isn't she lovely
Home » History Channel » Gli Standard del Jazz » Isn’t She Lovely? (Music & Lyrics by Stevie Wonder -1975)

Isn’t She Lovely? (Music & Lyrics by Stevie Wonder -1975)

Isn't She Lovely?

Music & Lyrics: Stevie Wonder - 1975

Isn’t She Lovely? Nella sua traduzione italiana significa “Non è adorabile?” e si riferisce ad Aisha, la prima figlia di Stevland Hardaway Judkins Morris, in arte Stevie Wonder.

Stevie Wonder con la figlia Aisha

Aisha Morris nasce nel febbraio del 1975 ed il brano viene registrato nello stesso anno, ma pubblicato nel 1976 come singolo promozionale del nuovo album Songs in the key of life.

isn't she lovely

Il testo è costruito su tre versetti tutti che terminano con la frase “isn’t she lovely made from love” (non è adorabile, fatta d’amore). Costruita su fondamentali cambi di accordi, la canzone è una fusione di elementi jazz e pop.

Stevie Wonder rilasciò due versioni del brano. La prima, la lunga versione contenuta nell’album, ha come intro il pianto di un bambino e come outro la presentazione di Aisha.

La seconda versione venne rilasciata come singolo promozionale per le radio e non conteneva né il pianto del bambino e né la lunga outro.

Il  brano è uno dei più popolari della ricca produzione musicale di Stevie Wonder ma non fù mai commercializzato, per scelta dell’autore,  come singolo e, di conseguenza, non entrò mai nelle principali classifiche degli Stati Uniti o del Regno Unito.

Tutti gli strumenti furono suonati solo ed esclusivamente da Stevie Wonder, che cantava anche il testo, e dal fortunato Greg Phillinganes alle tastiere.

Il contesto discografico

Come già anticipato, il brano fù incluso nell’ album Songs of Key of life che conteneva altri memorabili hit come Sir Duke, As (con Herbie Hancock), Another Star (con George Benson) ed I Wish. Il disco, pubblicato dalla Motown,  raggiunse la prima posizione nella classifica Billboard 200 per 14 settimane negli Stati Uniti. Vinse il Grammy Award come album dell’anno nel 1977.

Altre versioni

Molte e di tanti le cover pubblicate su altre incisioni discografiche e/o eseguite in concerti dal vivo.

La prima che segnaliamo è quella incisa nel 1977 da David Parton e che permise al brano di arrivare alla quarta posizione della classifica inglese. Sempre nel 1977 si cimentarono in delle riletture del brano anche i mitici Lee Ritenour (album: Captain Fingers) e Sonny Rollins (album: Easy Living). Interessante anche la versione di Freddie Cole (fratello minore di Nat King Cole) inclusa nell’album Always del 1995.

In un intervista rilasciata alla rivista statunitense Rolling Stone, il cantante e compositore Yusuf/Cat Stevens l’ha indicata come una delle 5 canzoni che lo hanno maggiormente influenzato da giovane.

Questa è una playlist da noi suggerita e… arricchibile da voi.

 

Rispondi