Luglio 2025 – Le uscite discografiche

Luglio 2025 – Le uscite discografiche

Settimana dal 7 al 13 luglio

Quinn & Barrett – Just
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Anna Laura Quinn e Ed Barrett, rispettivamente vocalist e chitarrista, vi invitano nel loro intimo universo sonoro con il progetto Quinn & Barrett. I due musicisti, entrambi di New Orleans, collaborano dal 2018 e hanno consolidato il loro legame durante i mesi più silenziosi della quarantena COVID, diventando punti di riferimento musicali l’uno per l’altra. In questo periodo, hanno iniziato a compilare la “Anna and Ed Mixtape”, una lista di brani trasversali ai generi che hanno scoperto condividere con gioia e significato.

Il loro album in uscita, Just… Quinn & Barrett, è il primo volume del loro songbook condiviso, composto da undici brani amati, scelti e arrangiati con cura in diverse sessioni tra maggio 2023 e maggio 2024, con il chitarrista e educatore di New Orleans Brian Seeger come ingegnere del suono e produttore.

L’album abbraccia molteplici stili e mood, fungendo da ponte tra le principali influenze di entrambi i musicisti. Tra gli artisti citati troviamo Ella Fitzgerald, Joni Mitchell, Blossom Dearie, Patsy Cline, Nancy Wilson, J.S. Bach, Dr. John, Bill Frisell, Tears for Fears, Ed Bickert, Stevie Ray Vaughan, Duke Ellington, Billy Strayhorn, Queen e Bobby Charles, solo per citarne alcuni.

Quinn & Barrett utilizzano il formato intimo del duo per catturare la versatilità dinamica sia della voce che della chitarra, passando dai fuochi d’artificio del jazz big band a momenti di ascolto ravvicinato, dove si può apprezzare la conversazione sussurrata tra i due strumenti.

Ora, Quinn & Barrett sono entusiasti di aprire le porte della loro sala d’ascolto, invitando nuovi pubblici a immergersi nella ricchezza sonora ed emotiva di Just… Quinn & Barrett.

Kokoroko – Tuff Times Never Last
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Con Tuff Times Never Last, i Kokoroko ritornano con un album che celebra la resilienza e la bellezza delle sfide della vita.

Il secondo album del collettivo londinese, in uscita l’11 luglio 2025 via Brownswood Recordings, è un vibrante mosaico di 11 brani che esplorano temi universali come la comunità, la perdita e la perseveranza. Il titolo, ispirato da un meme virale, riflette la dualità tra gioia e difficoltà, un concetto che emerge naturalmente durante la scrittura dell’album.

La copertina, realizzata da Luci Pina, cattura l’essenza dell’estate londinese, evocando sentimenti di innocenza e nostalgia. L’immagine rende omaggio a film come Crooklyn di Spike Lee e The Wood di Rick Famuyiwa, opere che hanno ispirato la band con le loro rappresentazioni di comunità e resilienza afroamericana.

Musicalmente, Tuff Times Never Last espande l’orizzonte sonoro dei Kokoroko, fondendo afrobeat jazz con influenze di British R&B degli anni ’80, neo-soul, disco dell’Africa occidentale, bossa nova, lovers rock e funk. Questa evoluzione naturale mantiene l’essenza jazz del gruppo, ma con una nuova libertà espressiva.

Il primo singolo, Sweetie, è un tributo al legame giocoso tra amanti, con sonorità che richiamano il disco dell’Africa occidentale e sperimentazioni elettroniche. Questo brano segna il ritorno dei Kokoroko dopo l’EP Get The Message, acclamato da Rolling Stone Africa e Bandcamp Daily.

In occasione dell’uscita dell’album, i Kokoroko si esibiranno all’O2 Academy Brixton di Londra il 25 settembre, il loro concerto più importante finora.

Alan Niblock, John Butcher, Mark Sanders – Tectonic Plates
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Tectonic Plates, il nuovo album del trio composto da Alan Niblock, John Butcher e Mark Sanders, è un capolavoro di improvvisazione contemporanea. Registrato dal vivo al Black Box di Belfast, ogni traccia è un viaggio sonoro che cattura l’essenza stessa dell’improvvisazione: imprevedibile, dinamica e profondamente coinvolgente. Niblock, Butcher e Sanders intrecciano i loro strumenti in un dialogo continuo, creando paesaggi sonori che evolvono in tempo reale, alimentati dall’energia del pubblico.

Olga Amelchenko – Howling Silence
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Howling Silence, il nuovo album della sassofonista russa Olga Amelchenko, è un viaggio emotivo che affonda le radici nelle sue esperienze di vita tra Russia, Germania e la vivace scena jazz di Parigi. Ispirata da leggende del tenore come John Coltrane e Mark Turner, Olga intreccia il suo timbro naturale e risuonante con una ricca tessitura di suoni acustici ed elettrici, creando un racconto sonoro di resilienza e introspezione. Accompagnata da collaboratori di lunga data, ogni traccia è un capitolo di una narrazione più ampia, che esplora temi di lotta, speranza e rinascita. Howling Silence è un album trasformativo che invita gli ascoltatori a riflettere sull’interazione tra silenzio ed espressione.

Kieran Brown – Loving You
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Kieran Brown, una voce emergente nel jazz, debutta con un album che promette di lasciare il segno. A soli 16 anni, ha cantato l’inno nazionale al Madison Square Garden e a 17 ha conquistato un posto in un prestigioso programma jazz universitario. Trasferitasi a New York nel 2023, ha già calcato i palchi dei migliori club jazz della città. Konrad Paszkudski, direttore artistico del Jazz at the Ballroom, l’ha definita “il futuro del jazz e dell’American Songbook”. L’album, che spazia da classici come “Emily” di Mandal e Mercer a brani contemporanei come “Loving You” di Stephen Sondheim, dimostra la sua versatilità vocale e musicale. Accompagnata da musicisti e arrangiatori di talento, Kieran Brown si afferma come una delle voci più promettenti della nuova generazione jazz.

Plunky & Oneness of Juju – Made Through Ritual
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Gli Oneness Of Juju, leggenda dell’Afro-jazz, tornano con Made Through Ritual, il loro primo album internazionale dopo oltre 30 anni, in uscita il 4 luglio 2025. Prodotto da Jamiah “Fire” Branch e Jamal Gray, figli dei fondatori storici del gruppo, questo lavoro rappresenta un ponte tra passato e futuro, esplorando la deconstruzione e ricostruzione musicale attraverso campionamenti, sequenze e improvvisazione live.

L’album si apre con il canto soul meditativo Share This Love, interpretato da Charlayne “Chyp” Green, e prosegue con una serie di vignette jazz, tra cui la title-track, In Due Time e Free Spirit. Il potente finale, Children Of The Drum, celebra la cultura nera e il suo retaggio attraverso la poesia di Roscoe Burnem.

Con una copertina realizzata dall’artista ivoriano Maxime Manga, Made Through Ritual segna un nuovo capitolo fondamentale nella storia degli Oneness Of Juju, supportato da un tour europeo nei mesi autunnali e invernali del 2025.

Jacob Chung with The Tyler Henderson Trio – Live at Frankie’s Jazz Club
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Emergenti nella scena jazz di New York, il sassofonista Jacob Chung e il pianista Tyler Henderson guidano un ensemble che ha conquistato il pubblico canadese con il loro album live, registrato al termine di un tour coast-to-coast. Live at Frankie’s Jazz Club cattura l’energia vibrante del jazz newyorkese, con tempi infuocati e ballate coinvolgenti che rendono omaggio ai classici del genere.

Mike Zilber & Mike Clark – Standard Deviations
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Una delle tradizioni più celebrate del jazz è infondere nuova vita nei classici del passato. Il sassofonista Michael Zilber e il batterista Mike Clark, con la loro nuova registrazione Standard Deviation, reinterpretano standard e brani noti in modo familiare ma innovativo.

Clark, con la sua carriera variegata e influente, e Zilber, condividono l’amore per il jazz hard bop di New York, nonostante le loro radici sulla costa ovest. Separati da un continente, si riuniscono per creare musica intensa e coinvolgente. Dopo il successo del concerto al Monterey Jazz Festival nel 2022, hanno registrato Standard Deviation a New York, con il bassista Alexander Claffy e il pianista Jon Davis.

Standard Deviation offre arrangiamenti freschi e stimolanti di brani come “Beatrice” di Sam Rivers e “I Get Along Without You” di Hoagy Carmichael, oltre a composizioni originali come “Blues for Chambers” di Zilber. Ogni traccia è un viaggio tra armonie rinnovate, ritmi sorprendenti e un’interplay che cattura l’essenza del jazz moderno.

Dino Saluzzi, Jacob Young, José Saluzzi – El Viejo Caminante
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El Viejo Caminante è un viaggio musicale che unisce il maestro del bandoneon Dino Saluzzi con suo figlio José Maria Saluzzi e il chitarrista norvegese Jacob Young. Le due chitarre, una classica e una Telecaster, avvolgono delicatamente il suono evocativo del bandoneon di Dino, creando un album di profondità musicale e grande fascino.

Dino Saluzzi, a 90 anni, mantiene intatta la sua passione per la collaborazione artistica e l’esplorazione di nuovi orizzonti musicali. Questo album, che include composizioni originali e standard jazz, è un tributo alla sua carriera e un invito a scoprire nuove dimensioni sonore.

El Viejo Caminante è un’opera che celebra la musica come mezzo di crescita umana e artistica, unendo tango, folk argentino e jazz in un’esperienza unica e organica.

The Sorcerers – Other Worlds and Habitats
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Con il loro quarto album, “Other Worlds and Habitats”, The Sorcerers consolidano la loro reputazione di pionieri del jazz etiope contemporaneo. Questo nuovo lavoro, pubblicato da ATA Records, rappresenta un’evoluzione naturale del loro sound, arricchito dall’aggiunta del tastierista Johnny Richards e dalla sua maestria con strumenti vintage come il Jen 73 piano, il Mellotron e il Farfisa Compact Duo.

Il disco, registrato in analogico con la cura artigianale tipica di ATA Records, si ispira alle sonorità etiopi ma le proietta in un contesto moderno, fondendo l’ottimismo futuristico degli anni ’60 e ’70 con suoni tradizionali. Brani come “The Great Belt” e “Abandoned Satellites” testimoniano questa fusione, creando un’atmosfera unica che oscilla tra il nostalgico e l’innovativo.

Dopo il successo di “I Too Am A Stranger”, che ha ricevuto elogi da Jamie Cullum, Mulatu Astatke e Nightmares on Wax, The Sorcerers continuano a esplorare nuovi orizzonti sonori, dimostrando che la loro musica è in costante evoluzione. “Other Worlds and Habitats” è un viaggio attraverso mondi sonori inesplorati, dove tradizione e innovazione si fondono in un’esperienza musicale coinvolgente e senza tempo.

Agnar Aspaas – November Songs
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Dopo decenni trascorsi come sideman al fianco dei più grandi musicisti norvegesi, questo album segna il debutto di un autore che, con umiltà e passione, ha custodito le sue composizioni nel cassetto, aspettando il momento giusto per condividerle. Ora, con la maturità e la sicurezza di un artista che ha vissuto la musica in tutte le sue sfumature, questo progetto prende vita, arricchito dalla collaborazione di tre generazioni di musicisti norvegesi.

Accanto a lui, il pianista Magne Arnesen, compagno di viaggio musicale da oltre vent’anni, e una nuova ondata di talenti: il trombettista Magnus Aannestad Oseth, il sassofonista Erlend Vangen Kongtorp e il batterista Magnus Stefaniassen Eide. Insieme, hanno trasformato queste composizioni in qualcosa di straordinario, infondendo energia e creatività giovanile.

Ogni brano racconta una storia personale: dai riferimenti ai nipoti in “Little K” e “Sunny Boys”, all’omaggio alla carriera di sideman in “The Sideman”, fino alla riflessione su chi, come lui, ha trovato la propria voce artistica più tardi nella vita, come in “Late Bloomer”. “Q’s Land” è un tributo al chitarrista Halvard Kausland, mentore e compagno di viaggio musicale per oltre due decenni, mentre “Fat Boy” è un sorriso rivolto a chi, come lui, è stato l’ultimo a essere scelto per la squadra di pallavolo a scuola.

Tra i brani più antichi, “Thai Song 1 & 2” nascono da un documentario che lo ha profondamente colpito, trasformando l’emozione in musica. Un disco che è un viaggio attraverso la vita, la musica e le emozioni, dove ogni nota è un ricordo, un omaggio o un sogno.

Dario Carnovale e Michele Polga – Big Pulse
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In un’epoca in cui la perfezione digitale domina le registrazioni in studio, c’è ancora spazio per la magia imperfetta di un concerto dal vivo. “Big Pulse” cattura proprio questa magia, l’energia di una serata unica con un quartetto che brilla nell’interpretazione di standards amati.

Dario Carnovale e Michele Polga, quest’ultimo considerato uno dei più talentuosi sassofonisti tenori della scena jazz italiana, guidano il gruppo con maestria. Insieme a Pasquale Fiore e Lorenzo Conte, che rende omaggio al suo ispiratore Paul Chambers, il quartetto offre un’esibizione equilibrata, ricca di interplay e passione travolgente.

Non è un caso che quattro degli otto brani siano composizioni di maestri del sassofono tenore come Wayne Shorter, Joe Henderson e Frank Foster. Un album che, come i grandi live della storia del jazz, sa trasmettere l’emozione di un concerto indimenticabile.

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