Jazz Weekly 351: Novità, Approfondimenti e una Tappa Storica per la Family

Jazz Weekly 351

Benvenuti alla Jazz Weekly 351, il nostro spazio settimanale dove suoni, idee e storie si intrecciano per raccontare ciò che accade davvero nel mondo del jazz — dentro e fuori le playlist. Questa settimana vi accompagniamo in un percorso fatto di atmosfere intime e visioni luminose, tra brani che esplorano nuovi orizzonti sonori e notizie che fotografano un settore in pieno movimento: festival che cambiano pelle, collaborazioni storiche, ritorni inattesi dagli archivi e omaggi dovuti ai maestri che ci hanno lasciato.

Accanto all’attualità, condividiamo anche un momento importante per la nostra Family: un traguardo raggiunto insieme e che segna una nuova fase del nostro viaggio. E come sempre, chiudiamo con un gesto semplice ma significativo: l’Azione della Settimana, un invito a immergervi negli album che abbiamo selezionato per voi e a farci sapere cosa vi ha ispirato.

Mettetevi comodi, alzate il volume e lasciate che questa nuova pagina di Jazz Weekly vi guidi tra musica, curiosità e scoperte. Il viaggio continua — e lo stiamo facendo insieme.

Ascolta la puntata #351

1.

Benvenuti alla parte relativa alla puntata radiofonica di Jazz in Family #351, dove una nuova playlist intreccia atmosfere interiori, luci urbane e immagini in movimento. In questa selezione, i paesaggi emotivi si sovrappongono ai neon delle metropoli, tra treni che attraversano la notte, bossa nova dal fascino straordinario, big band in piena spinta creativa e confessioni musicali che arrivano da lontano.

2025 Jazz in Family vola più alto che mai

È una playlist che unisce la cura dei dettagli alla forza delle grandi visioni: pianoforti che aprono nuovi orizzonti, fiati che narrano storie, chitarre che accendono ritmo e luminosità. Dieci brani pensati per essere vissuti, non solo ascoltati.

Mettetevi comodi, alzate il volume e lasciate che questa puntata vi accompagni verso luoghi inattesi.

Playlist

#Titolo BranoArtisti – Album
1Dreams and PlainsPedro Neves – Northern Train
2Luar & SolYurik Lee – Luar & Sol
3GoonsquadMark Lettieri – MARK LETTIERI meets WDR BIG BAND AT STUDIO 4
4CoralBluff – Coral
5Three LawsNugara – The Last Question
6PillarsRasmus Oppenhagen Krogh – Pillars
7Tiro ao àlvaroRosalia De Souza Quarteto – Rosalia De Souza Quarteto 55°
8VortexLuca Mannutza Quintet – Circles
9Diz, quando voltaràsBia – La délicatesse
10The PartyPhilippe Chrétien & Jeannot Steck – The Party

Non perdere la puntata completa e dicci il tuo brano preferito!

Il player

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Non fermarti qui: continua a esplorare e lasciati sorprendere da ciò che il jazz ha ancora da raccontarti.

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Aggiornamenti & News

Jazz News

Il Paradosso dei Festival, il Boom dello Streaming e l’Addio ai Giganti

Questa settimana la scena jazz ci offre un quadro complesso, ricco di contraddizioni affascinanti e momenti storici. Se da un lato assistiamo a una trasformazione radicale nel modo in cui il pubblico fruisce i grandi eventi dal vivo, dall’altro il mercato discografico ci regala incontri attesi da decenni e profonde riflessioni personali. Purtroppo, è anche una settimana segnata dal lutto per la perdita di figure che hanno scolpito il suono del nostro tempo.

Lo Stato di fatto dei Festival: Tra Record e Crisi d’Identità

I dati raccolti dipingono una realtà a due velocità. In Europa, la vitalità sembra intatta: l’EFG London Jazz Festival (14-23 novembre) si è confermato un evento mastodontico con oltre 60 location e 350 esibizioni, unendo icone come Hermeto Pascoal a nuove stelle come Aya Monet. Parallelamente, in Spagna, il Festival Internacional Jazz Palencia ha chiuso la sua dodicesima edizione celebrando il talento catalano di Andrea Motis con il suo “Temblor” e la potenza del settetto internazionale “Something Else” di Vincent Herring.

Tuttavia, spostando lo sguardo sugli Stati Uniti, emerge una spaccatura netta. Il modello tradizionale mostra segni di affaticamento: le proiezioni per il New Orleans Jazz & Heritage Festival 2025 indicano un calo di presenze (circa 460.000 contro le 500.000 dell’anno precedente), suggerendo che nemmeno grandi nomi generalisti come Pearl Jam o Dave Matthews Band bastino più, da soli, a garantire il successo.

La risposta a questa crisi arriva da un modello diametralmente opposto: quello “ibrido”. Il caso studio della settimana è il Detroit Jazz Festival. Se l’affluenza fisica è stata ottima (oltre 300.000 persone), il dato che cambia le regole del gioco è il “Numero della Settimana”: 1,5 milioni. Tanti sono gli spettatori che hanno seguito l’evento in live streaming da 43 paesi diversi, un aumento del 30% rispetto all’anno scorso. Detroit ha dimostrato che esiste un pubblico globale affamato di jazz, a patto di renderlo accessibile. Un successo confermato anche dal Saint Lucia Jazz & Arts Festival, che sta già pianificando un 2026 in grande stile (si parla di Beyoncé e star dell’Afrobeat) proprio grazie a questa capacità di attrazione globale. Il Saint Lucia Jazz & Arts Festival è un festival che si tiene il mese di maggio in una piccola isola caraibica ma ricco di presenze di artisti importanti e noti.

Discografia: Novembre Prolifico tra Storia e Intimità

Sul fronte delle uscite, novembre si chiude con un evento atteso da decenni: “Memories of Home”, il primo album in assoluto in duo di John Scofield e Dave Holland. Un incontro storico che unisce brani originali e rivisitazioni, destinato a diventare una pietra miliare del jazz contemporaneo.

Oltre ai giganti, emerge un filo conduttore introspettivo: molti artisti stanno usando la musica per esplorare legami familiari e radici personali. In netto contrasto con questa tendenza, c’è chi punta al “comfort” puro in vista delle feste: Boney James, con “‘Tis The Season”, offre un approccio natalizio strumentale pulito, sicuro e privo di cliché, perfetto per la stagione.

Il “Caso” Bill Evans: Quando gli Archivi Parlano

Sul fronte discografico, la notizia della settimana è un “nuovo” album che arriva direttamente dal passato: “Haunted Heart: The Legendary Riverside Studio Recordings” di Bill Evans. Non si tratta della solita compilation, ma di materiale restaurato che getta nuova luce sul periodo d’oro del pianista con la Riverside. In un mercato saturo di uscite digitali, questa operazione di archeologia musicale sta dominando le classifiche di vendita del settore, dimostrando che la fame di “classici perduti” è ancora altissima.

L’Addio ai Maestri del Ritmo

È doveroso dedicare uno spazio al lutto che ha colpito il mondo della musica. La perdita più pesante per il jazz puro è quella di Jack DeJohnette, scomparso il 27 ottobre all’età di 83 anni: un batterista e compositore rivoluzionario, la cui assenza è incalcolabile. Ma il jazz ha perso anche figli “illegittimi” e cugini stretti: il 21 novembre ci ha lasciato Gary ‘Jellybean’ Johnson (69 anni), batterista di The Time e architetto del Minneapolis Sound, dimostrando come il DNA del jazz si sia infiltrato nel funk e nel pop. Infine, il 24 novembre, l’addio all’icona del reggae Jimmy Cliff (81 anni). (Nota di servizio: le notizie che circolano su Quincy Jones e Roy Haynes si riferiscono al 2024, come specificano le fonti, per evitare confusioni in questo periodo già triste).

Notizie in Breve e Sguardi al Futuro

Chiudiamo la rassegna con alcune segnalazioni rapide ma essenziali:

Restauri: Disponibile una preziosa raccolta di rari singoli anni ’60 di Ray Charles.

Fusion: Debutto interessante per il Rosàlia De Souza Quarteto, un viaggio tra Brasile, Nord America e Scandinavia con l’album 55°

In conclusione, la lezione di questa settimana per l’industria è chiara: il futuro del 2026 si giocherà sulla capacità di replicare il “modello Detroit”. L’accessibilità globale online non è più un optional, ma il fattore discriminante tra la crescita e il declino di un festival.

Novità della… Family

Il 24 novembre 2025 abbiamo tagliato un traguardo che non potevamo ignorare: Jazz in Family ha superato del 96% le visualizzazioni del 2024, raggiungendo i livelli del 2020, l’anno più ricco della nostra storia.
Non amiamo concentrarci sui numeri — preferiamo far parlare la musica, la qualità e le relazioni che si creano attorno a ciò che facciamo — ma questo risultato ci sembra giusto condividerlo con voi, perché appartiene a tutti.

È grazie a chi ci ascolta ogni settimana, a chi legge, commenta, sostiene e torna a trovarci con costanza, se oggi possiamo dire di aver compiuto un piccolo grande salto.
Usando una metafora che ci assomiglia: siamo tornati sulla Luna… e ora ci stiamo preparando per puntare dritti verso Marte.

Il nostro augurio per il 2026 è semplice: continuare ad avere la forza di fare e dare di più. La volontà c’è, le idee non mancano, e il vostro sostegno ci ricorda che il viaggio è solo all’inizio.

3.
Azione della Settimana!

Esplora i Suoni Dietro le Notizie

Questa settimana ti invitiamo a fare un passo in più dentro le Weekly News:
sotto ai titoli, trovi quattro album che rappresentano alla perfezione i temi emersi nella nostra rassegna — tra storia, sperimentazione, ritorni inattesi e nuove direzioni.

La tua missione?
Scegli uno di questi album, ascoltalo con calma e raccontaci cosa ti ha colpito.
Può essere un brano, un’idea, un’emozione, un dettaglio tecnico… qualsiasi cosa.

I link sono qui sotto:


Condividere opinioni ci aiuta a scoprire nuove prospettive… e a capire quali strade sonore esplorare nelle prossime settimane.

Al prossimo appuntamento e…

SIATE GRANDI!!!

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