Proof of Life di Ola Onabulé – La testimonianza viva di un’anima in musica

Intervista a Ola Onabulé – “Proof of Life”

La vita, l’amore e la verità nei testi di “Proof of Life”

1. L’album è descritto come un’esplorazione di temi come l’amore, la vita e le filosofie di sopravvivenza in tempi tumultuosi. Considerando il periodo in cui è stato creato, potrebbe descrivere come questi temi si manifestano nei testi e nella musica di “Proof of Life”? C’è un brano in particolare che sente catturi meglio lo spirito o le sfide di quel periodo?

Tutti i brani dell’album, in un modo o nell’altro, contribuiscono al concetto centrale del progetto: che in tutto ciò che facciamo e diciamo stiamo mostrando la prova della nostra esistenza e del suo valore. Il brano che rappresenta più letteralmente quest’idea è probabilmente la title track, “Proof of Life”. Tuttavia, anche alcune canzoni d’amore, che a prima vista possono sembrare solo brani romantici, sono in realtà radicate nella verità e descrivono momenti potenti della vita di una persona. Momenti che dimostrano che in quegli istanti ci si sente davvero vivi, presenti, anche nella sofferenza.

“Rio de Janeiro”, ad esempio, suona come una canzone da carnevale brasiliano, ma in realtà descrive il momento in cui si realizza che la persona di fronte a noi è quella con cui vogliamo trascorrere tutta la vita. Questo è un momento incredibilmente profondo per un essere umano. In tutto l’album abbiamo cercato di mantenere la musica radicata in qualcosa di profondo, viscerale, che tocchi il cuore dell’esperienza umana.

Il significato dietro “Funmilayo” e altre storie personali

2. Uno dei brani, “Funmilayo”, colpisce particolarmente. Cosa l’ha ispirata? C’è una storia dietro il titolo? Ci sono altri brani dell’album legati a storie personali che desidera condividere?

“Funmilayo” è il nome della madre di Fela Kuti. Fela fu un musicista seminale, noto in Nigeria e in tutta l’Africa come commentatore e attivista. Ma sua madre fu altrettanto importante per la storia nigeriana: una vera e propria combattente per la giustizia sociale, in un’epoca in cui ancora non esisteva nemmeno questa definizione, soprattutto per quanto riguarda i diritti delle donne in Africa. Era sposata con un altro personaggio di spicco.

L’idea del brano nasce dall’immaginare cosa ci volesse per crescere un figlio come Fela, agli inizi del XX secolo, in un mondo segnato dal colonialismo e dal tribalismo. E poi, mi affascinava anche il tipo di uomo che avrebbe avuto il coraggio di avvicinarsi a una donna così. Come si fa a corteggiare un uragano umano del genere?

Il brano cerca di esplorare proprio questo: cosa serve per avvicinarsi a persone eccezionali, dichiarare il proprio amore e sentirsi degni di loro.

Le scelte tecniche al servizio dell’emozione

3. Lei ha ricoperto un ruolo poliedrico come produttore, co-compositore, vocalist e ingegnere del suono. Ha menzionato decisioni tecniche precise, come la registrazione delle voci “stream-of-consciousness” o l’utilizzo di un suono costruito attorno a chitarre e voci stratificate. In che modo queste scelte hanno contribuito alla sua visione artistica?

Il mio processo inizia sempre dalla definizione del “pallet” sonoro, i colori con cui voglio dipingere l’intero album. In questo caso, ho deciso che sarebbe stato a tutti gli effetti un album in duetto, con me e Nicolas come le due voci principali. Voci che si supportano, si rispecchiano e si armonizzano a vicenda, riflettendo i sentimenti dei vari brani.

Tendo a prediligere sempre strumenti reali. Anche se in questo disco ho usato qualche sintetizzatore, la base è costituita da batteria, contrabbasso, chitarre e percussioni reali. Utilizzo quasi esclusivamente microfoni Neumann per la batteria. Per la mia voce uso due microfoni principali: un M150 a valvole e un U87. Per registrare le chitarre di Nicolas ho usato un TLM70.

Abbiamo iniziato con un lungo periodo di demo, durante il quale ci siamo scambiati continuamente idee. Ci è voluto circa un anno, tra altri impegni e lavori, per completare questo passaggio creativo.

Una collaborazione organica, senza ostacoli

4. Ha descritto il processo compositivo e di registrazione come molto “organico”, in particolare nel modo in cui si è sviluppato il “modus operandi” di scambiarsi idee. C’è un episodio specifico in cui questo approccio ha portato a un risultato sorprendente o speciale?

I brani sono nati in modo incredibilmente fluido e veloce. Posso dire, senza esitazione, che questa è stata la collaborazione più piacevole della mia carriera. Non ci sono stati ostacoli: abbiamo trovato un modo naturale di sostenere le idee l’uno dell’altro. Ma non in modo forzato o per cortesia: eravamo sinceramente entusiasti dell’immaginazione dell’altro.

Entrambi amiamo la melodia, e Nicolas, essendo un chitarrista straordinario, ha una sensibilità melodica raffinata. A volte capita che qualcuno ti dica “è troppo melodico”, ma con lui non succedeva mai. Questo ci ha permesso di esprimere liberamente le nostre idee, registrarle, poi rifinirle e strutturarle.

Alla fine, senza rendercene conto, avevamo già inserito in ogni brano dinamiche di luce e ombra, alti e bassi, forti e piano: tutto ciò che si cerca in una scrittura matura. Nessuna idea è stata scartata. Tutto quello che abbiamo concepito è finito nel disco.

Come portare “Proof of Life” dal vivo

5. È stato annunciato un tour internazionale in quartetto/quintetto per il 2025/26. Dato il suono stratificato dell’album, come intende adattare la musica di “Proof of Life” per le esibizioni dal vivo con una formazione ridotta?

Questa è una delle domande più pertinenti che mi siano mai state poste. È proprio il dilemma su cui sto lavorando in questo momento. Vogliamo mantenere il gruppo snello, con i musicisti che hanno registrato il disco.

Sto considerando l’utilizzo di soluzioni tecnologiche come campionatori o loop station. Ma non voglio usare basi preregistrate, perché il pubblico non avrebbe una performance davvero spontanea. Preferisco che lo spettacolo si costruisca davanti agli occhi degli spettatori, che ogni nota venga creata dal vivo.

Quindi sto esplorando diverse soluzioni, leggendo molto, facendo esperimenti… Ma sono sicuro che per la data di lancio dell’album, il 28 agosto al King’s Place di Londra, saremo pronti.

Proof of Life - Ola Onabulé
Proof of Life – Ola Onabulé

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