maurogiovanni, Villani

Stanic Boulevard – MIRKO MARIA MATERA, FABIO PIGNATARO, VIZ MAUROGIOVANNI, PIERLUIGI VILLANI

Release: 25 Gennaio 2019

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Dalle Note di Rilascio:

Un gruppo di agguerriti musicisti di stanza a Bari, un vero collettivo tra sonorità elettriche e grande gusto per l’avventura

MIRKO MARIA MATERA piano, synth, vocoder
FABIO PIGNATARO chitarra 
VIZ MAUROGIOVANNI basso el.
PIERLUIGI VILLANI batteria, percussioni

Un gruppo di agguerriti musicisti di stanza a Bari, un vero collettivo impegnato in un omaggio ad un’area della città (il quartiere industriale Stanic) fondata negli anni ‘50 e destinata ad un progetto di sviluppo ormai in parte naufragato: un atto di amore, un paesaggio sonoro per un futuro che non c’è stato. Il quartetto – dall’interplay serratissimo – fa tesoro delle esperienze anni ‘70/’80 (con un occhio al progressive rock), riproponendo in chiave attuale quelle sonorità elettriche con un grande gusto per l’avventura (non mancano riuscitissimi episodi di pura improvvisazione estemporanea, come nei tre “Impromptu”).
 
La pubblicazione è accompagnata dal videoclip di uno dei brani (inediti e firmati tutti dal quartetto): Svandea, la cronaca disimpegnata di un frammento di viaggio, in cui paesaggi e cose, immagini sfocate in movimento, sono meno importanti del gusto di viaggiare.  
 
Ufficio Stampa: Guido Gaito
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