
Marzo 2026 – Groove Bonanza:
la tua guida verso la musica migliore.
Dai un’occhiata alla nostra rubrica e alla playlist su Spotify per i ritmi più coinvolgenti e le melodie più avvincenti.
Cosa trovate e come dovete muovervi in questa pagina
All’interno di questo mese Ogni ARTISTA ha la sua card. Clicca sul PULSANTE per aprire la sua card dettagliata, oppure cerca per genere.
Cerca per…
Groove Bonanza
Groove Bonanza è la tua bussola personale per navigare nel vasto oceano della musica indipendente, un territorio ricco di gemme nascoste lontane dalle correnti dominanti del mainstream. Questa guida ti condurrà verso artisti meno noti ma straordinariamente talentuosi, che creano musica autentica e innovativa, spesso non riconosciuta dal grande pubblico.
A partire da marzo 2024, abbiamo deciso di ampliare le nostre segnalazioni musicali per offrirti non solo brani nel tuo genere preferito, ma anche musica che pensiamo possa regalarti
Groove in Abbondanza
Qui puoi trovare, ascoltare, e qualche volta vedere, singoli brani o interi album per i quali qualcuno ci ha chiesto un semplice parere, indipendentemente dal genere musicale.
Questa musica non sempre rispecchia i nostri gusti personali, ma riteniamo sia importante dare spazio a tutte le diversità e tendenze stilistiche. Per questo motivo, scegliamo di pubblicare e condividere queste segnalazioni sul nostro sito.
Siamo sicuri che troverai qualcosa di adatto ai tuoi gusti musicali e speriamo che queste nuove aggiunte alla nostra selezione ti portino piacevoli scoperte.

la tua destinazione musicale per un’esperienza Musicale senza confini.
Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca emozioni intense e storie d’amore che attraversano il tempo
Condividi
questa segnalazione con il pulsante
lo screenshot penalizza l’artista e il progetto.
Un diamante chiamato amore: la magia di “Cercando diamanti”
Nata in Italia ma con un’anima cosmopolita, questa artista si muove tra le scene con la grazia di chi sa che la musica è un ponte tra cuori e culture. Il suo progetto in duo, leopàrdvjolet, è un viaggio sonoro che unisce eleganza francese e passione mediterranea, ma è con il suo primo album, “Specchi ed altre riflessioni” (uscito il 6 febbraio 2026), che si rivela in tutta la sua profondità.
Tra i brani che brillano di luce propria, “Cercando diamanti” è una perla rara. Una canzone che racconta di un amore capace di resistere al logorio del tempo, tra delusioni, incontri sbagliati e persone che si rivelano solo apparenza. Fino a quel momento di consapevolezza: il vero tesoro era sempre lì, accanto a noi. Un messaggio universale, che trova voce nella delicatezza degli arrangiamenti e nella partecipazione straordinaria di due giganti come Fabrizio Bosso e Alfredo Golino, che arricchiscono il brano con la loro maestria.
E poi c’è “Blu Profondo”, un dialogo musicale con Irene Grandi, dove le voci si intrecciano in un abbraccio sonoro che profuma di mare e di nostalgia. Due anime artistiche che si incontrano per raccontare, ancora una volta, la complessità dei sentimenti.
La musica di questa artista non è solo suono: è un invito a guardarsi dentro, a riconoscere le proprie fragilità e a celebrare la bellezza di ciò che, spesso, diamo per scontato. Un viaggio che, tra una nota e l’altra, ci ricorda che le cose più preziose sono quelle che sappiamo già di avere. Basta solo fermarsi ad ascoltarle.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un groove elettrico e stratificato, dove il jazz moderno incontra l’energia travolgente di una big band.
Condividi
questa segnalazione con il pulsante
lo screenshot penalizza l’artista e il progetto.
KRYPTONES: l’esplosione sonora che ridefinisce il palcoscenico
Quando dodici musicisti si uniscono sotto la guida dei sassofonisti Julian Ritter e Marcus Kesselbauer, nasce un progetto che è molto più della somma delle sue parti.
I KRYPTONES sono un ensemble che fonde l’urban groove con la complessità del jazz contemporaneo, arricchito da sette fiati, una sezione ritmica incalzante e tocchi vocali che aggiungono profondità.
Fondati nel 2022, raccolgono alcuni dei migliori talenti tra Germania e Paesi Bassi, come la cantante Donna Senders e il batterista Rick van Wort, per creare arrangiamenti maestosi che sembrano usciti da una colonna sonora cinematografica.
Ogni nota dei KRYPTONES racconta una storia: quella di una generazione che non ha paura di mescolare tradizioni e innovazione, di un suono che abbraccia il pubblico e lo trascina in un vortice di emozioni.
Hands Down non è solo un brano, ma un manifesto: un crescendo avvolgente che celebra la fine con la stessa intensità con cui accende l’inizio.
È musica che chiede di essere ascoltata, condivisa, vissuta.
In un mondo dove tutto sembra già sentito, i KRYPTONES ricordano che la vera magia sta nell’inatteso. E che, a volte, basta un groove per sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca la voce del cuore, dove il jazz abbraccia l’anima
Condividi
questa segnalazione con il pulsante
lo screenshot penalizza l’artista e il progetto.
Jodi DiPiazza: “It’s So Clear”, quando la musica diventa confessione
Ascoltate bene: c’è un momento, in ogni grande canzone, in cui il tempo si ferma. È quel respiro tra una nota e l’altra, quel silenzio carico di attesa prima che la voce entri, sicura e calda come un abbraccio. Ecco, “It’s So Clear” di Jodi DiPiazza è tutto qui: una rivelazione intima, una verità sussurrata tra le dita che accarezzano i tasti del pianoforte e una voce che non chiede permesso per entrare dritta nel petto.
Questa è musica che sa di casa. Non la casa delle mura, ma quella dei ricordi: il profumo del caffè la mattina, il crepitio di un vinile sul giradischi, la luce dorata che filtra dalle persiane. Jodi, con la sua formazione classica e il suo cuore jazz, ci regala un brano che sembra scritto da sempre. Ogni frase vocale è un passo di danza lento, ogni armonia un invito a chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare. Non serve essere esperti per capirlo: basta ascoltare.
E poi c’è lei, Jodi. Una storia che parla di resilienza, di note che diventano ponti, di una ragazza che ha trasformato la sua differenza in un dono per tutti. It’s So Clear non è solo una canzone: è la promessa che, anche nelle giornate più grigie, c’è una melodia capace di dirci “Va tutto bene, sei esattamente dove devi essere”.
Per chi ama le voci che sembrano carezze, per chi cerca nel jazz un rifugio, per chi crede che la musica sia prima di tutto un sentimento. Jodi DiPiazza non canta: racconta. E in questo brano, ci ricorda che a volte la chiarezza non sta nelle parole, ma nelle note che vibrano nell’aria, leggere e indispensabili come il respiro.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz che unisce profondità emotiva e vitalità ritmica.
Condividi
questa segnalazione con il pulsante
lo screenshot penalizza l’artista e il progetto.
“Playing for Change”, un viaggio tra emozioni e groove
Con “Playing for Change”, il quintetto jazz di Bruxelles SH Group conferma la propria capacità di fondere contemplazione e energia, tra jazz contemporaneo, salsa e influenze latin. L’album, uscito a febbraio 2026, è un manifesto artistico e umano: sette tracce che raccontano momenti di vita, vulnerabilità e gioia, con una scrittura musicale che privilegia l’emozione alla tecnica. “Changement de regard”, singolo trainante, incarna questa filosofia: un dialogo tra trumpet, sassofono e chitarra che si snoda in oltre sei minuti di groove ipnotico e stratificato.
La formazione, guidata dal contrabbassista Sébastien Hugue, si arricchisce della collaborazione con l’Iguaran String Quartet, aggiungendo profondità cameristica a brani come “Guérison”. L’obiettivo è chiaro: creare musica che unisca, che sia accessibile senza rinunciare alla raffinatezza. Il disco, disponibile in digitale e in una pregiata edizione CD con artwork di Clément Vallery, è sostenuto da Sabam for Culture, a testimonianza del suo valore culturale.
“Playing for Change” non è solo un album, ma un invito a riscoprire la musica come linguaggio universale di condivisione e trasformazione. Un lavoro che, tra jazz e world music, ricorda come la bellezza nasca spesso dall’incontro tra diversità e autenticità.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un jazz che sa di vita metropolitana, tra dolcezza e amaro, tra energia e riflessione.
Condividi
questa segnalazione con il pulsante
lo screenshot penalizza l’artista e il progetto.
“Grapefruit”, l’esplosione di un suono che racconta Londra
Con il loro EP d’esordio, “Grapefruit”, i Queenstown Collective si impongono all’attenzione come una delle voci più fresche e innovative del jazz moderno londinese. Nati da una jam session a Brixton e cresciuti tra collaborazioni con artisti del calibro di Joe Armon-Jones, Theon Cross e Nubiyan Twist, il collettivo trasforma le esperienze urbane in musica: un mix di gioia, sfide e pura vitalità.
Il brano che dà il titolo all’EP, “Grapefruit (ft. JSPHYNX)”, è un manifesto sonoro: un groove travolgente, una melodia esplosiva e un assolo di JSPHYNX (volto noto anche nella band di Alfa Mist) che cattura l’ascoltatore fin dalle prime note. A seguire, l’intervento al pianoforte di Eddie Lee chiude il cerchio, come un ritorno a casa. “Grapefruit” è un viaggio tra sapori contrastanti, proprio come la vita nella capitale: dolce, amaro, complesso. Il collettivo, guidato dal batterista James Morgan, dimostra una maturità compositiva e una coesione tecnica che li collocano tra i protagonisti della scena jazz contemporanea. Dopo i riconoscimenti di Jazz FM, BBC Radio 3 e le recenti esibizioni al Ronnie Scott’s e al Love Supreme Festival, questo EP non è solo un debutto, ma una dichiarazione d’intenti: il Queenstown Collective è qui per restare.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca un viaggio sonoro tra jazz fusion, rock e drum n’ bass
Condividi
questa segnalazione con il pulsante
lo screenshot penalizza l’artista e il progetto.
“Neon Dream”, un sogno elettrico tra groove e lava musicale
Con “Neon Dream”, secondo singolo tratto da Volcanic, Chris Aschman conferma la sua capacità di fondere generi e culture in un linguaggio musicale unico. Trombettista e suonatore di steelpan, Aschman — già collaboratore di giganti come Paquito D’Rivera, Stanley Clarke e Chaka Khan — trasforma l’ascolto in un’esperienza psichedelica, dove il jazz fusion si intreccia con il rock e il drum n’ bass, creando un paesaggio sonoro molten, ipnotico e ricco di improvvisazioni incandescenti.
Il brano, come tutto l’album, riflette la sua ricerca di una “architettura ritmica” originale: groove funky, metri dispari e un’influenza caraibica che dà a ogni nota un’impronta inconfondibile. “Neon Dream” è un viaggio notturno, un sogno al neon che accende la fantasia e riscalda l’anima, guidato dalla tromba di Aschman e da una sezione ritmica che sembra eruttare energia pura.
Un lavoro che merita di essere scoperto, condiviso e celebrato, per chi crede che la musica sia un ponte tra mondi e emozioni.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Segnalazione Groove Radar
Per chi cerca l’anima del jazz nordico, dove la tradizione abbraccia l’innovazione
Condividi
questa segnalazione con il pulsante
lo screenshot penalizza l’artista e il progetto.
Bjarke Falgren: “Il Posto del Padre”, un dialogo tra passato e futuro
C’è un momento, nella vita di ogni musicista, in cui il peso della storia si fa leggerezza.
Bjarke Falgren, erede spirituale di Svend Asmussen, lo sa bene: da quando, a sette anni, ha stretto tra le mani quel violino di quasi trecento anni, non ha mai smesso di ascoltare le storie che vibravano nelle sue fibre.
“Il Posto del Padre” non è un semplice brano: è una conversazione intima, un omaggio e una promessa. Il suono è caldo, avvolgente, come una mano posata sulla spalla; le note danzano tra la malinconia del jazz nordico e la vitalità di chi sa che la tradizione non è un museo, ma un sentiero ancora da percorrere.
Falgren non suona per il passato, suona con il passato. E in questo pezzo, tratto dal prossimo album “Turkis”, si sente tutta la saggezza di chi ha imparato a stare in silenzio prima di parlare.
La musica di Bjarke è essenziale. Non chiede attenzione, la merita.
E mentre le ultime note si dissolvono nell’aria, resta una certezza: alcuni posti non si occupano, si eredita il diritto di renderli vivi. Falgren lo sta facendo, una nota alla volta.
Ogni riproduzione è vietata senza linkare la nostra fonte: Jazz in Family
Scopri di più da Jazz in Family
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



